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SAN GABRIELE (FORTEZZA DI DIO)

 

SAN GABRIELE ARCANGELO - Il forte nuncio

Ave, piena di grazia, il Signore è con te, Tu sei benedetta tra le donne   - Vangelo di Luca 1,2

RITRATTO MISTICO DI SAN GABRIELE ARCANGELO

Nel Vangelo di Luca, nel primo capitolo,  notiamo la presenza dell’Arcangelo Gabriele, arrecare la notizia della nascita di due famosi personaggi. In primo luogo egli si presenta all’anziano Zaccaria, a portargli l’  Annunzio della nascita di Giovanni Battista. L’evento in sé considerato, non deve essere valutato dall’interprete come qualcosa di comune, in quanto si stava annunciando la nascita del precursore di Cristo. Mentre dunque Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso [Lc 1,9], ed ecco apparirgli Gabriele ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni!". Zaccaria però, a causa della fragilità della costituzione umana, gli rispose: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni! ». L'angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».  La proclamazione dell’Angelo Gabriele «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio», OLTRE A ESSERE GARANZIA DI PROVENIENZA DEL MESSAGGIO – ESSENDO CONOSCIUTO DALLE TRADIZIONI EBRAICHE CHE GABRIELE ERA IL DIVINO MESSO APPARSO A DANIELE -   come abbiamo più volte sostenuto nei nostri testi ci ricorda qualcosa: una espressione che ricorre spesso intorno ai “primi Angeli o Arconti” di Daniele. Se si prende il testo greco si capisce meglio in senso del discorso:

[Lc 1,19] ὁ {l’} ἄγγελος {angelo} εἶπεν  {rispose} αὐτῷ {gli} :· Ἐγώ  {io} εἰμι  {sono} Γαβριὴλ {Gabriele}  ὁ {che}   παρεστηκὼς  {sto}  ἐνώπιον {davanti o alla presenza}   τοῦ  {di}  θεοῦ {Dio}.

L’Angelo è descritto come «colui che e presente» ὁ παρεστηκὼς (parestekos) -, part. perf. di παρίστημι[1] (paristemi) che significa esser posto, collocato, essere presente e/o posizionato davanti a Dio, proprio «DI FRONTE A LUI, DAVANTI A LUI», e pertanto, da questa spiegazione etimologica ricaviamo che Gabriele vede Dio direttamente in volto vista anche la nobiltà del suo comando nonché l’ ordine e la perentorietà del suo Giudizio: «Non sai che io Sono Gabriele, proprio quello che sta davanti a Dio?»

L’espressione sto al cospetto, fa riferimento proprio ai Malackim Panim bibilici, descritti nei precedenti capitoli. Difatti la parola greca  ἐνώπιον (enopion) significa stare davanti al volto di Dio (Panim) , stare davanti alla sua Presenza: ergo «Gabriele afferma di essere un Angelo della presenza». L’espressione usata Γαβριήλ ὁ παρεστηκὼς ἐνώpιον τοῦ θεοῦ,  presa nella sua interezza ricorda un’altra espressione Neo Testamentaria. Quella di Apocalisse 1,4 - dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, - , che in greco suona

καὶ {e} ἀπὸ τῶν {dai} ἑπτὰ {sette} pνευμάτων {spiriti}  ἃ {che} ἐνώpιον {davanti} τοῦ {al} θρόνου {Trono} αὐτοῦ {Suo}, 

o di Apocalisse 8,2 - Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe

 ἑpτὰ {sette} ἀγγέλους {Angeli}  οἳ {che} ἐνώpιον {davanti}  τοῦ {a} θεοῦ {Dio}  ἑστήκασιν {stanno in piedi} –

 reso con (hoi enopion tou Theou hestekasin) laddove si consideri che il termine ἑστήκασιν – hestekasin  più che stare in piedi significa: stare in attesa, di suonare sette trombre ovvero le  - epta salpinges - σάλπιγγες (salpinges) .

Ancora una volta il termine – enopion – conferma Gabriele come uno dei Malackim Panim, cioè gli Angelo del Volto.

Sei mesi più tardi, quest’Angelo, che sta davanti al volto di Dio, o alla presenza di Dio, fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe [Lc 1,27].  Viene chiaramanete detto che l’Angelo è mandato da Dio, di fatti, proco prima aveva dichiarato che sta ritto davanti a lui e quindi che non ha bisogno di mediazione alcuna. In greco suona:

ἀπεστάλη [fu mandato]  ὁ {l’} ἄγγελος {Angelo} Γαβριὴλ {Gabriele} ἀπὸ {da} τοῦ θεοῦ {Dio} .

«NON C’ERA BISOGNO CHE NESSUN ALTRO LO INVIASSE, POICHÉ GABRIELE SI TROVA GIÀ VICINO A DIO, COME DETTO PRIMA!»

Comunemente si ritiene che la radice del nome Gabriele sia da mettere in relazione con la parola “Forza” e dunque, etimologicamente, il nome Gabriele, significherebbe “Fortezza di Dio” o “Dio è la mia forza”, e così sovente viene inteso. Ciò in quanto è suo ministero annunciare le forti battaglie di Dio ai suoi eletti, e specialmente alla Vergine Madre, donna forte per eccellenza, che contrappone la solidità del suo Ave (Maria) alla debolezza del suo contrario, Eva, la quale cedette alle lusinghe del serpente.

Difatti il Libro dei Giudici, al Capitolo 13, accenna alla nascita di Sansone, altro “forte di Dio”, annunciata dall’Angelo, che assolve in tutto e per tutto all’azione di Gabriele: L'angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: "Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla d'immondo. Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno; egli comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei".

Così come aveva già fatto a Zaccaria e a S. Elisabetta nel Testo Sacro: "Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disseNon temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto".

Gabriele, è dunque nella tradizione sacra del cattolicesimo, il forte Spirito annunciatore che comunica le azioni forti di Dio. Lo abbiamo immaginato:

Chino Innanzi Alla Vergine in attesa spasmodica del suo fiat. Tutta la Trinità, al momento dell’Annunciazione, attendeva con anzia che Maria, definitivamente scegliesse di servire Dio e divenire così Madre di Misericordia e di Salvezza

con i 3 fiori di Giglio, che rappresentanto la Verginità perpetua di Maria, prima, durante e dopo il parto.

con il Santo Rosario nella Mano destra, simbolo dell’arma più efficace del Cristiano contro il male

 

SIGNIFICATO DEL NOME: Fortitudo Dei – Fortezza di Dio

FESTA: 29 settembre

SI OPPONE:  “mammon”, padre dell’avarizia, perché Gabriele annunciò la nascita del Redentore nell’umiltà e nella povertà.

 

NEL TESTO SACRO

San Gabriele è nominato innanzi tutto nel Testo Sacro direttamente 4 volte:

Dn. 8, 15-16 . "Mentre io, Daniele, conside¬ravo la visione e cercavo di comprenderla, ecco davanti a me uno in piedi, dall'aspetto d'uomo; intesi la voce di un uomo in mezzo all'Ulai, che gridava e diceva: "Gabriele, spiega a lui la visione"

Dn. 9, 20-21 "Mentre io stavo ancora parlando e pregavo e confessavo il mio peccato e quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al Signore Dio mio per il monte santo del mio Dio, mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l'ora dell'offerta della sera"

Lc. 1, 15:  "Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti il lieto annuncio"

Lc. 1, 26-27:  L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria

PERCHÉ È UNO DEI SETTE

Il riconoscimento della sua celeste primazia ci perviene attraverso due omelie di importantissimi Santi.

S. GREGORIO MAGNO, ad esempio nelle sue omelie sui Vangeli, scrive: "…alla Vergine Maria non viene inviato un angelo qualsiasi, ma l'arcangelo Gabriele. Era ben giusto, infatti, che per questa missione fosse inviato un angelo tra i maggiori, per recare il più grande degli annunzi. A Maria è mandato Gabriele, che è chiamato fortezza di Dio; egli veniva ad annunciare colui che si degnò di apparire nell'umiltà, per debellare la potenza maligna dell'aria. Doveva dunque essere annunciato da "Fortezza di Dio" colui che veniva quale "Signore degli eserciti e forte guerriero..".

SAN BERNARDO , nella celebre omelia sull’evangelico “Missus Est” riferito all’Arcangelo Gabriele, dice: “.. L’Evangelista dice dunque “l’Angelo Gabriele fu mandato da Dio”. Non penso che questo Angelo sia tra quelli minori, che hanno per loro compito abituale di eseguire frequenti ambascerie verso la terra per un motivo qualsiasi; lo si capisce con certezza proprio dal suo nome, che tradotto significa “Forza di Dio”, e anche perché  non si dice che sia mandato da qualche altro spirito più importante di lui, come di solito accade, ma da Dio stesso.  Per questo dunque si è qui posto “da Dio]”; e per ciò si è detto “da Dio” , affinchè non si pensi che Dio abbia rivelato il suo progetto,  prima che ala Vergine, a qualcuno sia pure degli altri spiriti beati,  se non solo all’Arcangelo  Gabriele. Egli  solo dunque tra gli Angeli fu trovato di tanta eccellenza da essere degno di tale nome e di tale messaggio. E il nome non è in disaccordo con il messaggio A chi infatti più conveniva annunicare “Cristo potenza di Dio” ,se non a chi è onorato da un nome simile? Cos’altro è infatti la fortezza, se non la potenza?...”

