I SERMONI DEL BEATO AMADEO DA SYLVA : V° SERMONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

QUINTO SERMONE

{Ogni volontà creata è determinata ad agire sulla base di leggi e regole certe, secondo le quali o contro le quali regole e leggi può agire, e agendo secondo le stesse è buona, mentre agendo contro le stesse è malvagia e pecca. Da ciò consegue che, sebbene possa peccare o non peccare, tuttavia non può non essere, per sua natura, peccabile, sebbene può essere allontanata dal peccato. Se non fosse stabilita la legge di Dio, nessuno peccherebbe cosicché si renderebbe nemico di Dio e incorrerebbe nella pena eterna. Rimossa la legge viene rimosso anche il peccato, ma una volta stabilita la legge , poiché gli uomini possono agire contro di essa, anche il peccato può essere stabilito. Chi infatti può trasgredire la legge, può anche peccare: peccare e trasgredire i comandamenti divini , sono infatti la medesima cosa. Adamo, padre di tutto il genere umano, trasgredì  ed a causa di quella trasgressione rese colpevoli tutti i figli, in modo che tutti sono stati concepiti nell’ iniquità e nessuno è più puro davanti a Dio , se non viene purificato soltanto da Colui il quale può purificare colui che viene concepito da un seme impuro. Nessuno dunque è senza peccato e se qualcuno pecca di meno, ovvero non pecca affatto ciò avviene per dono di Dio. Ciascuno da se stesso è peccatore. Il Figlio dell’uomo venne per i peccatori, cioè per il genere umano oppresso dai peccati, ma soltanto alcuni uomini che peccarono riconoscono di aver peccato. Alcuni peccano ritenendosi giusti, altri invece per dono di Dio non peccano, e riconoscendo quel dono si ritengono peccatori. Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati [ Lc 5,31]! Ma chi può ritenersi sano? Chi è senza peccato!  O farisei, voi credete di essere giusti e ritenente peccatori questi pubblicani. Ma non sono giusti coloro che si ritengono tali! Non sono giusti coloro che ritengono peccatori gli altri! Non sono giusti coloro che disprezzano il prossimo! Non sono giusti coloro che si pavoneggiano della propria giustizia! Io non sono venuto a chiamare i giusti [Lc 5,32] nei loro comportamenti: quelli infatti non possono convertirsi. Non sono venuto a chiamare i giusti, ma coloro che ignorando la giustizia, stimano giusti gli altri e si ritengono peccatori. Non sono venuto a chiamare i giusti, poiché non fui inviato se non agli agnelli che caddero in rovina e chi è che non è caduto in rovina tra i figli di Adamo? Non sono venuto a chiamare i giusti, perché non trovo giusto alcuno. Non trovai giusto nessuno tra gli uomini, poiché tutti caddero in rovina. Non sono i sani che hanno bisogno del medico [Mt 9,12]! Considero sani quelli che non sono infermi o che non possono incorrere in alcuna infermità. Un sano di tal genere non ha bisogno del medico. Il medico si occupa dei malati: cioè il medico si occupa di coloro che sono infermi e conoscono l’infermità e la manifestano. Tra gli uomini non c’è nessuno che non sia per sua natura infermo. Tutti sono bisognosi del medico. Tuttavia quelli che non conoscono la propria infermità, né la manifestano, ma piuttosto si nascondono dal medico, di essi il medico non se ne occupa, non perché non abbiano bisogno del medico, ma perché il medico non può giovare loro in alcun modo. O Farisei, che vi credete giusti, e ritenete ingiusti e peccatori costoro che vi circondano e che stanno a tavola insieme a me, in verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio [Mt 21,31]! A Dio piacciono di più gli umili che peccano e conoscono i propri peccati, che i giusti – superbi, che cioè sembrano giusti, perché mancano di peccati apparenti e noti, ma non lo sono poiché superbi, ambiziosi, arroganti e petulanti: sovrabbondando di giudizi avventanti, infiammandosi d’ira, consumandosi d’odio e d’invidia. Quelli che vedete sono pubblicani. Quelli che vedete sono peccatori. Ma poiché conoscono i propri peccati , poiché cercano la salvezza, sono già stati perdonati. Voi non cercate o desiderate né salvezza, né salvatore! Anzi rifiutate il Salvatore! Disprezzate il Salvatore! In che modo, dunque, potrete essere giusti? Voi giudicate secondo la forma. Io vedo invece i vostri cuori: vedo e giudico. Il Figlio dell’uomo venne a salvare i peccatori che conoscono i propri peccati, non quelli che li nascondono e li occultano e che appaiono a se stessi come giusti. Ecco tutti coloro che erano peccatori e sono a tavola con me, sono stati perdonati per la loro fede e per la loro umiltà}

-  E disse loro:

{Vi sono stati rimessi i peccati [1Gv12]! Avete trovato grazia per la vostra fede ed umiltà. Credete, credete o farisei! Voi mi ritenete un mangione e un beone e un amico dei peccatori [Mt 11,19] ed è vero perché sono amico dei peccatori che conoscono i loro peccati e sono anche ingordo e assetato d’anime! Ecco guardate cosa ho divorato. Ho divorato tutti quelli che vedete qui. Li ho mangiati trascinandoli dentro di me. Desidero trascinare anche voi dentro di me, ma se non lo volete, se non acconsentite, se non allontanate la superbia, non posso farlo! Così infatti è stato deciso dal Padre Mio che se voi non volete, non potrete avere la salvezza. Desideratela! Il Padre Mio vuole ciò solo se anche voi lo volete!}

Queste cose Gesù disse ai farisei che mormoravano. In quel luogo ci fu il loro pasto e la loro bevanda. Ma i farisei ostinati e non ancora sazi dissero: I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure i discepoli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono! [Lc 5,39] e queste cose le dissero a Lui anche qualche discepolo di Giovanni che stava li presente con gli altri farisei, ai quali Gesù rispose:

{Potete far digiunare gli invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni in cui lo sposo sarà strappato da loro; allora, in quei giorni, digiuneranno!},

dove vedi che il Signore dichiarò 3 ragioni. Forse non pose la prima il solo Matteo, soltanto Luca la seconda e la terza solamente Marco?[1] Lo sposo è Cristo e la sposa è la natura umana. In lui infatti la natura umana è stata sposata al Figlio di Dio. Per questo, dunque, si celebrarono quelle nozze, alle quali parteciparono gli apostoli.  Cristo è anche lo sposo di tutto il genere umano, e gli apostoli erano figli dello sposo e della sposa. Tutta la chiesa è infatti sposa e ciascun fedele è figlio dello sposo e della sposa. Poiché dunque si celebrano le nozze di questo sposalizio, non era conveniente che gli Apostoli allora digiunassero. E questa fu una delle ragioni che dispensava gli apostoli dal digiuno, poiché erano presenti alle nozze dello sposo e della sposa. Egli mostrò così di essere capo della chiesa e che potesse dispensare altri dal digiuno. Non era la medesima cosa invece per i discepoli di Giovanni e per i discepoli dei Farisei. Per questo, essi (gli Apostoli) non digiunano né fanno molte orazioni, poiché sono con lo sposo, che è il Signore del Sabato , dei digiuni e delle orazioni. Poi aggiunse un’altra parabola in cui è posta la seconda ragione che dispensa gli apostoli dal digiuno.

Disse dunque:

{Nessuno mette vino nuovo in otri vecchi altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi [Lc 5,37] e si conserveranno entrambi. Cos’è il vino nuovo se non la novità della vite e della vita perfetta? Cosa sono gli otri vecchi, se non l’uomo vecchio, l’uomo carnale, l’uomo grezzo, confuso e inetto? Non si deve mettere il vino nuovo in otri vecchi, né si può passare da un estremo all’altro senza un mezzo. L’uomo bruto non può essere subito perfetto, si abitua a poco a poco, a poco a poco progredisce, si regola, altrimenti gli otri si rompono, e squassati i giunchi, si spezzano, e il legno , emettendo fumo, si distrugge}.

Parlava poi della discesa dello Spirito Santo per mezzo della quale gli apostoli furono resi degni della perfezione della vita spirituale, mentre prima della discesa dello Spirito non ne erano idonei, laddove il Signore spiegava che gli uomini non possono raggiungere la via della grande perfezione con le proprie forze e che quelli che vogliono essere perfetti devono essere disposti a tal fine da Dio. Non tutti coloro che voglio essere simili a Pietro, a Paolo, a Francesco, poi anche lo divengono. Non a tutti vengono concessi i sommi gradi,  ma essi sono conferiti a determinate persone. Perché dunque? Forse i Servi di Dio devono affievolirsi, retrocedere o desistere dal percorrere la via della salvezza, senza cercare alcuna perfezione? Non dico questo, ma affermo ciò affinché tutti possano correre sulla via della perfezione e così come tutti corrono, non tutti, però, ottengono il premio. Presto si saprà chi il Padre trae a sé, e chi no. Tutti possono agire rettamente quanto basta alla loro salvezza. Non tutti possono essere santificati, prima del concepimento, o durante il concepimento o nel grembo materno. Non è dato a tutti parlare in varie lingue, profetare o fare miracoli. Quelli che non vedono la disposizione interna degli uomini, possono soltanto essere condotti ma non condurre, a loro volta altri sulla via della perfezione. Ma poiché il Signore Gesù conosceva di quanto fossero capaci gli Apostoli e quanto per loro era allora sufficiente non li costringeva dunque a molti digiuni, né a molte orazioni e disse che nei giorni in cui sarebbe stato strappato da loro lo sposo e disceso su di loro lo Spirito Santo, allora avrebbero digiunato e pregato.

Disse poi loro un’altra parabola e questa fu detta prima:

{Nessuno cuce una toppa di panno grezzo, forte, indistruttibile e cioè di un nuovo panno, su un vestito vecchio e debole cioè facilmente strappabile; perché se lo avrà fatto toglierà lo spessore e l’uniformità del panno vecchio, cui tale toppa non si accorda, o peggio il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore [Mt 2,21]. Il nuovo rattoppo infatti si divide subito dal vecchio, ed inoltre le parti del vecchio panno si lacereranno molto ma molto di più!}

Questa parabola significa assolutamente lo stesso . Non ha infatti bisogno di una nuova interpretazione se non affinché tu comprendi questo: che a ciascuno si deve dare secondo la sua capacità e la sua iniziale disposizione, e che non conviene dare tutto subito.  Luca aggiunse questa terza parabola soltanto brevemente, dicendo: Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono! [Lc 5,39], il senso delle quali parole è quasi lo stesso:- La vecchia vita è infatti quella del cristiano medio che vive in semplicità e purezza, la quale piace a Dio, e questo significa infatti che Dio beve quello che trova, la quale vita non subito si trasforma in vino nuovo, poiché in quel momento,  essendoci soltanto quella (iniziale )capacità, è meglio continuare in essa che scuoterla a cose più grandi e far partorire ai monti un topolino e quasi subito farla crollare e abbandonare quella vita vecchia nella quale c’era qualcosa di buono, che per di più viene anche spogliata di ogni bene. Stai attento perché il Signore Gesù parlò davvero in modo sottile. Perciò non ti pare che anch’ io possa reggere una Cattedra di teologia e predicare nelle vostre chiese?”  E dicendo questo sorrise. E, come aprendo la bocca per parlare, lo stesso continuò il sermone in modo che io non potessi aggiungere nulla.

Così il Signore, dopo aver recitato quelle parabole disse:

{ Recentemente, mentre passavo attraverso campi di grano e i miei discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani [Lc 6] fui redarguito come se stessi trasgredendo il rispetto del sabato e alcuni di quei accusatori li vedo ora proprio qui. Risposi loro allora che non aveva forse peccato Davide quando ebbe fame e, con i suoi compagni entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti [Lc 6,4]? Non peccarono dunque i discepoli poiché condotti a ciò da una tale necessità; e se può ritenersi aver peccato Davide, i miei discepoli non poterono peccare, poiché il Figlio dell'uomo è signore del sabato [Lc 6,5]. Colui che ha fondato la legge, può distruggerla o mitigarla , ovvero può revocarla all’istante o per qualche ragione. Ora vedo anche i pensieri di qualcuno dei presenti: riconosco i giudizi avventati, osservo la cattiva volontà. Molti di voi mi osservano cercando di trovare il modo di accusarmi, ma vi siete dimenticati di che giorno è oggi? Questo è il giorno in cui si dice Dio essersi riposato, ma Egli è sempre in quiete e mai si muove, mai si affatica, crea e mentre crea muove le altre cose rimanendo immobile, e non si affanna. Cessò allora, come dice la Scrittura, non perché fosse affaticato da un lavoro, perché nulla gli è difficile, ma ogni cosa è facilissima per Lui, dunque non si fermò e se anche dopo non facesse più nulla, poiché non aveva creato quelle cose in meno giorni di quei sei precedenti giorni, così qualsiasi cosa facesse in quei giorni, le avrebbe custodite nei giorni seguenti, perché Egli di continuo dona l’esistenza alle sue creature. In verità, in verità vi dico che il Padre Mio ha operato fino ad ora, ed anch’io opero e Noi mai ci fermiamo e operiamo veramente: perché se in un piccolo istante ci riposassimo, il cielo e la terra passerebbero, cesserebbero le Virtù, le Potestà e i Principati Celesti. Tutte le cose avvengono costantemente e nulla una volta fatto può essere abbandonato, ma è necessario continuamente creare ogni cosa. Io e il Padre Mio ci riposiamo con piacere in una mente onesta e che mostra carità e presso la stessa rimaniamo e mettiamo casa, e solo in questo modo ci riposiamo. Il Padre è detto essersi riposato, perché si compiacque delle cose create, si fermò poiché a causa di Quello per il quale aveva creato ogni cosa, esaminò il creato e che l’ Unigenito Figlio del Padre stava per assumere la natura umana. Si riposò , come voi dite, per mostrarvi che avreste dovuto astenervi da ogni opera servile. Sei giorni sono vostri, per sei giorni farete le vostre opere, il settimo giorno è giorno di quiete, della vostra quiete in Dio. Si dice infatti che Dio si riposa quando voi lo amate, lo glorificate e lo adorate, quando gli rendete grazie per i benefici concessi, quando viene santificato il Suo nome in voi, quando si fa e si compie la Sua volontà per voi, quando rimettete ai vostri debitori così come Egli di continuo rimette a voi i peccati vostri. Si dice “il Sabato ti riposerai”, non solo perché desistiate da qualsiasi lavoro fisico, ma affinché sospendiate l’ira, l’odio e ogni cattiva azione e vi asteniate inoltre da ogni malvagia volontà e da illeciti desideri e così ciascuno torni indietro dalla sua cattiva strada e dai propri pessimi pensieri. Voi invece non vi curate di queste cose, disprezzate il lavoro e le opere manuali, ma non abbandonate la cattiva volontà, non allontanate l’odio, trattenete l’ira, seguite l’avarizia, colmi d’invidia e di rapina. Voi credete di celebrare il sabato se vi asterrete dalle opere servili , ma non sapete che se Dio non riposa in voi , non celebrerete alcun sabato. Il riposo infatti appartiene al Signore. Egli non riposa se non avrete mostrato a Lui il vostro cuore e se non Lo avrete amato con tutto il vostro spirito e con tutte le vostre forze e non Lo avrete ringraziato. Parlo, e tuttavia vedo che non ottengo nulla, poiché scruto i vostri pensieri e molti di voi simulano nel volto, come se vi piaccia il mio sermone, ma io conosco cosa tramate, cosa pensate, cosa arrovellate continuamente nella vostra mente e affinché si compiano quelle cose che sono scritte nella vostra legge, mi odiate, perché io condanno le opere di questo mondo e dico a tutti la verità. Per questo sono stato inviato }.

