I 7 ARCANGELI NEL PANORAMA CATTOLICO

I SETTE ANGELI NEL PANORAMA CATTOLICO

(studio dell' AVV. CARMINE ALVINO - si prega di citare la fonte)

- FONTI DOCUMENTALI NELLA APPOSITA SEZIONE LATERALE - 


 Nel cap. 12° del LIBRO DI TOBIA, l'Angelo Raffaele rivela agli attoniti protagonisti di essere: «… uno dei Sette Angeli che sono al servizio di Dio e hanno accesso alla maestà del Signore» o ancor meglio secondo il sentimento di altro codice: «…uno dei Sette Santi Angeli, che portano lassù le preghiere dei santi e sono ammessi davanti alla gloria del Santo…».

  Tale affermazione non rimane isolata al solo libro di Tobia, perché pure nel LIBRO DI ZACCARIA, al cap. 4,10 si parla di misteriose « … sette lucerne  - che sono - gli occhi del Signore che scrutano tutta la terra». Esse si situeranno sopra il candelabro d’oro a sette bracci, creando l’unione perfetta tra la Chiesa militante e quella trionfante! {Al profeta Zaccaria, furono mostrati i Sette Arcangeli sotto forma di speciali spiriti, percorritori e custodi della terra. Il loro aspetto spirituale è simboleggiato da sette fiaccole o lucerne ardenti}.

 Nel LIBRO DI DANIELE, viene rivelato al profeta, per bocca dell’ Arcangelo Gabriele, l’esistenza di un gruppo di spiriti molto antichi [Dn 10,13]:  i c.d. Primi Principi – in greco Proton Arcontes - ; Angeli primi creati di cui fanno parte, oltre a Raffaele anche Gabriele e Michele, l’Angelo sommo [Dn 12,1].

 San Clemente di Alessandria, riflettendo su questo passo afferma: « sette meritatamente sono quelli in cui risiede un sommo potere; sono questi i sette Principi primogeniti degli Angeli, per cui mezzo Iddio presiede a tutti gli uomini e per questo sono chiamati suoi occhi nell’ Apocalisse» {Stromateis cap. VI°}, e San Cipriano, nel Trattoto sul Padre Nostro ce li presenta come : «sette angeli giusti che stanno davanti a Dio e conversano con la Sua Maestà».

 Questi sette li troviamo celebrati addirittura nell’ APOCALISSE DI SAN GIOVANNI, specialmente al capitolo 1° allorché  in estasi, all’Apostolo delle Divine Predilezioni furono offerte  : «Grazia e pace dai Sette Spiriti che stanno innanzi al suo Trono».

Sul modello del Libro di Zaccaria, l’Apostolo che Gesù amava vide che «sette lampade accese ardevano davanti al trono, esse sono i sette spiriti di Dio» [Ap 4,5] e che Cristo stesso, divenuto agnello mistico, aveva: «… sette occhi, che sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra». {San Giovanni vide ripetutamente i Sette Angeli. La teologia comune tuttavia stenta ad individuare realmente gli stessi Sette Spiriti, preferendo interpretazioni estranee al sentimento del testo sacro.}

Di loro, ne parla  ancor meglio al cap. 8 dove afferma apoditticamente: «Ho visto i Sette Angeli che stanno ritti davanti a Dio» [Ap 8,2] e con tale espressione, conferma la sicura esistenza dei sette ambasciatori celesti , gli unici a poter entrare, a preferenza degli altri spiriti innanzi alla divina maestà, i quali assistono l’Eterno.

{IL PROBLEMA LINGUISTICO -  Il testo greco dell' Apocalisse 8,2 recita in modo chiaro ed esplicito: « εἶδον τοὺς ἑπτὰ ἀγγέλους οἳ ἐνώπιον τοῦ θεοῦ ἑστήκασιν»  cioè a dire: « ho visto “I” SETTE ANGELI che sono ritti davanti a Dio» [ AP 8,2] laddove  l’articolo «τοὺς» cioè : “I” ,   indica che San Giovanni allude  proprio ad un gruppo reale di Spiriti Celesti, dotati di grande dignità innanzi all' Eterno, che Lo assistono particolarmente, e non sono soliti, se non in qualche rara circostanza, essere da Dio inviati per opere e ministeri esteriori. In latino invece l’espressione “vidit septem angelos stantes in conspectu Dei” , priva dell’articolo, ha dato luogo ad equivoci sulla loro reale esistenza in questo passo!}

Non è un caso che, le più straordinarie sante e mistiche del Cattolicesimo, abbiano goduto della protezione salvifica di uno dei Sette Spiriti.

 MARIA VALTORTA grande mistica, veggente, profetessa e scrittrice, ricevette una straordinaria visione mistica dei Sette Arcangeli, in modo aperto e chiaro parlandone nei suoi quaderni. In particolare il 13 settembre 1943, Nostro Signore Gesù Cristo (salvo il vero) le rivelò quanto segue:  « L’ Arcangelo Michele, che voi invocate nel Confiteor, ma secondo la vostra abitudine, con l’anima assente, era presente alla mia morte in Croce. I Sette Grandi Arcangeli che stanno in perenne davanti al Trono di Dio, erano tutti presenti al mio sacrificio. E non dire che ciò è in contraddizione col mio dire: Il Cielo era chiuso”. Il Padre, lo ripeto, era assente, lontano, nel momento in cui la Grande Vittima compiva l’Immolazione per la salute del mondo…Ma gli Arcangeli erano presenti all’Immolazione del Figlio di Dio per la salute dell’uomo e alla Tortura della Vergine- Madre … Gabriele e i suoi celesti compagni curvi sul dolore di Gesù e di Maria, impossibilitati a sollevarlo, perché era l’ora della Giustizia, ma non assenti da esso, hanno raccolto nel loro intelletto di luce, tutti i particolari di quell’ora, tutti, per illustrarli, quando il tempo non sarà più, alla vista dei risorti: gaudio dei beati e condanna prima dei reprobi, anticipo a questi e a quelli di ciò che sarà dato a Me, Giudice supremo e Re altissimo…».ù

{ LA SANTA INGENUITA’ DELLA VEGGENTE ! Continua la Valtorta: «Gesù mi parla oggi di sette arcangeli che stanno sempre davanti al trono di Dio. Ci sono proprio o è un numero allegorico? Ho cercato nella Bibbia, ma non ho trovato niente in merito ». In ciò testimonia la carenza liturgica di questo gruppo, privo di culto di dulia da parte della Chiesa}.

 “Uno dei Sette Angeli” fu il meraviglioso custode di SANTA FAUSTINA KOWALSKA, la meravigliosa e straordinaria propagatrice della Divina Misericordia. Ella lo scorse diverse volte e ci descrive la sua magnificenza in almeno due episodi significativi. Ella racconta: «…. Un giorno in cui ero all'adorazione ed il mio spinto era quasi in agonia per la nostalgia di Lui e non riuscivo a trattenere le lacrime, all'improvviso vidi uno spirito che era di una grande bellezza, che mi disse queste parole: « Non piangere, dice il Signore ». Dopo un attimo domandai: « Tu chi sei? ». Ed egli mi rispose: « Sono uno dei sette spiriti che stanno giorno e notte davanti al trono di Dio e L'adorano senza posa »

L’Angelo in questione ritorna in scena una seconda volta, durante un viaggio verso Varsavia. Ella allora riferisce: « Improvvisamente vidi accanto a me uno dei sette spiriti in aspetto luminoso, raggiante come l'avevo visto in precedenza continuamente vicino a me quando andavo in treno. Vidi che su ogni chiesa, che si scorgeva passando, c'era un Angelo ma in uno splendore più tenue di quello dello spirito che mi accompagnava nel viaggio. Ed ognuno degli spiriti che custodivano i sacri edifici s'inchinava allo spirito che era accanto a me. A Varsavia, appena entrai nella portineria del convento, lo spirito spari. Ringraziai Dio per la Sua bontà, dato che ci dà degli angeli per compagni».{Nostro Signore Gesù Cristo, invia uno dei Sette Arcangeli a Santa Faustina, come sua personale protettrice: evento clamoroso che getta una luce nuova sull’esatta esegesi del Sacro Testo.}

 “Uno dei Sette Spiriti” fu anche il protettore di un’altra importantissima mistica, la  SANTA MARIA MARGHERITA DE ALACOQUE,  apostola della devozione al Sacro Cuore di Gesù Cristo. Ella racconta che Nostro Signore venne a consolarla dicendole: « Mia cara figlia, non affliggerti; ti darò un fedele custode che ti accompagnerà dappertutto e ti assisterà nelle tue necessità spirituali. Egli impedirà al tuo nemico di prevalere su di te, usando delle colpe, alle quali vorrà spingerti; ma alla fine riceverà soltanto vergogna». Riportiamo dunque quello che riferì la Santa su questo episodio: “Questa grazia mi infonde tanta forza, che mi sembra di non aver più nulla da temere, dal momento che questo fedele custode mi assiste con immenso amore e mi libera da tutte le pene”. Devo dire che lo vedevo soltanto nel tempo, nel quale il Signore mi privava della sua presenza sensibile per immergermi negli intensi dolori della sua Santità di Giustizia. . Era allora che il mio custode mi consolava con i suoi familiari colloqui Una volta mi disse: “ Voglio dirti chi sono, cara sorella, affinché tu sappia quanto amore ha per te il tuo Sposo. “Io sono uno dei sette spiriti che stanno più vicini al trono di Dio e che più partecipano alle fiamme del Sacro Cuore di Gesù Cristo e il mio intento è quello di comunicartele per quanto tu sia capace di riceverle” ».

{ UNO SPREGEVOLE TENTATIVO DI CENSURA! Anche la Santissima Devozione al Sacro Cuore fu veicolata da uno dei Sette Arcangeli. Tale circostanza rende manifesta la potenza di questo Angelo il quale non ammette alcuna superbia nella veggente. Più tardi proseguirà a dire alla Santa, non senza un  tono violento: « Fa attenzione: nessuna grazia o carezza ricevute da Dio, ti facciano dimenticare chi è Lui e chi sei tu, altrimenti sarò io stesso ad annientarti» . Vi è da dire che sulla circostanza il testo francese dell’apparizione: “Je vous veux dire qui je suis, ma chère Soeur, afin que vous connaissiez l'amour que votre Époux vous porte. Je suis un des sept Esprits qui sont les plus proches du trône de Dieu, et qui participent le plus aux ardeurs du sacré Cœur de Jésus-Christ”, è stato oggetto di parziale censura, con la quale si è cercato di negare la presenza dei Sette Arcangeli nella vita di Santa Alacoque, per  presentare un’ informazione più “ortopedizzata”}.

In modo a dir poco clamoroso e rocambolesco, i Sette Arcangeli apparvero per  ben 3 volte e in forma visibile alla visitandina SUOR MARIA AMATA DI BLONÈ, decima religiosa dell’ordine della visitazione, e priora del Monastero di Anisi nella Savoia. Essi le si presentarono nelle vesti di sette giovani pellegrini, chiedendo in più occasioni di ricevere culto pubblico! Racconta nella sua biografia che : «… Un giorno incontrò sette giovani di bellissimo aspetto e di sembiante onestissimo … In questo, il principale de’ giovani poveri tirò da parte alquanto Amodea e le disse queste poche parole, ma assai notabili ..: « Quando voi verrete alla Patria nostra vi ringrazieremo della carità, che ci avete usata. Siate divota de’ Sette Spiriti Beati, che assistono al Trono dell’Agnello Divino & abbiate fiducia in essi, perché non mancheranno di proteggervi in ogni bisogno ». Un’altra volta le apparvero chiedendole una cosa molto particolare:  « Ciascuno di noi vi dimanda un luogo nella nuova fabrica, che volete fare » . In questo si svegliò, e non vedendo alcuno con gli occhi corporali, conobbe quelli essere veri Angioli; sì che determinò fare sette Altari nella Chiesa nuova ad onore de’ Sette Spiriti Beati che assistono al Trono dell’Agnello e a somiglianza numerica de’ Sette Candelieri d’oro, che ornano la sedia della Divina Maestà…».

{ SAN FRANCESCO DI SALES FU INFORMATO DI QUESTE APPARIZIONI! La Santa Francesca Fremiot de Chantal, ricevette dalla discepola Amata di Blonè la notizia sull’apparizione dei Sette Arcangeli. Anche San Francesco di Sales ne fu informato, e diede sane illustrazioni su come comportarsi con queste presenze angeliche! {Non sappiamo se oggi nel Monastero di Annecy nell’alta Savoia si conservino ancora le sette statue degli Arcangeli, che i Santi Spiriti celesti avevano chiesto di edificare a perpetua memoria della loro protezione all’ordine della visitazione!}.

La presenza dei Sette Arcangeli si manifesta anche nelle visioni della c.d. “mistica delle meraviglie”:  MARIA LATASTE (1822-1847), religiosa francese della Società del Sacro Cuore, dalla vita breve ma intensa ( muore a soli 25 anni) consumata dall'ardente amore per il Signore. Fu condotta diverse volte in estasi a guardare il Trono divino, e li scorse i Sette Arcangeli innanzi a Dio: « Un giorno, festa dell’Annunciazione, … Gesù mi prese per mano. Appena mi toccò, mi sentii sollevata in aria…Giungemmo in una vasta pianura. … Intorno a questa pianura, vidi nove gradoni o nove gradinate sovrapposte. Ognuna di queste gradinate era enorme e occupata da una moltitudine di giovani vestiti di bianco. Il loro abito era lungo fino alle ginocchia; le braccia nude, i capelli lunghi, pettinati all’indietro, si separavano nel mezzo della fronte. Avevano tutti due ali sulle spalle. Ognuno di questi giovani uomini splendeva come il sole; ma più la gradinata era in alto e più i giovani in essa erano sfolgoranti di luce. Quelli dell’ultima gradinata erano superiori a tutti gli altri. Al di sopra di queste gradinate vidi un magnifico trono, fatto dell’oro più fine e più brillante. Questo trono era solo luce, e questa luce scendeva su tutti quei giovani, che sembravano riflettere la luce del trono. Attorno al trono, vidi, prosternati in ginocchio, sette giovani, più brillanti rispetto a quelli delle gradinate, perché erano più vicini al trono di luce.  Allora dal trono di luce, si udì una voce Tutti coloro che erano nelle nove gradinate e i sette che erano davanti al trono di luce prestarono orecchio; poi il primo dei sette salì al trono, si inchinò tre volte, lasciò questa pianura e si avviò verso i luoghi che avevamo percorso… Mi inginocchiai davanti a lui; egli mi benedisse, mi rialzò e mi disse: « Figlia mia…Questa pianura che ha visto … è il cielo; le nove gradinate e coloro che le occupavano, i nove cori degli angeli; il trono di luce, il trono di Dio; i sette giovani uomini intorno al trono, i sette angeli che sono sempre davanti al Padre mio  …».

{GESU’ E MARIA LATASTE -  Nei secoli, è emerso che Nostro Signore Gesù Cristo in Persona abbia concesso alle sue spose e vittime sacrificali, uno dei Sette Arcangeli come loro custode, per difenderle dalle vessazioni dei demoni o per impartire loro importanti devozioni. Fu proprio Lui ad affidare alla “mistica delle meraviglie” una singolare immagine dei Sette Angeli serventi il Trono di Dio!}

Nei secoli, anche altre pie personalità meno note delle precedenti,  ma non meno sante, manifestarono un culto straordinario verso i Sette Angeli, nei modi davvero più disparati e meravigliosi.

 La VEN. ELEONORA RAMIREZ DI MONTALVO Religiosa spagnola, fondatrice delle Minime Ancelle della Santissima Trinità (Montalve) della Congregazione per l'educazione di ragazze nobili e del Conservatorio delle Signore Montalve, con sede a Villa La Quiete presso Firenze fu ricordata per un episodio devozionale davvero significativo, descritto nel Capitolo XVI della sua biografia, cioè quello di nominare sette pii uomini in adorazione continua del Santissimo Sacramento, sul modello proprio dei Sette Santi Divini Assistenti. Ad Eleonora infatti, venne manifestato misticamente che sarebbe stata cosa gratissima a Dio che sette persone veramente devote, con ardentissimo amore e con reverenza umilissima divenissero assistenti in terra al Trono di Sua Divina Maestà in unione con i Sette Spiriti che La assistono in cielo.

{Spiega Eleonora: « Gloria alla Santissima Trinità. Avendo udito che nella sacra Scrittura si fa menzione di Sette Spiriti che assistono al trono dell’ altissima ed individua Trinità e sentendomi mossa a particolare divozione verso di loro specialmente dell’ Angelo Santo Raffaele, che attestò esser uno di quelli, ho pensato, ammaestrata così dal Signore che sarebbe onore e compiacimento della Divina Maestà Sua che sette persone divote e spirituali , ad imitazione dei sopraddetti Angeli stessero sempre , per quanto è possibile, assistenti alla Santissima Trinità , con umiltà , amore e riverenza…»}.

 SUOR JUANA DE JESUS DI QUITO (al secolo Isabel de Cisneros ) fu elevata dal Signore in estasi a contemplare un grande segreto: « Qui si presentarono … i sette Principi sovrani, con incensieri d’oro, adornati di ricchissime pietre preziose, con le quali simboleggiavano le virtù… Si diede ad intendere a Giovanna che la sua preghiera passava attraverso tutti e sette questi incensieri. Vide anche che quando questi Arcangeli incensavano il Signore, dal fumo che disperdevano dagli incensieri si formava una nube che,  frapposta tra Dio e gli uomini , muoveva la misericordia divina a perdonare le loro colpe».

 Alla SERVA DI DIO SUOR MARIA MARGHERITA LIVIZZANI, madre superiora del monastero della visitazione di Pistoia : « i sette angeli, che assistono avanti il trono di Dio … per ben due volte in forma visibile le comparvero. (Ella) aveva veduto … sensibilmente i contrassegni della loro protezione nella religiosa … la quale per la potentissima intercessione dei medesimi era stata liberata dal demonio…» .

{La Livizzani poté sperimentare efficacemente  la grande protezione dei Sette Arcangeli contro le tutte forze del male, grazie alla quale riuscì a liberare una grande ossessa! }

 Clamoroso il caso della SERVA DI DIO SUOR MARIA DOMENICA BARBAGLI, detta “LA DOMENICHINA”, confidente epistolare di Papa Pio IX, la quale ottenne da Dio la protezione dei Sette Arcangeli, durante la fuga del sovrano Pontefice da Roma a Gaeta. Dalle sue memorie risulta che, appena il Papa proclamò il Dogma dell’Immacolata Concezione vide:   « Maria SS. in un trono smaltato di brillanti e rubini preziosissimi con intorno i Sette Spiriti che assistono al soglio di Dio ».  

Pure degno di rilievo il caso dell’apparizione di uno dei Sette Angeli presso Villa de Aunon, (Toledo), alla francescana SUOR ANGELA THEODORA PARRA Y CARVAJAL.  L’Angelo Custode le si rivelò in un momento di particolare difficoltà e le disse: «… che era di Gerarchia Superiore: uno dei Sette Arcangeli, che la Scrittura riferisce assistere al Trono di Dio».

 I Sette Arcangeli apparvero in estasi  alla MADRE ARCANGELA PANIGAROLA (1468 - 1525)  straordinaria mistica e veggente del sec. XV°/XVI°, priora del Monastero di Santa Marta dell'ordine di Sant'Agostino. Si legge nella sua vita che diverse volte rimase «rapita fuori di sé la notte innanzi sentì cantare dolcemente gli Angioli Assistenti al Trono di Dio». In un’altra occasione scrive: «…fu invitata dall’Angelo fino alla festa dell’Assunzione… fu portato il suo spirito in Cielo ove vide la Vergine Maria , adorata da tutti i Celesti, essere collocata alla destra di Cristo in Trono di Maestà. Furono nel medesimo tempo inviati i Sette Angeli assistenti al Trono di Dio ai Dannati per accrescere la loro maledizione, la loro pena, in castigo dei sette peccati mortali … Durante un ennesimo rapimento la Panigarola letteralmente trasportata in Cielo vide : «… Innanzi al Salvatore andavano i Sette Angioli che stanno nel cospetto di Dio, e ciascun d’essi aveva uno strumento della Redenzione nostra, chi la Corona, chi i Chiodi e chi la Spugna ».

 Nel XVII° secolo la  VENERABILE MARIA D' AGREDA, grande veggente spagnola, scorse in locuzione privata i Sette Angeli, allorquando ebbe a commentare il passo dell’Apocalisse:  «Poi venne uno dei Sette Angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell'Agnello …  tale Angelo e gli altri sei erano tra i più vicini al trono della Trinità e che era stata data loro la potestà speciale di castigare l'ardire di chi si fosse macchiato dei suddetti misfatti dopo che si era manifestato il mistero salvifico con le opere, l'insegnamento e il sacrificio di Cristo …».

{AUTO - CENSURA PER PAURA DELLA INQUISIZIONE ? La Agreda nascose i Sette Arcangeli nelle sue rivelazioni della Mistica Città di Dio. Era il periodo della censura ecclesiastica sui nomi e dunque preferì evitare problemi di sorta.}.

Pure nelle prime epoche cristiane le fonti registrano il grande soccorso dei Sette Principi celesti a beneficio dei martiri e a sostegno dei Santi.

{Le fonti agiografiche registrano la straordinaria presenza dei Sette Arcangeli a beneficio e sostegno dei martiri cristiani dei primi secoli.}.

  Secondo numerose fonti a SAN SEBASTIANO alto ufficiale dell'esercito imperiale, sotto Diocleziano imperatore, prima di subire il supplizio,  apparvero : « i Sette Angeli e subito dopo di loro il Signore degli Angeli, a cui questi mostravano reverenza, il quale avvicinandosi a San Sebastiano, gli diede il bacio della pace e gli disse: Tu sarai sempre con me! ».  

  Stessa cosa accadde al soldato SANT AGAZIO e ai suoi 10.000 commilitoni verso i quali, dopo una grande vittoria: « aperto il Cielo, i Sette Angeli scesero visibilmente e li fortificarono per sopportare il martirio». 

 Pure il celebre SAN VITO  fu scorto dal violento padre Hila, che era solito tormentarlo per la sua fede, mentre « i Sette Angeli gli  stavano intorno e alla loro vista improvvisamente divenne cieco»;

 ed ancora ai SANTI FAUSTINO E GIOVITA  che da prigionieri era intenti con ogni fervore di spirito a lodare l’ Altissimo « comparvero i Sette Angeli splendenti come il Sole» confortandoli nella sofferenza.

