ARCANGELOLOGIA:

CHE COSA E' L'ARCANGELOLOGIA?

  • E' una nuova proposta di scienza religiosa d'ispirazione cattolica:  studio diversificato e separato rispetto all’ angelologia (teologia degli angeli),  condotto sulle medesime fonti, sacre, liturgiche, dottrinarie, pseudoepigrafe, mistico profetiche e agiografiche, ma che ha ad oggetto esclusivamente la conoscenza, lo sviluppo e la diffusione del culto ai Sette Arcangeli Assistenti al Trono di Dio (Tb 12,15 - Ap 1,4 - Ap 8,2 - Lc 1,19 - Dn 10,13 - Dn 12,1 ecc). 
  • Sembrerà , ad alcuni , forse, un po’ inappropriato, un po’ strano che in si parli di “Arcangelologia Cattolica”  quando già il tema dell’ Angelologia è normalmente ritenuto “secondario” nel vasto panorama teologico delle fonti sacre!
  •  Eppure effettivamente si può congetturare che la materia legata alla conoscenza, alla diffusione e alla ricostruzione del culto degli Arcangeli, con l’Angelologia tout court sembra davvero aver poco a che fare,  nonostante ambedue queste branche della Teologia ufficiale parlino degli spiriti beati, servitori di Dio! 
  • L’ “Angelologia Cattolica, è quella dottrina che, alla luce delle interpretazioni, delle deduzioni e dei contributi che santi uomini hanno offerto durante il corso dei secoli, ha prodotto un filone letterario che studia dal punto di vista, biblico - scritturistico, mistico, storico, iconografico e iconologico, la natura e la presenza costante delle creature angeliche, considerate però unicamente nel sistema gerarchico dei nove cori, voluto e strutturato dallo pseudo Dionigi aeropagita, 
  • L’Arcangelologia invece, si pone in contrasto dialettico con questa scienza sacra, per il semplice fatto che la “teologia ufficiale degli Angeli” cattolica: pone gli Arcangeli nel penultimo grado angelico sottoponendoli ad altri Cori; riconosce un culto di Dulia soltanto a tre nomi, come se di altri Arcangeli non si possa più parlare, o Dio non volesse elargire più alcuna informazione; produce e predica l’incongruenza secondo la quale il Capo dell’ Esercito Celeste , San Michele, sia uno spirito di basso livello; elide ogni informazione sui Sette Angeli della divina presenza (Tb 12,15 – Ap 1,4) .
  • Per rispondere a tutte queste domande o incongruenze, e per verificare cosa significhino, era necessaria una indagine diversa e separata, che prescindesse da testi ormai reiterati acriticamente nei secoli e ripartisse da zero, onde accertare, Bibbia alla mano, la singolare circostanza che, vi fu in seno alla teologia degli Angeli dello Pseudo – Dionigi e di San Tommaso, una evidente deviazione esegetica che, ha visto il prelevalere di una teoria di generale sottovalutazione e dequalificazione religiosa e scritturistica del ruolo degli Arcangeli.
  • Senza contare che in questa indagine rientra il problema interprtetativo esegetico della presenza nel generale panorama delle fonti dell’Arcangelo Uriele, presenza data per acquisita fino al 745 d.c. e poi eliminata dal consesso dei Santi, per riemergere in modo ufficioso e nascosto.
  • Per tali ragioni,  l’ Arcangelologia Cattolica,  studia solo gli Arcangeli,  come gruppo senza e con propalazione dei nomi, e come apparizioni singole: studio che non può legarsi ad un sostrato devozionale che in larga parte li esclude.  
  • Ciò perché, il problema relativo allo studio degli spiriti “arcangelici”, anche a causa delle intricate vicende storico – culturali, degli straordinari avvenimenti mistico – devozionali che li hanno sempre visti protagonisti mediante significative apparizioni, riteniamo meritevole di uno sforzo ulteriore volto ad uno studio separato dal generale contesto angelologico.
  • Le ragioni di tali affermazione sono da ricercarsi in alcune considerazioni di fondo:
  • Sono gli unici spiriti a non essere anonimi anzi portano nella propria anagrafica il nome di Dio
  • Il loro intervento segna dei momenti decisivi per la salvezza dell’umanità anche in chiave escatologica;
  • Sono solo 7 spiriti in riferimento alle miriadi di spiriti angelici;
  • Ognuno di loro impersona una virtù, un sacramento ed infine gode di separate prerogative;
  • Comandano tutti gli spiriti angelici, persino i Serafini, ed eseguono il volere di Dio direttamente pur appartenendo al coro degli Arcangeli;
  • Combattono le forze del male e specialmente i sette arcidemoni oltre Satana;
  • Data la loro assistenza al Trono sono detti Angeli della faccia ovvero angeli della Sekinah (presenza) .
  • In questo sito, quindi si introdurrà, una diversa prospettiva che, costituisce dunque un nuovo filone letterario (onuova branca) ben separata dall’ Angelologia, e che trae meritevolezza soprattutto da una esigenza metodologica:  quella di studiare quegli Spiriti Santi, sempre pronti ad entrare alla presenza della Maestà di Dio, che sono identificati nei Sette santi Arcangeli , tra cui vi è Uriele.
  • Sono sempre più convinto che l’ Arcangelologia sia lo strumento piu utile per ricomporre le fonti, avvicinarci anche ai  nostri fratelli cristiani non cattolici, che venerano già gli Arcangeli, e per individuare con molta precisione il vulnus o profilo di frattura, generatosi nell’ambito dell fonti.

