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S. SEALTIELE / SALATIELE (PREGHIERA O RICHIESTA O AVVOCATURA DI DIO)

 

L’Angelo Custode di questo servo di Dio teneva per nome  Salac(t) iel ..  il cui ministero era di prostrare, risvegliare e scuotere coloro che partecipano all’ esercizio della  preghiera e trattano  intimamente con Dio in continua lode della Maestà divina - al v.p. Juan de Lazaro, di San Esteban de los Olmos, Burgos (Spgana)

RITRATTO MISTICO DI SAN SEALTIELE ARCANGELO

Sealtiele è uno degli Angeli  del Trono di Dio, ed anche uno dei più misteriosi. Solo recentemente l' autore CARMINE ALVINO  ha rinvenuto diverse e singolari apparizioni su di lui.  Raffigura il rapporto ascendente della creatura, innalzando egli al Creatore la sua preghiera. Questa dottrina teologica su Sealtiele è patrimonio esclusivo di una parte della scuola angelica  ed è tramandata a Venezia nella Chiesa dei Gesuiti.  La mistica ci dice che svolge l’officio di oratore e procuratore, di offrire preghiere a Dio così come quell’Angelo in Apoc. 9 offriva incensi, che sono le orazioni dei Santi”. In tal senso adombra anche l’officio della Vergine Maria, Mediatrice, Interceditrice e Avvocata innanzi alla Giustizia di Dio.

L’iconografia cristiana che tramanda la devozione ai Sette Angeli lo raffigura:

con volto umile e dimesso, gli occhi piegati a terra, le braccia incrociate al petto in atteggiamento di adorazione e di preghiera. Prego supplice e inginocchiato - era il motto che Antonio Lo Duca gli aveva attribuito sul panneggio del quadro d’altare di Santa Maria degli Angeli e dei martiri. Noi lo abbiamo immaginato, con:

L’incensiere d’argento, con il quale eleva a Dio le preghiere e le sante disposizioni degli uomini

La bocca orante, in segno di perorazione per la loro salvezza

 

SIGNIFICATO DEL NOME E SUE VARIAZIONI ONOMASTICHE

Il suo nome racchiude una pluralità di significati: Preghiera Di Dio, Parola di Dio ovvero Orazione di Dio. Sembrerebbe derivare dal latino : “Oratio Dei” , che a sua volta deriva dall’ebraico “Sciaal perere”, per tali ragioni, sono presenti anche tradizioni etimologiche che lo vedono pronunciato schaltiel scaltiel. Nella Seconda causa di Riconoscimento del Culto dei Sette Angeli, i dotti padri postulatori spiegarono che verificando le varie combinazioni del nome si ottiene che: Salathiel, Saaltiel Saltiel o Sealtiel = sono termini equivalenti.

PRINCIPALI APPARIZIONI:

Sealtiele o Salatiele,  secondo l’etimologia dovrebbe significare «parola o preghiera di Dio o richiesta di Dio». Il nome designa addirittura un Santo Patriarca, avo di Nostro Signore, chiamato nella Bibbia: Salatiele .

SEALTIELE E SAN GIORGIO

Un Angelo Sealtiele – Salatiele trovasi nominato nei resoconti copti della Passio di San Giorgio (275-285  – 303) ,descritto in «Contes et romans de l'Égpyte chrétienne», Volume 2, di Emile Amélineau – Atti del Martirio di San Giorgio[1]. Il fatto è narrato più prosaicamente in “Les actes des martyrs de l'église copte: étude critique (janvier 1887)” sempre di Emile Amélineau.Si tratta del martirio copto del Santo, tradotto in francese dall’autore e da noi riportato, per quel che ci interessa, in idioma italiano. Ebbene in un dato punto del racconto si assiste all’intervento di Sealtiele, inviato da Gesù per resuscitare il Santo appena martirizzato: «…Ecco che il Signore Gesù Cristo discese dal cielo con i suoi Santi Angeli, e si fermò sopra il luogo dove fu sepolta la caldaia. Disse all 'Angelo  Salathiel, “Prendi la caldaia della terra». L'Angelo la dissotterrò  e ne diffuse tutto il contenuto sulla terra.

SEALTIELE E IL SERVO DI DIO GIOVAN VINCENZO FERRERI DI PALERMO

Un Angelo del medesimo nome Salatiele fu concesso al Servo di Dio Gioan Vincenzo Ferreri, anche se la testimonianza non ci è giunta chiaramente. Secondo la fonte di padre Domenico Pansini, che ne ha raccolto la biografia: « …Tornò a farsi sentire l’amorosa voce  dicendo: Ricevi la Potestà che si chiama Salathiel, e che ha la sapienza delle cose naturali  per propria: e questa ti servirà per portarti a Dio con particolar cura, per la via di tutte le scienze umane…».

SEALTIELE E DON DOLINDO RUOTOLO

Don Dolindo Ruotolo, nel capitolo 8, della sua Esegesi sull’Apocalisse al paragrafo 4  «L’apertura del settimo sigillo e l’arcano silenzio nel Cielo», sezione “Quando nella Chiesa tace la preghiera» VEDE IN LOCUZIONE PRIVATA S. SEALTIELE E NE PARLLA COME SEGUE dicendo : “ «Sealtiel, l’arcangelo dell’orazione. I profumi che raccolse per impregnare le orazioni di tutti i santi sull’altare che stava innanzi al trono di Dio, furono le straordinarie effusioni dell’amore di Gesù Cristo e dello Spirito Santo».  Ed ancora in capitolo 9, sezione «E vide che sulla terra la notte era in potere di satana e il giorno era un vociar blasfemo»  diceva: «…L’arcangelo Sealtiel… Era l’Arcangelo del trono di Dio che pregava e spingeva gli uomini alla pregare»

SEALTIELE E IL BEATO AMADEO

Il Beato Amadeo, vide Sealtiele operare soprattutto nella sua quinta estasi.nella sua V^ Estasi, della Apocalypsis Nova : < >O Maria, avendo noi visto quelli divisi tra loro, discordi e erranti in diversi modi, allora Sealtiele  uno dei nostri compagni,  disse su esortazione di Michele : “ Tutti o infelici errate o siete lontani da Dio, e nessuno di voi parla correttamente e nemmeno tu, infatti, che hai voluto indurre la concordia parli correttamente: vuoi portare una legge alla volontà di Dio, la quale è al di sopra di ogni legge? Similmente , anche voialtri sembra che vogliate obbedire a Dio sotto condizione. Non si deve ricercare la ragione della Sua volontà: un uomo sarà fatto Dio, non un Angelo! Gli Angeli adoreranno quell’uomo e venereranno la Madre dello stesso! Egli non vuole che gli uomini adorino un Angelo!»  [Apocalypsis Nova, Quinta Estasi, Battaglia Angelica, discorso dell’Arcangelo Sealtiele].[2]

SEALTIELE E P. JUAN DE LAZARO DI BURGOS

Lo  recensisce l’autore  OMAECHEVARRIA IGNACIO , in  «Un plantel de serafica santitad en las afueras de Burgos. San Esteban de los Olmos (1458-1836)»  in Archivio Ibero Americano 10 , 1950 pp 151-393 . Si tratta di un lungo articolo, relativo ai fatti, alle circostanze e alle personalità più sante del monastero di San Esteban de los Olmos di Burgos.  Il capitolo 8 di questoprolisso articolo, presenta una c.d. “Lista de honor” e cioè una “una serie de biografías, literalmente transcritas de sus originales”, dei personaggi più importanti del monastero – questo capitolo, originariamente presentava solo 14 biografie, ma l’ Archivio Ibero Americano, ne aggiunge altre trale quali troviamo menzione della personalità che ci interessa. OMAECHEVARRIA, al n. 15 inserisce infatti – il P. Fr. Juan de Lázaro, di cui trae una breve ma intensa biografia, secondo cui era così continuo che nei colloqui che: «…per non interrompere il suo  esercizio principale, che era  la presenza di Dio, usava  molte orazioni giaculatorie, breve e ferventi con le quali conservava il fuoco dell'amore divino che ardeva nella sua anima, e anche se questo santo esercizio era segreto e solo per  Dio e per se stesso, ciò nonostante, attraverso le sue azioni esteriori si sapeva che essere erano regolate da uno spirito superiore e come fiamme viveprovenivano dal fuoco divino che regnava nel suo cuore. Conservò in tutta la sua vita una totale pace, tranquillità e uguaglianza, e anche se la carnagione naturale era sottile e delicata, il suo spirito era fervente, e non limitava l'esercizio fisico per quanto fosse doloroso , e seguivanotte e giorno la comunità; era molto parcp nel mangiare, povero in abito, candide e semplice e di purezza verginale.Questo Venerabile Padre conosceva il nombre del suo Angelo Custode e nell’ora della sua morte dichiarò al suo confessore che Dio gli aveva concesso questa grazia per la intercessione della Venerabile Suor Maria di Gesù,  Badessa del Convento della Purissima Concezione  della città di Agreda, la quale le disse non solamente il nome del suo  Angelo, bensì anche una orazione composta dalla medesima Madre la quale sta scritta con la sua stessa calligrafia e si vede nell’ archivio di questo convento di San Esteban.  L’Angelo Custode di questo servo di Dio teneva per nome  Salaciel, che interpretato,  vuol dire (lode O elogio) di Dio, il cui ministero era di prostrare, risvegliare e scuotere coloro che partecipano all’ esercizio della  preghiera e trattano  intimamente con Dio in continua lode della Maestà divina; e ciò si seppe bene per gli effetti: così  la luce che questo Servo di Dio riceveva dal suo Santo Angelo, come la fedeltà con cui osservava la sua dottrina, occupandosi continuamente nelle divine lodi. Diceva ogni giorno la suddetta orazione al suo Angelo custode e introdusse il costume di  dire l’ Antifona, il verso e l’orazione degli Angeli custodi nella comunità prima di ogni mattina nella Recollezionne, come ancora oggi si osserva fare». Riflettendo sul ministero di questo Angelo, benchè l’interpetazione del nome non corrisponda a quellodel nostro Angelo, il nome stesso Salaciel, ma soprattutto il ministero successivo, cioè quello di prostrare, risvegliare e scuotere coloro che partecipano all’ esercizio della  preghiera e trattano  intimamente con Dio in continua lode della Maestà divina, che in lingua spagnola viene reso come segue: - cuyo ministerio  era el inclinar , despertar  y mover a  quien asistia al eiercicio de la oracion  e intimo trato con Dios en continua alabanza de la Majestad divina – è proprio il motto che si legge in Santa Maria degli Angeli e dei martiri, in corrispondenza di questo Angelo Sealtiele/Salatiele, e cioè – ORO SUPPLEX ET ACCLINIS - Prego supplice e in ginocchio, (il cuore contrito, come ridotto a cenere , verso seguente dell’inno DIES IRAE). Si tratta dell’identico ministero descritto da Antonio lo Duca.