 Nel XV° giunse a Roma frate AMADEO DA SYLVA , detto “IL BEATO” (1420-1482), francescano di origine portoghese, accreditato per estasi e miracoli, autore di una modifica della regola francescana, che dall’origine fu chiamata  “riforma amadeita” contraddistinta da rigore morale ed estremo rispetto della regola del fondatore San Francesco. Sisto IV   lo chiamò a Roma, nominandolo segretario particolare e suo confessore e gli donò,  con la bolla del 18 maggio 1472, la Chiesa di San Pietro a Montorio con il monastero attiguo che, un tempo abitato da suore francescane,  si trovava ancora in uno stato di abbandono.  

Fu il frate Amadeo ad avere l’onore di conoscere misticamente i sette nomi degli Arcangeli. Egli descriverà nella sua Va estasi la maniera in cui, contrastando le orde di satana, ciascuno di loro ottenne il nome corrispondente alla propria proclamazione di fede. Leggendo l’intera opera, si nota “un nucleo di informazioni unitario” che si ripete ciclicamente da estasi in estasi (Il nucleo profetico portante è costituito dei primi 5 rapti e dal rapto 8), intorno al quale sono andate via via concentrandosi e sviluppandosi tutte le successive spiegazioni che l’Amadeo ha ricevuto dall’Arcangelo Gabriele: 1) Innanzi al Trono di Dio vi sono sette Angeli che adorano la Sua potenza. 2) Questi Sette superano ogni altro Spirito angelico e umano. 3) Questi Sette sono però inferiori alla SS.ma Vergine Maria. 4) Questi Sette si distinsero particolarmente durante la celebre battaglia nei cieli durante la quale acquisirono i loro 7 nomi. 5) Maria Vergine, durante l’Annunciazione, ottenne di sapere esattamente gli sviluppi di questa guerra e ricevette lumi celesti sull’esistenza dei Sette Angeli, dei loro nomi, e dei motivi che portarono all’Incarnazione del Verbo, e poi propalò questi contenuti agli Apostoli.  6) Non è vero, come disse Dionigi, che gli Arcangeli costituiscono il Coro tra i più infimi nel Cielo, anzi con tale termine, sostiene l’Amadeo, ci si riferisce ai Sette Supremi Principi di tutte le Schiere.   Per tali ragioni, sono pochissimi quegli uomini che possono dirsi superiori agli Angeli, anzi ve ne sono soltanto due, Gesù Cristo, e la sua Santissima Madre, Maria Vergine, gli unici che superano in potenza i Sette.   7) Gli Arcangeli o spiriti superiori, sono il frutto di una prima creazione, e dunque sono spiriti “primi creati” o protoctistoi,  di cui faceva parte il principe dei demoni poi decaduto. Appare completamente stravolta la Angelologia di Dionigi Aeropagita.   Siccome, i Sette Angeli di Tobia, 12,15, sono proprio i Sette Spiriti di Apocalisse 1,4 costituisce grave errore il  collocare gli Arcangeli all’interno del secondo coro, più basso. }.

Amadeo si trasferì così in quegli anni sul Gianicolo dove rimase  fino al 1482  nella contemplazione e nell’esercizio della carità.   Negli anni romani, tra 1471 circa e 1482, ricevette in estasi da San Gabriele Arcangelo una serie di visioni, che trascrisse e racchiuse in un libro dal nome di Apocalypsis Nova ovvero “Nuova Rivelazione” (contiene ben 8 estasi e numerosi sermoni di Gesù Cristo e San Giovanni Battista) . In queste visioni, l’Arcangelo Gabriele rivela l’esistenza dei Sette Arcangeli e dei loro nomi in questo significativo modo: « Siamo i Sette Angeli che veneriamo la Genitrice del Nostro Dio. Superiamo tutti gli altri del vostro genere. Poiché ciò, dunque, non è noto presso di voi, comprendilo e scrivilo affinché il pastore che verrà possa promulgarlo su tutta la terra. Allora io dissi, signore: “Chi sono quei Sette Spiriti maggiori di tutti? Rispose: i sei che vedi in alto, se li sommerai a me, saremo sette. E io gli risposi: signore quali sono i vostri nomi? Il primo che vedi qui è Michele, rispetto al quale nessuno né degli uomini né degli Angeli è più degno, lui è lo stesso che lottò con il grande dragone e lo sconfisse e io Gabriele sono il secondo. Raffaele mi segue e Uriele segue Raffaele e altri a lui … Riguardo a nessuno degli altri Santi è lecito credere che sia innalzato sopra i meriti di ogni Angelo e Arcangelo, non dovendo intendersi con il nome di Arcangelo il secondo Coro che sale verso l’alto ma tutti coloro che sono chiamati Angeli Superiori: tuttavia quella sentenza non fu impressa negli ecclesiastici: Infatti oggi voi continuate a preporre i Santi uomini a tutti noi Angeli»  {PRIMA ESTASI}

I nomi degli Arcangeli sono contemplati però nella seconda estasi:Gabriele parlò dicendo: «Sette fra noi assistono più vicino di chiunque altro, come anche è stato deciso che nel futuro sette assistano al di sopra degli altri. Sebbene tutti, assistono continuamente, perché tutti vegliano senza posa. Non ho enumerato i sette nomi di quelli. Ora apprendili: Michele è il primo, io il secondo, Raffaele mi segue, A Raffaele segue Uriele, Sealtiele poi ad Uriele, allo stesso Geudiele, il Settimo è Barachiele» {SECONDA  ESTASI}.

