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Sant' Annibale Maria di Francia

Carmine Alvino

Sant’Annibale Maria di Francia (1851 – 1927)

Proclamato santo da papa Giovanni Paolo II nel 2004, fu il fondatore dei due istituti religiosi della Congregazione delle Figlie del Divino Zelo nel 1887 e della Congregazione dei Rogazionisti nel 1897, approvati canonicamente il 6 agosto 1926. Fu anche il Padre Spirituale della serva di Dio Luisa Piccarreta di cui è in corso il processo di beatificazione e della quale si prodigò per far conoscere i diari della Divina Volontà. Sant’Annibale invocava i Sette Arcangeli per proteggere dall’ira divina che si manifesta nelle calamità, o affinchè Dio si degnasse di far terminare nel più breve tempo possibile il supplizio generato dallo scatenarsi degli elementi. Molte sono le preghiere che compose. Nei documenti lasciati ai Rogazionisti individua esattamente i Sette Angeli con i nomi di San Michele, San Gabriele, San Raffaele, San Uriele, San Sealtiele, San Geudiele, San Barachiele. Chiede che i Sette Principi  si invochino quotidianamente con qualche orazione in modo da ottenere un potente sostegno per il movimento del “rogate”.  Le preghiere sono maestose e contraddistinte da alto profilo teologico. In esse sono nascosti anche nuovi dogmi mariani, come quello di Maria “Onnipotente Intercessione”, porta del cielo di salvezza.  

 

1) Sant’Annibale riconosce S. Uriele Arcangelo in un frammento di una epistola (tratta dal Vol. 51 dei dattiloscritti pubblicati dalle divine rogazioni)

Benedetta figliuola nel Signore

Viva Gesù Nostro Sommo Bene, viva Maria Nostra Dolce Madre! Gesù sia il nostro Tutto. Sia sempre adorata la Divina Volontà.  Prego compatirmi del lungo ritardo a rispondere a due vostre lettere. Le mie occupazioni sono continue e al di là del tempo disponibile. Sia benedetta la Divina Volontà.  

Comincio dal rispondere alla 1ª che è in data del 9 Gennaio c. a.  “S. Uriele Arcangelo”, che avete sorteggiato, abbiatelo assai caro. È il quarto dei sette che stanno alla Divina Presenza. La parola Uriele viene da “uror” - brucio - perché quest’Arcangelo è tra i serafini e brucia di un fuoco tutto particolare di Divino Amore. Sarà forse l’Angelo che strappò il cuore alla vostra Santa. Domandategli l’ardente amore a Gesù Sommo Bene, prendetelo in compagnia nella S. Comunione……….

 Messina, 6/3/1912

 Vostro Padre Spirituale

 Canonico Annibale Maria Di Francia

 

2) Ai Sette Angeli della Divina Presenza

Dai documenti della Curia generalizia dei rogazionisti – Roma scritti inediti volume IV  Preghiere agli Angeli e ai Santi. Queste invocazioni risultano approvate come segue: Nihil obstat quominus imprimatur Messanae, die 2 Novembris 1940 Can. PANTALEON MINUTOLI

Ai sette Angeli della Divina Presenza.

PRIMA INVOCAZIONE

Nel Libro di Tobia si legge che l’Arcangelo San Raffaele manifestò esser lui uno dei sette Angeli che stanno continuamente alla Divina Presenza [cfr. Tb 12, 15]. Da ciò si rileva che fra tutti gli Angeli che sono innumerevoli, sette hanno una maggiore vicinanza con Dio, ovvero lo contemplano e lo comprendono a preferenza degli altri Angeli. San Giovanni, nell’Apocalisse li raffigura a sette candelabri che ardono sempre innanzi a Dio [cfr. Ap 1, 12]. Questi sette Angeli sono: San Michele ArcAngelo che vuol dire: Zelo di Dio; San Gabriele, Fortezza di Dio; San Raffaele, Medicina di Dio; Sant’Uriele, Fuoco di Dio; San Saaltiele, Preghiera di Dio; San Geudiele, Lode di Dio; San Barachiele, Benedizione di Dio. Grande assai è il potere che hanno questi sette gloriosi Angeli presso l’Altissimo. Ogni cristiano dovrebbe onorarli in modo speciale e implorarne la validissima protezione in tutte le circostanze della vita.  Che se una grave pubblica sciagura ci minaccia, rivolgiamoci con fede ai sette Angeli della Divina Presenza con ferventi preghiere, o con la seguente supplica:

 

“O Angeli gloriosissimi e potentissimi, che in numero di sette state in eterno dinanzi al Divino Cospetto a preferenza di tutti gli altri Angeli, voi che degl’infiniti attributi di Dio avete più intima fruizione e scienza, e siete più di tutti radianti della perfettissima luce del suo divino Volto, degnatevi di farvi nostri validissimi intercessori in questa calamità che tanto ci minaccia! Ah, voi vedete in Dio quanto purtroppo siamo noi degni di essere sterminati per i nostri peccati! Voi ben conoscete in Dio la malizia del peccato, quale offesa dell’Altissimo quanto sia detestabile e degna di eterni castighi! O Angeli santi, noi confessiamo che alla vista delle nostre e delle altrui colpe il vostro giusto zelo per l’onore del Sommo Dio si dovrebbe accendere, e dovreste voi stessi chiedere la giusta vendetta per i peccatori; ma noi vi presentiamo la carità dolcissima del Cuore Santissimo di Gesù, che lo spinse ad immolarsi come Agnello mansueto per togliere i peccati del mondo, e vi supplichiamo che ci vogliate mirare attraverso di così amorosissima carità. O gloriosissimi sette Angeli della Divina Presenza, deh, supplite voi coi vostri ossequi al Divino Cospetto per tutte le nostre irriverenze e per tutte le nostre prevaricazioni. Presentate voi al Signor Nostro Gesù Cristo, in unione ai suoi divini meriti, il nostro pentimento e le umilissime nostre suppliche, e intercedete efficacemente perché ci perdoni la colpa, e ci risparmi la meritata pena di questo flagello. Ah, potenti assai sono le vostre preghiere presso Gesù vostro potente Re e Redentore nostro divino, e presso la Immacolata vostra Regina Maria! Pregate, Angeli Santi, pregate per noi. Noi sappiamo che quanto più voi contemplate le bellezze e le glorie del divino Volto, tanto più amate noi creature umane che siamo state create dall’onnipotente Iddio a sua immagine e somiglianza, e siamo state redente dal Sangue Preziosissimo dell’Uomo Dio. Dunque, abbiate di noi pietà. Ci valga la vostra potenza e la vostra carità. Nell’una e nell’altra confidiamo in questi tremendi momenti in cui è minacciata la nostra esistenza. Orsù, Angeli di Dio, prediletti dalla sua infinità bontà, cui l’Altissimo ha sempre affidate le più sublimi operazioni, deh, affrettatevi a nostro soccorso, deh, precingeteci col vostro scudo, deh, inclinate per noi a pietà la divina clemenza, deh, otteneteci la vita, e con essa lo spazio di vera penitenza, perché vogliamo convertirci dalle nostre male vie, vogliamo approfittarci del temuto castigo per temere santamente Iddio, per umiliarci al suo cospetto, per riparare al mal fatto, per rimetterci nella vera via, per operare la giustizia, osservando la Divina Legge. Angeli Santissimi della Divina Presenza, noi lodiamo, benediciamo e ringraziamo la Santissima Augustissima Trinità per l’eterna vostra predestinazione, e ci rifugiamo fiduciosi sotto l’ègida della vostra altissima protezione, per essere salvi nell’anima e nel corpo, nel tempo e nell’eternità. Amen. Si recitino sette Gloria Patri ad onore dei sette Angeli, con le braccia stese in forma di croce.

 

SECONDA INVOCAZIONE

Ai sette Angeli che stanno alla presenza di Dio APR 6463 - A3, 15/21 ms. orig. aut.; 4 ff. righe stamp. (mm. 130x210) - 8 facc. scritte; inedito. Messina, s.d. Padre Annibale voleva dai suoi Figli e Figlie spirituali una speciale devozione ai sette Angeli che stanno davanti al trono di Dio (cfr. Tb 12, 15; Ap 1, 4). Esortava quindi a invocarli tutti e sette nelle diverse circostanze della vita e specialmente perché ci siano protettori in morte. A questo scopo egli scrisse questa fervida preghiera.

Invocazione ed ossequio ai sette Angeli della Divina Presenza. Nel capitolo [12] del Libro di Tobia, nella Santa Scrittura, si legge che l’Arcangelo San Raffaele, quando si manifestò al santo Tobia e al di lui figliuolo, disse: «Io sono Raffaele, uno dei sette Angeli che stiamo al Divino Cospetto» [Tb 12, 15]. Secondo questa rivelazione, dunque, vi sono in Cielo sette Angeli dei quali è detto che stanno continuamente alla Divina Presenza, non perché gli altri Angeli non stiano al cospetto dell’Altissimo contemplandolo, godendolo, e sempre pronti ad eseguire ogni sua volontà; ma bensì perché quei sette Angeli gli stanno più immediati, ricevono maggior cognizione della presenza dell’Altissimo, e sono come gli eletti ad eseguire gli ordini di sua Divina Maestà per trasmetterli non solo agli uomini su questa terra, ma anche agli altri Angeli nel Cielo. Dei primi quattro di questi santi Angeli troviamo i sublimi ed espressivi nomi nella Santa Scrittura; gli altri tre ci vengono fatti conoscere da una pia rivelazione fatta ad un Servo del Signore in un Convento in antichi tempi. Tutti e sette i nomi sono misteriosi, e contengono, nella loro etimologia, dei significati particolari ed ammirabili. Diamo qui i nomi dei sette Angeli della Divina Presenza, col loro significato:

1° San Michele - Zelo Di Dio.

2° San Gabriele - Fortezza Di Dio.

3° San Raffaele - Medicina Di Dio.

4° Sant’Uriele - Fuoco Di Dio.

5° San Saaltiele - Preghiera Di Dio.

6° San Geudiele - Lode Di Dio.

7° San Barachiele - Benedizione Di Dio.

Grande è la potenza di questi sette Angeli; efficacissima è la loro intercessione; sommamente giovevole la loro protezione. Utilissimo è l’invocarli tutti e sette nelle diverse circostanze della vita, e specialmente perché ci siano protettori in morte. E non è meno utile invocare la protezione di questi sette gloriosissimi Angeli nel tempo dei divini castighi perché ce ne liberino. Di Mosè si legge che perché stava alla Divina Presenza a trattare con Dio da faccia a faccia, la sua preghiera e la sua intercessione placavano qualunque sdegno del Signore, e Dio, per amore di Mosè perdonava le gravi iniquità del suo popolo. Molto più possiamo sperare che i sette Angeli che contemplano in modo più speciale di tutti gli altri la Faccia dell’Altissimo, con la loro intercessione saranno potenti ad ottenerci il perdono e la preservazione dei divini castighi; tanto più che essi ora possono presentare al Divino Cospetto i meriti del Signor Nostro Gesù Cristo e della Santissima Vergine Maria. Resta però che anche noi ci diportiamo in modo e ci riduciamo in tale stato, mediante la penitenza e la vita cristiana, che possiamo stare con fiducia al cospetto di Gesù Cristo Signor Nostro, giusta la sua stessa divina Parola registrata nel Vangelo: [sic].

Invocazione ed ossequio.

“..O gloriosissimi Sette Angeli, che state più che tutti gli altri alla presenza dell’Altissimo per fruire della sua eterna luce nel lume della Gloria, e per eseguire prontamente ogni sua Divina Volontà, noi ci consoliamo con voi per così eccelsa ed eterna predestinazione; e riconoscendo la immensa vostra potenza presso il trono dell’Altissimo, al vostro folgorante cospetto ci atterriamo per venerare profondamente la vostra esimia grandezza e maestà; e affidati alla pietosissima inclinazione che ritraete dalla infinita Bontà di Dio, per aiutare e sollevare le afflitte creature di questa valle di lacrime, noi umilissimamente vi supplichiamo perché in questo tremendo flagello di Dio, vogliate proteggerci sotto le grandi ali della vostra paterna tutela. Deh, Angeli gloriosissimi, candelabri sempre ardenti innanzi all’Altissimo, elevate l’ardore delle vostre efficacissime suppliche a nostro favore, innanzi a sua Divina Maestà. Ah, che noi non siamo degni di stare dinanzi alla sua Divina Presenza avendolo disprezzato le tante volte, e reputato quasi che non ci fosse, talmente commettendo ogni peccato, onde pieni di confusione e di terrore al Divino Cospetto dovremmo dire: Montagne cadeteci addosso, e copriteci, per non vedere la Faccia di un Dio sdegnato [cfr. Ap 6, 16; Os 10, 8]. Ma giacché l’Adorabile Signor Nostro Gesù Cristo, nell’infinita Carità del suo dolcissimo Cuore, per l’intercessione della sempre pietosissima Madre sua, ci ha sopportati finora, e non ci ha sterminati nel suo giusto furore, ma vuole che ci convertiamo e viviamo, noi leviamo le mani supplichevoli alla maestosa vostra presenza, e vi preghiamo che vogliate per noi talmente intercedere al Divino Cospetto che la Divinità offesa ne sia tosto compensata e placata, e il turbine della giusta ira, che si manifesta con questo flagello, passi tosto da noi e dilegui senza recarci nocimento alcuno, onde ciascuno di quelli che v’invocano con le rette disposizioni, possa dire, mercé la vostra potente mediazione: «Io non morrò, ma vivrò, e canterò le misericordie del Signore» [cfr. Sal 117, 17]. E perché tanta misericordia possiamo noi conseguire, eccoci pronti a riparare ad ogni offesa fatta alla presenza dell’Altissimo. Sì, vogliamo riparare con ogni più intima contrizione delle nostre colpe e con la più umile e sincera confessione al Ministro di Dio nel Tribunale della Penitenza, senza del quale è inutile e temeraria cosa lo sperare nella vostra protezione. Angeli santissimi, risarcite voi la Divina augustissima Presenza di tutti i torti e disonori che gli abbiamo sfacciatamente arrecati con tanti nostri falli; pregate incessantemente per noi il giusto nostro Giudice e pure amorosissimo Padre Gesù Signor Nostro, e placatelo Voi; unite le efficacissime vostre preghiere a quelle che noi miseri presentiamo alla gran Madre di Dio e Regina vostra l’Immacolata Signora Maria, affinché ci rendiamo degni che la intercessione onnipotente della gran Madre di Dio, per la vostra mediazione, ci valga a vera conversione, a perfetta liberazione dei meritati castighi, e ad eterna salvezza. Amen. E intanto noi con la recita di sette Gloria Patri, intendiamo da parte vostra lodare, benedire, esaltare e ringraziare la Santissima divinissima Trinità per la vostra creazione ed eterna glorificazione. Si recitano sette Gloria Patri per la intenzione anzidetta, e con le braccia distese in Croce.

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