LE ORAZIONI DEI SETTE PRINCIPI DEGLI ANGELI CON LE LORO ANTICHE IMMAGINI DEL PRESBITERO ANTONIO LO DUCA (EDIZIONE PIU' MODERNA)

  •  La Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri nasce per volontà di Antonio Lo Duca (Duca o del Duca), un sacerdote siciliano devoto al culto degli Angeli. Egli, nato a Cefalù nel 1491 e morto a Roma nel 1564, manifestò presto questa sua passione verso gli spiriti celesti, sin da quando, giovanissimo, fu nominato maestro di canto della cattedrale di Palermo (1513-1515). In quel periodo, mentre insegnava canto ad un gruppo di chierici scoprì un antico dipinto dei Sette Principi degli Angeli nella chiesetta di Sant’Angelo, riemerso quasi per miracolo dopo secoli d’incuria. Effettivamente i medesimi sette angeli con i rispettivi nomi vennero trovati scritti negli affreschi rinvenuti, nel 1516, dal sacerdote Antonio Lo Duca su una parete della chiesa palermitana di Sant’Angelo, che sorgeva accanto alla cattedrale, dove ora è la piazza Sette Angeli. Le immagini erano disposte su tre ordini. Nel primo erano raffigurate la creazione del mondo e degli angeli, con Lucifero ancora in stato di grazia e san Michele dinanzi al trono di Dio. Nel secondo la vittoria di san Michele su Lucifero, la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso, Abramo in ginocchio davanti ai tre angeli e poi impegnato a servire loro un banchetto.
  • Nel terzo, relativo ai sette angeli, al centro figurava Michele, «victoriosus» (vittorioso), che tiene nella mano sinistra una palma verdeggiante e nella destra una lancia da cui pende una bandiera bianca con croce rossa nel mezzo. Da un lato Gabriele, «nuntius» (nunzio), tiene in mano una fiaccola posta in una lanterna e nell’altra uno specchio di diaspro verde con macchie rosse; Barachiele, «adiutor» (che porge aiuto), ha un lembo della veste raccolto innanzi al petto e pieno di rose; Uriele, «fortis socius» (forte compagno), ha una spada sguainata in mano e un fiamma ai piedi. Dall’altro lato Raffaele, «medicus» (medico), guida Tobia e porta un vaso di medicinali; Geudiele, «remunerator» (che premia), stringe nella mano destra una corona d’oro e nella sinistra un flagello a tre cordicelle; Sealtiele, «orator» (che prega), è raccolto in preghiera con il capo chino e con le mani giunte dinanzi al petto.
  • Il ritrovamento di queste immagini destò grande devozione verso i principi celesti, tanto che la nobiltà di Palermo si riunì in una Confraternita dei sette angeli (detta imperiale poiché volle iscriversi lo stesso imperatore Carlo V), la chiesina fu riaperta al culto e don Lo Duca ne divenne rettore. La festa dei sette arcangeli vi si celebrava nella seconda domenica dopo Pasqua, secondo la determinazione che l’arcivescovo palermitano comunicò a papa Clemente VII il 23 febbraio 1524 (dal 1693 fu spostata al 6 ottobre). Il monastero ottenne nel 1593 da papa Clemente VIII la bolla di conferma, mentre nel 1621 Gregorio XV concesse l’indulgenza plenaria ai fedeli che avrebbero partecipato alle celebrazioni della festa nei sette anni dal 1623 al 1629, privilegio rinnovato da Urbano VIII dal 1643 al 1649, da Clemente XI dal 1716 al 1722 e da Innocenzo XIII dal 1723 al 1729.
  • Intanto Antonio Lo Duca era venuto anche a conoscenza di una profezia relativa al tempo in cui sarebbe stato riscoperto ed esaltato il culto dei sette principi degli angeli, quando cioè «la mitra vederà in vetro», secondo quanto era stato rivelato in un libretto di un certo Bartolomeo Pisano. E in effetti nel 1518 papa Leone X, che non poteva vedere se non con l’aiuto di un occhiale, concesse all’Ordine francescano una Messa in onore di san Gabriele dove, nell’ottavo responsorio e nell’antifona del Benedictus, si invoca anche Uriele (della celebrazione, fissata al 24 marzo, si hanno notizie almeno fino al 1785).
  • Nel 1527 il sacerdote si recò a Roma con l’obiettivo di promuovere il culto dei santi arcangeli. Divenuto cappellano della chiesa di Santa Maria di Loreto, ebbe dal cardinale Antonio Maria Ciocchi del Monte l’incarico di comporre, in collaborazione con don Girolamo Maccabei, la Messa e l’Ufficio dei sette angeli principi. Nella compilazione i due sacerdoti si basarono sui riferimenti della Sacra Scrittura ai sette principi celesti: in particolare, le sette luci del candelabro aureo di Mosè (Numeri 8) che don Antonio interpretava come la luce della protezione dei sette angeli verso la Chiesa. L’auspicio del sacerdote era che «come detto candelabro fu mirabile in Gerusalemme, capo del Vecchio Testamento, così in Roma, capo del Nuovo, si doveva fare una chiesa mirabile dei sette angeli e, come le sette lucerne furono collocate sopra detto candeliero per Aaron sommo dei Giudei sacerdote, così le sette immagini dei sette principi degli angeli, figurate dalle sette lucerne, dovevano essere esaltate per mano del sommo sacerdote dei cristiani».
  • Nel 1543 Antonio Lo Duca, recatosi a Venezia per far stampare il libretto con questi testi, commissionò un quadro tratto dal mosaico La Vergine tra i sette angeli che allora rivestiva la volta dell’altare maggiore nella basilica di San Marco. La copia si trova a Roma, nella basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri a piazza Esedra. Per identificare i sette arcangeli nel dipinto occorre leggere i cartigli in latino che ciascuno di essi ha in mano: Michele «Paratus ad animas suscipiendas» (Pronto ad accogliere le anime), Gabriele «Spiritus Sanctus superveniat in te» (Lo Spirito Santo verrà sopra di te), Raffaele «Viatores comitor, infirmos medico» (Accompagno i viaggiatori, curo gli infermi), Uriele «Flammescat igne charitas» (La carità divampi con il fuoco), Geudiele «Deum laudantibus praemia retribuo» (Concedo premi a quanti lodano Dio), Barachiele «Adiutor, ne derelinquas nos» (Tu che vieni in aiuto, non ci abbandonare), Sealtiele «Oro, supples, acclinis» (Prego, supplice, in ginocchio).
  • Un mattino dell’estate del 1541, nella chiesa di Santa Maria di Loreto, il sacerdote all’improvviso vide «una luce più che bianca» che partiva dalle rovine delle Terme di Diocleziano, al cui interno c’era l’immagine di san Saturnino, martire legato alla storia della costruzione delle Terme insieme con i santi diaconi Ciriaco, Largo, Smaragdo, Sisinnio, il ricco patrizio Trasone e san Marcello papa, che rappresentano i sette martiri più eminenti fra i condannati alla costruzione delle immense Terme. Quella luce gli indicava il luogo nel quale sarebbe dovuto sorgere il grande tempio dedicato ai sette angeli e ai sette martiri. Dopo aver celebrato la Messa, il sacerdote corse alle Terme e trovò l’ambiente centrale ancora ben conservato, così come gli era apparso nella visione. Da quel momento non esitò più a prodigarsi per promuovere un grande tempio alle Terme. Raccontò la visione al cardinale Dionisio Laurerio e al maestro di camera Bartolomeo Saluzio, il quale l’aiutò a scrivere i nomi dei sette angeli sulle colonne della grande galleria centrale delle Terme.
  • Il 17 dicembre 1555, concludendo la celebrazione della Messa dei sette angeli nella chiesa di Santa Maria di Loreto, don Antonio ebbe un’altra visione significativa, riportata nelle fonti della basilica romana: «Baciato l’altare, mi drizzai per dare la benedizione al popolo; sentivo da tutte le vene del corpo il sangue andar in alto insino alla testa e credendomi che fusse stato il sangue, nondimeno per gli effetti era l’anima la quale uscì dal vertice della testa; in quell’istante guardai giù e viddi che io stavo sopra il cielo del proprio colore azzurro e vedendomi tanto in alto ebbi paura, ero vestito delli miei vestimenti perché il corpo stava sopra l’altare vestito delli paramenti della Messa, ma riconoscevo che ero io di circa 25 anni; guardai innante circa passi cinquanta, viddi il cielo di fuoco, dal quale uscì fuore una turba di uomini accompagnata e mescolata d’angeli con le mani innanti et con allegrezza dicendo: “Buona nova, già è stato decretato dalla Santissima Trinità che la chiesa delli sette arcangeli assistenti a Dio nelle Terme Diocletiane sia consacrata; donde uscivano era di cornice di fuoco, quadrata, come la porta di Concistoro di Palazzo. L’angelo più appresso era l’arcangelo Uriele; io lo conobbi perché si rassomigliava a uno che io avea fatto dipingere di forma rossa li tempi passati».
  • La visione ebbe compimento nel 1560, quando papa Pio IV, di ritorno dal sopralluogo ai lavori di Porta Pia, incontrò don Lo Duca, il quale non mancò di rinnovargli la preghiera di consacrare le Terme con l’erezione di una nuova chiesa. Il 27 luglio 1561 Pio IV emanò una Bolla con la quale stabiliva l’erezione nelle Terme di una chiesa intitolata a Santa Maria degli Angeli, concedendone l’officiatura ai Certosini di Santa Croce in Gerusalemme, e il 5 agosto successivo si pose solennemente la prima pietra del nuovo edificio, per la cui costruzione ebbe l’incarico l’ormai ottantaseienne Michelangelo, alla cui morte subentrò il suo allievo Jacopo Del Duca. In questo testo documentatissimo sulla storia della devozione ai Sette Arcangeli lungo i secoli, gli autori l’avvocato Carmine Alvino e don Marcello Stanzione si rivelano nel ventunesimo secolo essere gli eredi spirituali del sacerdote Antonio Lo Duca nel loro impegno nel chiedere presso le supreme gerarchie della Chiesa cattolica la ripresa del culto pubblico liturgico ai Sette Principi del Cielo.

