I SERMONI DEL BEATO AMADEO DA SYLVA : VI° SERMONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

ATTENZIONE - Contenutisticamente, abbiamo posto questo periodo  [1] nel Sermone Sesto e non nel Quinto, poiché, ne costituisce l’appendice iniziale

 

SESTO SERMONE

Ed io di nuovo [1]: “Signore, ho udito spesso che solo Dio conosce i cuori e li esamina!”. Rispose: “Se lo spirito dell’uomo conosce le cose che sono nell’uomo [1Cor 2,11], in che modo dunque può farlo soltanto Dio?  Il significato è il seguente: solo Dio ha il cuore degli uomini nelle sue mani, per valutarlo,per il fatto che Lo Stesso lo vuole ed è l’unico giudice sia del premio dei beni interiori che del castigo dei mali, i quali risiedono soltanto nel cuore cioè nella volontà. Il cuore infatti sovrintende al corpo, la volontà l’anima. Ti dico che se l’Angelo o l’anima priva del corpo non vedesse i pensieri presenti di un altro, sarebbe segno che Dio non vuole che li vedano: ma se Dio non lo impedisce, essi allora possono vederli. Pertanto Cristo Signore, non soltanto con l’occhio della luce divina, ma anche  con quello dell’intelletto creato, vedeva  i pensieri dei farisei e di tutti i presenti mentre scrutava anche le cose passate e future sia con l’intelletto divino che con l’intelletto umano che è nel Verbo, ma di una natura particolare. Sappi distinguere tra quelle cose che io aggiungo e quelle che diceva Cristo Signore! Il Signore dunque parlava nella Sinagoga ai farisei in questo modo:

{Non credete o farisei, che io conosca i vostri ragionamenti? Non credete che io veda le vostre intenzioni? Voi vi adirate poiché dico tali cose. Vi indignate contro di me nei vostri cuori. Pensate che io bestemmi poiché dico di conoscere i vostri pensieri, ed in ogni caso li conosco, e da lungo tempo li conobbi prima ancora che voi esisteste! Li conosco dapprima che ci fosse il mondo! Li conosco dapprima che le stelle del mattino lodassero il Padre Mio! Li conosco ora e per sempre, e voi e i vostri cuori siete nelle mani del Padre Mio, e in mano mia [c.f.r. Sapienza 3,1] . Porterò i vostri cuori ovunque io avrò voluto, ma non voglio cambiarli senza di voi! Voglio aiutarvi assieme a voi, ma siete stati lasciati in mano al vostro libero arbitrio: io opererò per voi, soltanto con voi. Io e il Padre Mio  possiamo giudicare il giusto o il cattivo scrigno del vostro cuore. Nessun altro è giudice giusto dei vostri segreti! Perché siete così duri di cuore? Vorrei ammorbidire i vostri cuori e quelli si induriscono di più! So cosa aspettate: se io stia per curare quest’uomo qui presente , che ha una mano inaridita, nel giorno di sabato: Alzati uomo e mettiti nel mezzo [Lc 6,8]!}

Poi Gesù disse loro:

{Domando a voi: E' lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla? [Lc 6,9]}

E volgendo tutt'intorno lo sguardo su di loro, disse all'uomo:

{Stendi la mano!}Egli lo fece e la mano guarì [Lc 6,11].

 

Ciò fatto, se ne andò da loro. Nota dunque la superbia dei farisei e la loro grandissima superstizione nell’osservanza del sabato. Gli stessi, infatti commettevano molti peccati nel giorno di sabato, senza pensare di trascurare il comando di santificare il sabato.

Quindi, o carissimo, quando il Signore volse tutt'intorno lo sguardo su di loro [Lc 6,10] e disse:

{Domando a voi: E' lecito in giorno di sabato fare del bene e salvare un’anima, così come io intendo fare o fare del male, cioè così come fate voi?}

- ed allora ciascuno dei farisei riportò in mente tutti i furti, gli adulteri, le rapine e le altre cose che commettevano di sabato –

{ E non mi sarà lecito,o farisei, fare del bene o perdere l’anima di quest’uomo che geme per i suoi peccati non rimettendogli i peccati,  così come voi perdeste le vostre anime,?}Non disse queste parole, ma proferì invece quelle altre che gli stessi (evangelisti) così intesero. Infatti il Signore non solo curò quell’uomo nel corpo, ma anche nell’anima, rimettendogli i peccati. Perciò anche agli altri che furono sanati da Lui, quando furono sanati per la loro fede, fece sempre lo stesso, ma alcune volte invece, sanò gli increduli solo nel corpo e non nello spirito. Per tale ragione i farisei, vedendo che Egli conosceva i loro peccati, divennero come stolti e volevano accusarlo, ma temevano che avrebbe reso pubblici i loro segreti. Dunque discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù [Lc 6,11] poiché a causa del loro odio avrebbero voluto accusarlo ma per il timore della propria infamia non osavano dir nulla. Tu scrivi diligentemente tutte queste cose affinché quel pastore le conosca, le insegni e le comunichi a tutti. Poi , in seguito, così  come scrive il Segretario della Regina dei Cieli[2] il Signore passò la notte in orazione [Lc 6,12] e quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli [Lc 6,13] e scrisse molti esempi e miracoli. Tuttavia  (gli evangelisti) narrano la storia della conversione di Maria Maddalena, quella che però non era la sorella di Marta, ma l’altra come ti dissi l’altra volta mentre stavi innanzi al cerchio celeste.  In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni,[Lc 8,1-2].  E questa Maria era sorella di Marta e di Lazzaro , non invece quella che era stata peccatrice nella città. E questa è colei che unse il Signore sei giorni prima della Pasqua dei Giudei e poi anche quella cui il Signore apparve nella forma di un ortolano. Se ne andava, pertanto, per le città e i villaggi, evangelizzando sul regno di Dio e davvero instillava e inculcava nelle orecchie di tutti la buona novella.

E diceva  infatti:

{Pentitevi, perché il regno dei cieli è vicino! [Mt 3,2; 4,17], non temete perché sebbene Dio sia anche immobile, Egli rivolge il suo sguardo a quelli che si convertono di cuore e ritornano a lui! Convertitevi figli di Israele al Signore Dio vostro, che ecco, inviò a voi un re e pastore per liberarvi, affinché diveniate veri Israeliti che vedono e che conoscono Dio vostro, affinché siate veri confessori e lodatori. Gloria a Dio, il Regno di Dio è vicino! Presto i vostri padri che si trovano nel pozzo senz’acqua [Zacc 9,11] vedranno Colui che per tanto tempo amarono e attesero. Si allieteranno e gioiranno. Il Regno di Dio è vicino, è in mezzo a voi. Infatti, Dio inviò a voi quel profeta del quale è scritto nella vostra legge: Il Signore vostro Dio vi farà sorgere un profeta in mezzo ai vostri fratelli [Att. 3,20-22] che, disse Mosè, ascolterete così come ascoltate me. Ha mandato il Figlio nel mondo per salvare il mondo [c.f.r. Gv 3,17], affinché fermi le sue cattive opere e le allontani. Ed è proprio Lui Stesso ad essere, se volete saperlo, il Regno di Dio. Chi Lo ascolta già possiede il Regno di Dio, chi ascolta la Sua voce e osserva i Suoi comandamenti è veritiero e abita nel Regno di Dio. Il Regno di Dio è in mezzo a voi, se volete, dentro di voi! Chi si duole dei mali passati è salvo ed è adatto al mio Regno, chi non smette di peccare non è adatto al Regno di Dio: merita per sempre l’ira , chi sempre offende. Chiunque ricorre alla misericordia del Padre Mio, troverà misericordia. La misericordia del Padre Mio non è negata a nessuno che la chieda o la desideri. Solo a chi non la cerca è preclusa la via della salvezza. Vedete quanto grande sia la moltitudine delle sue misericordie dopo i massimi crimini! Coloro che si convertono, sono immediatamente trasformati nel profondo dell’animo e Dio fa si che immediatamente, come viene riconosciuta la colpa, chiedano ed ottengano il perdono. Dio non guarda più oltre ai peccati passati. Rifugi stanno nei suoi occhi! Non cerca nessun castigo, ma rimette subito la colpa, restituisce integralmente i doni prestabiliti, riporta alla memoria i dono cancellati e quasi del tutto svaniti, e chi doveva essere seppellito, già ha accumulato molti premi per sé nel regno dei Cieli! Il Padre Mio è misericordioso sopra ogni cosa, e a tal punto ama gli uomini peccatori, i cui peccati tiene nell’odio più assoluto, che ha inviato il Figlio Suo Unigenito nel mondo, offrendolo alle mani e alle menti feroci dei peccatori che lo uccideranno, e che è pronto a morire per i peccatori. Trovò i peccatori pronti ad ucciderlo e sarà ucciso per la salvezza dei peccatori. E a tal punto amò i peccatori che non nega loro, se tornano sui propri passi, alcun merito o alcun premio che talvolta avevano meritato e sembravano aver perduto e a causa dei mali passati, non permette che siano inviati al supplizio. Cosi che dopo che fecero ritorno a Lui, li tiene molto cari, come se, interposto Lo Stesso, non avessero peccato. Per cui accade che lo stesso Padre Mio non veda i tempi di quei peccatori che sono stati perdonati, durante i quali rimasero tali, mentre guardi soltanto i tempi in cui talvolta furono buoni e giusti: considera ininterrottamente solo i tempi nei quali agirono bene e ciascuna delle loro buone opere, dimentica e non vuole vedere il tempo della loro vita malvagia e le loro medesime malvagità. Da cui è scritto nella vostra legge : Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato [Salmo32,1]. Ecco il Padre mio mi inviò nel mondo! Sono un uomo simile a voi, ma di gran lunga più simile al Padre Mio, né lo Spirito della sua bocca, che Mi inviò nel mondo a predicare ai poveri, mi è estraneo. Ora io stesso Lo invierò nel mondo ma il mondo non potrà riconoscerlo. Sono vostro fratello! Sono la vostra carne e il vostro sangue! Ma l’unione che c’è tra il Padre Mio e lo Spirito della sua Bocca, è davvero maggiore, ma chi potrà narrarla? Coprite i vostri peccati! Non nascondetevi come fece il vostro primo parente, ma nascondete i vostri peccati agli occhi di Dio! Finitela di agire in modo perverso, imparate a fare il bene! Se avrete fatto penitenza, se vi sarete addolorati, se vi sarete riconosciuti peccatori e avrete chiesto perdono, nasconderete i vostri peccati ed essi non saranno mai più visti. Otterrete nuovamente tutti i beni che vi sembrava aver perduto. Se avrete abbandonato i peccati, essi vi saranno rimessi; se vorrete ascoltare la mia voce [Esodo 19,5] bene sarà per voi. Non indurite il cuore  [Salmo 95,8] come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere!

Allora uno dei farisei volendolo tentare disse: “ Rabbi, Dio non sembra così  misericordioso, se si considerano le cose che furono fatte al tempo del diluvio e quelle che fece alla Pentapoli, al Faraone e a tutto il mondo, escluso il suo davvero minuscolo popolo, e quelle che nell’altra vita sono preparate per i peccatori!”. In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse:

{Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli [c.f.r.  Lc 10,21 Mt 11,25]. Si, i piccoli canteranno per sempre le tue misericordie, o Padre! [c.f.r. Salmo 89,2] Quanto attendesti la conversione dei peccatori! Con quanti segni e modi li avvertisti della costruzione dell’Arca che fu ultimata in centoventi anni! Li esortasti con quegli annunci, ma gli stessi non credettero alle Tue parole né ai Tuoi segni: anzi ti disprezzarono e non cessarono di provocare la Tua ira con le loro opere malvagie, tutti intenti sempre al male. Inducesti  lentamente il diluvio, in modo che, mentre ancora pioveva, si convertissero, e così perdonassi straordinariamente e sicuramente li avresti risparmiati. Grande è la tua pazienza, o Padre Mio, smisurata  la tua tolleranza. Dopo aver provocato il diluvio contro gli ostinati ancora perdonasti tutti. Chi ti avesse invocato mentre ancora veniva ingoiato dai flutti, avrebbe ottenuto il perdono. Per tutti coloro che nell’ultimo loro iato si affidarono alla Tua misericordia, dei quali vi fu una grande moltitudine, ma non volesti salvarli dal diluvio delle molte acque sapendo che sarebbero ritornati al (precedente) rifiuto, nonostante li salvasti con la tua destra e li liberasti dall’eterno supplizio, adoperasti la tua giustizia, poiché affliggesti con la morte temporale coloro che sarebbero assolutamente incorsi nella morte, e mostrasti contemporaneamente un’immensa misericordia, poiché li esaudisti nell’ultimo istante della loro vita. E quelli che sapevi, sarebbero divenuti di nuovo peccatori se fossero sopravvissuti, li hai accolti proprio allora mentre gemevano e chiedevano perdono e accettasti quella loro pena in ricambio dei tanti crimini da loro commessi. Non negasti loro i tuoi consueti doni e li accogliesti come tuoi santi ed eletti, nel seno che poi fu detto d’Abramo. Cos’altro avresti potuto concedere loro? Cosa avresti dato mai ai tuoi amici in più, rispetto invece a quelle cose che desti a quegli ingrati che ti provocavano, ti bestemmiavano e ti disprezzavano? Non condannasti nessun innocente; ma a causa di una tale morte li onorasti dei tuoi doni e attribuisti loro premi ancora maggiori. Non hai mai respinto nessun peccatore convertito! Quale crudeltà può trovarsi dunque nel Padre di tutti noi, durante il diluvio, quando avvennero moltissime e grandissime Sue misericordie? Ed inoltre , allo stesso modo, io che uscii da Te e ho ottenuto da Te ogni cosa  (niente infatti ho che non abbia ottenuto da Te e ogni Tua cosa, o Tu, unico padre, hai concesso a me Tuo unico Figlio ) conosco bene quella Pentapoli! Non è forse vero che avevi dato a tutti quei perversi uomini una patria piena di ogni bellezza e soavità, simile al Paradiso in ogni gioia e dolcezza? Invece quegli uomini perversi avevano abbandonato le loro donne e tutti loro volevano congiungersi con gli uomini, non perché costretti dal bisogno, ma perché attirati da un insensato piacere e non si trattenevano neanche dinanzi ai vecchi. A loro, Dio inviò Lot fratello di Abramo Vostro Padre, il quale li accusava, li ammoniva e a mala pena scampò dalle mani e dalle macchinazioni di quei pessimi uomini. Dopo molti segni e prodigi e dopo tante esortazioni, vedendo che non tutti fossero impuri, affinché non rimanessero neanche dieci uomini non dediti a quei crimini, Dio inviò Angeli in forma umana, ma essi vollero violare anche loro. Non volevano giovani donne ma uomini adulti! Nulla è maggiore della scelleratezza in questo genere di peccato! Tu o Padre, tollerasti questo per tanti anni e pazientemente attendesti, ma essi non vollero convertirsi. Non era forse necessario che perissero coloro che volevano far perire il genere umano? Non dovevano essere completamente bruciati quelli che volevano bruciare e ricondurre al nulla il genere umano? Era un delitto comune, era abituale, non vi era alcuna speranza di conversione. Non era dunque necessario che il fuoco e l’ardore di una tale maledizione non fosse bruciato e consumato dal fuoco sulfureo? E tuttavia a quelli che allora, nel mezzo di quelle pene e di quei supplizi, invocavano Dio, non venne a mancare la misericordia, l’aiuto e la salvezza. Sono trapassati nel mondo terreno per non soffrire in eterno. Passarono in questo mondo, affinché non soffrissero nell’altro una pena così terribile. A quelli che vollero ritornare concedesti la penitenza, e la accettasti in pagamento e trasformasti i tuoi nemici, attraverso un così breve lamento, in tuoi amici. Che male facesti, Padre Mio al Faraone, il quale non poté essere convinto mediante alcun segno o prodigio eccetto per il fatto che tu dicesti al tuo servo Mosè: ma io indurirò il cuore del faraone [Es 7,3], nella cui frase sembri essere tacciato di crudeltà, che in Te non può cadere ed inoltre essere biasimato di inganno? Se infatti gli indurivi il cuore, allora non volevi perdonarlo e tuttavia cercavi di perdonare colui che ordinavi di non perdonare, indurendogli il cuore. Ma non fu così: infatti la Tua volontà è la Mia e non volesti nulla senza di Me e Io niente senza di Te volli, o potetti volere e neanche Tu senza di Me e senza lo Spirito della Tua bocca! Tu non obblighi nessuno al peccato. Poiché se c’è qualcosa che accade per forza, questa non è il peccato. Se il Faraone non poté lasciar partire il tuo popolo, non peccò certo non lasciandoli. Ma tu, o Padre dicesti indurirò il cuore del faraone [Es 7,3], e il tuo servo Mosè scrisse: il Signore rese ostinato il cuore del faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti [Es 10,20] - e se lo induristi tu, lo indurii anch’io,  poiché non fai nulla senza di Me e senza lo Spirito Nostro. Non c’è niente che fai senza di me e per me, che tu non faccia senza lo Spirito Nostro, né fai lo stesso con Me senza di Lui – induristi dunque il cuore del faraone poiché non lo ammorbidisti: così come infatti, tu distruggi quando non conservi, indurisci quando cioè non ammorbidisci. Tu attiri a Te, conduci a Te e senza di Te i buoni non possono far nulla! Tu sostieni, ispiri, inciti, stimoli e induci. Con Te ci sono tutti i beni che esistono e senza di Te nulla esiste, e nessun bene, in verità, che venga da Te viene a mancare, se non Ti rendesse ostile l’ira della continua ingratitudine o non Ti agitasse il furore della perversa e male ostinata volontà. E talora, se vuoi che tali cose accadano, volendo ottenere da loro maggiori beni per la gloria della Tua maestà e manifestare la tua grande virtù e potenza, quando per la manifestazione del Tuo nome permetti tali cose, non affliggi con tormenti eterni quelli  che vedi così trasgressori: punisci in maniera temporanea, per non punire eternamente. Non condanni alla Geenna chi non agisce perché non può agire, o agisce perché gli è necessario agire. Nulla è più dolce di Te, ed infatti sei Padre di tutte le creature , ma non senza di Me: ogni cosa che è infatti Tua è anche Mia! Ami con affetto paterno tutte le creature e non respingi nessuno fino al suo ultimo respiro e confermi molti nella loro ultimissima ora e non condanni nessuno prima della stessa. Dopo quella punisci di gran lunga meno di quanto meriterebbero. Per la cattiva ed ostinata volontà hai preparato in eterno, eterni supplizi affinché ai malvagi appartenga sempre il male. Tu conoscesti le atrocità delle loro pene e la vastità della loro malvagità, e conoscesti che la malvagità degli stessi fosse anche maggiore delle loro pene. Chi non crede ciò e Ti ritiene crudele sia trascinato in quelle pene che sono state stabilite da Te, o giustissimo, con somma misericordia. Ecco, vi dico la verità. Presso Dio non c’è alcuna ingiustizia e se non può essere con giustizia inflitta la pena eterna a qualcuno, non viene inflitta affatto! Se essa eccede la malvagità, non è inflitta affatto e qualora non sia maggiore della pena, essa dunque non viene inflitta! Dio non può essere ingiusto, né quella pena verrebbe da Dio, se fosse ingiusta o eccedesse la malvagità o se anche fosse uguale ad essa. Dio è vostro padre. Forse che un padre possa avere in odio il suo amato figlio? Ma se i vostri padri nella carne possono, Dio che è vero padre non può. Egli si cura  in modo davvero particolare del popolo al quale diede la legge, dai padri della quale  giunse il Messia chiamato “il Cristo”, da cui proviene la salvezza a tutte le genti, sebbene (Dio) non li abbia  mai abbandonati. Inoltre ha cura delle medesime genti e, per i bisogni dei loro spiriti provvide quanto era loro necessario. Non abbandona nessuno a meno che questi non lo voglia completamente ovvero completamente lo respinga e fa si che, in ogni tempo, mentre ancora è in questa vita, si converta. Non viene provocato da nessun crimine, né lo provoca e talvolta, antepone prostitute e pubblicani a quelli che meno peccarono. Aprite il vostro cuore, peccatori! Rendetevi degni del frutto della penitenza. Il Regno di Dio è vicino. Giunge la vostra salvezza. Giunge il tempo della vostra redenzione}