COSA SONO LE TEORIE DI ABBASSAMENTO DEGLI ARCANGELI?

  • si tratta di operazioni giuridico - dottrinarie ed esegetiche, prodottesi in seno all'angelologia classica (dionisaco - tomistica) intorno al V-VIII° sevolo per degradare il ruolo e i compiti degli Arcangeli, portandoli dalle sommità delle Celesti Intelligenze, ovvero dal Coro dei Serafini, fino all' 8° Coro più basso di queste Categorie nella Gerarchia più infima dei Cieli, contravvenendo al sentimento di Dn 10,13 - Dn 12,1 - Tb 12,15 - Ap 1,4 ; Ap 1,8 . 
  • Nell'ambito dell' Arcangelologia si contano 4 + 1 teorie di abbassamento ciascuna delle quali si dedica ad un arcangelo specifico; un'altra infine si riferisce all'intero gruppo:
  1. ABBASSAMENTO DI SAN MICHELE
  2. ABBASSAMENTO DI SAN GABRIELE
  3. ABBASSAMENTO DI SAN RAFFAELE
  4. ABBASSAMENTO/ELIMINAZIONE DI URIELE
  5. ANALOGIZZAZIONE DEI 7 ARCANGELI ASSISTENTI
  • Esse prendono spunto e originano da un medesmo sillogismo logico, che promana dal testo dello pseudo – Dionigi: de Coelesti Hiararchia. Aderendo alla teoria secondo cui:
  • Michele , Gabriele e Raffaele apparterrebbe ad un Coro inferiore e cioè a quello degli Arcangeli  (VIII° Coro della Gerarchia infima) -  e
  • Michele , Gabriele e Raffaele, avrebbero sopra di essi altri 7 Cori, quali Principiati, Virtù, Potestà, Dominazioni, Troni, Cherubini e Serafini;
  • Non esisterebbero Sette Arcangeli innanzi a Dio, in quanto tale espressione indica l’intera categoria celeste.

Osservando che:

  • i Cori inferiori sono illuminati dai Cori superiori, e
  • la verità nel discendere progressivamente da Coro a Coro  diviene sempre più imperfetta, meno pura e compresa con molti più concetti rispetto alla conoscenza che consegue ad un diretto irraggiamento da Dio degli Spiriti Maggiori,

Di conseguenza si avrebbe che:

  • Michele , Gabriele e Raffaele, verrebbero  illuminati della verità, solo in modo mediato, grazie ad altri Spiriti loro maggiori.
  • Michele , Gabriele e Raffaele sarebbero dotati di un intelletto inferiore rispetto ad altri Spiriti loro maggiori;
  • Michele , Gabriele e Raffaele non parteciperebbero di tutti i doni degli Spiriti loro maggiori ;
  • Michele , Gabriele e Raffaele, otterrebbero un comando o un messaggio, meno puro e sintetico e contenutisticamente meno perfetto rispetto a quello reso agli Spiriti loro maggiori;
  • Michele , Gabriele e Raffaele, avrebbero necessariamente bisogno, di impiegare più tempo nell’esecuzione dello stesso, rispetto ad uno Spirito appartenente ad un Coro maggiore;
  • Michele , Gabriele e Raffaele, non possono in alcun modo essere illuminati direttamente da Dio, dal loro basso posizionamento celeste;
  • Michele , Gabriele e Raffaele, non fanno parte dei Sette Arcangeli;
  • Il Messaggio loro condotto, sarebbe dunque meno perfetto e meno puro, in quanto solo mediato da altri spiriti, e filtrato da essi, cioè rielaborato con un maggior numero di concetti,  rispetto alla collocazione celeste che detengono.
  • Uriele non esisterebbe, non farebbe parte dei Sette Arcangeli e se lo fosse sarebbe comunque un Angelo basso.

Da queste conseguenze, scaturiscono 7  Corollari Liturgici di grande gravità!


COSA SONO I COROLLARI LITURGICI ALLE TEORIE DI ABBASSAMENTO ?

si tratta delle gravi conseguenze logico - interpretative scaturite inevitabilmente da questi abbassamenti e sorte per rendere coerente l'impalcatura dottrinaria del sistema teologico dionisiano - tomistico con le fonti bibliche. Sino ad oggi sono stati individuati 7 Coronalli e sono:

  1. La plurificazione di San Michele
  2. La Crescita in Potenza di San Michele
  3. La teoria del  volo basso di San Michele  
  4. La Violazione del “missus est a Deo” di San Gabriele
  5. La Dicotomia tra Angeli Assistenti e Ministranti, per San Raffaele
  6. L’ingigantimento della figura del Demonio
  7. L’espulsione di San (t’)  Uriele e del IV libro di Esdra.

UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA DELL'AUTORE SULLE CATALOGAZIONI DELL'ANGEOLOLOGIA CLASSICA DEGLI ANGELI - NON PIU' ACCETTABILE

 

  • Gran parte, se non tutte,  le teorie dell’ Angelologia Classica sui Santi Angeli,  si siano basate in larga parte su uno scritto – apocrifo e pseudoepigrafo – chiamato Gerarchie Celesti , dello Pseudo – Dionigi.
  • Uno scritto, non solo che non ha “quasi” nessuna rispondenza con il Testo Sacro, per quel che riguarda: enumerazione dei Cori, delle Gerarchiele e finanche di alcuni dei nomi dei medesimi Cori Angelici,(non vi è alcuna teoria che in questo testo abbia una derivazione diretta, e neanche meramente indiretta al Lascito Tesamentario, mentre si tratta in larga parte di una speculazione personale e privata dell’autore che si regge unicamente sulla sua autorità) ma che, cosa ancor più grave ha condotto ad un pervertimento dell’esegesi del Testo Sacro, fomentando una deriva riduzionista e obliteratrice , contro - intuitiva  della Santa Conoscenza degli Arcangeli, e del loro immenso potere innanzi al Trono.
  • Uno scritto, - Le Celesti Gerarchie -  che, cosa ancor più sconcertante e soprendente, non parla minimamente né dei Sette Arcangeli, cosa dovuta, trattandosi di un lavoro basato sulle gerarchie delle celesti intelligenze, né, manco a farlo apposta di San Raffaele, il quale, nel libro di Tobia dichiarò proprio di essere uno di loro.
  • In sostanza, proprio con riferimento agli Angeli Santi , la  Teologia della prima grande sistemazione delle coscienze celesti, o Angelologia Classica, si è fidata di più di uno scritto apocrifo e/o al meglio pseudoepiugrafo - quello dell'autore sconosciuto delle Gerarchie Celesti -   che del sentimento del Saco Testo; delle visioni di San Giovanni, di Daniele, di Tobia e di Luca! Cosa più unica che rare nel patrimonio generale delle fonti ecclesiastiche.
  • Ciò ha condotto di converso ad un indebolimento progressivo, generale e inarrestabile dell’intera impalcatura della teologia cattolica dei Santi Angeli, con una marginalizzazione del loro ruolo, una completa sottovalutazione dei messaggi loro veicolati, e finanche, un disconoscimento anche della loro natura ontologica e personale, che di converso, ha originato un ingigantimento ed una sovraesposizione della figura del diavolo, parificato a Dio, o ad una altrettanto pericolosissima teoria di sua inesistenza.

