Messaggio di errore

Recursion detected in view santi_beati_venerabili_e_mistici_cristiani display default.

S. BARACHIELE (BENEDIZIONE DI DIO)

 

 

SAN BARACHIELE ARCANGELO - Angelo della benedizione e dell’ultimo appello

“Convertitevi o miseri, convertitevi; ecco Dio nostro benedetto vi attende e benignamente vi aspetta, atrimenti, precipiterete nell’abisso e scenderete negli inferi”- Dalla Quinta estasi del Beato Amedeo

 

RITRATTO MISTICO DI SAN BARACHIELE ARCANGELO

Il Ministero del Settimo Angelo che sta davanti al cospetto di Dio, vale a dire Barachiele è “Benedizione di Dio”, perché ci procura i benefici di Dio e ci incita alla benedizione di Dio e all’azione delle Grazie. Purtroppo la mistica cattolica non registra al momento altre apparizioni singole di Barachiele, se non quelle, seppur sublimi che ci pervengono dall’Apocalypsis Nova del Beato Amadeo O DALLE LOCUZIONI DI DON DOLINDO RUOTOLO. ma abbiamo rinvenuto invece offici liturgici a lui dedicati, sempre però in comunione con gli altri Sette Angeli. La memoria dei Santi  e dei Teologi della Chiesa Cattolica, tra cui Cornelio a Lapide, Pietro Antonio Spinelli, solo per citarne alcuni ce lo accreditano come settimo Spirito tra gli Assistenti al Trono.

Il Beato Bartolo Longo nel suo Libretto “San Michele e gli altri Spiriti Assistential Trono”, dice che Barachiel: “che vuol dire Benedizione di Dio – Benedictio Dei – è l’Angelo che ci procura i benefici di Dio, che sono una benedizione, e ci sospinge a benedire Iddio, ed a ringraziarlo. Egli reca dal cielo le benedizioni alle nostre persone, alle nostre opere, ai nostri campi. E sul finir della vita quest’Angelo, viene a portare ai vincitori la corona della gloria, che è la suprema benedizione di Dio”.

Così anche Sant’Annibale Maria di Francia che lo recencisce come il settimo Angelo del Trono e gli dedica una specifica novena a partire dal giorno del 20 aprile 1910, come segue:Novene per trovare Grazia e Misericordia - per me e per le Opere negli occhi del S. N. G. C. e della sua SS. Madre:Cominciano il 20 Aprile 1910 Mercoledì, Festa del Buon Padrone!)Al Cuore SS. di Gesù Al SS. Nome di Gesù Al S. N. Gesù Crocifisso Al Sacro Volto Al Preziosissimo Sangue Al Bambinello Gesù A Gesù agonizzante sulla Croce  A Gesù  (…) A S. Michele Arcangelo A S. Gabriele Arc. A S. Raffaele Arc. A S. Uriele A S. Saoltiele A S. Geudiele A S. Barachiele Ai 7 Angeli Del Divino Cospetto

Così anche San Leonardo Murialdo che dice di Barachiele che incita alla Benedizione di Dio, recensendolo in una sua memoria del giorno 29 settembre, accanto agli altri Sette Arcangeli.

Abbiamo voluto raffigurarlo secondo l’originaria iconografia rinvenuta nella Chiesa di Sant’Angelo al Cassero a Palermo da Antonio lo Duca, con il manto colmo di rose da distribuire,  simbolo della benedizione di Dio.

 

SIGNIFICATO DEL NOME:

Benedictio Dei – Benedizione di Dio

 

APPARIZIONI E LOCUZIONI PRIVATE

Il Ministero del Settimo Angelo che sta davanti al cospetto di Dio, vale a dire Barachiele è “Benedizione di Dio”, perché ci procura i benefici di Dio e ci incita alla benedizione di Dio e all’azione delle Grazie.  Il nome “Barachiele” è presente nella Bibbia a designare un santo patriarca israelita. Lo narra il libro di Giobbe:“… Quando Giobbe ebbe finito di parlare, quei tre uomini cessarono di rispondere a Giobbe, perchè egli si riteneva giusto. Allora si accese lo sdegno di Eliu, figlio di Barachele il Buzita, della tribù di Ram. Si accese di sdegno contro Giobbe, perché pretendeva d'aver ragione di fronte a Dio…” [Gb 32,1-2].

Non si tratta dunque di un nome demoniaco, ma di un nome della tradizione ebraica perfettamente lecito.  Lo Spirito celeste di nome Barachiele è davvero l’Angelo più misterioso ed enigmatico dei sette.  Raramente è apparso, o se lo ha fatto , ciò è avvenuto sotto mentite spoglie, per cui di lui non traiamo altro che non si trovi nella dimensione estatica del Beato Amadeo, e in quella mistica psicologica di Don Dolindo Ruotolo.   

Le visioni di Antonio lo Duca e di Antonio Ruiz de Montoya completano il quadro degli elementi inserendolo nel generale contesto dei Sette Assistenti.

Il Beato Amadeo gli assegna l’ultimo posto tra gli Arcangeli, ma gli conferisce anche altri compiti davvero straordinari per non dire anche spaventosi. Egli, come ricordato sopra, è nominato durante l’Annunciazione, alla quinta estasi, di Amadeo, in cui si dice: “… Barachiele veniva come nunzio dello Spirito Santo perché a lui si attribuisce la benedizione di quella Persona...”. Non è chiaro per quale ragione lo Spirito Santo abbia deciso di servirsi di San Barachiele per manifestare i suoi doni, né Amadeo ce lo spiega ma lo da per scontato. Il suo nome ritorna poi in seguito durante l’enunciazione della battaglia celeste, da parte dell’Arcangelo Gabriele. Il lettore deve prefigurarsi Maria intenta a parlare quella famosa notte, con questi 3 Arcangeli, che erano li presenti con lei: < >…Tutte queste cose allora dissi a Maria, Regina Nostra Santissima e aggiunsi ciò che Barachiele[1]allora aveva detto, che stava li accanto a me, come nunzio dello Spirito Santo. “Ed essendo stato fatto un più lungo scontro fra noi e loro, o Maria, allora Barachiele, fratello mio, il quale è qui ad assistere, disse: “Convertitevi o miseri, convertitevi; ecco Dio nostro benedetto vi attende e benignamente vi aspetta, altrimenti, precipiterete nell’abisso e scenderete negli inferi. Benedite il Signore, magnificate il vostro Creatore nel quale c’è somma giustizia e nessuna iniquità. “Ma essi tra loro dicevano: dov’è quell’Abisso? Dove sono gli Inferi?” Infine poiché non volevano obbedire, immediatamente il Padre Onnipotente creò il Sole con i Cieli inferiori e gli elementi, come ti dissi quell’altra volta, servo di Dio[2]. Così allora manifestai ogni cosa a Maria e  avendo gli stessi respinto le salvifiche  ammonizioni del fratello nostro Barachiele, furono gettati e chiusi in quelle tenebre!”. A queste parole seguono due salmi, di cui il secondo è il più significativo: < >E Barachiele così cominciò: Benediciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, lodiamoLo e glorifichiamoLo nei secoli; Perché dalla terra informe e disfatta fece cose tanto meravigliose; Creò il Sole nella sua sede, con tutti i suoi vari cicli; E creò l’acqua oltre allo stesso che non lo toccavano; Sia Benedetto il Padre, il Figlio con lo Spirito Santo, sia lodato e glorificato nei secoli; Lo stesso infatti,  creando il sole, creò tutte le altre terre tranne una; Mostrò la sua grande potenza, poiché le cose inferiori fossero immote e le superiori potessero muovere le inferiori; Creò il giorno seguente il firmamento con le masse delle stelle senza influenze; L’Onnipotente poteva fare tutto in una sola volta ma non aveva voluto perché noi non dimenticassimo la fatica; Il terzo giorno, da una parte e dall'altra riunì le acque e in vari luoghi fece apparire la terra ferma; Fece venir fuori la terra, l’erba e le piante viventi, a ciascuno concesse un seme in ragione della sua specie; Benedite, o servi di Dio, il Signore di una così grande opera, glorificate la Sua potenza; Il quarto giorno aggiunse le altre stelle affinchè avessero influenza sulle cose inferiori; Tra le altre vedemmo due grandi astri, affinchè quella più grande del giorno governasse quella più piccola per la notte; Aggiunse pianeti e stelle affinchè risplendessero e avessero influenza sugli elementi; Il Quinto giorno produsse innumerevoli generi di pesci e animali volatili; Nonché le bestie, i giumenti e la moltitudine di quelle che strisciano sulla terra; Grande è il nostro Dio, magnifico e  straordinariamente degno di lode ; Lo lodino i Cieli e la terra,  e tutte le cose che sono contenute in essi; Dallo Stesso, per lo Stesso e nello Stesso sono tutte le cose,  sia data triplice gloria e un unico e solo onore.  Creando la terra medesima, creò, dalla stessa,  il nostro cielo ; Il resto lo conservò per i giorni seguenti; Con forza  fece ogni cosa, creò ogni cosa con sapienza e amore; Benediciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo,  lodiamolo ed glorifichiamoLo nei secoli[3]. Il nome di Barachiele ricorre nell’Apocalypsis Nova un’ultima volta, durante la settima estasi, ovvero quella che celebra la Trinità divina, subito all’apertura della stessa. Riecheggiano le visione di Isaia e dei due serafini innanzi alla Potenza di Dio. Il passo biblico è il seguente:

“Nell'anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l'uno all'altro: «Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria».[Isaia 6,1].

L’immagine tesè enunciata viene ripresa proprio all’inizio della Settima estasi in cui:

< >Nell’immaginario amadeita Barachiele è dunque un serafino, dotato di sei ali, e dispensa la settuplice potenza della 3^ Persona. Il sacerdote Antonio lo Duca, basandosi, su questa visione, scrisse l’antifona di San Barachiele che sopra abbiamo notato:

“…O San Barachiele, ministro dei doni dello Spirito Santo, della Benedizione  e della grazia divina, prega che Dio ci infonda lo spirito di fortezza, lo spirito della sapienza , lo spirito della verità, col quale possiamo resistere all' insidie dei demoni; alla fragilità del corpo e del mondo , nonché alle tenebre e al peccato, e che possiamo adoperarci in opere sante…” [Antifona di San Barachiele, Le Orazioni dei Sette Principi degli Angeli con le antiche immagini di Antonio lo Duca].

Di San Barachiele parla misticamente il servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, a pag. 323 della sua Apocalisse, capitolo 11, sezione “Il settimo angelo”, in questo modo: "...Mentre (Giovanni n.d.a.) era tutto assorto in questa contemplazione, ecco una settima figura fulgente levarsi innanzi a lui. Egli la guardò stupefatto: era tutta un’armonia di benedizioni e di lodi osannanti, sembrava tutto come uno squillare di soavissimi suoni che si perdevano lontano, lontano, tutto come un effondersi di delicati profumi che imbalsamavano l’aria, tutto come un rifulgere di caldi e tenui colori in un quadro magnifico. Il suo potente spirito cantava come potrebbe cantare un coro di vergini pure tra lo squillare di campane, tra le nubi d’incenso, nello splendore del giorno, nella dolcezza vespertina, nella calma solenne d’una notte stellata. Dominava la creazione e sembrava che tutta l’abbracciasse con la sua potenza, la dominava come un musicista domina il suo strumento e ne cava suoni che vibrano con l’anima sua. I cieli con il loro ordine sembravano tutta un’arpa, le cui corde erano i fasci di luci smaglianti, tesi nell’immensità dello spazio silenzioso e solenne. Ed egli cantava con il suo luminoso intelletto e la sua accesa volontà su quelle mistiche corde di luce, che vibravano potenti, soavissime nel mistero dì interminabili secoli; cantava al Signore: Laudate Dominum de coelis, benedicite omnia opera Domini Domino. Vedeva, in quell’immensità sterminata di corpi, fulgentissimi, milioni e mliliardi di forze , di leggi, di armonie, di bellezze, dominate dagli angeli, che quasi giocavano, amando, tra i giochi dell’ininita Potenza, dell’eterna Sapienza e dell’infinito amore. Ed egli cantava : Laudate Eum omnes angeli eius, benedicite angeli Domini Domino, benedicite coeli Domino, laudate eum omnes virtutes eius. Vedeva le misteriose acque degli abissi di sopra; erano vapori, erano nubi, erano cascate, torrenti, estesissimi laghi, interminabili mari e pareva che lo spirito suo come zefiro celeste passasse su quelle onde osannando: Aquae omnes que super coelos sunt laudent nomen Domini, benedicite aquae omnes quae super coelos stint Domino. La sua