SEALTIELE E SUOR  MARIA DI SAN JOSE' DI OAXACA

Si tratta della fondatrice del Monastero de la Soledad, di Oaxaca, donna molto famosa ai suoi tempi. Veniva dal dalla città di Puebla de los Angeles, dal Monastero di Santa Monica fondato dal vescovo  Don Manuel Fernandez de la Cruz, il quale decise di condurre alcune sorelle, tra cui la nostra Antonida di San Joseph, per la fondazione di un nuovo monastero nella città di Oaxaca . Questa religiosa fu una delle monache illuminate più famose dell’epoca novispana. Le stessa ci racconta nei suoi scritti il lungo viaggio verso Oaxaca e i primi giorni per stabilire il convento, per il quale si incontrarono molte difficoltà.  Testimonianza dell’apparizione di Sealtiele si trova a apg. 368 e ss, della sua biografia, che nel aiutareil prossimo ellanon si diede a venerare il suo Angelo Custode. Confessò allora davanti a Dio il disguido che tenne e dichiarò congiuntamente il dolore che le costò alla sua anima di non aver tenuto devozione al suo Santo Angelo custode, l’intenzione di fare ammenda, pregando nel contempo il Signoe, che per sua personale consolazione le manifestasse chi fosse l’Angelo che la proteggeva, la quale cosa dichiarò con le seguenti parole: «Il giorno in cui parlai con il V. P. alla ricerca di ciò che mi accadde quando stavo recitando i Salmi del dolcissimo nomedi Maria,  mi comando per obbedienza,  che chiedessi a Dio, Signore Nostro, che il mio Santo Angelo Custode mi rivelasse il suo nome . E io obbedii al V.P. e lo supplicai al Signore, e continuai a chiederlo, ma in tutto questo tempo non ottenni risposta da Sua Maestà; e come io damolti giorni esercitavo una devozione che sta in un libro  (che chiamano settimana angelica, per essere una devozione ai Sette Principi assistenti al Trono di Dio) tengon ripartiti i sette giorni della Settimana, , la Domenica a San Michele, il lunedì a San Gabriele, il martedì a San Raffaele, il mercoledì a San Uriele, il giovedì a San Sealtiele. Ma in questo giorno di giovedì , mi tenni in cella  la mattina per tenere il tempo di recitare quell’esercizio che spetta in questo giorno a  San Sealtiele, e restando nella mia cella  recitando il libretto (che vi dissi) sentì affianco a me questo Glorioso Principe, che era quello al quale stavo dedicando la preghiera, e nonostante non vidi in che forma si trovava quello che sentii,mi parse che era proprio San Sealtiele. Ma in quel coaso non mi accordava quello che la s.v. mi aveva domandato, che chiedessi al Signore, che ilmio Angelo custode mi rivelasse il suo nome. Ecco che come senti a San Sealtiele al mio fianco , mi venne nella mia mente, e con molto allegria, che San Sealtiele era il mio Angelo custode, ma io timorosa che questa fosse una tentazione…». A questo punto il biografo soffermandosi su questa testimonianza certifica la sicura custodia di Sealtiel, che essendo uno dei principali Spiriti Assistenti,

SEALTIELE E  P. ANDREA SERRANO

Sealtiele e PADRE ANDREA SERRANO  nel suo “Los Siete Principes  de los Angeles” del 1707 a  pag. 190 dedica uno dei capitoli a S. Sealtiele, riportando un episodio leggendario lasciato però senza fonte, che adombra il suo officio di Avvocato dei peccatori:“… Quattro demoni accusarono un gran peccatore davanti al Tribunale di Dio. Allegarono parole dei libri sacri per incitare la giustizia divina alla condanna di quell’empio. Disse il primo che era il capo di quelli: “Visse non equamente e allontanò dai suoi occhi l’amore che Dio gli aveva mandato”. Proseguì il secondo: “Perché visse con inganno, la sua iniquità meritò l’odio della vendetta divina”. Aggiunse il terzo: “Le sue parole furono figlie dell’ingiustizia e dell’inganno, e non volle fare nulla per agire bene”. Concluse il quarto: “Meditò l’ingiustizia anche durante il riposo nel suo letto”. A questo punto apparvero quattro Angeli, inviati dal Principe Sealtiele, e disse uno facendo tuttavia uso delle parole della Sacra Scrittura: “Signore la tua misericordia e verità si è innalzata fino ai cieli … più eminenti”. Aggiunse il secondo: “La tua giustizia è infinita come i soprannomi che si attribuiscono a Dio e i tuoi giudizi sono molto profondi”. Rispose il terzo: “I Figli degli uomini sperano nell’ombra della tua ala”. Finisce l’ultimo dicendo: “Salvasti, Signore gli uomini e gli armenti, perché la tua misericordia non ha fine nelle sue opere”. L’assistenza di Sealtiele vinse quella maliziosa cospirazione del demonio e impetrando pentimento delle colpe di quell’uomo … fece la sua anima degna delle glorie del Paradso …”.