Basta prendere il Santo Testo per le mani e ci si accorge di molteplici errori compiuti dallo pseudo - Dionigi !

  • Il Libro di Tobia, al 12,15 afferma chiaramente che Raffaele (medicina di Dio) è:  “uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore”,
  • Il libro di Daniele afferma ancor più chiaramente per bocca di San Gabriele che: “Michele, uno dei Primi Principi è venuto in mio soccorso” ed ancora che: “Michele il Gran Principe” o come abbiamo visto “Il Grande Arconte” (secondo altra versione quelladella Bibbia Rahlfs )
  • Di poi nell’Evangelo di Luca, dice il medesimo Santo Nuncio, : “io sono Gabriele e sto al cospetto di Dio” ed ancora, sei mesi dopo il medesimo Gabriele: è “missus a Deo” cioè mandato da Dio e soltanto da lui, ad una Vergine sposa di un uomo della casa di Davide, il cui nome è Maria.
  • Questi grandi Arcangeli, in numero di Sette innanzi a Dio, sono celebrati pure nell’Apocalisse Giovannea ove,  in diverse parti sia con riferimento ai :Ap 1,4 sette spiriti che stanno davanti al suo trono” , che all’ Ap 5,6 “Agnello… immolato” che “aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra”   , ed ancora in Ap 8,2-6 “… ai sette angeli ritti davanti a Dio”, cui “furono date sette trombe… “, e che: Ap 15,1  “ avevano sette flagelli (piaghe)” Ap 15,6-8 “…vestiti di lino puro, splendente, e cinti al petto di cinture d’oro”, mentre “nessuno poteva entrare nel tempio finché non avessero termine i sette flagelli (Piaghe)  dei sette Angeli.
  • Ma  queste immagini, degli Arcangeli, non trovano nella Angelologia ufficiale, e specialmente nella tradizione dionisiaco – tomistica, alcuna rispondenza efficace, anzi proprio nessuna. Al contrario!
  • L’affermazione della Teologia degli Angeli di pseudo - Dionigi, invece di fomentare nei secoli una corretta conoscenza delle loro funzioni,  ha avuto come unico scopo quello di  impegnarsi  a:
  1. sottoporre e subordinare il Coro degli Arcangeli ad altri 7 Cori – verità assente dal testo sacro -
  2. a scagliarli di poi nel penultimo Coro, della Gerarchia più infima – verità assente dal testo sacro  -  
  3. ad affermare che San Gabriele era un Angelo subordinato – verità assente dal testo sacro, illogica e priva di fondamento scritturistico -,
  4. a affermare che San Michele fosse un semplice spirito della Gerarchia più bassa – verità assente dal testo sacro, ed anzi blasfema –
  5. ad evitare di parlare dei Sette Arcangeli, - nonostante la loro presenza indiscussa                                
  • La questione era allora molto semplice: Pseudo – Dionigi, aveva improntato la sua celebre ripartizione novenaria sul presupposto che non vi fossero Spiriti di rango superiore, innanzi a Dio, ma che gli Arcangeli, fossero, invece Angeli di scarso valore.
  • Riconoscendo i Sette Arcangeli assistenti, avrebbe dovuto riformulare tutto il suo sistema, spiegando chi fossero e dove si collocassero.
  • Ciò non poteva esser fatto senza far cadere l’intera costruzione dallo stesso prodotta, e , a tal fine, evitò di parlare anche di San Raffaele (l’elemento più pericoloso della triade Arcangelica, per ovvie ragioni),in modo che l’interprete non risalisse più al gruppo dei Sette Primi Assistenti, di cui l’Angelo Medico aveva dichiarato di fare parte.
  • Ma queste aporie o errori, hanno generato teorie perniciose e gravissime derive scismatiche o, nel migliore dei casi, fenomeni di evidente deviazionismo,

CHI SONO HUGO KOCH E JOSEPH STYLGMAYR?

