Il potente Angelo Laruel Aureo custode di Juana de la Cruz, sottoposto dell'Arcangelo Gabriele

 

 

Angelo Laruel Aureo

(Etim: Ombra Dorata)

Custode della Suora Giovanna delle Croce (Juana de la Cruz)

Custode della Suora Beatrice Maria della Croce (Beatriz de la Cruz)

Custode della Suora Isabella di Gesù (Isabel de Jesus)

 

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È forse ai più sconosciuta la circostanza che l’Angelo Laruel goda nel cristianesimo, soprattutto in Sudamerica, di una singolare devozione per esser stato il Santo Custode della venerabile e serva di Dio Giovanna della Croce

Sappia il lettore che, questa circostanza, sia per quanto riguarda il nome della suora che quello dell’Angelo risulta oggi molto confusa, perché erroneamente si tende a confondere questa pia sorella con l’omonimo Santo,  San Giovanni della Croce, autore del Trattato Fiamma Viva d’Amore e di quello della Notte Oscura, o con la diversa Santa francese, anch’ella chiamata “della Croce”, Jeanne Delanoue, mentre l’Angelo Laruel, viene addirittura chiamato Laurel o Lauriel, e forse anche noi siamo caduti in questo errore non gravissimo, come egli stesso rivelerà.

Suor Juana de la Cruz (al secolo Juana Vázquez Gutiérrez ; (1481-1534), monaca terziaria dell'ordine di San Francisco, ha goduto fama di santità sia in vita che dopo la sua morte.

Nacque nella città di Toledo Azaña (oggi Numancia de la Sagra), il 3 maggio 1481. Il posto era molto vicino a Cubas de la Sagra, luogo ben noto perché secondo la tradizione popolare nel marzo del 1449 la Vergine Maria apparve sei volte di fila alla giovane pastorella Inés Martínez; in una di queste occasioni (9 marzo) la Vergine rivelò che sarebbe stata costruita una chiesa dedicata a Lei.

Pertanto cominciarono ad accadere molti miracoli in questo sito e la testimonianza di Inés Martínez è stata ratificata da diversi notai e sacerdoti che gli diedero un sigillo di autenticità . Infatti, ne luogo preciso indicato da Maria Vergine fu davvero eretta una piccola cappella dedicata a Santa Maria de la Cruz. Successivamente l’ edificio fu ampliato e trasformato in Beaterio (luogo di clausura in spagnolo), dove venne installata nel 1464 una comunità di monache terziarie francescane. Alla porta del Beaterio bussò il 3 maggio 1496 una ragazza di nome Juana Vázquez Gutiérrez in cerca di protezione e custodia. Era il suo quindicesimo compleanno ed era in fuga da un matrimonio indesiderato che suo padre le aveva organizzato con Francisco loarte, un ricco hidalgo di Illescas. Appena un anno dopo, il 3 maggio 1597, concluso il loro noviziato con successo, la giovane fece solenne professione di fede con il nome di sor Juana de la Cruz.

