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Arcangelologia vol.2

Carmine Alvino

Chiamato Arconte Massimo (Arcon o Megas) ed anche Archistratega delle Virtù del Signore (Archistrategos Dynameos Kurion) nelle LXX e Principe Massimo (Sar Haggadol) nella Tanakh, San Michele Arcangelo che combatte contro i Sarim Malkut, cioè gli Angeli che hanno domini sui popoli (c.d. Dominazioni - Kyriotetes), e contro le Potenze (c.d. Exiusiai) del Principe di questo mondo (Arcon tou cosmon touton), fa scritturisticamente parte del gruppo dei “Primi Principi” (Hassarim Hari’shonim o Arconton ton proton), in numero di sette innanzi a Dio (Tb 12,15; Ap 1,4), incommensurabilmente superiori a tutti gli altri. Senonché, stranamente, l’Angelologia dello pseudo-Dionigi e di San Tommaso d’Aquino ha prodotto una deviazione del sentimento esegetico, interpretativo e liturgico di questi passi per giustificare un “abbassamento degli Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele” e marginalizzare il loro potere celeste. Conseguentemente gli Arcangeli, da Primi Principi, sono stati scagliati giù, nel basso dell’ultima gerarchia celeste, e i messaggi di salvezza loro condotti sono stati del tutto depotenziati e sviliti. Ciò ha prodotto un ingigantimento esponenziale del potere di satana che, senza più avversari liturgici di pari grado, ha conquistato tutte le menti di questo pianeta, scagliandosi contro una Chiesa ormai inerme, flagellata e divisa, fomendando odi e divisioni, originando scandali e promuovendo attacchi da parte di altri movimenti politici e/o religosi. Ed anche gli esorcisti non riescono più a estirpare effocacemente il demonio, perché non sanno più chi è San Michele e quale posto occupi nei Cieli. Per ovviare a queste incongruenze, l’autore ha dato inizio alla nuova scienza cattolica dell’Arcangelologia: studio specifico, che coinvolge fonti separate da quelle degli Angeli, al fine di restituire la dignità scritturistica, dogmatica e dottrinaria che è stata sottratta ai Santi Arcangeli Celesti, recuperare il loro ruolo biblico e restaurare il loro immenso potere di intercessori innanzi a Cristo, loro imperatore, per il quale combattono.

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