SANTA GEMMA GALGANI così parla invece di S. Gabriel rivelando al lettore la sua potenza nei Cieli: “Appena dal Divin Padre fu decretata l’imbasciata grandissima da inviarsi all’umile Maria, doveva decretarsi ancora il portatore di tanto annunzio. E per questo ne fu scelto uno che stava più vicino al trono dell’Altissimo, e questo fu l’Arcangelo Gabriele (che significa Fortezza di Dio)”.

 

Ma è MARIA VALTORTA che vede San Gabriele (13 settembre 43 -  Quaderni)  addirittura sotto la croce, insieme a San Michele e agli altri componenti dei Sette Arcangeli , gli unici a essere presenti, neanche il Padre Celeste, al dolore di Gesù e di Maria: "L’arcangelo Michele, che voi invocate nel Confiteor, ma secondo la vostra abitudine, con l’anima assente, era presente alla mia morte in Croce. I Sette Grandi Arcangeli che stanno in perenne davanti al Trono di Dio, erano tutti presenti al mio sacrificio. (..)Gabriele e i suoi celesti compagni curvi sul dolore di Gesù e di Maria, impossibilitati a sollevarlo, perché era l’ora della Giustizia, ma non assenti da esso, hanno raccolto nel loro intelletto di luce, tutti i particolari di quell’ora, tutti, per illustrarli, quando il tempo non sarà più, alla vista dei risorti: gaudio dei beati e condanna prima dei reprobi, anticipo a questi e a quelli di ciò che sarà dato a Me, Giudice supremo e Re altissimo".

Il REV. PADRE LAMY , che aveva S. Gabriele come custode, asseriva dello stesso quanto segue: " L’Arcangelo Gabriele è più alto di tutti gli altri angeli. A lui io riconosco uno spirito di una categoria superiore".

San FRANCESCO SAVERIO MARIA BIANCHI, rivendica e ribadisce tale appartenenza mistica, come risulta dal resoconto di un episodio della sua biografia: Un giorno (racconta uno dei testimoni) ritirandosi secondo il solito, dalla visita di una Chiesa, prima di giungere  al largo di Portanova, un facchino con una sporta in testa camminava verso di noi, ed era al punto di urtare nel Venera-bile il quale camminando, com’era solito, a capo chino, e cogli occhi quasi chiusi, non avvertì il pericolo. Io sicuro che, non potendo noi scansarci, perchè accosto al muro, avesse egli stesso il facchino scansato noi. Ma questi continuando, era già prossimo ad urtare il °Servo di Dio, quando ad un tratto cadde a terra senza sapere come, rovesciando il suo carico. Dissi io: - Grande Angelo Custode avete voi!- ed egli rispose: - E’ uno dei sette che assistono davanti al trono di Dio -, Considerai questa risposta, e giunti che fummo alla sua stanza, tanto l’importunai per saperne il nome, che finalmente il Venerabile mi disse che era l’Arcangelo S. Gabriele”.

Proprio per questo il BEATO AMODEO DA SYLVA, vede S. Gabriele celeste anfitrione e attestatore di questa sua appartenenza, mentre gli rivela nella prima estasi questa verità:

Sette Angeli siamo che veneriamo la Madre del Nostro Dio e precediamo tutti gli altri (..) il primo di quelli di noi è Michele che non trova nessuno né tra gli uomini né tra gli angeli che gli sia più degno; è lui che ha combattuto con il grande drago Lucifero e lo ha sconfitto, e poi io Gabriele sono il secondo, mi segue Raffaele, e Uriele segue Raffaele, ed altri a noi”.

CORRISPONDENZE DI S. GABRIELE NEL SANTO ROSARIO

Con davvero pchissima difficoltà potrà verosimilmente immaginarsi l’azione di San Gabriele corrisposta misticamente nell’enunciazione dei misteri della Gioia, tanto è vero che gli stessi iniziano con la sua Annunciazione. Difatti tutti e cinque i misteri celebrano un annoncio speciale all’umanità, e simbolizzano l’Officio dell’Angelo, vero e solo nuncio celeste.

1) L'Annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine   - Gabriele annuncia a Maria la nascita del Verbo

2) La Visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta - S. Elisabetta annuncia a Maria di essere la Madre del Figlio di Dio

3) La Nascita di Gesù nella grotta di Betlemme - Gli angeli annunciano ai pastori la nascita del Salvatore 

4) Gesù viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe  - Il profeta Simenone annuncia a Maria che il bambino sarà segno di contraddizione e le future sofferenze della madre.

5) Il Ritrovamento di Gesù nel Tempio - Gesù bambino annuncia ai genitori che dovrà predicare nel tempio del Padre Suo celeste

 

 

[1] deriva da πᾰρᾰ́ (pará, “vicino”) +‎ ῐ̔́στημῐ (hístēmi, “mi trovo, sto”)