Visse come monaca francescana per 38 anni, durante i quali  contribuì a diffondere la preghiere del Rosario e la devozione per l’Angelo Custode. Nel 1506 perse per qualche tempo l’uso della voce che poi improvvisamente le tornò nel giro di qualche mese, con una grande capacità oratoria. Nel 1509 divenne badessa del celebre Monastero di Maria della Croce di Cuba, dopo che questo era stato per diversi anni in parte abbandonato a causa della cattiva gestione economica della badessa precedente, quella Agnese che aveva avuto, in tenera età, numerose visioni mariane e indicazioni dalla Vergine Maria su dove fondare il Monastero. Cosa più unica che rara, ebbe il titolo di abbadessa per dispensa papale di Giulio II. Fu tenuta in gran conto presso la corte dell’Imperatore Carlo V e di Giovanni I d’Austria,  nonchè presso numerosi nobili europei. Divenne presto celebre per i numerosissimi miracoli che operava, oltreché per le capacità divinatorie che ebbe già a partire dai 4 anni di vita. Nel 1505 ebbe il dono delle stimmate. Morì il 3 maggio 1534, all’età di 53 anni in odore di santità , e da subito la pietà popolare si riferì a lei come Santa Juana o beata Giovanna della Croce. Nel 2015 la Chiesa Cattolica l’ha dichiarata venerabile La fama di santità e il dono della profezia accompagnarono il resto dei suoi giorni, ma forse l'episodio più segnalato è stato quello della comunicazione del nome del suo Santo Angelo Custode. L’episodio fu il seguente narrato da P. Antonio Daza nell’1610 all’interno del libro: Historia, vida y milagros, éxtasis y revelaciones de la bienaventurada virgen santa Juana de la Cruz, nonché da Pedro Navarro, nell’edizione del 1622 del testo edito a Madrid: Favores de el rey de el cielo hechos a su esposa la Santa Juana de la Cruz, religiosa de la orden tercera de la penitencia de nostro padre San Francisco, Madrid dove si dice che, crescendo i favori celesti che riceveva dal Suo Santo Angelo Custode, la Santa Madre  sentiva parimenti crescere anche il desiderio di conoscere il suo nome.

Un giorno, fu talmente tanto importunata dalle noiose richieste delle sue consorelle che, che si mise a supplicare con moltissime lacrime la Santissima Vergine Celeste che intercedesse presso Nostro Signore Gesù Cristo affinché potesse conoscere il nome del suo celeste protettore. D’improvviso fu tratta in estasi innanzi la Madre di Dio, Maria Vergine, la quale chiamò a sé l’alto Serafino San Gabriele, dicendogli: “ Va, e di a Laruel Aureo che venga dunque qui alla mia presenza!”. Gabriele obbedì all’istante alla sua regina e giungendo a San Laruel gli disse: “ Laruel Aureo, l’Imperatrice del Cielo ordina che tu vieni al suo cospetto!”

San Laruel giunse all’istante e la Madre di Dio lo inviò così a Giovanna della Croce affidandogliela in custodia. Come lo vide Giovanna gli disse:

“ Il Signore, ha già soddisfatto i desideri delle mie sorelle,  manifestando a tutti il vostro nome, ed è incredibile la gioia che ricevetti nel sentirlo!”

L’Angelo Laruel le rispose:

“Ebbene lo conosci già, ma alcune delle tue sorelle non mi sanno chiamare bene, poiché sebbene il mio nome proprio sia Laruel, mi chiamano laurel, e mi interpretano come un “albero” (di lauro), ma si da il caso che in ciò non sbagliano molto , perché il significato e gli effetti del mio nome, sono simbolizzati proprio da questo albero, che così come si mantiene perpetuamente verde e fresco sia in Inverno che in Estate, allo stesso modo mi mantengo io e perennemente mi manterrò  nella eccellenza e bellezza della natura incorruttibile con la quale Dio mi creò e, così come il lauro, per la segreta proprietà della sua natura, difende dai raggi del sole coloro che si riparano sotto di esso , così io per la volontà dell’Altissimo, difendo dal potere dei demoni, le anime che si annidano all’ombra delle mie ali, e cercano la mia ombra e la mia protezione!”.

 L’Angelo Laruel, rivelò altresì a Santa Giovanna  come Dio, per particolare favore e grazia, glielo aveva concesso per suo aiutante e custode nonostante  Laruel fosse un Angelo di Gerarchia  Superiore , rivelandole che lo stesso  “aveva tenuto prima di lei in custodia, nientemeno che il Santo Re Davide, San Giorgio e San Gregorio”,  tutte persone di Santità molto superiore a lei.  2) Oltre a Santa Giovanna, Laruel venne concesso in custodia anche ad un’ altra venerabile madre,  tale suor Beatrice Maria della Croce (1632 , - 1702) abbadessa del Convento dell’Angelo nella città di Granada, in Spagna , come emerge  chiaramente a Pagina 77 della sua biografia denominata, edizione del 1719 di Granada, dal titolo “Tomás De Montalvo Vida Prodigiosa De La Extatica Virgen Y Venerable Madre Sor Beatriz Maria De La Cruz, Abadesa Che Fue Del Convento Del Angel Custodio  De La Ciudad De Granada. 