SEALTIELE E ANTONIO LO DUCA

Non può sottacersi che gran parte della sua esegesi è dovuta al lavoro di Antonio lo Duca, che invoca Sealtiele/Salatiele in questo modo:

SEALTIELE ORATORE - PREGO SUPPLICE E IN GINOCCHIO

Antifona di San Sealtiele Oratore

Gran ministro nella richiesta della misericordia di Dio, e nobile difensore di tutti i fedeli, ti preghiamo, o Beato Sealtiele, che consideri la nostra fragilità umana, così da non abborire  i nostri gravi eccessi  e non ti sdegni di pregare sempre per noi , ma imiti il nostro Redentore Gesù, il quale sedendo alla destra del Padre Dio Eterno , s’è degnato d'essere nostro avvocato.

V. Invochiamo in aiuto il beato Sealtiele

R. Affinchè meritiamo che ci ottenga il nostro perdono

Preghiamo - Preghiera

- O Dio, fonte abbondantissimo delle misericordie , che per i peccati  della fragilità umana hai voluto che il Beato Sealtiele dall’inizio fosse il ministro supplice della tua misericordia, umili ti preghiamo, per mezzo del patrocinio  di un tale patrono  e per la preghiera di un tale oratore, che ti degni di liberarci da tutti i mali imminenti e di cancellare le nostre iniquità secondo la moltitudine delle tue misericordie . Per Cristo Nostro Signore Amen.Il motto del quinto Angelo è tratto dall’Inno “Dies Irae”. Il Dies irae è una sequenza in lingua latina, molto famosa, attribuita dubitativamente a Tommaso da Celano. Sono in molti a ritenerla una composizione poetica medievale tra le più riuscite. Compare anche nella Liturgia delle Ore (come inno alternativo per l'ultima settimana del tempo ordinario) in una versione riveduta, che tiene conto dell'illegittimità dell'identificazione da parte dell'esegesi medievale della figura di Maria Maddalena con l'adultera pentita. Probabilmente l'ispirazione dell'inno è biblica, dalla versione latina della Vulgata del libro di Sofonia 1,15-16. Il  motto di Sealtiele è tratto da un suo verso che così recita:  «…Oro supplex et acclinis, cor contritum quasi cinis: gere curam mei finis...» la cui traduzione è  - Prego supplice e in ginocchio, il cuore contrito, come ridotto a cenere…”. Interviene fra Geronimo Gracian, che commentando il passo dice di lui: Sealtiele, preghiera di Dio è il maggiore avvocato degli uomini, davanti al Tribunale del Re Eterno. Il suo officio è presentare a Dio le preghiere che si fanno. Il suo titolo è “oratore”. Favorisce per avere una buona orazione. Si dipinge vestito di azzurro, con un incensario nella mano, come quell’Angelo di cui si parla nell’Apocalisse 8.

 

[1] passo talaltro citato integralmente in http://penelope.uchicago.edu/oddnotes/stgeorge/

[2], Author: Santander y Torres, Sebastian de Vida de la Venerable Madre Maria de S. Joseph, Religiosa Augustina Recoleta, Fundadora en los Conventos de Santa Monica de la Ciudad de la Puebla, y Despues en el de la Soledad de Oaxaca, 1723.