mente soavemente pensosa ritornava sui secoli, quasi come una mano d’artista può sulle corde del suo strumento percorrere un’ascendente scala cromatica; di creatura in creatura in un attimo egli giungeva sino a Dio, e gli sembrava ancora di ascoltarne la voce creativa, cantando: ipse dixit et facta sunt, ipse mandavit et creata sunt. Il suo glorificante spirito era tutto una fiamma d’amore, e si volse alla terra per benedirvi il Signore tra lo scroscio delle piogge e il placido stillar delle rugiade, tra l’impeto dei venti e il candido cader delle nevi, tra le accese fiamme dei vulcani e le agghiacciate cime dei monti. Il suo sguardo amante si fissò premuroso e sdegnato sulle creature ragionevoli che popolavano l’immenso globo, che innanzi a Lui era come una piccola gemma, fulgente della divina gloria in ogni creatura che la popolava, come rifulge un brillante nei raggi della luce del sole. Si rivolse ai re, ai popoli, ai principi, ai giudici, ai giovani, alle vergini, ai vecchi, ad Israele, ai sacerdoti, ai servi del Signore, ai giusti, ai santi e raggiunse i cuori che più potevano lodare il Signore: Benedicite…umile corde Domino , perchénell’umile cuore c’è l’altare più bello dell’olocausto e del timiama d’una creatura che loda il Signore. Vide il male del mondo, egli, Barachiele, angelo di benedizione, il cui spirito era tutto una benedizione di Dio, il cui premuroso amore effondeva intorno la benedizione di Dio, il cui osannante spirito voleva benedire Dio in ogni creatura e spingere ogni creatura a benedire Dio, e si sdegnò. Perché quel male non doveva esserci più. Dopo i grandi flagelli che avevano colpito la terra e le mesericordie divine che l’avevano inondata, c’erano re, popoli, principi, giudici, giovani, vergini, vecchi, sacerdoti, giusti e santi che lodavano il Signore; il regno di Dio sulla terra era una realtà nella Chiesa, per il trionfo spirituale da essa riportato, ma il male non era definitivamente annientato; ripullulava già nelle fiacche coscienze, come l’erba selvatica tra le fessure dei massi; risorgeva dalle profondità dell’abisso, dove gl’irrequieti spiriti perversi congiuravano per una più terribile lotta a Dio e al suo Cristo. Già formavano occultamente qua e là sulla terra i piccoli gruppi d’ingrati alla grazia, già impigrivano le loro volontà, disarmandoli della preghiera, già commuovevano i loro sensi concentrandoli di nuovo nelle miserie della terra, ed essi si servivano delle grandi benedizioni temporali sparse dal Signore dopo la conversione dei popoli a Lui, per ritornare alla materia e dimenticare lo spirito. L’arcangelo vide con il suo intelletto la nuova futura rovina, si espanse quasi sui secoli, e tutto il suo essere sembrò come tromba che voleva annunciare la fine dei tempi, sembrò una squilla di guerra, una proclamazione del diritto di Dio, un appello alle ceature perché avessero sempre ricacciato il male, e benedetto il Signore nel suo regno eterno. Quell’appello partiva dalle profondità del suo amore benedicente Dio, s’espandeva per la sua volontà, decisa a proclamarne innanzi ai secoli il diritto, raggiungeva le creature come un potente appello di guerra definitiva al peccato”.