Allora i farisei sempre di più si infiammavano internamente d’ira, e visti una volta ancora i tanti segni e prodigi, divenivano duri e lapidei come il Faraone. Così quando il Signore mostrava ai quei superbi farisei le loro macchinazioni, essi si ribellavano di più e si ottenebravano e riflettevano, pensando che Cristo Signore immaginasse e dicesse temerariamente tali cose per conoscere cosa pensassero, poiché credevano che nessun altro potesse vedere in sé i propri pensieri se non Dio,  e non credevano inoltre che Egli Stesso fosse Dio. Ma anche noi Angeli vediamo i vostri pensieri e io vedo ogni cosa che tu pensi e la Beata Vergine quando salutò Elisabetta vedeva i suoi pensieri ed Elisabetta quelli della Vergine poiché si parlavano reciprocamente con la mente. Allora io: “Mio signore, ciò fu un miracolo!”. E lui: “Senza dubbio fu un miracolo,come per Elisabetta che mentre vedeva non poteva conoscere,come se fosse libera nella vita immortale conoscendo e vendendo fuori dalla conoscenza sensitiva, ma essendo stata concessa alla stessa questa possibilità per divina virtù, ella vedeva normalmente. Maria invece, dal principio della sua formazione fu libera da tale conoscenza. Sappi dunque che Cristo Signore conosceva le medesime cose in tre modi e conobbe, con un primo modo, attraverso la sua essenza divina come nel suo perfetto stato di beatitudine, con un secondo modo, della propria condizione, conoscendo ogni cosa senza il ricorso ai sensi. Con un terzo modo conoscendo mediante la via dei sensi. E così ora anche per Maria, ma anche quando era in vita, conosceva le cose in quei tre modi, perché con l’intelletto conosceva distintamente Dio per immagine infusa,non mediante una diretta visione in Dio, ma in Dio noto distintamente, unitamente a quegli altri due modi. E così  pure conosceva quell’Egidio appartenente al tuo ordine, il quale vide i pensieri di Re Ludovico e il re vide i pensieri dello stesso , quando salutandosi reciprocamente si abbracciarono. Ora  avviene presso di noi, che chiaramente vediamo i vostri pensieri e le vostre volontà ovvero i desideri presenti, ma soltanto Dio vede i desideri e i pensieri futuri. E tuttavia è vero che nessuno degli uomini può vedere tali cose nella vita mortale. Per questo si dice che nessuno cioè degli uomini mortali se non mediante un miracolo conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui [1Cor 2,11]- 

 

 

[1] Probabilmente si allude ad un racconto più lungo del medesimo passo Evangelico, ricordato dai tre Evangelisti