I SERMONI DEL BEATO AMADEO DA SYLVA : VII° SERMONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

SETTIMO SERMONE

 

{La voce di colui che grida: Nel deserto preparate la via al Signore ! [Is. 40,3], venne meno! La Voce di colui che confessa l’Eccelso Verbo del Padre, tacque! Il Verbo udì la voce che predica, il Verbo vide la voce che tacque, l’ udì, stette con lei ed ora l’ha affidata ai suoi Padri! Ora il Verbo predica la voce! Ripete gli annunci della voce! Ascoltate, o popoli, il sermone del Verbo che vi annuncia e vi ripete gli ammonimenti e le lodi della Sua voce! La voce annunciava il Verbo nel deserto e il Verbo annuncia nel deserto la voce! Il Verbo poco fa chiamato dalla voce, è andato dalla voce, e dalla voce che mai abbandona, venne da voi. Tace la voce, parla il Verbo! Non leggeste forse nel famosissimo profeta[1]:  Io sono voce di uno che grida nel deserto. Preparate la via del Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio [ Mt 3,3 - Gv 1,23 - Is. 40,3]. Voi andaste nel deserto per ascoltare la Nostra Voce [c.f.r. Lc 7,24], e la ascoltaste! Andaste a vedere il profeta, anzi il Profeta e l’Apostolo insieme! Andaste a vedere l’Angelo che preparò predicando e battezzando la via del Verbo e se volete sapere di chi parlo: proprio di Giovanni che è anche la voce! Lo stesso ha preceduto me che sono il Verbo. Lo stesso mi ha camminato innanzi con lo spirito e la forza di Elia [Lc 1,17]. Lo stesso è quello rispetto al quale non c'è nessuno più grande [Lc 7,28]. Lo stesso è santo prima ancora di esser nato, liberato dalle catene della schiavitù prima di esser formato, riconciliato prima di essere creato. Messaggero di verità, fu ucciso per la verità; è morto e tuttavia vive. Il re sacrilego ha dato un banchetto, la fanciulla danza, la madre decide, la testa di Giovanni viene concessa ed offerta alla fanciulla mentre sono presente, vedo e assisto e la sua testa viene tagliata mentre la tengo in mano.  Vedo l’anima uscita fuori da quella e l’osservo, parlo con lei, la invio verso il Seno di Abramo e le dico addio! Ecco io sono con voi, la voce resta con i vostri padri. Ora la voce racconta loro tutto ciò che sa del Verbo. La voce già predica senza fiato, narra loro il Verbo che sta per giungere con la grande vittoria, ed essi ne gioiscono. Abramo, vostro padre esulta, poiché vede davvero avvicinarsi il giorno del Figlio dell’uomo!}.

Mentre ancora diceva queste cose degli informatori vennero a riferire in che maniera il Tetrarca Erode aveva fatto decapitare Giovanni Battista.

Allora Gesù continuando le sue parole, elevati gli occhi al Cielo disse:

{ Io ti rendo grazie, Padre, Signore di tutte le creature che ti sei degnato di donare la stola d’immortalità al testimone della verità: il quale è il più grande tra gli uomini che furono e che saranno, e ora tiene il primo posto tra i tuoi profeti e patriarchi. Nessuno è più grande di lui - molti saranno uguali a lui e chi è il più piccolo nel regno di Dio era più grande di lui [Lc 7,28] - ma rimane ancora il più grande, finché i suoi occhi restano legati a fissare la Tua grandezza. Forse agli uomini sembrerà che tu non abbia alcuna cura dei tuoi?  Chi è più giusto di Giovanni? Chi è più malvagia di Erodiade? Eppure quello era vestito con peli di cammello e pelli di ariete unite malamente assieme e malfatte, Erodiade invece viene ornata di porpora, di pietre preziose e perle. Quello mangiava locuste e miele selvatico, mentre lei si nutre di pietanze squisite. Quello giaceva su appoggi duri e ruvidi, mentre quella siede e si sdraia comodamente su giacigli molli, lievi e piacevoli. Lei dimora in un palazzo, Giovanni invece in un carcere tetro e colmo di fetore, dove la sua testa gli viene amputata come una bestia da soma. E tu, o Padre, sembri invece fingere di non sapere, sembri trascurare i tuoi servi, non avere alcuna cura di coloro che ti amano! Se condannasti ad una morte tanto vile quello che è il più grande di tutti, che ne sarà degli altri? Da tutti, o Padre, sei giudicato, perché sei giusto quando parli [Salmo 51,6], quando prometti, quando offri. Supera le cattive opinioni su dite! Mostra ai popoli e alle nazioni che non ti importa nulla di attribuire premi effimeri ai tuoi servi, quando preparasti per loro beni eterni! Essi patiscono poco e si allietano in eterno, ma gli uomini, poiché non vedono, non conoscono e non percepiscono quei beni , guardano soltanto le cose presenti, e credono che Tu non ami i tuoi poiché non concedi loro beni temporanei, li fai passare per il fuoco e l'acqua [Salmo 66,12], e li saggi come l’oro nel crogiuolo [ Sap.  3,6]. Gli uomini non devono pensare tali cose di Te, ma dovrebbero piuttosto essere ammirati di una Tua così grande pietà e clemenza che perdona anche a Erode ed Erodiade , non solo queste cose ma anche tutte le  altre se volessero pentirsi e sei pronto, non solo ora , ma anche nell’ultimo istante della loro vita, ad attribuire loro assieme a Giovanni i premi eterni, della cui gioia ne godrebbe anche lo stesso Giovanni. Anzi desideri il loro perdono e la loro gloria,  e prima che (Giovanni) venisse decapitato li ha esortati alla penitenza. Gli uomini si meravigliano dunque di questo, ne rimangono stupiti, poiché ad essi  e ad altri malvagi concedesti beni temporanei, sebbene chiami continuamente gli stessi ai beni eterni, e molti ascoltano la Tua voce soltanto alla fine, e passano di beni in beni: cioè dai beni che li danneggiarono ai beni che non possono nuocere loro, ma sempre loro giovano perché presso di Te c’è misericordia e abbondante redenzione [Salmo 131,7]}.

Allora rivoltosi alla folla disse:

{Ecco, Giovanni è stato decapitato da Erode, con l’intervento di Erodiade, cosa che io già seppi poiché fui presente alla sua decapitazione;  fui con lui nel carcere, e lo deposi in un luogo sicuro. Egli non era venuto a salvare il popolo, ma ad annunziare ed indicare il Salvatore! Non battezzava per rimettere i peccati con il suo battesimo, ma per indicare che i peccati dovevano essere rimessi con il battesimo di Colui che battezzò, indicò e preannunciò! Promulgò la circoncisione concessa ai padri da Mosè, con cui venivano rimessi i peccati e veniva attenuato ed ancora si attenua il peccato dei primi uomini. Io insegnai agli Apostoli, da me purificati, a purificare a loro volta gli altri!  Diedi loro il potere, che quante volte purificassero o benedicessero le opere degli uomini, o tutte,  o almeno quelle dei membri più importanti (per quanto ogni membro già purificato[2]  in cui ci sia un’anima intellettiva, necessiti comunque di esserlo, ancora prima che siano cancellati i peccati dello stesso) tante volte ogni crimine e ogni pena siano rimossi dalla stessa anima e dallo stesso uomo, e siano concessi loro tutti i doni, affinché tornino nuovamente capaci a credere, sperare ed amare. Così decise il Padre Mio con Me, assieme a Quello Spirito che da Lui procede e resta in Me, che gli stessi Apostoli amministrino ed eseguano gesti esteriori come segni propizi degli uomini, mentre Lui solo compie le altre cose. Solo il Padre si occupa dell’anima conferendole forma e doni. I doni si possono perdere, la forma no. La circoncisione fu giustamente istituita per cancellare il peccato  che era derivato dalla purificazione.  Molto giustamente essa fu dunque tramandata dai vostri padri! Tuttavia, poiché si rende necessario per la vostra mancanza di fede , dare a tutti gli uomini una legge comune (sebbene anche se aveste creduto sarebbe stato fatto lo stesso) ed è necessario portar via le fatiche da tutto il mondo, eliminare le difficoltà e imporre sugli uomini pesi più lievi e leggeri, affinché in modo più dolce seguano quelle opere nelle quali, una volta abituati ad esse, vi è somma dolcezza (infatti nelle cattive opere, non si genera mai dolcezza) il corpo verrà purificato all’esterno e l’anima verrà mondata delle sue sporcizie all’interno. Ora poiché con la circoncisione siete liberati dal peccato, accogliete il battesimo per la crescita delle virtù, ed inoltre, con la legge promulgata dal Figlio dell’uomo, mediante il battesimo sarete salvi. Né potrete accogliere la circoncisione come segno della legge precedente, fino a quando non avrete perduto sia la città che il tempio, la quale non produce più alcuna crescita. Dico a voi che siete chiamati popolo di Dio e che ereditaste la circoncisione, che solo a voi è stata data! Da ora invece tutte le genti potranno essere curate con il battesimo e fino all’eternità saranno curati soltanto con quella sola (legge), e dopo la vostra dispersione, sarete stretti da una unica e uguale legge, e chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo [Rom 9,25 – Os 2,25] - infatti sono la pietra che i vostri costruttori hanno scartato [Lc 20,17 , Mt 21,24, Salmo 118,25] i quali ora non edificano più, ma distruggono la vigna del Signore Dio degli Eserciti -, unirò assieme due pareti e mi farò di tutto il mondo un solo gregge e un solo popolo. Ed allora se uno non rinascerà dall'alto, non potrà vedere il regno di Dio [Gv 3,3]. Lo Spirito Santo, assieme all’acqua stessa ed alla volontà, è necessario per risanare quelli che possono e che obbedirebbero liberamente alla volontà di Dio se conoscessero queste cose, mentre nessuno è obbligato a fare qualcosa che non può essere fatto. Questo sarà il rimedio comune per tutti gli uomini e le donne non così come la circoncisione per i soli uomini.  I voti dei genitori e la loro buona volontà attribuiscono già molto ai fanciulli e ai neonati. Quelli che preparano questo sacro mistero e provvedono affinché nessuno sia privato di questo rimedio del battesimo, che  istituì il Figlio dell’uomo e Giovanni precedette e preannunciò: ciascuno di loro potrà fare a sua volta lo stesso per un altro in ogni acqua che sia realmente tale, cioè adatta a lavare e, aggiunte quelle parole per i crimini passati che insegnai ai miei Apostoli con la medesima assoluzione, immersione ed aspersione non sarà più necessaria alcuna ulteriore opera o penitenza. Ogni peccato sarà consumato e bruciato dal battesimo; saranno rimessi tutti i peccati e quasi tutte le pene, ciascuno camminerà con cuore integro e non vi sarà memoria dei medesimi. Tutte queste cose, inoltre le farà per voi il Mio Padre Celeste, per merito del Figlio Suo, Vostro Messia, che mandò  ad espiare i vostri peccati! In verità, in verità vi dico che né la circoncisione concessa ai padri, né qualsiasi altro rimedio cancellò mai i vostri peccati, se non per i meriti del Messia promesso ai vostri padri. Egli stesso è Mediatore Intercessore ed è anche Riconciliatore. In verità, in verità vi dico, Egli è proprio Colui che vi parla! Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo [Gv 10,9]. Chi invece vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante [Gv 10,1]. Le mie  pecore ascoltano la mia voce [Gv 10,3] e io do loro la vita eterna. Condurrò le mie pecore in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d'Israele [Ez 34,14]. Darò loro da bere latte e miele ed esse rumineranno  per il grano e il mosto [Osea 7,14] e con la mia destra le proteggerò. Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il freddo, né arsura di sorta, poiché li guiderò alle fonti delle acque della vita [c.f.r. Ap7,16-17]. Le pascerò su ottimi pascoli e sulle acque [c.f.r. Salmo 23] e non temeranno alcun male!}

Mentre il Signore diceva questa cose al popolo in un luogo deserto dove non c’era alcun cibo ed essi stessi si trovavano lontani dalle proprie case, sentì compassione di una così grande moltitudine, ed allora dunque,compì il miracolo (della moltiplicazione dei pani). Infatti da cinque pani e due pesci saziò molte migliaia di uomini. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne, che erano quattromila  e i bambini, mille [Mt14,21] . Invece il Signore moltiplicò i pani e i pesci convertendo proporzionalmente gli elementi in cose miste, non creando nuova materia, ma da quegli elementi, con la sua potenza rese frammisti quegli elementi perfetti secondo la sostanza e le apparenze[3] e nutrì il suo popolo nell’esultanza e la sua gente nella letizia,  affinchè in tal modo tutti esclamassero: “Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!” [Gv 6,14].


LITURGIA DELL’EPIFANIA DEL 6° GENNAIO[4]

Tuttavia ascoltami: non è vero ciò che i vostri scrivono che cioè questo giorno fosse stato proprio il 6 di gennaio, in modo che i magi lo avessero adorato nello stesso giorno e,passati trent’anni, nello stesso giorno il Signore fosse stato battezzato;e poi nuovamente,all’inizio dell’anno avesse trasformato l’acqua in vino alle nozze e, all’inizio dell’anno seguente, di nuovo fu fatto il miracolo  dei cinque pani e dei due pesci moltiplicati. Ma non è così. È certamente vero che, il tredicesimo giorno dopo la nascita del Signore, tre sapienti Re, vennero e adorarono il Fanciullo, offrendo tre doni. Ma ciascuno offrì tre cose, poiché ciascuno di loro conobbe e credette che lo stesso fosse il Re Sapientissimo, il Dio Vivo e Vero, fattosi uomo mortale. Ma non conobbero ciò quando partirono dalla loro terra, ma quando Lo adorarono. Allora, mentre li ispirava il Pargolo Divino, conobbero queste tre cose proprio poiché non precedentemente non conoscevano tale significato e mentre Egli li esortava, elargirono tali doni e a ciascuno di loro, mentre gli baciavano i piedi e le mani, il Signore Gesù parlò alle loro orecchie nella loro lingua, in modo che nessuno, tranne Maria e quello cui si era rivolto ascoltasse, e di ciò ti avevo parlato altre volte, ma non ha scritto bene. Il Signore, invece,  disse a ciascuno di loro queste parole: {Veniste in tre! Adorate il Dio Trino nel Cui Figlio riconoscete tre cose: la Maestà Regia, la Perfetta Divinità, l’Umanità Intera. Proteggetevi con le tre virtù della fede, della speranza  e della carità e ciò che apprendeste  al suo tempo, lo comunicherete}.Ed è vero che gli stessi, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese [Mt 2,12] mentre Erode era ottenebrato e impedito dalle insidie del nuovo re,ed è vero anche che,  passato il 33° anno dalla nascita del Bambin Gesù, in quello stesso giorno  il Signore volle essere battezzato da Giovanni, ma alcuni di voi dicono che l’Evangelista Luca dice invece che ciò fosse avvenuto nel 34° anno e tredici giorni dalla natività, ed antepongono Beda a Luca, ma non sanno o non si accorgono che qualsiasi cosa dica Luca, la dice lo Spirito Santo .Pertanto Luca deve essere inteso così: Gesù incominciò il suo ministero a  circa trent'anni [c.f.r. Lc 3,23], mentre non dice invece che aveva passato circa il 30° anno, ma che incominciava, cioè che aveva quasi 30 anni,dove stai attento e sappi, che “compiuto il 30° anno”, significa che iniziò ad avere circa 30 anni, e non prima, e poiché il 26 dicembre, come voi ritenere, il Signore iniziò ad avere 30 anni, dunque disse, “circa” , e quella parola “circa” si costruisce con quella parola “incominciò”, così dunque stava iniziando circa il 30° anno. Disse “incominciò circa”, poiché non lo aveva ancora compiuto, ma quasi, poiché iniziava un po’  prima (dei 30 anni). Non ti ho detto forse altre volte che io avevo frequentato le scuole ed insegnato Teologia e che so esporre e interpretare?”