RICOSTRUIAMO L' ANTICA IMMAGINE DEI 7 ARCANGELI DI PALERMO (in allestimento)

ORDINE SUPERIORE  DELLE ANTICHE IMMAGINI

(CREAZIONE DEGLI ANGELI)

ORDINE MEDIANO  DELLE IMMAGINI

(quattro Capitani Vittoriosi)

ORDINE INFERIORE DELLE IMMAGINI

- U - B - G - M - R - I - S -

 

testimoni dell'immagine

 

Tommaso Bellorosso - Opus de Septem Spiritibus - 

Matteo Catalani - Historia dell' eretione della Chiesa di Santa Maria degli Angeli « Per ritornare dunque all’immagini scoperte in Palermo, si trovarono tre ordini di figure, che concernevano istorie, o immagini d’Angeli, o queste nel muro della Chiesa, che sta alla parte destra dell’Altar Maggiore, cioè al Corno dell’ Evangelio, e riguardno il Mezzogiorno, per il che la prima immagine ch’ è verso l’Altar Maggiore riguarda l’Oriente, nel supremo ordine, ed i n quel mezzo trovarono in tutto otto gradi, cioè il primo della creazione del Mondo, il secondo della Creazione degli Angeli, il terzo della ribellione di Lucifero, che pretendeva poner la sedia sua a somiglianza di Dio, il quarto dell’Angeli buoni i quali stanno come preparati alla battaglia con Lucifero, il quinto quando S: Michele con l’Angeli buoni scaccia Lucifero dal Cielo, il sesto del peccato d’Adamo , ed Eva, e come scacciati dal Paradiso fu posto un Angelo in guardia di quello, il settimo quando Abramo tres vidit, & unum adoravis, l’ottavo quando dal Signore fu benedetto Abramo, ed odì in semine suo benedicentur omnes gentes. Nell’Ordine ultimo sotto i suddetti quadri erano sette immagini di 7 Angeli d’altezza di 5 palmi l’uno di diversi abiti colle proprie insegne, ed uffizi nelle mani, ed inoltre ognuno aveva di sotto li piedi il suo nome ed eputeto, come qui poneremo, tra i quali S: Michele stava in mezzo di tutti, e cominciando dalla parte dell’ Altare Maggiore, tengono quest’ordine: Uriel Fortis Socius, Barchiel Adjutor, Gabriel Nuncius, Michael Victoriosus, Raphael Medicus; Jehudiel Remunerator, Salthiel Orator.

