IN USCITA! - Gli Angeli del Beato Bartolo Longo fondatore del Santuario di Pompei. A cura di Don Marcello Stanzione e dell' Avv. Carmine Alvino

 

Bartolo Longo, beatificato da Giovanni Paolo II nel 1980, fu il fondatore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. Scrisse e divulgò la pratica dei Quindici Sabati, grazie alla quale egli stesso guarì da una grave malattia. Accanto alla devozione alla Madre di Dio, il beato nutriva anche una fede esplicia nei Santi Arcangeli, documentata in una serie di libretti da lui scritti. Proprio riprendendo queste sue opere angelologiche, questo libro vuole fare in modo che il beato parli in prima persona e direttamente ai cattolici di oggi sono devoti agli spiriti celesti.

 

Si calcola che ogni anno il santuario di Pompei sia visitato da oltre quattro milioni di persone, provenienti da ogni parte del mondo. I pellegrini giungono nella città vesuviana – che in oltre un secolo e mezzo si è trasformata da valle agricola in un centro internazionale di turismo storico e religioso – attraverso l’autostrada A3 Napoli-Salerno, o con le ferrovie (alla linea tradizionale delle FS si è affiancata la Circumvesuviana, con una stazione nei pressi degli scavi e una poco distante dalla basilica), oppure… a piedi. Resta infatti viva la tradizione dei pellegrini verso Pompei, quasi sempre con partenza da Napoli o da altri comuni vesuviani. Dal capoluogo campano alla “città di Maria” la distanza è di poco superiore ai ventidue chilometri, che per essere percorsi senza mezzi di locomozione richiedono dalle otto alle dieci ore. Forse il più noto e il più affollato pellegrinaggio a piedi verso Pompei è quello organizzato ogni anno dall’Azione Cattolica di Napoli nell’ultimo sabato di maggio. Vi partecipano decine di migliaia di persone, che partono da un altro luogo – simbolo napoletano della devozione mariana – la basilica del Carmine maggiore – per giungere a Pompei attraversando Portici, Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata, località nelle quali il numero dei pellegrini cresce ulteriormente. Le ore di marcia, compiute sotto un sole quasi estivo, offrono un efficace spaccato del senso e dell’ampiezza della devozione popolare verso la Vergine di Pompei. Partecipano al corteo giovani, anziani o intere famiglie, moltissime donne, persone provenienti da ceti sociali più o meno elevati, fedeli appartenenti all’Azione Cattolica e gente che magari non entra in chiesa da mesi. L’attaccamento alla Madonna del Rosario è un fattore aggregante, che fa superare ogni barriera e suscita nelle persone un senso religioso capace di coinvolgere anche i più “tiepidi”, ci sono gli habitué del pellegrinaggio, che non ne perdono una edizione; c’è chi vi partecipa per curiosità, o perché coinvolto dagli amici della parrocchia; c’è chi ha una grazia da supplicare, o vuole ringraziare Maria per averla già ottenuta. Alcuni camminano cantando inni sacri e pregando, altri tirano dritto per vincere la stanchezza, altri ancora accendono il walkman per ascoltare un po’ di musica. L’atmosfera, lungo il cammino, mette insieme fede e folclore, devozione e happening: ognuno vive il pellegrinaggio a modo suo, ma – come annotano alcuni studiosi di religiosità popolare – sono proprio occasioni del genere a riavvicinare alla Chiesa i “lontani”, oppure a ravvivare la spiritualità nei cuori di chi vive meccanicamente l’appartenenza religiosa. Il pellegrinaggio a piedi unisce e conquista, suggestiona e converte, conduce comunque a Maria e alla Chiesa. Quando si giunge in tarda serata a Pompei, è il momento della messa celebrata sul sagrato della basilica dal cardinal arcivescovo di Napoli: nella piazza intitolata a Bartolo Longo non ci sono panche o sedili, i più giovani restano in piedi malgrado la stanchezza, mentre molti anziani si accasciano al suolo. Ma tutti sono contenti dell’esperienza compiuta. Ma tra i pellegrini quasi nessuno conosce la grande devozione del Longo verso gli spiriti angelici ed in particolare verso san Michele e i Sette Divini Assistenti al Trono di Dio e questo libro vuole colmare questa grave lacuna.