QUINTA ESTASI DEL BEATO AMADEO DA SYLVA

PARAGRAFO 5,1 - CELEBRAZIONE DI MICHELE, GABRIELE, RAFFAELE E URIELE E DEI SETTE ANGELI ASSISTENTI

Trascorsi quasi quindici giorni,mentre pregavo ancoranella mia grotta, fui di nuovo rapito verso quella Santissima Assemblea Celeste[1], e dopo aver adorato il Re dei Re e la Regina di tutti noi e prestato reverenza ai Santi Angeli e alle Anime Beate,tutti , con soave armonia, mi apparvero glorificare il Dio Uno e Trino, esclamando a gran voce, giorno e notte:

“Santo Santo Santo, il Signore Dio Nostro Eterno e Onnipotente,

Che è, che sempre è stato e che sempre sarà.

Sia Benedetto il nome della sua Maestà e Benedetta sia quella umanità, quella carne e quell’anima a Lui unite”.

e gli Angeli, dopo quelle parole, continuavano così a cantare:

“Poiché se Dio non fosse divenuto uomo, non avremmo avuto gli uomini come nostri fratelli.

Pertanto, questo era il loro Inno Liturgico:

Benediciamo il Padre, il Figlio e lo SpiritoSanto,  lodiamoLo e glorifichiamoLo nei secoli.

Benedetta sia quella carne preziosa che assunse dalla Vergine Gloriosa;

Benedetta sia quell’umanità di Dio Nostro, dei cui meriti è fatto l’incremento del regno nostro;

Poiché se Dio non fosse stato uomo, in nessun modo avremmo avuto gli uomini come nostri fratelli;

Così li stimiamocome noi stessi, e li amiamo tanto quanto  fratelli nostri;

Infatti seppur siano per natura di poco inferiori anoi, per grazia e beatitudine ci sono uguali;

Qualunque cosanoi possiamovedere, anche loro possono vederla;

Chiunque noi siamo capaci di amare, anche loro sono capaci di amarlo;

Tu sei Dio in cui è la nostra felicità, Tu Stesso sei anche la Beatitudine degli uomini;

Il vedere non differisce dalla visione, né il fruire dalla sua fruizione[2];

La Beatitudine nostra è della medesima natura degli uomini, nondimeno lo è l’intensità di questi quanto di quelli;

Alcuni uomini sono scoperti più beati degli Angeli e alcuni Angeli lo sono più degli uomini;

Beatissimo è quell’Uomo, che tu Dio hai assunto

Dopo di Lui c’è la tua Genitrice, dopo di Lei ci sono i Sette Angeli[3]

Altri seguono  frammisti, alcuni sono maggiori, altri uguali o minori;

Siamo resi una sola popolazione, formata dagli uomini e dagli Angeli;

Lucifero cadde assieme ai suoi presuntuosi seguaci, Dio li ha sostituiti con gli uomini;

Non perché gli uomininon lo sarebbero stati, qualora gli stessi fossero rimasti fedeli , ma perché costoro non avevano preso possesso delle loro sedi;

Dio vide la caduta degli Angeli e aggiunse il numero degli uomini beati;

Benedetto sia quell’Uomo – Dio, cui noi, dal principio, abbiamo obbedito;

Che Lucifero si sdegnò di adorare e sprofondò così nella parte più infima del Cielo;

Benedetta sia quella Santa Genitrice, che ha generatoa noi un Tale Re;

Benedetti sono tutti gli uomini dal Signore, che creò  il Cielo e la Terra;

Benediciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, lodiamoLo e glorifichiamoLo nei secoli.

Questo inno, gli Angeli cantavano, mentre io entravo presso di loro, e le anime dei Beati, dal primo all’ultimo versetto erano in armonia con essi e quindi così rispondevano:

Benediciamo il Padre, il Figlioe lo Spirito Santo, lodiamoLo e glorifichiamoLo nei secoli.

Benedetti siano tutti gli Spiriti Celesti che rimasero obbedienti alla Santa Trinità;

Benedetto sia il principe Michele, primo tra tutte le creature, che con il fortissimo Gabriele scagliò nell’inferno tutti i nostri avversari;

E benedetto sia lo stesso Gabriele con Raffaele e Uriele, che continuamente non cessano di procurare la nostra salvezza;

Benedetti siano tutti gli Spiriti Angelici che  adorano l’ Uomo Dio e lo venerano;

Che ci hanno ammessi nella lorocomunità e ci amano e ci accolgono come  loro fratelli;

Che ci proteggono dai demoni e ci custodiscono da ogni male;

Che non solo adorano tutti Cristo Signore ma anche Sua Madre[4];

Non rifiutano di essere vicini a noi uomini, né disdegnano che coloro che gli sono inferiori , siano loro preferiti;

Si rallegrano e gioiscono dei nostri beni, si dolgono e si rattristano dei nostri mali;

L’ Eccelso Signore volse loro il Suo sguardo, il quale considerale cose umili sia in Cielo e Terra;

Benediciamo il Dio del Cielo e glorifichiamoLo assieme a tutti gli Angeli

Benediciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, lodiamoLo e glorifichiamoLo nei secoli.

Questo versetto tutti gli Angeli e gli uomini lo cantavano assieme, altri versi invece li cantavano alternandosi o solo gli Angeli e solo gli uomini.Allora si fece in me il desiderio di rimanere in quel luogo e di non separarmimai più da quell’ assemblea celeste e dissi all’Angelo che si avvicinava a me:  “Oh, se possa accadere che io rimanga in questo luogo e non faccia più ritorno alle miserie del mondo!”.E quello a me: “Hai combattuto una buona battaglia e hai conservato la fede [2Timoteo 4,7], ma non hai ancora terminato il corso e la lotta! È necessario che tu faccia ritorno e prepari il libro con riguardo a queste cose, affinché il futuro pastore conosca perfettamente la legge di Dio.Ascoltasti i nostri canti, non ti piacquero?Ma sappi che ad essere percepita dalla mente non è neanche la millesima parte  del piacere che noi sentiamo!Voi non avete il salmo che Adamo, vostro padre, declamò dopo il fallo e l’inno che Michele cantò assieme a noi, quando Lucifero cadde con i suoi,che io ti rivelerò con molti altri salmi , affinché siano cantati durante il tempo delle nozze dell’Agnello e di poi continuamente.Ma ora il Signore Dio Nostro ti ha invitato qui affinché ti siano rivelate altre cose dell’Incarnazione del Verbo di Dio che siano tenute dai fedeli come cose certe e non invece come dubbiose o fasulle.Altre volte, quando eri qui, ti narrai: dell’ingresso della Vergine e Nostra Regina nel tempio del Signore e come, durante questa vita, con i suoi costumi, il suo esempio, le sue opere e il suo insegnamento, ammaestrava le Vergini del Signore e i medesimi anziani sacerdoti, i quali si meravigliavano tutti della sue parole e del suo contegno,e ti rivelai altresì che continuamente fosse associata agli Angeli e ancor più frequentemente che lei stessa colloquiava con Dio faccia a faccia come si fa tra amici[5].


PARAGRAFO 5,2 - LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE E DI S. GIUSEPPE

Poiché dunque era giunto il quattordicesimo annodella sua età[6], il principe di quei sacerdoti le disse con grande reverenza:“O figlia, da noi amatissimanel Signore Dio Nostro,giunge già il tempo in cui, secondo la legge di Nostro Signore, è necessario che ti unisca in matrimonio a qualche uomo, affinché sia salvaguardata la discendenza nel popolo di Dioe il numero del popolo che crede in Dio non solo non sia diminuito, ma al contrario si accresca”.La rispettosissima Vergine gli rispose umilmente dicendo: “ O padre mio da venerare e signore mio da onorare!Tu, o signore, hai conosciuto la mia intenzione e il mio voto:che ho emesso di perpetua verginità.Poiché tuttavia tutte le nostre operesonosubordinate alla volontà di Dio, pondera, o padre, cosa si debba fare e convoca pure presso di te tutti quelli ai quali spetti, secondo la legge di Dio Nostro, di prendermi in sposa. Ma prima, consulta il Signore Dio Nostro se è Suo piacere che sia promessa in sposa a qualche uomo e chi sia quello che abbia eletto come mio sposo”.Allora quel sacerdotedisse: “Rettamente parli carissima Figlia! Prega tu per prima il Signore, perché i tuoi meriti superano di gran lunga i nostri e anche noi poi pregheremo”.E dopo un triduo apparvi io Gabriele al Sommo Sacerdote e dissi: “La tua preghiera è esaudita!  Convoca dunque tutti gli uomini che non hanno moglie della Tribù di Maria, già fanciulla nubilee ciascuno tenga  un ramoscello secco nelle sue mani. E se il Signore avrà restituito a qualcuno di essi il vigore, cosicché improvvisamente fiorisca, questo sarà il segno, che piacerà a Dio che Maria accolga proprio quell’uomo;chiunque sarà stato quello nelle cui mani il ramoscello farà uscire foglie e fiori –cosa che anchela stessa Maria aveva conosciuto da avvenire perdivina rivelazione.Fu fissato alloracome giorno, l’ottavo prima delle calende di Aprile[7] - era infatti il 24° giorno come voi oggi lo calcolate – nel quale c’era un Cielo dall’aspetto davvero dolcissimo,non perché Dio Signore Nostro potentissimo avesse bisogno di ciò ma affinché cifosse un segno per sapienti di uno stupendo prodigio, e perché la medesima creatura per suanorma, offrisse servizio la Suo Creatore”.Furono dunque convocati tutti i giovani e gli uomini della Tribù del padre di Maria che fu della tribù di Giuda per parte di padre e della tribù di Levi per parte di madre affinché Cristo divenisse Re da una tribù regalee Sacerdote da una tribù sacerdotale.La fanciulla fu ricondotta nella città di  Nazareth assieme ad una grande numero di persone sia della Giudea che della Galilea e una grande quantità di sacerdoti era al suo seguito per vedere solennemente il miracolo che si attendeva.A tal fine furono convocati tutti quelli senza vincolo di matrimonio.Fu convocato anche Giuseppe, che però non voleva venire.Infatti lo stesso era uomo devoto a Dio e nella sua mente non aveva mai avuto intenzione di violare la sua verginità.Non è vero dunque che aveva avuto qualche altra moglie oltre  Maria o altri figli.

Rifiutava anche di venire per la reputazione di cui godeva quella fanciulla e perché aveva udito la sua santità e si riteneva indegno per lei ed anche a motivodell’ età della vergine, non perché egli fosse invece decrepito o molto vecchio, ma poiché rispetto a Maria, fanciulla delicata, era certamente anziano.Infatti aveva raggiunto appunto il quarantesimo[8] anno di età , sano di mente e robusto nel corpo. Uomo di grande intelligenza, ornato di ogni virtù, educatocon buoni e santi costumi.Prudente ma dotato del candore della colomba e di esemplare umiltà.Conoscendo, dunque, il Sommo Sacerdote, per divina ispirazione,  che fosse lui quello che il Signore voleva, gli intimò che con altri uomini della sua tribù venisse al tempio, e recasse nelle mani altri il ramoscello secco come gli altri.Allora giunse una colomba dal cielo e si poggiò sulla spalla destra di Giuseppe e il ramoscello secco subito fiorì e divenne tutto di nuovo verde. Allora i sacerdoti, rendendo grazie a Dio, lo abbracciarono, lo baciarono e lo scortarono affinché , come era l’usanza dei Giudei,  d’avanti a tutti, promettesse di sposare Maria.Il quale umilmente (allora) disse: “Io non merito di essere un uomo così degno di una così Santa fanciulla, poiché sono un peccatore e un uomo vecchio e manchevole”. Inoltre, agli stessi chegli rispondevano che fosse stata la volontà di Dioa mostrarsi in quel segno, egli così replicò: “ Che dica prima a Maria, mia sorella,  due parole in privato e subito ritorneròda voi”.Maria era infatti sorella di Giuseppe, in questo modo:

{discendenza San Giuseppe}

Matat e Eli[9] furono fratelli nati dallo stesso padre e dalla stessa madre.Matat generò un figlio che chiamò Eli, con il nome di suo fratello già defunto e (un figlio di nome) Giacobbe,il quale, morto suo fratello Eli senza figli, accolse la moglie di suo fratello secondo la legge del Signore e generò questo santo Giuseppe. Eli invero più vecchio del fratello Matat, generò Gioacchino e morì, Gioacchino per di più già anziano, generò Maria da Anna.Ecco vedi con quale convenzione Maria era sorella di Giuseppe.Dunque Giuseppe si avvicinò a Maria e mostrata una reciproca reverenza nel timore di Dio, disse:“O dilettissima sorella Maria, molte cose di te sono proclamate e tra le altre che tu haiprofessato e dedicato la tua verginità al Dio dei Cieli. Io,o sorella, affinché te lo faccia sapere, ebbi anch’ io da sempre tale intenzione e per nessuna ragione sperimentai i piaceri della carne.Sono già un uomo maturo, (ma) ho conservato illibata la mia giovinezza,ed ora per me è arduo divenire marito in questa mia età virile e agire contro il mio intento confermato per così tanti anni.D’altra parte sembra che il Signore voglia ciò che io non voglio.Mostrami cosa ti sembra di ciò”.Maria disse:“ Grandi sono i misteri di Dio, o mio fratello carissimo, e la Sua decisione, non può essere compresa dalla nostra mente, senza la Sua grazia.Io senza dubbio ho osservato la verginità, ma la legge e il miracolo avvenuto pressano e spingono con forza al matrimonio. Prendiamoci un tempo di tre ore e preghiamo e preghino anche gli stessi sacerdoti affinché Dio Nostro mostri a ciascuno di noi, con quale patto e voto siamo in grado di soddisfarLo e obbedire alla Sua legge.


PARAGRAFO 5,3 - VALIDITA’ DEL MATRIMONIO VERGINALE

Ed ottenuto a tal fineil permesso, mentre tutti pregavano in quel luogo e Giuseppe pregava in una cella e Maria in un’altra, io Gabriele apparvi dapprima a Maria e dissi: “Accogli Giuseppe come tuo sposo e non temere, lo stesso sarà confermato dalla graziain questo santo fidanzamento, né mai ti chiederà qualsiasi cosa che possa ledere la tua verginità.Vuole Dio che tu sia per lui vera sposa e moglie e lo stesso per te vero sposo e marito e entrambi vi conserverete in perpetuo nella  verginità. Acconsenti dunque all’atto di matrimonio se l’avrà richiesto. Stai certa Maria che non pretenderà nient’altro  e sarai moglie e vergine”.Ugualmente apparvi a Giuseppe e gli dissi:“Giuseppe, figlio di Davide, non temere di sposarti e prendere in moglie Maria poiché proprio a causa  di tale contratto non perderai la tua verginità. (Dunque) che anche tu lo voglia e acconsenti se la stessa lo avrà voluto e in ogni modo lo avrà richiesto. Stai pure sicuro e certo che Maria null’altro  vuole, chiede o esige da te.Sarai sposo e vergine e lei moglie e vergine”.Allora Giuseppe disse: “A cosa serve dunque prenderla in moglie?”.Risposi io“ È volontà del Signore, cercare le cause del suo progetto è motivo di presunzione!”.Compresero dunque la volontà di Dio e il modo e vennero dal Sommo Sacerdote dicendo che volevano rispettare la legge divina e obbedire ai comandi celesti.Allora il Sommo Sacerdote rendendo grazie a Dio, Signore di Israele, alla presenza del ceto dei sacerdoti e dei leviti e della moltitudine del popolo, li benedì, con il rito di benedizione consueto per quei tempi e aggiunse: “ Il Dio dei Cieli, cui niente è impossibile, vi conceda il frutto del ventre con integrità di spirito.Il vostro frutto sia il più eccelso, il più nobile, il più sublime di tutti i Cieli!”.Tuttavia lo stesso non comprese ciò, profetò senza comprendere le sue stesse parole.Accolte dunque dal Sommo Sacerdote le mani destre di entrambi e unitele, Giuseppe accettò Maria come sua moglie, e la stessa come suo sposo, e Giuseppe la impegnò con il suo anello. Allora il Sommo Sacerdote, secondo quello che era il costume, con i sacerdoti cantò quel salmo che recita: Beati tutti coloro che temono il Signore il quali camminano nelle sue vie [Salmo 127], e dopo l’ultimo versetto proseguirono con l’inno seguente, mentre lo Spirito Santo muoveva le loro lingue:

Grande è il Signore che vi ha uniti, sia glorificato nel frutto dei vostri ventri;

Sia glorificato nel Figlio Vostro, sui figli di ogni figlio;

Dio, cui nulla è impossibile vi conceda un frutto del ventre con integrità di spirito;

Il vostro frutto sia più elevato delle nuvole e più sublime di tutti i cieli;

Cresca da mare a mare, dal fiume fino ai confini del mondo;

Lo adorino tutti i re della terra, tutte le genti lo servano;

I Re gli offrano omaggi, e le Regine portino doni;

Rimanga come il sole prima che sorga la luna per tutte le generazioni del mondo;

Sia il Suo nome Benedetto nei secoli, e in Esso siano benedette tutte le tribù della terra;

Lo glorifichino tutte le genti, il cielo e la terra siano colmati della Sua Maestà;

Dio renda il primogenito vostro più eccelso di tutti i re della terra;

Lo adorino tutti gli Angeli di Dio, si sottomettano a lui i Principati e le Potestà;

I Suoi non lo accoglieranno, chiamerà a Sè gente straniera;

Coloro che vedono non vedranno, e quelli che non vedono saranno consolati;

La sterile partorirà molti figli e quelle che hanno molti figli rimarranno senza prole;

Finché, conosciuta la presunzione, ogni cosa faccia ritorno in Lui;

Quando l’Antico dei Giorni preparerà le nozze del Figlio e trasmetterà nel mondo il Suo Consolatore;

Ecco fiorirà la verga di Aronne e Dio rinnoverà con miracoli le cose antiche;

Congiunta è la Santissima al Santo, ma la prole sarà più santa di loro;

Questa pianta è ottima, a tutti mostrerà un frutto soavissimo;

Il ramoscello è spuntato dalla radice di Jesse e un fiore si innalza dalla medesima;

Riposi su di lui il molteplice e unico Spirito del Signore.

E tutte  le lingue e i popoli loderanno in eterno il nome del Signore.

Terminato questo salmo e accettata la benedizione con rendimento digrazie e con grande consolazione, ciascuno fece ritorno nella propria (stanza), mentre ancora veniva cantato un salmo.Giuseppe che ancora ignorava che da Maria sarebbe nato il futuro Salvatore e che sapeva che lui e Maria sarebbero rimasti vergini, udendo la benedizione e il salmo,  dove si parlava di una prole futura, diceva in cuor suo:“Questi sacerdoti credono che noi avremo un figlio ma non conoscono il nostro segreto!”.Maria, invero, che conosceva che una vergine in breve tempo, avrebbe concepito il Figlio di Dio metteva insieme le singole parole di tutti e diceva: “O Dio, vedrò davvero io una vergine tanto sublime?”.Mala maggior parte dei sacerdoti si rattristavano di questo matrimonio dicendo:  “Credevamo che Maria fosse quella vergine dalla quale sarebbe sorto il Messia ed ecco ora si è unita in matrimonio!”.Altri dicevano: “Può darsi che si conterranno!”.Giuseppe si allontanò, Maria invero rimase nella casa di suo padre con sua madre Anna -possedeva inoltrenella propria dimora una stanzetta, separata dal resto della casamediante alcune pareti - che si trovava allora in Nazareth, nella casa di Gioacchino ed Anna. Successivamente fu dalle nostre mani condotta e lasciata verso i territori della Dalmazia. Poi, in modo miracoloso, fu portata nel territorio Romano, non a Roma, per un motivo noto soltanto a Dio,e chenon si nasconde alla medesima Vergine ed anche a molti di noi, ma che per ora deve essere taciuto[10].


PARAGRAFO 5,4 - L’ANNUNCIAZIONE

In quella casetta Maria Vergine, promessa in sposa a Giuseppe, pregava consalmi, inni e lezioni dei profeti e molto si era meravigliata di quel salmo che avevano cantato i sacerdoti durante il suo fidanzamento e si stupiva altresì che né Dio Stesso, né alcuno degli Angeli le fosse apparso, e che siccome era abituata ad essere nutrita con il cibo angelico, cioè portato dagli Angeli, già da più di venti ore aveva fatto digiuno.Giuseppe infatti si era separato da lei circa alla ventiduesima ora con il quale aveva preso soltanto una galletta di pane.Ella infatti mangiava altro cibo.

Ed Io, Gabriele, fui mandato da Dio con Geudiele e Barachiele e molti Angeli di ogni Coro, ma eravamo solo tre dei Sette Astanti. Io infatti, che interpreto "La Fortezza Di Dio", venivo come nunzio di Dio Padre; Geudiele che significa "Buon Consiglio", come  nunzio del Figlio di Dio che si è soliti chiamare Sapienza e Consiglio di Dio Padre; Barachiele veniva come nunzio dello Spirito Santo perché a lui si attribuisce la benedizione di quella Persona. Poiché tuttavia indivisa e inseparabile è l’azione e l’opera di tutte quelle Persone, tutti fummo nunzi di tutta la Trinità. E poiché io ero il più importante ed il primo tra tutti coloro che furono inviati, - o megliosono assolutamente il primo dopo Michele- per questo motivo l’Evangelista Luca solo di me fece menzione[11].

Io pertanto con quegli altri due Principi[12] e la grande moltitudine del sopraggiunto esercito celeste, fui mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, alla vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe  [Lc 1,26-27] -  che era della casadi Davide così come lo era sia Maria, sia Eleazaro, Eli e Gioacchino dalla parte di Maria, poiché Giuseppe era dalla casa di Eleazaro (da una parte) e di Eli dall’altra, secondo la legge e di Giacobbe secondo nascita- e il nome della vergine era Maria.Entrammo da lei quasi alla ultima ora del giorno così come negli ultimigiorni doveva avvenire l’Incarnazione[13] e dapprima noi tre apparimmo a lei in una forma umanameravigliosa e splendidi mentre ci precedeva lo Spirito impetuoso e la luce riempì tutta quella stanzetta e io, con voce umana, dissi a Maria:Ave, piena di grazia, il Signore è con te, Tu sei benedetta tra le donne [Lc 1,28].La quale, vedendo noi tre risplendenti nel viso e nelle vesti e  non avendo scorto nessuno di noi dopo che si era unita in matrimonio, e neanche mai in forma umana, si spaventò per il pudore verginale e tremò, e nel suo cuore confrontava la profezia che aveva letto e il salmo che i sacerdoti avevano cantato durante il suo sposalizio e molte altre cose che di lei erano state dette nel tempio e meditava ogni singola parola della salutazione. Mentre la sua mente ragionava, sembrava essere turbata da quel pensierotanto quanto dai dubbi e dall’ansia.Allora io dissi: “ Non temere Maria e non essere agitata poiché hai evitato ogni male e sarai ornata su tutti dalla grazia di Dio e siccome hai pregato spessoaffinché vedessi la Madre del Messia hai ottenuto proprio questa grazia!Sei proprio tu quella vergine, benedetta tra tutte le donne,che concepirai il Figlio di Dioe una volta decorsi nove mesi, alla fine del duecentosettantacinquesimo giorno,con grande gioia, a metà della notte che segue quel giorno, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesùche sarà quel grande profeta che Dio sta per suscitare nel suo popolo, (e che) predisse lungamente, ed è il Figlio dell’Altissimo Dio Padre e sarà riconosciuto come Colui il Quale Dio, promise si sarebbe assiso sul trono di Davide Suo padre secondo la carne, e regnerà nella casa di Giacobbe e il Suo regno non avrà fine”.Allora Maria, colmata di inestimabile letizia poiché già percepiva di essere quella vergine che avrebbe concepito e dato alla luce il Figlio di Dio, siccome tuttavia, era molto umile e reputava se stessa non degna così come giustamente ogni creatura è infattivile ed è come un nulla se paragonata alle cose divine, si stupivaancoradi questa felicità. Perciò affinché conoscesse perfettamente se questo così grande Figlio fosse davvero quel vero Dio che una Vergine avrebbe concepito e partorito, mi disse:“ Come puoi annunciarmi il Figlio , quando (tu stesso)hai saputo che io avessifatto voto di perpetua verginità e decisodi non conoscere mai uomo e che, quando accettai lo stesso, fui resa ancor più certa da te, che egli, non avrebbe mai preteso qualcosa di simile?”. Le risposi che avrebbe concepito il Figlio per avvento e opera dello Spirito Santo e che la Potenza dell’Altissimo l’avrebbe adombrata al posto di un uomo, poiché il concepimento era opera di tutta quanta la Trinità, cioè del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Infatti con il termine di Altissimo ho voluto intendere Dio Padre che è la fonte e l’origine di ogni principio, con il termine di Potenza, ho inteso il Figlio stesso, e con il termine di Spirito Santo, il medesimo dono di ciascuno dei Due e la Terza Persona.Aggiunsi anche: “O Maria, sii lieta, esulta e gioisci intensamente con grande letizia, poiché ciò che da te procede sarà Santoe Santo dei Santi e Figlio di Dio. Se vuoi sapere è proprio Quello! Ecosì Lo invocheranno tutti i popoli”e affinché aggiungessi letizia ad una così grande letizia,continuai dicendo: “ Anche Elisabetta, tua cognata, sterile e vecchia,è incinta eporta nel suo grembo un figliolo già di sei mesi.Conosci le Scritture, non ti sono nascoste le profezie. Nessuna di queste parole è impossibile a Dio. Ed infatti se Dio vuole, anche la sterile e la vecchia può generare, né è impossibile che una vergine concepisca e partorisca. Sarà dunque possibile, (come vedi) che Dio sia incarni e divenga uomo; pertanto non è impossibile nessuna delle parole che ti ho detto!”.Allora Maria apertamente riconobbe di essere proprio lei quella Vergine  eletta nel cui grembo il Figlio di Dio avevastabilito di assumere la carne umana e sebbene si giudicasse indegnissima tuttavia , fu confortata e la sua anima fu riempita di una gioia inenarrabile,e poiché conosceva dall’insegnamento della Scrittura che ciò non era da avvenire prima della mezzanotte[14], mentre allora era ancora la sesta ora della notte, (cose che i vostri Evangelisti non scrivono )[15]di nuovo cominciò a parlare a me:


PARAGRAFO 5,5 - SVELAMENTO DEI NOMI DEI SETTE ARCANGELI

“Dalle tue parole, o Angelo di Dio, ho compreso che io concepirò e partorirò il Figlio Unigenito di Dio Padre e ho ben saputo che ciò sarà in questi tempi, ma molto mi meraviglio per quali meriti Dio mi abbia scelta!Ma allontano da me questa medesima meraviglia, perché so che sebbene nessuna donna sia degna di un così grande onore, Dio può rendere degna qualunque fanciulla.Egli Stesso infatti, in primo luogo, rende degno, quindi esalta e in cambio dei meriti che Lui Stesso rende tali, conferisce anche le ricompense. Ma ti prego perchè tu mi dica, se voi Angeli avete conosciuto questo mistero proprio ora o prima, e (siccome so) che tu l’hai saputo prima, vorrei conoscere quanto tempo prima e se tutti o solo alcuni di voi l’ hanno conosciuto”.Allora io le ho manifestatocomeDio fin dal principio ci aveva rivelato di voler assumere la natura umana nel ventre della stessa e per di più aveva ordinato a tutti noiche adorassimo quel Dio fatto uomo e a Lui ci sottomettessimo, e non solo a Lui, ma anche alla sua Genitrice, che – le dissi: “Presto tu stai per divenire. Da cui, subito come avrai concepito, noi tutti che siamo qui e altri che verranno ti adoreremo e ti venereremo come nostra Regina.Sarai infatti per sempre Regina degli Spiriti Celesti e Signora di tutti gli Angeli.Tutti abbiamo ricevuto da Dio questo ordine con il patto che se lo avessimo volutorispettare, saremmo stati confermati nella grazia e saremmo stati beati in eterno, se lo avessimo trascurato,invece, da allora in eterno saremmo stati dannati.Lucifero, vedendo una così grande dignità nell’uomo, lo invidiò perché divenne troppo presuntuoso, amando tanto se stesso e volendo sottomettere a sé le altre cose,donde persuadeva tutti aggiungendo a pretesto che tale regola non dovesse essere osservata poiché non era  giusta.Peccò subito, come apunto ebbe amato se stesso disordinatamente, e cominciò già ad errare stimando ingiusto il precetto di Dio, e a ciascuno di quelli che ritennero valida la sua opinione, e che amarono se stessi piuttosto che Dio, apparve loroegualmente ingiusto quell’ordine, ed in seguito egli volle perfinopervertire anche noi.

Ma io, con questi miei fratelli,sotto ilcomando diMICHELEci siamo opposti a lui e abbiamo cominciato ad accusarlo di presunzione,affermando come giusto, santo e buono tutto ciò che piace alla volontà di Nostro Signore che non può né errare, né ignorare, né volere in modo malvagio: “Se al Nostro Creatore piace, o lucifero, che diventi uomo e non Angelo, deve piacere anche a noi , soprattutto perché Lui Stesso ci comanda che anche noi vogliamocosì”.Luciferoe belzebù e altri seguaci rispondevano invece: “Ciascuno deve desiderare un bene per sé piuttosto che per un altro e maggiormente, dunque,deve pretendereun bene sommo. Siccome questo dono è il più eccellente e il più nobile,lo dobbiamo rivendicarepiù per noi che per l’uomo! Si devono infatti attribuire le cose più degne a coloro che sono più degni,e siccome noi siamo più degni di ogni uomo, quel dono oltremodo degnodeve dunque essere conferitoa noi piuttosto che all’uomo.Non ordinò forse Dio noi Angeli in tal modo, affinché i più degni siano taliper natura, per meriti e per ricompense?Dunque,appareaver ordinato ciò con giustizia, affinché  siano date a coloro che sono più degni, cose più degne. (Se così stanno le cose)Perché dunque attribuì cose più degne ad un uomo così più indegno di noi? Se fa ciò giustamente, allora significa che ha ordinato in modo ingiusto anche noiai quali, per nascita, concesse cose gratuite, mentre se dispose così ciò con giustiziasi deve concludere che sia dunque ingiusto che renda maggiore di noi per grazia chi di gran lunga è minore a noi per natura! Ciò non sta bene, Michele[16]! Non è giusto, Gabriele[17]! Non è retto, o voi altri Angeli, che resistete alle mie ottime ragioni secondo le quali Dio voglia anteporre a noi tutti l’uomo. In ciò non gli si deve obbedire!Non sarebbe forse ingiusto se rendesse primo l’ultimo Coro e l’ultimo il primo? E quanto di più se colui che è il minore dall’ultimo Coro lo anteponesse al supremo, come fa ora!I ragionamenti sono così evidenti che non hanno bisogno di nessuna prova. Cosa rispondete?”.

Al quale Michele e noi altri, che siamo qui, così gli rispondiamo: “Sembra o lucifero, che i tuoi ragionamenti abbiano una qualche apparenza di veritàma molto ci meravigliamo che sembri negare ciò che è notissimo ad ogni intelletto. Ciò che infatti deve trovare d’accordo ogni intelletto è che cioè,il primo e Sommo Intelletto non possa errare e che la Prima, Somma, e Ottima Volontà non possa volere male e in modo disordinato,perché come la negazione ammette l’affermazione e l’odio l’amore e l’imperfetto il perfetto, così l’ignoranza e l’errore presuppongono per lo menoil sapere in un altro.Se dunque, Dio ignorasse qualche cosa o errasse in qualcosa o volesse qualcosa sregolatamente, presupporrebbe il sapere e la conoscenza in un altro e vorrebbe il bene in qualcuno più degno di Sé e così l’ Eccellentissimo avrebbe qualcuno più eccellente di Lui el’Oltremodo Degno uno più degno, cosicché l’Immutabile potrebbe mutarsi (in altro) e il Perfettissimo esser reso ancor più perfetto. Deve essere sicuro ed evidente per chiunque che l’Ottimo non possa volere malené che sia sottopostoa legge alcuna, e poiché Egli per natura è buono e necessario a Se Stesso, sempre per sua natura non può divenire cattivo e ingiusto. Cosa dunque supponi a fare?Perché Lo ritieni ingiusto se vuole rendere l’uomo più eccelso di noi?Anche se ciò ti sembra ingiusto, ingiusto tuttavia non può essere,  a meno che tu non possa credereambiguociò che è invece chiarissimo[18]. Or dunque, ciascuno deve desiderare piuttosto per sé un tale bene,soprattuttosoltanto se una tale possibilità sarà stata nella sua disponibilità, tuttavia se Dio comanda che quel bene spetti ad altri,e non a noi medesimu,si deve obbedire a Dio, perché Lui stesso deve essere amato al di sopra di ogni cosa e un bene adatto a me, anche piccolo, posso desiderarlo di più di un bene grande per un altro, e tuttavia quello stesso bene devo volerlo per Lui e non per me,e anche per il fatto che“Colui che non è debitore di nessuno” vuole ciò per sé e non per me.Anche gli uomini non ci sono inferiori nelle facoltà,infatti il nostro intelletto e il loro intelletto, la nostra volontà e  la loro volontà non vengono cambiati nella loro natura; i soggetti, gli atti e le facoltà sono della stessa causa. La natura nostra è più nobile della loro; non tuttavia quelle facoltà sono tutte così più degne. Da dove abbiamo ricevuto questa dignità se non da Dio?E con quale diritto o con quale patto? Col solo beneplacito della Sua volontà! Lo stesso non conferisceinfatti le cose più degne ai più indegni!Nessuno, infatti, presso Dio è degno, se non colui che lo stesso rende degno!Con lo stesso atto di attribuiredunque le cose più degne, rende più degni coloro alle quali le conferisce e sepertanto, siamo per natura più degni rispetto agli uomini, non lo siamotuttavia per tale compito. Perciò, dunque, affinché siano attribuite, senza ingiustizia, cosa più degne ai coloro che sono più degniè necessario che costoro siano davvero più degni a riceverle e che,d’altra parte, colui che le concede e le fornisce,  sia tenuto a farlo secondo legge, il diritto o secondo ragione,ad attribuire  a questo piuttosto che a quello. Colui che ci attribuì cose gratuite, secondo le nostre maggiori o minori capacità ,fece ciò spontaneamente e volontariamente,e se avesse agito in altra maniera,per questo non sarebbe stato ingiusto. Né antepose a noi, semplicemente un semplice uomo, ma un uomo – Dio”.

 

Allora il principe belzebù[19] disse:“Sappiamo bene che ci debba essere preferito un uomo Dio, ma la cosa di cui ci dogliamo è che assuma un uomo alla divinità e nessuno di noi!Ma c’è un’altra cosa che sopportiamo mal volentieri; cioè che sta per preferire a tutti noi anche una certa donna che non sarà Dio e renderà anche molti altri uomini, talora eguali ad alcuni di noi, talora addirittura maggiori di noi.Queste cose, sia che siano giuste sia ingiuste non ci piacciono in nessun modo! Così come,infatti, sono cose giuste, come voi le volete, se ce le avesse attribuite forse non le avrebbe attribuite giustamente?Se dunque vuole qualunque cosa e vuole giustamente, perché non ha voluto ciò che era più giusto?”.

DISCORSO DI SAN RAFFAELE

Allora Raffaele[20]soggiunge: “ Non (sembri) più parlare rettamente!Forse Dio deve qualcosa a te piuttosto che a un uomo?O ignori che non è debitore di nessuno?[21]Forse il tuo Lucifero è più degno dell’uomo?Ammetto che sia più nobile: nego invece che sia più degno per questo compito.Quando infatti nonnessunoè degno, parimenti nonpuò essere altresìreso ancorapiù degno.Vuole anteporre quella Donna a tutti gli altri, perché sarà la Madre di Dio!Renderà alcuni uguali, altri superiori agli Angeli a seconda che saranno stati più o meno legati a quell’uomo Dio. Cosa ti sottrae di quanto è tuo se ha concesso quel dono all’uomo? E se l’uomo non fosse stato creato cosa sareste stati allora se non ciò che siete? Cosa avreste ricevuto se non ciò che vi fu promesso?È ingiusto rammaricarsi del dono altrui, soprattutto se non perdiamo nulla.

SAN GEUDIELE E ACQUISIZIONE DEL NOME “CONSIGLIO  GIUDIZIO O OBBEDIENZA DI DIO”.

Geudiele[22]che si interpreta Consiglio di Dioed è qui accanto a  me, aggiunse:“Grande è il nostro Dio, della cui sapienza non c’è limite, il cui giudizio e consiglio nessun altro conosce da se stesso, se non colui al quale Egli l’abbia rivelato. Ditemi voi che vaneggiate  volendo conoscere queste cose!Non attiene forse alla perfezione dell’Universo, che sia trovato in esso ogni possibile unione?Questo non lo potete negare!Sono infatti tre: Dio, sostanza e apparenze. La sostanza invero, una incorporea, spirituale e pura come siamo noi Angeli, l’altra corporea e pura come le pietre e la legna. E poiché poteva esserci una sostanza in parte corporea, in parte incorporea, come l’uomo, se Dio non avesse creato questa sostanza forse che non sarebbe mancato al mondo un così grande completamento?E non era sufficiente che ci fossero state,tanto la sostanza corporea quanto quella incorporea, separatamente considerate,ma fu necessarioche creasse quella che fosse contemporaneamente corporea e incorporea. Fu così conveniente, da ciò che può essere fatto, che si facciauna cosa sola o che Dio fosse sia sostanza corporea che incorporea e tutte le cose si unissero e si congiungessero in una sola.Infatti nell’uomo erano congiunti l’elemento corporeo con quello incorporeo e le apparenze corporee unite con quelle incorporee e immateriali. Restava soltanto questo nell’uomo, che l’uomo si unisse a Dio e le caratteristiche di Dio si adattassero all’uomo e così in una sola cosa avvenissel’unione di tutte le cose, e per altra via, ogni cosa fosse chiamata Dio, poiché chiamando Lui uomo, nel quale vi è essere, vivere e comprendere, nel qualevi sono entrambe le sostanze e le apparenze, Lo chiameremo anche “ogni cosa”.E perché anche l’uomo sarà Dio, in cui tutte le cosevi sono comprese, in qualche modo tutte le cose diverranno Dio, tutte saranno ripiene di Dio e Dio ricolmo di tuttee sebbene sia già colmo di tutte le cose, perché tutte le cose sono contenute e vivono in Lui stesso ed esistono in modo più nobile che in sèconsiderate, non saranno tuttaviacome ora sono tutte le cose in Lui, in un mododiverso,  ovvero come medesime cose che siano in Luia secondadella loro (singola) esistenza, ma invece come saranno allora quando assumerà l’umanità dentro di Sé. Non ti meravigliare dunque,se assuma la natura umana piuttosto che la nostra. Infattiaccogliendo la natura umana; accoglie anche noi, perché l’anima dell’uomo è simile alla nostra.Se infatti avesse assunto uno di noi, a causa di ciò  non avrebbe assunto altre creature differenti per specie, se non come adesso assumendo l’umanità.Non vi meravigliate, dunque, e non vi rattristate.Obbedite a Dio![23] Obbedite all’uomo Dio, sottomettetevi alla Sua volontà!”.

Lucifero di nuovo cominciò a parlare con arroganza: “Che mi giova se ciò sia più congruente? Mi sarebbe bastato che avesse potuto assumere me e che così io fossi divenuto Dio e ciò per me sarebbe stato meglio, più eccellente. Rifiuto di adorare un uomo. Sia Dio pure un uomo, ma non mi obblighi ad adorare un uomo o a venerarlo!”.

 

SAN MICHELE E ACQUISIZIONE DEL NOME “CHI COME QUELL’UOMO - VERO DIO”.

A lui Michele: “Se quell’uomo è Dio, non adorerai sia Dio che l’ uomo[24]? Risponde lucifero: “Io discernerò bene tra la natura divina e la natura umana; adorerò quella, rifiuterò questa”. Michele di nuovo: “Sei certamente troppo superbo. Vuoi davverorespingere quell’uomo che è realmente Dio?  Rifletti, o miserabile, riconosci il tuo Creatore!”.

 

SAN URIELE E ACQUISIZIONE DEL NOME “LUCE DI DIO”.

Anche Uriele[25], nostro fratello disse: “Risplenda la luce di Dio in te! Come mai si oscurò quella lucentezza,ela lucesi avvolse nelle tenebre?Come mai cadde colui che sorgeva al mattino? Chiedi perdono, o miserabile, umiliati e ritornerà la tua luce!”.

 

A queste parole uno di essi rispose: “Siete voi nelle tenebre, perché, dimentichi dalla vostra nobilissima natura, rendete Dio un semplice uomo e proponete di sottomettervi a uno più ignobile di voi. Grande è la vostra demenza, perché volete abbassare voi che siete elevati e innalzare quelli che sono posti in basso!”.

 

Anche un altro dalla parte di lucifero aggiunse, volendo mettere loro d’accordo, e disse: “Ascoltate tutti il mio parere e siate appagati di quello. Poiché piacque a Dio assumere la natura dell’uomo, l’assuma pure e siate appagati di ciò; ma assuma anche la nostra natura e non sarà fatta ingiustizia a nessuno”.

 

Lucifero soggiunse: “Non mi piace ciò che dici, perché non posso sopportare che un uomo sia uguale a me”.

 

E quello: “ Si deve scegliere il male minore! Una  volta che è stato deciso che Dio divenga uomo, se anche un Angelo sarà stato Dio, sarà (per noi) un male minore”.

 

Una gran parte degli Angeli cattivi acconsentirono a questa sentenza, ma altri resistevano e non volevano neanche questo. Alcuni di quelli dicevano anche: “Dio sia fatto uomo, sia fatto anche Angelo: ma che gli Angeli e gli uomini adorino un Dio Angelo e gli uomini solo un Dio Uomo; così che gli Angeli in nessun modo si sottomettano a un uomo e se gli uomini non vogliano essere sottomessi a un Dio Angelo, non c’importa; ci basta solo che noi non ci sottomettiamo a quello”.

 

Altri dicevano fra loro: “ Sottomettiamoci noi al Dio uomo, e quelli si sottomettano al Dio Angelo” ma tutti sostenevano: “ Non vogliamo adorare se non quell’unico uomo, non la Madre di Lui, né alcun altro”.

 

E così, o Maria, Vergine Santissima, hai compreso questa nostra contesa.  Infine hai udito ed inteso in quale modo ci furonodispute sul Figlio Tuo che stai presto per concepire, ma ti respinsero tutti  e non vollero, coloro che erano ingiusti, che regnassi su di loro!

 

Maria disse: “Odo cose inaudite! Un ampioconflitto fu questo! A Dio resisteva la sua creatura e sia a causa mia che del Figlio che mi annunci,  sorse  questa violenta tempesta! Narra il resto  di questa grande battaglia, dall’ istante in cui, dunque, hai sospeso . Molto volentieri infatti ascolto queste cose segrete.

 

SAN SEALTIELE E ACQUISIZIONE DEL NOME “PAROLA O DISCORSO O LEGGE DI DIO”.

O Maria, avendo noi visto quelli divisi tra loro, discordi e erranti in diversi modi,alloraSealtiele[26]  uno dei nostri compagni,  disse su esortazione di Michele : “ Tutti o infelici errate o siete lontani da Dio, e nessuno di voi parla correttamente e nemmeno tu,infatti, che hai voluto indurre la concordia parli correttamente: vuoi portare una legge alla volontà di Dio, la quale è al di sopra di ogni legge?Similmente , anche voi altri sembra che vogliate obbedire a Dio sotto condizione. Non si deve ricercare la ragione della Sua volontà: un uomo sarà fatto Dio, non un Angelo! Gli Angeli adoreranno quell’uomo e venereranno la Madre dello stesso! Egli non vuole che gli uomini adorino un Angelo!”.

 

Queste e simili cose i nostri esponevano contro quelli.Tu, servo di Dio, ascolta le cose che qui ho esposto e uniscile a  quelle che già altrove ti narrai su questo conflitto[27], perché sia quelle, sia tutte queste medesime,  rivelai quella notte alla Vergine Maria insieme alle parole di Michele, che allora ti ho riferito, ed anche  come Dio attese la conversione di quelli, i quali, non volendo convertirsi,  furono gettati dal cielo, nelle oscurità e nelle tenebre.

 

SAN BARACHIELE E ACQUISIZIONE DEL NOME “BENEDIZIONE DI DIO”.

Tutte queste cose allora dissi a Maria, Regina nostra Santissima e aggiunsi ciò che Barachiele[28]allora aveva detto, che stavali accanto a me,come nunzio dello Spirito Santo:

“Ed essendo stato fatto un più lungo scontro fra noi e loro, o Maria, allora Barachiele, fratello mio, il quale è qui ad assistere, disse: “Convertitevi o miseri, convertitevi; ecco Dio nostro benedetto vi attende e benignamente vi aspetta, altrimenti, precipiterete nell’abisso e scenderete negli inferi. Benedite il Signore, magnificate il vostro Creatore nel quale c’è somma giustizia e nessuna iniquità”.

 

“Ma essi tra loro dicevano: dov’è quell’Abisso? Dove sono gli Inferi?Infine poiché non volevanoobbedire, immediatamente il Padre Onnipotente creò il Sole con i Cieli inferiori e gli elementi”, come ti dissiquell’altra volta, servo di Dio[29]. Così allora manifestai ogni cosa a Maria:“E avendo gli stessi respinto le salvifiche  ammonizioni del fratello nostroBarachiele, furono gettati e chiusi in quelle tenebre!

 

Allora , o Maria, Michele, citando  le parole di Barachiele, cantò questo Salmo a noi che gli rispondevamo:

Glorifichiamo Dio nostro e esaltiamo il suo Santo Nome;

Egli è il nostro Dio glorifichiamo il Signore nostro ed esaltiamoLo;

La sua destra  è glorificata, nella forza scagliò via i nostri avversari;

Stolti sono tutti quelli che si oppongono a Lui, maledetti coloro che si discostano dai suoi comandi;

In Esso non avviene ignoranza o errore, nella sua volontà l’ iniquitàè nulla;

Qualsiasi cosa volesse è buona e giusta, qualsiasi cosa ordinasse è retta e santa;

Il bene maggiore attribuisce giustamente al minore e il minore  al maggiore;

Non sempre sono date le cose maggiori ai maggiori o quelle minori ai minori;

Il Primo Intelletto non può errare, l’ottimo non può volere ciò che è male;

Non c’è nulla che sia più anteriore del primo, niente che sia migliore dell’ottimo;

Attribuisce a ciascuno come aggrada a Lui, non deve a nessuno più di quanto non deve all’altro;

Presso di lui è degno soltanto quello che lui avrà reso degno;

Deve essere amato sopra ogni cosa e deve essere adorato come Re Immortale dei secoli;

Avete lasciato il Dio che vi ama e vi siete dimenticati del Signore vostro Creatore;

Avete abbandonato Dio Vostro Creatore e vi siete allontanati da Dio VostroSalvatore;

Amaste voi stessi più di Dio, nonostante le medesima contrarietà di Dio,voleste essere voi stessi degli Dei;

Faceste uno scambio iniquo, abbandonato Dio seguiste una creatura!;

Sfidaste Dio attraverso falsi dei, Lo incitaste all’ira;

Per questo sprofondasse come pietre e precipitaste dagli alti seggi;

Attribuite  eccellenza  al Signore Dio Nostro, perfette sono le Sue opere , giusti i suoi giudizi;

Dio è ottimo senza alcuna iniquità, santo e retto è il Signore;

Ogni cosa ha unito  nel Suo Verbo, ha posto ogni cosa in quell’ Uomo – Dio;

L’Amore Eccelso così volle, lo Stesso ha riunito ciò che era separato;

Dio è pieno di ogni cosa e ogni cosa è piena di Dio;

Non è strano seaccolse l’uomo e non ha voluto assumere l’Angelo;

L’uomo assunto, compendia ogni cosa, l’Angelo assunto non avrebbe assunto ogni cosa;

Quanto sono magnifiche le tue opere, o Dio, hai fatto tutte le cose con grande sapienza;

Promettemmo di adorare il Dio fatto Uomo e venerare la sua Genitrice;

Adoratelo tutti voi Angeli, beneditelo voi Potestà e Virtù;

O Angeli del Signore Benedite il Dio fatto Uomo, o suoi ministri che fate la sua volontà;

Benedite la Sua Genitrice,  riconoscete gli uomini come vostri fratelli;

Sia Gloria al Dio Trino nei secoli dei secoli, allietiamoci tutt nelle sue opere.

Allora Maria disse:“Beati o voi Angeli che umilmente vi sottometteste alla volontà del Creatore Vostro. Tuttavia vorrei sapere in che modo i nostri primi progenitori caddero così miseramente in peccato!”.

Allora io narrai ognuna di quelle che già ti dissi e che hai scritto[30] e dissi a Maria altre cose che non scrivesti:in che modo fu creato Adamo e l’obbedienza data a lui.  Noi Angeli cantammo allora quel Salmo O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra[Salmo 8]– nel quale sono nove versie il primo Coro degli Angeli salmodiò per primo e così avvenne degli altri per ordine. In seguitole rivelai quel salmo del Signore, dello stesso profeta che è qui accanto a me, che noi cantavamo eternamente a Dio. Li rivelaiallora a Maria: a te invero , rivelerò lo stesso,quando ti riferirò qualcosa della Trinità.Tre altri cantici allora dissi e rivelai a Mariaed ora ascoltali anche tu -Il Primo è quello che noi cantammo quando vedemmo che Dio, in cinque giorni, aveva creato, in modo meraviglioso i cieli, gli elementi e ogni cosa eccetto l’uomo -Il Secondoper la creazione dell’uomo -Il terzo per ciò che fece allora Adamo quando vide Eva che fu condotta alui.E aggiungo il quarto salmo, che anche a Maria non si celò, di Adamo ed Eva che chiedevano e ricevevano il perdono di tutti i loro peccati. E Barachiele così cominciò:

Benediciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, lodiamoLo e glorifichiamoLo nei secoli;

Perché dalla terra informe e disfatta fece cose tanto meravigliose;

Creò il Sole nella sua sede, con tutti i suoi vari cicli;

E creòl’acqua oltre allo stesso che non lo toccavano;

Sia Benedetto il Padre, il Figlio con lo Spirito Santo, sia lodato e glorificato nei secoli;

Lo stesso infatti,  creando il sole, creò tutte le altre terre tranne una;

Mostrò la sua grande potenza, poiché le cose inferiori fossero immote e le superiori potessero muovere le inferiori;

Creò il giorno seguente il firmamento con le masse delle stelle senza influenze;

L’Onnipotente poteva fare tutto in una sola volta ma non aveva voluto perché noi non dimenticassimo la fatica;

Il terzo giorno, da una parte e dall'altra riunì le acque e in vari luoghi fece apparire la terraferma;

Fece venir fuori la terra, l’erba e le piante viventi, a ciascuno concesse un seme in ragione della sua specie;

Benedite, o servi di Dio, il Signore di una così grande opera, glorificate la Sua potenza;

Il quarto giorno aggiunse le altre stelle affinchè avessero influenza sulle cose inferiori;

Tra le altre vedemmo due grandi astri,affinchè quella più grande del giorno governasse quella più piccola per la notte;

Aggiunse pianeti e stelle affinchè risplendessero e avessero influenza sugli elementi;

Il Quinto giorno produsse innumerevoli generi di pesci e animali volatili;

Nonché le bestie, i giumenti e la moltitudine di quelle che strisciano sulla terra;

Grande è il nostro Dio, magnifico e  straordinariamente degno di lode ;

Lo lodino i Cieli e la terra,  e tutte le cose che sono contenute in essi.;

Dallo Stesso, per lo Stesso e nello Stesso sono tutte le cose, sia data triplice gloria e un unico e solo onore;

Creando la terra medesima, creò, dalla stessa,  il nostro cielo ;

Il resto lo conservò per i giorni seguenti;

Con forza  fece ogni cosa, creò ogni cosa con sapienza e amore;

Benediciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e lodiamolo ed glorifichiamoLo nei secoli[31]

 

Quando Adamo, svegliandosi vide Eva proruppe davanti a sè in queste parole:

Osservavotutte le cose che erano nel mondo ma nulla trovavo di simile a me;

Non vi è certamente alcuna perfetta consolazione nello stare da solo;

Questa ora  è ossa delle mie ossa, carne della mia carne;

Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre, e i due saranno una carne sola;

Il maschio si congiungerà ad una sola donna, e la femmina ad un solo uomo;

Il Padre non si congiungerà ai figli, ancor meno il figlio alla madre;

Dio mi costituì tronco della umana natura e mi diede una compagna;

Da noi due tutti saranno generati, nessuno nasca senza il padre e la madre;

Ma affinchè si ottenga ogni unione, il figlio nasca dalla madre senza un padre;

Io da nessun uomo sono venuto fuori, questa ha tratto origine da me;

Da due tutti gli altri saranno generati, uno soltanto da una femmina senza uomo;

Grande è questo Sacramento, poiché mostra l’unione tra Dio con il suo popolo;

Tu sarai chiamata Vergine, poiché Dio ti ha cavata dall’uomo;

E sarai chiamata Eva, poiché madre di tutti i viventi;

Concedi abilmente a questo la tua destra, e alle mie labbra il bacio santo;

Cresciamo e moltiplichiamoci, generiamo cultori del popolo di Dio;

Lo stesso poteva produrre contemporaneamente tutti i suoi adoratori, ma comunicò a noi le sue iniziative;

Le cose che può fare per mezzo di altri, raramente o mai le fa per Se Stesso;

Lo stesso non rende beati gli individui per la specie, ma rende beata la specie intera per mezzo degli individui;

Ma prima che ci congiungiamo, o moglie mia, procediamo nella contemplazione e nelle cose divine;

Quindi con timore di Dio Nostro, eseguiamo i Suoi comandi;

Gloria e onore sia a Dio Nostro, Onnipotente ed Eterno.

Queste cose disse Adamo. E  prima che io ti dovessi narrare  il salmo della creazione dell’uomo:una voltanoi tutti chiedemmo, pregando Dio Nostro che già creasse l’uomo, poiché null’altro desideravamo che osservare Dio Fatto Uomo e la Sua Genitrice.

SAN GABRIELE E ACQUISIZIONE DEL NOME “FORTEZZA DI DIO”.

Poi ti rivelerò successivamente il salmo che i vostri primi progenitori recitarono.Invece in primo luogo ascolta e ricevi il salmo che recitammo a Dio Nostro affinchè creasse quell’uomo promesso che fossenostro compagno della Città Eterna, mentreio così iniziavo a cantare:

Ardentissimo e “Fortissimo Dio”, mostra a noi quel volto che vedemmo;

Ecco la terra e la luna già creasti, ma non vediamo ancoral’uomo che promettesti;

Ti preghiamo che lo voglia creare adesso, ti supplichiamo umilmente tutti quanti noi;

O Dio Sapientissimo e pieno di conoscenza, mostra a noi quel volto che vedemmo;

Ecco, l’acqua e Mercurio già creasti,ma non vediamo ancoral’uomo che promettesti;

Ti imploriamo affinchè tu lo crei adesso , e umilmente Ti supplichiamo;

Mitissimo e docilissimo Dio, mostra a noi quel volto che vedemmo;

Ecco il cielo e Venere già creasti, ma non vediamo ancora l’uomo che promettesti;

Ti preghiamo che lo crei la tua bontà, e ti supplichiamo umilmente;

O Dio dominatore e reggitore di ogni cosa , mostra a noi quel volto che vedemmo;

Ecco il fuoco e il Sole già creasti, ma non vediamo ancora l’uomo che promettesti;

Ti preghiamo che la tua autorità lo susciti, tutti quanti noi ti preghiamo umilmente;

O Dio invittissimo degli eserciti,  mostra a noi quel volto che vedemmo;

Ecco il fuoco e Marte già creasti, ma non vediamo l’uomo che promettesti;

Ti imploriamo che la tua grande potenza lo crei, e ti supplichiamo umilmente;

O Dio dalla potestà  immensa ed eterna, mostra a noi quel volto che vedemmo;

Ecco il cielo e Giove già creasti, ma non vediamo l’uomo che promettesti;

Ti preghiamo che la tua immane potenza lo crei, e ti supplichiamo umilmente;

Dio Principe, Duce e Re di Tutto, mostra a noi quel volto che vedemmo;

Ecco La Terra e Saturno già creasti, ma non vediamo l’uomo che promettesti;

Ti preghiamo che la tua Maestà lo crei, e ti supplichiamo umilmente;

O Dio Principe degli Angeli, mostra a noi quel volto che vedemmo;

Ecco tutti gli elementi e le orbite delle stelle giàcreasti, ma non vediamo l’uomo che promettesti;

Ti preghiamo che la tua dignità lo crei, e ti supplichiamo umilmente;

O Dio ottimo creatore degli Angeli, mostra a noi quel volto che vedemmo;

Ecco gli elementi e il Cielo che tutto muove già creasti, ma non vediamo l’uomo che promettesti;

Ti preghiamo che lo crei come hai creato noi, e ti supplichiamo umilmente.

Allora Dio chiamò da ciascun Coro, tre Angeli, così come ciascun Coro lo aveva supplicato con tre versi e allora io narrai a Maria il modo della creazione di Adamo ed Eva e della nostra letizia e della associazione di Adamo fino al Paradiso della gioia e la tentazione degli stessi così come ti ho già rivelato per ordine e che hai scritto per la consolazione del genere umano e ragguaglio del futuro pastore per il quale questo libro sarò conservato. Invero questi Salmi piacquero a Maria più di quanto si possa dire e il suo spirito esultò  e la stessa cominciò a cantare e pregare così:

O Dio,di ogni ardore, più ardente, invia a noi il Figlio Tuo che amiamo;

O Dio,di ogni sapienza, più Sapiente, invia a noi la Tua Sapienza che amiamo;

O Dio,di ogni docilità, più benevolo, invia a noi la Tua bontà che amiamo;

O Dio,di tutti i signori, Signore, invia a noi il Signore che amiamo;

O Dio,di ogni virtù, Virtù Somma, invia a noi la Tua Virtù che amiamo;

O Dio di tutte le potenze, Potenza, invia a noi la Tua potenza che amiamo;

O Dio,di tutti i principi, Principe, invia a noi il Principe della Pace che amiamo;

O Dio Comandante di tutti gli Angeli, invia a noi il Capo che amiamo;

O Dio ottimo Creatore di tutti gli Angeli, invia a noi il Nostro Creatore che amiamo.

Allora io dissi:

“Maria per questo io sono stato inviato e per questo sonovenuto con questi miei fratelli affinchè avvenga questameravigliosaunione della divinità con l’umanità, ed affinchè Dio voglia e non respinga l’ umano genere. Dio, o Maria,  ordina,annunciandotelo io,al Suo Verbo di assumere la carne nel Grembo Tuo. Se intendi acconsentire per tutto il genere umano, O Vergine, dici una parola e accogli  il Figlio che è il Verbo Eterno di Dio Padre. 

Allora Maria inchinandosi umilmente su entrambe le ginocchia, sospirando, gioendo, disse tra le lacrime: “Chi non acconsentirà a un Bene così grande?Chi respingerà un dono così immenso? Acconsento, lo desidero, lo voglio . Ecco l’Ancella del Signore! [Lc 1,38] ”. E inclinato il capo disse: “Sia fatta la Volontà di Dio e mi sia concesso il Verbo di Dio secondo la tua parola”.


PARAGRAFO 5,6 LE TRE GOCCE DI SANGUE

Era, o amatissimo, già giunta la mezzanotteperchè si adempisse la Scrittura. Pronunciate quelle parole di Maria, immediatamente, proprio mentre terminava tutta quanta la dichiarazione,per opera di tutta la Trinità, che si attribuisce allo Spirito Santo, in quel medesimo istante, molte cose mirabili furono fatte immediatamente:

infatti tre piccole gocce di sangue[32] purissimo furono estratte dal cuore della Vergine e furono immediatamente ricollocate in quel luogo atto alla procreazione del Figlio,

in quell’istante medesimo quel Sangue fu condensato e immediatamente tramutato in carne, nervi, vene e ossa e ancora in cuore, cervello , fegato e così furono formate le altre membra, e subito fu plasmato tutto il corpo, subito creata l’anima e immediatamente infusa, e subito la divinità fu unita all’umanità, e congiunta all’ anima e al corpo. Immediatamente l’intellettodi quell’anima fu fornitoed ornato di ogni capacità pratica e speculativatranne quella della fede, di cui non aveva bisogno. Immediatamente la volontà fu dotata di ogni virtù ad essa appartenente , tranne la speranza:Colui che infatti “vede tutto” non è privo del sentimento della fede e colui che “ha tutto” non è privo del sentimento della speranza.Dio infuse in Lui  ogni sentimento in grado sommo e concesse tanta Grazia o Carità quanto poteva essere concessa a Dio.

Non è infatti vero ciò che  si dice presso di voi che, posto qualcosa per definito,  a quello possa esser dato di più, soltantoimmaginandolo , ma non in realtà.È parimenti falso che il vostro intelletto e la vostra volontà siano di una ragione totalmente diversa dall’intelletto e dalla volontà degli Angeli,poiché non ricevono maidisposizioni d’animo uniformi, nè  sortiscono comportamenti simili su cose somiglianti. O meglio, in che modo, medesimi oggetti poterono esserequalcosa d’altro e di diversa ragione?Non è vero neanche che capacità diverse siano anche diverse di natura, né che nature più eccellenti siano anche di capacità più eccelse.

Così infatti, le capacità degli Angeli che si differenziano per tipo si distinguerebbero per tipologia e quelle degli Angeli superiori sarebbero capacità più eccelse sia nell’atto che nell’ oggetto,e la beatitudine di ogni Angelo non sarebbe del medesimo tipo,né sarebbe tale quella  degli Angeli e degli uomini;e non vi sarebbe neanche alcun paragone di beatitudine tra loro e nessun uomo sarebbe  più beato di ogni Angelo, nè potrebbe  in ciò accadere, d’altra parte, che vi fossero uomini simili agli Angeli di Dio.Vero è dunque che capacità del medesimo tipo possono essere delle medesimedifferenti nature,così come la vista e gli altri sensi esistono in diversi animali e la vista dell’aquila e della lince, l’olfatto dell’avvoltoio e del cane, e l’udito di molti, che siano in natura più ignobili, possono essere in potenza più acuti e sebbene nulla vi sia di più eccellente in natura dell’intelletto e/o della volontà anche negli Angeli, tuttavia, vi sono alcune caratteristiche negli Angeli, che non sono negli uomini come la semplicità, la purità, o l’attualità e l’immaterialità, ma non l’intelletto o la volontà.Ciò che è nobilissimo dunque nella natura inferiore può essere talora nobilissimo anche nella natura superioree qualche volta qualche proprietà che indica perfezione assoluta sarà nella natura più imperfetta che non invece nella natura più perfetta, poichè la maggiore semplicità risiede talvolta nelle parti di qualche sostanza composta, come cioè ad esempio dall’elemento del fuoco o dell’aria (assieme), che non nello stesso elemento fuoco o nella medesima aria (sostaze pure). Subito dunque quell’anima nobilissima fu creata, immediatamente infusa al corpo, e immediatamente unita alla divinità.

Dio infatti  creando la stessa, infuse e congiunse; ed infuse l’anima mentre la univa e la creò infondendola, e tuttavia unì la stessa alla carne e alle ossa senza alterare nulla ma aggiungendo vita.Immediatamente Dio vide quell’anima in Sè proprio così com’è.Immediatamente con immenso amore l’amo e aderì ad essa. Ciò che vide per primo era Dio, ciò che per primo amò era lo stesso Dio.Quell’anima conobbe, alloratutte le cose passate, presenti e future.Conosceva Sua Madre e tutti i suoi discepoli, tutti gli uomini grati e ingrati, buoni e malvagi, giusti e ingiusti, vedeva anche questa assemblea qui presente in questa ruotaceleste. Vedeva anche questo nostro stesso colloquio, poiché nulla gli mancava.Vedendo Dio,il suo intelletto si estendeva da quella visione in ogni cosa.Chi, infatti, vede Dio, se Dio avrà voluto, può in una sola volta vedere tutto, infatti in Dio, così come in ogni ottimo artista,  sono tutte queste cose .Questa notte è più splendente del sole e di tutte quante le stelle, questo giorno il Signore lo rese più degno di tutti! Esultate e in essarallegratevi e gioite con letizia assai grande! Questa solennità sia, presso di voi la più famosa di tutte quante le solennità!Questa festività eccella su tutte le vostre feste!

Questa è infatti la festa dell’angelica e solenne Annunciazione, è la festa della fuoriuscita del miracoloso sangue dal cuore vergineo e della sua collocazione nel mondissimo grembo.

È la festa della condensazione del medesimo sangue in ossa, nervi, carne, in tutte le membra come cuore, cervello, fegato e polmoni e  della perfetta trasformazione e sistemazione degli organi.È la festa celeberrima della creazione di quell’ anima. È  la festa dell’infusione di quell’ anima in quel corpoe della unione[33] del  corpo. Infatti quella nobilissima anima fu congiunta al nobilissimo corpo in modo molto dignitoso. È la festa dell’umanità, dell’unione con la divinità.

Infatti l’umanità fu unita con la divinità, e le parti della medesima umanità furono congiunte alla divinità.

È la festa di quell’uomo e di quell’anima perfetta. È la festa della somma beatificazione  della carne. È festa poiché i giorni della conoscenza di ogni cosa per quell’anima sono grandi, eccelsi, straordinari e inauditi.

Tutte queste cose, o carissimo, nello stesso tempo e nello stesso istante furono realizzate nel grembo  di quella Santissima Fanciulla alla quale allora fu favorita tanta di quella grazia quanta Dio aveva stabilito di concederle.Nessuna cosa è maggiore nella grazia, che la grazia della Vergine dopo la grazia dell’anima di Cristo!Nessuna cosa è uguale alla sua grazia!È dunque la festa della dimostrazione della grazia totalmente suprema nell’anima di Maria!


PARAGRAFO 5,7 - MARIA VERGINE ACCOGLIE IN SE IL VERBO INCARNATO

Allora Maria esultò e vide,contemplò e adorò il Dio Incarnato nel suo grembo, mentre era presente tutta quella curia celeste e  nell’assistere ad una cosa tanto meravigliosa, a tutti coloro che guardavano e adoravano il Dio fattopiccolo fanciullo, ma già perfettouomo, Maria salmodiò questo canto dicendo:

Glorifical’anima mia e il cuor mio Dio Padre Onnipotente;

Che me indegna rese degna, e rese figlia una sua serva;

Che me, vile creatura, Sua umile fattrice. Del Sommo Dio rese Madre, Del Suo figlio stabilì genitrice;

Dio Potentissimo  mi ha resa la più grande tra i Santi e benedetto sia il suo nome;

Glorifica l’anima mia e il cuor mio Dio Figlio Vero e Sapiente;

Che nato dal Padre senza tempo, ora è generato nel mio grembo;

Esulta il mio cuor, e il mio spirito, in Dio mio Salvatore;

Che mi elesse Sua Figlia, e mi rese Madre del Suo Signore;

Ho generato il genitore mio, ho contenuto Colui che i Cieli non possono contenere;

Glorifica l’anima mia e il cuor mio,di Dio Padre e Figlio l’immenso dono;

Che sempre con volto pio mi scrutò, nè mai con occhio torvo mi osservò;

Da ogni macchia mi preservò, e sopra ogni altra creatura mi esaltò;

Soave, benigno,ottimo e grande è il Suo Nome;

E da ora in eterno, tutte le nazioni mi chiameranno beata;

Rendo grazie  al Dio Uno e Trino, ora e sempre e nei secoli dei secoli , amen.

Benedetti voi Angeli Santi, che obbediste ai Comandi del Sommo Dio;

Beati voi che avete conosciuto la volontà di Dio e adempiuto ai suoi ordini;

Non disprezzaste il Figlio Mio, né disdegnaste me;

Combatteste con lucifero e lo superaste con ragionamenti veraci;

Dio mostò la potenza del suo braccio, e disperse tutti quanti i superbi;

Abbassò i potenti dalle loro sedi, e esaltò voi umili;

Voi, affamati di giustizia colmò di beni, i ricchi nei suoi occhi allontanò come morti;

Gioiscano tutti i padri e le madri, giubilino tutti i figli di Dio;

Il Dio di Israele ha suscitato il Suo Servo, memore fu della Sua Misericordia;

La Sua Misericordia passerà  di progenie in progenie, in tutti coloro che lo temono;

Ciò che ha promesso ad Abramo e ai nostri padri ora lo adempie in una Sua Donna;

Rendo Grazie al Dio Uno e Trino, ora e sempre e nei secoli dei secoli, amen

Con queste parole, Maria cantò, colma di letizia e piena di grazia, portando il Signore nel suo grembo ed  umilmente adorandoLo.Noi tutti invero contemplammo, vedemmo ed adorammoil Dio Incarnato, gli esibimmo la promessa obbedienza, riconoscemmo lo stesso come Nostro Signore e lo accettammo con animo risoluto, e le cose mirabili cui avevamo assistito , le celebrammosalmodiando così:


PARAGRAFO 5,8 - IL SALMO DEGLI ANGELI SULL’INCARNAZIONE DEL VERBO

Straordinariamente grande è Dio Nostro, e colmo di Onnipotenza;

Lo proclamasti nel principio dei secoli, Lo compiesti  negli ultimissimi giorni;

Porrai una legge eterna, che in nessun tempo sarà abolita;

Scaccerai via da te il timore, accumulerai dentro di te l’ amore;

Gli uomoni ti hanno servito nel timore, ti obbediranno d’ora in poi con amore;

Le ombre passarono, preannunciarono questa verità;

Così come le ombre saranno scacciate, ogni cosa volgerà alla luce;

Ciò che abbiamo visto dapprima in immagine, ora lo vediamo Vero Dio Fatto Uomo;

Allora ci appaerve così come uomo, ora si fa conoscere come vero uomo;

A Maria lo annunciammo, e prestammo aiuto come potemmo;

Narrammo il nostro conflitto, svelammo gli antichi cantici;

Conoscevamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, nessun (fatto) uomo di Quelli vedevamo;

Subito vedemmo  il sangue essere estratto , e nel grembo di Maria esser condotto;

Essere condensato e convertito in carne ed essere formato ogni membro;

Essere creata un’anima perfetta, ed essere colmata di ogni virtù;

Essere infusa in un Corpo Perfetto, ed essere unita alla Divinità;

Il  Dio grande agricoltore, ha introdotto un germoglio nel suo tronco;

Il suo tronco è la Persona del Verbo, ramo naturale della divinità;

Ma è il ramo che ha dato vita al tronco, non questo troncoal  ramo;

L’umanità è come un certo germoglio, inserito dalla Persona del Verbo;

Due sono le nature, unite in una medesima Persona;

Le cose che sono di Dio si dicono dell’uomo, e quelle dell’uomo sono di Dio;

Dio assunse l’umanità e la Carne, non invece  l’umanità o la carne  assunsero Dio;

L’anima fu creata e (resa) allo stesso tempo beata, beata e parimenti creata;

Vedeva mentre si creava, mentre vedeva si creava;

Amava ed era creata,mentre era creata e amava;

Conobbe Dio prima di ogni cosa, amò Lo Stesso prima di ogni cosa;

La conoscenza conobbe ogni cosa in Dio, nessuna cosa futura fu celata ad essa;

Ora la Madre è ricolma di ogni grazia, gli uomini sono invece svuotati della colpa;

Assistemmo senza dubbio a cose ammirabili, indicibili ad ogni creatura[34];

Beati noi che ci sottomettemmo , e volemmo obbedire ai comandi;

Tutti ti onoriamo come Dio fatto Uomo, cosi come  sempre ti adoriamo come Signore Nostro;

Lo annunciamo a Te Vergine Maria e ti proclamiamo Madre di Dio;

Ti onoriamo assieme al Figlio Tuo, ti concediamo i dovuti ossequi;

Tu insieme al Benigno Spirito, generasti il Dio Incarnato;

Ti proclamiamo Nostra Regina e non disdegnamo che tu regni su di noi;

Luciferoapostatò e perse la luce e con i suoi seguaci discese negli inferi;

Gloria a Dio nell’alto dei cieli cantiamo, e altresì annunciamo di nuovo la pace in terra ai viventi 

Queste cose, o diletto, cantammo alla Regina, e poi rivolti quei versetti che voi uomini, ispirati di fiamma divina, ora cantate, cominciammo a cantare dicendo:

Ave, Regina dei cieli,

Ave, Signora degli angeli;

porta e radice di salvezza,

rechi nel mondo la luce.

Gioisci, vergine gloriosa,

bella fra tutte le donne;

salve, o tutta santa,

prega per noi Cristo Signore. 

e dicendo Cristo, mostravamo quel piccolo reso bimboda Dio,perchè finalmente si sarebbe potutovedere con gli occhi della carne, nel quale pure era ogni virtù, eccelleva ogni senso, come se non fosse stato limitato nel claustro verginale.


PARAGRAFO 5,9 - OPERA TRINITARIA DELL’INCARNAZIONE

Con una straordinaria perizia, il grande Dio  fattore ,  unì l’umanità alla Persona del Verbo e innestò al tronco di quell’altra natura (divina) il bocciolo dell’unica natura (umana). La Persona del Verbo è come il tronco e il picciolo dell’albero, la natura divina è essa stessa l’albero, o la ramificazione naturale sussistente nella persona, la natura umana è come un olivo o il bocciolo agreste che la divina potenza inserì nella Persona del Verbo, e le due nature, umana e divina, furono unite in una Sola Persona e dunque qualsiasi cosa si dica riguardo a Dio la si dice anche riguardo a quall’uomo e qualsiasi cosa è detta di quell’uomo, tranne quelle cose che competono soltanto all’atto dell’unione, si dicono di Dio, dunque bene può essere detto, che questo uomo creò il cielo e la terra e Dio ha sofferto ed è morto, ma l’uomo non assunse Dio, né l’uomo si è incarnato, bensì Dio assunse quella unica umanità cheè Dio e si è incarnato.

Infatti solo il Figlio di Dio si è incarnato, non il Padre o lo Spirito Santo, e siccome il Figlio è Vero Dio, dunque è anche Dio che si incarna. Tutta la Trinità la compì, solo mediante l’operadelle Tre Persone Divine l’umanità fu unita al Figlio, Maria cooperò a produrre la Carne e tutte le membra e non omise nessuna di quelle cose che spettano alla Madre[35].

Sarebbe infatti impossibile per una creatura esistere subitoladdove mancasse l’opera generata da un precedente comando. Egli la eseguì e vi fu subito la creaturà eil soggetto fu proprio in quell’attimodisposto e preparato. In tale circostanzatutte le cose erano già sistemate e preparate. Così potè esistere immediatamente.


PARAGRAFO 5,10 - DISCORSI SULL’ ANIMA DEL VERBO INCARNATO

(*rinviamo il lettore alle avvertenze iniziali su questo argomento) PRIMA PARTE:-Amadeo commette il primo grave errore teologico, e per questo è redarguito dall’Angelo, ritenendo l’Anima di Cristo come una persona, in tal modo Gabriele gli mostra a cosa potrebbe condurre questo errore, cioè a ritenere Cristo formato da due persone (anima e divinità).

 

Allora io: “Mio signore, a cosa servì l’anima a quell’uomo che era già Dio, non bastava la sola divinità a dare la vita?[36]Dio è già vita!Non vi era alcuna necessità che quella carne ottenesse altra vita, né che la carne possedesse due vite e fosse resa viva da due persone diverse!”.

Allora disse l’Angelo: “ O omuncolo! Chi ti ha insegnato a porre in dubbio  e a tenere per buone quelle cose che i tuoi padri, invece, non sostengono anzi addirittura sprezzano di tenere o approvare?Ma poiché, così come molti altri rozzi, mi sembrinon riuscire bene a comprenderequesta verità, per questo motivo proverò ad aggiungere ancora più ragioni per incitare quella tua opinione:

(Tu dunque vorresti dirmi[37]):

Poiché la divinità è immaginata vita come proprieamente è,a cosa occorreva, dunque, porre altra vita, ovvero altra anima e altro spirito in Cristo, dal momento che in Cristo è stata già posta la divinità, che è vera vita, vera sapienza, vera volontà, vero intelletto, vera carità?

Se dunque Dio è vita, e anche l’anima è vita, a cosa servivano quelle due assieme quando ne bastava soltanto una di loro?
Per il corpo risulta superflua la vita dell’anima se ha a sè unita la divinità, cioè la vita perfetta per mezzo della quale viene già reso vivo!
E inoltre, in che modo Dio rende vivo il corpo, reso vivo dall’anima, ovvero in che modo l’anima rende vivo il corpo, reso vivo da Dio?
A cosa serve dunque l’anima assieme alla divinità o la divinità assieme all’anima? 
È vita da entrambe le parti? È processo da entrambe le parti?
Una vita non può perfezionare l’altra, una vita non può rendere  viva l’altra, poiché non può essere resa viva l’anima, ma solo il corpo è reso vivo!
La divinità non si unisce infatti che a quello che non sia  già  stato reso vivo!
A cosa dunque serve tenere l’anima, la quale né rende vivo né è resa viva né è unita alla divinità?
Se la divinità non rende viva la carne, allora non è unita alla carne: ma è necessario che si unisca alla carne. Altrimenti Cristo non sarebbe perfetto Dio e perfetto uomo!
Poiché è un perfetto uomo quello la cui vita sia resa viva mediante una vita perfetta, e d’altra parte la vita perfetta è Dio. Non può fare Dio ogni cosa per mezzo di Se Stesso? Certamente può, poiché è Onnipotente![38]
Qualsiasi cosa voglia, può, sebbene non tutto ciò che può fare, vuole farlo. Per quale motivo, allora era necessario aggiungere a Sé un aiuto per rendere viva la carne umana, creando un’anima nuova come se Dio stesso mancasse di aiuto?
L’Onnipotente non ha bisogno di nessun aiuto  né è sprovvisto di nessun aiuto. Non era necessario dunque offrisse un’anima in aiuto a Dio!

Nota, dunque, se puoi, quante dimostrazioni abbia addotto al tuo (fallace)ragionamento!Ma considera ancora un’altra argomentazione

L’anima come voi uomini credete e noi sappiamo, è quella cosa inseparabile e unica della creatura spirituale, la cui natura è immaginata una data sostanza, che può essere chiamata Persona.- Parlo non dell’anima in sé considerata, ma di questa “tua anima” e  dell’anima dell’altro uomo. Ora, l’anima come la intenditu, se sarà ritenuta sia questa che quella , sarà una persona e se pertanto, in Cristo fosse stata creata un’anima, quella sarebbe stata una persona e da ciò seguirebbero due assurdi. Primo: che nella Trinità ci sarebbero ben quattro Persone per via della Persona del Verbo e della persona dell’anima nel Verbo. Pochè Cristo è una Persona nella Trinità se lo stesso resta una Persona, sarà invece due persone nella Trinità, se in lui si supporranno due persone. Secondo: che in Cristo ci sarebbero  due Persone ,a causa della Persona del Verbo e della Persona dell’Anima, cosicchè  Cristo non sarebbe uno, ma due poiché Due Persone.

 

SECONDA PARTE: Amadeo commette il secondo grave errore teologico, ritenendo Cristo vero Dio, solo se privo di anima razionale.

(Secondo te dunque):

Non si deve dunque porre nello Stesso un’ “anima razionale creata”!   Ma basta  l’anima razionale e la vita perfetta: che è Dio e la Persona increata e ogni bene.  
Non ci fu dunque un’anima creata nello stesso in cui vi era già un’ anima increata e il più perfetto di tutti gli spiriti.  Per questo motivo, molti tra voi Angeli si rifiutarono diaffermare Cristo come Creatore [39]. Lo stesso non può essere ritenuto realmente una creatura, ma se avesse avuto  un’anima razionale come tutti gli altri uomini, quella si che sarebbe stata creata e parimenti, in ragione di tale anima così creata, Cristo sarebbe stato realmente detto essere creatura, poiché a ragione di quell’anima sarebbe stato fatto dal nulla.
Difatti essere creato significa proprio: essere fatto dal nulla! Invero l’anima, poiché non avrebbe diretto (nulla), né per intero, né in parte, sarebbe stata creata.

Può nel modo più assoluto possibile,essere difesa dunque l’opinione che Cristo fosse perfetto Dio e perfetto Uomo soltanto non ponendo in essere alcuna anima creata piuttosto che ponendola!

A che servirebbe  dunqueporre quell’anima in Lui, quando di più, invece , si potrebbe provare che lo stesso sia perfetto Dio e Perfetto Uomo, se non avesse avuto l’anima creata, come dicemmo più sopra?
Per questo motivo , infatti, è perfetto Dio poiché quella carne è resa viva da Dio medesimo e perfetto uomo poiché quella perfettissima carne è resa viva da uno Spirito Perfettissimo.
Così come, infatti, Dio creò e plasmò quella carne perfettissima, così in essa pose una vita perfettissima e volle rendere viva la stessa mediante il Suo Perfettissimo Spirito, che non è nient’altro che Lui, vita di tutti i viventi sebbene uno in un modo, l’altro in un altro.
Così non ponendo un’anima creata in Cristo, bene può comprendersi in che modo Cristo è Dio, poiché per mezzo della divinità è stata resa viva la carne.
Ponendo invece che avesse avuto un’anima creata non può comprendersi in che modo Sia Dio non rendendo vivo nulla né l’anima, né il corpo.
Sostenendo ugualmente  che la divinità sia unita alla carne umana, sarà chiaramente vero sostenere che questo uomo  è eterno e creò gli Angeli, il Cielo Empireo, la materia prima in principio, e in sei giorni ogni altra cosa, e che è generato  eternamente dal Padre, e che Egli  Stesso e il Padre, sono il medesimo Dio.
Similmente apparirà facile in che modo Maria à Genitrice di Dio: poiché generò quest’uomo che è perfetto Dio e perfetto uomo. Se invece quella carne fosse stata resa viva per mezzo di un’ anima (creata) non si potrebbe comprendere in che modo la stessa (madre di Dio), abbia generato Dio , ma solo che abbia generato un uomo composto di anima e dicorpo. 
Non potrebbe  dunque, essere chiamata realmente Madre di Dio così come voi oggi rettamente della stessa dite e cantate, e in Lui, ora fortemente onorate la stessa,e grazie alla sua Maternità,  la stessa  è esaltata sopra ogni Coro e sopra i Sette Angeli e sopra Michele e per questomotivo noi ci sottomettiamo a lei e la teniamo per nostra Regina.
Di conseguenza il Padre - Dio è unico e solo  con Cristo, e Cristo con Lui e con lo Spirito Santo.  Ponendo la divinità al posto dell’anima del Padre e, del Figlio di Maria, una è la divinità e di uguale maestà.
Se infatti Dio non volle essere unito a Lucifero, in che modo lo spirito sarebbe stato unito all’anima? O meglio non volle essere unito a nessun Angelo:e poiché questa unione non è altro che la vivificazione di quella cosa cui si è unito Dio,lo Spirito  viceversa, poiché è già vita, non può essere reso a sua volta vivo.Ed a questo lucifero non pose attenzione quando Dio disse: “Voglio essere unito all’ uomo” ma credette che, così come (Dio) potesse unirsi all’uomo similmenteavrebbe potutounirsi a sé e agli altri Spiriti e dunque concupì ardentemente questa unione e divenne ribelle a Dio e perse i premi che erano stati preparatiper lui se fosse rimasto fedele. Dio infatti lo condannò proprio a causa della sua cattiva volontà poiché  disprezzò Dio volendo una unione che non poteva avvenire. Non è pertanto unita a Dio qualunque anima, ma è unita alla carne la divinità, perché  Cristo fosse perfetto Dio e perfetto Uomo.Non è del pari conveniente, nè giusto, né congruo, affinchè  due spiriti siano in una sola carne, cioè  l’una la divinità e l’ altra l’anima creata, che sia da rimuovere da quella carne di loro o l’anima o la divinità. Ma una volta rimossa la divinità vivificante, Cristo non sarà più nè in alcun modo Dio né perfetto uomo come già dicemmo.
Dunque sia lasciata in esso la divinità e sia rimossa l’anima e vi sarà Cristo vero Dio e vero uomo.
Se Cristo avesse avuto un’anima creata a rendere viva la carne, allora  sarebbe stato uomo come gli altri uomini e avrebbe potuto peccare e rendersi colpevole: poiché ogni uomo è mentitore e peccatore. Ma poiché  era Dio non poteva né mentire né peccare, poiché Dio per sua natura non può peccare in alcun modo. Le altre creature intellettuali possono peccare anche se siano beate, e se non peccano è per merito della grazia di Dio che le preserva da ciò. Cristo tuttavia in alcun modo potè peccare , poiché la carne di per sé non può peccare, in quanto il peccato risiede nella volontà. Anche la volontà Divina è rettissima; non può mancare in alcuna cosa, non può in alcun modo discostarsi dalla rettitudine.
Se Cristo avesse realmente  avuto l’anima, Giovanni che è qui non avrebbe detto: Il Verbo si è fatto carne [Gv 1,14], al contrario non disse, come voi dite, “si è fatto uomo”. Difatti, non si è semplicemente “fatto uomo”, ma si è fatto nel grembo di Maria “vero uomo”,  assumendo ed allo stesso tempo rendendo viva la carne ed in tal modo unendola a sè. Si è fattodavvero uomo, non perché dapprima fosse stato uomo e poi (successivamente) si fosse unito a Dio, ma perché si è fatto “uomo” mediante quella stessa unione.

Vedi  “Animaletto di Dio” se io, in favore di quella tua meditazionequando riflettevi sucosa fosse servita a Cristo l’anima, non abbia investigato così tante tue congetture!

 

TERZA PARTE: L’Angelo Gabriele riporta Amadeo, ai concili della Chiesa e al simbolo di Atanasio. Cristo fu vero Dio e uomo perché ebbe un’anima razionale creata. La Chiesa quanto è unita nel nome di Cristo nonpuò errare

Allora io: “Questa teoria, se potesse essere sostenuta senza alcun pericolo,piacerebbe a molti!Ma alloraperché Giovannidisse: Il Verbo si è fatto carne[Gv 1,14]e dopo aggiunse che Cristo avesse detto:. Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre l’anima per le pecore[Gv 10,11-17]  e di nuovoio offro la mia anima, per poi riprenderla di nuovo[GV 10,17]?Allora l’Angelo sorridendo disse: “Conosco la dialettica, conosco tutte le apparenze del ragionamento e le risposte fallaci e velate”. Anima può essere posta al posto di vita, e il senso sia “metto la mia vita per le pecore e nel mio potere è vivere e morire”, poiché eraDio, infatti se non fosse stato Dio, non sarebbe stato nel suo potere vivere o morire.Dimmi: “Non diceva forse il profeta “Dio trattieni l’ira della tua anima?” La divinità è lo spirito di Dio[40] poiché è vita di Dio, e, “Mise per il suo gregge questa vita”, infatti durante il tempo della morte non rese viva la carne,  ma la carne giacevamorta. Si offrì poiché lo volle.Ma tu vuoi sapere (in realtà)  qualche altra cosa su ciò”,  e mentre io tacevo disse:“Se non ebbe un’anima creata dunque i concili dei Santi Padri avrebbero statuito il falso!Stabilirono invece che Cristo avesse avuto un’anima razionale creata e (ambedue) gli intelletti e le volontà[41], e con il vincolo di anatema strinsero tutti coloro che credevano e insegnavano il contrario”.Voi credete ed è vero che la Chiesa nelle cose che sono di fede non possa errare, soprattutto quando è riunita nel nome di Cristo, poiché è scritto: dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro [Mt 18,20], infatti è allora guidatadallo Spirito Santo.E Atanasio nel suo simbolo disse: Perfetto Dio, perfetto uomo: sussistente dall’anima razionale[Quicumque vult][42], cioè creataaffinchè tu non comprendessi in modo stolto (come hai fatto)per quell’ anima razionale la medesima divinità e sussistente dalla carne umana[Atanasius - Quicumque vult], dove noti un altro segreto della vostra filosofia,poiché la carne umana è altra cosa rispetto all’anima e non è carne per mezzo dell’anima.Se infatti sussiste dall’anima razionale e dalla carne umana come da due ecioè: una della carne, l’altro dell’anima, non sussisterebbe da quei due se la carne esistesse per mezzo dell’anima.Dicono i vostri Santi Padri e i Vostri Concili, che il Verbo una sola volta assunse la carne e intendono in parte e rettamente. Ma se la carne morta era stata già resa viva per mezzo del Verbo Divino e la vivificazione era un’unione, dunque il Verbo lasciò la carne appena aveva assunto la natura umana! Dicono anche che l’anima di Cristo discese agli inferi: non invece la carne, che (al contrario) giaceva nel sepolcro, nè la divinità che è ovunque [assumendo anche che Dio sembra aver assunto tanto la carne che l’anima ovvero ambedue le nature tanto quella spirituale quanto quella corporale].Fu in Cristo non soltanto il dolore della carne ma anche la tristezza della morte non divina ma umana. Per questo disse: [triste è l’anima mia]e di seguitonon la mia ma la tua volontà si faccia [Mt 20:23; Mr 10:40; Mt 26:39; Mr 14:36; Lc 22:42  ]e chepregava.La Chiesa come dissi non può errare.Cristo fu vero Dio e perfetto Dio, vero uomo e perfetto uomo, costituito sia di anima razionale che di carne umana. Ma non ebbe quell’ anima come gli altri uomini. È necessario che il Vero Uomo abbia vera carne umana e vera anima. Se dunque Cristo non avesse avuto l’anima, in che modo sarebbe stato “vero uomo”? Se Dio possa dare la vita al corpo supplendo al posto dell’ anima, lo dichiarerà solo il pastore futuro!  Per ora sappi soltanto questo: non devi deviare dai tuoi maggori!Non è forse necessario che l’uomo possieda una vera carne umana e una vera anima? Se, dunque, Cristo non avesse avuto l’anima in che modo sarebbe stato vero uomo? Sarebbe al contrario più facile creare l’uomo con l’anima senza la carne di quanto creare un uomo che abbia la carne senza l’anima. L’anima infatti è la parte più importante dell’uomo! Pertanto coloro che dicono che l’anima costituisca tutto quanto l’uomo errano di meno di coloro che ammettono che la carne costituisca invece tutto quanto l’uomo”. 


PARAGRAFO 5,11 - L’ANNUNCIAZIONE 2)

Già hai udito il modo dell’Incarnazione e della “umanificazione”, comprendesti anche il salmo.Le cose che ti ho rivelato sono vere, le cose che ti ho dichiarato sono divine.Ed io: “Molti presso di noi credono che pochi Angeli sapessero dell’incarnazione del Verbo. Per cui gli Angeli dicevano al Signore che scendeva di Cielo in Cielo: “Chi è costui che viene dall’Edon[43] con le vesti tinte di Bofra?[Is 61,1].E il nostro Apostolo dissesia manifestata ora nel cielo, per mezzo della Chiesa, ai Principati e alle Potestà [Ef 3,10]”. Rispose (l’Angelo): “La verità è che noi, come già ti dissi, conoscemmo questo mistero e  proprio a causa di questo, facemmo quella battaglia. Non dicemmo al Signore , che scendeva, queste parole come se non lo conoscessimo, ma le pronunciavamoa causa dell’ammirazione di una tale maestà. Abbiamo rivelato questo ai profeti.Noi siamo intervenuti,non vedemmo ogni cosa? In che modo avremmo preparato la salvezza degli uomini se non avessimo conosciuto il Salvatore?Tuttavia non conoscemmo perfettamente come sarebbe avvenutauna cosa così meravigliosa se non quando vedemmo essere la stessa avvenuta: nè altrimenti (conoscevamo) il modo della resurrezione e dell’ascensionedi Cristo. Dunque la conoscemmo perfettamente, solo quando la vedemmo essere avvenuta e parimenti del modo della Resurrezione di Cristo e dell’Ascensione. Conoscemmo dunque perfettamente queste cose nel momento in cui le vedemmo essere avvenute e in questo modo,si resero notea voi per mezzo della Chiesa: poiché nella Chiesa vedemmo tali cose essere avvenute chiaramente. E in che maniera?Maria divenne Cielo Empireo.Infatti tutta la moltitudine dell’esercito della celeste milizia era li presente con lei.Infatti più Angeli possono essere contemporaneamente nello stesso luogo, sebbene per natura uno non sia dov’ è un altro. Così allora, non ci sentivamo sdegnati di un così grande abitacolo. Molti dei nostri non erano dentro le pareti della casetta ma al di fuori e per lo spazio di due o tre stadi[44] e miglia e tutti vedevamo una cosa così stupenda: cosa ti pare? Poiché le pareti non impedivano la nostra visione, tutti ci allietavamo, godevamo e cantavamo. E pertanto questa è la festa dell’Angelica esultazione poiché allora accettammo quell’uomo come nostro re e Maria come Nostra Regina. È La Festa della sottomissione degli Angeli all’uomo, dell’inizio del Regno di Gesù Cristo e della discesa in terra di tutti gli Angeli, il Quale quella notte, discese per il bene di tutti e dunque nella notte della Natività e successivamente nel tempo della morte della Resurrezione e della Ascensione. Poiché tutti fino al monte degli olivi andammo incontro a lui divisi per Cori, e in seguito quando Maria Vergine fu assunta all’Eterno Talamo, e discenderemo nuovamente in questo luogo tutti con Cristo Giudice”.


PARAGRAFO 5,12 - LA RIVELAZIONE PROGRESSIVA 1): DISCORSO DI SAN LUCA(RIPRENDEREMO IL DISCORSO NELLA VIII ESTASI)

Allora io “Gli altri Evangelisti non  ci tramandarono nulla di ciò, solo Luca un poco lo riportò, ma omise le cose più importanti”.Allora l’Angelo, chiamato S. Luca disse: “O Carissimo, rivelerai a quest’uomo semplice perché hai pretermesso le cose più straordinarie della Incarnazione del Figlio di Dio!”. Rispose S. Luca: “Tu stesso conosci la causa. La Genitrice del Nostro Dio mi rivelò ogni cosa e io l’avevo scritta ma allora non piacque al Nostro Re che le stesse cose fossero rivelate a tutti poiché c’era molta perfidia nel mondo - e aggiunse – certamente sono riservate per l’età ventura quando anche sarà compresa l’Apocalisse di Giovanniche è chiusa da sette sigilli. In quel tempo queste cose saranno integrate nel mio Vangelo da un “pastore”,  che sarà come un gambo del Vangelo e saranno aggiunte tutte  quelle cose principali con un altro comando (cioè che siano qui scritte da te), e saranno cantate pubblicamente dalla Chiesa sotto il titolo di “Mio Vangelo”.Io avevo scritto della Concezione, della Natività della Vergine, della Presentazione della medesima al tempio e dello Sposalizio,  meno di quanto ora ti è stato rivelato e prima hai scritto e poco altro, e avevo  scritto della Vergine, della Morte e dell’Assunzione, quelle cose che ti saranno rivelate. Ognuna di queste cose, questo “Pastore” futuro aggiungerà al mio Vangelo e saranno decantate nella stessa festa della Vergine.Non volle Dio fare tutto pubblicamente: ma soltanto quelle cose che erano necessarie alla salvezza, di spettanza all’umanità e alla divinità di Cristo Nostro Signore[45].Ma Ecco è qui Gabriele al quale sono state affidate queste cose: ascoltalo!”.Gabriele dunque cominciò a parlare confermando tutte le cose che S. Luca aveva dettoe aggiungendo che la festa dell’Annunciazione venisse fatta cadere prima della domenica della passione e fosse assieme all’ottava e che nel giorno precedente ci sia la festa solenne dello Sposalizio della Madre di Dio e sia letto il Vangelo “Missus Est”. In realtà nel giorno dell’Annunciazione sia scelto il Vangelo “In principio era il Verbo” o il “Vangelo Nuovo di Luce” secondo ciò che il Pastore avrà ordinato.  E se tutte queste non potranno essere osservate, saranno inserite la domenica della Passione cosicchè le cose che saranno cantate allora, saranno ripetute non solo “alla Natività del Signore” in cui è stato manifestato al mondo, ma anche a questo “Quando il Verbo si fece carne”.E se accadesse di essere celebrata dopo l’ottava di Pasqua, che sia celebrata con maggiore solennità rispetto a prima, ma sarà allora stabilito quando e come, poiché Dio insegnerà (direttamente) a quel “Pastore”. Lo stesso aggiungerà  molte cose che ora scriverai e dichiarerai e se tale festa verrà fissata la domenica e se quella domenica debba essere celebrata  o  meno, e che, nel giorno di una solennità tanto grande sia da celebrarsi il digiuno e quando sì e quando no,  e molte altre cose che ora pretermetto.


PARAGRAFO 5,13 - DAL “FIAT”  ALLA VISITAZIONE

Ora, o dilettissimo ascolta e considera l’eccellenza del tuo genere, pensa quanto onore allora ebbe la tua progenie quando tutti gli Angeli adorarono il Dio Fatto Uomo e Maria Madre di Dio e a loro liberamente si sottomisero. Rifletti su cosa, quale e su quanto grande sia stata questa notte veramente Santa, veramente splendida, che abbaglia davvero come il sole. Fate bene a dire“Ave Maria” talvolta  al tocco della campana della sera quando iogiunsi, dite bene quando a metà della notte ripetete ciò aggiungendo ecco l’Ancella del Signore, sia fatto di me secondo la tua parola, bene quando al crepuscolo del giorno di nuovo aggiungete della salutazione [Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi].Allora infatti una moltitudine di Angeli con gioia si allontanò da Maria. Invero, mentre il suo sposo chiamato Giuseppe e noi la accompagnavamo in fretta il giorno seguente da sua cognata Elisabetta,e mentre andavo, ho declamato quel salmo o quella cantilena dei peccati, che Adamo aveva recitato con Eva.Citai quello e tu lo scriverai.  Così infatti fu:

- Il Salmo dei primi parenti con cui implorarono e ottennero la remissione delle colpe:

Adamo

Adonay, Signore Mio Dio, per la Tua Grande Misericordia, abbi pietà di me.

E poiché plurime sono le tue commiserazioni cancella questa mia iniquità;

Sono  oppresso da una grandissima tribolazione: la tempesta del mare mi ha sommerso;

Liberami Signore e strappami dal diluvio delle molte acque;

Ascoltate o Cieli, e voi tutti abitanti dei Cieli ascoltate le parole della mia bocca;

Riferiscano gli Angeli ogni cosa: le cose su cui rifletto e di cui parlo, lo annuncino le Virtù Celesti;

Porga Dio sapientissime orecchie a questa mia umile supplica;

Esaudisca la mia preghiera e l’urlo del mio cuore giunga allo stesso;

Tu Dio sei la luce vera e splendidissima, tutte le altre cose sono commiste all tenebre;

Tu sei il sole che non conosce tramonto, dimori nella luce inaccessibile;

Tu sei il termine e la fine di tutto: Tu sei la società unificata di tutti i beati.

Eva

Adonay, Signore Mio Dio, per la Tua Grande Misericordia, abbi pietà di me;

Grande è infatti la tua misericordia, e le tue compassioni lo sono molto di più;

Tu prima di ogni cosa hai creato il Cielo immobile,  abitacolo santo ed eccelso;

Lo hai abbellito con gli Angelici Spiriti e ad essi rivelasti tutte le cose che sarebbero avvenute;

Quelli furono gli astri del mattino che ti lodarono per molti secoli;

Tu hai formato il Cielo Mobile e hai dato il nome a quelle acque che sopraai cieli[46];

Infatti è in se stesso uniforme in tutto, e con il suo moto mette in movimento gli altri cieli;

Quelle acque sono sotto il Cielo Immobile e sopra ogni cosa che viene mossa;

Tu creasti la luce, il bellissimo sole, la luna con i cinque pianeti;

Hai posto nel mezzo il Firmamento nel quale hai collocato in modo potente segni, stelle e corpi celesti;

Hai creato i quattro elementi e hai formato da quelli tutto il resto con la tua sapienza.

Adamo

Adonay, Signore Mio Dio, per la Tua Grande Misericordia, abbi pietà di me.

Che abbassi i superbi e esalti i tuoi umili;

Infatti hai abbattuto il Dragone superbo e ribelle con la potenza del tuo braccio;

Hai scalzato dai seggi i potenti e innalzato coloro che erano umili;

Gli affamati li hai colmati di beni e coloro che apparivano pieni di sé li hai abbassati;

Infine mi hai creato uomo dalla polvere della terra e mi ha insignito della Tua Immagine;

E sebbene di natura mortale et perturbabile, mi hai concesso che non potessi morire o essere  agitato;

Infatti non mi ripugnava di accogliere quella natura da te;

Mi hai condotto nel luogo della vita e della delizia e mi hai decorato di tutti i beni;

Hai sottomesso ogni cosa sotto i miei piedi e il Grande Nome del Signore Mio Dio mi hai mostrato;

Mi hai concesso Eva simile a me per aiutarmi, che hai estratto dalla mia costola.

Adamo

Adonay, Signore Mio Dio, per la Tua Grande Misericordia, abbi pietà di me;

Poiché mi hai messo a capo di tutti gli uomini e mi hai istruito assieme allamia compagna con la sapienza;

Ci ha concesso il libero arbitrio e ci hai laciato nelle nostre mani;

Ci hai dato dei precetti e degli ordini e ci hai posto innanzi la vita e la morte;

E se avessimo obbedito agli ordini saremmo vissuti, non obbedendo saremmo morti;

Lucifero invidioso ci vide e ci invidiò, ci attaccò e ci vinse;

Vinto dagli Angeli,superò l’uomo e la sua progenie prostrò in eterno;

Sono io che peccai , quello che innanzi a te commise iniquità;

Se io non avessi voluto, né Eva, nè i miei nemici avrebbero potuto deviarmi;

Quando ero nell’onore non capiì e persi la mia dignità;

Fui paragonato ai giumenti, e reso simile al cavallo e al mulo.

Adamo

Adonay, Signore Mio Dio, per la Tua Grande Misericordia, abbi pietà di me;

Ho trovato solo tribolazione e dolore, mi hanno circondato i lamenti della morte;

Sono oppresso da morte e da ogni miseria, spogliato di ogni ricchezza;

Sono sceso da Johlim a Jericho, sono precipitato tra perfidi ladri;

Gli stessi mi spogliarono e mi lasciarono completamente nudo;

Conosco già la mia nudità, sarà la mia disgrazia per sempre contro di me;

So che è buono il Dio che ho perduto, bene conobbi che ciò che tengo è il male;

È vero tuttavia che compiango troppo le mie miserie quanto le calamità del futuro;

Voglia il cielo che le pena dei peccati si abbattesse solo su di me e su Eva ;

Transiterà di progenie in progenie in tutti i nostri figli!

Eva

Adonay, Signore Mio Dio, per la Tua Grande Misericordia, abbi pietà di me;

Grande è il Signore Nostro Dio e Grande la Sua Clemenza e nonvi è misura della sua Misericordia ;

Il quale ha applicato un rimedio al nostro peccato, così se vorremo risorgere, potremo;

Subito ha istituito il Suo UnicoFiglio Glorificatore di ogni cosa, come nostro Redentore;

Ed ha anche istituito la Sua Santa Genitrice come Nostra Mediatrice;

Sull’immagine della quale ha eretto me Eva madre di tutti i viventi;

Ad Adamo diede una Madre come figlia, la plasmò a misura sua e dei figli miei;

E ha voluto abolire le nostre colpe con i meriti quanto mai eccelsi di quella;

SedesidereremoLo Stesso e riconosceremo i Suoi sacramenti ;

Accettò un sacrificio volontario, mai rifiutò il suo cuore umile;

A coloro che verranno a Lui recherà il perdono togliendo loro i peccati e infonderà la gloria.

Eva

Adonay, Signore Mio Dio, per la Tua Grande Misericordia, abbi pietà di me;

Grande è il numero delle tue dolcezze, beati tutti coloro che sperano in Te;

Dopo le tenebre riporti la luce, dopo i dolori gioia e la letizia;

Ricompensi mille volte per cento, e diecimila volte invece per mille;

Commuti le cose minime in massime, e le cose temporali in eterne;

Beati coloro che custodiscono i tuoi precetti, sottopongono i loro colli al tuo giogo;

Abiteranno nell’eccelso Tabernacolo Tuo, riposeranno sul Tuo Santo Monte;

Nelle tue dimore abiteranno, dai tettisplendenti più dell’oro e di tutte le pietre preziose;

Beati coloro che credono nel Dio Uno e Trino e vogliono conoscere le Tue Vie;

Tutti noi cantiamo la Gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e glorifichiamo il Nostro Dio;

Così come cantavano gli Angeli in principio, così noi con Quelli ora e nei secoli dei secoli amen..

Hai dunque compreso questo cantico e questa orazione che innalzavano a Dio, che io allora  riferii a Maria passeggiando (con lei) per strada.Questo viaggio che la delicata fanciulla avrebbe fatto, a fatica,  in sei giorni, condotta da quel Signore che lei teneva  in grembo, lo completammo in un solo giorno ,e questo non fu né del tutto naturale, nè del tutto miracoloso.Non arrivammo lì, infatti , immediatamente ovvero in un’ora.Giuseppe sapeva in che luogo andavamo, nondimenoignorava la causa del viaggio,  infatti la conosceva.Fu invero degno di assistere alle meraviglie di Dio. Quando infatti io giunsicon i miei compagni, da Maria Vergine che stava pregando li, poco dopo, Giuseppeche era in casacon Anna,(era venuto infatti a fare visita a Maria)si avvicinarono per vedere Maria e mi ritrovarono mentre parlavo a Leie rimasero assieme a noi tutta quella notte,ascoltarono tutte le mie parole e videro la luce di Maria e credettero che il Messia fosse stato concepito ma allora non videro Dio Incarnato: invece sentirono il Canto e l’esultazione degli Angeli.Erano tutti e due in cammino con noi, Giuseppe ed Anna: dunque mai Giuseppe dubitò della Verginità di Maria ma vedendo tutte queste cose meravigliose non osava scrutareil suo viso e se talvoltala osservava, gli sembrava che risplendesse come il sole, poichè  portava il sole nella mente e nel corpo.Perciò i suoi raggi risplendevano in quel volto, nel quale terminava il sole irradiato che usciva dal Talamo Virginio. Per questo è scritto: senza che egli la conoscesse, fino a quando partorì il Suo  figlio  Unigenito [Mt1,25]. Giuseppe era stato dunque oppresso da un certo timore perché era giusto: era il più prudente e tuttavia si reputava il più indegno.  L’uomo infatti quanto più è dotto -  poiché sa quante cose mancano alla sua conoscenza - tanto più reputa se stesso il più ignorante e quanto un uomo è più giusto (degli altri) tanto più conosce i suoi difetti e si svilisce e così glorifica Dio.Dunque Giuseppe, nonostante fosse il più giusto degli altri, si stimava il più indegno.Non voleva pertanto condurre Maria nella sua casa, pensava ciò di nascosto nel suo cuore, ma non lo diceva a nessuno.Diceva (tra sé): “Non sono degno di abitare con la Madre di Dio!”.Sebbene infatti,  ancora  ignorasse  tutti i misteri, credeva tuttavia a questo (della divina maternità di Maria), nonostante non li comprendesse perfettamente, nè allora nè dopo,  così come Maria.Pensava dunque, terminato il viaggio, di annullare il vincolo della stessa.Tuttavia non volle ripudiarla sulla via e in casa di Zaccaria.In seguitoGiuseppedecise allora di lasciarla una volta tornato a Nazareth, ma allo stesso apparvi io in sogno e lo esortai a non temere, poiché Dio lo aveva reso degno, e che prendesse Maria e la conducessenella sua casa,  poiché, così come aveva udito quella felicissima notte:ciò che era nato nel seno di Maria, era opera di Dio ed era il Figlio dell’Altissino, e pertanto al Pargolo imponesse il nome Gesù e così fece e obbedì.


PARAGRAFO 5,14 - LA VISITAZIONE

Giungemmo dunque nelle regioni montuose della Galilea, ed entrammo nella casa di Zaccaria,ma solo Maria vedeva noi Angeli.La stessa dunque umilissimamante,così come la più umile delle Vergini, salutò Elisabetta che portava già un grembo prominente e dunque, si abbracciarono tra loro. Maria vide Gesù che si rivolgeva a Giovanni e Giovanni che fissava attentamente Gesù.Infatti  come subito Maria disse entrando: “La Pace di Cristo sia in questa casa” e a Elisabetta che le veniva incontro: “Pace a te degnissima Madre del profeta e della voce che grida nel deserto!”, immediatamente Giovanni si girò nella direzione di Cristo, con la faccia e lo sguardo  del corpo e l’un l’altro si guardarono con l’occhio dello spiritonello stesso modo in cui Dio e le Anime Beati si guardano.Giovanni curvò le ginocchia per primo innanzi a Gesù ed anche a noi Angeli che contemplavamo  e adorò Cristo Re. Quindi espresse sotto forma di un cantico queste parole nella lingua che gli Angeli e le anime parlano tra di loro:

 

Benedetto sia Cristo, vero Dio, Signore e  Salvatore;

Benedetto sia il suo ingresso: con il quale mi viene conferito il celeste sostentamento;

Benedici me, tuo fanciullo, fai salvo il figlio della tua ancella;

Invia la benedizione dal tuo tempio santo affinchè con la tua benedizione mi ricomli;

Sii il mio forte ausiliatore e degnamente annuncerò la lode e la tua gloria ;

Ti Adoro,Mio Dio, mi affido a te mio Creatore.

 

Gesù invero, come se sedesse, dopo aver alzata la mano destra e distesala verso lo stesso Giovanni, lo benediceva con queste parole e nella medesima lingua,  per mezzo di un cantico:

 

Benedetto sii, o eletto Giovanni, mio servo;  mio messaggero eprecursore;

Venni affinchè tuvedessi me, colui che in futuro dovrai precedere;

Venni o Giovanni affinchè ti benedica e ti mostri il mio volto;

Sii il mio messaggero, o Giovanni, in questo momento inizierai l’officio di precursore;

Proclamerai a gran voce che Io sono il Verbo dell’Eterno Padre, nel deserto del mondo;

Profetizzerai l’Agnello che toglie ipeccati e annuncerai il Salvatore degli uomini;

Prima di me andrai nel mondo e preparerai la mia via;

Convocherai gli uomini al battestimo e dichiarerai che io sono Dio

 

Allora Giovanni, mentre Maria, Elisabetta e noi Angeli osservavamo, si sollevò e cominciò a saltare e tripudiare dicendo:

 

Il Signore ha invocato il mio nome dal seno della madre mia;

Suo Servo mi ha chiamato, Suo Eletto mi ha nominato;

Mi ha mostrato un viso d’uomo e non ha nascosto la sua divinità;

Colui il quale mi aveva visto già concepito, io lo vidi e lo adorai come Dio;

Ho ottenuto una grande benedizione, ho iniziato l’officio di precursore;

Sono lo scudiero del Verbo Divino, il precursore del Mio Signore;

Annuncerò il Verbo di Dio e lo proclamerò come voce schietta;

Mostrerò l’Agnello di Dio, illuminerò le menti degli uomini

 

Queste cose dunque sua madre udì da Giovanni,poiché sentì lo stesso chiamato Giovanni da Gesù.Per questo, nel momento in cui gli veniva imposto il nome del padre disse: “ In nessun modo avrà il nome del padre, ma sarà invece chiamato Giovanni! [LC1,60]. Esultando pertanto Giovanni, e benedicendolo Cristo, le Madri stavano abbracciate e consideravano queste cose degne di ammirazionenon senza inenarrabile gaudioe una discorreva con l’altra non in lingua umana, ma angelica,Sebbene tuttavia Elisabetta esclamò con lingua umana ripetendo le ultime parole della mia salutazione e benedicendo il Frutto di Maria.Stando infatti ancora abbracciate, Elisabetta domandò con lingua angelica a Maria quando avrebbe concepito quel Figlio e in che modo.Maria menzionò per ordine: l’invio di Gabriele, che sono io, la mia salutazione e in che modo avrebbe concepito e chi era quel Pargolo.Infatti ElisabettaLo vedeva,  ma non la Sua divinità. Allora Elisabettà, disse, esclamando con voce forte: [Benedetta sei tu tra le donne!], frase che io le avevo già detto e il cui senso è :

 

“ Tu, o Maria, tra tutti gli uomini sei la sola benedetta poiché la sola che non fosti soggetta alla maledizione per nessun attimo né in essere né in pensiero o ragionamento.

Tu, o Maria, sei la sola tra le donne ad essere benedetta, poiché la sola che meritò  di essere la Madre di Dio”.

 

In realtà, fui io che avevo rivelato a entrambe loro,  tutte queste cose, cioè che fosse la benedetta tra tutte le creature, poichè la sola ad essere al di sopra di ogni creatura, la sola ad essere benedetta tra tutte le donnee la sola eletta per concepire Dio(Ma l’Evangelista non espresse tutto, né lascio tutto negli Scritti).Ed Elisabetta, così informata, istruita, aggiunse: e benedetto sia il Frutto del Tuo Ventre[Lc 1,43] poiché per mezzo di questo saranno benedette tutte le genti come era stato promesso ad Abramo.Così dunque, Elisebetta per mezzo di un cantico parlò:

O Vergine mai maledetta, tra tutti gli uomini la sola benedetta;

Tra tutte le creature esaltata e  di ogni virtù decorata;

La sola, tra tutte le donne benedetta, la sola Madre del Figlio di Dio,  eletta;

Il Frutto del tuo Ventre è benedetto , come allo stesso Abramo Nostro Padre fu promesso;

Senza lo Stesso nessuno è benedetto, e lo Stesso dal solo Dio è benedetto;

Per cui, questo Dio, mi concesse,  che la Madre di Dio da me giungesse;

Ciò  nono avvenne per nessuno dei miei meriti, nè per nessuno deimiei pregi;

La Madre del Mio Signore  a me venne, e il cuore mio di gioia ricoperse ;

Benedetta o tu che credesti, in te, si compiranno le cose che mi dicesti;

Su ogni creatura sarai esaltata e Regina dei Cieli verrai chiamata!

Allora, con la massima esultazione del cuore, Maria in lingua umana per mezzo del cantico, esclamò : L’anima mia magnifica il Signore ed esulta il Mio Spirito[Lc 1,46]come Luca nel suo Evangelio scrisse.Questi furono tre giorni felicissimi:

Il Primo dello Sposalizio,
Il Secondo dell’Incarnazione,
E Il Terzo Della Visitazione.

Della cui visitazione molto presto vi sarà un nuovo officio da parte di questo Pontefice ora presente, fautore di cose cattive e di molte cose buone ed anche devoto della Vergine , cuiil pastore  eletto ed eccezionale aggiungerà la maggior parte di questa rivelazione e affinchè possa essere festeggiata in modo più solenne, sia collocata dopo l’ottava del precursore o di quegli apostoli Pietro e Paolo,  l’ottava dei quali sia (celebrata) più solennemente così come di tutti gli altri apostoli che non hanno l’ottava, come ora avviene di questi maggiori apostoli Pietro e Paolo.Con maggiore reverenza si devono accogliere gli apostoli del Signore Nostro Gesù Cristo che per la salvezza dell’uomo tanto tempo si affaticarono.Era presente Anna ed era presente Giuseppe, udivano una lingua umana, ma non percepivano quella angelica e tuttavia gli stessi erano colmi di gioia e si stupivano di quelle cose che venivano dette.Maria rimase con sua cognata Elisabetta fino a quando non le partorì il figlio e Maria istruiva la stessa Elisabetta sulla legge di Dio e sul suo stesso matrimonio  e narrò prima del soggiorno nel tempio e spesso parlava con Giovanni nella nostra lingua (degli Angeli).Zaccaria prese parte con loro con grandi festosità fatte nella sua casa, ma non vide altri che  Anna e Giuseppe. Ed alla fine Giovanni, ispirando e benedicendolo Cristo dal grembo della Vergine, venne alla luce dal grembo di sua madre, mentre Maria,  con Anna chela ispirava, queste parole diceva per mezzo di questo cantico:

Venga fuori il soldato innanzi al Re suo, avanzi il servo innanzi al Signore Suo;

Il messaggero il giudice precederà, la sua voce, il Verbo proclamerà;

O sterile così tanto beata e in un così grande figlio moltoesaltata;

Lo concepisti  già  reso puro, lo partoristi accresciuto in ogni dono;

Nè vino né bevande egli berrà, ogni cosa che potrebbe inebriarerifiuterà;

Miele e locuste nel deserto mangerà, e sempre l’unico Dio servirà;

Il nome suo padre dall’Angelolo apprese, la madre dal Figlio Mio,chiamatolo cosìlo vide;

Il Padre che non credette, ammutolì , ma Diola sua parola,nuovamenteaprì ;

Glorifichiamo Dio che inspira ognisuo precursore.

Il resto,  o dilettissimo, sulla sua Natività, lo hai appreso dal Vangelo piuttosto di averlo ricavato della profezia.Mirabile fu la nascita di questo  Pargolo e riempì gli Angeli e gli uomini di gaudio, ammirazione e letizia,tanto che fino ad ora, come in quella notte, tutti gioiscono e ancora gioiranno di più.


PARAGRAFO 5,15  - LA NATIVITA’

Restando Maria nella casa di Zaccaria, Giacchino, sant’uomo, preoccupato della figlia, giunse dopo di lei e una volta che fu nato Giovanni, stette presente assieme con Giuseppe. Nato il fanciullo, e manifestata letizia per lo spazio di tre giorni, Maria con quelli con cui era venuta e con suo padre Gioacchino fece ritorno in casa nello stesso tempo che aveva impiegato per arrivare. E saprai che Maria, partorì da sola senza alcun dolore, mentre Elisabetta partorì con un piccolissimo dolore, Anna invece con un dolore ancora più piccolo.Così Giuseppe condusse Maria nella sua casa senza alcuno sfarzo per timore di Dio.Camminanvano innanzi a Dio in santità e giustizia, continuamente divagavano nelle contemplazioni e nelle buone opere, frattanto lavoravano con le proprie mani e vivevano del loro lavoro.Noi Angeli assiduamente  adoravamo e stavamo al servizio della illustre Nostra Regina che portava il Re nel grembo .Infine, mentre si compiva il giorno per Maria di partorire, uscì un editto che si censissero tutti quanti i territori (dell’impero). Pertanto Giuseppe con Maria, ed i parenti: Gioacchino e molti altri, salirono in Betlemme, poiché Giuseppe e Gioacchino erano della Tribù di Giuda e della casa di Davide .E poiché era ivi accorsa una grande moltitudine di genti e si era fatto un’ ora tarda,rimasero in un rifugio della città di Betlemme e nel mezzo della notte partorì nel modo che la Vergine Regina rivelò ad una certa devotissima donna,il cui mausoleo è in San Lorenzo in Panisperna dove le monache del suo ordine vivono in modo non corretto, il nome della quale donna era Brigida di Svezia che meritò di avere moltissime rivelazioni, l’ordine della quale il futuro pastore ingrandirà: pregò infatti un giorno affinchè le fosse rivelato il modo della natività di Cristo Signore: e non appena si approssimò (in estasi) alla città di Betlemme vide la Vergine in che modo stava, fino a che punto girava il volto ove il Bue e l’Asino erano posti, in che modo Cristo uscì fuori dal grembo materno, in che modo la stessa lo adorò, similmente a Giuseppe. Le quali cose avvennero proprio così come le furono rivelate e nel suo libro sono racchiuse, le quali al Pastore che sarà inviato da Dio non saranno nascoste, né gli saranno celate le altre rivelazioni della stessa. E così la Vergine partorì. Il Signore Dio venne fuori dal suo grembo chiuso, così come sarebbe entrato presso i discepoli a porte chiuse.Maria, in vero, con letizia inenarrabile, con gioia indicibile e con esaltazione inconcepibile, diede alla luce in Signore  vedendo e contemplando la sua divinità unita all’umanità e adorando il pargolo in modo ineffabile.Adorava lo Stesso chiamandolo ora Figlio, ora Padre, ora neonato, ora genitore creatore della genitrice:e dunque mentre ancora lo adorava, la stessa e nessun altro aveva avvolto quel mondissimo e chiarissimo corpicinoin pulitissimi e nuovi pannilini[47], senza che lo facesse nessun altro. Così salmodiava al Signore e inviatava lo sposo e noi Angeli

 

Venite, adoriamo Cului che è il Signore Dio Nostro;

Questo è il verbo Eterno, che oggi è assoggettato al nostro tempo;

Costui prima di tutti i tempi generato, costui, dopo molti secoli è nato;

È il solo Figlio dell’Eterno Padre, è il solo Figlio della terrena[48] Madre ;

È il creatore di tutti gli esseri, è generato ora, alla fine di molti tempi;

Nessuna creatura viene prima di lui, nessuna creatura viene dopo di lui;

Colui che plasmò l’uomo, ora dall’uomo è fatto;

Venite, adoriamo Cului che è il Signore Dio Nostro;

Colui che creò tutti gli Angeli, lo stesso ora dagli Angeli viene annunciato;

Colui che ha creato gli Angeli e il Cielo, lo stesso ha avuto bisogno del loro ministero;

Colui che creò la luce del sole e ad altre cose si dedicò,  è lo stesso che ora è da me sostenuto e riscaldato ;

Colui che abbracciò ogni cosa, è ora tra lemie braccia stretto;

Colui che nessuno potè toccare mai, lo stesso ora provoca i baci miei;

Colui che ogni cosa muove e porta, ora lo porto, sollevo e muovo;

Venite, adoriamo Cului che è il Signore Dio Nostro;

Colui che tese il cielo come un pollice, lo stesso si stende sopra le mie ginocchia.

Colui che contiene il cielo e la terra in un pugno, lo stesso giace legato da una stretta fascia;

Quello le cui mani circondano ogni cosa ora sono fortemente bendate;

Colui per mezzo del quale tutte le cose sono nutrite e alimentate, lo stesso è nutrito e alimentato da poco latte;

Colui che i cieli non possono contenere, è celebrato in una piccola mangiatoia;

Colui che protegge  e rende liete ogni cosa, ora  fa vagiti ed è scaldato dall’asino e dal bue;

Venite, adoriamo Cului che è il Signore DioNostro


PARAGRAFO 5,16 - ADORAZIONE DEI PASTORI

Frattanto, poiché di nuovo la milizia dell’esercito celeste si era riunita, io Gabriele, inviai l’Angelo che annunciasse la nascita del Signore ai pastoricosì come ora, questo annuncio per il  futuro pastore, viene annunciato specialmente per i pastori:  poiché i pastori della Chiesa di Dio devono conoscere le cose segrete e insegnarle agli altri.E dopo che Maria aveva riposto il BambinGesù nella stalla, i pastori entrarono, dell’avvento dei quali Maria sapeva anticipatamente.Perciò il suo salmo continuava dicendo:

 

“Il Bue conobbe il suo padrone e l’asino la stalla del suo Signore;

Il Suo popolo, non lo conobbe, né lo accolse;

Ecco viene Dio Nostro a visitare e redimere il suo popolo.

 

E essendo entrati i pastori e avendo domandato della stalla del Signore, Giuseppe e Maria mostrarono loro la stessa e, così veduti i segni predetti dall’Angelo, umilmente adorandoLo, lodavano e glorificavano Dio e poiché aveva inviato loro il Salvatore, rendevano grazie a Dio e se ne ritornarono con lodida dove erano venuti.Noi Angeli invece adorammo tutti di nuovo il Re e la Regina e promettemmo ad entrambi obbedienza e sottomissione.Annunciammo questa immensa gioia.Cantammo il “Gloria nell’Altissimo Dio”.Lodammo, benedicemmo, adorammo e glorificammo Dio, e Gli rendemmo grazie. Alcuni andarono via.  I più rimasero con me in compagnia della nostra Regina.


PARAGRAFO 5,17 - L’EPIFANIA

In seguito, tre uomini colmi di umana sapienza, che governavano popoli d’oriente vennero da Maria e Gesù.Infatti anche i cieli davano testimonianza di un così grande Re, e nei cieli era stata predetta la natività del massimo e divino profeta.E affinchè Dio avesse unito i Giudei con i gentili, il medesimo giorno della natività  creò una nuova stella affinchè i Magi che la osservavano, comprendessero apertamente che era nato proprio quel re che sapevano era da venire al mondo.Infatti di ciò avevano avuto conoscenza da una profezia.Ma queste cose sono già scritte presso di voi per cui ometto quanto riguarda la loro adorazione e similmente la Sua circoncisione. Quando i magi adorarono il Signore furono anche più internamente istruiti dal medesimo e resi edotti delle coseche erano necessarie agli stessi. Per la qualcosa, Erode in tal modo temette; ma tuttavia non subito uccise i fanciulli, come invece si trova scritto presso di voi.


PARAGRAFO 5,18 -L’INFANZIA DI GESU’:

Rimase Maria lì con Giuseppe fino al quarantesimo giorno: assieme a Gioacchino fecero ritorno a Nazareth e affinchè si adempisse la legge,  terminati i giorni della purificazione di Maria, salironoa Gerusalemme, come scrisse Luca. Ascoltò Erode le cose che venivano dette, e rifletteva dicendo: “ Questo è proprio quel Re che i magicercavano”.Multe cose di Lui, infatti, erano predicate da Simeone e dalla profetessa Anna ed allora volle fare l’ editto di uccidere i fanciulli. Giuseppe con Maria fuggirono in Egitto e molte meraviglie in quel viaggio fece il bambino Gesù, alcune delle quali  sono scritte presso di voi come - dell’albero di cui, volendo Maria coglierne ilfrutto, siinclinò verso di lei e - di quel fanciulletto lebbroso che subito come fu lavato nel fiume fu sanato dal bambin Gesù. Poi divenne un ladro e parassita e fu catturato e crocifisso con il Signore, e credendo in Lui, meritò perciò di sentirsi dire oggi sarai con me in Paradiso[Lc23,43]. Parimenti ovunque in Egitto transitava, gli idoli dell’Egitto cadevano in pezzi. Sappi e bada che il bambino Gesù, dall’inizio della sua nascita conoscesse ogni genere, specie e varietà di lingue, né fosse impedito nella conoscenza,dalla carne o dai sensi, dunque sempre aveva potuto parlare e talvolta parlava con la sola madre ma durante il primo anno non parlò mai con nessuno. Durante il secondo anno parlò anche innanzi a Giuseppe e cosìiniziò a discutere anche con lui. Il terzo anno parlava speditamente innanzi a tuttinon senza loro ammirazione. Restando Gesùassieme a Maria e Giuseppe in Egitto, dopo che fu morto Erode, inviai un Angelo che inducesse Giuseppe a tornare nella sua patria, poiché erano nel frattempo morti coloro che volevano la vita del pargolo.Infatti Giuseppe non vedeva assiduamente gli Angeli così come Maria, ma spesso gli Angeli gli apparivano in sogno.Dunque Gesù abitò in Nazareth con Giuseppe, che era creduto suo padre e Maria veramente sua madre.Essi insegnavano agli ignoranti, consolavano i mesti e gli afflitti, curavano gli infermi e soffrivano assieme a loronell’animo e nel corpo, e spesso sia pregando o toccandoli curavano i malati,sia toccandoli direttamente soccorrevano i malati e assistevano ai bisognosi in segreto.Tuttavia non sapevano né come venissero sanati nè come essi potessero ottenere, frumento, vino e oliopoiché in Suo potereera posta ogni creatura.Solo il Verbo di Dio poteva  fare ciò, poiché Lui Stesso era proprio il Verbo che tutto può compiere e sebbene fosse povero, tuttavia, infatti, nessuno era più ricco di Lui,  perché tutti i tesori del mondo erano in Suo potere.Lui stesso voleva tuttavia patire sia la fame che la sete e soffrire le fatiche del corpo per ottenere meriti al vostro posto e scontare  la vostra pena.Pertanto dunque insisteva nella orazione e nella contemplazione e si affaticava affinchè riunisse per voi uomini un immenso tesoro. Credimi , o carissimo, che se anche il mondo durasse mille migliaia di anni, mai nessun uomo potrebbe annullare i meriti di Gesù Cristo.Le nostre opere valgono infatti tanto quanto siano accettate da Dio, e tanto maggiormente sono accettate,  quanto siano offerte da una persona maggiormente amata. Per cuiil più infimo bene,sforzo di quel fanciulloe di quell’uomo era molto più gradito delle più grandi opere di qualsiasi altro. Per questi meriti molte mansioni eseguì nella casa di suo padre a beneficio degli uomini.Lo stesso soffriva la fame affinchè voi foste sfamati, soffriva la sete affinchè voi beveste, lavorava affinchè voi poteste riposare in eterno, vigilava affinchè dormiste, si faceva osservare affinchè voi vedeste Dio.Quanti furono i meriti di Maria sua Madre?Certamente tantissimi, e molto meritò anche Giuseppe.Tuttavia lo stesso Bambin Gesù, che era affamato e assetato, soffriva assieme alla Madre, ed assieme al suo protettore Giuseppe e li preveniva per sua grazia, affinchè non provassero fame o sete,saziandoli senza il cibo corporale, in un modo noto solo a lui,e più spesso, comandava che fosse portato il cibo a loro per ministero dei miei fratelli Angeli,e talvoltaquelle cose sapeva che essi volevano o desideravanofaceva si che apparissero, e quando saliva in Gerusalemmeassicurava plurime consolazioni e soccorsi, sia agli stessi,

sia a tutti i parenti di Giuseppe e Gioacchino che a quellidi Annacosicchè non provassero la fatica del viaggio.Talvolta, Maria stringendo lo stesso fanciullo tra le braccia, e divenuto di età più grande,osservavail suocostato ovvero mentre sedeva accanto a leiguardando le sue mani, i suoi piedi e tutto il suo corpicinopiangeva considerando quei dolori che avrebbe dovuto provare sulle Sue membra durante il tempo della Passione, e si affliggeva con forza, gemeva e si rattristava e diceva a sé nel suo cuore: “Queste mani, questi piedi divini saranno perforati dai chiodi? Questo lato sarà trafitto dalla lancia?Questa testa sarà punta da spine atrocissime?Allora Gesù conoscendo il dolore della sua Genitrice la confortavae talovoltale mostrava la sua divinità affinchè cessasse ogni dolore e ogni pena, e scendesse nel suo cuore un’ immensa gioia e portava alla sua mente la futura gloria del Corpo dopo la Resurrezione e così il cuore di Maria venivareso colmodi gioia e letizia.Durante tutta la sua infanzia non fece mani nulla di puerile,poiché era un uomo perfetto, e se talvolta conversava con i fanciulli, in quella conversazione poneva una maturità virile.In lui non vi era alcuna cosa frivola nèsciocchezzeinfantili. Al contrarioottenne meriti in ogni sua azione:poiché disponeva ogni azione alle debite circostanze e la indirizzava in Dio,come conviene ad un bambino mentrerimanesse tale, così come conviene ad un fanciullo mentre rimanesse tale e ad uno che non fosse nato prima che nascesse,(né, infattistette inutilmente nel grembo di Mariapoiché dal primo istante del concepimento iniziò a meritare) e pertanto mentre era adolescente e giovane, eseguiva le cose che convengono all’adolescente e al  giovaneper cui obbediva sia alla madre che a colui che lo allevava e mostrava loro riverenza innanzi agli altri ed anzi anche in privato, sebbene nel privato gli stessi lo adoravano,soprattutto Maria che aveva visto la divinità tantevolte.


PARAGRAFO 5,19 - GESÙ DODICENNE AL TEMPIO

[N.D.A.Da questo momento comincia a parlare Cristo Signore direttamente. Abbiamo cercato di rendere l’esatto significato dei termini utilizzati dal Salvatore, o per lo meno il senso di quello che voleva affermare, ma non essendo teologi non sappiamo se vi siamo riusciti del tutto.].

1° Giorno

Quando Gesù dunque ebbe compiuto i dodici anni di età , come Luca scrisse, ecco che allora volle mostrare nella città di Gerusalemme innanzi agli uomini, la dottrina che aveva ottenuto da Dio, affinchè più facilmente credessero in Lui. Entrò dunque con grande austerità e autorità tra i dottori che fissavano attentamente il suo volto come se fosse il viso di un Angelo e gli fecero spazio in mezzo a loro, ad un cenno di Dio, mossi da una certa soggezione tra loro.Entrando infatti aveva detto loro:

 

{Pace a voi, o principi adorni della legge di Dio, vorrei ascoltarvi e interrogarvi},

 

le cui parole e aspetto li scossero eGesù, sedendo quindi assieme a loro, , così cominciò a parlare:

 

{ Grande è il Nostro Dio, grande la sua Potenza, la cui Sapienza è incalcolabile e senza limite di grandezza. Il Dio vivo e vero, non solamente è “Dio nostro”, ma di ogni uomo, di ogni Angelo: e dunque di ogni creatura. Viene chiamato tuttavia “Dio nostro”, non perché, noi siamo soltanto il suo popolo eletto, (perché) parlò ai nostri padri e diede ai medesimi la legge. Eber[49], dal quale siamo chiamati ebrei, fu quello da cui discese Abramo, come vi è noto. Abramo invece fu così tanto “familiare” a Dio che meritò di essere chiamato “amico” da Dio, al quale, Dio, proprio a causa della sua perfetta obbedienza- poiché non volle risparmiare neanche il proprio figlio, dal momento che lo avrebbe ucciso su comando di Dio - promise di benedire attraverso la sua discendenza tutte le nazioni, poiché infatti quello non disdegnò di uccidere il suo unico figlio su ordine di Dio, per il qual fatto, spogliava se stesso della paternità di tanti figli quale fu Isacco. Per questo motivo Dio disse: “Perché non risparmiasti per me il tuo figlio unigenito benedicendomi, ti benedirò e ti donerò il mio unico figlio, affinchè tu sia suo padre e moltiplicherò la tua discendenza per mezzo del medesimo mio unico Figlio  - il quale diverrà anche “tuo” secondo la carne - così come le stelle del Cielo, e come la sabbia che sta sulla spiagga del mare, poiché nessuno sarà salvato se non per mezzo di quel tuo figlio e dei suoi meriti. A tal punto Dio amò i nostri padri che volle essere chiamato Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe e da questo terzo discende tutta la gente e nazione nostra divisa in dodici tribù. Elesse dopo Giacobbe e Giuseppe, Mosè ed Aronne, e pose su di loro i segni e i prodigi suoi, molti seguirono agli stessi, fino a Samuele e a Davide, al quale promise anche di dare un figlio che fosse figlio di Davide e Figlio di Dio. Suscitò Dio, tra il nostro popolo, moltissimi profeti: Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele e molti altri, ma ne ha eletti dodici. Per questo motivo è detto dunque “Dio Nostro”:  poichè non fece così  per ogni nazione – cioè –  a nessuna nazione ha fatto tali cose, ha compiuto una grazia così grande, ha concesso tali doni. Da cui consegue  “Ma i suoi giudizi  cioè la sua legge e la sua volontà, non li manifestò ad essi in quel modo”: ai medesimi scrisse la sua legge nei propri cuori, a noi invece Dio parlò apertamente e ci rivelò molte cose che non sono scritte nei nostri cuori. A ragione, pertanto, può essere chiamato proprio “nostro”, poiché più nostro che degli Angeli. Ciò porta una grande differenza: gli Angeli, infatti, sono i suoi figli più simili a Lui e più vicini a Lui per natura. Questo è un grande mistero, è un meraviglioso sacramento, ignoto anche alle leggi dei dottori, ma noto ai profeti, e ai patriarchi. Questo nodo non può essere sciolto se non concediamo agli uomini doni maggiori e più grandi di quelli  che Dio abbia concesso agli Angeli. Avete ascoltato e letto, che il Messia che attendete, sarà quel Dio e Uomo, che una Vergine concepirà e darà alla luce, e il suo nome è “Emanuele” che significa “Dio con noi”, Dio nella nostra carne, Dio nella nostra umanità e Dio è uomo. Infatti è nato bambino per noi, ed è nato a noi come figlio e il suo nome sarà chiamato “Tetragramma”[50]. Questo non fu concesso agli Angeli, nessun Angelo è Dio, l’uomo è realmente Dio e Dio è fatto Uomo, e non più preferibilmente degli Angeli. È poiché ogni opera di Dio è grande, questa tuttavia è la massima e ciò Dio lo ha già fatto. Grande è dunque Dio, ed è Dio nostro, grande la Sua potenza, infatti inviò il bastone della potenza, e da Syon regnerà nel mezzo dei suoi nemici, ha già dato la potenza al suo popolo e la potenza di Dio è lo  stesso Dio. Ma in che modo queste cose possano avvenire? La Sapienza di Dio è Dio, la stessa conosce come la sua potenza e la sua sapienza abbia potuto fare, affinchè la potenza e la sapienza di Dio si sia fatta uomo.La cui Sapienza è senza numero, senza misura né vi è alcun termine alla Sua grandezza. Nessuno infatti può affermare: Dio ha questa perfezione, o queste perfezioni ha in tal misura Dio, nel quale si contiene la perfezione di ogni cosa che è, era stata e sarà. La sua Maestà è eterna, difettando di principio e di fine, e possedendo insieme ogni potenza totalmente. Allora dunque domando da voi: se non ritenete che il Messia promesso nella legge ed ai profeti sia giunto}

 

Rispose uno dei dottori: “Chi sei tu o grazioso, sapientissimo e divino fanciullo che hai parlato di cose così ammirabili?Poi risponderemo alla tua domanda!”

 

Rispose Gesù:

{Chi sia lo saprete facilmente, se saprete rispondere a ciò che vi domando!}.

 

Allora uno di loro disse: “Crediamo che Lui sia prossimo a venire, poiché secondo la statua di  re Nabucodonosor[51], già venne il quarto regno, che ha le piante dei piedi di argilla.Ma la pietra non si è ancora staccata dal monte, senza uso di mani, che percuoterà la statua dai piedi di argilla e la farà crollare, e quella pietra sarà il grande monte, come disse Daniele nei giorni di quei regni, cioè del quarto regno e, il primo di quello fu degli assiri, il secondo  dei persiani e dei medi, il terzo dei macedoni e dei greci, il quarto è dei Romani.Susciterà il Dio del Cielo il suo regno, che rimarrà in eterno e il suo regno non sarà affidato ad un altro popolo. Quando dunque vedremo la pietra del monte spaccata senza uso delle mani, allora sarà il segno dell’avvento del nostro Messia”.Allora il sapientissimo fanciullo disse:

 

{Tu ritieni la pietra una cosa incomprensibile, il profeta non l’intende così. Quella pietra è invece lo stesso Messia, lo stesso infatti si rappresenta per mezzo di una pietra, per cui altrove è scritto che la pietra che è stata scartata dai costruttori ora è diventata testata d’angolo [Mt 21,42}.

 

Disse il dottore: “Al contrario, la pietra che sarà staccata senza l’uso di mani d’uomova intesa alla lettera,infatti gli uomini non vengono staccati dal monte”.

 

Rispose Gesù :

{È lo Spirito che vivifica.È necessario che il significato sia nel concetto. Soltanto quel monte da cui si staccherà la pietra è spaccato. Il monte è alto, sublime, eccelso, divino, immacolato, è la genitrice del Messia, la Vergine, giusto il vaticino del profeta Isaia, poiché dunque concepì nella divina virtù e partorì  senza attività virile. Per questo è detto esser stato spaccato senza l’uso di mani}.

 

Allora il dottore disse: “Se fosse già spaccato e, come dici, fosse giunto il grande profeta, avrebbe già frantuamata la statua: poiché dice (di essa che): - si staccò  e frantumò  - .

 

Rispose Gesù

{si staccò,  ma frantumerà  al tempo prestabilito. Il profeta non dice che subito come  fosse stata staccata,percuota}.

 

Un altro dottore disse: “Segià venisse il Messia questa casa e questo tempio nel quale siamo sarebbe ripieno di gloria. Così infatti scrisse l’operoso profeta, dice il Signore : Ancora un pò di tempo, e io scuoterò il cielo e la terra, il mare e la terraferma e viene il giorno desiderato da tutte le genti e sarà riempita di gloria la casa del Signore, e segue la gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta [Ag 1,15-2,9], questa gloria non l’abbiamo ancora vista”.

 

 Disse allora Gesù:

{In che modo dunque sarà vera la profezia del padre Giacobbe quando benedicendo Giuda disse: - Non sarà tolto lo scettro da Giuda, né il bastone del comando tra i suoi piedi finchè non venga il Messia [Gn. 49:8-12]e lo stesso sarà il “Desiderato delle Genti”, e “lo scettro è stato strappato dalla nostra casa”? Non sono già trascorsi circa quattrocento anni, che il profeta Daniele, apertamente  non fissò in settanta settimane il tempo e l’avvento di Cristo Signore, e i molti cattivi avvenimenti su questa popolazione e sul tempio? In verità, in verità vi dico, che la pietra non sarà lasciata sulla lapide proprio a causa dell’ostinazione delle vostre genti}.

 

Si stupirono davvero tutti delle sue risposte e della sua dottrina così vasta e chiara, e dicevano: “ In che modo conosce le Scritture senza averle studiate!” ovvero “Dove le ha imparate?”.Un altro diceva: “ Se si fosse applicato per cento anni mai avrebbe potuto conoscere così tante cose! È  opera divina, è opera di Dio questa!”,  e poiché era l’ora tarda, con stupore e una certa estasi ritornarono nelle proprie (stanze) e molti di loro dicevano tra sé: “Forse è lui il Messia?” e con discrezione indagavano a di chi fosse,  cioè a quale stirpe o discendenza,  e  scoprirono che era di Nazareth,  figlio di Giuseppe e Maria e fu detto loro cheil suo nome era Gesù. Allora alcuni dissero: “ Il suo nome non  così deve esserechiamato”, altri: “ È così invece”, e rinviarono al giorno seguente.

2° Giorno

Il secondo giorno, dunque, i dottori si riunirono nel luogo consueto.E poiché Maria e Giuseppe si erano allontanati da Gesù quella notte,affinchè facesse la volontà del Padre Eterno, rimase presso il sacerdoti del tempio, i quali veneravano Maria e credevano che Gesù fosse il Messia.

Il giorno seguente si riunirono, come dissi, i dottori, per sentire quelle dolcissime parole del  Santo Fanciullo Gesù.Ma uno di loro diceva: “Il nome del Messia deve essere chiamato Emanuele, o ammirabile, o consigliere, o comprendendo ogni termine con un unico vocabolo, Angelo del Buon Consiglio”.Un altro diceva: “il Messia dovrà nascere a Betlemme non a Nazareth!”.Un terzo: “Il Messia quando verrà nessuno lo riconoscerà”.Un quarto: “ Il Messia non avrà un padre, infatti sarà concepito da una Vergine”.Un  quinto: “Nel tempo del Messia gli animali selvatici e le bestie diverranno domestiche e mansuete”.Il sesto disse: “Il Messia collocherà la pietra della casa del Signore sul vertice degli altri monti, se avrà fatto ciò  allora è proprio lui!”.Il Settimo disse: “ Il Messia edificherà un tempio smisurato, se avrà fatto ciò saràlui stesso!”.L’ ottavo disse: “ Al Messia accorreranno tutte le genti, se giungeranno allo stesso, allora sarà lui”.Il nono disse: “Una prova sarebbein questo periodo, poiché nascerà un tempo di pace e nonvi fu mai tanta pace nel mondo quanta vi è oggi”.Il decimo disse: “ Non può essere questi il Messia poiché il Messia venturo verrà negli ultimi giorni, tuttavia non sono ancora gli ultimi giorni”.Il primo indicava a suo testimone Isaia che affermava e chiamava il nome del Messia:Emanuele, mentre in altre parti, il suo nome era anche chiamato Filosofo (Areo) Ammirabile del Consiglio o come dissero altri, mediante un unico nome che abbraccia tutte queste definizioni, sarà chiamato Angelo del Grande Consiglio che concorda senz’altro con il testo di Malachia: Verrà nel suo Tempio il Dominatore che voi aspettate e l'Angelo del Testamento che voi desiderate, [Malachia III - 1].Il secondo chiamava in suo sostegno  il profeta Michea che diceva: E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,da te mi uscirà coluiche deve essere il dominatore in Israele [Michea 5-6].Il terzo, invocava il motivo secondo il quale le grandi cose transcendono il nostro intelletto, e questa cosaè la più grande in assoluto.Il quarto indicava il passo di Isaia: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio,[Is. 7:14 ].Il quinto, indicava parimenti lo stesso profeta che diceva: Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide e a chi sarà allattato nella caverna del re invierà la sua mano [Is. 11,1-16].Anche il sesto indicava le parole di quel profeta, dicendo similmente così anche l’ottavo e il decimo: Avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della casa dell’Eterno si ergerà sulla vetta dei monti, e sarà elevato al disopra dei colli; e tutte le nazioni affluiranno ad esso [Isaia 2].Il decimo si rafforzava in quelle parole: [Avverrà, negli ultimi giorni] e diceva che non fossero ancora giunti quegli ultimi giorni.Il sesto invece diceva che quelle parole del profeta espressamente indicano il monte Syon, che deve innalzarsi sul monte Sinai, sul monte Carmelo, sul monte Tabor.  Pertanto il Messia si colloca supra il monte del Synai, sopra il monte Carmelo e sopra quello che è detto invero Tabor e sul vertice del Tabor nasconderà il Monte Syon e così Syon starà sul vertice dei Monti e si eleverà tra le (loro) sommità.L’ottavo invero diceva: “Ecco la profezia è chiara, quando dice [verranno a lui tutte le genti], come il vaticino del patriarca Giacobbe : Egli sarà l' espettazione delle Genti [Gn 49,10] e quello del profeta Aggeo [viene il desiderato di tutte le genti].Il settimo indicava tra gli altri Zaccaria e Isaia in relazione alla costruzione del tempio, e alla stirpe longeva.Altri dottori indicavano la profezia del padre Giacobbe dell’allontanamento dello scettro e dicevano che il Messia già fosse venuto.

 

Anche altri confermavano la medesima cosa dalla testimonianza di Daniele, al quale io (Gabriele) apparendo, dissi: Settanta settimane sono fissate per il tuo popolo e per la tua santa città per mettere fine all'empietà, mettere i sigilli ai peccati, espiare l'iniquità, portare una giustizia eterna, suggellare visione e profezia e ungere il Santo deisanti [Dn 9,24].Sappi e intendi bene, da quando uscì il sermone e la concessione de re che la città di Gerusalemme e il tempio potessero essere riedificati una seconda volta, da quella concessione, soggiunsi, fino a Cristo principe, vi saranno sessantanove settimane e a metà della settantesima settima Cristo sarà ucciso  e non sarà più il suo popolo questo che ora lo è, perché non crederà più in Lui  ma lo respingerà  e aggiunsi la distruzione della città e del tempio, la quale è compiuta dai Romani, a causa della perfidia dei Giudei.Ti ho introdotto la profezia nel senso in cui io allora la rivelai a Daniele: poiché nel computo di quelle settimane è detta in molti modi. Ma si deve dare inizio al computo di quelle dalla concessione resa al re Artaserse che potesse non solo abitare la città distrutta, ma  anche costruirla, fino alla predicazione di Cristo.L’ultima settimana comprende la predicazione e la Resurrezione dello Stesso , l’instituzione della sua legge e la promulgazione e si protende fino alla conversione di Paolo,  e alla promulgazione della legge dallo stesso meravigliosamente eseguita. Per questo motivo in una unica  settimana, cioè in quell’ultima settimana confermerà a molti il patto, poiché promulgherà una legge nuova non per tutto il mondo, ma solo per molti tra i giudei e i gentili.E a metà della settimana verrà amancare il Sacrificio e l’Ostia, perché allora Cristo il quale si è offerto per noi e il quale è il Sacrificio e l’Ostia, verrà dunque meno e morirà.Poiché quella profezia viene da me, ho voluto manifestarla a te.Per settimane intesi, come i vostri dottori bene espongono, sette anni.Ma ritorniamo ai dottori i quali disputavano con Gesù che ascoltava e sedeva in mezzo a loro.

 

Dicevano dunque che il tempo del Messia già quasi stesse per venire, poiché calcolavano quelle settimane chi in un modo chi in un altro.Tuttavia tutti concludevano che lo Stesso fosse già nato o per lo meno presto nascituro e alcuni dicevano: “Se è nato chi altri può essere se non o questo fanciullo o invece quello che si trattiene nel deserto e mangia miele e locuste, al cui padre apparve l’Angelo in questo tempio”, che ero proprio io,e così vi era una divisione tra i dottori e con forza tutti desideravano che Gesù dicesse qualcosa, ma si vergognavano di interrogarlo.Allora Lui, con il volto autorevole, ardente e irradiante di divina virtù così cominciò a parlare:

 

{ Dio nelle sue dimore sarà conosciuto quando l’accoglierà [Salmo 47]Per prima cosa si dibattesul nome del Messia. Poi domandate se verrà presto o se giungerà tardi.  Intendete la scorza della Scritture, ma non percepite e non assaporate il suo nocciolo. Dio infatti disse: in queste case e in questo tempio e in questa patria, sarà conosciuto, ascoltato, compreso quando assumerà e farà sorgere l’umanità che già suscitò. La consuetudine vuole che un uomo venga chiamato con un nome proprio. Talvolta, però, allo stesso si è soliti attribuire più nomi, o un uomo è solito anche acquisire un nome, per qualche motivo, destino o condizione. Così infatti, la prima madre degli uomini fu chiamata Vergine, poiché fu tolta dall’uomo e Abramo - (padre di molte genti), Giacobbe - Israele , Salomone - Idida e Ecclesiaste[52] . E non pochi dalla loro condizione o dalla loro patria ottennero un  cognome, come i Sunamiti e i Tesbiti e,  per molti altri modi sono soliti imporsi ad uno o all’altro dei nomi. Non invochiamo e preghiamo il Dio dei Cieli in molti modi? Per consuetudine adoperiamo un nome più degli altri, in special modo quando quello è nome proprio, ed è stato imposto per primo durante la circoncisione. Cosa c’è da meravigliarsi dunque se il Messia è nominato nella Scrittura in molti modi? Non chiamate lo stesso Messia? Nè tuttavia la Scrittura rivelacosì apertamente, che il suo nome sia chiamato Messia. Invece viene invocato e può essere chiamatocon molti nomi. Sebbene per consuetudine e per imposizione è chiamato con un solo nome, lo stesso è anche detto “Mirabile” poiché esecutore di opere mirabili, ed è anche chiamato “Consigliere” poiché è il talento, la sapienza e il consiglio di Dio Padre. Dunque il suo nome non è “di Dio” ma “Dio”. Poiché il suo nome è un Tetragramma, così come disse il Profeta Geremia: Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –  nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà davvero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra. [Ger 23,5-8]e questo è il nome con il quale è chiamato lo stesso Messia , Tetragramma.  Dunque il Suo Nome, che viene dichiarato da entrambi quei profeti, sarà Dio. A questo proposito  nessuno di voi ha aggiunto: - lo Stesso è chiamato il Forte, poiché il  Leone della Tribù di Giuda, vincerà, supererà e conquisterà le teste dei suoi nemici; - lo Stesso è chiamato il “Padre dei Secoli Futuri”, poiché istituirà una nuova legge e sarà la guida dei popoli dei credenti, maggiore di Abramo, di Mosè e di Davide; - lo Stesso sarà chiamato “Principe della Patria Eterna”, riappacificherà l’uomo con Dio, unirà per mezzo di Sè coloro che erano disuniti, congiungerà due pareti molto separate, aumenterà con l’amore l’estinto timore di Dio e insegnerà la mitezza così come Lui stesso è mite, umile e mansueto; predicherà la pace, l’annuncierà e darà disposizioni per la salvezza. Giustamente, dunque sarà chiamato Principe della Pace e Re pacifico, previsto da Salomone figlio di Davide che, sebbene avesse prodotto molti mali, tuttavia fece penitenza e compose il libro dell’Ecclesiaste e decorò i cantici di versi dai molti sensi. Poiché dunque sarà chiamato Dio e soggiornerà insieme agli uomini, dunque, disse il profeta, il suo nome sarà chiamato “Emanuele” e poiché spoglierà l’inferno, eliminerà e toglierà i peccati e si prodigherà per aiutare gli uomini, pertanto altrove si dice che toglie, spoglia, si affretta. Allo stesso modo, altre definizioni, esposte nelle profezie, possono essere addotte ed essere mostrate, le qualiora ometto.In altro passo si dice che il suo nome sarà chiamato “Bocca del Signore”: dalla bocca umana vengono due cose, l’alito ovvero lo  Spirito e il Verbo. Dalla bocca del Padre Eterno procede anche il Verbo Medesimo: infatti l’eterna mente generò il Figlio, identico a Se Stesso in ogni cosa, il quale è il Suo Verbo e Immagine della Sua Sostanza  e generò un Altro che è lo Spirito e non il Verbo che è denominato bocca del Signore. Non viene chiamato il nome del Messia, Salvezza ? Non dice il profeta[Tutti i confini della terra hanno veduto la salvezza del nostro Dio] e altrove[esulterò in Dio, Mio Salvatore?] Poiché dunque lo Stesso  è la Salvezza del popolo e per mezzo dello stesso è cancellata la trasgressione, il peccato e l’iniquità, giustamente è nominato Salvatore. Ed infatti in quel nome sembrano essere contenuti tutti gli altri nomi. Se infatti non fosse Dio, e Forte, e Consigliere e Ammirabile, in che modo salverebbe? Se dunque non spogliasse l’inferno, e cancellasse i peccati e non fosse rapido nell’aiuto, in che modo salverebbe, se non fosse il Salvatore? In che modo si dice, “spoglia, cancella e affrettati”?E affinchè voi sappiate di me, aver letto quei settanta interpreti[53] : i quali,  interpretando la vostra legge per le genti, posero al posto di quei nomi di Consigliere, di Ammirabile, di Dio Forte, di Padre dei Secoli Futuri, di Principe della Pace, il solo nome di “Angelo del Grande Consiglio”, nel cui termine, racchiusero tutte le accezioni, e se avessero usato, diciamo, il termine più ambiguo di “Re delle genti”, non lo nomineremmo con tanti nomi.Diciamo “Angelo del Grande Consiglio” allo stesso modo di come disse Malachia, Angelo  cioè del Nuovo e del Vecchio Testamento; entrambi i testamenti si riferiscono a Lui , e entrambi si fondano in Lui, e di entrambi lo Stesso è l’autore.Non sia dunque il nome impedimento per voi, né la verità, estremamente concordante delle Sacre Scritture vi privi della salvezza e della speranza.Un altro tra voi diceva che il Messia sarebbe nato a Betlmemme, come dalla profezia di Michea,ed è vero che era necessario che il Messia venga alla luce dal grembo di Sua Madre a Betlmemme.Per questo motivo il profeta dice [ da te uscirà] e non [in te entrerà]: entrò in Nazareth, così come il Santo dei Santi nel luogo santo.Da Betlemme è uscito così come pane e ristoro, sostegno e fondamento della casa d’Israele  e di tutto il mondo: è dunque Messia di Nazareth e di Betlemme.Quando invece si dice che nessuno sa di dove è il Messia, ciò non è detto bene poiché verrà dalla tribù di Giuda e dalla casa di Davide e dalla città di Nazareth per concepimento,e da Betlemme per nascita ,ed è vero che di tutte le cose che Dio fece questa è la più grande: e la mente dell’uomo, a causa del peccato, con il quale incorse nell’ignoranza e nell’errore, non può comprendere, né conoscere il modo della natività e della concepimento.Può tuttavia per la testimonianza delle Scritture interpretare dove nascerà e da quali genitori.Anche il Messia avrà un unico Padre cioè Dio , da ciò che è scritto:  [Egli mi invocherà: Tu sei mio padre Salmo 88,27], e [Io altresì lo farò il primogenito Salmo 89,27]che sono detti proprio con riguardo al Messia, della cui figura trattava il Re Salomone, (dicendo)[avrà anche una madre senza un padre] .–Per la ragione che [la donna cingerà l'uomo! Geremia 31,22] e [la vergine concepirà e partorirà un figlio Is 7,10-14], dunque per questo, nulla vieta che abbia un padre putativo, e che tuttavia anche lui sarà vergine purissimo}

 

  -e così tacitamente mostrava che egli non fosse figlio di Giuseppe.

 

{Coloro i quali, invero  dicono che gli animali selvaggi allora diverranno domestici, parlano dunque metaforicamente e mediante una qualche similitudine, così come li  vi sarà giustizia cinghia dei suoi fianchi e fede cintura delle sue reni[Is 11.5]. Poiché dunque il Messia unirà il lupo con l’agnello a Se Stesso e unirà ai giudei tutte le genti,  che voi chiamate:  lupi, orsi, aspidi e serpenti perniciosi, per tali ragioni è scrittocosì;  sebbene il  Messia darà anche ad essi la capacità di camminare sui serpenti e sugli scorpioni, cosicchèniente possa loro nuocere, infatti elimineranno i serpenti; e se avranno voluto bere qualcosa di mortale, agli stessi non nuocerà.Per cosa però è necessario collorare il monte della casa del Signore sul vertice dei monti? In verità, in verità vi dico poiché moltissime cose farà il Messia su questo monte sul quale noi siamo che sia fatto sul monte Synai, e sarà fatto sugli altri monti: Carmelo e Tabor, e già i misteri cominciarono ad accadere su questo monte ed ora accadono davanti ai vostri occhi, ma non si comprende. Quando invece il grano del frumento muore, reca molto frutto sul fondo della terra,dapprima, in realtà, solamente con il suo popolo, ma (ora) ancora per poco rimarràcon quello: lo stesso è infatti certamente  l’ “Atteso delle Genti”, e “il desiderato delle stesse”. Poiché il suo popolo lo ha respinto chiamerà “suo popolo” non la sua gente e non il suo popolo: tuttavia lo Stesso venne a causa delle pecore della casa di Israele che si sono allontanate.Edificherà invece un tempio immenso da pietre quadrate, vive ed elette e la sua discendenza rimarrà in eterno e si moltiplicherà.Perciò (sarà) la più durevole  e innumerevole, così come fu promesso a nostro padre Abramo che sarebbe stata moltiplicatala sua discendenza come le stelle del cielo e la sabbia che è sulla spiaggia del mare.Sono anche chiamati gli ultimi giorni del Messia poiché alla Sua Legge non succederà un'altra legge data da Dio.Sono detti “ultimi” poiché avvenuti molto tempo dopo la visione dei profeti che così sostenevano essere completamente compiuti.  Sarà colpita presto la statua sui piedi di argilla e cadrà, e questa casa così come questo monte, già comincia ad essere colmo di gloria ed ancora sarà maggiormente colmato  e voi  vedrete colui che iniziò a colmare, e  lui stesso colmerà colui che vedete.Ma c’è da dolersi poiché coloro che vedono non vedranno, e coloro che ascoltanto non comprenderanno.La superbia e la presunzione sono i principali peccati che accecanoi pessimi cuori degli uomini e li fanno cadere in molte cose che sono proibite.Se dunque, o padri, volete umilmente raccogliere i detti dei profeti, troverete essere già giunto quel profeta promesso ai nostri padri, il quale certamente è detto il Messia, poiché unto come sacerdote e re, non con olio di oliva, ma con ogni dono e grazia.  Gli occhi devono aprirsi, la verità deve essere vista affinchè non camminiate come ciechi, e  distinguiate la luce che è presso di voi e riconoscendola abbiate la vita}

 

Queste cose disse Gesù il secondo giorno, mentre Maria credeva che fosse nel gruppo degli uomini, e Giuseppe, invece,  nel gruppo delle donne,  permettendo ciò il Signore affinchè la madre non si affrettasse subito a cercarlo.Erano molto ammirati i dottori ei sacerdoti del tempio, e gli altri che erano vicini.scorgendo la sapienza di Dio in quel fanciullo e molti sacerdoti e dottori incominciarono a credere in Lui  e così si passò il secondo giorno.

3° Giorno

Il terzo giorno i dottori di nuovo si riunirono e si meravigliavano non poco e tra di loro dicevano che questo fanciullo fosse o il Messia o un Angelo e che poiché il tempo dell’Avvento del Messia predetto da Daniele già giungeva non fosse un Angelo ma il Messia.Ai  quali dottori, i sacedoti che conoscevano la santità di Maria e da lei avevano appreso molto, e che anche conoscevano  il suo  voto di verginità e il miracoloso sposalizio ad un uomosanto e giusto, dissero tutto ciò che sapevano,  e aggiunsero che nonostante questo matrimonio, egli potrebbe essere il Messia  e infatti compresero che fosse così, cioè che Maria fosse la Vergine mai macchiata, ma inviolata e che inoltre, sebbene avesse generato un figlio, fosse rimasta integra come una bambina di due anni.Molti tra i dottori credettero che lui fosse il Messia, ma affinchè non si dividessero dagli altri così a cuor leggero, poiché presto avrebbero creduto, celavano la loro fede e il loro credere.Altri meditavano in che modo potesserosapere se Maria fosse la Vergine di cui parlarono i Sacerdoti, e per questo andarono alla ricerca delle testimonianze delle più oneste e sante fanciulle, che con Maria più spesso e più a lungo avevano conversato, le quali ammisero per certo quello che i sacerdoti avevano detto, e così (questi)  seppero essere tutto vero.Volle infatti il Signore che ciò fosse saputo affinchè non avessero alcuna scusa per non credere in lui.E dunque molti tra i sacerdoti e i dottori credevano in Gesù.Pertanto in questa terza discussione, i Sacerdoti e i Dottori parlarono con il fanciullo Gesù con maggiore reverenza e venerazione.Domandavano dunque se forse il Messia fosse in procinto di portare una nuova legge o di confermare la legge vecchia.E taluni dicevano che lo stesso avrebbe creato una nuova legge; indicando  il passo di Daniele Confermerà il patto con molti per una settimana [Dn 9:27].Altri al contrario dicevano che quella fosse una legge eterna; così come il Signore aveva rivelato per il tramite dei suoi profeti; altri domandavano se forse la legge mostrasse la coscienza e il peccato del cuore o solamente  l’azione[54]e il peccato superficiale senza conseguenza. E siccome tutti stavano dibattendo guardavano a Gesù bramando di sentire qualcosa dalla sua bocca, così dunque il fanciullo Gesù, pieno di ogni sapienza, iniziò[55]:

 

{Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo! Vedi e visita questa vigna e proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,sopra il figlio dell'uomo che per te hai reso forte[Salmo 79]. La vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele:  a cui ora il Dio degli eserciti si è rivolto. E poiché la sua potenza non è mai apparsa maggiore, fece  moltissimi e stupendi prodigi, quando il Verbo si fece carne, dunque rettamente è chiamato “Dio degli Eserciti”. Quando il volto della sua clemenza infinita si girò verso di voi, e manifestò a voi il Suo volto e la Sua immagine, e vi guardò con con occhio pio e benigno, vi vide e vi visitò affinchè voi vediate e conosciate l’ora della vostra visita, e ascoltando ascoltiate e comprendendo comprendiate. Ecco Dio ha visitato la vigna, la arricchirà e non la distruggerà.La devastò infatti il cinghiale del bosco  [Salmo 79],dopo cheDio aveva riempito la terra, e se ne pasce l'animale selvaticodopo che i suoi tralci si erano estesi fino al mare e arrivavano al fiume i suoi germogli[Salmo 79] e così adirato il Signore distrusse la sua vignae ogni viandante ne faceva vendemmia.Perciò,avuto compassione della vigna, completerà la stessa e darà una legge perfetta,  che sarà nuova e vecchia, e allo stesso tempo la medesimae un’altra.Quel decalogo che fu dal principio, durerà fino alla fine.E non è più un decalogo, piuttosto un “bilogo”:Qualsiasi cosa è difatti comandata da Dio ed è l’amore del prossimo, e poiché l’amore si insegna nella sostanza, può anche essere detto “monologo”, il cui precetto rimarrà in eterno.Eterna è dunque la legge, eterno il popolo di Dio,  eterna la casa di Israele, la discendenza di Abramo mai viene meno, gli eletti di Dio vivono in eterno,

il sabato, il primo giorno del mese, e le cerimonie sono strutture della legge, sono segni, saranno conservate nei loro significati e così non periranno completamente.Eterna è dunque la legge di Dio, e la stessa è sempre amore e sempre viene comandata, ma preferibilmente  quando e dove Diosia. Lo si deve amare oltre la natura del comando, o di conseguenza, l’amore  finisce:gli elementi accidentali della legge saranno modificati.La Legge medesima resterà tale, la stessa è infatti legge per sua stessa natura, le cose diverse dalla natura (sono) in quelle cose che si corrompono., Il vecchio è nella sostanza, le cose nuove negli elementi accidentali.E poiché ora l’amore è praticato eccessivamente assieme al timore, da ora gli eletti di Dio osserveranno con l’amore un precetto d’amore.La Legge nuova è dunque denominatalegge d’amore, la legge antica  legge del timore.Anzi vi dico che viene ora chiamata legge d’amore la medesima legge che prima era chiamata legge del timore.Benchè sempre l’amore sia stato posto sotto un precetto, ora ci sarà molto di più e  un’amore molto maggiore sotto il precetto,  e vi sarà una grazia di gran lunga più ampia e la carità, da Dio, abbonderà nel cuore dei fedeli

affinchè la grazia anteriore non sia chiamata tale in paragone dei posteri,né legge della grazia, come fino ad oggi fu,e da ora a paragone della moltitudine di grazie non si dica nanche legge, ma grazia e carità,poiché Dio offrì  la grazia più grande agli uomini e con massima carità si adoperò per tutti gli uomini, i quali da servi li rese suoi fratelli, amici e consanguinei e apparve nella loro natura.Dunque ha mostrato la massima carità  agli uomini. Per cui i suoi precetti sono i precetti dell’amore, poiché insegnò come fosse un fratello e si rese simile agli uomini, non , invece, come Signore cui si deve più il timore che l’amore.Le cose che riguardano il giudizio non sono più necessarie dove c’è l’amore perfetto: quelle cose tuttavia si conserveranno perfette nell’amore e in qualche cosa di equipollente.Pertanto eterna è la legge, sia in relazione ai precetti necessari eterni, sia in relazione agli altri equivalenti ad essa.Se dunque i precetti sono sempre eterni, eviteranno sempre sia l’azione che l’intenzione , ma la vostra legge che vi diede Mose si dice aver proibito l’azione, non l’intenzione poiché istituì la pena momentanea per l’opera malvagia : occhio per occhio, dente per dente, mentre non inflisse nessuna pena per il peccato dell’anima. Non infatti viene ucciso qualcuno, soltanto desiderando o volendo uccidere, né è estratto l’occhio, desiderando di estrarlo, se non si uccidesse o estraesse (realmente). Sono infatti puniti soltanto coloro che mostranano qualche segno della loro prava volontà ma per la sola volontà nessuna pena è inflitta. Ancor più distante è l’iniquità del cuore da quella delle sole opere,al contrario tutta la cattiveria delle opere procede dal cuoreLa legge è una e due, la medesima e l’altra,  entrambe impediranno l’azione e l’intenzione, ma quella che si attende impedirà maggiormente tutte e due e appresterà aiuti più facili e più forti}.

 

Dicendo egli, queste cose,  ecco giungere Giuseppe e Maria con una folla di parenti e affini.La maggior parte dei dottori e molti dei sacerdoti credettero in Lui,  ma avendolo proibito lo stesso Gesù, perché solo al suo tempo e all’età conveniente voleva riunire i suoi discepoli , essi non lo seguirono.Lo stesso tuttavia salì con Maria e Giuseppe a Nazareth e il Figlio di Dio e Re di tutti stavaloro sottomesso non solo a sua madre ma anche al suo padre putativo.

Dopo il discorso al tempio

Pertanto, con la sua profonda umiltà, pazienza, tolleranza, preghiere, contemplazioni, obbedienza e soggezione, costruiva le dimore dei suoi eletti nella casa del Padre Suo etre volte all’anno saliva a Gerusalemme e per molti giorni si fermavali, istruendo i sacerdoti e i dottori che credevano in lui, come ti dirò nel sermoni del Signore[56] e poiché accusava pubblicamente i vizi dei farisei e di quei tali scribi, molti lo avevano in odio,  non solamente coloro che ignoravano che Lui fosse il Messia, ma anche coloro che ipotizzavanodalle scritture che lo fosse, da cui alcuni dicevano: “Che sia cento volteil Messia io non lo accetto!”.Infatti non era chiaro a tutti che il Messia fosse Dio , ma solamente un grande profeta , come era stato Mosè. Se infatti avessero saputo che lo Stesso era il Signore della Gloria, che è Vero Dio, non lo avrebbero mai crocifisso.Tuttavia moltissimi dei suoi nemici credevano che lui fosse il Messia e il grandeprofeta (promesso da Dio), ma condotti dall’odio e dall’invidia, lo perseguitavano , dei quali lo stesso disse: {E ora invece mi hanno visto e ascoltato}.Molti infatti contraddicono la verità appenaconosciuta, e cioè la somma perversione dell’uomo”.  Allora io dissi: “ Mio signore, in che modo questo Santo e Benedetto Fanciullo cresceva in sapienza innanzi a Dio e agli uomini? Costui non fu sempre colmo di sapienza?”.  Rispose l’Angelo: “Ciò è noto anche presso di voi. La sapienza dell’anima di Lui, fu sempre uniforme, non fu aumentata,  nè crebbe, ma apprese mediante i sensimolte cose, e sperimentò molte cose di cui di cui inizialmente non era esperto.Crebbe dunque non la conoscenza delle cose incognite, ma la loro conoscenza nell’altro modo di conoscere.Non ebbe sempre, infatti, mediante i sensi, la conoscenza di ogni cosa, anzi  la conoscenza di molte cose non la ottenne mai per mezzo del  senso.Sono molte le cose infatti che il suo occhio non vide, né il suo orecchio ascoltò, né con un altro senso lepercepì.E così non apprese mani nulla dai sensi”.

 

Allora io: “ A cosa servì l’anima a Cristo?  La Divinità non potè supplire al posto dell’anima?”.Rispose : “È fondamentale questa domanda. Forse ignori che Dio non possa essere  una frazione  di Se Stesso? Perchéogni parte, rispetto a ciò che si diceparte, è imperfetta:dare forma  ed essere unito alla materia suona imperfetto, mentreinvece ogni imperfezione deve essere rimossa da Dioe forsea questa domanda si può rispondere che Dio possa colmare al posto della parte, senza tuttavia essere quella parte mancante.Ma dimmi in che modo sarebbe stato vero uomo senza un’ anima?La conformazione naturale infatti non richiede che a Sé sia corpo e divinità, ma corpo e anima, senz’anima non sarebbe  vero uomo e così non sarebbe stato così simile a voi”.


PARAGRAFO 5,19 - IL MISTERO DELL’ASCENSIONE DI GESU’

Ed io di nuovo: “Angelo di Dio, dimmi se forse Cristo prima della sua Passione, mai ascese verso il Cielo al Padre Suo”. Rispose: “Alcuni sono dell’opinione che Cristo Signore regolarmente, avvenuta la suddetta disputa al tempio, e avuta rispettosamente la licenza da sua Madre, dopo avere lasciato la stessa nel tempio del Signore, fosse asceso al Cielo e adducono che li fosse rimasto fino al tempo del battesimo di Giovanni e che lo Stesso Signore parlasse di sè quando diceva: nessuno è mai salito al Cielo , se non colui che discende dal Cielo [Gv 3,13-17], e altrove è scritto Colui che viene dall'alto è sopra tutti; colui che viene dalla terra è della terra [Gv3,31], ma costoro non compresero il mistero della redenzione dell’uomo.Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo:affinchè,dopo che l’uomo aveva peccato,fosse assoggettato alle pene e alle miserie degli uomini,  senza che lo stesso fosse stato assoggettato alle pene ed alle miserie e soprattutto alla pena del peccato degli uomini[57].Per cui venne nella povertà e non nella ricchezza, e a servire e mettersi al servizio, non invece ad essere servito.Non venne affinchè vivesse sontuosamente,  gloriosamente e splendidamente, e abbondasse di delizie celesti, ma pur essendo ricco e abbondante di gioia , a causa vostra fu reso povero e indigente.Se invece fosse rimasto in Cielo tanto a lungo e nel paradiso dei piaceri fosse vissuto per diciotto anni ,sembrerebbe essere venuto,per così dire, solo per la Sua maestàe per glorificaresenza sopportarele fatiche di quell’uomo che aveva assunto, al quale invece non si addice,néche fosse giunto prima del peccato, o che fosse fatto dopo il peccato,  ma fu necessario che le iniquità di tutti quanti voi fossero poste in quell’uomo, che meritò ciascuno di voi, e da ciò puoi vedere quanto stoltamente parlarono coloro che negarono l’anima in Cristo.  Infatti il corpo da solo non può esser degno di nulla, solo Dio può meritare senza limiti, poiché il merito è meritare ovvero concedere al Re la ricompensa per i suoi meriti. Chi, infatti meritasse , attenderebbe il premio da un altro.Poteva tuttavia Dio,  accettare ogni opera del Dio fatto uomo, per l’espiazione del peccato del genere umano.E così lo stesso avrebbe potuto, prima del dodicesimo anno di età, o dopo il trentesimo o nel trentunesimo (poiché già aveva compiuto il trentesimo anno,ma non aveva ancora compiuto il trentunesimo)meritare  sufficientemente e abbondantemente senza che subisse le vostre miserie anche per quegli ulteriori diciotto anni. Tuttavia non fu così. Poiché non è congruo, che un infelice diventi felice in qualche modo e poi torni infelice,poiché,  sebbene sia giusto passare dalla infelicità alla felicità,per la ragione che è lecito  salire, non è giusto al contrario passare dalla felicità alla miseria, così come presso di voi neanche si può scendere nei gradi della dignità.

Rimase dunque sotto i limiti del cielo e della corporeità fino alla morte, e dopo la Resurrezione fino all’Ascensione, e poi per primo ascese al Cielo.

Tuttavia restava dentro al Cielo Empireo, poiché vedendo, vedeva nella Essenza Divina e restava così in esso, e così fabbricava le vostre dimore nel Cielo,vedendolo tanto perfettamente ed ancora meglio di quanto egli fosse in esso, e non lo vedesse stando in Dio.Infatti quella visione, con la quale si vedono le cose in Dio, precede ogni visione.Sempre dunque era sia in cielo che in terra non solo in quei diciotto anni ma anche in tutti gli altri, prima e dopo.E poiché vedeva in modo limpido e chiaro le cose celesti, era sempre  in Cielo.E poiché curava le cose umane scendeva dal Cielo.E poiché queste cose umane dirigeva dal cielo, dopo essere infatti disceso dal cielo continuamente vi saliva, così per la cura e la provvidenza delle cose umane scendeva e poiché verso l’alto ogni cosa controllava e seguiva, saliva.E poiché sempre vedeva quelle cose celesti, dunque era sempre in Cielo.Nessuno dunque salì mai al Cielo in questo modo se non Colui che dal Cielo discese, non solo per arrecare aiuto ma anche affinché si facesse Egli Stesso uomo,e questo è proprio il Figlio di Dio prima, e poi anche dell’uomo: proprio quello che scese anche dal cielo per la vostra salvezza, era sempre in quel Cielo a guardare attentamente, e ad edificare la casa di Dio. Non un cambiamento di luogo, ma un’assunzione dell’umanità:poiché umiliò se stesso accogliendo la forma del servo di Dio.Infatti discese e quindi Dio lo esaltò e gli conferì un nome che è sopra ogni nome.Perciò salì e tuttavia sempre era in Cielo, uguale alla divinità del Padre.Discese, dunque, per effetto dell’incarnazione. Dio, e non l’uomo ascese in Cielo.Il Dio fatto uomo esaltato in Cielo era sempre quel Figlio dell’uomo: il quale fu sempre beato e sempre vide il Cielo e ogni cosa.Colui che dunque viene dal cielo è sopra ogni cosa: poiché Colui che assunse la carne umana è il Signore dell’Universo.Cosa invece di ciò  si deve tenere si lasci alla valutazione del pastore eletto, che dichiarerà queste cose e rigetterà le diverseopinioni.Ora taccio e finiscosebbene tu possa conoscere, a chi io mi riferiscomaggiormente”.Detto ciò subito fui ricondotto al luogo dal quale ero stato tratto in estasi, dove molti mi attendevano e chiedevano dove fossi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Versioni diverse confondo i termini Coetus (assemblea) e Caelus (Cielo). Propendiamo per una traduzione mista.

[2] Amadeo, vuol dire che la visione e la fruizione di entrambi, uomini e Angele è essenzialmente la medesima

[3] Ancora una volta è ripresentata in sintesi la Gerarchia celeste indicata nella Prima Estasi: Tutti noi Angeli e voi Uomini, siamo concittadini della stessa patria, sebbene non tutti gli Uomini siano maggiori di ogni Angelo, né tutti gli Angeli siano maggiori di ogni Uomo. Ebbene alcuni del vostro genere sono maggiori di ogni Angelo, come quel Re fatto Uomo e la Regina Sua Madre. Alcuni del vostro genere, dei quali si dice:vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue Apocalisse [7:9-10 ],sono minori di ogni Angelo. Altri sono frammisti con noi: “Siamo i Sette Angeli che veneriamo la Genitrice del Nostro Dio. Superiamo tutti gli altri del vostro genere”. Questa gerarchia di Beatitudine è dunque da ascrivere alla fruizione e visione di Dio, che con privilegio spetta a Maria, e ai Sette Arcangeli, nonché successivamente nella quarta estasi: “Chi dunque vede Dio, vede la Sua infinitezza, sebbene la visione e la fruizione di uno sia più intensa e maggiore di quella dell’ altro. Alcuni degli Angeli sono più beati di alcuni uomini e alcuni uomini (lo sono più di ogni Angelo, come il Verbo fatto Uomo e la Sua Genitrice. Dopo c’è Michele, poi Io con gli Altri Angeli Principi che Lo Assistono, dopo noi Sette, c’è Giovanni Battista, Pietro con Giovanni Evangelista, Paolo, Andrea, con gli altri Apostoli”.

[4] Abbiamo già indicato nell’antefatto del Libro, che Maria è Onnipotente in Cielo, non per natura ma per grazia, e come tale, in virtù della sua onnipotenza di Preghiera a Dio, può essere fatta oggetto di adorazione indiretta all’Onnipotente

[5] Tutti questi episodi sono descritti anche nella mistica città di Dio di Maria di Agreda

[6] Concordano sull’età, Maria d’Agreda, Maria Valtorta, e Anna Caterina Emmerich

[7] Le Calendecadevano al primo giorno di ogni mese

[8] Dalla mistica si và dal 33° al 44° anno

[9] La compilazione dei discendenti risente di molti nomi uguali tra padre e figlio. Nel caso di specie, Matat genera Eli, che porta il nome di suo fratello defunto Eli, più vecchi di quest’ultimo,  e un altro figlio di nome Giacobbe. Costui, prenderà in moglie , la consorte del fratello Eli, dando vita a San giuseppe. Il primo Eli, invece, che morirà prima del fratello Matat, era il maggiore, e generò San Gioacchino. In sostanza tra Maria e Giuseppe vi era un legame collaterale, non troppo distante. La genealogia di Gesù è narrata in Lc 3,23, come segue: Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent'anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Mattàt, figlio di Levi..

[10]Qui si fa riferimento al trasporto della Santa Casa di Maria a Loreto. Secondo gli studi, la casa della Madonna a Nazaret era costituita di tre povere pareti in pietra addossate e poste come a chiusura di una grotta scavata nella roccia. La grotta è tuttora venerata a Nazaret, nella basilica dell’Annunciazione, mentre le tre pareti di pietra, dopo la cacciata dei cristiani dalla Palestina da parte dei Musulmani, sono state salvate dalla sicura rovina e trasportate prima a Tersatto, nell’odierna Croazia, nel 1291 e poi a Loreto il 10 dicembre 1294.  Circa le modalità della ‘venuta’ a Loreto della Santa Casa di Nazaret si è imposta per lunghi secoli la versione popolare del suo trasporto miracoloso, "per ministero angelico". La ricerca storica degli ultimi decenni, vede l’intervento di una famiglia nobile del tempo che si era interessata del trasporto. I raffronti tecnici e architettonici dimostrano che le tre pareti della Santa Casa di Loreto si connettono bene con la grotta esistente a Nazaret e con gli altri edifici di culto costruiti sulla casa della Madonna nei primi secoli d. C. Le pietre della Santa Casa sono lavorate e rifinite secondo l'uso dei Nabatei, un popolo che ha esercitato il suo influsso anche nella Galilea fino ai tempi di Gesù. Sulle pietre si conservano inoltre numerosi graffiti e incisioni tipici delle comunità giudeo-cristiane presenti solo in Palestina prima del V secolo. Il Beato Amadeo suggerisce un concorso equipollente di Angeli e uomini, almeno nella parte finale del tragitto della casa.

[11]Più Angeli la notte dell’Annunciazione  –  Concordano:

1) Santa Metilde nel libro della Grazia Speciale Libri I – Capitolo I  Dell'Annunciazione della Beata  Maria Vergine:  Una innumerabile moltitudine di angeli lo seguiva e tutti ordinatamente si fermarono intorno alla casa dove stava la gloriosa Vergine. Dopo gli Angeli, venivano gli Arcangeli, poi le Virtù e così tutti i cori angelici, disposti in modo che ciascun ordine formava come un muro dalla terra al cielo intorno a quella casa benedetta

2) SANTA GEMMA GALGANI, descrivendo la notte dell’annunciazione ci lascia questa immagine: “ … All’improvviso si fa una gran luce in quella misera stanza e l’Arcangelo prendendo umane sembianze, e circondato da un numero infinito di Angeli, va vicino a Maria, riverente e insieme maestoso.

3) La VENERABILE MARIA DI AGREDA, nella sua Mistica Città di Dio, Cap. 13:  Il santo arcangelo Gabriele annunzia il concepimento di Maria santissima e Dio concede a sant'Anna una speciale grazia:“…Perché l’Altissimo compisse questo mistero, il santo arcangelo Gabriele entrò nella stanza in cui stava pregando Maria santissima, accompagnato da innumerevoli Angeli in forma umana visibile, tutti rifulgenti di bellezza incomparabile.

[12] Il termine per indicare Geudiele e Barachiele, in questo caso è “praecipui”, cioè primari, eccellenti, speciali. Abbiamo tradotto “principi”, in modo di non svilire il senso del passo.

[13] Ultimi Giorni: il Concilio di Calcedonia (451 d.c.) professò «che l'unico e identico Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, è egli stesso perfetto in divinità e perfetto in umanità, Dio veramente e uomo veramente [...], consustanziale al Padre secondo la divinità e consustanziale a noi secondo l'umanità [...], generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità e, negli ultimi giorni, egli stesso per noi e per la nostra salvezza, da Maria, la vergine Madre di Dio, secondo l'umanità». La Bibbia usa l’espressione “ultimi giorni” per indicare il periodo di tempo conclusivo che porta a un giudizio divino il quale segna la fine di un sistema di cose. Il sistema giudaico con la sua adorazione imperniata sul tempio di Gerusalemme visse i suoi ultimi giorni nel periodo che culminò con la sua distruzione nel 70 E.V.

[14] Il testo dice – metà della notte, abbiamo tradotto mezza – notte in prospettiva moderna, perché oggi la nascita di gEsù si festeggia a mezzanotte.

[15] Comincia dunque un lungo brano che si colloca prima della pronuncia del “fiat” della Vergine e del concepimento del Figlio Unigenito di Dio: Gesù Cristo. Questo lasso di tempo è necessario affinché Maria conosca definitivamente i motivi che portarono alla nascita del Verbo di Dio e alla conseguente separazione di una parte degli Angeli dalle schiere celesti. In questo lungo brano, la Vergine viene a conoscenza del nome dei Sette divini Assistenti che lottarono per la sua proclamazione. Ecco perché nell’Apocalisse, sin dal primo capitolo, si dice: “grazia e pace a voi, dai Sette Spiriti”, ovvero dai Sette Arcangeli, che stanno innanzi al suo trono.

[16] È giusto inserire in questo contesto l’esatta etimologia dei nomi dei Sette Angeli.  Michele significa “Chi come Dio”, o in latino “Quis ut Deus”. È lui che secondo la teologia cattolica ha sfidato satana per primo e lo ha sconfitto. Qui la battaglia divine scontro verbale più che fisico, volto a legittimare i decreti e le sentenze di Dio. Nel 12° capitolo dell’Apocalisse è riportata in sintesi la battaglia che qui si sta compiendo: Ap, 12,7: “Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli”.

[17] Gabriele ha un nome più complesso di Michele, ma che viene ricondotta a “Fortezza di Dio”, o Fortitudo Dei, in quanto lo stesso annuncia le forti battaglie e decisioni di Dio. Annuncia il Verbo Incarnato a Maria , donna forte per eccellenza che si contrappone alla debole Eva.

[18] Ovvero obliquo, ciò che è rettissimo, seguendo il senso letterale del testo

[19] Baal: Visto in estasi anche da Santa Francesca Romana, si tratta di un principe demone, venerato dalle popolazioni cananee, il cui significato è Dio delle mosche. Si occupa dell’idolatria, e dei malefici. È nominato anche nel Vangelo, quando gli scribi e farisei accusavano Gesù di invocarlo per scacciare i demoni.

[20] L’Angelo, Raffaele, è il celebre protagonista del libro di Tobia, e accompagnatore del giovane Tobi. Comunemente il suo nome viene interpretato con Medicina di Dio, ovvero “medicina Dei”. Prima del ritorno da Babilonia, gli Ebrei non seppero mai il nome di quei Celesti Personaggi inviati ai loro Patriarchi e  ai Profeti da Dio, ma si  limitivano a chiamarli Angeli o Messi.  Senonchè  in questo Libro di Tobia si fa la conoscenza del nome dell’ Angelo “Raphael”. Nel Testo Sacro si incontra nel I° Libro dei Paralipomeni un uomo con questo nome, e “Raphaim” era una valle, un monte, una pianura, un deserto e furono così chiamate con il termine di “Giganti” alcuni cananei, i “Raphaim” appunto. Raffaele è il primo Angelo di cui si sappia il nome e che dunque corrisponde all’etimologia di medico, e Dio non lo manifestò che a Tobia  perché sebbene nell’Esodo per mezzo di Mosè, il Signore facesse sapere al suo popolo che Egli era il : Sanator Tuus, e il Parafraste Caldeo, e la Versione Siriaca legga: Medicus tuus, pure non si ha espressamente questo nome “Raphael” associato a questo ministero di sanazione.

[21] Vi è una variante in un’altra edizione  che dice: o forse ignori che non ti è debitore di nulla?

[22] Indicato dall’Amadeo come Eucudiel, in realtà il nome esatto è Jehudiel o Egoudiel, secondo Antonio lo Duca significa Lode, o Confessione di Dio. Apparirà con questo nome alle Venerabili Madri del Monastero delle Signore Reali Scalze di Madrid e a Bernardina Floriani, ovvero la Venerabile Maria Giovanna della Croce di Rovereto.

[23]SAN GEUDIELE E I SETTE ARCANGELI: “Parete Deo”, ecco che si manifesta il secondo e più occulto officio  di Geudiele- obbedienza e/o sottomissione a Dio. In tal senso egli assume , come si vedrà nelle scoperte iconografiche del lo duca, l’officio della penitenza che si fa nel sacramento della Confessione, da cui il suo secondo Officio (Confessio Dei).

[24]MICHELE PRENDE IL SUO NOME: La teologia cattolica immagina che il grido “quis ut Deus!” sia stato scagliato da Michele, contro la negazione della sua adorazione perpetua da parte del diavolo. Nell’apocalypsis nova, ciò viene meglio chiarito, perché il grido trae spunto dalla domanda: “si homo ille deus est” cioè se quell’uomo è Dio, non lo adorerai forse tu, o satana? E il discorso continua con la frase fatidica “quis ut deus?”, che dopo la risposta negativa di lucifero , è la seguente come riportata nell’estasi di Amadeo: “Vis respuere  Illum hominem qui vere Deus est?” vuoi tu respingere quell’uomo che è vero Dio?

[25]URIELE ACQUISISCE IL SUO NOME: Similmente agli altri suoi fratelli, anche Uriele acquisisce il proprio nome dalla risposta che da alle orde di satana. La contestazione: “Risplenda la luce di Dio in te!”, ne designerà di li in avanti l’officio di “Luce di Dio”.La frase di Uriele è abbastanza ambigua grammaticalmente ma non oscura nel senso. Satana, da stella del vespro è divenuto tenebra. Uriele richiama alla memoria il verso di Isaia 14:12e lo riadatta a lucifero: Come mai sei caduto dal cielo, o astro mattutino, figliuol dell’aurora?! Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni?! Tu dicevi in cuor tuo: "Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle di Dio; io m’assiderò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del settentrione; 14 salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo". 15 Invece t’han fatto discendere nel soggiorno de’ morti, nelle profondità della fossa!

SAN SEALTIELE E I SETTE ARCANGELI: Saltiel, traducibile in Sealtiele o Salatiel: Secondo l’etimologia dovrebbe significare “Parola o preghiera di Dio”. Forse il primo significato si avvicina al suo discorso che mette in evidenza il verbo loquor/loquere : parlare.

[27] Sta parlando della seconda estasi, e dunque, indica ad Amadeo che, quella parte, della terza rivelazione e questa dovranno essere poi inserite assieme nello stesso capitolo della futura Apocalypsis nova

[28] Barchiel, traducibile in Barachiele (et. Benedizione di Dio), l’ultimo Angelo, dopo il quale viene il giudizio. Qui l’etimologia concorda perfettamente con le scoperte iconografiche di Lo Duca, ed infiatti, s’intravede che lo stesso abbia acquisito il nome dalla parola Benedictio - Benedizione

[29] Si riferisce alla prima estasi, dove Gabriele parlò della creazione degli Angeli

[30] Della caduta di Adamo si è parlato nella seconda, terza e quarta estasi

[31] Quello appena narrato è il salmo che sintetizza in pochi versi la parte finale della prima estasi, dove furono narrate all’Amadeo, le vicende della creazione degli Angeli e degli altri elementi.

[32]SUL DOGMA DELLE 3 GOCCE DI SANGUE – confermato dalla madonna il 2 febbraio 1594 recensiamo:

1) Mistica Città di Dio Libro II – Capitolo II: “….Per l'intensità di questi superni moti interiori, come per un loro effetto connaturale, il suo castissimo cuore fu in un certo senso compresso con una tale forza, che ne uscirono tre gocce del suo purissimo sangue; queste si posero nel luogo naturale per il concepimento del corpo di Cristo nostro Signore, che da esse venne formato per virtù dello Spirito divino.Quindi, il cuore di Maria purissima, a forza di amore, forni realmente la materia della quale si formò l'umanità santissima del Verbo per la nostra redenzione.

2) Apparizioni mariane c.d. Del Buon Successo, avvenute tra il 1582 e il 1634 a Quito (Ecuador), alla Venerabile  Madre Mariana de Jesús Torres, IV apparizione della Madonna- Il 2 febbraio 1594, col cuore pieno di amarezza e pena, Madre Mariana era intenta a pregare prostrata sul pavimento del Coro superiore del suo Convento… La Signora (le) rispose: «Io sono Maria del Buon Successo, la Regina del Cielo e della Terra. …Lo Spirito Santo, che consola il tuo spirito e ti sostiene nelle tue giuste tribolazioni, ha formato, da tre gocce del Sangue del Mio Cuore, il Bambino più eccellente dell’umanità.

3) Santa Gertrude (Annunciazione): A Mattutino durante il canto dell'Invitatorio: « Ave Maria », Geltrude vide tre ruscelli. meravigliosi zampillare, come da divina sorgente, dal Padre; dal Figlio, dallo Spirito Santo, poi scorrere nel Cuore della Vergine Madre, e indi risalire rapidi fino alla sorgente donde erano partiti. La Regina del cielo, ricca di sapienza e di bontà, riceveva dalla SS. Trinità un luminoso riverbero che la rendeva onnipotente pressa il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo …”.

 

[33] Una versione parla di “ corporis unificationis” e un’altra “corporis Vivificationis”, propendiamoper la prima, ma la seconda non ci pare errata.

[34] È presente una variazione che vede la parola – creationis – al posto di creaturis. Il senso della frase allora cambierebbe in Assistemmo certamente alle cose ammirabili della creazione, indicibili agli altri

[35]SUL DOGMA DELL’ OPERA TRINITARIA DELL’INCARNAZIONE. Abbiamo delle concordanze nella mistica:

1) Venerabile Maria di Agreda Mistica città di Dio Capitol 11 del Libro 2: “Con questa indivisibile unità tutte e tre le Persone realizzarono, con una medesima azione, l'incarnazione, benché sia stata la sola persona del Verbo a ricevere in sé la natura umana, unendola ipostaticamente a se stesso.

2) Santa Brigida 1 (Sermone Angelico): Domenica – Lezione Prima (Capitolo 1) “. ….Non si può credere che, per l'assunzione dell'umanità, il Verbo, cioè il Figlio di Dio, fosse diviso dal Padre. Come, infatti, la parola che pronunziamo è pensata nella mente e proferita dalla bocca, ma non si può né vedere, né toccare, se non è scritta o impressa in qualche cosa di materiale, così anche il Verbo, Figlio di Dio, non si sarebbe potuto né toccare, né vedere, se non fosse stato unito alla carne umana”

[36]Alcune  edizioni dell’Apocalypsis Nova presentano una differenza sostanziale di questo passo, con un cappello iniziale che viene sovente portato alla fine del brano. Probabilmente, si è preferito anticipare il responso finale del discorso, che poteva essere ritenuto di non facile comprensione. Abbiamo preferito riportare il testo alla conclusione, notando che ha maggiore senso, e dunque operando una lieve modificazione della parte inziziale e finale del Capitolo.

[37] Abbiamo aggiunto dunque questa piccola frase indispensabile per chiarire che le tesi espresse dall’Angelo sono in realtà le obiezioni di Amadeo, che saranno poi confutate.

[38] Tutto questo discorso risulta mancante in varie edizioni dell’Apocalypsis Nova

[39]o Creatore a seconda delle versioni del testo

[40] Il testo dice “Animus”, non anima, e dunque : Anima/o spirito , carattere

[41] Anche qui abbiamo tradotto un pod iversamente dal testo, ritenendo, differentemente dal carattereletterale, che i due intelletti e le due volontà, si riferiscono alla circostanza che egli abbia unito in sé le due nature.

[42]Quicumque vult (Simbolo di Sant'Atanasio) (Breviario Romano: Ufficio di Prima nella Festa della SS. Trinità):

Chiunque voglia salvarsi, deve anzitutto possedere la fede cattolica:  Colui che non la conserva integra ed inviolata  perirà senza dubbio in eterno.  La fede cattolica è questa:  che veneriamo un unico Dio nella Trinità e la Trinità nell'unità.  Senza confondere le persone, *  e senza separare la sostanza.  Una è infatti la persona del Padre, altra quella del Figlio,  ed altra quella dello Spirito Santo. Ma Padre, Figlio e Spirito Santo sono una sola divinità,  con uguale gloria e coeterna maestà. Quale è il Padre, tale è il Figlio, tale lo Spirito Santo.Increato il Padre, increato il Figlio, increato lo Spirito Santo. Immenso il Padre, immenso il Figlio, immenso lo Spirito Santo. Eterno il Padre, eterno il Figlio, eterno lo Spirito Santo   E tuttavia non vi sono tre eterni, ma un solo eterno.  Come pure non vi sono tre increati, né tre immensi, ma un solo increato e un solo immenso.  Similmente è onnipotente il Padre, onnipotente il Figlio,  onnipotente lo Spirito Santo. E tuttavia non vi sono tre onnipotenti,  ma un solo onnipotente.  Il Padre è Dio, il Figlio è Dio,  lo Spirito Santo è Dio.  E tuttavia non vi sono tre dei, ma un solo Dio.  Signore è il Padre, Signore è il Figlio, Signore è lo Spirito Santo. E tuttavia non vi sono tre Signori, ma un solo Signore.Poiché come la verità cristiana ci obbliga a confessare che ciascuna persona è singolarmente Dio e Signore: così la religione cattolica ci proibisce di parlare di tre Dei o Signori.Il Padre non è stato fatto da alcuno: né creato, né generato. Il Figlio è dal solo Padre: non fatto, né creato, ma generato. Lo Spirito Santo è dal Padre e dal Figlio: non fatto, né creato, né generato, ma da essi procedente. Vi è dunque un solo Padre, non tre Padri: un solo Figlio, non tre Figli: un solo Spirito Santo, non tre Spiriti Santi. E in questa Trinità non v'è nulla che sia prima o dopo, nulla di maggiore o minore: *ma tutte e tre le persone sono l'una all'altra coeterne e coeguali. Cosicché in tutto, come già detto prima, va venerata l'unità nella Trinità e la Trinità nell'unità. Chi dunque vuole salvarsi, pensi in tal modo della Trinità. Ma per l'eterna salvezza è necessario, credere fedelmente anche all'Incarnazione del Signore nostro Gesù Cristo. La retta fede vuole, infatti, che crediamo e confessiamo, che il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio, è Dio e uomo. È Dio, perché generato dalla sostanza del Padre fin dall'eternità: * è uomo perché nato nel tempo dalla sostanza della madre. Perfetto Dio, perfetto uomo: sussistente dall'anima razionalee dalla carne umana. Uguale al Padre secondo la divinità:*inferiore al Padre secondo l'umanità. E tuttavia, benché sia Dio e uomo, non è duplice ma è un solo Cristo.Uno solo, non per conversione della divinità in carne,  ma per assunzione dell'umanità in Dio. Totalmente uno, non per confusione di sostanze, *ma per l'unità della persona. Come infatti anima razionale e carne sono un solo uomo,  così Dio e uomo sono un solo Cristo. Che patì per la nostra salvezza: discese agli inferi: *il terzo giorno è risuscitato dai morti.É salito al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: *e di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti. Alla sua venuta tutti gli uomini dovranno risorgere con i loro corpi: e dovranno rendere conto delle proprie azioni. Coloro che avranno fatto il bene andranno alla vita eterna: *coloro, invece, che avranno fatto il male, nel fuoco eterno. Questa è la fede cattolica, *e non potrà essere salvo se non colui che l'abbraccerà fedelmente e fermamente. Amen.

[43] Da Edom giunge il personaggio di questo cantico con il quale dialoga il profeta Isaia, personaggio che impersona, centinaia di anni prima, il Messia Gesù Cristo. Edom è il nemico tradizionale di Israele, pur essendone parente stretto: è il nome infatti della discendenza di Esaù.  “Chi è costui che viene da Edom, da Bozra con le vesti tinte di rosso? Costui, splendido nella sua veste, che avanza nella  pienezza della sua forza?” Dal luogo dell’invidia e della lotta giunge allora Colui che riporta la vittoria e che non desterà più invidia e lotta, ma benedizione per tutti.

[44](unità di misura greca equivalente a  185 metri n.d.a.)

[45] Siamo di fronte ad un riferimento alla c.d. Rivelazione Progressiva, riporteremo questo brano nel nostro quinto volume che si pccuperà di questo argomento, perché sarà trattato compiutamente nell’ultima ed ottava estasi dell’Apocalypsis Nova

[46] Gn 1,7 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». [7]Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. [8]Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

[47] L’episodio è riportato da Santa Brigida di svezia, Maria Valtorta e Maria d’Agreda. Quest’ultima aggiunge altresì nel capitolo della Mistica Città di Dio  -  Cristo nostro bene nasce da Maria vergine in Betlemme di Giudea: “…L'evangelista san Luca dice che la Madre vergine, avendo partorito il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, ma non spiega chi lo mise fra le sue braccia dopo che fu uscito dal grembo, perché questo non era nel suo intento. I ministri di quest'azione furono i due principi sovrani san Michele e san Gabriele, i quali, poiché assistevano in forma umana corporea al mistero, nell'istante in cui il Verbo incarnato, penetrando per virtù propria il talamo verginale, uscì alla luce, dalla dovuta distanza lo presero nelle loro mani con incomparabile venerazione. Poi, come il sacerdote mostra al popolo l'Ostia sacra perché l'adori, così appunto questi due ministri celesti presentarono agli occhi della divina Madre il suo Figlio glorioso e rifulgente. Tutto questo successe in un breve spazio di tempo. Ora, nel momento in cui i santi angeli presentarono il bambino Dio a sua Madre, il figlio e la madre santissimi si guardarono reciprocamente, rapendo ella il cuore del dolce bambino e restando nel tempo stesso elevata e trasformata in lui. Il Principe celeste dalle mani dei santi arcangeli parlò alla sua felice Madre e le disse: «Madre, assimilati a me, perché, per l'esistenza umana che mi hai dato, voglio darti da oggi in poi una nuova esistenza di grazia più sublime, che, pur essendo propria della semplice creatura, assomigli al tempo stesso alla mia per imitazione perfetta». Rispose la prudentissima Madre: «Attirami, o Signore; e dietro di te correremo al profumo dei tuoi unguenti». Qui si compirono molti degli arcani misteri del Cantico e tra il bambino Dio e la sua Madre vergine intercorsero altri divini colloqui di quelli che vi sono riferiti, come: Il mio diletto è per me e io per lui. La sua brama è verso di me. Come sei bella, amica mia, come sei bella! I tuoi occhi sono colombe. Come sei bello, o mio diletto, quanto grazioso!. Per riferire tutti gli altri misteri che avvennero sarebbe necessario prolungare questo capitolo più di quel che conviene…”.

[48] In realtà, l’aggettivo era temporalis (cioè madre temporale) ma per esigenze di traduzione abbiamo peferito tradurre terrena

[49]Eber:  personaggio biblico antidiluviano. Pronipote attraverso Sem di Noè, che nel calendario ebraico sarebbe morto 2006 anni dopo la Creazione, Eber viene ricordato come figlio di Sela e padre di Peleg

[50]Tetragramma: il nome di Dio in caratteri ebraici: è formato dalle lettere ebraiche י (yod) ה (heh) ו (vav) ה (heh) o י*ה*ו*ה (l'ebraico si legge da destra verso sinistra).

[51]La statua di Nabucodonosor: Daniele capitolo 2:31-45 (CEI) -  Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d'oro puro, il petto e le braccia d'argento, il ventre e le cosce di bronzo,  le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte di creta.  Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma non per mano di uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e di argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l'argilla, il bronzo, l'argento e l'oro e divennero come la pula sulle aie d'estate; il vento li portò via senza lasciar traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta quella regione. Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. tu o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria. A te ha concesso il dominio sui figli dell'uomo, sugli animali selvatici, sugli uccelli del cielo; tu li domini tutti: tu sei la testa d'oro. Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra. Vi sarà poi un quarto regno, duro come il ferro. Come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte di argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma avrà la durezza del ferro unito all'argilla.  Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte di argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l'altra fragile.  Il fatto d'aver visto il ferro mescolato all'argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l'argilla. Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.  questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di uomo, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l'argilla, l'argento e l'oro.

 

[52] (cioè Qoelet).

[53]Settanta Ebraica - Il nome di Settanta (sigla LXX) deriva dalla leggenda che narra della sua formazione, attestata nella Lettera di Aristea a Filocrate, oggi nota come Lettera dello Pseudo Aristea e datante verso il 100 a.C. Si racconta che settantadue anziani (poi, nella denominazione comune, il numero fu ridotto a settanta con riferimento ai settanta anziani che accompagnarono Mosè al Sinai e ricevettero la Tôrāh (Es 24) di Gerusalemme, appartenenti alle dodici tribù d’Israele, furono invitati ad Alessandria d’Egitto da Tolomeo II Filadelfo per tradurre in greco i libri della Legge. La narrazione riferisce che il re accolse questi scribi ebrei ad Alessandria e si prostrò innanzi alla Legge sette volte. Una volta fatta la traduzione, gli scribi furono rimandati a casa con grandi doni.

[54]Il termine “Manus”, induce all’ atto o alla forza

[55] Gesù Bambino cita il Salmo 79 - Visita, o Signore, la tua vigna

[56] Difatti nei Sermoni, vi sono altre 3 discorsi di Gesù, che riporteremo nel nostro ultimo volumen, corredando la traduzione della ottava estasi

[57]il passo in questione non ci è pervenuto completo, abbiamo pertanto dovuto interpretarlo e completarlo noi.