IL P. JOSE' URTESABEL E I SETTE ARCANGELI (O SETTE SPIRITI ASSISTENTI)

Carmine Alvino

Personaggio ecclesiastico del XVIII secolo, Nacque nel comune di Orio, posto  nella  provincia di Guipúzcoa e situato nella comunità autonoma dei Paesi Baschi . Carmelita, fu ordinato sacerdote a Pamplona nel 1708, dove si registra la sua presenza fino al 1744 come maestro e professore di Teologia. Da  novizio dell'Ordine Carmelitano si distinse così tanto per il suo eccezionale talento che fu insignito delle borse di dottore nelle quattro facoltà maggiori, e fu anche uno scrittore pubblico.  Il padre Josè Urtesabel, nel 1734 pubblicò la prima e la seconda parte del suo "Septenario Angelico" (Settenario Angelico, in cui si da la  notizia  di Sette Eccellentissimi Angeli) , libro che nel 1747 fu condannato dalla Santa Inquisizione : « ... per trattarsi nel detto tomo  dei quattro nomi degli Angeli Uriel, Sealtiel, Geudiele e Barachiele, non riconoscendo la Chiesa più nomi di Angeli o di Arcangeli che San michelem San Gabriele e San Raffaele». Effettivamente il testo in questione è un'elogio dei Sette Arcangeli, in cui si trovano ripresentate molte delle informazioni su di loro che conosciamo. Egli analizza il tema arcangelico come riflesso delle speculazioni della dottrina di Sylveira, Cornelio a Lapide, in contrapposizione all'interpretazione dionisiano - tomistica fino a quel tempo vigente, cercando di dirimere le numerose controversie, inerenti, nome, numero, eccellenza e posizione dei Sette Arcangeli. Il libro in questione, senza presentare una tesi definitiva , è però un ulteriore eccezionale spaccato di devozione sugli Arcangeli del Trono e manifesto dell'eccezionale reverenza con cui i Sette Arcangeli venivano trattati in ambiente carmelitano. Presentiamo una piccola ma significativa sintesi di ciò che ha scritto in questo testo, affinchè il lettore si faccia un'idea dell'argomento trattato.   Egli dice:


