LE ORAZIONI DEI SETTE PRINCIPI DEGLI ANGELI CON LE LORO ANTICHE IMMAGINI DEL PRESBITERO ANTONIO LO DUCA

  • La Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri nasce per volontà di Antonio Lo Duca (Duca o del Duca), un sacerdote siciliano devoto al culto degli Angeli. Egli, nato a Cefalù nel 1491 e morto a Roma nel 1564, manifestò presto questa sua passione verso gli spiriti celesti, sin da quando, giovanissimo, fu nominato maestro di canto della cattedrale di Palermo (1513-1515). In quel periodo, mentre insegnava canto ad un gruppo di chierici scoprì un antico dipinto dei Sette Principi degli Angeli nella chiesetta di Sant’Angelo, riemerso quasi per miracolo dopo secoli d’incuria. Effettivamente i medesimi sette angeli con i rispettivi nomi vennero trovati scritti negli affreschi rinvenuti, nel 1516, dal sacerdote Antonio Lo Duca su una parete della chiesa palermitana di Sant’Angelo, che sorgeva accanto alla cattedrale, dove ora è la piazza Sette Angeli. Le immagini erano disposte su tre ordini. Nel primo erano raffigurate la creazione del mondo e degli angeli, con Lucifero ancora in stato di grazia e san Michele dinanzi al trono di Dio. Nel secondo la vittoria di san Michele su Lucifero, la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso, Abramo in ginocchio davanti ai tre angeli e poi impegnato a servire loro un banchetto.
  • Nel terzo, relativo ai sette angeli, al centro figurava Michele, «victoriosus» (vittorioso), che tiene nella mano sinistra una palma verdeggiante e nella destra una lancia da cui pende una bandiera bianca con croce rossa nel mezzo. Da un lato Gabriele, «nuntius» (nunzio), tiene in mano una fiaccola posta in una lanterna e nell’altra uno specchio di diaspro verde con macchie rosse; Barachiele, «adiutor» (che porge aiuto), ha un lembo della veste raccolto innanzi al petto e pieno di rose; Uriele, «fortis socius» (forte compagno), ha una spada sguainata in mano e un fiamma ai piedi. Dall’altro lato Raffaele, «medicus» (medico), guida Tobia e porta un vaso di medicinali; Geudiele, «remunerator» (che premia), stringe nella mano destra una corona d’oro e nella sinistra un flagello a tre cordicelle; Sealtiele, «orator» (che prega), è raccolto in preghiera con il capo chino e con le mani giunte dinanzi al petto.
  • Il ritrovamento di queste immagini destò grande devozione verso i principi celesti, tanto che la nobiltà di Palermo si riunì in una Confraternita dei sette angeli (detta imperiale poiché volle iscriversi lo stesso imperatore Carlo V), la chiesina fu riaperta al culto e don Lo Duca ne divenne rettore. La festa dei sette arcangeli vi si celebrava nella seconda domenica dopo Pasqua, secondo la determinazione che l’arcivescovo palermitano comunicò a papa Clemente VII il 23 febbraio 1524 (dal 1693 fu spostata al 6 ottobre). Il monastero ottenne nel 1593 da papa Clemente VIII la bolla di conferma, mentre nel 1621 Gregorio XV concesse l’indulgenza plenaria ai fedeli che avrebbero partecipato alle celebrazioni della festa nei sette anni dal 1623 al 1629, privilegio rinnovato da Urbano VIII dal 1643 al 1649, da Clemente XI dal 1716 al 1722 e da Innocenzo XIII dal 1723 al 1729.
  • Intanto Antonio Lo Duca era venuto anche a conoscenza di una profezia relativa al tempo in cui sarebbe stato riscoperto ed esaltato il culto dei sette principi degli angeli, quando cioè «la mitra vederà in vetro», secondo quanto era stato rivelato in un libretto di un certo Bartolomeo Pisano. E in effetti nel 1518 papa Leone X, che non poteva vedere se non con l’aiuto di un occhiale, concesse all’Ordine francescano una Messa in onore di san Gabriele dove, nell’ottavo responsorio e nell’antifona del Benedictus, si invoca anche Uriele (della celebrazione, fissata al 24 marzo, si hanno notizie almeno fino al 1785).
  • Nel 1527 il sacerdote si recò a Roma con l’obiettivo di promuovere il culto dei santi arcangeli. Divenuto cappellano della chiesa di Santa Maria di Loreto, ebbe dal cardinale Antonio Maria Ciocchi del Monte l’incarico di comporre, in collaborazione con don Girolamo Maccabei, la Messa e l’Ufficio dei sette angeli principi. Nella compilazione i due sacerdoti si basarono sui riferimenti della Sacra Scrittura ai sette principi celesti: in particolare, le sette luci del candelabro aureo di Mosè (Numeri 8) che don Antonio interpretava come la luce della protezione dei sette angeli verso la Chiesa. L’auspicio del sacerdote era che «come detto candelabro fu mirabile in Gerusalemme, capo del Vecchio Testamento, così in Roma, capo del Nuovo, si doveva fare una chiesa mirabile dei sette angeli e, come le sette lucerne furono collocate sopra detto candeliero per Aaron sommo dei Giudei sacerdote, così le sette immagini dei sette principi degli angeli, figurate dalle sette lucerne, dovevano essere esaltate per mano del sommo sacerdote dei cristiani».
  • Nel 1543 Antonio Lo Duca, recatosi a Venezia per far stampare il libretto con questi testi, commissionò un quadro tratto dal mosaico La Vergine tra i sette angeli che allora rivestiva la volta dell’altare maggiore nella basilica di San Marco. La copia si trova a Roma, nella basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri a piazza Esedra. Per identificare i sette arcangeli nel dipinto occorre leggere i cartigli in latino che ciascuno di essi ha in mano: Michele «Paratus ad animas suscipiendas» (Pronto ad accogliere le anime), Gabriele «Spiritus Sanctus superveniat in te» (Lo Spirito Santo verrà sopra di te), Raffaele «Viatores comitor, infirmos medico» (Accompagno i viaggiatori, curo gli infermi), Uriele «Flammescat igne charitas» (La carità divampi con il fuoco), Geudiele «Deum laudantibus praemia retribuo» (Concedo premi a quanti lodano Dio), Barachiele «Adiutor, ne derelinquas nos» (Tu che vieni in aiuto, non ci abbandonare), Sealtiele «Oro, supples, acclinis» (Prego, supplice, in ginocchio).
  • Un mattino dell’estate del 1541, nella chiesa di Santa Maria di Loreto, il sacerdote all’improvviso vide «una luce più che bianca» che partiva dalle rovine delle Terme di Diocleziano, al cui interno c’era l’immagine di san Saturnino, martire legato alla storia della costruzione delle Terme insieme con i santi diaconi Ciriaco, Largo, Smaragdo, Sisinnio, il ricco patrizio Trasone e san Marcello papa, che rappresentano i sette martiri più eminenti fra i condannati alla costruzione delle immense Terme. Quella luce gli indicava il luogo nel quale sarebbe dovuto sorgere il grande tempio dedicato ai sette angeli e ai sette martiri. Dopo aver celebrato la Messa, il sacerdote corse alle Terme e trovò l’ambiente centrale ancora ben conservato, così come gli era apparso nella visione. Da quel momento non esitò più a prodigarsi per promuovere un grande tempio alle Terme. Raccontò la visione al cardinale Dionisio Laurerio e al maestro di camera Bartolomeo Saluzio, il quale l’aiutò a scrivere i nomi dei sette angeli sulle colonne della grande galleria centrale delle Terme.
  • Il 17 dicembre 1555, concludendo la celebrazione della Messa dei sette angeli nella chiesa di Santa Maria di Loreto, don Antonio ebbe un’altra visione significativa, riportata nelle fonti della basilica romana: «Baciato l’altare, mi drizzai per dare la benedizione al popolo; sentivo da tutte le vene del corpo il sangue andar in alto insino alla testa e credendomi che fusse stato il sangue, nondimeno per gli effetti era l’anima la quale uscì dal vertice della testa; in quell’istante guardai giù e viddi che io stavo sopra il cielo del proprio colore azzurro e vedendomi tanto in alto ebbi paura, ero vestito delli miei vestimenti perché il corpo stava sopra l’altare vestito delli paramenti della Messa, ma riconoscevo che ero io di circa 25 anni; guardai innante circa passi cinquanta, viddi il cielo di fuoco, dal quale uscì fuore una turba di uomini accompagnata e mescolata d’angeli con le mani innanti et con allegrezza dicendo: “Buona nova, già è stato decretato dalla Santissima Trinità che la chiesa delli sette arcangeli assistenti a Dio nelle Terme Diocletiane sia consacrata; donde uscivano era di cornice di fuoco, quadrata, come la porta di Concistoro di Palazzo. L’angelo più appresso era l’arcangelo Uriele; io lo conobbi perché si rassomigliava a uno che io avea fatto dipingere di forma rossa li tempi passati».
  • La visione ebbe compimento nel 1560, quando papa Pio IV, di ritorno dal sopralluogo ai lavori di Porta Pia, incontrò don Lo Duca, il quale non mancò di rinnovargli la preghiera di consacrare le Terme con l’erezione di una nuova chiesa. Il 27 luglio 1561 Pio IV emanò una Bolla con la quale stabiliva l’erezione nelle Terme di una chiesa intitolata a Santa Maria degli Angeli, concedendone l’officiatura ai Certosini di Santa Croce in Gerusalemme, e il 5 agosto successivo si pose solennemente la prima pietra del nuovo edificio, per la cui costruzione ebbe l’incarico l’ormai ottantaseienne Michelangelo, alla cui morte subentrò il suo allievo Jacopo Del Duca. In questo testo documentatissimo sulla storia della devozione ai Sette Arcangeli lungo i secoli, gli autori l’avvocato Carmine Alvino e don Marcello Stanzione si rivelano nel ventunesimo secolo essere gli eredi spirituali del sacerdote Antonio Lo Duca nel loro impegno nel chiedere presso le supreme gerarchie della Chiesa cattolica la ripresa del culto pubblico liturgico ai Sette Principi del Cielo.

  • Le Orazioni dei Sette Principi degli Angeli 

Il merito di Antonio Lo Duca, sta anche nella circostanza di aver dato alle stampe le orazioni dei Sette Arcangeli.  Questi esercizi, furono pregati per molti anni, tanto è vero che si riportano nelle seguenti opere:

  • 1) Aristotele de Benedictis, (Pietro Antonio Spinelli) - Nomina sanctorum omnium, qui habentur in martyrologio Romano, a Gregorio XIII reformato, & nouissime  anno 1598. Romæ impresso. Additis Litanijs communibus, nec non beatissimæ semper virginis Mariae, quæ in domo Lauretana dicuntur, nonnullisque alijs pijs precationibus (Nomi di tutti i Santi che si hanno nel Martirologio Romano riformato da Gregorio XIII)
  • 2) Psalteriun B. Virginis Mariae a S. Bonaventura Compositum, devotioni usque  Regii Monasterii Escacleatarum , apud Matritenses , hac nova editione  dicatum, 1679 (Salterio della Beata Vergine Maria , devozione e uso per il Regio Monastero delle Signore Reali Scalze di Madrid).
  • 3) Selva di orazioni di diversi santi Dottori e di molti scrittori antichi , et moderni,  Greci et Latini ; per ogni sorte di persone,  per ogni tempo,  et quasi per tutte le occasioni, ed. 1610 di Niccolò Aurifico de Bonfigli

EDIZIONE DEL 1555 edita a Roma - Campo dei Fiori  presso l'Officina di Vincenzo Lucchini - Le Orazioni e la Messa dei Sette Principi degli Angeli con le loro antiche Immagini Opera di Antonio Lo Duca Presbitero di Cefalù e Rettore della Chiesa dei Sette Arcangeli di Palermo 


pagine 2-4

  • Antonio lo Duca, indegno sacerdote del Sacrosanto Consesso dei Cardinali, gioia dei Santi Angeli

  • Sebbene non sia dotato di forze d'intelletto tali - o Cristianissimi Padri -  da poter  perfettamente aggiungere qualcosa sui Sette Spiriti che sempre assistono davanti al Trono di Dio, tuttavia, brevemente, e con l'aiuto dei Santi Angeli, almeno qualcosa potrò aggiungere , confidando almeno nella vostra clemenza, sulle loro immagini e sulle loro rivelazioni: affinchè , contemplando le quali, possiate sollevare la mente ai più alti misteri. Quanto più infatti, si medita sulla Divina Scrittura, tanto di più l'animo si eleva alle cose spirituali.

  • Quando dunque Dio ordinò a Mose di creare sette lucerne ardenti d'oro puro , e volle pure rendere celebre la solennità dei Sette Giorni e considero con me  delle Sette Lucerne rivelate dall'Angelo a San Zaccaria , sono rapito nella contemplazione di quei misteri simboleggiati da quei simboli. Ogni cosa rappresentata nel simboli, era in relazione con "loro". 

  • Ad esempio delle Sette Trombe di Giosuè [Gs 6,] che usuo potevano avere nell'urlo di guerra?

  • E che dire della stessa terra promessa divisa in Sette Parti ? [ Gs 18,5-9] Che ricordo essere state concesse come dimora  ai Figli di Israele?

  • Forse che se le rivelazioni di costoro fossero toccate in sorte ai Santi Dottori, essi non avrebbero predicato apertamente i misteri dei Sette Spiriri Assistenti davanti al Trono di Dio?

  • E certamente se poniamo lo sguardo su Raffaele, uno dei Sette Spiriti che assistono davanti a Dio,  che prova la fede del giovane Tobia, si deve per forza credere che la rivelazione di questi Sette fosse stata ispirtata,dallo Spirito Santo a ogni profeta

  • A quelli cui fu affidato da Dio, sin dalla creazione del mondo, il governo dei cerchi celesti, fu del parti affidato da Dio il governo delle cose umane, per mezzo di sette occhi che scorrono tutta la terra.

  • Lo rivela l'Angelo a San Zaccaria, e la medesima cosa la mostra pure San Dionigi attraverso la sacra scrittura. Dice infatti Dionigi  "Perciò i teologi assegnano agli Angeli la presidenza delle nostre gerarchie, attribuendo a S. Michele il governo del popolo ebreo, e ad altri il governo di altri popoli (Daniele X); poiché l’Eterno ha limitato le nazioni in ragione del numero degli Angeli (Deuteronomio XXXII)". [Coel. Hierar. IX.II]. Egli intende dunque che i sette confini delle nazioni , sono governati proprio da quei sette, per mezzo dei quali Michele , grande Principe dei Giudei, governava la loro patria difendendola dai crimini delle genti straniere. 

  • Si legge infatti che "l'angelo del Signore scese e percosse nell'accampamento degli Assiri centottantacinquemila uomini" [ 2 Re 19,35]  e lo stesso Angelo del Signore , passato il Vecchio Testamento, colpì Erode per il fatto che non avessere reso onore a Dio, e morì consumato dai vermi. 

  • Ma forse possiamo contemplare  l'immagine dei Sette Spiriti che assistono sempre davanti al Trono di Dio e il mistero del loro tempio con le stesse parole di Dio.  Dice infatti "Farai le sue sette lampade e le collocherai sul candelabro in modo da illuminare lo spazio davanti ad esso" [Esodo 25,37] e "Guarda ed eseguisci secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte" [Esodo 25,40], che Aronne, sacerdote del Sommo  Dio collocò, con lucerne d'oro,  sul tabernacolo , come Dio gli aveva comandato. 

  • Anche Salomone fabbricò un candelabro con lucerne d'oro purissimo  affinchè risplendessero davanti al Tabernacolo , secondo il rito; candelabro che, Pompeo, dall'illustre nome, essendo poi giunto a Gerusalemme, lasciò intatto [n.d.a. Pompeo nella guerra giudaica lasciò intatto il candelabro d'oro], Candelabro che proveniva dallo stesso tempio e, come andava dicendo lo stesso Giuseppe (Flavio),  era anche dotato di particolar foggia e valore . E possedeva tre cose meravigliose da doversi predicare a tutte le genti e cioè : il candelabro , la tavola e i pani dell'offerta [Ebrei 9].

  • Peraltro del  significato del candelabro e delle fiaccole ne scrisse , spiritualmente,  Sant'Anselmo con riferimento alle altissime lettere di Paolo e nondimeno lo stesso Giuseppe Flavio , secondo la lettera dice che le stesse lucerne significano sette stelle erranti. Così infatti si dividono nello stesso candelabro e nell'antichissimo libro,  dice: il candelabro composto di settanta parti mostra il corso di sette germogli.

