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SAN MICHELE (CHI COME DIO)

Chiamato «Arconte Massimo» (Arcon o Megas) ed anche «Archistratega delle Virtù del Signore»  (Archistrategos Dynameos Kurion)  nelle LXX  e  «Principe Massimo»   (Sar  Haggadol) nella Tanakh;  San Michele Arcangelo  che combatte contro i «Sarim Malkut» cioè i demoni che hanno domini sui popoli (c.d. Dominazioni - Kyriotetes), e contro le Potenze (c.d. Exiusiai) del Principe di questo mondo (Arcon tou cosmon touton), fa scritturisticamente parte del gruppo dei «Primi Principi»  (Hassarim Hari'shonim o Arconton ton proton), in numero di sette innanzi a Dio (Tb 12,15 Ap 1,4) ,  incommensurabilmente superiori a tutti gli altri. Vincitore e debellatore degli Spiriti ribelli e maligni, pesatore delle anime e protettore del Santo Tabernacolo. San Michele va invocato per combattere il demonio. La funzione di psicostasia viene tramandata nel libro di Daniele, al 5° capitolo, dove si narra della misteriosa frase apparsa nella dimona del re Baldassar:  Mene, Tekel, Peres  di cui questa ne è l'interpretazione: Mene: Dio ha computato il tuo regno e gli ha posto fine. Tekel: tu sei stato pesato sulle bilance e sei stato trovato mancante. Peres: il tuo regno è diviso e dato ai Medi e ai Persiani».

La raffigurazione di San Michele, presenta una iconografia abbastanza chiara, discendente dal 12° Capitolo dell’Apocalisse di San Giovanni:“..scoppiò quindi una guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago..”,

in quanto lo abbiamo dotato delle sue armi precipue, ovvero:

Lo Scudo , sul quale, di regola, viene scritto il suo nome, e cioè Quis ut Deus, simbolo di protezione, assieme all’armatura che difende, come diceva San Paolo, dalle potenze malefiche.

La Spada Sguainata, a dire che è circospetto e pronto al combattimento per scacciare il demonio poiché da Dio ha ricevuto il potere e l’autorità per farlo.

Lo Sguardo Fiero, che designa l’ineluttabilità del giudizio di Dio su Angeli e uomini negletti e impenitenti

Sebbene ogni raffigurazione classica lo vede mentre sotto i piedi schiaccia il diavolo e molte volte la testa del demonio è legata ad un dito di Michele con una catena, nella nostra interpretazione, Michele si pone guardingo, in attesa che questa missione di distruzione delle opere del maligno sia compiuta dal Maria Vergine, attraverso il Suo Unico Figlio. Questo è  molto importante, poiché Michele trattiene il demonio, ma non lo sconfigge definitivamente. Ciò avverrà con la seconda venuta di Cristo e la sua vittoria finale. Solo il Cristo e la Vergine Madre potranno definitivamente distruggere le opere di Satana. Per questo non è un caso che, Maria e Michele siano assieme enunciati dall’Apostolo delle divine predilezioni, nel 12 Capitolo dell’Apocalisse.

SIGNIFICATO DEL NOME:Quis Ut Deus – Chi come Dio?

FESTA:29 settembre

SI OPPONE:satana capo di tutti i demoni e spirito di superbia

NEL TESTO SACRO:

San Michele è nominato innanzi tutto nel Testo Sacro direttamente 6 volte (cinque con il proprio nome  ed una con l’indicazione del suo ruolo celeste)

Ap. 12, 7-8: Scoppiò quindi una guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo”.

Gd. 9:L’arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo,disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole ingiuriose

Dn. 10, 13: “Ma il principe del regno di Persia mi si è opposto per ventun giorni: però Michele, uno dei primi principi, mi è venuto in aiuto ed io l’ho lasciato là presso il principe del Re di Persia”,

Dn. 10, 20-22: “Sai tu perché io sono venuto da te? Ora tornerò di nuovo a lottare con il principe di Persia, poi uscirò ed ecco verrà il principe di Grecia. Io ti dichiarerò ciò che è scritto nel libro delle verità. Nessuno mi aiuta in questo se non Michele, il vostro principe, ed io nell’anno primo di Dario, mi tenni presso di lui per dargli rinforzo e sostegno”,

Dn. 12, 1 : “Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe che vigila sui figli del tuo popolo

Gs 5, 13-15: “ Or avvenne, come Giosuè era presso a Gerico, ch’egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo che gli stava ritto davanti, con in mano la spada snudata. Giosuè andò verso di lui, e gli disse: "Sei tu dei nostri, o dei nostri nemici?"  E quello rispose: "No, io sono il capo dell’esercito dell’Eterno;  arrivo adesso". Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò, e gli disse: "Che cosa vuol dire il mio signore al suo servo?" E il capo dell’esercito dell’Eterno disse a Giosuè: "Lèvati i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è santo". E Giosuè fece così.

APPARIZIONI PIU’ IMPORTANTI

Le sue apparizioni denotano una grande dignità e nobilità, nonché un piglio molto deciso, che in alcuni casi si traduce in un atteggiamento decisamente violento. Ripercorriamo alcune delle sue significative apparizioni, che sono migliaia

GARGANO: Liber de Apparitione Sancti Michaelis in Monte Gargano:

Tratto dalla Prima Apparizione: “Hai fatto bene a chiedere a Dio ciò che era nascosto agli uomini. Un miracolo ha colpito l'uomo con la sua stessa freccia, affinché fosse chiaro che tutto ciò avviene per mia volontà Io sono l'Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra. E poiché ho deciso di proteggere sulla terra questo luogo ed i suoi abitanti, ho voluto attestare in tal modo di essere di questo luogo e di tutto ciò che avviene patrono e custode. Là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati degli uomini. Quel che sarà qui chiesto nella preghiera sarà esaudito. Va', perciò, sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano”.

ALL’IMPERATORE COSTANTINO “Io sono Michele, Capitano Generale dell’esercito di Dio…con questo segno vincerai”, indicandogli la croce di Cristo. “Io sono Michele, il capo degli eserciti di Dio, il protettore della fede dei cristiani. Sono io che, quando tu combattevi contro l’empio tiranno, ti ho assistito, rimettendo la vittoria tra le tue mani”.

A ROMA: Anno 590, la peste devastava la città di Roma, e una gran moltitudine di persone ogni giorno cadeva vittima del morbo. S. Gregorio Magno Sommo Pontefice, cercò con pubbliche preghiere di ottenere misericordia da Dio, ed un giorno, mentre stava portando processional­mente l'immagine della SS. Vergine verso la Basi­lica di S. Pietro, comparve S. Michele sulla Mole Adriana, avendo in mano una terribile spada in at­teggiamento di rimetterla nel fodero. Era come un segno che cessava quella fiera pestilenza, che tanto aveva desolato Roma.

A MONT SAINT MICHEL, Il vescovo di Avranches Sant’Aubert, durante l’anno 1709, ebbe in tre apparizioni chiare direttive da San Michele Arcangelo di edificare una chiesa su quella specie di monte che si ergeva sulle acque. Dalle parole di Sant’Uberto di Avranches : Vidi una volta ancora l’Arcangelo. Mi rimproverò con forza per la mia incredulità, e , con il dito mi toccò la testa. Mi fece questo buco che voi potete constatare. Gli chiesi allora, al colmo dello spavento, in quale punto preciso del Monte Tomba desiderava che gli fosse eretto il suo tempio. Mi disse sul luogo in cui avrei trovato un toro legato ad una catena. Mi spiegò che quell’animale era stato rubato poco prima e lasciato lì, sul monte, in attesa di venir portato alla casa del ladro. L’Arcangelo mi obbligò di liberare il toro e di portarlo dal suo proprietario. San Michele mi disse finalmente che, per quanto riguardava le dimensioni del tempio, le tracce lasciate dei piedi del toro me le avrebbero indicate.

IN MESSICO A TLAXCALA, (1)" Io sono L’Arcangelo Michele e sono venuto per dirti che è volontà di Dio (e mia) che tu dica agli abitanti di questa città che nell’avvallamento formato da due montagne e di fronte a questo luogo troveranno una fonte di acqua miracolosa che guarirà ogni malattia. Questa fonte è sotto una grande roccia. Non dubitare di ciò che ti ho detto e non dimenticare ciò che ti ho comandato. Ora vai a riferire alla gente della città per andare a cercarla” (2) "Qui dove tocco con la mia spada c’è la sorgente d’acqua della quale ti parlai durante la processione. Devi farlo conoscere alla popolazione o sarai severamente punito!  “ la luce che discende dal cielo e il tempo è il potere che Dio sta dando a questa fonte d’ acqua per la cura di tutte le malattie e le necessità spirituali. Fallo sapere a tutti”. (3)“ Perché sei così codardo nell'adempiere ciò che ti ho affidato di fare!  Vuoi davvero che vada a chiedere a Dio di  punirti per la tua disobbedienza? Alzati e vai a dire alla gente cosa ti ho detto”.

