In preparazione: PROCLAMIAMO IL DOGMA DEI SETTE ARCANGELI! - LETTERA APERTA AL NOSTRO AMATO PAPA

 

 

 

 

Era inutile costruire un nuovo memoriale!

Abbiamo deciso di formare un testo, diretto al Santo Padre Francesco, sicuri, che lo stesso possa trovare sicuro ascolto nella Sua Persona così attenta ai sentimenti e alle aspirazioni del popolo cristiano.

I Sette Arcangeli sono infatti nominati sia nella Scrittura che nella Mistica:

 

Nel capitolo 12 del Libro di Tobia, l'Angelo Raffaele rivelandosi al giovane protagonista del racconto e al di lui padre, così disse:  «Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono al servizio di Dio e hanno accesso alla maestà del Signore» [Nuova Edizione San Paolo 2014] .

Molti autori e ancor più numerosi Santi ritengono che di questi Sette, vi sia menzione specifica in diverse parti dell’ Apocalisse di San Giovanni, specialmente al capitolo 1 allorché si dice: “Grazie a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai Sette Spiriti che stanno innanzi al suo Trono”.

L’esegesi di queste fonti permette dunque di immaginare l’esistenza di un numero preciso di Angeli principali, più prossimi rispetto agli altri, che assistono l’Eterno, e non sono soliti, se non in qualche rara circostanza, essere da Dio inviati per opere e ministeri esteriori (diremmo anche minori). 

Non è un caso che a Maria Vergine sia stato inviato proprio uno di questi, come tramandatoci dall’Evangelista Luca: “Sono Gabriele che sto al cospetto di Dio”.

Non è un caso altresì che, due tra le più straordinarie Sante del Cattolicesimo, abbiano goduto della protezione salvifica di uno dei Sette Spiriti.

Uno dei Sette Angeli fu infatti il custode di Santa Faustina Kowalska, la meravigliosa e straordinaria propagatrice della Divina Misericordia, alla quale questo Spirito ebbe a rivelarle: “Sono uno dei Sette Spiriti (c.f.r. Ap. 1,4) che stanno giorno e notte davanti al Trono di Dio e l'adorano senza posa…” .

Uno dei Sette Angeli fu inoltre il custode di Santa Maria Margherita Alacoque, la Beata divulgatrice della devozione al Sacro Cuore di Gesù Cristo, cui il custode rivelò quanto segue:  “Voglio dirti chi sono ,cara sorella, affinché tu sappia quanto amore ha per te il tuo Sposo. Sono uno dei sette spiriti (c.f.r. Ap. 1,4)  più vicini al trono di Dio e che più partecipano alle fiamme del Sacro Cuore di Gesù Cristo….” .

Ma essi nei secoli si sono appalesati a moltissime pie donne, dichiarando di appartenere proprio “ai sette spiriti assistenti al Trono di Dio”, come dichiarato dall’Apostolo delle Divine Predilezioni nella sua Apocalisse.

Alla visitandina  suor Maria Amodea Blonè i Sette Angeli apparvero fisicamente dicendole: “Quando voi verrete alla Patria nostra vi ringrazieremo della carità, che ci avete usata. Siate divota de’ Sette Spiriti Beati, che assistono al Trono dell’Agnello Divino & abbiate fiducia in essi, perché non mancheranno di proteggervi in ogni bisogno”.

A Suor Maria Lataste proprio Nostro Signore fece vedere in estasi: « nove gradoni o nove gradinate sovrapposte...Al di sopra di queste gradinate… un magnifico trono, fatto dell’oro più fine e più brillante...Attorno al trono…  prosternati in ginocchio, sette giovani, più brillanti rispetto a quelli delle gradinate, perché erano più vicini al trono di luce» rivelandole che  «… i sette giovani uomini intorno al trono, i sette angeli che sono sempre davanti al Padre mio… che rimangono sempre in adorazione davanti a lui e ai quali affida l’esecuzione dei suoi ordini …».

La amorosa manifestazione dei Sette Angeli fu per nostro insegnamento non solo visibile ma anche mirabile e stupenda nella vita di Santa Ludovina.  “Un  giorno fu tratta a contemplare il suo Sposo Divino, che stava tra Sette Angeli più rispettabili di ogni altro, ed era ossequiato da moltissimi altri, il quale dirigendo verso di lei amorosi sguardi e mostrandole le sue ferite divine come sposo del SS. Sangue, le infuse il sentimento doloroso delle sue stesse ferite” - (in La divozione ai Santi Angeli Custodi, del P- Pasquale de Mattei della Compagnia di Gesù).