  • Abbiamo ascoltato, nella lettera di Giuseppe Flavio che l'interpretazione delle sette lucerne si avvicina molto alla verità delle cose. Ma quella lettera è andata purtroppo perduta.

  • Ascoltiamo a questo punto  – domando – la Rivelazione secondo lo spiriti dell’Evangelista Giovanni : “Questo è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d'oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le sette lampade sono le sette Chiese”[ Ap 1.20] .

  • Ma Giuseppe Flavio non fu capace di sollevarsi , con gli occhi così velati, dalle sette lucerne alle sette stelle ardenti del cielo, e da queste ultime fino ai Sette Spiriti che assistono sempre davanti a Dio.

  • Noi invece, con l’aiuto dell’ Evangelista Giovanni, possiamo volare verso il firmamento, perché egli dice: “alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono” [ Ap 1,4]

  • Forse quelle sette Chiese sono probabilmente esaltate a Roma, ma il tempio di sette parti, sul modello del settiforme candelabro d’oro di Gerusalemme, non lo è ancora!

  • Per tale ragione, nel settimo anno del pontificato del Nostro Signore, Papa Paolo III, per divina provvidenza, furono rivelato a Roma – non sarei servo del vero Dio se mantenessi il silenzio – infatti, i nomi dei Sette Principi degli Angeli, già esistenti a Roma,  che il Santissimo Grabiele manifestò al Beato Amadeo e che così si interpretano: Michele, chi come Dio? Gabriele , fortezza di Dio; Raffaele , medicina di Dio; Uriele, fuoco di Dio; Sealtiele, preghiera di Dio; Geudiele,  lode di Dio; Barachiele, benedizione di Dio.

  • Nella città di Palermo, all’interno del loro antichissimo tempio, dove sono venerati dai cittadini siciliani, sotto le loro meravigliose e antichissime immagini, i loro propri offici sono apposti a tali titoli: Michele vittorioso, Gabriele nuncio, Raffaele medico, Uriele forte compagno, Sealtiele oratore, Geudiele remuneratore, Barachiele ausiliatore.

  • Ad onore dei quali, con Antonio dal Monte (Card. Antonio Maria Ciocchi da  Monte San Savino 1461 – 1533 n.d.a. ), vescovo di Porto-Santa Rufina, su comando del legato di Roma, unitamente a Girolamo Maccabei ( Vescovo Maccabei Girolamo , sec. XVI – 1574, Cappellano pontificio di Paolo III, e canonico della Basilica Vaticana) , sacerdote molto dotato nelle lettere e nella virtù, pubblicammo una messa.

  • Ma affinchè giunga alla fine, aggiungerò solo alcuni dei molti misteri dello stesso candelabro : infatti nel tempio di Salomone , dato alle fiamme dall’imperatore Tito , non furono mai poste dai Giudei sopra al candelabro d’oro purissimo, lampade d’oro, e Onia (Onia III , ? -  II secolo a.C è stato un sommo sacerdote del Tempio di Gerusalemme. Nel Secondo libro dei Maccabei viene descritto come un uomo pio e fedele alle tradizioni ebraiche, che coraggiosamente si oppose alle infiltrazioni culturali e religiose dell'ellenismo n.d.a..) , figlio di Simone , uno dei Sommi Sacerdoti, fuggendo da Gerusalemme, e arrivando ad Alessandria , e qui accolto con grande umanità da Re Tolomeo, poiché aveva promesso allo stesso di condurre il popolo giudaico contro Antioco, fece un candelabro d’oro, ma nel tempio diverso da quello che c’era a Gerusalemme , sospese quel legno dorato per meddo di un’aurea catena, come un astro che rispendeva di luce. Ma  per giunta, l’ invittissimo imperatore Tito, due candelabri simili a quelli che erano collocati nel tempio, che Joshua (Ben Gamaliel ? n.d.a.) , uno dei Sommi Sacerdoti, una volta accolta la fede della sua salvezza, superando quella parete di … aveva dato,  ordinò di porre davanti a sé e al padre Vespasiano,  allo stesso modo, il candelabro d’oro, ma per effetto mutato ad uso delle consuetudini ebraiche.

  • Pertanto i Giudei, a causa della morte di Cristo, persero l’uso delle sette lucerne sul candelabro a sette bracci, che noi abbiamo nell’arco trionfale dei loro cesari.

  • I Giudei persero la moneta preziosa della Monarchia, ma quella gloriosa la trovarono i Cristiani, quando Pietro e Palo, apostoli di Cristo, giunsero a Roma.

  • Ciò significava appunto l’immagine del velo del tempo squarciatosi in due parti, quando le Potenze Celesti, dai sacerdoti che si tenevano chiusi all’iterno delle profondità del tempio, furono udite aver profireti queste parole, passiamo oltre queste sedi, dal momento che gli Angeli Santi ci rivelavano che d’ora in avanti avrebbero abitato assieme a noi.

  • Ed è per questa ragione che l’Angelo del Signore liberò il principe degli Apostoli – Pietro stava infatti bloccato da due catene – rifulgendo di luce meravigliosa nell’abitacolo del carcere.

  • Né i ___ Giudei, sperino più di vedere le sette luminose lucerne, che Aronne collocò sopra il candelabro a Sette Bracci, perché oggi ammiriamo la Repubblica Cristiana abbellita dalla luce settiforme  del Principi degli Angeli.

  • Già la casa del Signore, come canta la profezia del profeta Isaia, sarà esaltata sul vertice dei monti.

  • Così, rinvenuto il numero settenario, è stata rinvenuta anche quella perfezione a guisa di unità di misura di ogni cosa, così tanto desiderata dagli antichi gentili.

  • E dunque così come a Gerusalemme fu eslaltata l’immagine delle sette lucerne dorate, per questo motivo i Sette Principi degli Angeli simboleggiati mediante la stessa, devono essere esaltati come reggitori costituiti da Dio per il governo dei pianeti e del mondo!

  • Congratuliamoci o fedeli cristiani, perché nella nostra tribolazione, grazie alla misericordia di Dio, ci è stato concesso di vedere e onorare, nella repubblica cristiana, il mistero delle sette lucerne ardenti e delle sette stelle.

  • Infine, se desideriamo estirpare l’infedeltà, ed edificare nei nostri cuori come…..lapidei, il tempio settiforme dello Spirito Santo, dobbiamo desiderare di ottenerci la vita eterna.

  • Dopo la Santissima Trinità, e dopo la gloriosa Maria , sempre vergine e regina degli Angeli, vogliamo onorare, con particolare accento, quell’immagine delle sette lucerne ardenti che Mosè ed Aronne esaltarono, a lode di Nostro Signore Gesù Cristo. Amen

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  • Maniera della verissima manifestazione, secondo la testimonianza di Dio Medesimo, del meraviglioso tempio dei Sette Arcangeli

  • Per divina provvidenza, di Papa Paolo III, durante un'alba della stagione estiva, una luce più candida della neve, dopo un lungo digiuno a pane e acqua , rifulgendo nella prima parte della fronte di un qualche sacerdote che stava facendo penitenza dei suoi peccati, quanto prima che si alzasse dal letto, nè avesse neanche aperto gli occhi, mostrò in modo mirabile  che il tempio profetizzato nelle Terme di Diocleziano con l'iscrizione nella vita di San Saturnino è dei Sette Spiriti Angelici che stanno sempre davanti al Trono di Dio. Per tali ragioni la profezia del profeta Isaia e cioè quella secondo cui "la casa del Signore sarà esaltata sul vertice dei monti", dove è collocata proprio Roma, si è compiuta nel nostro tempo , affinchè otteniamo una grazia infinita dagli innumerevoli benefici conseguiti per noi da Cristo, ottimo e massimo Dio,  per il popolo ristiano.

pagine 5 - - la pagina è occupata in alto da una raffigurazione del candelabro d’oro, con i sette beccucci e le sette lucerne, e da una raffigurazione astrologica dei cieli e dei pianeti. 

Antonio Lo Duca, rettore della Chiesa Palermitana dei Sette Principi degli Angeli  - aiuto ai piissimi lettori dei Santi Angeli

  • O Uomo Cristianissimo, il Candelabro di settanta parti che Mosè, su ordine di Dio, fabbricò di oro puro, San Geronimo scrisse che significasse il mondo con le sette Stelle erranti del profeta Giuseppe: e per esso, Sant’Anselmo mirabilmente descrisse un certo tempio spirituale. Noi invece, aiutati dall’intervento di Giuseppe e di Giovanni Evangelista, stimiamo che rappresenti  la chiesa trionfante con  i Sette Spiriti astanti innanzi a Dio, a guisa dei quali, esiste la Chiesa Militante con i Sette Vescovi vestiti di rosso brillante. Certamente manifestiamo anche il tempio settiforme  edificato dai Santi Martiri a Roma dal vaticinio di Isaia: affinchè  straordinariamente come nel meraviglioso candelabro dei Giudei, così anche nel mirabile tempio dei Cristiani , adoreremo Dio.

pag.6 - L’immagine che si riferisce a San Michele, è alquanto chiara, perchè rimanda espressamente alla battaglia nei cieli descritta dall’Apocalisse di Giovanni, al capitolo 12: “Vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi”.  Dopo o durante questa battaglia vediamo sorgere con vessillo e palma della vittoria San Michele che sconfigge il drago. A destra i 4 più forti tra i Serafini, descritti da Tommaso Bellorosso.  L’antifona e l’orazione del Lo Duca, segue fedelmente il passo biblico. In alto il motto posto nel quadro di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri: 

ù

MICHELE VINCITORE

Antifona di San Michele Vittorioso

Si fece silenzio nel Cielo, mentre il Drago ingaggiò battaglia, e Michele combattè con lui e ottenne Vittoria.

V. Principe Michele vieni in aiuto del tuo popolo

R. E rimase in aiuto per le anime dei giusti

Preghiera:

- O Dio che hai dato la gloriosa vittoria del superbissimo demonio al beato Michele principe assistente e sommo comandante dell’esercito combattente sotto il vessillo della salvifica croce prevista dall’eternità; ti preghiamo che, fortificando la nostra fronte con il segno del Salvatore, e incovando il nome del predetto trionfatore Michele, ci conceda forza & vittoria contro i nemici visibili e invisibili affinchè  che noi liberati dal lor impedimento; possiamo condurre la nostra vita secondo i tuoi divini comandamenti. Per Cristo Nostro Signore, Amen.


pag. 7 -   La seconda immagine si riferisce alla famosa creazione degli Angeli e raffigura San Gabriele alla sinistra. Dio, Signore di tutte le cose, illumina della sua parola di Verità e Vita tutti i cori degli angeli appena creati dai maggiori, ovvero i Serafini (etimologicamente : coloro che ardono), nella rappresentazione del Lo Duca dotati di sole 4  ali e non di 6, a diretto contatto con la divinità, fino ai cori inferiori composti dai semplici angeli. La luce divina passa da coro a coro, come un gioco di specchi. Ecco il senso dell’immagine, crediamo, e della successiva rappresentazione di San Gabriele come primo interprete della illuminazione divina, che grazie alla sorgente di luce (lanterna) diffonde il divino proclama su tutti i restanti cori (con lo specchio di diaspro).  Gabriele quindi è il ministro del Verbo di Dio e della Luce dello Spirito Santo. Per San Gabriele Lo Duca fa riferimento al famoso testo Evangelico che si riferisce direttamente a questo sublime spirito ovvero,  Luca: 1: Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. 

GABRIELE IL NUNCIO 

Antifona di San Gabriele Nuncio

L’Angelo entrò da Maria e disse: Ave piena di Grazia, il Signore è conte te, tu sei benedetta tra le donne!

R. L’Angelo del Signore annunciò a Maria. Alleluia

V. E concepì dello Spirito Santo. Alleluia

Preghiera:

- O Dio amatore della salute umana, il quale. mandasti Gabriele principe assistente , e ministro della tua fortezza ad annunciare alla gloriosa Vergine Immacolata il sacramento dell'Incarnazione del Figlio Tuo Signor Nostro Gesù Cristo , umilmente ti preghiamo, e domandiamo, che giungendo noi sotto  protezione di un tanto grande Paraninfo, per la sua intercessione , ti degni di concederci la fortezza contra i nemici visibili  e invisibili. Per Cristo Nostro Signore Amen.


pag. 8  – Nella terza immagine si celebra San Raffaele, mediante la raffigurazione del momento prima della battaglia celeste, quando Dio preparò le sue truppe allo scontro finale con Lucifero. La scena sembrerebbe alludere alla potenza rigeneratrice di Dio che rinforza le sue schiere e rinvigorisce lo spirito degli angeli che combatterono nel celebre conflitto angelico. La potestà curativa di Dio è dunque simbolizzata da San Raffaele, il cui nome appunto significa Dio guarisce.

RAFFAELE IL MEDICO 

Antifona di San Raffaele Medico

Il Principe Raffaele disse: Io sono uno dei Sette che stiamo innanzi al Signore. E illuminò il cieco Tobia, afferrò il demone e lo relegò nel deserto.

V. Pace a voi, non temete. Alleluia

R. Il Signore ha esaudito le vostre preghiere. Alleluia

Preghiera

- O Dio , che per tua ineffabile bontà ordinasti il beato Raffaele come compagno per i tuoi fedeli pellegrini, e da principio lo facesti medico degli infermi; ti preghiamo supplichevoli che, a noi che domandiamo  l'aiuto del suddetto principe assistente, spalanchi la via della salvezza  e che ci conceda la salutare medicina dell' infermità , tanto dell' anima , quanto del corpo. Per Cristo Nostro Signore Amen.


pag. 9 -  A S. Uriele il Lo Duca assegna il passo Biblico della Genesi che si riferisce alla cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre ovvero Gen 3: “…Così egli scacciò l’uomo; e pose ad oriente del giardino d’Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita”. La conoscenza della verità venne dunque preclusa all’uomo, il quale avrebbe dovuto imparare da solo a meritare il Regno di Dio. Ma il Signore non lo abbandonò completamente, mai spegnendo la fiamma della Sua Carità, che dall’origine della storia ne ha accompagnato il cammino. Uriele dunque resta a guardia della verità preclusa, ma è sempre pronto ad infondere negli animi che lo bramano.

Antifona di San Uriele Forte Compagno

O Uriele , fulgore della divina Maestà  e fortezza dell'invitta potestà , o fiamma della carità avvampata, illumina le nostre menti , affinchè non siamo indotti nella tentazione. Umilmente ti preghiamo che ti degni di difenderci con la spada della tua potestà.

V. distendi , ti chiediamo, la tua spada, O Santo Uriele.

R. in aiuto dei tuoi devoti.

 Preghiera

-  O Dio  che,  per l’incomparabile tua clemenza, hai associato ai tuoi fedeli  il Beato Uriele, ministro della tua illuminazione di carità ineffabile, come ardente e vigile tutore che scaccia le tentazioni del demonio , ti preghiamo che,  noi, i quali ricorriamo alla difesa di tanto splendore, discacciate le tenebre dalla mente nostra conosciamo quelle cose che sono per noi salvifiche , e che in tutto fuggiamo l'insidie segrete del demonio. Per Cristo Nostro Signore Amen.


PAg. 10  – San Sealtiele, per Antonio Lo Duca, è uno dei 3 Angeli di Mamre che si recarono da Abramo per profetizzare la nascita di Isacco. Pertanto il Passo è Genesi 18: L’ Eterno apparve ad Abramo alle querce di Mamre, mentre questi sedeva all’ingresso della sua tenda durante il caldo del giorno. Abramo alzò gli occhi, ed ecco che scorse tre uomini, i quali stavano dinanzi a lui; e come li ebbe veduti, corse loro incontro dall’ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse: Deh, Signor mio, se ho trovato grazia davanti a te, non passare senza fermarti dal tuo servo! Deh, lasciate che si porti un po’ d’acqua; e lavatevi i piedi; e riposatevi sotto quest’albero. Io andrò a prendere un pezzo di pane, e vi fortificherete il cuore; poi, continuerete il vostro cammino; poiché per questo siete passati presso al vostro servo". 

Antifona di San Sealtiele Oratore

Gran ministro nella richiesta della misericordia di Dio, e nobile difensore di tutti i fedeli, ti preghiamo, o Beato Sealtiele, che consideri la nostra fragilità umana; così da non abborire  i nostri gravi eccessi , e non ti sdegni di pregare sempre per noi , ma imiti il nostro Redentore Gesù, il quale sedendo alla destra del Padre Dio Eterno , s’è degnato d'essere nostro avvocato.

