Messaggio di errore

Recursion detected in view santi_beati_venerabili_e_mistici_cristiani display default.

LE APPARIZIONI DEL QUARTO ARCANGELO - VOLUME SPECIALE - S.URIELE E MARIA ANTONIA DE JESUS TIRADO

Carmine Alvino

Quesito posto dall’autore Carmine Alvino a Nostro Signore, per il tramite di un suo luminoso “strumento” del paese del Belgio:

 

Domanda dell’autore:

“È un peccato pregare già San Uriele?

Il Signore risponde:

“Perché pregare diventa un peccato?

Pregare significa mettersi in unione con Dio e con tutti coloro che Dio ha scelto!".

 

 

 

Affezionati lettori … pensavamo  che tutto quello che avevamo pubblicato su San Uriele fosse terminato, ed invece …

 

Abbiamo sempre pensato, che scrivere di cose sacre, dovesse essere, specie, per un laico,  un’  “ attività a tempo “  in modo da evitare di apparire „simoniaci“ nello sfruttamento ,troppo disinvolto, delle informazioni celesti che Nostro Signore ci concede per la nostra Salvezza e a beneficio del popolo cristiano, e che noi, molto indegnamente, abbiamo catalogato, ordinandoli in una collana di 12 numeri.

 Per questo, dopo aver riflettuto a lungo  sulla circostanza che, tutto quello che era stato rinvenuto su S. Uriele fosse stato pubblicato e non necessitassero ulteriori volumi di approfondimenti , abbiamo preso congedo, con l’animo un po rassegnato, anche dal nostro amatissimo editore Segno.

Ma benchè avessimo già preso congedo dal nostro Editore, trascorsi diversi mesi da quando avevamo terminato di scrivere l’ultimo volume, del tutto inopinatamento, venivamo in possesso di altro materiale riguardante S. Uriele, e che materiale!

Ben sei pagine di dialoghi della biografia della Serva di Dio Maria Antonia di Jesus Tirado, di Jerez de la Frontera, suora in odore di beatificazione.

 Siamo stati dunque costretti a esaminare nuovamente tutte queste ulteriori documentazioni , che ci hanno consentito a stendere una nuova biografia inerente la figura della predetta suora.

Alla sopraggiunta felicità per aver rinvenuto l’ennesima dimostrazione dell’esistenza di Uriele, è seguito immediatamente lo sconforto, perchè la Collana era stata nel frattempo interrotta a causa dalla nostra frettolosa impazienza.

Abbiamo dunque dovuto disturbare nuovamente il direttore Mantero, che , stante la cordialità e la pazienza che lo contraddistinguono, nonostante avesse già acconsentito a riaprire la collana già all’indomani della pubblicazione del 10 volume, ci ha concesso un ultimo volume, per completare il quadro degli eventi inerenti il quarto Arcangelo.

Purtroppo non è colpa nostra se S. Uriele non smette di apparire a tutti!

Cari amici,  il numero di documentazioni raccolte è ormai così rilevante da porre in essere un vero e proprio problema mistico – devozionale ed esegetico sulla correttezza e giustezza delle procedure di canonizzazione  o nel caso che ci occuppa, di de - canonizzazione operate nei secoli dalla nostra amata Chiesa, e questo con buona pace anche di coloro, che, seppur in buona fede, vogliono reiterare responsi sinodali, che alla luce delle rivelazioni testè formulate, risultano del tutto errati.

D’altro canto, contare su ulteriori documentazione non fa che giovare alla causa di quest’Angelo, così aspramente contestato e fatto oggetto, ancora oggi di bestemmia.

Si assiste dunque oggi, ad un risveglio della devozione ad Uriele.

Un risveglio lento, progressivo, che nulla ha a che fare con il sensazionalismo, ma che, similmente a questo,  è altrettanto meraviglioso ed inopinato.

Il Risveglio del sentimento religioso verso un Angelo molto speciale, l’Angelo Uriele, il fuoco o la luce di Dio.

Ciò perché  da circa 1300 anni la venerazione dell’Arcangelo Uriele risulta essere stata soppressa per via di un arresto di un sinodo provinciale, avvenuto nel 745 d.c., presieduto da Papa Zaccaria, che ne ordinò l’espulsione dal sacro consesso degli Arcangeli identificandolo come un demone. 

Come l’amatissimo lettore avrà certamente notato, ebenchè altri, in modo molto approssimativo affermino il contrario, si  sono formati ben 3 orientamenti diversi, sull ‘attuale status di Uriele nella Chiesa.