    Le Orazioni dei Sette Angeli 

Il merito di Antonio Lo Duca, sta anche nella circostanza di aver dato alle stampe le orazioni dei Sette Arcangeli.  Questi esercizi, furono pregati per molti anni, tanto è vero che si riportano nelle seguenti opere:

  • 1) Aristotele de Benedictis, (Pietro Antonio Spinelli) - Nomina sanctorum omnium, qui habentur in martyrologio Romano, a Gregorio XIII reformato, & nouissime  anno 1598. Romæ impresso. Additis Litanijs communibus, nec non beatissimæ semper virginis Mariae, quæ in domo Lauretana dicuntur, nonnullisque alijs pijs precationibus (Nomi di tutti i Santi che si hanno nel Martirologio Romano riformato da Gregorio XIII)
  • 2) Psalteriun B. Virginis Mariae a S. Bonaventura Compositum, devotioni usque  Regii Monasterii Escacleatarum , apud Matritenses , hac nova editione  dicatum, 1679 (Salterio della Beata Vergine Maria , devozione e uso per il Regio Monastero delle Signore Reali Scalze di Madrid).
  • 3) Selva di orazioni di diversi santi Dottori e di molti scrittori antichi , et moderni,  Greci et Latini ; per ogni sorte di persone,  per ogni tempo,  et quasi per tutte le occasioni, ed. 1610 di Niccolò Aurifico de Bonfigli
  • Abbiamo pertanto provveduto a tradurre l’intero libretto in cui esse sono contenute, dal titolo “Septem Principibus Angelorum Orationes”  (Le Orazioni dei Sette Principi degli Angeli) di Antonio Lo Duca. Abbiamo esaminato le edizioni successive del libretto in nostro possesso e possiamo affermare che, le stesse, molto belle nell’ originale cartaceo, si presentano del tutto identiche tra una edizione e l’altra, se non per l’aggiunta di ulteriori pagine e illustrazioni (tranne che per una primissima edizione in cui alcune raffigurazioni cambiano). Andiamo quindi ad analizzare senza esitazione, le varie pagine del libretto di Antonio Lo Duca, delle quali abbiamo tradotto gli offici in italiano.

 

COPERTINA:

Le Orazioni Dei Sette Principi degli Angeli Con le Antiche Immagini Opera Edita una volta da Antonio Lo Duca Presbitero di Cefalù Con Licenza dei Superiori Dall’Officina di Orazio Salviani Napoli, presso Giacomo Carlino e Antonio Pace . Anno 1954

 

 

PAGINA 1

Antifona alla Santissima Vergine Madre di Dio e Regina degli Angeli

Ave, Regina dei cieli,

ave, Signora degli angeli;

porta e radice di salvezza,

rechi nel mondo la luce.

