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S. MARIA VERGINE E I SETTE ANGELI

 

 

Sette Angeli siamo che veneriamo la Madre del Nostro Dio. Superiamo tutti gli altri del vostro genere - Dalla Prima Estasi del Beato Amadeo da Sylva

Grazie alla Sua Maternità, la stessa  è esaltata  sopra  ogni  Coro e sopra i Sette Angeli e sopra Michele  - Dalla Quinta Estasi del Beato Amadeoda Sylva

 

RITRATTO MISTICO DELLA VERGINE MARIA

La statua della Madonna che abbiamo realizzato non appartiene alla classica iconografia della Madre di Dio, ma ad un filone devozionale sorto e diffusosi in Sudamerica: quello delle c.d. Madonne Alate. La raffigurazione in esame si basa sul passo dell’Apocalisse 12, di San Giovanni che così recita: “Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma furono date alla donna le due ali della  grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca” -  (Apocalisse 12,13).

Maria dunque , è resa da Dio Regina. Le abbiamo voluto attribuire questi significativi caretteri iconografici:

1) Le ali sono simbolo di regalità e di vittoria finale sul nemico. Le stesse inoltre, la rendono per via della sua purezza immacolata, irraggiungibile dal demonio, in attesa di svelare, verso la fine dei tempi, il suo ruolo straordinario di Madre Onnipotente per Grazia Divina. L’aquila rimanda all’Evangelista Giovanni, cui appunto fu concesso di vedere più lontano degli altri Apostoli, per l’amore che Cristo gli portava, ed è appunto l’Evangelista Giovanni che pone sotto il manto del mistero l’immagine della Donna Alata Vincitrice sul Demonio. Quando il mondo comprenderà la forza e la potenza concesse da Dio a Maria, verrà finalmente in soccorso della donna, distruggendo le opere dei bestemmiatori. L’Apocalisse di San Giovanni parla dunque di Maria Vergine, della sua divina regalità, e d’altra parte fu Ella stessa a dirlo a Bruno Cornacchiola alle apparizioni di “Le Tre Fontane”:“sono colei che sono nella Trinità Divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Ecco, prima di andare via io ti dico queste parole: la Rivelazione è la parola di Dio, questa Rivelazione parla di me. Ecco perché ho dato questo titolo: Vergine della Rivelazione”.

2) La Corona delle 12 Stelle,  simbolo delle 12 porte della Gerusalemme Celeste, dei 12 Apostoli, ma anche del gruppo dei 12 Arcangeli tutelari della terra, che  la stigmatizzata Teresa Neumann vide in estasi mistica, dei quali alcuni caddero in peccato.

3) La Corona del Rosario con le 7 Gemme, a significare che 7 Angeli le venerano specificamente su tutti gli altri e obbediscono ai suoi ordini.

4) Il serpente calpestato, con cui abbiamo inteso riferirci alla Genesi, perché la donna è la nemica suprema del serpente, e Colui che è nato da Lei gli schiaccerà la testa.

5) Il Bambin Gesù a significare chela maternità di Maria non cessa coll’essere Ella ora nei Cieli, ma anzi si esalta. La Sua maternità è inseparabilmente legata alla costituzione ontologica di Maria, la quale in ogni momento continua ad essere Madre dell’unico Figlio di Dio.

6) Il mondo a rappresentare che la stessa è Mediatrice, Corredentrice e Avvocata nostra e di tutto il mondo, e lo mantiene sotto la sua protezione.

 

RAPPORTO DI MARIA CON I SETTE ARCANGELI

Parafrasando le parole del Beato Bartolo Longo: “….Or che beata regna in Cielo la SS. Vergine Madre di Dio, gli angeli tutti le prestano ossequi di ogni onore, culto e venerazione. Di che testimoni di gran fede sono questi Sette Spiriti dei quali S. Giovanni nell’Apoc. 4,v.5 dice: Dal Trono partivano folgori, e voci e tuoni: e dinanzi al Trono Sette Lampade ardenti, le quali sono sette Spiriti di Dio. Per questo Trono innanzi a cui riverentemente stan ritti que celesti Spiriti, intender si deve la Beata Vergine, che essi venerano, come opinò il B. Amodeo dell’Ordine di S. Francesco, uomo per santità, miracoli e profezie, illustre. Il quale nelle sue rivelazioni, avendo nel primo rapimento veduta la Celeste Gerusalemme, udì Gabriele che gli diceva: Siamo sette Angeli che veneriamo la Genitrice del nostro Iddio - Così nelle cronache di S. Francesco , lib. 6. Cap. 30. I nomi di questi sette spiriti sono: Michael, Gabriel Raphael, Uriel, Schealtiel, Iehudiel, Barachiel..”.

Infatti proprio nell’Apocalypsis Nova del Beato Amodeo da Sylva, al mistico e asceta, tratto in estasi dal Signore, furono fatti ascoltare meravigliosi inni di lode a Dio, e tra le varie litanie egli sente questa anche quest’inno: “ Sette Angeli siamo che veneriamo la Madre del Nostro Dio e precediamo tutti gli altri...Beatissimo è quell’uomo che tu, o Signore hai assunto. Dopo di lui c’è la tua Genitrice e dopo di quella vi sono i Sette Angeli…”.  Il “Beato” Amodeo da Sylva, ci rivela ancora nella sua Apocalypsis Nova, che durante il celebre episodio dell’annunciazione, Maria chiese a S. Gabriele di rivelargli il motivo che portò alla separazione di una parte del cielo dalla Verità.  Alla Vergine allora furono rivelati i nomi dei Sette Santi Arcangeli che la difesero strenuamente, come abbiamo imparato a conoscerli (Quinta Estasi). L’autorità dei dottori della Chiesa afferma che i Sette Primi Angeli hanno particolarissima riverenza nei confronti della Deipara. Di quei Sette Angeli Assistenti, insegna infatti il teologo Francesco Mairone, illuminato dalla dottrina di Escoto, specialmente nel sermone sulla creazione dell’anima della Beata Vergine che :   “ Si dice che la Madre del Signore abbia sette Angeli dei più nobili che assistono al suo trono, dei quali si dice faccia parte il Beato Raffaele, come si dice in Tobia, e anche nell’Apocalisse, grazia e pace a voi, e così segue: dai sette spiriti che sono al cospetto del Trono della Madre, che siede alla destra di Lui”. 

Per la controversa mistica Maria Valtorta, i Sette Arcangeli inoltre, durante la Crocifissione di Cristo, erano chini suo dolore e le sofferenze di Gesù e Maria, per ricordare alla memoria dei fedeli ogni attimo della loro sofferenza profusa per la redenzione del genere umano. Antonio Lo Duca e Tommaso Bellorosso, posero nel libretto di orazioni dedicate ai Sette Arcangeli, Maria al di sopra di ogni gerarchia angelica, e proprio sotto la Trinità.

MARIA E SAN MICHELE:

Fu l'Arcangelo Michele a difendere prima che ilmondo fosse creato la regalità di Maria come si narra nel capitolo 12° dell'Apocalisse di San Giovanni: "  Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, [8]ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli". Michele è dunque il primo custode celeste della Santa Vergine, e primo proclamatore della sua dignità di Madre di Dio

MARIA E SAN GABRIELE:

Le celebri pagine del Vangelo di Luca, presentano la divina custodia dell'Arcangelo San Gabriele, nunzio celeste, nei confronti di Maria Vergine, arrecandole l'ambasciata della futura incarnazione del Verbo. Gabriele infatti che è uno di quelli che stanno - al cospetto di Dio - nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

MARIA E SAN RAFFAELE:

Fu a Cordova, in Spagna, che l'Arcangelo Raffaele, dichiarò di essere sottoposto alla Santa Vergine, per impetrare nelle sue mani la guarigione dei popoli. L’Angelo apparve sotto le sembianze di un giovane di una bellezza straordinaria al religioso  Simone de Sousa, suo devoto al quale disse: “ …Io sono Raffaele e vengo ad aiutarti. Le tue preghiere, le tue elemosine e, soprattutto, la tua umiltà e carità hanno un grande valore agli occhi di Dio; Dio aiuterà questa città con le dolcezze della sua clemenza. Vai dal vescovo e digli di mettere una mia immagine sotto il campanile della cattedrale e di esortare tutti a ricorrere a me. Immediatamente gli ammalati verranno guariti, a condizione che si raccomandino alla Regina degli Angeli. Tutti coloro che ricorreranno alla mia intercessione e porteranno la mia immagine, verranno liberati dalla peste e dal demonio impuro Asmodeo, che fa perdere gli uomini e li allontana da Dio”.  La città obbedì all’invito di Raffaele e promise di celebrare ogni anno una festa speciale per ricordare la celeste apparizione. Subito la peste scomparve e la città di Cordova venne consacrata a San Raffaele Arcangelo.

MARIA E SAN URIELE:

Fu Maria stessa a inviare San Uriele al Santo Etiope GIORGIS de SAGLA, al fine di rendergli la conoscenza celeste per l'apprendimento delle Sante Scritture.  Diceva alla Nostra Signora Maria, rimanendo davanti alla sua Santa Icona: “Oh Mia Signora, Madre del Mio Dio, perché trascuri me, tuo servo e figlio della tua vergine? Mio padre mi ha affidato a Tuo Figlio cosicchè  possa essere un prete nella tuo Santuario e servire i monaci nel monastero. Ma non conosco ciò che i libri e le parole della tua lode dicono, come invece questi monaci, sebbene viva con loro nell’abbazia. Io non sono né un soldato del re della terra come i miei padri né un servo come questi monaci di Dabra Hayq! Che razza di creatura è quello? Così parlano di me le genti di questo mondo che passa in un attimo come ombra. Oh mia Signora, prendimi con la morte del corpo e fammi vivere con te, affinchè trovi scampo nella morte del Tuo Santo Figlio che morì per la redenzione di molti, mentre non morì nella sua natura divina”. Mentre egli ripeteva queste parole tutto il tempo, la Nostra Signora Maria venne da lui un giorno, e gli disse in sogno: “ Oh mio prediletto Giyorgis, mio servo, mantieniti questa settimana nella purezza della carne, perchè Mio Figlio ti concederà, attraverso la grazia della sua generosità, lo spirito di comporre libri perchè l’Arcangelo Uriele ha chiesto per il tuo amore da Mio Figlio di concederti di bere dalla coppa della conoscenza come  Esdra”.

 

 

MARIA E SAN GEUDIELE