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Uriele esiste, ecco le prove!

Uriele esiste, ecco le prove
Carmine Alvino

QUARTA DI COPERTINA:

ll numero delle apparizioni di Uriele in ambito cristiano supera di gran lunga quello di due angeli canonici, come San Gabriele e San Raffaele... Se Uriele Arcangelo non esiste, come si spiegano le sue apparizioni?

 

DALL'INTERNO

Carissimi lettori e, spero, futuri amici di Uriele….

come tutti sappiamo la Chiesa Cattolica raccomanda la devozione a soli tre Angeli nominati nel Testo Sacro, e cioè:  S. Michele, S. Gabriele e S. Raffaele.  Fermo restando questo responso, ancora valido, al quale tutti noi dobbiamo aderire è però di interesse generale del cattolicesimo, nell’ottica di un futuro quanto auspicato riconoscimento di figure devozionali di primo piano nel generale panorama delle fonti cristiane, fare propalare le scoperte emerse nel presente lavoro, le quali sembrerebbero attestare della presenza ormai certa, per Sacra Tradizione,  per virtù mistica, estatica, profetica e per vis dogmatica teologica e dottrinaria, di uno Spirito angelico chiamato Uriele: “Fuoco o Luce di Dio”, che sarebbe il quarto Arcangelo celeste. A distanza infatti di qualche anno da una nostra prima pubblicazione sull’argomento,  un altro tentativo di indagine più approfondito ha permesso di rinvenire misteriosi e straordinari documenti sull’Angelo igneo,  tra i quali ad esempio, diretti riferimenti di S. Uriele addirittura negli Atti dei Santi cattolici (c.d. Acta Sanctorum), in cui lo stesso viene identificato come Angelo Santo e custode di Santi nonchè nella Messa a San Gabriele Arcangelo e nell’Officio dello stesso, approvato da Papa Leone X e da altri successori di Pietro dove, per almeno duecento anni, è stato invocato dall’ordine di San Francesco[1]. Come sappiamo inoltre, la mancata menzione di questo Spirito nel Sacro Testo, non è di ostacolo al riconoscimento ecclesiastico, perché, il Cattolicesimo conosce processi di santificazione di pie personalità, mai nominate nelle Scritture, ma dichiarate per Sacra Tradizione, Sante anche nella cattolicità. Stiamo parlando di Sant’Anna e San Gioacchino, che come Uriele hanno goduto di una loro legittimità storico – devozionale, seppur non trovassero menzione se non all’interono di fonti apocrife. Pare opportuno dunque procedere ad un riesame del caso di questo Spirito celeste alla luce dei documenti rinvenuti e di quelli che emergeranno eventualmente, con la proposta, ma forse è meglio parlare di auspicio, che una volta esperita ogni giusta indagine da parte delle competenti autorità ecclesiastiche, si celebri definitivamente il suo culto il 29 settembre di ogni anno, assieme agli altri 3 Arcangeli maggiori.

 

[1] In riferimento alla circostanza che, in alcuni sinodi provinciali si fosse prescritta la venerazione ai soli 3 Angeli: Michele, Gabriele e Raffaele, si fa notare che avendo tali pronunciamenti natura non ecumenica, né essendo pervenuti se non in commento gli atti del Sinodo Romano II sotto Papa Zaccaria del 745, sussistendo inoltre numerosi dubbi riportati dal rev. Cornelio a Lapide sull’esatto contenuto dottrinario ivi emerso e considerato altresì che padre Sant’ Annibale Maria di Francia e il Beato Bartolo Longo apprestavano ad Uriele una venerazione tutt’altro che superficiale, gli stessi appaiono, allo scrivente,  ormai superati, come d’altra parte statuito nelle n. 6 cause postulatorie volte alla restaurazione del culto dei Sette Angeli (Leone XII: 1826/1828 – Pio VIII: 1830 – Gregorio XVI: 1831/1832 – Pio IX : ?). 

 

 

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