V. Invochiamo in aiuto il beato Sealtiele

R. Affinchè meritiamo che ci ottenga il nostro perdono

Preghiera

- O Dio, fonte abbondantissimo delle misericordie ,che per i peccati  della fragilità umana hai voluto che il Beato Sealtiele dall’inizio fosse il ministro supplice della tua misericordia; umili ti preghiamo, per mezzo del patrocinio  di un tale patrono  e per la preghiera di un tale oratore, che ti degni di liberarci da tutti i mali imminenti e di cancellare le nostre iniquità secondo la moltitudine delle tue misericordie . Per Cristo Nostro Signore Amen.


Pag. 11 – Nelle prime edizioni l’immagine che raffigurava Geudiele era diversa poiché, veniva rappresentato dapprima lucifero superbo, che inizialmente era ritenuto il consigliere di Dio assiso sul trono. Nelle successive edizioni del libro, vi è stato un aggiustamento ed ora ambedue le raffigurazioni di destra e sinistra mostrano l’angelo Geudiele con i propri attributi iconografici, che rappresenta il Buon Consiglio di Dio. Nella rappresentazione di destra, il flagello è posto in evidenza come ad indicare l’attività purificatrice  della dottrina cattolica, che da forza ai penitenti a ben confessarsi e punisce i rei. Nella parte sinistra dell’immagine si scorge S.Geudiele a figura intera,  in atto di mostrare con la destra la corona della gloria che appartiene ai giusti, forse a significare il premio divino dopo il superamento della propria condizione di peccatore. L’orazione allo stesso riferita, come anticipato, fu confermata dalla successiva apparizione del medesimo Arcangelo a Madrid ove dichiarò di essere il “custode delle Vergini di Cristo”. Per descrivere il passo che lo vide protagonista nella Bibbia, Lo Duca riporta Esodo 23 che così recita: Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l'avversario dei tuoi avversari.

DI SEGUITO LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA LE EDIZIONI SULLE IMMAGINI DI GEUDIELE

Raffigurazione di San Geudiele, dall' Edizione Napoletana del 1594

Antifona di San Geudiele Remuneratore

O Geudiele , vigile testimone dell' opere nostre ed allo stesso modo,  ministro remuneratore  della sapienza di Dio , custode delle Vergini , che dai la corona a chi legittimamente combatte, e che castighi col flagello quelli che hanno errato, dacci consiglio  e aiuto , ti preghiamo ancora , che presto ci liberi dall’ osceno cadere nel peccato.

V. O Signore, previenici con la tua misericordia

R. Prima che proviamo, a causa dei nostri peccati, il flagello della tua ira.

Preghiamo - Preghiera

- O Dio onnipotente , e giusto estimatore di tutte le opere, che per mezzo di San Geudiele ministro del tuo ottimo consiglio, e da te costituito remuneratore dei buoni ci conferisci i premi, e che infliggi ai reprobi, in vero, la punizione: umilmente ti preghiamo ,che a noi che imploriamo il nome di un principe tanto bene consigliante, e giustamente remunerante, la tua illuminante grazia diriga gli atti nostri nella tua legge , e annulli il flagello che ci dovresti mandare per i nostri peccati. Per Cristo Nostro Signore Amen.


Pag 12 - L’immagine si riferisce alla seconda parte del racconto di Genesi 18, quando, la moglie di Abramo, Sara, sorride non credendo alla rivelazione dell’angelo secondo la quale avrebbe concepito un figlio pur in tarda età, benedicendo dunque il cammino dell’umanità prescelta da Dio, nel cui seno sarebbe nata la nuova arca portatrice del Redentore. Pertanto l’immagine presenta i tre angeli in atto di benedire. Simbolo di benedizione è appunto Barachiele sempre pronto a segnare chi lo cerca con il rituale segno di consacrazione a Dio. Egli è dunque dispensatore anche dei doni che nostro Signore Dio, Spirito Santo, Terza Persona della Trinità, concede all’uomo secondo il suo imponderabile giudizio. 

Antifona di San Barachiele Ausiliatore

O San Barachiele, ministro dei doni dello Spirito Santo, della Benedizione  e della grazia divina, prega che Dio ci infonda lo spirito di fortezza, lo spirito della sapienza , lo spirito della verità, col quale possiamo resistere all' insidie dei demoni; alla fragilità del corpo e del mondo , nonché alle tenebre e al peccato, e che possiamo adoperarci in opere sante.

V. Dacci, Signore, i doni dello Spirito Santo

R.Per intercessione di San Barachiele che assiste innanzi a te.

Preghiera

O Dio, dispensatore di ogni bene, concedi a noi, ti preghiamo, l’aiuto e la grazia tua, senza la quale non possiamo far nulla , affinchè per la inspirazione dello Spirito Santo , noi che ci accostiamo alle buone opere , meritiamo di avere S. Barachiele ausiliatore, a discacciare i dubbi delle nostra menti , affinchè conosciamo quelle cose che ci sono nocive , e rasserenati i sensi nostri, siamo fatti capaci delle benedizioni e della tua grazia eterna. Per Cristo Nostro Signore Amen.


Pag 13-15  - MESSA E OFFICIO AI SETTE ARCANGELI n.d.a.

Introito alla Messa

[Salmo 103,20] Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola.  

[Salmo 103,1] Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome.

Preghiera 

O Dio che tra tutti gli altri celesti Spiriti , hai costituito Sette Spiriti che sempre ti assistono, per manifestare la meraviglia delle tue opere, concedi a noi tuoi indegni servi, ti supplichiamo, di difenderci da tutti i pericoli di questo secolo, sempre  mediante la loro protezione , affinchè liberati così  da tutte le vessazioni  dei nostri nemici visibili e invisibili , con la loro gloriosa istruzione, ci conduca alla vita eterna . Amen 

Graduale

  • [Tobia 12,15]  Io sono Raffaele, uno dei sette Arcangeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore.
  • [ Tobia 12,14] V. Ed ora Dio mi ha inviato nel medesimo tempo per guarire te e Sara tua nuora e liberarla dal demonio.
  • V. [Salmo 104.4] V: fai degli Angeli i tuoi messaggeri, delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.

In tempo pasquale

  • [ Lc 1,26] L'angelo Gabriele fu mandato da Dio a una vergine, promessa sposa di un uomo chiamato Giuseppe.
  • [Dn 10,13]  Ecco che Michele, uno dei primi prìncipi, mi è venuto in aiuto .

Strofa* (non possiamo non notare la somiglianza con la sequenza della Messa in Officio a San Gabriele concessa da Leone X all'Ordine Francescano )

  • ​Il tempo felice Dio ha calcolato,  in cui la sua gente avrebbe visitato, per mezzo dei principi angelici;

  • Colui che il Segno della Croce ha eretto e dalle armate ci ha protetto,  dei nostri  nemici famelici ;

  • Per quanti mali ci ha coperto, tanti doni ci ha offerto, con virtù deificante;

  • E ci ha svelato la verità , e guidato per la nostra strada, della pace evangelica;

  • Nella quale noi ci incontriamo, e per compagni  riceviamo , le virtù Angeliche;

  • Ha annunciato Gesù a Maria,  e con la sua voce l' ha allietata, il Nuncio Gabriele;

  • Perciò gli invalidi sono stati sanati, e con vigore confortati, dal Medico Raffaele

  • Dalle iniquità vengono purgati, i purgati poi son infiammati,  dal Forte Compagno Uriele

  • Ai Giusti  i beni son assegnati, mentre i malvagi son castigati, dal Remuneratore Geudiele

  • I Morti chiamati alla salvezza eterna, ed i vivi invitati alla virtù, dall'ausiliatore Barachiele

  • Perciò per noi il Padre prega, e il figlio con lo Spirito supplica, l'oratore Sealtiele

  • Infine a Dio sono presentati, e con Cristo già beati dal Vittorioso Michele. 

  • Agite, Noi scampati  Vi Preghiamo , affinchè a Dio ci consacriamo, con il vostro settiforme aiuto - Amen

Sequenza del Santo Evangelo

  • [Dal Vangelo di Giovanni 5,1-4]  Vi fu poi una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. V'è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l'acqua; il primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto. 

Offertorio

  • Aronne pose sette lucerne ardenti d'oro purissimo  sopra al candelabro , che Mosè aveva realizzato secondo il modello mostratogli sul Monte dal Signore, Alleluia

Secreta

  • Mitissimo Dio, la tua gloria, con la quale illustrarsi il genere umano per mezzo dei ministeri dei tuoi santi Angeli, e dopo aver trionfato sul tuo antico nemico dalle sette teste, infine  salisti glorioso al cielo, ti imploriamo umilmente in questa turbolentissima tempesta affinchè scacci via da noi le insidie di tutti i demoni e dei tuoi nemici ; mediante le settiformi  lampade degli Arcangeli  siamo fatti degni di conseguire gioiosamente  da te la luce  vera e invisibile. O tu che vivi e Regno assieme al Padre e al Santo Spirito . Amen

Prefatio

  • O Eterno Dio, O tu che per le sette stelle che orbina nel settiforme Cielo e per le sette lucerne ardenti , fatte da Mosè d'oro purissimo, per fa conoscere i Sette che stanno davanti a Te , illumini il tempio del Nostro Cuore, concedi che gli stessi siano per noi, i governatori delle sette regioni della terra, e per questo motivo , con gli stessi sette Principi sia nei Cieli che in Terra, per dono settiforme  dello Spirito Santo , cantiamo a te un inno alla tua gloria senza fine, dicendo: Giovanni vide sette stelle che sono i Sette Spiriti di Dio davanti al Trono 

Postfactio

  • Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.
  • Onnipotente ed eterno Dio, che nel meraviglioso inizio delle tue opere e dell'angelica natura distinta in nove ordini , ha eletto Sette Assistenti davanti a Te, affinchè amministrassero il genere umano secondo la tua ineffabile provvidenza , concedici , ti supplichiamo, contro le insidie del mondo, della carne e dei demoni , il loro immantente e settiforme aiuto, per quelle cose che piacciono alla Tua Maestà. Amen

Ai Sette Principi Assistenti al Trono di Dio

  • O Sette Principi della Milizia Celeste che state al cospetto del Trono di Dio, ai quali sono attribuiti grandi compiti per la tutela di tutti i fedeli, accorrete in nostro aiuto, vi preghiamo, contro le tentazioni dei demoni  e intercedete per i vostri devoti presso l’Immacolato Agnello Figlio di Dio.

Preghiera

  • O Dio che tra tutti gli altri ornamenti e doni del Cielo, ha ordinato con modi meravigliosi tanto le schiere quanto i compiti degli Angeli per il governo del mondo: concediti, propizio, che per mezzo dei tui Sette Principi Assistenti, che siedono sempre vicino a Te in un eccelso trono, sia protetta la nostra vita.

pag. 16 - 17

DEI SETTE STANTI CHE INTERVENNERO PER EDIFICARE IL TEMPIO DEI SETTE PRINCIPI DEGLI ANGELI NELLE TERME DI DIOCLEZIANO

Al principio del felicissimo Pontificato di Papa Paolo III scrivemmo un libretto con la messa dei Sette Spiriti che stanno sempre davanti a Dio , che - o cristianissimi signori - abbiamo mandato a voi umilmente in questo periodo così tempestoso. Gli Angeli sono infatti i più fedeli aiutanti dei cristiani , affinchè voi possiate ricondurre alla vostra memoria, a mente serena, le cose che si leggono nella vita dei martiri  San Saturnito e di Papa Marcello sulle terme edificate per mano dei Santi Martiri . Quando Massimiano Augusto, tornando dall' Africa, credendo di fare cosa gradita al padre Diocleziano che ancora viveva, eresse le fondamenta delle terme che si trovano sul monte quirinale, che sembra quasi stare sul vertice dei colli , senza conoscere i misteri del Dio vivente, condannava alcuni martiri ad estrarre sabbia, ed altri a portare le pietre. Sicchè, onde mitigare tale empietà, e per divina provvidenza, Trasone, uomo giusto e venerabile,  fedele in vita e misericordia, con le sue amplissime facoltà sosteneva , molto bene i Santi martiri di Cristo.

Allora il Papa Marcello, anc'esso martire, gioendo enormemente  per mezzo di Sisinno , Ciriaco, Largo e Smaragdo, i quali sapevano che Trasone , di notte inviasse i sostentamenti necessari ai cristiani , per sopportare un lavoro così enorme - come Abramo , quando desiderava vedere il giorno del Signore , vide e si rallegrò della nascita futura del Cristo - ebben un incontro, nel modo in cui dite di alcune riunioni, e ordinò così Sisinno e Ciriaco diaconi di Santa Romana Chiesa, quasi come se avesse voluto ricompensarli, nei secoli futuri,  di un così grande lavoro speso nel costruire questo tempio, e soprattutto perchè, sebbene San Saturnino, ormai divenuto anziano,  non fosse più in grado di portare il carico,  con così grandi forze spirituali,  lo Spirito Santo li sostenne, che riuscirono a portare il carico sia loro, che quello di Saturnito e di tutti quanti gli altri, non senza grande meraviglia -  -  cosa riportata da molti anche allo stesso Massimiano  -   e per questo  intonavano a Dio con grande venerazione , lodi , inni e onori, ed infine, illuminati da così tanti miracoli furono coronati del glorioso martirio.

Gli altri cristiani, invece, terminato il regno di Diocleziano, resistettero altri sette anni! Non patite, o cristianissimi uomini, la rovina delle Terme edificate col sudore dei santi martiri. poichè, meglio, abbiate cura di consacrare in quel tempio i sette angeli divini - utilizzerò le parole di san Dionigi - nel quale avrete curara di collocare , come fossero sette parti, similmente ad Aronne , Sommo Sacerdote degli Israeliti , che pose , per volontà di Dio, sette lucerne ardenti sul candelabro d'oro a sette bracci , le Sette Immagini dei Sette Spiriti che assistono sempre davanti a Dio, per mezzo del Pontefice dei Cristiani, vedendo noi le quali, per opera, scultura e pittura  di quell'Angelo Michele, per lo stato felicissimo della Santa Romana Chiesa e per la sicurezza di tutta la Repubblica Cristiana, preghiamo in modo supplice, Cristo Dio Ottimo e Massimo, grazie all'aiuto ininterrotto dei Santi Angeli. Amen 

Giugno 1555 

FINE DEL LIBRETTO


L'EDIZIONE DEL 1594  -  COPERTINA: Le Orazioni Dei Sette Principi degli Angeli con le Antiche Immagini Opera Edita  da Antonio Lo Duca Presbitero di Cefalù Con Licenza dei Superiori Dall’Officina di Orazio Salviani Napoli, presso Giacomo Carlino e Antonio Pace . Anno 1594

Quella del 1594, a Napoli, è una VERSIONE RIDOTTA della precedente, priva della Messa ai Sette , e di alcune introduzioni e della POSTFAZIONE del Lo Duca.

In compenso, vi sono altre immagini, e sono inserite orazioni all'angelo custode. L'immagine di Geudiele subisce un cambiamente e dunque si trova ora sul trono vuoto, lasciato da Lucifero, nell'edizione precedente.

Alcune versioni contengono anche una Bellissima Immagine di Maria Regina degli Angeli, circondata dalle schiere degli Spiriti Celesti , con il Bambin Gesù tenuto in grembo, che stringe il Santo Evangelo. Sotto l’immagine la scritta: Ave Regina dei Cieli, Ave Signora degli Angeli cui segue una specifica antifona che recita.

Antifona alla Santissima Vergine Madre di Dio e Regina degli Angeli

Ave, Regina dei cieli, ave, Signora degli angeli; porta e radice di salvezza, rechi nel mondo la luce. Gioisci, vergine gloriosa, bella fra tutte le donne; salve, o tutta santa, prega per noi Cristo Signore. » 

Preghiera 

O Dio Misericordioso, concedi una difesa alla nostra fragilità, in modo che  facciamo memoria della Santa Madre di Dio, e risorgiamo con l’aiuto della sua intercessione, dalle nostre iniquità Per Cristo Nostro Signore Amen.

ALTRE EDIZIONI CONTENGONO DIVERSE ANTIFONE TRA CUI 

Antifona dei Santi Angeli

Angeli, Arcangeli, Troni e Dominazioni, Principati e Potestà, Virtù dei Cieli, Cherubini e Serafini, lodate il Signore dei Cieli. Amen

Preghiamo – Preghiera

O Dio che distribuisci mediante un magnifico ordine i compiti degli Angeli e degli Uomini, benevolmente concedi, che la nostra vita sia assistita da quelli che ti servono in cielo, e sia protetta da coloro che sono sulla terra. Per Cristo Nostro Signore Amen.


PAGINA 2  - Presente l'immagine delle virtù del Santo Angelo Custode

Antifona del Santo Angelo Custode

Dio ha inviato a te i suoi Angeli, affinchè ti custodiscano in ogni tua via. Ti condurranno con le loro mani, affinchè casualmente il tuo piede non inciampi in una pietra. Alleluia Alleluia

V. I loro Angeli sempre vedono

R. La Faccia del Padre mio che è nei Cieli.

Preghiamo - Preghiera

Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato/a dalla Pietà Celeste. Amen. »


PAGINA 3  - interamente occupata da una raffigurazione della gerarchia celeste, con sulla sommità la SS. ma Trinità, poco al di sotto a sinistra presenta Maria Vergine, e , subito sotto di lei, i Sette Arcangeli con i propri attributi iconografici, ed ancora più sotto, i 9 Cori Angelici, distribuiti su tre livelli, simboleggianti le 3 Gerarchie La Raffigurazione termina con il testo celebre di Giobbe 38,7: Dov’eri tu mentre gioivano in coro le stelle del mattino e plaudivano tutti i figli di Dio?. Tra i Sette Principi notiamo che quelli posti sotto la Vergine sono San Michele che li guida, San Uriele (di cui si scorge la adiacente fiamma) e San Raffaele (con Tobiolo), mentre il successivo gruppo dei quattro rimanenti è costituito da San Gabriele (a capo, con lanterna e specchio), San Geudiele (nella classica posa con corona e flagello), San Sealtiele (orante) e San Barachiele (con fascio di rose nel grembiule). Si può notare ancora una volta come il coro degli arcangeli si trova nella zona mediana dell’ultima gerarchia tra  principiati ed angeli, e non comprenda al suo interno i Sette Principi, che quindi ne sono apparentemente estranei. 


PAGINA 4  - - la pagina è occupata in alto da una raffigurazione del candelabro d’oro, con i sette beccucci e le sette lucerne, e da una raffigurazione astrologica dei cieli e dei pianeti. L’immagine è corredata dalla scritta Esodo 25 in corrispondenza del candelabro e Genesi 1 in corrispondenza dell’altra immagine della creazione.

Antonio Lo Duca, rettore della Chiesa Palermitana dei Sette Principi degli Angeli  - aiuto ai piissimi lettori dei Santi Angeli

O Uomo Cristianissimo, il Candelabro di settanta parti che Mosè, su ordine di Dio, fabbricò di oro puro, San Girolamo scrisse che significasse il mondo con le sette Stelle erranti del profeta Giuseppe: e per esso, Sant’Anselmo mirabilmente descrisse un certo tempio spirituale. Noi invece, aiutati dall’intervento di Giuseppe e di Giovanni Evangelista, stimiamo che rappresenti  la chiesa trionfante con  i Sette Spiriti astanti innanzi a Dio, a guisa dei quali, esiste la Chiesa Militante con i Sette Vescovi vestiti di rosso brillante. Certamente manifestiamo anche il tempio settiforme  edificato dai Santi Martiri a Roma dal vaticinio di Isaia: affinchè  straordinariamente come nel meraviglioso candelabro dei Giudei, così anche nel mirabile tempio dei Cristiani , adoreremo Dio.


PAGINA 5

Interpretazione dei nomi dei Sette Principi degli Angeli

MICHELE – Chi Come dio?

GABRIELE – Fortezza Di Dio

RAFFAELE – Medicina di Dio

URIELE – Fuoco di Dio

SEALTIELE – Preghiera di Dio

GEUDIELE- Confessione o Lode di Dio

BARACHIELE – Benedizione di Dio


PAGINA 6  – L’immagine raffigura i Sette Arcangeli con i propri simboli devozional e i loro nomi specifici: Michele – spada e scudo, con satana schiacciato sotto i piedi, Gabriele, con lanterna e diaspro, Raffaele con il pesce e Tobia, Uriele con la spada nuda e una fiamma ai piedi, Sealtiele in atto di pregare, Geudiele con in una mano la sferza a tre corregge e nell’altra la corona della gloria, e Barachiele, con il grembiule pieno di Rose. Alla base del dipinto i riferimenti dottrinali e cioè Tb 12 – Ap 1 – Ap 4 – Ap 15.

Antifona dei Sette Principi degli Angeli

O Sette Principi della Milizia Celeste che state al cospetto del Trono di Dio, ai quali sono attribuiti grandi compiti per la tutela di tutti i fedeli, accorrete in nostro aiuto, vi preghiamo, contro le tentazioni dei demoni  e intercedete per i vostri devoti presso l’Immacolato Agnello Figlio di Dio.

V. Adorate il Signore, Alleluia

R. Davanti al Trono del quale stanno sempre i Principi degli Angeli. Alleluia

O Dio che tra tutti gli altri ornamenti e doni del Cielo, ha ordinato con modi meravigliosi tanto le schiere quanto i compiti degli Angeli per il governo del mondo: concediti, propizio, che per mezzo dei tui Sette Principi Assistenti, che siedono sempre vicino a Te in un eccelso trono, sia protetta la nostra vita.


PAG. 7 - Si tratta dell' Inno composto da Antonio lo Duca, molto diverso da quello della edizione precedente 

INNO Dei Sette Principi Degli Angeli

(traduzione dell'autore, resa in rima cercando di rispettare la metrica latina, vietato utilizzo per evitare abusi n.d.a.)

Tutta la celeste assemblea restò  in silenzio mentre il drago ingaggiò battaglia, superbo il quale, calpestato con i piedi, Michele conficcò nell'Infero.

Ti ossequiamo o Paraninfo tonante, Il cui spirito pel  mondo riecheggia O Gabriele, gli animi nostri, della luce divina, colmante

O salutare medicina del cieli San Raffaele, il farmaco arreca: ai malati nel corpo, e alle anime cieche il passo, riveli.

O forte Uriele, amico dei buoni le forze dei demoni con la spada riduci La cui carità supera, quella dei pii che te invocan con preci.

Sealtiele, tutto il mondo ti è debitore perché stai davanti al Trono del Padre come suo Oratore e preghi supplice per i tuoi servi e i crimini porti via altrove.

Gli aspri ordini del giudice Geudiele Da noi miseri, si tengan fintanto lontani: che sian cancellati, per grazia del Padre Sommo, i nostri peccati (amari). 

O Nostro Aiutante, proteggici tutti, noi ti preghiamo Barachiele, sii memore di noi Affinchè solerte conduca a Dio, le nostre sante azioni

Al Dio Trino dell’alma divinità Sia sempre ogni lode, onore, virtù, e allo stesso modo autorità decoro e benedizione, nei secoli. Amen


PAGINA 8 -  Come l'Edizione precedente ma, con il motto di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri : MICHELE VINCITORE: PRONTO AD ACCOGLIERE LE ANIME

Antifona di San Michele Vittorioso

Si fece silenzio nel Cielo, mentre il Drago ingaggiò battaglia, e Michele combattè con lui e ottenne Vittoria.

V. Principe Michele vieni in aiuto del tuo popolo

R. E rimase in aiuto per le anime dei giusti

Preghiamo - Preghiera:

- O Dio che hai dato la gloriosa vittoria del superbissimo demonio al beato Michele principe assistente e sommo comandante dell’esercito combattente sotto il vessillo della salvifica croce prevista dall’eternità; ti preghiamo che, fortificando la nostra fronte con il segno del Salvatore, e incovando il nome del predetto Trionfatore Michele, ci conceda forza & vittoria contro i nemici visibili e invisibili affinchè  che noi liberati dal lor impedimento; possiamo condurre la nostra vita secondo i tuoi divini comandamenti. Per Cristo Nostro Signore Amen.


PAGINA 9 - Come l'Edizione precedente ma, con il motto di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri : GABRIELE IL NUNCIO : LO SPIRITO SANTO VERRÀ SU DI TE!

