I SERMONI DEL BEATO AMADEO DA SYLVA : II° SERMONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

SECONDO SERMONE

{Convertitevi[1], perché il regno dei cieli è vicino! [Mt 3,2; 4,17] , ed infatti a lungo si era allontanato da voi, e tutti foste resi soggetti all’ingiustizia. Nessuno più agisce bene: avendo peccato uno, tutti assieme hanno traviato, sono tutti corrotti [Salmo 14,1 - 3,], più nessuno fa il bene dunque, neppure uno. E ciò perché a causa del peccato, l’ira di Dio passò in tutti i figli di Adamo e tutti furono colpiti nell’anima e nel corpo da infinite piaghe. La prima piaga è l’ignoranza: infatti i figli degli uomini non nascono con qualche conoscenza o dottrina, ma vengono al mondo nudi tanto nel corpo quanto nell’anima, non portando con sé nulla, se non le tenebre. La seconda piaga è la difficoltà di apprendere e la lentezza nello scoprire: infatti è necessario vedere, ascoltare, sperimentare e rammentarsi più volte di quelle cose che si videro e si sentirono  affinché avvenga un’ esperienza e da quella si generi e si stabilisca la conoscenza, ed inoltre le esperienze sono molto spesso insignificanti ed errate, di modo che quando l’uomo sembra aver imparato, piuttosto ignora ancora di più. Meglio è non sapere che aver appreso in modo distorto, meglio è ignorare che errare, e non conoscendo, credere di conoscere. Ora gli uomini apprendono, dunque, lentamente e con una eccessiva difficoltà. La terza piaga è la perdita della giustizia e la privazione dell’amicizia divina. Tutti, infatti, sono figli dell’ira e nascono nemici di Dio. La quarta piaga è la predisposizione a seguire le cose sensibili, le quali sono da doversi maggiormente respingere dall’uomo. Infatti la mente degli uomini e l’intelletto seguono il senso e tengono come cose più sicure quelle maggiormente percepibili, e le altre cose che non cadono sotto i sensi, o le ignorano del tutto o le ponderano meno attentamente. Così la sua volontà è più incline ai beni sensibili che a quelli che non si percepiscono e sono incomparabilmente maggiori dei primi. La quinta piaga è la percezione e la mortalità che contiene in se stessa tante numerose piaghe quante sono le malattie e le infermità, le miserie e le sventure degli uomini. Chi potrà contare i pericoli, i danni e i tormenti del genere umano? Poiché è grande come il mare la tua rovina [Lam 2,13]! Inoltre è stato lasciato alla potenza degli spiriti immondi che lo vessano in vari modi e non soltanto lo tentano, ma lo molestano anche e lo tormentano assai. Ecco vedete, quanto, quella condizione in cui l’uomo fu creato, fu per voi prolungata. Pentitevi dunque, affinché siano cancellati i vostri peccati, e giunga il Regno di Dio}

Tutti rimanevano colpiti dal suo insegnamento [Lc 4,31] e c’ era li un uomo con un demonio immondo – infatti tutti gli spiriti del Cielo che caddero sono immondi -e quell’uomo oppresso cominciò a gridare forte e a dire davanti a tutti: So bene chi sei: il Santo di Dio! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? [Lc 4,35].

Gesù gli intimò:

{Taci, esci da costui senza fargli alcun male!}.

E il demonio, così  uscì da lui. Tutti i presenti furono colti da paura, non perché avesse scacciato il demonio o perché i loro esorcisti, scacciassero i demoni con l’aiuto di molte orazioni, ma perché Egli, con la sola volontà e con la sola parola, scacciava con grande autorità e potenza e senza alcun danno. Certamente non sapevano che egli fosse il Cristo , ma tuttavia dubitavano , poiché vedevano il tempo compiersi, e le meraviglie che lo stesso faceva e manifestava. Tuttavia poiché i profeti non sono mai così chiari che non possa generarsi dubbio nelle loro parole, e poiché nessuno conosce la volontà di Dio, in modo manifesto, dunque la mente creata non trova quiete se non riesamina ciò che si ripete continuamente nelle profezie enigmatiche. Infatti se anche parlano chiaramente, tuttavia, poiché potrebbe essere diversamente, non trovano in alcun modo certezza in esse. Predicando queste medesime cose, andava, per tutte le sinagoghe della Galilea. Dopo queste cose, accorrendo presso di lui numerose folle, (stando) presso il lago di Genèsaret o altrimenti detto mare di Galilea o di Tiberiade (in molti modi, infatti era chiamato) salì su una piccola barca, che era di Pietro e vi sedeva e da li, insegnava alle genti che si trovavano li in terra dicendo:

 

[1] (o fate penitenza perché il regno dei Cieli si avvicina, o si farà subito vicino – varie sono le varianti di questo passo ma il senso è lo stesso