« Tutti gli angeli sono eccellentissimi, nobilissimi e sapientissimi. Fra tanti e tanti spiriti angelici, San Giovanni Evangelista vide sette Angeli di speciale importanza  e distinzione, che erano continuamente alla presenza del Trono di Dio; in nome del quale, e in nome di questi sette angeli, salutò le sette  chiese dell' Asia, che secondo il nostro Sylveira erano a lui affidate. Per porre rimedio ai fallimenti che quelle Chiese subirono spiritualmente con l'assenza di San Giovanni, quando dall'imperatore Domiziano fu esiliato nell'isola di Parmos, il Santo Evangelista chiese a Dio, grazia e pace, dicendo: "Grazia sia con voi, e pace , da Colui che è, che era, e  che verrà, e dai sette Spiriti, che sono in presenza del suo Trono, e da  Gesù Christo, che è un fedele testimone, Primogenito dei morti ... Si dice spesso di coloro che hanno ottenuto la grazia e la benevolenza dei più intimi e  familiari del Re, che hanno la grazia del Re medesimo. Nel Palazzo del Supremo Re di Gloria il coraggio è così grande, che questi Angeli in festa hanno con la loro Maestà Divina , che chiunque abbia la loro grazia, sembra che l'abbia ottenuta direttamente da Dio . Con questa fiducia, san Giovanni Evangelista chiese grazia e pace ai sette angeli, come a dire che una volta ottenuta la grazia di questi sette angeli, avrò la grazia del Re della gloria medesimo. E nessuno contende a Giovanni Evangelista la gloria di essere il primo devoto di questi sette angeli. A sua imitazione, il dottissimo Padre Cornelio à Lapide ci esorta tutti nel primo capitolo dell'Apocalisse, dicendo: È opportuno che i Pastori delle Chiese, e tutti i fedeli, prendano l'esempio di san Giovanni Evangelista   che chiese ai Sette Angeli fedeli, grazia e pace per le Chiese fedeli dell'Asia, affinchè con speciale culto  si venerino continuamente, glorifichino e  invochino  come Principi della Corte Celestiale, Presidenti di tutte le Chiese, Mediatori degli uomini! ll suddetto autore ci propone la grandezza di questi sette Angeli : li chiama Principi della Corte Celeste; perché fra tanti milioni di angeli, questi sette angeli assistono con speciale onore, e distinzione a preferenza degli altri innanzi al Trono di Dio, come i più supremi, i più intimi e i più familiari della sua Maestà Divina. Presidenti di tutte le Chiese; perché  la proteggono con la loro custodia, e vegliano su tutti i figli della Chiesa cattolica. Mediatori - secondari - degli uomini, come sono chiamati anche da Tyrino, e da Silveyra, perché pregano continuamente Dio per la Chiesa, e con le loro preghiere ottengono aiuto dalla Loro Divina Maestà, con la quale i peccatori si muovono alla penitenza; e in questo modo questi Angeli di pace cercano di mettere pace tra Dio e gli uomini, che con i loro peccati fanno una guerra continua contro la Divina Maestà Affinché la devozione di questi potenti Angeli possa entrare con più piacere nei cuori dei Fedeli, continuerò con il favore di Dio, della sua Santa Madre, nella spiegazione di essi, e delle altre eccellenze di questi sette Angeli...Con gli occhi di un'Aquila, San Giovanni Evangelista guardò l'eccellenza, la dignità, la bellezza e la maestà, con cui questi angeli fedeli stanno davanti al Trono di Dio, e ciò che ha rivelato è  che questi sette  angeli sono alla  continua presenza del Trono di Dio. In poche parole, San Giovanni, rivelò cose che si possono comprendere se non con estrema difficoltà. Cosa si può dire di più su questi sette Angeli di quello che ha detto già il Santo Evangelista? L'Angelo San Raffaele  uno dei sette Angeli, quando decise di scoprire chi fosse  ai due Tobia, Padre e Figlio disse loro: "Io sono, l' Angelo Raffaele" e perché tu non pensassi che fosse un Angelo qualunque, come avvertì San Gregorio Magno con riguardo a quell' Angelo, che annunziò a Maria Santissima il Mistero dell'Incarnazione del Verbo Divino, cosa che egli si augurò  di  assumere nelle sue purissime viscere, che non era difatti  un Angelo qualunque: Non quilibet Angelus,  ha  poi aggiunto:  "uno dei sette, che siamo alla presenza di Dio", rivelando san Raffaele di essere proprio  uno degli angeli, che sono alla presenza di Dio, e così scoprendo  la sua grandezza ai due Tobia, affinché riconoscessero la magnificenza del beneficio che aveva fatto loro, e si togliessero dall'obbligo in cui si trovavano, per essere grati a Dio.Tutti gli Angeli della Corte Celeste sono grandi; ma  san Raffaele rivelando di essere uno dei sette che stanno alla presenza di Dio, ha manifestato il motivo , con il quale vuole, che conosciamo la sua speciale grandezza. Difatti, tra i molti nobili che frequentano il Palazzo Reale, ce ne sono spesso  alcuni che godono di una qualche preferenza, e per questo, per essere riconosciuti come tali, portano una chiave d'ingresso d'oro della volontà divina, con la quale si conosce la maggiore intimità e familiarità che hanno con il Re ...Parliamo  dei loro  nomi misteriosi  depositari di innumerevoli significati occulti, , che esercitano a beneficio degli uomini, come degni di venerazione, devozione e gratitudine. Molti Autori dicono che i nomi di questi sette Angeli furono rivelati a Sant'Amadeo, e sono i seguenti: San Michele, San Gabriele, San Raffaele, Uriele, Yeudiele, Barachiele, Sealtiele. Questi nomi rappresentano le eccellenze di questi sette Angeli e i loro uffici.

  • Michele significa  "Chi è come Dio?"  perché ha difeso contro il drago infernale l'onore e la gloria di Dio.
  • Gabriele, fignifica, "Forza di Dio" perché, come dice san Gregorio Magno, annunziò a Maria Santissima l'Incarnazione del Verbo Divino; che vestendo il purissimo ventre di Maria Santissima, con l'umile veste della nostra natura umana, distrusse le potenze aeree degli spiriti infernali.
  • Raffaele  significa, "Medicina di Dio"  perché esercitando i compiti di medico, guarì gli occhi di Tobia e gli ridiede la vista.
  • Uriele, significa "Luce e fuoco di Dio"  perché illumina gli uomini, affinchè conoscano e amino Dio.
  • Ieudiele sgnifica  "Confessione o lode di Dio"  perché loda Dio e ispira gli uomini in modo che lodino la sua Divina Maestà.
  • Barachiele significa, "Benedizione di Dio"  perché cerca e chiede di ottenere per noi i benefici di Dio, e ci muove con santa ispirazione a ringraziare Dio.
  • Sealtiele significa, "Preghiera di Dio",  perché prega per gli uomini, e li spinge a pregare Dio.

Questi nomi di questi Sette Angeli nella forma indicata, si trovano citati da Cornelio à Lapide, da  Silveyra e da altri Espositori e in un sermone, che fu predicato su questi sette angeli da don Antonio Delgado, nella chiesa delle Religiose della Santissima Trinità di Puebla de Los Angeles , alla festa, che si tenne nel posizionamento di un collaterale, che fu eretto per il culto di questi angeli. È stato trovato questo sermone con molti altri dello stesso autore, stampato a Siviglia nel 1696. Si trovano anche nel testo "Patrocinio degli Angeli"  di  don Francisco De Lanuza, abate del monastero di San Juan de la Peña, e in molti altri . In molte città d'Italia,  dicono  Cornelio a Lapide e Silveyra, che sono venerate  i sette angeli. A Roma, secondo questi autori, vi è un magnifico tempio che nell'anno 1551 fu dedicato a Maria Santissima, ornato e circondato dalle immagini dei Sette angeli. A Palermo, che è una delle principali città del Regno di Sicilia, c'è anche un tempio dedicato a questi Angeli assistenti, con gli stessi nomi...


AGGIUNGE:


San Michele, San Gabriele e San Raffaele sono i primi e i supremi dei Sette Angeli che assistono alla presenza del Trono di Dio. San Michele, fra gli Angeli, è il supremo, ed il più eccellente dei sette che assistono alla presenza del Trono di Dio, il più importante e il più avanzato di tutti in grandezza, maestà e dignità, e dopo San Michele vengono San Gabriele e San Raffaele.Con questa distinzione, ed ordine, la Chiesa pone questi tre Arcangeli gloriosi nelle Litanie maggiori; dando a ciascuno dei tre il posto  che secondo la sua dignità gli corrisponde.  Quei tre angeli, che entrarono nella casa di Abramo, dicono Abulense e il  Lyra, erano S. Michele,  S. Gabriele e S. Raffaele collocati nell'ordine della posizione che ciascuno di loro occupava, perchè,  dicono che S. Michele  era in mezzo, alla sua destra San Gabriele e all'altro lato San Raffael: Medium era Michaelem, qui à dextris habuit Gabrielem, ad sinistris Raphaèlem. Con questa collocazione e pubblica dimostrazione, San Gabriele, e San Raffael dimostrarono il valore del glorioso Arcangelo Michele, cedendogli il posto di maggior onore e stima... Di Frontosio Anacoreta si racconta che desiderando un giorno ardentemente di  sapere, quale preminenza abbia San Michele  rispetto agli altri Angeli vide in un campo larghissimo moltissimi Angeli, molto ben ordinati e inquadrati in serie e nel mezzo di  quegli angeli c'erano  proprio i principi degli angeli che stavano intorno ad uno il quale sia per maestà che per autorità superava tutti gli altri principi. Aveva una preziosissima corona in testa, e una ricchissima Croce in mano. Davanti a quel Principe così Maestoso, c'era un Principe del Coro delle Virtù con una spada maestosa splendente, e ogni volta che gli parlava, metteva gli occhi a terra, e quando lo salutava, faceva profondo inchino. Frontosio ebbe il desidero di sapere chi fosse colui che sembrava il Re degli altri e lo domandò ad uno degli Angeli, e costui gli rispose: "San Michele il nostro Principe, Governatore e Presidente dei vostri giudizi  alla fine della vita. Gli facciamo così tanta reverenza  perché è amato da Dio sopra tutti gli altri Angeli". Disse Frontosio all' Angelo: "potrei dirgli una parola per la grande devozione, che per sempre ho tenuto verso di lui?" L'Angelo rispose che glielo avrebbe chiesto. Allora San Michele gli ordinò di venire da lui, e Frontosio volendo gettarsi ai suoi piedi, non glielo permise, ma lo abbracciò con grandi espressioni di affetto, e disse: "Quello che vuoi sapere, non potrai capirlo in questa vita, ma lo capirai in un giorno preciso in cui te lo rivelerò, quando  io con tutta questa Compagnia Celeste, verrò nella tua cella, per portarti alla Beatitudine, e lì vedrai, e capirai l'onore e la gloria, che il Signore mi ha dato, e ti ringrazierò ancora per i servizi che mi hai fatto. Sappiate  che Dio stima i servizi, che giovano a me e ai miei angeli, e mi ha concesso, che coloro che hanno per me amore e devozione nella vita, io possa aiutarli, favorirli e assistirli  nell'ora della morte, come sperimenterai". Ciò detto quell'ammirabile corteggio di Angeli disparve e questa apparizione ce la rivela il p. Vasconcelos { Antonio de Vasconcellos della Comagnia di Gesù, 1555 - 1622 , professore di umanità e filosofia . al Tomo Primo dell Trattato sull'Angelo Custode } nella prima parte del suo trattato sull'Angelo Custode.  Con questa mirabile visione, Dio ha voluto manifestare la venerazione e la riverenza che tutti gli Angeli , gli Arcangeli, i Principati, le Potestà, le Virtù, le Dominazioni, i Troni, i Cherubini e i Serafini hanno per il Glorioso San Michele perchè  tutti gli Angeli dei nove Cori lo riconoscono come loro Capitano Generale, che li comandò e li difesen nella battaglia, che condussero in Cielo contro gli angeli Apostati e ribelli...


