Beata Maria Angela Astorch (1592 – 1665)

Carmine Alvino

Studio, ricerche, ricognizione documentale

Avv. Carmine Alvino


 

Maria Angela Astorch

(1592 – 1665)

Clamoroso il culto di particolare dulia, singolare devozione della Beata Astorch, la quale riceve misticamente illuminazione sui Sette Arcangeli, e in locuzione privata la certezza dell'esistenza  - scritturistica - e di rivelazione di S. Uriele, come ella appalesa nei suoi scritti.

Maria Angela Astorch (1592 – 1665), al secolo Girolama Maria Agnese nasce a Barcellona il 1° settembre 1592, ultima di quattro figli, da don Cristoforo Astorch e donna Caterina. Orfana di madre all'età di undici anni entrò in clausura dove ricevette il nome di Maria Angela. Nel 1614 insieme ad altre cinque suore fu inviata a Saragozza per fondare un nuovo convento, Maria Angela ebbe l'incarico di maestre delle novizie.  Nel 1627 divenne badessa. Il suo desiderio di propagare l'ordine la portò nel 1645 a lasciare Saragozza per intraprendere insieme ad cinque sorelle, la nuova avventura di fondare un altro monastero, questa volta a Murcia.  In questo nuovo monastero Maria Angela riuscì ad introdurre la pratica della Eucaristia quotidiana per le monache. Rimase badessa fino al compimento del settantesimo anno di età, quindi essendo inabile ai lavori poté dedicarsi esclusivamente alla vita contemplativa.  Il 2 dicembre 1665 a 75 anni cantando il Pange lingua terminava il suo viaggio terreno.  Il suo corpo incorrotto, profanato durante la guerra civile spagnola, è conservato nel monastero di Murcia.  Giovanni Paolo II ha dichiarato Maria Angela Astorch beata il 23 maggio 1982

Notizia della sua venerazione ai Sette Arcangeli si trae proprio dalla sua principale biografia:

di Luis Ignacio Zevallos, "Vida y virtudes, favores del Cielo, milagros y prodigios de la V. M. Sor Maria Angela Astorch capuchina natural de Barcelona fundadora en la ciudad de Murcia, de su ilustre Convento de Capuchinas , de la Exaltacion  del Santisimo Sacramento", Capitolo III,  pag. 82,  1733,

dove si apprende che la beata, per la crescita spirituale delle sue figlie spirituali e discepoli , scrisse un santo compendio, pieno di serafici consigli e di insegnamenti cristiani cui diede il nome di “Directorio y practica espiritual, para la crianza y educacion de las Novicias y modernas en la Religion, con advertencias utiles, para ser perfectas religiosas”.  Si apprende che tra gli altri consigli e ammonimenti che ella dava alle ue sottoposte, avesse anche prescritto che per ogni giorno della settimana, una serie di preghiere e di elogi per accrescere il proprio spirito, e scacciare il peccato, segnalando le virtù che si proponeva di eccitare nelle medesime, eleggendo gli Angeli e i Santi per Avvocati Spirituali che assieme alle regole del Signore aiutassero a conseguire su esecuzione puntuale. A tal fine, specificamente nel giorno della Domenica, scriveva la Beata: “si deve fare ricorso alla Santissima Trinità; alle virtù, quelle Teologali, di Fede, Speranza e Carità, agli Avvocati, i nove Cori degli Angeli, distinguendo in modo particolare la cura e la devozione dei Sette Arcangeli e dell’Angelo Custode

Di Uriele parla , addirittura in un capitolo scorgendolo in estasi, come PRINCIPE ETERNO, capo di legioni di Angeli e servo di Maria, nonchè uno dei 4 Arcangeli Principali, e lo fa raffigurare in una culla di vetro, che celebra i sacri misteri del Vecchio testamento

Ma è soprattutto per merito del dott. Errico Landi, che siamo venuti addirittura a sapere che la Beata pregava e faceva pregare alle sue discepole i Sette Arcangeli con i loro nomi. L'intellettuale, difatti, ha tradotto in modo formidabile il diario spirituale di Maria Angela dallo spagnolo rendondo fruibili circostanze clamorose, fatte passare sotto silenzio. La testimonianza si trae dall'articolo : «Beata Maria Angela Astorch. Opuscoli spirituali», in appedice a pag. 86 della rivista: « laNOTTOLAdiMINERVA Journal of Philosophy and Culture supplement», XV/1, January 2017, ove presenta gli scritti della Beata Maria Angela Astorch, significativa mistica spagnola del XVII secolo, in traduzione e commento.

In tal modo, come scrive Chiara Alba Mastrorilli O.S.C. « è finalmente possibile leggere in italiano almeno parte degli Scritti della beata, la cui figura è importante per vari aspetti, storici – in relazione alla Spagna del suo tempo e alla storia dell’Ordine delle Clarisse Cappuccine – e, soprattutto, spirituali. Infatti María Angela è una donna cristiana vissuta, fin da giovanissima, in monastero, quindi in un contesto povero, ma pure è una donna scrittrice, che conosce bene la lingua latina e diventa “mediatrice culturale” presso le sue sorelle, soprattutto le più giovani». 

Per quel che riguarda il nostro culto è significativo e dirimente l'invocazione che il Landi riporta, direttamente dagli scritti della Beata, in  «3.1. Pratica spirituale Molto utile per le nuove novizie, e così la dedico alle madri maestre.E congiuntamente alcune avvertenze e punti molto importanti peressere perfette religiose», attinto dal  MS, f.248r-258. Al punto n. 5 ella scrive quanto segue, in relazione agli [Atti per iniziare il giorno] : «  5. Fatto ciò, incomincino a raccomandarsi all’aiuto dei santi e a richiedere le virtù e i doni dello Spirito Santo e perdono dei peccati, con l’ordine seguente: La domenica avrà per avvocato la santissima Trinità e i suoi difensori. E dirà, al termine dell’adorazione della croce, e ogni giorno: Beatissima Trinità, siate mia guida e compagnia per tutto questo giorno, perché non faccia né dica né pensi cosa contro di Voi; e concedetemi il dono della mia salvezza, e le sette virtù principali: fede, speranza e carità, prudenza, giustizia, forza e temperanza. Gloriosi arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele, Uriel, Satiel, Barchiel e Jehudiel, e angelo mio custode, con tutti i cori degli angeli: siate mia guida e compagnia per tutto questo giorno, perché non faccia né dica né pensi cosa contro il mio divino Signore che mi ha creato».