Santa Gertrude di Helfta e i Sette Arcangeli (o Sette Spiriti Assistenti)

Carmine Alvino

Santa Geltrude la grande, (Eisleben Germania, ca. 1256 - Monastero di Helfta Germania 1302)nacque nel 1256 a Aisleben in Germania. A cinque anni fu accolta, probabilmente perché orfana, nel monastero cistercense di Helfta da santa Matilde. Si instaurò un immediato rapporto tra alunna e insegnante, e sotto la guida di Matilde, che divenne maestra delle novizie dopo la decisione di Gertrude di entrare nella congregazione, la bimba sviluppò tutte le sue facoltà intellettive, diventando anche un’eccellente latinista. A venticinque anni, il 27 gennaio 1281, ha la prima manifestazione divina. Incomincerà a scrivere in latino nel 1289, per un impulso interiore e sentendo la voce di Gesù che vuole far conoscere i suoi scritti.

Passò alla storia anche e soprattutto per le sue visioni angeliche, e tra le tante, ci lascia questa unica testimonianza in una orazione che si riferisce genericamente ai Sette Principi:

PREGHIERA TRATTA DA

Vita della B. Vergina Gertruda ridotta in cinque tomi e tradotta da Johannes Justus Landsberg  Vincenzo Buondi pag. 548 e ss:

 

All’hora quasi con lo spirito, & l'anima in laude di Dio levata, ne trovando parole convenienti alla dignità sua, prega il signore Gesù amator tuo, che esso sè stesso glorifichi per te , co” tale, & tanta  laude , come a lui-si conviene, come a lui piace , e come esser massimamente di esser laudato si diletta , dicendo col cuor divoto e con la bocca.

Benedica Te, ò Iddio mio, e dolcezza mia, la Santa gloria della tua Divinità, con la quale vivere, e habitare ti degnasti nove mesi le caste viscere di Maria Vergine. Benedica à te la tua altissima virtù della tua Divinità, la qual s’inchinò alle cose humili della Virginea valle.
Benedica a te l’artificiosissima onnipotenza tua, o Iddio altissimo , e perché desti alla Verginea rosa tanta virtù, tanta bellezza, e decoro, che tu stesso la potesti desiderare.
Benedica à te la tua ammirabile sapienza, la cui copiosa gratia fece, che tutta la vita di Maria, e il corpo insieme , e l'anima diventasse congrua , conveniente alla tua dignità.
Benedica te l’amor tuo forte, savio , e dolcissimo, quale fece, che tu, che sei della Verginità fiore, e Sposo diventassi figliuolo della Vergine.
Benedica à te la esaninatione della tua Maestà, la quale a me acquistò i tesori dell’eterna heredità .
Benedica à te l’assuntione della nostra bumanità, la quale mi ha chiamata al consortio della tua Divinità.
Benedica à te l'esilio, che trentatré anni patisti per me, acciochè  l’ anima mia, ch’era perduta, tu la riducessi al fonte di vita eterna.
Benedicano a te dell’ humanìtà tua tutte le fatiche , dolori, e sudori, co’ quali santificasti tutte le mie angustie, pressure, e languori .
Benedica à te la esperienza della mia miseria , donde tu mi sei fatto Padre di molta misericordia, e Dio d’infinita clemenza.
Benedica a te la tua copiosa dilettione, per la qual dell’anima mia tu medesimo ti sei fatto pretiosa redentione.
Benedicano a te tutte insieme, e ciascuna da sé, le goccie del preciosissimo sangue tuo , con le quali vivificasti l’anima mia , e tanto caramente ma ricomprasti .
Benedica a te l’ amaritudine de la tua pretiosa morte, la quale per me ti diede l’amor forte, per la cui ragione non mi confondo di usurparmi di te , che ne’ meriti mi manca da me  & ardisco l di presumer, e saper, che veramente tu hai cura di me, conciosia cosa che tu sii mio & ti sia tua per ragion perpetua di proprio acquisto.
Benedica a te per me la tua trionfal gloria, per la qual tu nella carne mia a destra del padre siedi Dio benedetto nei secoli.
Benedica a te di te stesso la clarità , l’honore , e la virtù, della quale tutto ’l celeste esercito mirabilmente si fa pieno, si nudrisce, e pasce. Qui quasi tutta accostandoti a Dio amator tuo, prega il Signore, ch’esso con la prediletta genitrice sua Vergine Maria, e con tutta la militia del Cielo, a se stesso offerisca l’Hostia della giubilatione, nella festiva hilarità del giocondissimo amor suo, & esio giocondissimo citharedo primo salmeggi nell’organo della sua Divinità, e nella cithara della sua humanìtà, dicendo quelle parole col cuore , e con la bocca .
Giubili a te per me o Iddio della vita mia; la diuinità , la essenziale unità , la personale proprietà la dolce società, la mutua , & intima familiarità della tua imperial trinità.
Giubili a te la sublimità , l'incommutabile eternità, la incontaminabile purità, la fontale Santità della tua incomprensibile dignità.
Giubili a te la carne mondissima della tua humanità, nella qual tu mi mondasti , che ti sei fatto osso degli ossi miei, & carne della carne mia.
Giubili a te l'anima tua preclarissima, che è il preciosissimo pegno , col quale è ricomprata l'anima mia.
Giubili a te il tuo mellifluo deificato cuore, che l'amore per me lo rompette in amore .
Giubili a te il tuo benignissimo, & fedelissimo cuore, nel quale la lancia mi fece la via ; accioche entrando ivi si riposi il mio cuore.
Giubili a te questo cuor dolcissimo mio unico rifuggio dell' essilio mio, il qual tanto pietosamente sempre è di me sollicito, che mai non riposa nella sete, che ha verso di me , finché perpetuamente mi riceva a sè.
Giubili a te per me il cuor dignissimo, & l'anima della gloriosissima Vergine madre Maria, la qual tu in madre te l'eleggesti per lo bisogno della mia salute , acciochè sempre mi sia aperta la sua materna clemenza ,
Giubili a te la fedelissima cura , che tu hai di me , nella qual tu mi provedesti di tanta, & tale advocata, & padrona , per mezo della qual facilissimamente io possa trovar la tua gratia , & nella quale fiducialmente credo, che mi si conservi l'eterna tua misericordia,
Giubili a te questo ammirabile tabernacolo della gloria tua, che solo a te ministrò degnamente ,& ti servi di  tanta habitazione: per il quale tu a te stesso ottimamente puoi supplire per  me il modo della laude, & della gloria la quale a te da me si dee.

Giubilino a Te per me i Sette Spiriti Gloriosi, che avanti al cospetto del Trono tuo ti sono astanti.

Giubilino a te l'infiniti efferati de' Santi Angeli, i quali tu mandi in ministerio per la generatione eletta del tuo conquisto.
Giubilino a te vintiquatro Senatori con tutti i Patriarchi & profeti, i quali co’ deponere loro s’inchinano avanti al tuo Trono, rendendoti nelle cithare infiniti laudi, con sommamente ringratiarti.
Giubilino a te li Santi quattro pinnati animali, de’ quali dì & notte le viscere eruttano la Tua laude.
Giubilino a te de gl’animissimi fratelli tuoi l’Apostolica dignità,  per li cui suffragi la Tua santa Chiesa mirabilmente sostenti.
Giubili a te la vittoriosa turba de’ Martiri, de’ quali la stola è fatta del pretiosissimo Tuo Sangue purpurea.
Giubili a te de’ Confessori la squadra perfettissima, lo spirito de’ quali trasferisti nell’ammirabile Tuo lume.
Giubili a te ogni Santa immaculata Virginità , la quale la chiarezza d’una candida purità insieme con teco l’adorna.
Giubili a te per me questo novo cantico,  che risuona nelle bocche loro, quando dovunque tu vai ti seguono o Giesù buono, Re & Sposo delle Vergini.
Giubili a te per me la midolla della Tua divinità, e il grasso della dolcezza,  della quale Gierusalem Celeste nello splendor dello divino Tuo lume si satolla,  & s’ingrassa.
Giubili a te tutto l’essercito de gl’eletti tuoi, che è la parte dell’heredità Tua, popolo peculiare, perché essi teco, & tu con loro in eterno sei il loro Iddio.
Giubilino a te tutte le stelle del Cielo, che ti lucono con letitia & al commandamento Tuo chiamate, ti sono sempre astanti & apparecchiate.
Giubilino a te tutte le mirabili opere tue, qualunque la circonferenza del Cielo, & della Terra, & dell’Abisso li contiene, & le abbraccia, & dicano a te quella laude perpetua, la quale uscendo da te, in te rifonde la sua origine.
Giubili a te il cuor mio & l’anima con tutta la sostanza della carne & dello spirito & con l’efficacia di tutta  l’università. A te dunque, dal quale vengono tutte le cose, per cui son tutte le cose, nel qual terminano tutte le cose,  a te solo l’honore & gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Vedi altro su: