POSIZIONE DELLA CHIESA: e delle altre confessioni cristiane e non cristiane

 

  • Gentili lettori, siamo stati costretti a spostare qui questa sezione, per diversi dubbi espressi con riguardo a liturgie presenti in rete e pubblicizzate come realmente salvifiche: talune riportanti anche i nomi dei 7 Arcangeli.
  • In primo luogo vi comunichiamo che non siamo affiliati ad alcun movimento, non possediamo incarichi universitari, religiosi di alcun genere, nè supportiamo espressioni devozionali specifiche; tutto quello che facciamo scaturisce dalla nostra libera iniziativa.
  • In secondo luogo,  vi consigliamo, se cattolici, di rifarvi al ministero di un sacerdote che meglio di noi potrà guidarvi in queste rivelazioni; prevalga comunque la libera coscienza e la sensibilità individuale, non potendo escludere che la divina provvidenza possa illuminare taluni sul corretto agire e lodare Dio anche nei suoi santi messaggeri.
  • Infine,  lasciamo le sottostanti delucidazioni a beneficio di molti.

Cordialità                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Carmine Alvino  25-7-2025


  • LA CHIESA CATTOLICA riconosce attualmente, all'interno della propria liturgia, un culto di "dulia" specifico solo a 3 Angeli con il proprio nome: Michele, Gabriele Raffaele, (cfr. Sinodo Romano II del 745 d.c. sotto Papa Zaccaria ).  

  • Di altri Spiriti  non ammette culto alcuno e devozione; nè ha predisposto alcuna liturgia!  

  • Sebbene gli Arcangeli godano di una festa liturgica loro dedicata, la Chiesa celebra con culto minore nel giorno del 29 settembre di ogni anno, solo 3 santi Arcangeli dei 7 espressi ufficialmente nel Santo Lascito : Michele, Gabriele e Raffaele.  

  • La Chiesa Cattolica sembra però non proibire una preghiera generica purché personale (dunque priva di alcun crisma di pubblicità e/o propalazione esterna e pubblica), al gruppo dei  Sette Assistenti (Tb 12,15 -  Ap 1,4 - Ap 8,2) , purché il lettore sappia che non ha formalizzato su di essi né riflessioni, né dottrina e né fonti di magistero.

  • La Chiesa Cattolica appare tollerare inoltre, senza dulia specifica e senza devozione, seppur in modo non generalizzato, il nome “Uriele”, come riferito ad un  quarto Angelo o Arcangelo dell’ 8° Coro angelico, ciò grazie:  all'approvazione del nome di Uriele di alcuni Papi (Silvestro e Leone X),  di diversi Dottori della Chiesa (Ambrogio, Isidoro, Beda, Alberto Magno, Bonaventura, Lorenzo da Brindisi) e  di particolari uomini di grandi capacità intellettive (Cornelio di Lepido; Giovanni Gerson; Nicola Serario )  e soprattutto al decreto apposto - per questo medesimo motivo -  alla Bibbia Sisto-Clementina secondo cui : «...  i due libri conosciuti sotto il nome di Terzo e Quarto di Esdra, sono relegati in questo luogo, cioè, al di fuori della serie dei libri canonici che il Santo Sinodo Tridentino ha ammesso, e ha stabilito che siano da tenersi per canonici affinché non vadano assolutamente perduti, dal momento che sono stati diverse volte citati da moltissimi Santi Padri e si ritrovano in qualche Bibbia latina sia all’interno di manoscritti che di testi stampati».
  • ​[Oratio Manassae, necnon libri duo, qui sub libri Tertii et Quarti Esdrae nomine circumferuntur, hoc in loco, extra scilicet seriem Canonicorum Librorum, quos sancta Tridentina Synodus suscepit, et pro Canonicis suscipiendos decrevit, sepositi sunt, ne prorsus interirent, quippe qui a nonnullis sanctis Patribus interdum citantur, et in aliquibus Bibliis Latinis tam manuscriptis quam impressis reperiuntur]
  • Peraltro, a seguito di nostre specifiche indagini documentali, liturgiche, scritturistiche e mistico profetiche, è emerso indubitabilmente che diversi suoi rappresentanti - teologi, sacerdoti, e  perfino  santi,  beati e veggenti cattolici, abbiano ammesso ed approvato - privatamente  -   il “quarto nome” di Arcangelo, come afferente alla tradizione orale della Chiesa e sullo stesso modello dei genitori di Maria: Anna e Gioacchino mai nominati nella Bibbia, o addirittura per via della sua presenza in Esdra IV°.
  • ​​La situazione fu ben inquadrata dal celebre inquisitore p. Tommaso Gastaldi, nel suo “De Potestate Angelica”, al Tomo I, al capitolo “se altri Angeli abbiano nomi propri e quali ?” [a pag. 593, Edizione Romana del 1650], dove candidamente afferma che:  «... Si conferma in secondo luogo, che Santo Ambrogio, Isidoro, Bonaventura ed Alberto, nonché la Messa degli Etiopi utilizzassero il nome di URIELE, riferendo tale circostanza il Serario come dalla 14^ questione. Si risponde che noi non neghiamo che la repubblica Cristiana possa imporre nuovi nomi d’Angeli particolari dai loro particolari ministeri; diciamo solo che il nome di URIELE non è proibito, ma soltanto non viene recepito universalmente da tutta la Chiesa, dunque non se ne può fare uso in preghiere pubbliche…Dunque il Concilio non ritenne che il nome di URIELE non fosse di un Angelo Santo, ma soltanto disse nel merito che Adalberto poteva esser giudicato di aver invocato con qui nomi dei demoni e non degli Angeli…».

  • In virtù di tali circostanze, la Chiesa Cattolica mantiene ancora l'incongruenza del basso posizionamento degli Arcangeli collocati non nella prima, ma nell'ultima gerarchia dei cieli, delle 3 espresse e attestate dall'autore gnostico "Pseudo - Dionigi Areopagita" e ciò in violazione e falsa applicazione di: Dn 10,13 ; Dn 12,1 ; Gs 5,14; Zc 4,10; Tb 12,15; Lc 1,19; Lc 1,26  Ap 1,4; Ap4,5; Ap 5,6; Ap 8,2; ecc.  

 

  • Con questi termini si individua un' erronea esegesi del testo letterale della rivelazione biblica applicata e predicata dalla Chiesa in chiave contro-intuitiva rispetto alla percezione immediata e al sentimento ispirato del fedele e dell'interprete. Per tali ragioni la Chiesa, con riferimento a:

  1. Daniele 10,13 e 12,1:  non conferma l'esistenza reale dei c.d. Primi Principi (cfr. Clemente Alessandrino) quali esseri straordinari più potenti degli altri nella Gerarchia angelica.
  2. Zaccaria  4,10: non conferma l'esistenza  "sette occhi" percorritori del mondo, primi emissari dell'Agnello immolato come da Apocalisse 5,6
  3. Tobia 12,15: non conferma l'esistenza di Sette Angeli assistenti davanti al Trono, come sette individualità distinte e personali
  4. Luca 1,19 ; 1,26: non conferma né che Gabriele sia uno dei Sette intorno al Trono, né che, tantomeno, sia stato inviato direttamente da Dio.
  5. Apocalisse: 1,4 ; 4,5 ed 8,2: non conferma l'esistenza innanzi al Trono di Dio di Sette Spiriti o Sette Angeli, nè che i termini Sette Spiriti di Ap 1,4 e Sette Angeli di Ap 4,5,; 5,6 e 8,2 siano equivalenti .
  6. Non approva, né conferma che Michele, Gabriele e Raffaele siano Angeli Serafini,  essendo ritenuti semplicemente "Arcangeli" afferenti al penultimo Coro Angelico delle 9 Gerarchie di pseudo - Dionigi,  cioè collocati o collocabili, addirittura nella ultima Gerarchia detta: "Ipofania", cioè "bassa manifestazione" e che facciano parte di un gruppo liturgico-devozionale di Sette Arcangeli.