Difatti, nonostante quel  pronunciamento, accompagnato da altre disposizioni similari, il culto di questo Arcangelo non riuscì ad essere cancellato, ed infatti trovasi nominato nelle opere di grandi dottori, santi e teologi della Chiesa (Da San Isidoro, a Sant’Ambriogio, Sant’Alberto, San Bonaventura, San Bernardino da Siena, San Beda e tanti altri).

Parallelamente, una parte della compagnie ecclesiastica, convinta di dover salvaguardare il principio di ecclesiologia a discapito della verità rivelata  da Cristo, pose in essere un’intensa attività di censura tesa a cancellare il nome di Uriele da qualsiasi, fonte documentale, devozionale o meramente artistica cui fosse venuto a trovararsi.

Certo, se di errore si fosse trattato, c’è da chiedersi quale impatto avrebbe allora sulla proclamata santità di molte personalità del cattolicesimo.

Fra i molti caduti nell’errore di venerare un Arcangelo come S. Uriele, ci sono infatti:  Papa Leone X , Papa Silvestro,  S. Isidoro di Siviglia, S. Ambrogio, S. Bernardino da Siena, S. Bonaventura , S. Alberto Magno, S. Francesco Borgia, S. Beda il Venerabile, S. Enrico Lo Zoppo e S. Cunegonda, S. Annibale Maria di Francia, il Beato Bartolo Longo, il Beato Amedeo da Sylva, il Ven. Gaspar Druzbicky, Fra Geronimo Graziano confessore di Santa Teresa, p. Guglielmo Durante dottore cristianissimo, Santa Martina, San Lactino d’Irlanda, la Beata Marianna di Gesù Navarro, il Venerabile Antonio Margil di Gesù, La serva di Dio Maria Antonia di Jesus Tirado,  Suor Marianna di Santa Chiara di Villa de Mula, Suor Anna di San Giuseppe di Segovia, Suor Maria di San Francesco di Placensia, Suor Bianca di Gesù di Valensia, Santa Teresa d’Avila (come fu rivelato a madre Biaca di Gesù), suor Giovanna di Camby, il Sac. Antonio lo Duca, il Servo di Dio Giovan Vincenzo Ferreri nobile palermitano, Il  re Cristiano Don Pelagio liberatore delle Asturie, i Santi Copti: Anub, Eusebio ed Eufrosina, I Santi Etiopi : Takla Haymanot, Manfra Qeddus, e tutta la tradizione dell’opmelia di Uriele, i Santi Padri della Messa degli Etiopi,  e l’elenco ancora molto lungo.

Tutti questi documenti testimoniano della continua assistenza apprestata dall’Angelo Uriele, al popolo cristiano attraverso moltissime apparizioni, con le quali si è in grado oggi di dimostrare che Uriele nel corso dei secoli si è sempre presentato come custode, protettore di grandi anime, che seppur non abbiano goduto di grande notorietà, hanno tuttavia una importanza grandissima nella tradizione cattolica - cristiana. 

In esse infondeva la sua forza, infiammando i loro spiriti affinché fossero pronti a sopportazione i soprusi e le angherie degli empi; questi uomini ritrovavano così lo spirito necessario per resistere alle numerose e crudeli torture cui erano sottoposti.

La sopportazione delle angherie e delle crudeltà è figlia della pazienza, e la pazienza sconfigge l’ira, uno dei sette peccati capitali. 

A chiunque abbia fatto affidamento all’angelo Uriele, egli gli si è posto accanto per aiutarlo in questo cammino doloroso. 

Dunque anche S. Uriele, assieme agli altri 3 suoi compagni, tutti appartenenti al gruppo superno dei sette spiriti assistenti, da sempre agisce per la salvaguardia del genere umano soprattutto nelle avversità.

Chiudiamo questa introduzione, con l’omelia che il Beato Amadeo sentì cantare dagli Angeli durante la sua V estasi mistica, confidando che la Chiesa non cada nel peccato contro lo spirito di verità e non negghi più la presenza di questo Spirito Celeste , difensore di Cristiani:

 

“…Benedetto sia il principe Michele, primo tra tutte le creature, che con il fortissimo Gabriele scagliò nell’inferno tutti i nostri avversari. E benedetto sia lo stesso Gabriele con Raffaele e Uriele, che continuamente non cessano di procurare la nostra salvezza…” -  V Estasi del Beato Amadeo

Vedi altro su: