San Luigi Gonzaga e i Sette Arcangeli (o Sette Spiriti Assistenti)

Carmine Alvino

DA  - Vita di San Luigi Gonzaga della Compagnia di Gesù scritta dal Padre Virgilio Cepari , Volume II, Bergamo 1727  /Meditazioni degli Angeli Santi e particolarmente degli Angeli custodi composta da S. Luigi Gonzaga -  , PAG. 158 

«... Resta ora, dopo di aver considerato lo zelo, e i fatti illustri del principe Michele, e la fortezza misteriosa dell'arcangelo Gabriele, che consideriamo parimente l'officiosa carità dell'angelo Raffaele, il quale per essere, come egli stesso disse, (Tob. 12. 15) uno di quei sette Spiriti che sempre assistono alla presenza di Dio, è da credere che egli sia uno dei principali Angeli del paradiso. E conseguentemente considereremo i molti benefici che ciascuno riceve sì nell'anima, come nel corpo dal suo Angelo custode. Perciocchè questo glorioso Raffaele, sì per il nome che egli tiene, come per gli uffici di pietà, che egli usò verso il vecchio, e giovane (Tob. 6, et 21. ) Tobia, fu appunto un tipo, e una figura espressa di tutto quello che fanno verso di noi gli Angeli custodi. E prima, molto bene gli convenne il nome di Raffaele che si interpetra Medicina di Dio, per l'effetto che egli fece appunto di medicina tanto spirituale verso il giovane Tobia, come corporale verso il suo padre vecchio in restituirgli la vista. E che altro anco è 'ufficio che usa verso di te il tuo Angelo custode, se non di medico, e di medico non meno "corporale, che spirituale? come di sotto si dirà. Dunque per meglio intender questo, considera come tre sono gli stati della vita umana. Uno mentre l'uomo sta nel ventre della madre. Secondo, da che è nato insino alla sua morte, e al particolar giudizio dell'anima sua.  Terzo, nello stato che seguita dopo morte. Ora in ciascuno di questi stati, conforme a tutte le azioni dell'angelo Raffaele, contempla i particolari, uffici, che fa il tuo Angelo custode verso di te. E quanto al primo stato della vita, narra la Scrittura, che volendo il vecchio Tobia (Tob. 1. ) mandar il figliuolo in lungo viaggio , cercava compagnia sicura, colla quale lo potesse mandare. Allora, avanti che il buon giovane uscisse dalla casa, paterna, mandò Iddio il suo Angelo, il quale comparendogli in forma umana, se gli offerse per guida, e per compagno in tutta quella peregrinazione. O carità smisurata, e cura più che paterna del Creatore! il quale avanti o che tu uscissi dal ventre di tua madre, avanti tu avessi alcuna cognizione dei tuoi nemici, e dei pericoli che ti soprastavano, comandò Iddio ad uno di quei beati Spiriti, i quali sempre vedono, e godono la sua divina faccia, e a quello istesso che era stato primo custode della madre tua, acciocchè  egli pigliasse cura di te, cominciando in quel tenero stato, nel quale tu eri esposto a molti pericoli, a preservarti da quelli insieme colla madre, acciocchè non fosti impedito di poter pervenire sicuro alla grazia del Battesimo, ed essere scritto i nel numero dei figliuoli di Dio...»

Vedi altro su: