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SAN RAFFAELE (MEDICINA/CURA DI DIO)

 

SAN RAFFAELE ARCANGELO Il Medico pietoso - Sono Raffaele, uno dei Sette Angeli sempre pronti a entrare alla presenza della Maestà del Signore! - Tb 12,15

 

RITRATTO MISTICO DI SAN RAFFAELE ARCANGELO

L’Arcangelo Raffaele è il felice anticipatore dell’azione di Cristo in terra. Come Gesù , infatti, egli conduce il pellegrino sano e salvo verso la dimora del Padre, cura la cecità degli occhi del cieco, scaccia il crudele diavolo che ottenebra gli uomini – asmodeo - , riscuote i dieci talenti che erano stati affidati in deposito al parente di Rage, celebra il santo matrimonio tra i coniugi Tobia e Sara e ne incoraggia l’affetto coniugale, e inoltre offre santi ammaestramenti di salvezza, che preconizzano i discorsi della montagna, c.r.f Tb 12,15 :Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perché sia benedetto e celebrato il suo nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non trascurate di ringraziarlo. E' bene tener nascosto il segreto del re, ma è cosa gloriosa rivelare e manifestare le opere di Dio. Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male. Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l'elemosina con la giustizia. Meglio il poco con giustizia che la ricchezza con ingiustizia. Meglio è praticare l'elemosina che mettere da parte oro. L'elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l'elemosina godranno lunga vita. Coloro che commettono il peccato e l'ingiustizia sono nemici della propria vita. Io vi voglio manifestare tutta la verità, senza nulla nascondervi: vi ho gia insegnato che è bene nascondere il segreto del re, mentre è cosa gloriosa rivelare le opere di Dio. Sappiate dunque che, quando tu e Sara eravate in preghiera, io presentavo l'attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti. Quando poi tu non hai esitato ad alzarti e ad abbandonare il tuo pranzo e sei andato a curare la sepoltura di quel morto, allora io sono stato inviato per provare la tua fede, ma Dio mi ha inviato nel medesimo tempo per guarire te e Sara tua nuora. Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore”.

Dunque Raffaele è l’immagine del vero Procurator Cristi, ovvero del Santo Mandatario che agisce in nome e per conto del Salvatore, e ne rappresenta la potestà Curativa in base al motto biblico: Ego sum sanator Tuus! Io (Dio) sono il tuo guaritore. È l’accompagnatore per eccellenza nei viaggi pericolosi, e interpreta l’officio di guarigione e sanazione delle anime e dei corpi. Difatti, come il Salvatore è venuto a curare le ferite del mondo ovvero i peccati, Raffaele è maestro di sanazioni delle anime e dei corpi, ed è il fondatore della Farmacia della salvezza eterna, preparando il medicamento Cristo, nella memoria dei credenti. Abbiamo voluto raffigurarlo con:

Il Bastone, simbolo del pellegrino, che ci accompagna e ci scorte durante il nostro pericoloso e irto viaggio verso la salvezza

Il Pesce, simbolo del Cristo e delle prime comunità Cristiane, da cui si strae il medicamento, con le cui fumigazioni sono scacciati e demoni, e grazie al quale si creano farmaci in grado di curare la cecità.

Lo Sguardo compassionevole, simbolo della misericordia che il Signore continua a elargire nei confronti di coloro che cercano di essergli fedeli e che chiedono di essere posti sotto la sua protezione.

SIGNIFICATO DEL NOME: Medicina Dei – Medicina di Dio

FESTA:29 settembre

SI OPPONE: asmodeo, spirito della corruzione e della lussuria.

TESTO SACRO:

Il suo nome compare soltanto nel libro di Tobia, dove egli viene presentato come modello di angelo custode, perché protegge Tobia da tutti pericoli: dal pesce che voleva divorarlo (6, 2) e dal demonio che l’avrebbe ucciso con quegli altri sette pretendenti di Sara (8, 3). Guarisce la cecità del padre (11, 11) e così manifesta il suo carisma speciale di essere medicina di Dio e patrono di coloro che curano i malati. Sistema la faccenda dei soldi prestati a Gabaele (9, 5) e consiglia a Tobia di sposarsi con Sara. Ai fini del nostro libro valga solo questa affermazione dal carattere dirimente:

Tobia 12,15: “Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore”.

Tuttavia, vi è da aggiungere che, tale testo, è stato rielaborato alla luce dei recenti ritrovamenti a QUMRAN, di ben 5 codici ebraici ed aramaici del Libro, di Tobia, che hanno corroborato il testo del medesimo Libro presente nei Codici: Sinaitico, Alessandrino e Vaticano. Il Testo dunque va ampliato tenendo conto di tutte le versioni presenti, ed anche il sentimento della Bibbia – Edizioni San Paolo, dell’edizione 2014 è omologo al nostro orientamento. Conseguentemente, il passo del Testo Sacro, che ripetiamo non è stabilizzato è il seguente:

TB 12,15 - CODICE SINAITICO (x)

ego eimi Rajahl eiz tvn epta  aggelvn , oi paresthkasin kai eisporeuontai envpion thz doxhz kurion.

IO SONO RAFFAELE, UNO DEI SETTE ANGELI CHE STANNO AL SERVIZIO DI DIO E CHE HANNO ACCESSO AL SIGNORE GLORIOSO.

TB 12,15 - CODICI Vaticano (B) e Alessandrino (A)”

ego eimi Rajahl eiz ek tvn epta agiwn  aggelvn , oi  pare-sthkasin  taz  prodeucaz  twn agiwn  kai eisporeuon envpion thz doxhz kurion  twn agiou .

«IO SONO RAFFAELE, UNO DEI SETTE SANTI ANGELI CHE PRESENTANO LE PREGHIERE DEI SANTI E CHE HANNO ACCESSO AL SANTO GLORIOSO»

PERCHÉ È UNO DEI SETTE

Nel dodicesimo capitolo del Libro di Tobia, dichiara apertamente di essere uno dei Sette Angeli del Trono. Rispetto agli altri due, San Raffaele ha un carattere marcatamente compassionevole, ed estremamente sensibile nei confronti dell’anima del protetto. A San Giovanni di Dio, San Raffaele ricorderà, come San Gabriele nell’Apocalypsis Nova, che gli uomini santi e gli Angeli appaertengono tutti ad uno stesso ordine. Tra i Sette Arcangeli, il beato Amodeo gli affida la terza posizione in ordine di importanza, ed è continuamente nominato assieme a Michele, Gabriele e Uriele che non cessano di procurare la Salvezza. Tuttavia Amodeo nella quarta estasi approfitta di parlare di San Raffaele, per dibattere su una questione molto particolare con riguardo alla celeste posizione di quest’Angelo. Si mette infatti fine ad una annosa diatriba sulla custodia dei Primi Angeli del Cielo. In passato si negava l’idea che un Angelo come Raffaele potesse essere custode di un semplice uomo, seppur pio e giusto come Tobia, e per tali ragioni si preferiva vedere in questa’Angelo un appartenenza al Coro dei semplici Custodi. Il dilemma è risolto da Gabriele il quale rivela che, in parziale assenso con la Ven. Mecthilde, gli Arcangeli, quali Angeli maggiori, hanno sotto le loro dipendenze angeli inferiori, i quali agiscono come loro nunci: “Non infatti quel Raffaele si recò da Tobia, ma destinò un Angelo dell’ultimo Coro, in sua vece. Così come quell’Angelo, che, con il nome di Michele (poiché era del suo gruppo) apparve sul monte Gargano e in altri luoghi, e appellava se stesso Michele.Lo stesso Michele, in persona, non viene inviato se non per l’aiuto e la salvezza di tutto il popolo. Lo stesso infatti è il primo di tutti noi, io lo seguo, noi né per natura, né per Coro o Gerarchia siamo divisi. Io sono il secondo Serafino, lui è il primo che è a tal punto nobile che non può essere più nobile di quanto è..”. Nel caso di specie, sia richiamando alla memoria la storia narrata nel Libro di Tobia, che le apparizioni del Gargano, quelli che si mostrarono a quei santi testimoni non furono San Michele e San Raffaele in persona ma dei loro diretti messi incaricati di inviare loro i messaggi dei loro duci celesti. Ciò perché i Sette Arcangeli appaiono soltanto in occasioni decisive, di persona, e sempre a rappresentanti di Vertice della cristianità o di popoli. Michele, infattyi è il primo di tutti quanti gli Angeli, e non come creduto dall’Angelologia di Dionigi un Angelo di infimo Coro, segue a Michele proprio Gabriele, che qui si appella Secondo Serafino, o secondo ardente, i quali non sono divisi ne per natura, né per Coro, né per Gerarchia.  Michele infatti  cui Gabriele, forse il solo, si avvicina, è di una nobiltà che nessuno può eguagliare.

CORRISPONDENZE DI S. RAFFAELE NEL SANTO ROSARIO

Quando sono assunte le medicine, a volte esse sono amare, perché prima della guarigione, il corpo deve passare attraverso un periodo di sofferenza. Nei misteri del dolore, Cristo si fa esso stesso medicina, venuto a curare i mali del mondo, mediante l’offerta di un nuovo farmaco, costituito dal suo offrirsi Sangue, Corpo Anima e divinità, per salvare l’umanità peregrina. Ecco che , in tal senso l’azione di Raffaele pare simbolizzare quella dei misteri del dolore, dove la Nuova Medicina di Dio, è somministrata con amarezza e sofferenza, prima della guarigione totale in cristo Gesù Nostro Signore

1) L'agonia di Gesù nel Getsemani - Gesù si offre come cura/rimedio nelle tentazioni della vita

2) La flagellazione di Gesù - Gesù si offre come cura/rimedio dei mali fisici

3) L'incoronazione di spine - Gesù si offre come cura/rimedio dei mali morali e le umiliazioni

4) Il viaggio al Calvario di Gesù carico della croce - Gesù si offre come cura/rimedio delle condanne ingiuste

5) Gesù è crocifisso e muore in croce - Gesù si offre come cura/rimedio di tutti i peccati, presenti, passati e futuri.