Maria Valtorta, la straordinaria veggente di Caserta, contemplò in estasi i Sette Arcangeli, sotto la croce, chini sul dolore di Gesù e Maria, e fra essi intravide S.Michele e S. Gabriele:  “ L’arcangelo Michele, che voi invocate nel Confiteor, ma secondo la vostra abitudine, con l’anima assente, era presentealla mia morte in Croce. I Sette Grandi Arcangeli che stanno in perenne davanti al Trono di Dio, erano tutti presenti al mio sacrificio (..) Gabriele e i suoi celesti compagni curvi sul dolore di Gesù e di Maria, impossibilitati a sollevarlo, perché era l’ora della Giustizia, ma non assenti da esso, hanno raccolto nel loro intelletto di luce, tutti i particolari di quell’ora, tutti, per illustrarli, quando il tempo non sarà più, alla vista dei risorti: gaudio dei beati e condanna prima dei reprobi, anticipo a questi e a quelli di ciò che sarà dato a Me, Giudice supremo e Re altissimo”.

Ma è la Venerabile Maria D' Agreda ad aver profetizzato il futuro riconoscimento dei Sette Arcangeli.  Nel Capitolo 2, del primo libro Mistica Città di Dio, dal titolo:  Si spiega il modo in cui il Signore manifesta all'anima mia i misteri e la vita della Regina del cielo nello stato in cui sua Maestà mi ha posto, ella dice: «Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell'Agnello». Conobbi che tale angelo e gli altri sei erano tra i più vicini al trono della Trinità e che era stata data loro la potestà speciale di castigare l'ardire di chi si fosse macchiato dei suddet­ti misfatti dopo che si era manifestato il mistero salvifi­co con le opere, l'insegnamento e il sacrificio di Cristo. Compresi l'eccellenza e l'autorità della Principessa per of­frire aiuto a chi la invoca di tutto cuore. Nel tempo que­sto si sarebbe palesato meglio mediante i miracoli e l'il­luminazione che l'umanità avrebbe avuto, nonché gli esempi dei santi, specialmente dei fondatori degli Ordi­ni religiosi, e di tanti martiri e confessori; perciò, negli ultimi secoli le colpe sarebbero state più gravi e detesta­bili, e dopo tanti benefici l'ingratitudine sarebbe stata più villana e degna di condanne più dure. Conseguentemen­te, i malfattori avrebbero provocato maggiormente l'in­dignazione dell'ira e della giustizia superna! Dunque in futuro - cioè per noi nel presente - l'Eterno avrebbe pu­nito rigorosamente con nuovi flagelli, poiché questi sarebbero stati gli ultimi, dato che ogni giorno si appros­sima sempre più il giudizio finale».

Tuttavia i nomi dei Sette Angeli furono rivelati , tutti per intero, soltanto nella seconda metà del ‘400 al Beato Amadeo da Sylva, frate francescano, confessore di Papa Sisto IV, affinché tale conoscenza, un giorno, fosse definitivamente celebrata nella cristianità, quando un nuovo pastore, un secondo Pietro, avrebbe rifondato la Chiesa, e unito le confessioni cattoliche, eliminando errori dottrinali e false credenze.

Condotto in estasi dall’Arcangelo Gabriele, Amedeo apprende finalmente per bocca del medesimo Santo Nuncio diverse verità rimaste misconosciute: - “Sette Angeli siamo, che veneriamo la Genitrice del nostro Dio, superiamo tutti gli altri del vostro genere” --  “non indico con il nome di Arcangelo il secondo Coro che sale verso l’alto ma tutti quegli Spiriti che sono chiamati Angeli Superiori: tuttavia questa sentenza non fu impressa negli ecclesiastici: infatti oggi voi continuate a preporre i Santi uomini a tutti noi Angeli” – “Non ho enumerato i sette nomi di costoro, imparali ora: Michele è il primo, io sono il secondo, Raffaele mi segue, a lui, in vero, segue Uriele, tuttavia ad Uriele segue Sealtiele, allo stesso Geudiele, il settimo è Barachiele” . In seguito, un sacerdote siciliano, Antonio lo Duca, tornato a Palermo per insegnare canto liturgico, scoprirà in una chiesetta situata a pochi passi dalla cattedrale, sotto cumuli di polvere e cianfrusaglie, antichi affreschi, nei quali si notavano raffigurati i Sette Angeli dell’Amodeo, con nomi e motti identificativi. Da qui riuscirà a promuovere, anche mediante eventi straordinari la costruzione di una Chiesa loro dedicata nel centro della Cristianità: la odierna Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, dopo che i Sette Angeli lo trassero in estasi,  rivelandogli il luogo esatto ove costruire il tempio.