Gioisci, vergine gloriosa,

bella fra tutte le donne;

salve, o tutta santa,

prega per noi Cristo Signore. »

Preghiamo – Preghiera

O Dio Misericordioso, concedi una difesa alla nostra fragilità, in modo che  facciamo memoria della Santa Madre di Dio, e risorgiamo con l’aiuto della sua intercessione, dalle nostre iniquità Per Cristo Nostro Signore Amen.

 

Antifona dei Santi Angeli

Angeli, Arcangeli, Troni e Dominazioni, Principati e Potestà, Virtù dei Cieli, Cherubini e Serafini, lodate il Signore dei Cieli. Amen

Preghiamo – Preghiera

O Dio che distribuisci mediante un magnifico ordine i compiti degli Angeli e degli Uomini, benevolmente concedi, che la nostra vita sia assistita da quelli che ti servono in cielo, e sia protetta da coloro che sono sulla terra. Per Cristo Nostro Signore Amen.

____________________________________________________________

PAGINA 2 – interamente occupata da una raffigurazione della Deipara circondata dalle schiere degli angeli, con il Bambin Gesù tenuto in grembo, che stringe il Santo Evangelo. Sotto l’immagine la scritta: Ave Regina dei Cieli, Ave Signora degli Angeli

___________________________________________________________

PAGINA 3

Interpretazione dei nomi dei Sette Principi degli Angeli

MICHELE – Chi Come dio?

GABRIELE – Fortezza Di Dio

RAFFAELE – Medicina di Dio

URIELE – Fuoco di Dio

SEALTIELE – Preghiera di Dio

GEUDIELE- Confessione o Lode di Dio

BARACHIELE – Benedizione di Dio

__________________________________________________________

PAGINA 4 - interamente occupata da una raffigurazione della gerarchia celeste, con sulla sommità la SS. ma Trinità, poco al di sotto a sinistra presenta Maria Vergine, e , subito sotto di lei, i Sette Arcangeli con i propri attributi iconografici, ed ancora più sotto, i 9 Cori Angelici, distribuiti su tre livelli, simboleggianti le 3 Gerarchie La Raffigurazione termina con il testo celebre di Giobbe 38,7: Dov’eri tu mentre gioivano in coro le stelle del mattino e plaudivano tutti i figli di Dio?. Tra i Sette Principi notiamo che quelli posti sotto la Vergine sono San Michele che li guida, San Uriele (di cui si scorge la adiacente fiamma) e San Raffaele (con Tobiolo), mentre il successivo gruppo dei quattro rimanenti è costituito da San Gabriele (a capo, con lanterna e specchio), San Geudiele (nella classica posa con corona e flagello), San Sealtiele (orante) e San Barachiele (con fascio di rose nel grembiule). Si può notare ancora una volta come il coro degli arcangeli si trova nella zona mediana dell’ultima gerarchia tra  principiati ed angeli, e non comprenda al suo interno i Sette Principi, che quindi ne sono apparentemente estranei. 

-------------------------------------------------------------------------------------------------

 

PAGINA 5 – abbiamo cercato di rendere la rima del testo–

Inno

Dei Sette Principi Degli Angeli

 

Tutta la celeste assemblea restò  in silenzio

mentre il drago ingaggiò battaglia, superbo

il quale, calpestato con i piedi, Michele conficcò nell'Infero.

Ti ossequiamo o Paraninfo tonante,

Il cui spirito pel  mondo riecheggia

O Gabriele, gli animi nostri, della luce divina, colmante

O salutare medicina del cieli

San Raffaele, il farmaco arreca:

ai malati nel corpo, e alle anime cieche il passo, riveli.

O forte Uriele, amico dei buoni

le forze dei demoni con la spada riduci

La cui carità supera, quella dei pii che te invocan con preci.

Sealtiele, tutto il mondo ti è debitore

perché stai davanti al Trono del Padre come suo Oratore

e preghi supplice per i tuoi servi e i crimini porti via altrove.

Gli aspri ordini del giudice Geudiele

Da noi miseri, si tengan fintanto lontani:

che sian cancellati, per grazia del Padre Sommo, i nostri peccati (amari). 