PERCHÉ È UNO DEI SETTE?

San Michele che significa “Chi Come Dio”, è il paladino di Dio, e il vincitore di lucifero . La tradizione cattolica gli riconosce diversi titoli, tra cui, Capo della Milizia celeste, Debellatore degli Spiriti maligni, Gran Principe, Arcistratega di Dio, Arcangelo per eccellenza.Colui che accoglie le anime dei defunti. Per la funzione di psicostasia, era ricordato nel Confiteor al quale il penitente affidava la sua confessione: oggi ciò non avviene e questo, è un gravissimo errore teologico, perché è proprio San Michele che pesa le anime. Nel Testo Sacro si oppone al demone satana, padre del vizio di superbia, d’altra parte il suo stesso nome è indubbiamente un esorcismo in se stesso. Proprio per questa ragione Leone XIII, avendo scorto in estasi la futura minaccia che avrebbe colpito la Chiesa nel secolo XX e XXI, scrisse una invocazione a San Michele, oggi non più recitata:

San Michele Arcangelo difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del Demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell'Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.”.

Solo con la seconda venuta di Nostro Signore si realizzerà la completa distruzione di Satana e del suo regno. Nel frattempo, San Michele rimane guardino, con la spada sguainata pronto a scacciare i demoni che vogliono divorare le creature umane. È l’Apocalisse che ci mostra il primo annuncio della storia della Salvezza Umana, la vittoria di San Michele sul principe del male e questa vittoria è destinata a ripetersi verso la fine dei tempi. 

Fu lui stesso a proclamare la sua appartenenza al gruppo dei Sette Angeli direttamente in due occasioni, a SAN ENRICO DI BAVIERA , sul monte Gargano, al quale disse: “Non temere, Eletto di Dio, alzati e prendi con allegrezza il bacio della pace che Dio ti manda. Io sono Michele Arcangelo, uno dei sette assistenti al Trono di Dio: ti tocco ora il fianco, perché così dia tu segno, che niuno da qui avanti abbia ardimento di stare in questo luogo in tempo di notte”, e al pastore MIGUEL SANCHEZ DI NAVALAGAMELLA (Madrid - Spagna ) , nel 1455 al quale rivelò: “Non temere, iosono uno dei sette spiriti che fanno assistenza alla presenza di Dio, dal quale sonoinviato per dirti che è sua volontà che in questo luogo si costruisca un eremo inonore a san Michele e ai suoi Angeli”.

CORRISPONDENZE DI S. MICHELE NEL SANTO ROSARIO

Non è fuoriluogo congetturare che l’azione di San Michele trovi un sicuro parallelismo nei Misteri gloriosi o misteri della Vittoria di Cristo e di Maria. Si tratta infatti delle cinque vittorie di Maria Vergine e di Nostro Signore sulla morte e sul male. In ciò pare simbolizzarsi l’azione misteriosa di Michele il vittorioso, che sconfigge le orde del male, e preconizza il futuro trionfo del Figlio di Dio,  per cui il 12° Capitolo dell’Apocalisse, ne celebra le gesta accanto all’immagine della Vergine, segno celeste di vittoria.

1) La risurrezione di Gesù; - Cristo Signore ha vince sulla morte

2) L'ascensione di Gesù al cielo; - L’umanità rinnovata in Cristo vince sul peccato di Adamo

3) La discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo; - lo Spirito Santo vince sul mondo

4) L'Assunzione di Maria al cielo ;- Maria vincitrice in vita, segue la vittoria del Figlio celeste, giungendo in Cielo in Corpo e Anima,

5) L'Incoronazione di Maria Regina del cielo e della terra- Maria Vincitrice è incoronata Regina degli Uomini e degli Angeli, e proclamata Mediatrice, Corredentrice e Avvocata del Genere Umano