Suor Maria Lataste e i Sette Arcangeli (o Sette Spiriti Assistenti)

Carmine Alvino

Maria Lataste (1822-1847), religiosa francese della Società del Sacro Cuore, dalla vita breve ma intensa ( muore a soli 25 anni) consumata dall'ardente amore per il Signore. Il Cristo le appare spesso. Da piccola, ha visto spesso, nella chiesa del suo paese, Gesù, in piedi accanto all'altare. E'  significativo il fatto che Maria Lataste, . Nata nel 1822. Morta nel 1847, fu condotta in estasi a guardare il Trono divino, e li scorse i Sette Arcangeli innanzi a Dio [1] riuscendo a descriverne anche i compiti specifici.

 

« Un giorno, festa dell’Annunciazione,  leggevo nel mio Messalino il Vangelo della Messa, leggevo lentamente, con attenzione, per cercare  il significato del mistero che celebriamo. Invano ho cercato di rifletteresulle parole racchiuse in questo passodell’evangelista Luca; rimanevo senza pensieri, senza riflessioni, senza sentimenti. Chiesi a Gesùdi aiutarmi: caddi in ginocchio ai suoi piedi davanti al tabernacolo, e lopregai di illuminarmi sul mistero dell’Annunciazione. Il Salvatore Gesù venne a me e mi disse: « Figlia mia, ti fa piacereche io ti parli di mia madre, e fa piacere anche a me. Per far luce sul mistero di questo giorno , voglio portarti con me. Vieni, mia figlia, seguimi». Gesù mi prese per mano. Appena mi toccò, mi sentii sollevata in aria, la terra scomparve ai miei occhi, non vedevo più niente, se non Gesù. Giungemmo in una vasta pianura. Non era una pianura né una campagna della terra; era qualcosa di simile, ma non era quello, non mi so spiegare altrimenti. Intorno aquesta pianura, vidi nove gradoni o nove gradinate sovrapposte. Ognuna di queste gradinate era enorme e occupata da una moltitudine di giovani vestiti di bianco. Il loro abito era lungo fino alle ginocchia; le braccia nude, i capelli lunghi, pettinati all’indietro, si separavano nel mezzo della fronte. Avevano tutti due ali sulle spalle. Ognugno di questi giovani uomini splendeva come il sole; ma più la gradinata era in alto e più i giovani in essa erano sfolgoranti di luce. Quelli dell’ultima gradinata erano superiori a tutti gli altri. Al di sopra di queste gradinate vidi un magnifico trono, fatto dell’oro più fine e più brillante. Questo trono era solo luce, e questa luce scendeva su tutti quei giovani, che sembravano riflettere la luce del trono. Attorno al trono, vidi, prosternati in ginocchio, sette giovani, più brillanti rispetto a quelli delle gradinate, perché erano più vicini al trono di luce.  Allora dal tronodi luce, si udì una voce. Tutti coloro che erano nelle nove gradinate e i sette che erano davanti al trono di luce prestarono orecchio; poi il primo dei sette salì al trono, si inchinò tre volte, lasciò questa pianura e si avviò verso i luoghi che avevamo percorso. « Vieni con me, figlia mia» mi disse poi il Salvatore Gesù. Mi prese ancora per mano, e arrivammo con colui che aveva lasciato la pianura, in una piccola stanzetta. Li, una ragazzina di quindici anni, le mani incrociate sul petto, pregava, gli occhi rivolti al cielo. Il giovane si prostrò davanti a lei e le disse: « Ti saluto, opiena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra tutte le donne».  A queste parole la ragazza sembrò turbata dalle parole che aveva appena udito. Si chiedeva cosa potesse significare quel saluto. Allora il giovane disse: « Non temere, Maria; perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai nel tuo seno e partorirai un figlio, e gli darai il nome di Gesù. Egli sarà grande. Il suo nome sarà Figlio dell’Altissimo. Il Signore gli darà il trono di Davide suo Padre e regnerà per sempre, e il suo regno non avrà mai fine». Allora la giovave rispose: « Come potrà succedere, poiché non conosco uomo?». Le fu risposto: « Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà, e quello che nascerà da te sarà santo e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo. Ecco che la tua parente Elisabetta ha concepito, anche lei, un figlio nella sua vecchiaia, e questo è il sesto mese della gravidanza di colei che era chiamata sterile, perché non v’è alcuna promessa irrealizzabile per Dio». La ragazza alzò gli occhi al cielo edisse: « Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola».  Poi tutto scomparve, il giovane venuto con il Salvatore Gesù e con me dalla pianura in alto, ela ragazza che avevamo trovato in preghiera. Io non vidi più che il Salvatore Gesù; lui era davanti all’altare. Mi inginocchiai davanti a lui; egli mibenedisse, mi rialzò e mi disse: « Figlia mia, ho voluto parlare ai tuoi occhi prima di parlare alla tua inteligenza, affimchè la tua intelligenza possa meglio capire ora quello che i tuoi occhi hanno visto e le tue orecchie hanno udito. Questa pianura che ha visto, figlia mia, è il cielo; le nove gradinate e coloro che le occupavano, i nove cori degli angeli; il trono di luce, il trono di Dio; i sette giovani uomini intorno al trono, i sette angeli che sono sempre davanti al Padre mio; quello che si alzò in piedi , che è venuto con noi nella cella in cui siamo entrati, quello è l’angelo Gabriele; colei a cui ha parlato, Maria. Potrai ora figlia mia, più facilmente penetrareil mistero su cui volevi meditare. Ti parlerò con la semplicità di una madre; tu ascoltami con la docilità di un bimbo. La mia incarnazione era il capolavoro delle manifestazioni esteriori di Dio in cielo e sulla terra. Da tuta l’eternità dio aveva preparato quest’opera. Quando giunse l’ora, nel mezzo dei tempi, mandò il suo angelo, uno dei sette che rimanfono sempre in adorazione davanti a lui e ai quali affida l’esecuzione dei suoi ordini, quello chiamato Gabriele, cioè potenza di Dio, oppure Dio e l’uomo. E non è senza motivo che egli porta il nome, Forza di Dio, perché doveva essere l’erore che annunciava la grande manifestazione della forza e del potere che risiedono in Dio; Dio e uomo, perché doveva annunciare la grande meraviglia di un Dio fatto uomo. Egli è un angelo, e uno dei più potenti della corte di mio Padre, ed egli viene nella stanzetta di Maria, colei che mio Padre aveva scelta per darmi alla luce sulla terra. È il cielo che comunica questa grande notizia alla terra; è un angelo che la comunica a una vergine; è il più bello degli angeli che parla alla più santa delle creature; è l’angelo di Dio che parla alla madre di Dio…»

 

[1] Le vie et les oeuvres de Marie Lataste, religieuse du Sacre Coeur, per M. Labbè Pascal Darbins Ambrioise Bray, Paris 1862 – 66, rue de Saints Peres, in italiano da : Maria Lataste, Straordinarie verità soprannaturali dalla mistica delle meraviglie, traduzione a cura di  Anselmo Pession, libro terzo, La Santa Vergine Maria, Madre di Nostro Signore Gesù Cristo, 6° capitolo, Edizioni Segno 2017,  pag. 173 e ss

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