Sant'Acacio (o Agazio), e i suoi 10000 martiri cristiani e i Sette Arcangeli (o Sette Spiriti Assistenti) - memoria incerta

Carmine Alvino

SANT’ AGAZIO o Acacio,  martire cristiano venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa che lo venera il 17 aprile. Agazio fu un centurione romano, originario della Cappadocia, di stanza in Tracia con la coorte Marzia.

: Sappia il lettore che abbiamo rinvenuto anche signifcative attestazione su questo Santo e i 10000 martiri cristiani protetti dai Sette Angeli.

  1. Padre Ribadeneyra a Pag. 560 del suo “Flos sanctorum o libro de las vidas de los santos”, ci narra anche una vicenda che sembrerebbe alludera ad una felice protezione dei Sette Arcangeli.Si tratta dell’episodio legato a San Agazio Martire. Sant'Acacio (o Agazio) morì martire intorno al 304. Centurione cappadoce dell'esercito romano di stanza in Tracia, fu accusato dal tribuno Firmo e dal Proconsole Bibiano di essere cristiano e, dopo aspre torture e tormenti, fu decapitato a Bisanzio sotto Diocleziano e Massimiano. L'imperatore Costantino il Grande costruì una chiesa-santuario in suo onore alla Karìa di Costantinopoli. Da almeno tredici secoli (dopo l'introduzione del rito bizantino nella diocesi di Squillace a seguito della soggezione della stessa al patriarcato di Costantinopoli) è Patrono della città e della diocesi di Squillace (ora arcidiocesi di Catanzaro-Squillace). Secondo la testimonianza resa dal Ribadeneira, mentre regnavano a Roma Adriano e Antonino, si levarono contro l’Impero Romano i Saraceni e gli uomini della regione dell’Eufrate. Gli imperatori inviarono contro i rivoltosi novemila soldati per una parte e per l’altra otto Battaglioni di Settemila soldati a capo dei quali vi era il Generale Agazio. Poi che furono in vista del nemico, che aveva un poderoso esercito di più di centomila soldati, temerono grandemente, e con affronto, rifiutarono di sfoderare le spade. Poi l’un l’altro si domandavano come fosse possibile che i Soldati dell’Impero Romano fossero caduti in tale ignominia, e affronto che avessero abbassate le spade innanzi al nemico. E arrivarono a stabilire che senza dubbio gli dei erano indignati verso di loro perché prima di venire a contatto con il nemico non avevano fatto sacrifici. D’accordo tutti con questo parere, decisero di sacrificare loro un “capretto”, con grande cerimonia Gentiliza e con altri grandi sacrifici in onore degli idoli. Dopo ciò andarono una altra volta innanzi al nemico, ed ebbero maggior paura, e fuggirono con maggiore affronto,perdendo la loro reputazione. Stando in tal modo afflitti per l’accaduto, apparve loro un angelo nella forma di un poderoso giovane, che parlò loro dicendo che sapessero e fossero certi che  gli dei dei Gentili erano certamente demoni, e che fossero fuggiti due volte, perché si erano affidati a loro.  Ma che se avessero domandato di credere in Gesù Cristo, figlio di Dio e Re immortale avrebbero reggiunto la vittoria, sui nemici, perché Dio stesso avrebbe combattuto per loro. Tutti convinti e unanimi dissero che avrebbero creduto in Gesù Cristo, allora l’Angelo sparì. Il giorno seguente tutto l’esercito pregò il favore e il soccorso di Cristo, nostro Signore dicendo : “ In te Signor Nostro Gesù Cristo crediamo, e promettiamo di ottemperare a tutto quanto il tuo Angelo ci ha ammonito e rivelato”. Armati con questa breve orazione, si volsero con grande fiducia verso il nemico,  e l’Angelo apparve  subito loro,  e si mise a guidarli e rinforzarli, e così inflissero notevoli ferite alll’esercito nemico e ne uccisero tanti, che i pochi che rimasero furono costretti a scappare ignominiosamente. Avendo conseguito una vitooria così importante e celebre,  lo stesso Angelo portò i gloriosi vincitori nei pressi del monte Ararath in Armenia, dove trovò arrestol’Arcan diNoè, dopo il Diluvio, e di cui fa menzione Geremia in una sua visione contro Babilonia, e si pose in mezzo a loro, cominciando a istruirli sulla fede in Gesù Cristo e poi i Cieli si aprirono e improvvisamente altri Sette Angeli scesero su di loro, i quali dissero “Siate Benedetti, perché avete creduto nel Dio vivente, (..) non abbiate timore alcuno perché Dio vi assiste”.

 

2. il secondo episodio è narrato poi , nientemeno che da Giacomo da Voragine, nel suo  Legendario delle vite de' Santi, sotto al paragrafetto " di diecimila martiri che si celebra alli ventitude di giugno", pag. 427, ove si narra in modo più completo quanto detto prima: « essendosi ribellati gli Agareni, e gli Eufratesi dal Romano Imperio, Adriano & Antonio, che si trovarono in Alessandria, mandarono contra di quelli none millia soldati, i quali veduta la moltitudine dei nemici, fuggirono, incolpandosi che fussero sdegnati i Dei contra di loro, perche né haueano sacrificato a quelli. Ma l'Angelo in forma di giouine apparve a loro dicendo che i Dei dei Gentili erano demoni, e che questo gli era avvenuto, perchè haveano dimandato aiuto da quelli, ma se chiedeano aiuto da Christo, havrebbono vittoria, e poi disparve. Il giorno seguente inuocarono Christo, e fatto empito contra il nemico, viddero l'Angelo, che era a loro apparuto il giorno auanti precedere le squadre, e sconfissero i barbari. Dopo la vittoria, l'Angelo di Dio gli condusse alla cima del monte Arath lontano d'Alessandria cinquecento stadi e gli ammaestrò nella fede chrstiana e aperto il Cielo Sette Angeli scesero visibilmente, e li confortarono al martirio, & cosi partiti gli Angeli, stettero nel monte in oratione senza mangiare».

 

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