Qui si dice che la suora, ottenne un giorno dal suo Angelo Custode, che vedeva spesso in compagnia di San Francesco, alcune particolari notizie celesti,  dicendole che il suo nome era Laruel Aureo, che era un Angelo di Gerarchia Superiore, che era astato il custode di molti Santi che abitavano in paradiso ed ancora che il Signore gli aveva concesso una grande potestà sui demoni, come la stessa Madre Beatrice aveva potuto sperimentare, dato che alla sua presenza costoro si erano immediatamente dati alla fuga. Ancora una volta è Maria a inviare Laruel da questa monaca, dimostrando così che si tratti di un Angelo a servizio esclusivo della Madonna, ma subordinato a San Gabriele.

3) Seguendo nei secoli San Laruel, si nota che egliu è apparso numerose altre volte. La Carmelitana di  Toledo Isabella di Gesù  (1611-1682), come ci racconta, M. Avila Vivar, in “Angeles Apocrifos en los conventos de monjas”,  aveva anch’ella un angelo custode, che rivelò  il suo nome nel nono giorno della professione. Il giorno in cui fece la professione di fede ebbe  una visione del Monte Carmelo, dove la condussero il suo angelo e Santa Leocadia . Lì poteva vedere la Vergine del Carmelo sopra  una nuvola accompagnata da San Giuseppe, Santa Teresa e molti altri santi .  Nel pomeriggio durante la cerimonia di professione, ebbe  nuovo avuto un rapimento e la visione si ripetette. Durante la stessa Santa Leocadia e l'angelo le misero il manto di carmelitana poi continuando celebrarono il suo mistico fidanzamento con Cristo. Per nove giorni fu tratta in estasi e  l'ultimo domandò all'angelo il suo nome,  il quale le rispose: «Laureo mi ha chiamato, chiamami Laureo tuo, ed io  ti chiamerò Anima mia ». Il suo nome deriva indubbiamente dall'angelo custode di Juana de la Cruz, Laruel Aureo – osserva l’autore M. Avila Vivar -. San Laruel è stato rappresentato molte volte proprio come aveva descritto "San Giovanna" : un giovane vestito bianco o viola, con abiti lussuosi adornati con cabochon e iscrizioni con iscrizioni in latino, incoronate con una fascia d'oro sormontata da una croce, e portando come attributi uno scettro d'oro, un liuto o una vihuela o uno stendardo ornato con le insegne della Passione o della Vergine.  Secondo l’autrice  Gabriela Braccio, sappiamo dell'esistenza di un dipinto quello rappresenta Juana de la Cruz alla presenza di San Laruel nel convento navarrese di Santa Clara de Tudela; e di un dipinto di San Laruel nel convento francescano di San Bernardino de Siena a Xochimilco (Messico) firmato da Manuel Carcanio nel 1742. Come Laruel, Angel del Privilegio, giocando una citazione, era nella serie che era nel Chiesa del convento degli Agostiniani di Guadix (Granada).  Come Lauro hanno cercato di rappresentare le monache del Monastero madrileno di San Placido, . Con il nome di Laruel Misericordia Dei figura nella famosa serie di Sopó (Colombia), portando un ramo di alloro e una palma. E con il nome di Angel San Larbel Areo figura con il codice 000000098749 nella base di dati dal Ministero della Cultura. La popolarità di San Laruel e "La Santa Juana" erano così grandi, quel Tirso de Molina ha dedicato una delle sue commedie33 e Villegas l'ha inclusa tra i santi stravaganti del loro Flos sanctorum.