 Quarant’anni più tardi circa, UN SACERDOTE SICILIANO, ANTONIO LO DUCA, chiamato a Palermo da mons. Tommaso Bellorosso, protonotaro apostolico, per insegnare canto liturgico nella cattedrale, scoprirà in una chiesetta limitrofa, sotto cumuli di polvere e cianfrusaglie, antichi affreschi, nei quali si notavano raffigurati i medesimi Sette Angeli, con gli stessi nomi scorti in estasi anni addietro da frate Amadeo. Tornato a Roma, per promuoverne il culto nel centro della cristianità, Antonio venne tratto in estasi dai medesimi Sette Angeli che gli rivelarono il luogo preciso ove costruire il tempio loro dedicato, presso le terme di Diocleaziano! {Antonio lo Duca fu il grande promotore del culto cristiano dei Sette Arcangeli, proprio nel centro della Cristianità . Due furono i rapimenti, con cui ottenne l’assenso divino per la costruzione della famosa basilica romana di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.}

Qui con l’aiuto di SAN FILIPPO NERI, ma soprattutto del grande artista MICHELANGELO BUONARROTI, riuscì a far edificare l’ odierna BASILICA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI E DEI MARTIRI.

Nel XIX° secolo, il dotto TEOLOGO PEDRO MARIA HEREDIA DEL RIO, riuscirà a presentare cinque cause apostoliche innanzi a Papa Leone XII° (1826 – 1828), Pio VIII° (1830) e Gregorio XVI° (1831 – 1832) per il riconoscimento definitivo del culto dei Sette Arcangeli nella cristianità; ma nonostante oltre 200 personaggi tra Cardinali, Arcivescovi, Vescovi, capi religiosi, persone secolari o semplici laici avessero firmato tali postulatorie, il Papato decise di tenere la cosa sospesa perché  circostanze di tempo esigevano delle limitazioni alla sua estensione generale. {Questa è la “chiesa delle rivelazioni “che i Sette Angeli mostrarono ad Antonio lo Duca. Più vicino il quadro d’altar maggiore che li raffigura (censurato dal Cardinale Albizzi nel 1600), con i motti identificativi. Fu l’ Arcangelo Uriele a mostrarsi in estasi ad Antonio, confermandogli l’assenso divino alla costruzione di questa basilica.}

Nel XX° secolo, quattro astri di Santità: SANT’ANNIBALE MARIA DI FRANCIA, IL BEATO GIUSTINO MARIA RUSSOLILLO, IL BEATO BARTOLO LONGO E IL SERVO DI DIO, VEN.  DON DOLINDO RUOTOLO, con le loro opere e i loro ordini religiosi, diffusero nuovamente nel mondo il culto dei Sette Arcangeli con i propri nomi.

 Dice S. ANNIBALE:  «Nel Libro di Tobia si legge che l’Arcangelo San Raffaele manifestò esser lui uno dei sette Angeli che stanno continuamente alla Divina Presenza [cfr. Tb 12, 15]. Da ciò si rileva che fra tutti gli Angeli che sono innumerevoli, sette hanno una maggiore vicinanza con Dio, ovvero lo contemplano e lo comprendono a preferenza degli altri Angeli. San Giovanni, nell’Apocalisse li raffigura a sette candelabri che ardono sempre innanzi a Dio [cfr. Ap 1, 12]. Questi sette Angeli sono: San Michele Arcangelo che vuol dire: Zelo di Dio; San Gabriele, Fortezza di Dio; San Raffaele, Medicina di Dio; Sant’Uriele, Fuoco di Dio; San Saaltiele, Preghiera di Dio; San Geudiele, Lode di Dio; San Barachiele, Benedizione di Dio. Grande assai è il potere che hanno questi sette gloriosi Angeli presso l’Altissimo. Ogni cristiano dovrebbe onorarli in modo speciale e implorarne la validissima protezione in tutte le circostanze della vita. Che se una grave pubblica sciagura ci minaccia, rivolgiamoci con fede ai sette Angeli della Divina Presenza con ferventi preghiere …».