Gioacchino di Marzo - Delle belle arte in Sicilia dai Normanni sino alla fine del secolo XIV : «  Era ripartita in tre ordini, dei quali i due superiori erano distinti ciascuno in quattro spazi : e nel supremo ordine vedevasi: nel primo spazio che veniva dalla destra dell' osservatore, l'Eterno in atto di creare il ciclo, i pianeti e tutti gli elementi; nel secondo la creazione dei nove cori degli angeli, distinti per varietà di colori, ed eravi Lucifero con ali fiammeggianti, su cui Iddio stendeva la sua destra; nel terzo spazio Lucifero con espressione di animo ardente e furibondo, assiso in un aureo seggio cretto a fianco del trono di Dio, e corteggiato da sei compagni, principi di altrettante schiere; era espresso nel quarto spazio l'arcangelo Michele innanzi al Trono del Signore, in atto d'inalberare un candido vessillo ripartito da croce vermiglia, con accompagnamento dei duci delle nove schiere degli angeli, che prostrati in atto di venerare l'Eterno mostravano in sembiante il zelo contro i ribelli, pronti essendo ad esternar la loro fedeltà verso Dio nel conquiderli.  Nel primo spazio del secondo ordine vedevasi l'esercito dei ribelli come in confuso turbine, mutati i maledetti in varie specie di bestie; il seggio di Lucifero era tuttavia eretto, ma vuoto; quattro dei vittoriosi capitani imbracciavano scudi segnati di croce, ed impugnavano lance pur segnate alle sommità di croce, e combattevano ed atterravano i superbi; splendeva Michele fra gli invitti campioni, vibrando la sua asta contro la cervice di Lucifero, ed inalberando la croce.  Era nel secondo spazio il demonio dall' un canto in forma di serpe con volto di donna, insidiando i progenitori dell’ umano genere; e dall'altro Adamo ed Era scacciati dall'Eden da un acceso cherubino, che chiusa la porta del terrestre paradiso fermavasi in guardia con la spada ignuda e fiammeggiante. Era espresso Abramo nel terzo , in atto di ricevere io ospizio i tre angeli, in figura di vaghissimi giovanetti ed in candide vesti; nel quarto i tre angeli assisi alla mensa di Abramo, ed egli a ministrar loro…..  …Finalmente nell'ordine inferiore del dipinto vedeansi i sette angeli in sembiante di giovanetti bellissimi, cinto il capo di aureo diadema, chioma sparsa al di dietro, ed  al dosso. Ne occupava il centro l' Arcangelo Michele, coperto il petto di aurea corazza , e le gambe e le braccia di lucido acciaio; scendevagli sulle spalle un rosso paludamento che annodavasi alla sommità del petto: egli con la destra impugnava una lancia, dalla di cui sommità pendeva un bianco stendardo ripartilo da croce vermiglia, e si avvolgeva all'asta; teneva nella sinistra un ramo di palma verdeggiante, e sotto i suoi piedi, ch'erano calzali di coturni, giaceva pesto Lucifero in aspetto di mostro orribile. A destra dell'Arcangelo Michele ,vedevasi il Raffaele, rivestito di doppia tunica , scendendogli quella di sopra sin oltre la metà delle gambe, e con un bianco manto cadente dalle spalle; nella sinistra alzata aveva un vasetto, e guidava per mano colla destra il piccolo Tobia, che teneva per la bocca il terribil pesce. A manca poi di Michele stava il Gabriello, in volto a lui simile, rivestito pur di due tuniche , bianca quella di sotto ed fino ai piedi, l'altra più corta e vermiglia con fasce d'oro; una bianca clamide gli si annodava al petto ; egli teneva nella man destra una face chiusa entro una lanterna , e nella sinistra uno specchio di verde diaspro ti svenato vagamente di macchie rosse. Seguivagli accanto Barachiele, vestito della tunica talare e del manto, il di cui esteriore era di color verde, e rosso l' interno : portava entro il manto, che raccoglieva colla sinistra, alcune rose bianche, che parca contemplasse con diletto e ne prendeva con l'altra mano. Era dall' opposta banda Jeudiele in bianca tunica talare ed in manto simile a quel di Barachiele nel colore , cinto il capo di un serto di bianche rose , mostrando colla destra alzata un aureo diadema e stringendo colla manca un flagello armato di tre funicelle nere. Seguiva Uriele, coperto di bianca tunica talare e di una sopravveste con maniche a guisa  di dalmatica, di color verde rimesso e di giallo . scendendogli sul davanti dalle spalle ed incrociandoglisi al petto una stola segnata di croci nere; impugnava con la destra una spada ignuda orizzontalmente sulla persona, tenendone colla manca la punta; dal lato sinistro splendevagli ai piedi una fiamma. Finalmente dall' altro lato accanto a Jeudiele era Sealtiele , con volto umile e dimesso, gli occhi piegati a terra, le braccia incrociate al petto in atteggiamento di adorazione e di preghiera, vestito di lungo camice bianco avvinto ai fianchi da un nero cingolo, e di un manto nell'esterno bianco e nell'interiore vermiglio» .

Antonio Mongitore  - Storia Del Venerabile Monastero Dei Sette Angeli - : «….Era tutta l'immagine descritta in una tela di muro rivolto alla parte boreale , ripartita in tre ordini , due de quali superiori , e ognuna di essi era distinta in quattro tabelle.  il terzo inferiore era occupate dall’ effigie de' Sette Angioli. La prima tabella dell’ ordine superiore , che stendeasi verso l'Oriente, mostrava la Creazione del Cielo, cоi pianeti, La seconda la creazione dei nove Cori degli Angeli, distinti con la varietà dei colori e fra essi si vedeva lucifero con ali fiammeggianti, e corpo bianco: e sopra di questi il Sommo Fattore Iddio in atto di stendergli sopra la mano. La terza faceva veder Lucifero con espressione adirata, e furibondo , seduto sopra una sedia d'oro, rialzata a fianco del Trono di Dio, corteggiato da sei compagni , Principi di altrettante squadre .   Nella quarta era effigiato avanti il Trono di Dio il Gran Capitano San Michele , che inalberava un candido stendardo, ripartito da croce vermiglia ed era accompagnato da nove Capitani degli Angeli armati, che prostrati in atto di venerare la Divina Maestà , mostravano l'animo e gli occhi, ardenti di zelo contro lucifero e suoi seguaci. La prima tabella del secondo ordine comprendeva la squadra degli Angeli protervi come in un confuso turbine , abbattuti, e trasformati a causa della loro superbia in varie forme di bestie. Si vedeva poi in alto la sedia vuota del superbo lucifero.  Quattro dei Capitani vittoriosi imbracciavano feudi segnati di croce, ed impugnavano lance, le cui sommità erano pure armate di croce; e atterravano gli spiriti ribelli. Fra gli invitti Campioni del Paradiso splendeva più d'ogn'altro il Gran Capitano Michele, che vibrava l’asta contro il capo temerario di lucifero , e inalberava al Cielo la Croce. Nella seconda tavola si vedeva il demonio in forma di serpente col volto di donna, che persuadeva con fallaci promesse i primi nostri parenti, Adamo ed Eva, affinché mangiassero il frutto proibito e conseguentemente, dall'altro lato, gli ingannati progenitori, cacciati dalle delizie del terrestre Paradiso, da un infiammato Cherubino, che si poneva a guardia del cancello, con la spada nuda e fiammeggiante.  Nella terza si intravedeva il Patriarca Abramo in atto di ospitare i tre Angeli in forma di giovanetti, vestiti di candido manto nel campo di Mambre. Nella quarta, si vedevano i detti Angeli seduti a mensa serviti da Abramo .  Nel terzo ordine principale si vedevano finalmente i Sette Angeli in sembianza di bellissimi giovanetti, ciascuno con diadema d'oro sul capo , con capelli pendenti, ali sul dorso, e piedi nudi, tranne il solo Michele calzato di stivaletti : occupava il posto centrale il Gran Principe S. Michele col petto armato di corazza d'oro, braccia, cosce , e gambe ricoperte di candido acciaio: L'ornava un paramento rosso , che si annodava sulla sommità del petto : con la destra impugnava una lancia , dalla cui cima pendeva una candida bandiera, suddivisa da una croce vermiglia che gentilmente si avvolgeva all'asta e con la sinistra teneva una verdeggiante palma : sotto i piedi, vestiti di stivaletti, vi era lucifero, in aspetto di un orrido mostro, trafitto dalla punta della lancia, e calpestato dai piedi trionfanti del Santo Duce vittorioso. Alla sinistra di S. Michele vi era S. Gabriele simile a lui in volto, vestito di due tonache: quella di sotto bianca che pendeva fino ai piedi; l'altra di sopra, più corta, era dipinta di rosso con fasce di color d'oro. Il Nuncio era coperto da una bianca clamide attaccata nella sommità del petto, nella destra portava una fiaccola chiusa dentro una lanterna, nella sinistra, invece, uno specchio di diaspro verde, attraversato vagamente da macchie rosse. Alla destra di S. Michele era collocato San Raffaele ricoperto con mantello bianco, e con due tonache, delle quali la superiore si stendeva oltre la metà della gamba; la mano sinistra era alzata in alto e mostrava un vasetto, la destra teneva per la mano il giovinetto Tobiolo , che trasportava un pesce. A fianco dell'Arcangelo Gabriele splendeva Barachiele , vestito di tonaca talare, con sopra un mantello, la cui parte esteriore era di color verde, mentre la parte interna era rossa. Portava dentro il mantello, sostenuto dalla mano sinistra , alcune rose bianche , che pareva guardare con diletto e con occhi contemplativi mentre stendeva la destra a prenderle forse per distribuirle. Dalla parte opposta vi era Geudiele, ricoperto da candida tonaca. Il suo mantello, di colore vermiglio dentro e verde fuori, era avvolto davanti al petto. Portava il capo cinto di una corona di rose bianche: con la mano destra alzata mostrava una Corona d'oro, mentre con la sinistra stringeva un flagello, armato di tre funicelle nere. Vicino a Barachiele seguiva Uriele, coperto di candida tunica talare mentre indossava una veste con maniche a forma di dalmatica , dipinta di verde rimesso e di giallo. Gli pendeva dalle spalle attraversando il petto come una croce, una stola segnata d'alcune croci nere. Impugnava con la destra una spada nuda la cui punta teneva con la mano sinistra, dal fianco sinistro gli splendeva vicino ai piedi una fiamma. Appresso a Geudiele si notava Sealtiele col volto ed gli occhi piegati a terra e con le mani incrociate sul petto in atto di pregare . Era vestito di tonaca bianca, che si stendeva fino ai piedi, legata con cingolo nero”. E’ l’inizio della storia dei nomi dei Sette Angeli, fino ad allora rimasti sconosciuti”. Lo storico, inoltre ci fa conoscere le approvazioni papali al Monastero e le suore che crebbero in santità al loro interno».