ALCUNI OFFICI LITURGICI IN CUI VENIVA INVOCATO

SAN BIAGIO DI SEBASTE conosceva Barachiele:.Ben prima infatti che l’Amedeo potesse rivelare i nomi dei Sette, questi, quasi completamente furono tramandati da SanBiagio, o San Biagio di Sebaste (III secolo – Sebaste, 316), vescovo cattolico e santoarmeno. Vissuto tra il III e il IV secolo a Sebaste in Armenia (Asia Minore) è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Era medico e venne nominato vescovo della sua città. A causa della sua fede venne imprigionato dai Romani, durante il processo rifiutò di rinnegare la fede cristiana; per punizione fu straziato con i pettini di ferro, che si usano per cardare la lana. Morì decapitato. Nel sinassario armeno, al giorno 10 febbraio, si legge un compendio della vita del santo.  La più antica citazione scritta sul santo è contenuta nei Medicinales di Ezio di Amida, vissuto nel VI secolo. In questo lavoro viene identificato con il termine Blasius martyr o servus Christi  - Biagio martire e servo di Cristo . Nella biblioteca di Colonia e in alcuni manoscritti datati  X e XII secolo sono riportate alcune orazioni ai Sette Arcangeli , le quali terminano con la medesima espressione, “Gesù Cristo Vero Dio Nostro per orazione del servo tuo Biagio”  per  cui, abbiamo congetturato che fosse lui l’autore anche di queste litanie, molto antiche, trascritte integralmente in diversi libri, e rinveniute in:

Zeitschrift für deutsches Alterthum, Volume 8 di Moriz Haupt

Deutsches des X-XII Jahrhunderts aus Münchener Handschriften mitgetheilt vonJoh. Andreas Schmeller  pag. 114 e ss

Codices coloniensis, ms 174, f°45v.”

Egli invocava Barachiele, in questo modo:

Porta nel tuo spirito Barachiele quando vorrai incontrare un giudice più importante degli altri e chiarirai ogni cosa.

Lo troviamo invocato altresìnell’ “Office de la glorieuse Vierge Marie ” di  Jean Didier edito a Lione nel 1646, con privilegio ecclesiastico e approvazioni papali (Pio V, Gregorio XIII, Clemente VIII, Urbano VIII),  a pag. 348 con il titolo di: “Principe della Pace Eterna” e in “Vade & Mane Mecum Clericorum Saecularum Seu Varia Pia Exercitia”  di Antonius Ruetsch, Anno 1746, nell’Inno ai Sette Santi Angeli, con la seguente preghiera :Barachiele, manifesta la giustizia contro la malizia, il rigore mi infiammi qui e la pietà mi risparmi li.

Antonio lo Duca, concede a Barachiele questa Antifona, molto spesso recitata:

O San Barachiele, ministro dei doni dello Spirito Santo, della Benedizione  e della grazia divina, prega che Dio ci infonda lo spirito di fortezza, lo spirito della sapienza , lo spirito della verità, col quale possiamo resistere all' insidie dei demoni; alla fragilità del corpo e del mondo , nonché alle tenebre e al peccato, e che possiamo adoperarci in opere sante.

V.Dacci, Signore, i doni dello Spirito Santo

R.Per intercessione di San Barachiele che assiste innanzi a te.

Preghiamo Preghiere

O Dio, dispensatore di ogni bene, concedi a noi, ti preghiamo, l’aiuto e la grazia tua, senza la quale non possiamo far nulla , affinchè per la inspirazione dello Spirito Santo , noi che ci accostiamo alle buone opere , meritiamo di avere S. Barachiele ausiliatore, a discacciare i dubbi delle nostra menti , affinchè conosciamo quelle cose che ci sono nocive , e rasserenati i sensi nostri, siamo fatti capaci delle benedizioni e della tua grazia eterna. Per Cristo Nostro Signore Amen”,

 

Sappia inoltre il lettore che pur avendo esaminato , messaggi, testimonianze, e relazioni di apparizioni di S: Barachiele, anche recentissime, alcune delle quali in Itala, non le abbiamo potute annoverare, in quanto, in assenza di approvazione ecclesiastica non siamo in grado di valutare la legittimità della fonte.