O Nostro Aiutante, proteggici tutti, noi ti preghiamo

Barachiele, sii memore di noi

Affinchè solerte conduca a Dio, le nostre sante azioni

 

Al Dio Trino dell’alma divinità

Sia sempre ogni lode, onore, virtù, e allo stesso modo autorità

decoro e benedizione, nei secoli. Amen

_______________________________________________________________

PAGINA 6 - - la pagina è occupata in alto da una raffigurazione del candelabro d’oro, con i sette beccucci e le sette lucerne, e da una raffigurazione astrologica dei cieli e dei pianeti. L’immagine è corredata dalla scritta Esodo 25 in corrispondenza del candelabro e Genesi 1 in corrispondenza dell’altra immagine della creazione.

 

Antonio Lo Duca, rettore della Chiesa Palermitana dei Sette Principi

degli Angeli  - aiuto ai piissimi lettori dei Santi Angeli

 

O Uomo Cristianissimo, il Candelabro di settanta parti che Mosè, su ordine di Dio, fabbricò di oro puro, San Geronimo scrisse che significasse il mondo con le sette Stelle erranti del profeta Giuseppe: e per esso, Sant’Anselmo mirabilmente descrisse un certo tempio spirituale. Noi invece, aiutati dall’intervento di Giuseppe e di Giovanni Evangelista, stimiamo che rappresenti  la chiesa trionfante con  i Sette Spiriti astanti innanzi a Dio, a guisa dei quali, esiste la Chiesa Militante con i Sette Vescovi vestiti di rosso brillante. Certamente manifestiamo anche il tempio settiforme  edificato dai Santi Martiri a Roma dal vaticinio di Isaia: affinchè  straordinariamente come nel meraviglioso candelabro dei Giudei, così anche nel mirabile tempio dei Cristiani , adoreremo Dio.

____________________________________________________________

PAGINA 7 - L’immagine in alto, è la classica raffigurazione dell’Angelo custode, che trattiene il protetto con un braccio e gli indica il cielo.

 

Antifona del Santo Angelo Custode

 

Dio ha inviato a te i suoi Angeli, affinchè ti custodiscano in ogni tua via. Ti condurranno con le loro mani, affinchè casualmente il tuo piede non inciampi in una pietra. Alleluia Alleluia

V. I loro Angeli sempre vedono

R. La Faccia del Padre mio che è nei Cieli.

Preghiamo - Preghiera

Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato/a dalla Pietà Celeste. Amen. »

_____________________________________________________________

PAGINA 8 – L’immagine raffigura i Sette Arcangeli con i propri simboli devozional e i loro nomi specifici: Michele – spada e scudo, con satana schiacciato sotto i piedi, Gabriele, con lanterna e diaspro, Raffaele con il pesce e Tobia, Uriele con la spada nuda e una fiamma ai piedi, Sealtiele in atto di pregare, Geudiele con in una mano la sferza a tre corregge e nell’altra la corona della gloria, e Barachiele, con il grembiule pieno di Rose. Alla base del dipinto i riferimenti dottrinali e cioè Tb 12 – Ap 1 – Ap 4 – Ap 15.

 

Antifona dei Sette Principi degli Angeli

O Sette Principi della Milizia Celeste che state al cospetto del Trono di Dio, ai quali sono attribuiti grandi compiti per la tutela di tutti i fedeli, accorrete in nostro aiuto, vi preghiamo, contro le tentazioni dei demoni  e intercedete per i vostri devoti presso l’Immacolato Agnello Figlio di Dio.

V. Adorate il Signore, Alleluia

R. Davanti al Trono del quale stanno sempre i Principi degli Angeli. Alleluia

O Dio che tra tutti gli altri ornamenti e doni del Cielo, ha ordinato con modi meravigliosi tanto le schiere quanto i compiti degli Angeli per il governo del mondo: concediti, propizio, che per mezzo dei tui Sette Principi Assistenti, che siedono sempre vicino a Te in un eccelso trono, sia protetta la nostra vita.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

PAGINA 9 - L’immagine che si riferisce a San Michele, è alquanto chiara, perchè rimanda espressamente alla battaglia nei cieli descritta dall’Apocalisse di Giovanni, al capitolo 12: “Vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi”.  Dopo o durante questa battaglia vediamo sorgere con vessillo e palma della vittoria San Michele che sconfigge il drago. L’antifona e l’orazione del Lo Duca, segue dunque fedelmente il passo biblico. In alto il motto posto nel quadro di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri: MICHELE VINCITORE: PRONTO AD ACCOGLIERE LE ANIME

 

Antifona di San Michele Vittorioso

Si fece silenzio nel Cielo, mentre il Drago ingaggiò battaglia, e Michele combattè con lui e ottenne Vittoria.

