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Sacerdote Antonio Lo Duca

Carmine Alvino

Sacerdote Antonio Lo Duca (Cefalù 1491 — Roma 1564)

- Appaiono: i Sette Arcangeli e San Uriele

Di Antonio lo Duca abbiamo già ampiamente parlato nella parte iniziale del nostro libro. Come può notare il lettore, si tratta di un santo di fatto, che espresse nella sua vità tutte le principali virtù cristiane, e godette di due estasi clamorose, riportate nelle cronache della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri nonché di altri avvenimenti di carattere mistico, più o meno ben documentati. Sicuramente nei cieli, riteniamo, occupa il posto privilegiato riservato ai giusti che credettero nei Sette Arcangeli, e che dunque godono della loro visione perpetua, assieme alla dolce compagnia della SS. Trinità e della loro Regina, la SS. ma Maria Vergine.  Riportiamo in primo luogo i resoconti delle due estasi raccolti dall’amico e discepolo Matteo Catalani.

 

Dalle Cronache della Basilica di Santa Maria Degli Angeli e Dei Martiri di Antonio del Duca alla Signora Lucrezia Rovere-Colonna perché intercedesse da Paolo III il permesso di dedicare al culto cristiano l’aula centrale delle Terme  di Diocleziano: In Roma nella Chiesa dell’orfanelli 13 Novembre 1546: 

 

(Visione N. 1) “…Pertanto io risposi a detto Ms. Bartholomeo al presente Abbate di Salutio, che la divina provvidenza havrebbe provvisto e per non haver possuto impetrar questa gratia mi trovava con grande dispiacenza nel mio core, se bene non lo mostrava, e perché mio frate mi scrisse una lite antica mossa dalli antichi ministri di Satanasso contro la Chiesa di S. Croce di Palermo, mi era accresciuto il dolore, per la qual lite ricorsi alli digiuni di S. Caterina in pane et acqua, che essa havesse interceduto appresso Dio di liberarmi da tale lite, nel fine delli dodici digiuni, per dodici lunedì, non pensando più in Angeli, nel tempo dell’estate, nell’aurora, nell’anno settimo di Paolo Papa per divina provvidenza terzo che fu l’anno 1541, che avevo da celebrare lo sacrificio della messa in da Chiesa dove io habitava, mi svegliai e svegliato subbito in un momento alzai la metà della persona sopra delle braccia nel letto, e stando fisso come una colonna, ecco, che pareva essere dentro le Terme di Diocletiano, dentro lo cortile innanzi la porta delle Terme, una luce più di neve bianca, che andava su, usciva dal suolo delle Terme, più splendente di un cristallo mi mostrò nella prima parte dentro la fronte, più chiare dette Terme, per la parte dentro, che se avessi visto con gli occhi corporali et in un medesimo tempo quattro effetti fece: 1° - mostrò come ho detto le Therme; 2° - mi disse che quelle erano il tempio de’ sette spiriti assistenti inanti a Dio; 3° - che avessi letto l’historia di S.Saturnino; 4° - e nella prima Cappella l’imagine di S. Saturnino depinta a modo di cona, in una tavola o tela, stava pendente nell’aria, era imagine di vecchio, di mediocre statura, del viso assomigliava ad una imagine, che io havevo di S. Saturnino nel mio breviario e però subbito conobbi, che era di S. Saturnino, di barba bianca con pochi peli negri.  Meglio in un tempo percepivi tutte le sopra dette cose nel modo mirabile che detta luce mi mostrò, senza parlare di voce vocale, che se un huomo me l’havesse detto parlando, che è impossibile ad un huomo dire quattro cose in un tempo, credo sia stato al modo che gli Angeli parlano. Sempre detta visione mi sta fissa nella prima parte della memoria che mai me l’ho scordata.  Passata tanta mirabile rivelatione e stupito per tanto miracolo, quando mi vestiva a pena mi teneva sopra li piedi per molti giorni hebbi incredibile allegrezza, perché Dio onnipotente, innanti più di mill’anni per mano di Santi Martiri procurò in fare adempire la figura del candeliero d’oro purissimo per la chiesa de’ sette suoi spiriti assistenti, quale io nel tempo di venire sperava doversi fare e doppo sempre ho sperato, che se detta Chiesa si consacrasse, tutta la Christianità vi havrebbe da ricevere grandissimo beneficio: dissi la prima messa poco tempo di poi, et andai quasi volando a dette Therme, le trovai come haveva visto nella visione, et un altro giorno nella medesima hora, non mi satiavo di vederle ritornai, dalle quali uscendo ms. Antonio Massimo solo era a cavallo fuora nel piano, io hebbi vergogna essere visto uscire dal luogo a me insolito, e hora a me insolita. Sia lodato et ringratiato N.S. Gesù Cristo, che s’ha degnato a tempi ultimi del mondo mostrare tanto miracolo secreto.  Humilmente lo prego di continuo, sia a laude e gloria sua e a salute dell’anime nostre, per intercessione di detti sette Prencipi assistenti al suo Divino Trono e la sua gloriosissima Madre Vergine Maria e per l’unione di tutta la Santa Madre Ecclesia Christiana, e per lo felice stato di Vostra Eccellenza, alla buona gratia della quale di continuo nella Charità santa mi raccomando..”

 

Visione N. 2  “Alli 17 dicembre 1555, nella Chiesa di S. Maria di Loreto nella Cappella del Crocifisso, dove ho posto la tavola della Vergine Maria con li sette Angioli Custodi io dissi la Messa di essi Sette Arcangioli pregando Iddio che mi concedesse l’aiuto dei suoi santi Angioli per mettere in effetto la Chiesa di essi nelle Terme di Diocleziano. Finita la messa e detto il Placet tibi Sancta Trinitas ecc. baciato l’altare mi drizzai per dare la benedizione al popolo; sentivo da tutte le vene del corpo il sangue andar in alto insino alla testa e credendomi che fusse stato il sangue, nondimeno per gli effetti era l’anima la quale uscì dal vertice della testa; in quell’istante guardai giù e viddi che io stavo sopra il cielo del proprio colore azzurro e vedendomi tanto in alto ebbi paura, ero vestito delli miei vestimenti perché il corpo stava sopra l’altare vestito delli paramenti della messa, ma riconoscevo che ero io di circa 25 anni; guardai innante circa passi cinquanta viddi il cielo di fuoco, dal quale uscì fuore una turba di uomini accompagnata e mescolata d’Angeli con le mani innanti et con allegrezza dicendo: Buona nova già è stato decretato dalla SS. Trinità che la Chiesa delli Sette Arcangeli Assistenti a Dio nelle Terme Diocletiane sia consacrata; donde uscivano era di cornice di fuoco, quadrata, come la porta di Concistoro di Palazzo, l’Angelo più appresso era l’Arcangelo Uriele; io lo conobbi perché si rassomigliava a uno che io avea fatto dipingere di forma rossa li tempi passati; un uomo bellissimo molto mi guardava, credo che fosse stato l’Architetto di dette Terme. Rientrata l’anima, mi voltai come se avessi risuscitato. Io stupito di tanta visione, feci la benedittione, andando al corno sinistro dell’Altare, detto il VAngelo di S. Giovanni, tornai alla Sacristia con grand’allegrezza; fu tanta la prestezza che nessuno delli auditori della Messa se ne accorse”.

 

Le Orazioni dei Sette Angeli  Il merito di Antonio Lo Duca, sta anche nella circostanza di aver dato alle stampe le orazioni dei Sette Arcangeli.  Questi esercizi, furono pregati per molti anni, tanto è vero che si riportano nelle seguenti opere:

1) Aristotele de Benedictis, (Pietro Antonio Spinelli) - Nomina sanctorum omnium, qui habentur in martyrologio Romano, a Gregorio XIII reformato, & nouissime  anno 1598. Romæ impresso. Additis Litanijs communibus, nec non beatissimæ semper virginis Mariae, quæ in domo Lauretana dicuntur, nonnullisque alijs pijs precationibus (Nomi di tutti i Santi che si hanno nel Martirologio Romano riformato da Gregorio XIII)

2) Psalteriun B. Virginis Mariae a S. Bonaventura Compositum, devotioni usque  Regii Monasterii Escacleatarum , apud Matritenses , hac nova editione  dicatum, 1679 (Salterio della Beata Vergine Maria , devozione e uso per il Regio Monastero delle Signore Reali Scalze di Madrid).

3) Selva di orazioni di diversi santi Dottori e di molti scrittori antichi , et moderni,  Greci et Latini ; per ogni sorte di persone,  per ogni tempo,  et quasi per tutte le occasioni, ed. 1610 di Niccolò Aurifico de Bonfigli

Le traduzioni di queste antifone le abbiamo parzialmente tratte, dall’opera  “Selva di orazioni”, e le abbiamo un po contestualizzate alla nostra epoca (si ricorda che non si possono recitare, dunque le abbiamo inserite a scopo meramente conoscitivo e illustrativo). Le cronache ci tramandano la circostanza che queste medesime orazioni abbiano avuto un grande potere esorcistico nel liberare molti luoghi di Roma e specialmente il Monastero di San Silvestro dalla più poderosa possessione diabolica.

Abbiamo pertanto provveduto a tradurre l’intero libretto in cui esse sono contenute, dal titolo “Septem Principibus Angelorum Orationes”  (Le Orazioni dei Sette Principi degli Angeli) di Antonio Lo Duca. Abbiamo esaminato le edizioni successive del libretto in nostro possesso e possiamo affermare che, le stesse, molto belle nell’ originale cartaceo, si presentano del tutto identiche tra una edizione e l’altra, se non per l’aggiunta di ulteriori pagine e illustrazioni (tranne che per una primissima edizione in cui alcune raffigurazioni cambiano). Andiamo quindi ad analizzare senza esitazione, le varie pagine del libretto di Antonio Lo Duca, delle quali abbiamo tradotto gli offici in italiano.

 

COPERTINA:

Le Orazioni

Dei Sette Principi degli Angeli

Con le Antiche Immagini

Opera

Edita una volta da Antonio Lo Duca Presbitero di Cefalù

Con Licenza dei Superiori

Dall’Officina di Orazio Salviani

Napoli, presso Giacomo Carlino e Antonio Pace . Anno 1954

 

 

PAGINA 1

Antifona alla Santissima Vergine Madre di Dio e Regina degli Angeli

Ave, Regina dei cieli,

ave, Signora degli angeli;

porta e radice di salvezza,

rechi nel mondo la luce.

Gioisci, vergine gloriosa,

bella fra tutte le donne;

salve, o tutta santa,

prega per noi Cristo Signore. »

Preghiamo – Preghiera

O Dio Misericordioso, concedi una difesa alla nostra fragilità, in modo che  facciamo memoria della Santa Madre di Dio, e risorgiamo con l’aiuto della sua intercessione, dalle nostre iniquità Per Cristo Nostro Signore Amen.

 

Antifona dei Santi Angeli

Angeli, Arcangeli, Troni e Dominazioni, Principati e Potestà, Virtù dei Cieli, Cherubini e Serafini, lodate il Signore dei Cieli. Amen

Preghiamo – Preghiera

O Dio che distribuisci mediante un magnifico ordine i compiti degli Angeli e degli Uomini, benevolmente concedi, che la nostra vita sia assistita da quelli che ti servono in cielo, e sia protetta da coloro che sono sulla terra. Per Cristo Nostro Signore Amen.

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PAGINA 2 – interamente occupata da una raffigurazione della Deipara circondata dalle schiere degli angeli, con il Bambin Gesù tenuto in grembo, che stringe il Santo Evangelo. Sotto l’immagine la scritta: Ave Regina dei Cieli, Ave Signora degli Angeli

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PAGINA 3

Interpretazione dei nomi dei Sette Principi degli Angeli

MICHELE – Chi Come dio?

GABRIELE – Fortezza Di Dio

RAFFAELE – Medicina di Dio

URIELE – Fuoco di Dio

SEALTIELE – Preghiera di Dio

GEUDIELE- Confessione o Lode di Dio

BARACHIELE – Benedizione di Dio

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PAGINA 4 - interamente occupata da una raffigurazione della gerarchia celeste, con sulla sommità la SS. ma Trinità, poco al di sotto a sinistra presenta Maria Vergine, e , subito sotto di lei, i Sette Arcangeli con i propri attributi iconografici, ed ancora più sotto, i 9 Cori Angelici, distribuiti su tre livelli, simboleggianti le 3 Gerarchie La Raffigurazione termina con il testo celebre di Giobbe 38,7: Dov’eri tu mentre gioivano in coro le stelle del mattino e plaudivano tutti i figli di Dio?. Tra i Sette Principi notiamo che quelli posti sotto la Vergine sono San Michele che li guida, San Uriele (di cui si scorge la adiacente fiamma) e San Raffaele (con Tobiolo), mentre il successivo gruppo dei quattro rimanenti è costituito da San Gabriele (a capo, con lanterna e specchio), San Geudiele (nella classica posa con corona e flagello), San Sealtiele (orante) e San Barachiele (con fascio di rose nel grembiule). Si può notare ancora una volta come il coro degli arcangeli si trova nella zona mediana dell’ultima gerarchia tra  principiati ed angeli, e non comprenda al suo interno i Sette Principi, che quindi ne sono apparentemente estranei. 

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PAGINA 5 – abbiamo cercato di rendere la rima del testo–

Inno

Dei Sette Principi Degli Angeli

 

Tutta la celeste assemblea restòin silenzio

mentre il drago ingaggiò battaglia, superbo

il quale, calpestato con i piedi, Michele conficcò nell'Infero.

Ti ossequiamo o Paraninfo tonante,

Il cui spirito pel  mondo riecheggia

O Gabriele, gli animi nostri, della luce divina, colmante

O salutare medicina del cieli

San Raffaele, il farmaco arreca:

ai malati nel corpo, e alle anime cieche il passo, riveli.

O forte Uriele, amico dei buoni

le forze dei demoni con la spada riduci

La cui carità supera, quella dei pii che te invocan con preci.

Sealtiele, tutto il mondo ti è debitore

perché stai davanti al Trono del Padre come suo Oratore

e preghi supplice per i tuoi servi e i crimini porti via altrove.

Gli aspri ordini del giudice Geudiele

Da noi miseri, si tengan fintanto lontani:

che sian cancellati, per grazia del Padre Sommo, i nostri peccati (amari). 

O Nostro Aiutante, proteggici tutti, noi ti preghiamo

Barachiele, sii memore di noi

Affinchè solerte conduca a Dio, le nostre sante azioni

 

Al Dio Trino dell’alma divinità

Sia sempre ogni lode, onore, virtù, e allo stesso modo autorità

decoro e benedizione, nei secoli. Amen

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PAGINA 6 - - la pagina è occupata in alto da una raffigurazione del candelabro d’oro, con i sette beccucci e le sette lucerne, e da una raffigurazione astrologica dei cieli e dei pianeti. L’immagine è corredata dalla scritta Esodo 25 in corrispondenza del candelabro e Genesi 1 in corrispondenza dell’altra immagine della creazione.

 

Antonio Lo Duca, rettore della Chiesa Palermitana dei Sette Principi

degli Angeli  - aiuto ai piissimi lettori dei Santi Angeli

 

O Uomo Cristianissimo, il Candelabro di settanta parti che Mosè, su ordine di Dio, fabbricò di oro puro, San Geronimo scrisse che significasse il mondo con le sette Stelle erranti del profeta Giuseppe: e per esso, Sant’Anselmo mirabilmente descrisse un certo tempio spirituale. Noi invece, aiutati dall’intervento di Giuseppe e di Giovanni Evangelista, stimiamo che rappresenti  la chiesa trionfante con  i Sette Spiriti astanti innanzi a Dio, a guisa dei quali, esiste la Chiesa Militante con i Sette Vescovi vestiti di rosso brillante. Certamente manifestiamo anche il tempio settiforme  edificato dai Santi Martiri a Roma dal vaticinio di Isaia: affinchè  straordinariamente come nel meraviglioso candelabro dei Giudei, così anche nel mirabile tempio dei Cristiani , adoreremo Dio.

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PAGINA 7 - L’immagine in alto, è la classica raffigurazione dell’Angelo custode, che trattiene il protetto con un braccio e gli indica il cielo.

 

Antifona del Santo Angelo Custode

 

Dio ha inviato a te i suoi Angeli, affinchè ti custodiscano in ogni tua via. Ti condurranno con le loro mani, affinchè casualmente il tuo piede non inciampi in una pietra. Alleluia Alleluia

V. I loro Angeli sempre vedono

R. La Faccia del Padre mio che è nei Cieli.

Preghiamo - Preghiera

Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato/a dalla Pietà Celeste. Amen. »

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PAGINA 8 – L’immagine raffigura i Sette Arcangeli con i propri simboli devozional e i loro nomi specifici: Michele – spada e scudo, con satana schiacciato sotto i piedi, Gabriele, con lanterna e diaspro, Raffaele con il pesce e Tobia, Uriele con la spada nuda e una fiamma ai piedi, Sealtiele in atto di pregare, Geudiele con in una mano la sferza a tre corregge e nell’altra la corona della gloria, e Barachiele, con il grembiule pieno di Rose. Alla base del dipinto i riferimenti dottrinali e cioè Tb 12 – Ap 1 – Ap 4 – Ap 15.

 

Antifona dei Sette Principi degli Angeli

O Sette Principi della Milizia Celeste che state al cospetto del Trono di Dio, ai quali sono attribuiti grandi compiti per la tutela di tutti i fedeli, accorrete in nostro aiuto, vi preghiamo, contro le tentazioni dei demoni  e intercedete per i vostri devoti presso l’Immacolato Agnello Figlio di Dio.

V. Adorate il Signore, Alleluia

R. Davanti al Trono del quale stanno sempre i Principi degli Angeli. Alleluia

O Dio che tra tutti gli altri ornamenti e doni del Cielo, ha ordinato con modi meravigliosi tanto le schiere quanto i compiti degli Angeli per il governo del mondo: concediti, propizio, che per mezzo dei tui Sette Principi Assistenti, che siedono sempre vicino a Te in un eccelso trono, sia protetta la nostra vita.

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PAGINA 9 - L’immagine che si riferisce a San Michele, è alquanto chiara, perchè rimanda espressamente alla battaglia nei cieli descritta dall’Apocalisse di Giovanni, al capitolo 12: “Vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi”.  Dopo o durante questa battaglia vediamo sorgere con vessillo e palma della vittoria San Michele che sconfigge il drago. L’antifona e l’orazione del Lo Duca, segue dunque fedelmente il passo biblico. In alto il motto posto nel quadro di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri: MICHELE VINCITORE: PRONTO AD ACCOGLIERE LE ANIME

 

Antifona di San Michele Vittorioso

Si fece silenzio nel Cielo, mentre il Drago ingaggiò battaglia, e Michele combattè con lui e ottenne Vittoria.

V. Principe Michele vieni in aiuto del tuo popolo

R. E rimase in aiuto per le anime dei giusti

Preghiamo - Preghiera:

- O Dio che hai dato la gloriosa vittoria del superbissimo demonio al beato Michele principe assistente e sommo comandante dell’esercito combattente sotto il vessillo della salvifica croce prevista dall’eternità; ti preghiamo che, fortificando la nostra fronte con il segno del Salvatore, e incovando il nome del predetto Trionfatore Michele, ci conceda forza & vittoria contro i nemici visibili e invisibili affinchè  che noi liberati dal lor impedimento; possiamo condurre la nostra vita secondo i tuoi divini comandamenti. Per Cristo Nostro Signore Amen.

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PAGINA 10 – La seconda immagine si riferisce alla famosa creazione degli Angeli e raffigura San Gabriele alla sinistra. Dio, Signore di tutte le cose, illumina della sua parola di Verità e Vita tutti i cori degli angeli appena creati dai maggiori, ovvero i Serafini (etimologicamente : coloro che ardono), nella rappresentazione del Lo Duca dotati di sole 4  ali e non di 6, a diretto contatto con la divinità, fino ai cori inferiori composti dai semplici angeli. La luce divina passa da coro a coro, come un gioco di specchi. Ecco il senso dell’immagine, crediamo, e della successiva rappresentazione di San Gabriele come primo interprete della illuminazione divina, che grazie alla sorgente di luce (lanterna) diffonde il divino proclama su tutti i restanti cori (con lo specchio di diaspro).  Gabriele quindi è il ministro del Verbo di Dio e della Luce dello Spirito Santo. Per San Gabriele Lo Duca fa riferimento al famoso testo Evangelico che si riferisce direttamente a questo sublime spirito ovvero,  Luca: 1: Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. Ecco il perché dunque del motto,

GABRIELE IL NUNCIO : LO SPIRITO SANTO VERRÀ SU DI TE!

 

Antifona di San Gabriele Nuncio

L’Angelo entrò da Maria e disse: Ave piena di Grazia, il Signore è conte te, tu sei benedetta tra le donne!

R. L’Angelo del Signore annunciò a Maria. Alleluia

V. E concepì dello Spirito Santo. Alleluia

Preghiamo - Preghiera:

- O Dio amatore della salute umana, il quale. mandasti Gabriele principe assistente , e ministro della tua fortezza ad annunciare alla gloriosa Vergine Immacolata il sacramento dell'Incarnazione del Figlio Tuo Signor Nostro Gesù Cristo , umilmente ti preghiamo, e domandiamo, che giungendo noi sotto  protezione di un tanto grande Paraninfo, per la sua intercessione , ti degni di concederci la fortezza contra i nemici visibili  e invisibili. Per Cristo Nostro Signore Amen.

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PAGINA 11 – Nella terza immagine si celebra San Raffaele, mediante la raffigurazione del momento prima della battaglia celeste, quando Dio preparò le sue truppe allo scontro finale con Lucifero. La scena sembrerebbe alludere alla potenza rigeneratrice di Dio che rinforza le sue schiere e rinvigorisce lo spirito degli angeli che combatterono nel celebre conflitto angelico. La potestà curativa di Dio è dunque simbolizzata da San Raffaele, il cui nome appunto significa Dio guarisce. Il suo motto è:

RAFFAELE IL MEDICO DELLA SALVEZZA: ACCOMPAGNO I VIAGGIATORI, CURO GLI INFERMI

 

Antifona di San Raffaele Medico

Il Principe Raffaele disse: Io sono uno dei Sette che stiamo innanzi al Signore. E illuminò il cieco Tobia, afferrò il demone e lo relegò nel deserto.

V. Pace a voi, non temete. Alleluia

R. Il Signore ha esaudito le vostre preghiere. Alleluia

Preghiamo - Preghiera

- O Dio , che per tua ineffabile bontà ordinasti il beato Raffaele come compagno per i tuoi fedeli pellegrini, e da principio lo facesti medico degli infermi; ti preghiamo supplichevoli che, a noi che domandiamo  l'aiuto del suddetto principe assistente, spalanchi la via della salvezza  e che ci conceda la salutare medicina dell' infermità , tanto dell' anima , quanto del corpo. Per Cristo Nostro Signore Amen.

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PAGINA 12 - A S. Uriele il Lo Duca assegna il passo Biblico della Genesi che si riferisce alla cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre ovvero Gen 3: “…Così egli scacciò l’uomo; e pose ad oriente del giardino d’Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita”. La conoscenza della verità venne dunque preclusa all’uomo, il quale avrebbe dovuto imparare da solo a meritare il Regno di Dio. Ma il Signore non lo abbandonò completamente, mai spegnendo la fiamma della Sua Carità, che dall’origine della storia ne ha accompagnato il cammino. Uriele dunque resta a guardia della verità preclusa, ma è sempre pronto ad infondere negli animi che lo bramano, il desiderio di Dio, da cui il suo motto: FORTE COMPAGNO URIELE, DIVAMPI LA CARITÀ CON IL FUOCO.

 

Antifona di San Uriele Forte Compagno

O Uriele , fulgore della divina Maestà  e fortezza dell'invitta potestà , o fiamma della carità avvampata, illumina le nostre menti , affinchè non siamo indotti nella tentazione. Umilmente ti preghiamo che ti degni di difenderci con la spada della tua potestà.

V. distendi , ti chiediamo, la tua spada, O Santo Uriele.

R. in aiuto dei tuoi devoti.

Preghiamo - Preghiera

-  O Dio  che,  per l’incomparabile tua clemenza, hai associato ai tuoi fedeli  il Beato Uriele, ministro della tua illuminazione di carità ineffabile, come ardente e vigile tutore che scaccia le tentazioni del demonio , ti preghiamo che,  noi, i quali ricorriamo alla difesa di tanto splendore, discacciate le tenebre dalla mente nostra conosciamo quelle cose che sono per noi salvifiche , e che in tutto fuggiamo l'insidie segrete del demonio. Per Cristo Nostro Signore Amen.

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PAGINA 13 – San Sealtiele, per Antonio Lo Duca, è uno dei 3 Angeli di Mamre che si recarono da Abramo per profetizzare la nascita di Isacco. Pertanto il Passo è Genesi 18: L’ Eterno apparve ad Abramo alle querce di Mamre, mentre questi sedeva all’ingresso della sua tenda durante il caldo del giorno. Abramo alzò gli occhi, ed ecco che scorse tre uomini, i quali stavano dinanzi a lui; e come li ebbe veduti, corse loro incontro dall’ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse: Deh, Signor mio, se ho trovato grazia davanti a te, non passare senza fermarti dal tuo servo! Deh, lasciate che si porti un po’ d’acqua; e lavatevi i piedi; e riposatevi sotto quest’albero. Io andrò a prendere un pezzo di pane, e vi fortificherete il cuore; poi, continuerete il vostro cammino; poiché per questo siete passati presso al vostro servo". Per tale motivo, rispecchiando il comportamento di Abramo, il motto di Sealtiele è: SEALTIELE ORATORE - PREGO SUPPLICE E CHINATO.

 

 

Antifona di San Sealtiele Oratore

Gran ministro nella richiesta della misericordia di Dio, e nobile difensore di tutti i fedeli, ti preghiamo, o Beato Sealtiele, che consideri la nostra fragilità umana; così da non abborire  i nostri gravi eccessi , e non ti sdegni di pregare sempre per noi , ma imiti il nostro Redentore Gesù, il quale sedendo alla destra del Padre Dio Eterno , s’è degnato d'essere nostro avvocato.

V. Invochiamo in aiuto il beato Sealtiele

R. Affinchè meritiamo che ci ottenga il nostro perdono

Preghiamo - Preghiera

- O Dio, fonte abbondantissimo delle misericordie ,che per i peccati  della fragilità umana hai voluto che il Beato Sealtiele dall’inizio fosse il ministro supplice della tua misericordia; umili ti preghiamo, per mezzo del patrocinio  di un tale patrono  e per la preghiera di un tale oratore, che ti degni di liberarci da tutti i mali imminenti e di cancellare le nostre iniquità secondo la moltitudine delle tue misericordie . Per Cristo Nostro Signore Amen.

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PAGINA 14 – Originariamente l’immagine che raffigurava Geudiele era diversa poiché, veniva rappresentato dapprima lucifero superbo, che inizialmente era ritenuto il consigliere di Dio assiso sul trono. Nelle successive edizioni del libro, vi è stato un aggiustamento ed ora ambedue le raffigurazioni di destra e sinistra mostrano l’angelo Geudiele con i propri attributi iconografici, che rappresenta il Buon Consiglio di Dio. Nella rappresentazione di destra, il flagello è posto in evidenza come ad indicare l’attività purificatrice  della dottrina cattolica, che da forza ai penitenti a ben confessarsi e punisce i rei. Nella parte sinistra dell’immagine si scorge S.Geudiele a figura intera,  in atto di mostrare con la destra la corona della gloria che appartiene ai giusti, forse a significare il premio divino dopo il superamento della propria condizione di peccatore. L’orazione allo stesso riferita, come anticipato, fu confermata dalla successiva apparizione del medesimo Arcangelo a Madrid ove dichiarò di essere il “custode delle Vergini di Cristo”. Per descrivere il passo che lo vide protagonista nella Bibbia, Lo Duca riporta Esodo 23 che così recita: Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l'avversario dei tuoi avversari. Il motto assegnato a lui è: GEUDIELE REMUNERATORE – RICOMPENSO CON DONI COLORO CHE LODANO DIO

 

Antifona di San Geudiele Remuneratore

O Geudiele , vigile testimone dell' opere nostre ed allo stesso modo,  ministro remuneratore  della sapienza di Dio , custode delle Vergini , che dai la corona a chi legittimamente combatte, e che castighi col flagello quelli che hanno errato, dacci consiglio  e aiuto , ti preghiamo ancora , che presto ci liberi dall’ osceno cadere nel peccato.

V. O Signore, previenici con la tua misericordia

R.Prima che proviamo, a causa dei nostri peccati, il flagello della tua ira.

Preghiamo - Preghiera

- O Dio onnipotente , e giusto estimatore di tutte le opere, che per mezzo di San Geudiele ministro del tuo ottimo consiglio, e da te costituito remuneratore dei buoni ci conferisci i premi, e che infliggi ai reprobi, in vero, la punizione: umilmente ti preghiamo ,che a noi che imploriamo il nome di un principe tanto bene consigliante, e giustamente remunerante, la tua illuminante grazia diriga gli atti nostri nella tua legge , e annulli il flagello che ci dovresti mandare per i nostri peccati. Per Cristo Nostro Signore Amen.

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PAGINA 15 - L’immagine si riferisce alla seconda parte del racconto di Genesi 18, quando, la moglie di Abramo, Sara, sorride non credendo alla rivelazione dell’angelo secondo la quale avrebbe concepito un figlio pur in tarda età, benedicendo dunque il cammino dell’umanità prescelta da Dio, nel cui seno sarebbe nata la nuova arca portatrice del Redentore. Pertanto l’immagine presenta i tre angeli in atto di benedire. Simbolo di benedizione è appunto Barachiele sempre pronto a segnare chi lo cerca con il rituale segno di consacrazione a Dio. Egli è dunque dispensatore anche dei doni che nostro Signore Dio, Spirito Santo, Terza Persona della Trinità, concede all’uomo secondo il suo imponderabile giudizio. Il motto assegnato da Lo Duca è: BARACHIELE AIUTANTE NELLE OCCASIONI, NON ABBANDONARCI NELLA TRIBOLAZIONE.

 

Antifona di San Barachiele Ausiliatore

O San Barachiele, ministro dei doni dello Spirito Santo, della Benedizione  e della grazia divina, prega che Dio ci infonda lo spirito di fortezza, lo spirito della sapienza , lo spirito della verità, col quale possiamo resistere all' insidie dei demoni; alla fragilità del corpo e del mondo , nonché alle tenebre e al peccato, e che possiamo adoperarci in opere sante.

V.Dacci, Signore, i doni dello Spirito Santo

R.Per intercessione di San Barachiele che assiste innanzi a te.

Preghiamo Preghiere

O Dio, dispensatore di ogni bene, concedi a noi, ti preghiamo, l’aiuto e la grazia tua, senza la quale non possiamo far nulla , affinchè per la inspirazione dello Spirito Santo , noi che ci accostiamo alle buone opere , meritiamo di avere S. Barachiele ausiliatore, a discacciare i dubbi delle nostra menti , affinchè conosciamo quelle cose che ci sono nocive , e rasserenati i sensi nostri, siamo fatti capaci delle benedizioni e della tua grazia eterna. Per Cristo Nostro Signore Amen.

 

 

Apparizione del Monastero delle Signore Reali Scalze di Madrid  (Apparizione avvenuta  tra il 1552 – 1558 circa)

- Appare: San Geudiele

Ancor più singolare sono le testimonianze che siamo riusciti a trovare in riferimento al Santo Arcangelo Geudiele, il sesto dei Sette principi degli Angeli. Diciamo subito che, a differenza di quello che normalmente si ritiene, è emerso che Geudiele Arcangelo è il protettore santo dello “Stato Verginale” di tutte le spose di Cristo, aiutandole a non perdere questa conformazione al giuramento di castità prestato per la loro missione ecclesiastica.

Trovasi nominato nella Tabula Palermitana quale “Remunerator”, e nel dipinto di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri con il motto “Deum Laudantibus Praemia Retribuo”. L’iconografia pittorica lo raffigura con una corona di gloria e un flagello a tre corregge, simbolo dell’azione pedagogica di Dio, che spinge alla confessione i rei, punisce i peccatori, ed infine consegna la corona della salvezza ai suoi figli in Cristo. E’ presente nelle visioni mistiche del Beato Amodeo da Sylva, anche sotto lo pseudonimo di Eucutiel (in alcune copie, mentre in altre rimane Iehudiel) ovvero Buon Consiglio di Dio.  Riportiamo l’antifona di S. Geudiele come fu fatta scrivere dal sacerdote Antonio Lo Duca, in cui si nota che, egli lo invocava con un appellativo molto particolare : Custode delle Vergini. Il lettore sia attento perché questo poi si ripeterà nelle sue apparizioni. Iehudiel operum nostrorum sedule spectator & aque remunerator , Sapientiae Dei minister Virginumque custos , qui legitime certantes corona donas , emendandos corripis flagello… L’appellativo “Virginum Custos” , di per sé sconosciuto all’Angelo Geudiele, non poteva che provenire per sacra rivelazione o locuzione privata. Tale officio, è infatti nascosto anche oggi, ad alcuni movimenti devozionali cattolici, in grado di riferire l’aspetto di questo Angelo che corregge e premia, ma non capaci di individuare il suo specifico compito. Miracolosamente, durante la apparizione (Seconda) al Monastero Scalzo delle Signore Reali di Madrid, sarà proprio S. Geudiele a confermare la bontà della  visione del Lo Duca, presentandosi come Custode delle Vergini e Spose di Cristo. Con questo titolo sarà intravisto misticamente nella apparizione (Terza) della Maria Giovanna di Rovereto, che infatti così lo invocava. S. Geudiele , Custode delle Vergini, come si diceva, induttivamente, è dunque anche custode della Vergine per antonomasia, la SS. ma Madre di Dio. Riportiamo dunque il testo dell’Apparizione, approvata dal Santo Padre  San Pio V.  con Novena, Officio,  Giorno Celebrativo del 23 Agosto che abbiamo tratto dalla Seconda Causa per la Restaurazione del Culto dei Sette, documento n. 17, indicata nella parte storica di questo Libro:   “ Il S. Angelo della nostra Comunità è il Sesto dei sette Principi  il di lui nome è Geudiele : il di lui titolo Rimuneratore: il di lui nome significa confessione o lode di Dio: è Maestro di Cappella degl’ Inni, de' Cantici e Lodi Divine; Guardia maggiore delle Vergini e Spose di Cristo , e che favorisce li penitenti a ben confessarsi; aiuta ai desideri della maggior gloria di Dio, castità e purità. Si dipinge vestito di diversi colori con una corona nella man destra, ed una disciplina o frusta nella sinistra , perché dà premio a coloro che glorificano Iddio , ed animo ai penitenti e confessori . Si deduce dall' Esodo al cap. 23. Questo S. Principe , nel principio della nostra fondazione , comparve alle Madri Fondatrici , e disse loro esser egli l' Angelo , che l' Altissimo ha destinato per Guardia Delle Vergini , e che oltre il patrocinio che ha sopra tutte le Spose di Cristo , lo ha in particolar modo sopra questa Comunità ; e che sarebbe di suo gradimento gli si assegnasse un giorno particolare , in cui si celebrasse la sua festa . Determinarono le Madri Fondatrici dedicargli il giorno 23 di Agosto , giorno dopo l'ottava dell' Assunzione della Beatissima Vergine , essendo Essa la Patrona e Titolare di questa; Casa . Le Fondatrici parteciparono ciò alla Signora Principessa Donna Giovanna , figlia del' Signor Imperatore Carlo V e Fondatrice di questo Convento , la quale ne fece consapevole Sua Santità, ch' era, il Santo Pio V di felice memoria , il quale concedé il giorno , l' Uffìzio e la Messa.' proprio pér il Convento , e tutti gli Ecclesiastici inservienti ad esso , e Io recitano con rito doppio di seconda classe come noi medesime. Tutto ciò è stato fedelmente copiato dal Libro della Storia , in cui potrà vedere chi desiderasse quanti favori si debbano a questo S. Angelo non solo dalle Religiose ma da tutti coloro ancora che lo invocano di cuore in qualunque pericolo o necessità , ma  basta il fin qui detto per il mio scopo per dar a coloro  alle di cui mani giunga questa Novena , qualche lume e notizia di questo S. Principe , e del motivo che mi ha mosso ad intraprendere questo piccolo lavoro , col desiderio di promuovere la di lui devozione , ed aumentarla in chi la ha , perché aiutati dalla di lui protezione in questa , otteniamo per di lui mezzo una buona morte , e vedere eternamente Iddio in' sita compagnia nella Gloria. Non voglia tralasciare ,per gloria di questo S. Principe , uno de' particolari favori che si legge nella sua Storia aver fatto a' suoi devoti : costui era uno de' più veraci , e Maggiordomo del Convento , e trovandosi una volta in un'afflizione molto grande ( così dice la Storia ) quale giammai volle rivelare ad alcuno , si raccomandò caldamente al S. Angelo , e gli promise , che se gliel concedesse , e liberasse da quell' angustia , fargli una Cappella dentro il Convento: tutto gliel concesse il S. Angelo , ed egli per mostrarsi grato soddisfece alla sua promessa facendo dipingere una bellissima Immagine del S. Angelo , e fabbricandogli unitamente la Cappella , la collocò in questa . E dessa una bella Cappella , e molto più la pittura del S. Angelo è l’ asilo e consolazione delle Religiose , dove ricorrono nelle loro necessità , e sempre ne sortono consolate , sperimentando tanti favori da questo Sovrano Protettore , che non è possibile il raccontare neppure una piccola parte di essi . Rimetto colui , che desideri vederne alcune , alla di lui Storia , che si conserva in questo Real Convento: qui dò soltanto questa breve notizia  perchè ; coloro che facciano questa Novena, abbiano maggior fede , sapendo che potente Principe invocano in loro difesa , e che conseguiranno quanto gli domanderanno , essendo conveniente pel bene dell'anime , il che soltanto deve desiderare ogni fedel Cristiano”.

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