  • Nel 1800, infatti,  le ricerche indipendenti di due grandi studiosi: Joseph Stiglmayr e Hugo Koch dimostrarono che la trattazione del problema del male dello pseudo - Dionigi, nella sua opera – Nomi Divini -  dipendeva dal “De malorum subsistentia” di Proclo, autore ellenista, neoplatonico e gnostico.  
  • Koch dimostrò la vicinanza tra corpus dionisiano e Neoplatonismo in termini di dottrine, strutture e nell’uso del linguaggio simbolico, probabilmente attinto dalla tradizione misterica.
  • J. Stiglmayr addusse altre ragioni che permisero di precisare con maggior approssimazione la datazione degli scritti.
  • In virtù di tali rinvenimenti, l’opera dello pseudo – Dionigi cominciò finalmente ad essere messa sotto attenta osservazione.  
  • Soprattutto la «Gerarchia Celeste», introdotta in  Occidente da S. Gregorio Magno e tradotta in latino verso l’ 870, ripresa da S. Tommaso  e dallo stesso Dante Alighieri.  
  • Ed è per queste ragioni che studi più recenti, richiamati dallo stesso padre Mongelli e da altri coraggiosi autori, cominciarono a mettere in dubbio la costruzione gerarchica dell’autore pseudo – Dionigi.  
  • A dispetto di numerosi autori che oggi ancora affermano che costui fosse il Santo ateniese convertito da San Paolo; in realtà l’autore della famosa opera che tanto successo produsse nell’ambito della teologia degli Angeli cattolici, è tutt’ora sconosciuto.
  • Dionigi, il Santo dell’ Aeropago di Atene, non è dunque il vero autore della Gerarchia Celeste!  
  • La quesitone, almeno per i fedeli cattolici che ne sono ancora stranamente allo scuro, è stata chiarita una volta e per tutte dal Papa Benedetto XVI° durante una famosa catechesi tenutasi a Piazza San Pietro, mercoledì 14 maggio 2008, che in sintesi ha precisato: "Cari fratelli e sorelle, oggi vorrei, nel corso delle catechesi sui Padri della Chiesa, parlare di una figura assai misteriosa: un teologo del sesto secolo, il cui nome è sconosciuto, che ha scritto sotto lo pseudonimo di Dionigi Areopagita".
  • Perchè questo autore volle nascondere il suo nome sotto pseudonimo? Il Papa emerito lo chiarisce: « Lo spirito greco, che egli mise al servizio del Vangelo, lo incontrò nei libri di un certo Proclo, morto nel 485 ad Atene: questo autore apparteneva al tardo platonismo, una corrente di pensiero che aveva trasformato la filosofia di Platone in una sorte religione filosofica, il cui scopo alla fine era di creare una grande apologia del politeismo greco e ritornare, dopo il successo del cristianesimo, all’antica religione greca … Questo pensiero, come si vede, è profondamente anticristiano. È una reazione tarda contro la vittoria del cristianesimo. Un uso anticristiano di Platone, mentre era già in corso un uso cristiano del grande filosofo. È interessante che questo Pseudo-Dionigi abbia osato servirsi proprio di questo pensiero per mostrare la verità di Cristo; trasformare questo universo politeistico in un cosmo creato da Dio – nell'armonia del cosmo di Dio dove tutte le forze sono lode di Dio – e mostrare questa grande armonia, questa sinfonia del cosmo che va dai serafini agli angeli e agli arcangeli, all'uomo e a tutte le creature che insieme riflettono la bellezza di Dio e rendono lode a Dio. Trasformava così l'immagine politeista in un elogio del Creatore e della sua creatura…»..
  • Il lettore cattolico deve dunque essere messo immediatamente al corrente  che l’opera definita  «Gerarchie Celesti» e che fa parte del corpus dei lavori attribuiti erroneamente a San Dionigi Aeropagita, non è stata scritta dal vero Santo, come tutti pensavano,  ma ad un teologo del VI° secolo (cioè di ben 500 anni più vecchio rispetto al primo) rimasto sconosciuto, il quale era probabilmente  un neoplatonico, cioè un personaggio lontano dal Cristianesimo. 
  • La formazione triadica e novenaria dei Cori, Dionigi l'attense in parte dal neoplatonico Proclo, ed in parte dal Teurgo Giamblico, medium e veggente. 

VIDEO: ELEMENTI DI ARCANGELOLOGIA