San Gabriele è il secondo di questi sette angeli, le cui  eccellenze sono così grandi che non si adattano al linguaggio umano ... ma parte della sua grandezza si può comprendere grazie al titolo specialissimo, di cui gode questo Glorioso Arcangelo, essendo stato scelto tra milioni di milioni di Angeli, per l' Ambasciata  che fece a Maria Santissima, che fu la più eccellente di qualunque ambasciata sia mai stata fatta... La prima circostanza di un Ambasciata... è il peso dell'affare, che è trattato con essa e l'affare era così grande e di così tale peso, che trattò San Gabriel nella sua Ambasciata  , che il Crisologo la chiamò: incarico  di tutti i secoli!Fu infatti un incarico così tanto grande grande, e di tale importanza, che sia il cielo che la  terra ne erano interessati...in quanto era l'Incarnazione del Verbo Divino. Riesci a vedere un incarico più grande?...La seconda circostanza è la dignità della Persona, che incarna il suo Ambasciatore. Questa è una delle circostanze, che è molto importante nell'assolvimento degli incarichi. ...Quale  sarà dunque l'onore e la gloria dell'Arcangelo San Gabriele? E quanta stima merita il suo incarico per essere stato inviato direttamente da Dio: Missus à Deo? ...La terza circostanza è l'eccellenza e la dignità della Persona, alla quale fa l'ambasciata; e questa circostanza eleva l'ambasciata  di San Gabriele  a una sfera così alta, che la brevità della nostra vita non ci consente di ammirarla appieno per l'altezza e l'eccellenza singolarissima di Maria Santissima a cui San Gabriele fece quell'ambasciata...E questo glorioso Arcangelo, degno della sua grandezza scese dal cielo proprio per porre quell'ambasciata a Maria...


San Raffaele è il terzo di questi sette Angeli, come disse lo stesso a Tobia, quando decise di scoprire chi fosse: "Io sono ,disse, l'Angelo Raffaele, uno dei sette che assistonodavanti al Signore"... come il primo e più importante del suo Regno Celeste: Tamquam primiores Regni ipfsus. A tanta eccelsa grandezza San Raffaele unì l'umiltà così profonda, con cui da quell'Altezza discese umile in terra, per servire nelle vesti di Servo di Tobia. E scendendo giù dal Cielo in tal modo, San Raffaele e negli umili offici che offrì servendo il giovane Tobia, il dottissimo Juan de Cartagena lo contempla come  come Immagine e rappresentazione vivente del Verbo Divino Incarnato: Angelus iste Verbum Divinum in carne humana exprimit quem Ifaias magni Consilij Angelum appellat. lib. 15. Omil. 1. di Ascensione. E' di grande gloria che San Raffaele sia stato scelto da Dio, per rappresentare il Verbo. Divino  Incarnato; per questo motivo sarà anche di tuo gradimento, quello di sapere, in che cosa e come rappresentato il Figlio di Dio nella discesa che ha fatto nel mondo...


DEGLI ALTRI QUATTRO ANGELI, che sono in presenza del Trono di Dio.

Dopo aver riferito le eccellenze dei primi tre e più principali Angeli dei Sette che Assistono davanti alla Presenza del Trono di Dio, chiedi l'assunto che non vengano dimenticate anche le eccellenze e la grandezza degli altri quattro Angeli, che coronano questo numero della Settenario  Angelico. Di questi quattro Angeli è stata già data notizia  nel capitolo 6  dove si dice che Sant'Amadeo ottenne la rivelazione dei loro nomi, e la medesima rivelazione la riportano numerosi e gravi Autori. I nomi dei primi tre si trovano nel Divino Scritture, il nome del quarto, che è Uriele, si trova nel Libro 4. di Esdra, ma poiché questo Libro, pur essendo di grande autorità, non è uno di quelli Canonici, il suo nome non è di fede ,  né pertanto possono esserlo  i nomi degli ultimi tre Angeli, di cui la Sacra Scrittura tace. Ma in questo studio,  per dire qualcosa su questi quattro Angeli, non so dove volgere gli occhi, se non piuttosto a quelle Immagini dei sette Angeli, che secondo Cornelio à Lapide, si mostrarono nell' anno del 1516 e nel Tempio che  è dedicato a questi Angeli a Palermo, che è una delle principali città del Regno di Sicilia. Ciascuna di quelle immagini aveva il suo nome, ed emblema, e le proprie insegne ...


URIELE è il primo degli ultimi quattro Angeli, il suo emblema è una Spada nuda nella mano destra, e nella sinistra fiamme di fuoco, lanciandole ai piedi... La spada nuda significa, che è uno di quei Principi della Milizia Celeste, e il coraggio, e la forza, con cui questo Principe glorioso ha combattuto contro Lucifero e i suoi Angeli, durante la battaglia, avvenuta in Cielo, tra San Michele e i suoi Angeli, e gli Angeli ribelli. Le fiamme di fuoco, che con la sinistra getta ai suoi piedi, manifestano la grande ira di questo Glorioso Angelo contro Lucifero e i suoi Angeli, e il trionfo, che conseguì  , aiutando San Michele e gli altri Santi Angeli, contro i cattivi Angeli, gettandoli nelle nere fiamme dell'Inferno, dove piangono in eterno per la loro ribellione. Per questo, molto giustamente convengono ad Uriele le insegne delle fiamme di fuoco, perché Uriele, significa Luce o Fuoco di Dio Luce, che con cui illumina l'intelletto umano grazie a sante illustrazioni  e scaccia le ombre delle loro ignoranze, Fuoco, perchè con le scintille dell'amore di Dio, in cui arde, accende i cuori umani. E, quelle sette misteriose lampade  che pregano davanti al Trono di Dio, che S. Giovanni Evangelista, chiama Spiriti di Dio: Septem Lampades ardentes ante   Thronum, qui sunt septem Spiritus Dei, secondo Cornelio a Lapide sono  i sette Angeli principali , a cui  Dio ha affidato la cura degli uomini, specialmente della Chiesa, e dei suoi Fedeli: Septem ji Spiritus, septcm Lampades sunt septem primarij Angeli, quibus commissa est cura hominum, præsertim Ecclesiae, Fidelium (Apocalisse cap. 1). Tra queste numerosi luci, c'è proprio Uriele con tanti vistosi splendori che nel suo Nome porta l'essere Luce, o Fuoco di Dio, inciso dal blasone.


IEUDIELE  ... con la corona d'oro nella mano destra e nella sinistra con la frusta nera a tre funi, lo denota assieme pietoso e giustiziere, affinchè consideriamo il nostro vivere guardando  al premio della corona d'oro e al flagello del castigo, che Dio ha preparato per noi:  se viviamo adeguati alle Leggi Divine, Dio conferirà la ricchissima Corona di Gloria eterna; e se deviamo dai suoi precetti divini, saremo puniti con vergognose frustate, secondo quanto meritano i nostri delitti. Ciò significa Leudiel con la corona d'oro nella mano destra e con il flagello di tre rami neri nella sinistra. Possiamo anche dedurre da questo misterioso emblema, che Ieudiele è uno dei sette Angeli, che nella lotta, che i Santi Angeli ebbero, con Lucifero e i suoi Angeli,  fu molto segnato nello zelo dell'onore e della gloria di Dio , e nella fortezza, con la quale ha aiutato San Michele e gli altri santi angeli, nell'allontanare l'esercito di Lucifero, e nell'umiliare il suo orgoglio. A motivo di questa lotta, nella quale meritò la più eccellente Corona di Gloria,  e che i Santi Angeli continuano a combattere con gli spiriti ribelli, in difesa degli uomini, è dipinto il Glorioso Arcangelo, non con la spada in mano nell'atto di gettare fuoco contro demoni, ma  col flagello in mano, a significare che li percuote e li frusta perchè, tra i romani, la punizione della frustata era la più infame tanto che i cittadini romani erano fatti salvi da questo tipo di Castigo ... riservato solo in punizione degli schiavi e dei ladri: per le quali sono degni gli spiriti infernali che subiscono i colpi di frista di Ieudiele perchè non prestando l'obbedienza dovuta  divennero vili schiavi di Lucifero ... ed inoltre sono ladri che rubano le anime a Dio, che le ha create, per entrare tutte assieme alla compagnia degli Angeli ... A queste glorie divine muove gli uomini con sante ispirazioni leudiele; che significa Confessione e Lode di Dio e così interpretano il suo nome Cornelio à Lapide, Silveyra e molti altri, perché commuove, ed eccita gli uomini, alle  continue lodi di Dio.


BARACHIELE ... Cornelio dice (nello stesso capitolo) che Barachiele con molte rose bianche nella piega del suo mantello significa purezza, e ci mostra il profumo del buon esempio, con cui ci sollecita sante ispirazioni.  Ma è cosa molto deplorevole, dice san Bonaventura, che gli uomini abbiano grande cura che i loro corpi siano puliti e puri,  ... ma no si preoccuppano minimamente delle delle loro anime, che valgono più di tutti i tesori del mondo ...che restano   piene di orribili macchie di grave colpa. Barachiele  rimprovera questa negligenza degli uomini  con ripetute ispirazioni, con cui parla loro, e dice loro nel loro cuore, di aborrire la sporcizia e di essere amanti della purezza, specialmente della virtù della castità, che; dice Sant'Efren, è come la rosa in mezzo tra l'anima e il corpo,  comunicando la sua bellezza, e fragranza al corpo e all'anima ...   Barachiel, il cui nome, dicono Cornelio a Lapide e  Silveyra; ed altri, significa Benedizione di Dio, affinché tu lasci l'impurità e gli altri vizi, ed ami Dio con tutto il tuo cuore; e sia  grato dei benefici che hai ricevuto dalla Divina Maestà, che ti darà la sua eterna benedizione, se persevererai nel suo amore. Questo è ciò che chiede, e prega da Dio, Barachiele....


SEALTIELE ...(dice Cornelio) con il volto ed i suoi occhi bassi e con le braccia incrociate sul petto, sta a significare che prega Dio per noi e offre alla divina maestà le nostre preghiere. Questo è l'ufficio in cui sono volentieri impiegati Angeli, dice il Cardinale Cayetano, parlando di quegli Angeli, che andavano e scendevano la Scala  che Giacobbe vide. Essi salivano, dice questo sapientissimo Dottore, per presentare le nostre preghiere a Dio, e scendevano con la buona notizia dell'accettazione delle stesse ...  I Santi Angeli ....hanno per officio di chiedere il buon compimento delle nostre suppliche e preghiere!  Bene, quale sarà il piacere che ha Sealtiele di  presentare le nostre preghiere a Dio e nel ottenerci tante grazie  e favori dalla Divina Maestà ?... Non esistono parole, o figure così espressive, che possano spiegare il gusto; con cui Dio ascolta il ragionamento degli Angeli, e il piacere, con cui riceve dalle loro mani le nostre Preghiere, quando escono dalle nostre labbra ! ... E proprio questo rappresenta quello che disse San Giovanni Evangelista nella sua Apocalisse, quando rivelò  che il fumo degli incensi delle preghiere dei Santi saliva dalla mano dell'Angelo... e dalla mano dell'Angelo a Dio ... Quale stima, e quale piacere avrai nelle preghiere, quando le presenterò dinanzi alla Divina Maestà  Sealtiele  Che è uno di quei Sette di cui dice il nostro Silveyra, che sono i più eccellenti degli Angeli , Principi della Chiesa,vicinissimi a Dio  cui Dio Medesimo ha affidato la cura e il governo del mondo ... 


 

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