Dopo queste cose, mi disse l’Angelo: “Ecco, hai ascoltato le parole che predicava Cristo Signore! Fai attenzione alle stesse. Dio ti ha concesso il ricordo di tutto ciò che hai udito durante il tempo che le farai scrivere,  affinché il popolo di Dio sia pasciuto sotto un nuovo pastore con nuove lezioni. Ascoltasti alcune cose della donna peccatrice e scrivesti che è chiamata Maria Maddalena, e apprendesti dell’altra Maria Maddalena  da cui uscirono sette demoni [Lc 8,2] che lo seguiva e che, essendo ricca lo assisteva con le sue sostanze come Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, e Susanna [Lc 8,1-2]. Ascoltasti anche che invece quello a cui si perdona poco, ama poco [Lc 7,47]: poco cioè, in quanto obbligato da un minor beneficio a dover amare. Ascoltasti queste cose e credo che imparasti altrove di quelli che sono stati redenti e salvati da Cristo, il quale meritò che gli stessi fossero preservati. Infatti se i preservati non fossero stati redenti, sarebbero meno obbligati al Redentore, né è giusto dire che furono maggiormente obbligati per la loro preservazione e non invece per la loro redenzione, poiché la preservazione cade sotto le opere del Redentore e Cristo non è chiamato che Redentore e Salvatore degli uomini. Dunque riscattò e salvò i preservati ovvero se non li riscattò e non li salvò, che cosa di buono avrebbe fatto loro?Da cui in un certo salmo  Davide è detto esser stato salvato dalla malvagia spada di Golia , dove così dice:a te, che dai vittoria al tuo “consacrato” (preservatus in latino n.d.a.) e che, in modo speciale,  liberi Davide tuo servo dalla spada iniqua, [Salmo 144,10]cioè da Golia e da Re Saul, fino a dove c’è il punto e poi segue così:  liberami, dalla mano degli stranieri. Ascoltasti in che modo Cristo mostrò la sua divinità quando disse alla donna: Ti sono perdonati i tuoi peccati, e che le disse:  vai in pace. Ed in seguito se ne andava in giro [Lc 8] e Maria Maddalena, non quella a cui disse vai in pace ma l’altra che lo seguiva. Ascoltasti in seguito in che modo i dodici Apostoli giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni [Lc 9] . ed evangelizzavano sulle cose che avevano ascoltato predicare da Cristo Signore, ma balbettavano come bambini. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto Allora li prese con sé e si ritirò verso una città chiamata Betsaida. Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio [Lc 9,10 - 11] . E poiché Erode , allora, aveva fatto decapitare Giovanni [c.f.r. Lc 9,9], alla cui decapitazione lo stesso Signore era stato presente, come ti è stato detto in precedenza, e ritornati discepoli, Egli stesso si imbatté in loro, e si ritirarono tutti assieme verso una città chiamata Betsaida e le folle li seguirono . E pertanto, cominciò a parlare loro mentre Erode lo cercava.