. Allora io mi ricordai di un altro passo, in cui si dubitava e dissi: “Molti dicono che nel Vangelo dell’Evangelista Giovanni si deve dire:“Se voglio che egli rimanga”(in lat: Si Eum volo manere) e non “Voglio che egli così rimanga”(in lat: Sic eum volo manere)[Gv 21,22][5] e vi sono molte discussioni. Allora l’Angelo sorridendo disse: “Non ti ho detto forse che sono un teologo non inferiore a Tommaso e ad Escoto? Questi infatti restano i più importanti finché non arriverà il Pastore, che supererà entrambi! Ti dico, e imprimilo bene nel tuo cuore, che le parole del Vangelo identiche alle parole che aveva scritto Giovanni furono le seguenti: se voglio che egli rimanga così finché io venga, che importa a te? ” (in lat: Si Sic eum volo manere)e poiSe voglio che rimanga finché io venga, che importa a te? [Gv 21,23] (in lat: Si Eum volo manere). Vedi quello che si dice nella Bibbia del Grande Geronimo che si conserva in San Paolo. Voi invece dite così:Voglio che egli così rimanga” (in lat: Sic eum volo manere)finchè io venga, poi ponete un punto e aggiungete “che importa a te?”. Allora io: “ Dunque noi erriamo?”. Rispose l’angelo: “ In che modo la Chiesa Romana può errare?  Ti dico che in quel Vangelo  (che io vidi anche mentre veniva scritto, e quando il Signore parlava con Pietro: infatti Pietro e-Giovanni si amavano moltissimo, poiché Pietro, come maggiore giustamente di diritto amava Giovanni quale adolescente di ottima indole, e ciascuno amava l’altro più di se stesso, pertanto a ciascuno sembrava che l’altro fosse maggiormente amato da Cristo),pertanto Cristo parlò a Pietro, mentre io ero presente, e voltatosi Pietro, vide Giovanni. Pensò dunque che il Signore invitasse lui alla morte e al martirio e desiderava conoscere se anche Giovanni sarebbe morto, poiché  aveva qualche sospetto che non sarebbe morto. Allora il Signore rispose: “Se voglio che egli rimanga così finché io venga, che importa a te? ” (in lat: Si Sic eum volo manere) Così il discorso che prima era incerto divenne chiaro. Tuttavia ciò che è vero e certo e che Giovanni non sia morto, e segue: Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?»[Gv 21,23].  Queste furono le parole di Cristo. Dunque è vero che il Signore volle lasciare vivo Giovanni fino al suo secondo avvento pubblico. Tuttavia dopo che sarà apparso con Enoch ed Elia morirà , per questo si dice: Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto ma: {Se voglio che non muoia fino a quel tempo che importa a te? Tu seguimi attraverso la morte!} . Poiché dunque è vero che Giovanni non sarebbe morto se non durante il tempo dell’avvento del Signore, per questo motivo, sebbene il Signore dicesse ciò in maniera condizionata – se voglio così o se voglio – se ciò tuttavia viene preso come un “perché”poiché la Chiesa latina accoglie il senso e dice affermando Voglio che egli così rimanga” (in lat: Sic eum volo manere) finché io venga, e non pone la condizione (Se – in lat: Si) poiché la condizione fu nella parola non in sé, né la Chiesa Romana, né i suoi dottori devono essere stigmatizzati, poiché hanno accolto il senso corretto, quando quella condizione è intesa affermare qualcosa e quando, come voi dite, si prende il “se(in lat:si)” per il “perché (in lat:  quia )”, poiché quelli che credono che Giovanni quando entrò nel sepolcro fosse stato morto e leggono affermativamente il Voglio che egli così rimanga finché io venga, contraddicono se stessi. In che modo, infatti, volle che egli rimanesse  fino al suo secondo avvento, se allora fosse stato davvero morto?E sebbene alcuni dei vostri dottori dicano che il finché io venga è inteso non al giudizio, ma per chiamarlo, come per venire nel suo Regno, così come è scritto che Cristo Signore gli fosse apparso, quella spiegazione non riveste alcuna importanza. Infatti, il Signore chiama tutti i suoi eletti, e prima della sua partenza non venne meno da Pietro rispetto a Giovanni, bensì volle riservare lo stesso come suo testimone”. Allora io dissi: “ Angelo mio, mi sembra che il discepolo più amato di tutti, fu anche il più trascurato, se ancora non possiede la gioia eterna né fruisce di Dio, né è beato, rimanendo invece ad aspettare il premio eterno per così tanto tempo nella vita mortale”. Rispose l’Angelo:  Giovanni è pellegrino ancora nel corpo, ma in quanto alla sua anima è già beato. Contempla infatti,  così come noi,  la faccia del Signore, e così pure Elia ed Enoc. Dopo che il Signore Cristo, li visitò nel Paradiso Terrestre, quando discese agli inferi, allora li rese beati. Ma  moriranno (anche loro) e poi risorgeranno nel corpo glorioso. Beata anche Maria, Genitrice di Dio;morì assieme a Cristo (una prima volta)e ottenne prima degli altri la gloria, ma risorse subito: mentre cioè il costato di Nostro Signore fu colpito dalla lancia del soldato, sopravvisse nel corpo mortale e quando poi morì pubblicamente, di nuovo pubblicamente risorse. Infatti la sua prima morte fu segreta, perché allora cooperò alla redenzione umana, cosicché, così come Adamo ed Eva peccando caddero, allo stesso modo risorgeste grazie a Cristo e Maria che in qualche modo cooperava alla redenzione. Tuttavia fu Adamo la causa principale della vostra rovina, mentre Eva cooperò soltanto alla rovina, così come Cristo fu la causa principale della vostra redenzione mentre Maria cooperò soltanto alla stessa. Dunque, la beatitudine di Giovanni non si prolunga né attende, ma in qualche modo è più beato di quelli i cui corpi furono avvolti nella polvere. Queste cose ti dissi con riguardo alla Traslazione di Giovanni e alla spiegazione del Vangelo, ma facciamo ritorno a quelle cose di cui ti ho parlato prima. Il Signore dunque, fu battezzato nello stesso giorno, trascorsi 30 anni dal giorno in cui fu adorato dai Magi, ma non nello stesso giorno in cui, alla fine dell’ altro anno, trasformò l’acqua in vino durante le nozze, ma prima. Difatti quello fu l’inizio dei suoi miracoli, dopo il battesimo, il digiuno e la chiamata degli Apostoli e non predicò per un intero anno senza compiere qualche miracolo ed allo stesso modo , in un tale giorno non sfamò la moltitudine, con cinque pani. Tuttavia la vostra Chiesa,  che dice “oggi il vino dall’acqua è stato creato per le nozze[6]”, non dice il falso, così come nell’ottava di qualche festività siete soliti dire – oggi Cristo è Nato – oppure – Lo Spirito Santo è stato inviato – ed altre cose simili, ed il senso è che oggi vi sia la solennità e la commemorazione di tale giorno  e che oggi commemoriamo quel tale giorno e lo veneriamo come se quel giorno fosse quello presente. Difatti, parlando veramente, quel giorno in cui Cristo venne alla luce, non è mai più ritornato.  Dunque non è nato “oggi”, né “oggi” è apparso , se non in modo commemorativo. “Oggi”, dunque  il vino dall’acqua è stato creato, poiché “oggi” commemoriamo “quel giorno” e “quel miracolo”. Ciò che dicemmo di  San Giovanni Evangelista , cioè che lo stesso vive ancora, si ricava da quelle parole del Signore che dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani disse: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno [Mt 16,28], dove il numero singolare  deve essere inteso al posto del plurale. Solo Giovanni infatti non proverà la morte finché Cristo non si mostrerà Re e Giudice di tutti. Infatti per la stessa ragione per la quale, quelle parole si intendono della Trasfigurazione durante cui Cristo mostrò di essere Signore della vita e della morte, per il fatto che li apparvero Mosè ed Elia che parlavano con lui e si intendeva di tutti e tre che non sarebbero morti, al contrario, quelle parole non solo si riferivano alla Trasfigurazione ma anche (simbolicamente) al Regno Futuro, quando, una volta ucciso il “Falso Profeta” loderanno Cristo tutte le genti e tutte le nazioni [c.f.r. Salmo 117] e questo è simile a quel : Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo [Mt 24,16], poiché in primo luogo, e in modo più diretto e per simbolo si intende la statua equestre dell’imperatore Adriano[7] e l’ immagine di Cesare, mentre si intende veramente e in modo completo il Figlio dell’Iniquità . Allo stesso modo molte cose si dicono con riguardo a Re Salomone in modo diretto (o riduttivo), che tuttavia sono intese perfettamente con riferimento a Cristo. Ed lo stesso avviene anche quando si dice: non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene [Mt 23,39] , cioè sia dapprima  nel giorno delle palme, e poi in modo compiuto, una volta che sarà cancellata la cecità di Israele, che avverrà quando verrà ucciso il Figlio dell’Iniquità.

 

[1] Isaia

[2] [cioè come Giovanni Battista – v. Volume 2]

[3]gli accidenti come abbiamo visto nel nostro 4° volume, per evitare difficoltà interpretative al lettore.

[4]Epifania (6 gennaio) vuol dire manifestazione. La Santa Chiesa istituì questa festa per commemorare la triplice manifestazione di Gesù: come Dio, facendosi adorare dai Magi; come uomo, ricevendo il Battesimo da San Giovanni; come operatore di miracoli, cambiando, alle nozze di Cana, l'acqua in vino. Essa dice:. Festeggiamo oggi il Santo, ornato di tre miracoli: «Tribus miracoli ornatum, diem sanctumcolimus: Hodie stella magosduxit ad praesepium: Hodievinum ex aqua factum est ad nuptias: Hodie in Jordane a Joanne Christusbaptizarivoluit, ut salvaret nos, alleluia.». Di tre miracoli adornato il giorno santo celebriamo: oggi la stella i magi ha condotto al presepe, oggi il vino dall’acqua è stato creato per le nozze; oggi nel Giordano da Giovanni  Cristo ha voluto essere battezzato per salvarci, alleluia. Il linguaggio, tuttavia è simbolico, e non deve essere per forza confuso con l’esatto momento dell’avvenimento di questi tre miracoli.

[5] Si tratta di un errore dei copisti della volgata, sulla parola “sic” in luogo di “si”, inizia un lungo brano su questa diatriba. Lasciamo vicino alle frasi anche i termini latini per permettere al lettore di capire in che cosa consista questo sottile alterco teologico.

[6] Come detto, il 6 gennaio si celebrano anche le nozze di cana:  Hodievinum ex aqua factum est ad nuptias:

[7] L’imperatore Adriano (76 – 138)  aveva infatti fatto erigere una statua di se stesso nel sito della HaMikdashBet (il luogo ove sorgeva il santo Tempio di Gerusalemme) in un giorno per celebrare l'anniversario della distruzione del Tempio da parte di Tito