V. Principe Michele vieni in aiuto del tuo popolo

R. E rimase in aiuto per le anime dei giusti

Preghiamo - Preghiera:

- O Dio che hai dato la gloriosa vittoria del superbissimo demonio al beato Michele principe assistente e sommo comandante dell’esercito combattente sotto il vessillo della salvifica croce prevista dall’eternità; ti preghiamo che, fortificando la nostra fronte con il segno del Salvatore, e incovando il nome del predetto Trionfatore Michele, ci conceda forza & vittoria contro i nemici visibili e invisibili affinchè  che noi liberati dal lor impedimento; possiamo condurre la nostra vita secondo i tuoi divini comandamenti. Per Cristo Nostro Signore Amen.

___________________________________________________________________________________________________________

PAGINA 10 – La seconda immagine si riferisce alla famosa creazione degli Angeli e raffigura San Gabriele alla sinistra. Dio, Signore di tutte le cose, illumina della sua parola di Verità e Vita tutti i cori degli angeli appena creati dai maggiori, ovvero i Serafini (etimologicamente : coloro che ardono), nella rappresentazione del Lo Duca dotati di sole 4  ali e non di 6, a diretto contatto con la divinità, fino ai cori inferiori composti dai semplici angeli. La luce divina passa da coro a coro, come un gioco di specchi. Ecco il senso dell’immagine, crediamo, e della successiva rappresentazione di San Gabriele come primo interprete della illuminazione divina, che grazie alla sorgente di luce (lanterna) diffonde il divino proclama su tutti i restanti cori (con lo specchio di diaspro).  Gabriele quindi è il ministro del Verbo di Dio e della Luce dello Spirito Santo. Per San Gabriele Lo Duca fa riferimento al famoso testo Evangelico che si riferisce direttamente a questo sublime spirito ovvero,  Luca: 1: Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. Ecco il perché dunque del motto,

GABRIELE IL NUNCIO : LO SPIRITO SANTO VERRÀ SU DI TE!

 

Antifona di San Gabriele Nuncio

L’Angelo entrò da Maria e disse: Ave piena di Grazia, il Signore è conte te, tu sei benedetta tra le donne!

R. L’Angelo del Signore annunciò a Maria. Alleluia

V. E concepì dello Spirito Santo. Alleluia

Preghiamo - Preghiera:

- O Dio amatore della salute umana, il quale. mandasti Gabriele principe assistente , e ministro della tua fortezza ad annunciare alla gloriosa Vergine Immacolata il sacramento dell'Incarnazione del Figlio Tuo Signor Nostro Gesù Cristo , umilmente ti preghiamo, e domandiamo, che giungendo noi sotto  protezione di un tanto grande Paraninfo, per la sua intercessione , ti degni di concederci la fortezza contra i nemici visibili  e invisibili. Per Cristo Nostro Signore Amen.

_____________________________________________________________________________________________________

PAGINA 11 – Nella terza immagine si celebra San Raffaele, mediante la raffigurazione del momento prima della battaglia celeste, quando Dio preparò le sue truppe allo scontro finale con Lucifero. La scena sembrerebbe alludere alla potenza rigeneratrice di Dio che rinforza le sue schiere e rinvigorisce lo spirito degli angeli che combatterono nel celebre conflitto angelico. La potestà curativa di Dio è dunque simbolizzata da San Raffaele, il cui nome appunto significa Dio guarisce. Il suo motto è:

RAFFAELE IL MEDICO DELLA SALVEZZA: ACCOMPAGNO I VIAGGIATORI, CURO GLI INFERMI

 

Antifona di San Raffaele Medico

Il Principe Raffaele disse: Io sono uno dei Sette che stiamo innanzi al Signore. E illuminò il cieco Tobia, afferrò il demone e lo relegò nel deserto.

V. Pace a voi, non temete. Alleluia

R. Il Signore ha esaudito le vostre preghiere. Alleluia

Preghiamo - Preghiera

- O Dio , che per tua ineffabile bontà ordinasti il beato Raffaele come compagno per i tuoi fedeli pellegrini, e da principio lo facesti medico degli infermi; ti preghiamo supplichevoli che, a noi che domandiamo  l'aiuto del suddetto principe assistente, spalanchi la via della salvezza  e che ci conceda la salutare medicina dell' infermità , tanto dell' anima , quanto del corpo. Per Cristo Nostro Signore Amen.

___________________________________________________________________________________________________

PAGINA 12 - A S. Uriele il Lo Duca assegna il passo Biblico della Genesi che si riferisce alla cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre ovvero Gen 3: “…Così egli scacciò l’uomo; e pose ad oriente del giardino d’Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita”. La conoscenza della verità venne dunque preclusa all’uomo, il quale avrebbe dovuto imparare da solo a meritare il Regno di Dio. Ma il Signore non lo abbandonò completamente, mai spegnendo la fiamma della Sua Carità, che dall’origine della storia ne ha accompagnato il cammino. Uriele dunque resta a guardia della verità preclusa, ma è sempre pronto ad infondere negli animi che lo bramano, il desiderio di Dio, da cui il suo motto: FORTE COMPAGNO URIELE, DIVAMPI LA CARITÀ CON IL FUOCO.

 

Antifona di San Uriele Forte Compagno

O Uriele , fulgore della divina Maestà  e fortezza dell'invitta potestà , o fiamma della carità avvampata, illumina le nostre menti , affinchè non siamo indotti nella tentazione. Umilmente ti preghiamo che ti degni di difenderci con la spada della tua potestà.

V. distendi , ti chiediamo, la tua spada, O Santo Uriele.

R. in aiuto dei tuoi devoti.

Preghiamo - Preghiera

-  O Dio  che,  per l’incomparabile tua clemenza, hai associato ai tuoi fedeli  il Beato Uriele, ministro della tua illuminazione di carità ineffabile, come ardente e vigile tutore che scaccia le tentazioni del demonio , ti preghiamo che,  noi, i quali ricorriamo alla difesa di tanto splendore, discacciate le tenebre dalla mente nostra conosciamo quelle cose che sono per noi salvifiche , e che in tutto fuggiamo l'insidie segrete del demonio. Per Cristo Nostro Signore Amen.

______________________________________________________________________________________________________

PAGINA 13 – San Sealtiele, per Antonio Lo Duca, è uno dei 3 Angeli di Mamre che si recarono da Abramo per profetizzare la nascita di Isacco. Pertanto il Passo è Genesi 18: L’ Eterno apparve ad Abramo alle querce di Mamre, mentre questi sedeva all’ingresso della sua tenda durante il caldo del giorno. Abramo alzò gli occhi, ed ecco che scorse tre uomini, i quali stavano dinanzi a lui; e come li ebbe veduti, corse loro incontro dall’ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse: Deh, Signor mio, se ho trovato grazia davanti a te, non passare senza fermarti dal tuo servo! Deh, lasciate che si porti un po’ d’acqua; e lavatevi i piedi; e riposatevi sotto quest’albero. Io andrò a prendere un pezzo di pane, e vi fortificherete il cuore; poi, continuerete il vostro cammino; poiché per questo siete passati presso al vostro servo". Per tale motivo, rispecchiando il comportamento di Abramo, il motto di Sealtiele è: SEALTIELE ORATORE - PREGO SUPPLICE E CHINATO.

 

 

Antifona di San Sealtiele Oratore

Gran ministro nella richiesta della misericordia di Dio, e nobile difensore di tutti i fedeli, ti preghiamo, o Beato Sealtiele, che consideri la nostra fragilità umana; così da non abborire  i nostri gravi eccessi , e non ti sdegni di pregare sempre per noi , ma imiti il nostro Redentore Gesù, il quale sedendo alla destra del Padre Dio Eterno , s’è degnato d'essere nostro avvocato.

V. Invochiamo in aiuto il beato Sealtiele

R. Affinchè meritiamo che ci ottenga il nostro perdono

Preghiamo - Preghiera

- O Dio, fonte abbondantissimo delle misericordie ,che per i peccati  della fragilità umana hai voluto che il Beato Sealtiele dall’inizio fosse il ministro supplice della tua misericordia; umili ti preghiamo, per mezzo del patrocinio  di un tale patrono  e per la preghiera di un tale oratore, che ti degni di liberarci da tutti i mali imminenti e di cancellare le nostre iniquità secondo la moltitudine delle tue misericordie . Per Cristo Nostro Signore Amen.