 Scrive BARTOLO LONGO: « Chi sono i Sette Spiriti che assistono al Trono di Dio? - Sono sette Angeli che stanno al cospetto dell’Eterno, come rivelò a Tobia uno di essi, l’Arcangelo Raffaele, allorché disse :  - Io sono l’Angelo Raffaele, uno dei Sette che stiamo dinanzi al Signore. E’ cosa certa l’esistenza di queste sette nobilissime Intelligenze, che tra tutti gli Angeli sono le principali, perché ce lo attesta la divina Scrittura. Il Profeta Zaccaria vide in ispirito un candelabro tutto di oro fino che sosteneva sette lampade; ed era ombreggiato da due alberi di olivo, che erano uno a dritta e l’altro a sinistra. Subito egli domandò al suo Angelo custode chi fossero. E l’Angelo rispose: - Le sette lampade sono gli occhi del Signore, cioè i Sette Arcangeli, che scorrono per tutta la terra (Zachar. C. IV). Questa visione di Zaccaria viene confermata dalla visione di S. Giovanni narrata nel primo libro della sua Apocalisse, al capo quarto. L’Evangelista vide sette lampade ardenti innanzi al Trono di Dio. Vide pure che il divino Agnello aveva sette occhi. E così le lampade come gli occhi dell’Agnello, spiega l’Evangelista, sono i Sette Spiriti che assistono a Dio; e come suoi Messi, o Ambasciatori, girano tutta la terra. Essi dunque sono indicati col loro distintivo , di essere, cioè: Occhi di Dio e di Gesù, Lampade fiammeggianti; e due tra loro , Gabriele e Raffaele, sono detti pure Olive pacifiche (filii olei). Il loro ministero comune è di - ammirare e benedire l’infinita liberalità di Dio e la tenerezza del Cuore di Gesù; - di presentare con ogni calore e premura i bisogni nostri a Dio, Padre e Creatore di tutto; - di eseguire i disegni della Paterna Provvidenza di Dio e della carità di Gesù Cristo; -di vegliare sopra di noi e starci dappresso ed impetrarci le grazie necessarie. L’Evangelista invoca questi sette Angeli affinché impetrino la grazia e la pace ai fedeli. Donde si deduce che questi sette Principi sublimissimi hanno una speciale potenza per assistere noi mortali».

 Scrive su di loro, il VEN. DON DOLINDO: «… Tutti gli Angeli possono esserci messaggeri di grazie e di misericordia, ma san Giovanni nomina in modo particolare i sette Spiriti che sono vicini a Dio, e che sono ministri di grazie e di pace, per gli uomini. Questi Spiriti eccelsi sono: 1°) Michele, che significa: chi è come Dio? Ed è colui che combatte per gli uomini contro il superbo Lucifero (Ap 12,1); 2°) Gabriele, cioè fortezza di Dio, che annuncia le grandi opere di Dio;3°) Raffaele, cioè medicina di Dio, che cuò l’infermità di Tobia e viene incontro alle nostre infermità e alle nostre debolezze; 4°) Uriele, cioè luce o fuoco di Dio, che illumina gli uomini con la cognizione di Dio e li infiamma del suo amore; 5°) Sealtiel, cioè orazione di Dio, che prega per gli uomini e li spingea pregare; 6°) Giudiel, ossia confessione e lode di Dio, che esorta gli uomini a lodare e benedire Dio7°) Barachiele, ossia benedizione di Dio, che ci procura i benefici divini, e ci spinge a benedirlo e ringraziarlo. …  Dio comunica con le sue creature per mezzo degli Angeli, e i sette Spiriti eccelsi che sono innanzi al suo trono sono i messaggeri dei benefici che ad esse dispensa; per questo San Giovanni avendo nominato Dio che è il vivificatore della Chiesa, che era stato sempre la vita del suo popolo, e che era per venire per rinnovare tutto nel suo amore e per giudicare le genti, nomina subito dopo i sette Spiriti che innanzi al suo trono sono messaggeri di grazie e di pace. e del suo amore in ordine agli uomini…».

 Dice il BEATO GIUSTINO: «… nei sette angeli supremi splende la relazione di spirito sposa di Dio, perciò è mandato s. Gabriele a concludere le nozze divine con l’umanità nell’incarnazione. Perciò è mandato s. Raffaele a liberare dai demoni una pia giovane e situarla in un connubio felice. È mandato a sanare e consolare ciechi e paralitici perché l’anima veda il suo fine beato, possa percorrere la via, giunga al connubio divino! Perciò alla fine l’anima è presa da s. Michele e portata al cospetto dell’altissimo a ricevere l’anello divino per l’eternità…». C’è da dire che i Sette Arcangeli si trovano rappresentati da sette grandi ali pure nel simbolo dei vocazionisti: ordine fondato dal Beato Giustino» . 


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  • Un saluto - l'autore Carmine Alvino