___________________________________________________________________________________________________

PAGINA 14 – Originariamente l’immagine che raffigurava Geudiele era diversa poiché, veniva rappresentato dapprima lucifero superbo, che inizialmente era ritenuto il consigliere di Dio assiso sul trono. Nelle successive edizioni del libro, vi è stato un aggiustamento ed ora ambedue le raffigurazioni di destra e sinistra mostrano l’angelo Geudiele con i propri attributi iconografici, che rappresenta il Buon Consiglio di Dio. Nella rappresentazione di destra, il flagello è posto in evidenza come ad indicare l’attività purificatrice  della dottrina cattolica, che da forza ai penitenti a ben confessarsi e punisce i rei. Nella parte sinistra dell’immagine si scorge S.Geudiele a figura intera,  in atto di mostrare con la destra la corona della gloria che appartiene ai giusti, forse a significare il premio divino dopo il superamento della propria condizione di peccatore. L’orazione allo stesso riferita, come anticipato, fu confermata dalla successiva apparizione del medesimo Arcangelo a Madrid ove dichiarò di essere il “custode delle Vergini di Cristo”. Per descrivere il passo che lo vide protagonista nella Bibbia, Lo Duca riporta Esodo 23 che così recita: Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l'avversario dei tuoi avversari. Il motto assegnato a lui è: GEUDIELE REMUNERATORE – RICOMPENSO CON DONI COLORO CHE LODANO DIO

 

Antifona di San Geudiele Remuneratore

O Geudiele , vigile testimone dell' opere nostre ed allo stesso modo,  ministro remuneratore  della sapienza di Dio , custode delle Vergini , che dai la corona a chi legittimamente combatte, e che castighi col flagello quelli che hanno errato, dacci consiglio  e aiuto , ti preghiamo ancora , che presto ci liberi dall’ osceno cadere nel peccato.

V. O Signore, previenici con la tua misericordia

R.Prima che proviamo, a causa dei nostri peccati, il flagello della tua ira.

Preghiamo - Preghiera

- O Dio onnipotente , e giusto estimatore di tutte le opere, che per mezzo di San Geudiele ministro del tuo ottimo consiglio, e da te costituito remuneratore dei buoni ci conferisci i premi, e che infliggi ai reprobi, in vero, la punizione: umilmente ti preghiamo ,che a noi che imploriamo il nome di un principe tanto bene consigliante, e giustamente remunerante, la tua illuminante grazia diriga gli atti nostri nella tua legge , e annulli il flagello che ci dovresti mandare per i nostri peccati. Per Cristo Nostro Signore Amen.

------------------------------------------------------------------------------------------------------

PAGINA 15 - L’immagine si riferisce alla seconda parte del racconto di Genesi 18, quando, la moglie di Abramo, Sara, sorride non credendo alla rivelazione dell’angelo secondo la quale avrebbe concepito un figlio pur in tarda età, benedicendo dunque il cammino dell’umanità prescelta da Dio, nel cui seno sarebbe nata la nuova arca portatrice del Redentore. Pertanto l’immagine presenta i tre angeli in atto di benedire. Simbolo di benedizione è appunto Barachiele sempre pronto a segnare chi lo cerca con il rituale segno di consacrazione a Dio. Egli è dunque dispensatore anche dei doni che nostro Signore Dio, Spirito Santo, Terza Persona della Trinità, concede all’uomo secondo il suo imponderabile giudizio. Il motto assegnato da Lo Duca è: BARACHIELE AIUTANTE NELLE OCCASIONI, NON ABBANDONARCI NELLA TRIBOLAZIONE.

 

Antifona di San Barachiele Ausiliatore

O San Barachiele, ministro dei doni dello Spirito Santo, della Benedizione  e della grazia divina, prega che Dio ci infonda lo spirito di fortezza, lo spirito della sapienza , lo spirito della verità, col quale possiamo resistere all' insidie dei demoni; alla fragilità del corpo e del mondo , nonché alle tenebre e al peccato, e che possiamo adoperarci in opere sante.

V.Dacci, Signore, i doni dello Spirito Santo

R.Per intercessione di San Barachiele che assiste innanzi a te.

Preghiamo Preghiere

O Dio, dispensatore di ogni bene, concedi a noi, ti preghiamo, l’aiuto e la grazia tua, senza la quale non possiamo far nulla , affinchè per la inspirazione dello Spirito Santo , noi che ci accostiamo alle buone opere , meritiamo di avere S. Barachiele ausiliatore, a discacciare i dubbi delle nostra menti , affinchè conosciamo quelle cose che ci sono nocive , e rasserenati i sensi nostri, siamo fatti capaci delle benedizioni e della tua grazia eterna. Per Cristo Nostro Signore Amen.