Antifona di San Gabriele Nuncio

L’Angelo entrò da Maria e disse: Ave piena di Grazia, il Signore è conte te, tu sei benedetta tra le donne!

R. L’Angelo del Signore annunciò a Maria. Alleluia

V. E concepì dello Spirito Santo. Alleluia

Preghiamo - Preghiera:

- O Dio amatore della salute umana, il quale. mandasti Gabriele principe assistente , e ministro della tua fortezza ad annunciare alla gloriosa Vergine Immacolata il sacramento dell'Incarnazione del Figlio Tuo Signor Nostro Gesù Cristo , umilmente ti preghiamo, e domandiamo, che giungendo noi sotto  protezione di un tanto grande Paraninfo, per la sua intercessione , ti degni di concederci la fortezza contra i nemici visibili  e invisibili. Per Cristo Nostro Signore Amen.


PAG. 10 Come l'Edizione precedente ma, con il motto di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri :  RAFFAELE IL MEDICO DELLA SALVEZZA: ACCOMPAGNO I VIAGGIATORI, CURO GLI INFERMI

Antifona di San Raffaele Medico

Il Principe Raffaele disse: Io sono uno dei Sette che stiamo innanzi al Signore. E illuminò il cieco Tobia, afferrò il demone e lo relegò nel deserto.

V. Pace a voi, non temete. Alleluia

R. Il Signore ha esaudito le vostre preghiere. Alleluia

Preghiamo - Preghiera

- O Dio , che per tua ineffabile bontà ordinasti il beato Raffaele come compagno per i tuoi fedeli pellegrini, e da principio lo facesti medico degli infermi; ti preghiamo supplichevoli che, a noi che domandiamo  l'aiuto del suddetto principe assistente, spalanchi la via della salvezza  e che ci conceda la salutare medicina dell' infermità , tanto dell' anima , quanto del corpo. Per Cristo Nostro Signore Amen.


PAG. 11 Come l'Edizione precedente ma, con il motto di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri :   FORTE COMPAGNO URIELE, DIVAMPI LA CARITÀ CON IL FUOCO.

Antifona di San Uriele Forte Compagno

O Uriele , fulgore della divina Maestà  e fortezza dell'invitta potestà , o fiamma della carità avvampata, illumina le nostre menti , affinchè non siamo indotti nella tentazione. Umilmente ti preghiamo che ti degni di difenderci con la spada della tua potestà.

V. Distendi , ti chiediamo, la tua spada, O Santo Uriele.

R. In aiuto dei tuoi devoti.

Preghiamo - Preghiera

-  O Dio  che,  per l’incomparabile tua clemenza, hai associato ai tuoi fedeli  il Beato Uriele, ministro della tua illuminazione di carità ineffabile, come ardente e vigile tutore che scaccia le tentazioni del demonio , ti preghiamo che,  noi, i quali ricorriamo alla difesa di tanto splendore, discacciate le tenebre dalla mente nostra conosciamo quelle cose che sono per noi salvifiche , e che in tutto fuggiamo l'insidie segrete del demonio. Per Cristo Nostro Signore Amen.


PAG. 12  Come l'Edizione precedente ma, con il motto di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri :  SEALTIELE ORATORE - PREGO SUPPLICE E CHINATO.

Antifona di San Sealtiele Oratore

Gran ministro nella richiesta della misericordia di Dio, e nobile difensore di tutti i fedeli, ti preghiamo, o Beato Sealtiele, che consideri la nostra fragilità umana; così da non abborire  i nostri gravi eccessi , e non ti sdegni di pregare sempre per noi , ma imiti il nostro Redentore Gesù, il quale sedendo alla destra del Padre Dio Eterno , s’è degnato d'essere nostro avvocato.

V. Invochiamo in aiuto il beato Sealtiele

R. Affinchè meritiamo che ci ottenga il nostro perdono

Preghiamo - Preghiera

- O Dio, fonte abbondantissimo delle misericordie ,che per i peccati  della fragilità umana hai voluto che il Beato Sealtiele dall’inizio fosse il ministro supplice della tua misericordia; umili ti preghiamo, per mezzo del patrocinio  di un tale patrono  e per la preghiera di un tale oratore, che ti degni di liberarci da tutti i mali imminenti e di cancellare le nostre iniquità secondo la moltitudine delle tue misericordie . Per Cristo Nostro Signore Amen.


PAG. 13   Come l'Edizione precedente ma, con il motto di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri : GEUDIELE REMUNERATORE – RICOMPENSO CON DONI COLORO CHE LODANO DIO

Antifona di San Geudiele Remuneratore

O Geudiele , vigile testimone dell' opere nostre ed allo stesso modo,  ministro remuneratore  della sapienza di Dio , custode delle Vergini , che dai la corona a chi legittimamente combatte, e che castighi col flagello quelli che hanno errato, dacci consiglio  e aiuto , ti preghiamo ancora , che presto ci liberi dall’ osceno cadere nel peccato.

V. O Signore, previenici con la tua misericordia

R.Prima che proviamo, a causa dei nostri peccati, il flagello della tua ira.

Preghiamo - Preghiera

- O Dio onnipotente , e giusto estimatore di tutte le opere, che per mezzo di San Geudiele ministro del tuo ottimo consiglio, e da te costituito remuneratore dei buoni ci conferisci i premi, e che infliggi ai reprobi, in vero, la punizione: umilmente ti preghiamo ,che a noi che imploriamo il nome di un principe tanto bene consigliante, e giustamente remunerante, la tua illuminante grazia diriga gli atti nostri nella tua legge , e annulli il flagello che ci dovresti mandare per i nostri peccati. Per Cristo Nostro Signore Amen.


Come l'Edizione precedente ma, con il motto di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri :  SEALTIELE ORATORE - PREGO SUPPLICE E CHINATO: BARACHIELE AIUTANTE NELLE OCCASIONI, NON ABBANDONARCI NELLA TRIBOLAZIONE.

Antifona di San Barachiele Ausiliatore

O San Barachiele, ministro dei doni dello Spirito Santo, della Benedizione  e della grazia divina, prega che Dio ci infonda lo spirito di fortezza, lo spirito della sapienza , lo spirito della verità, col quale possiamo resistere all' insidie dei demoni; alla fragilità del corpo e del mondo , nonché alle tenebre e al peccato, e che possiamo adoperarci in opere sante.

V.Dacci, Signore, i doni dello Spirito Santo

R.Per intercessione di San Barachiele che assiste innanzi a te.

Preghiamo Preghiere

O Dio, dispensatore di ogni bene, concedi a noi, ti preghiamo, l’aiuto e la grazia tua, senza la quale non possiamo far nulla , affinchè per la inspirazione dello Spirito Santo , noi che ci accostiamo alle buone opere , meritiamo di avere S. Barachiele ausiliatore, a discacciare i dubbi delle nostra menti , affinchè conosciamo quelle cose che ci sono nocive , e rasserenati i sensi nostri, siamo fatti capaci delle benedizioni e della tua grazia eterna. Per Cristo Nostro Signore Amen.


POTENZA ESORCISTICA DELLE LITANIE - IL CASO DEL MONASTERO DI SAN SILVESTRO

[tratto da Causa Septem Angelorum, 1826 - pag. 47/48

Nell'anno 1553  a  Roma  avvenne una fatto  di grandissimo spavento, perchè si videro  molte persone possedute dal demonio e vessate . 

Interi monasteri furono infestati dalle forze del male e fra gli altri c'era il Monastero delle Orfanelle in Santa Maria Felice con sessantasei  monache spiritate e il  monasterio di San Silvestro con sette monache che furono per molto tempo maltraltate  e tormentate  dagli spiriti maligni .

 Monastero di San Silvestro

Queste ultime in particolarenon solo non poterono esser curate dalla medicina regolare, ma anzi venendo regolarmente esorcizzate  con digiuni, orazioni, et esorcismi non furono mai liberate.

Senonchè finalmente recitate  le orazioni e messa dei 7  Arcangeli mandate alla Badessa da un certo Bernardino Gindoitto medico loro che abitava nella Dogana ,  tutte  e sette furono liberate per intercessione del 7 Angeli.

Questo miracolo dei  Sette Angeli sebbene fu tenuto nascosto  alcuni mesi , nondimeno lo stesso medico Bernardino lo disse per gratitudine , essendo  una di queste selte monache  sua figlia , e pertanto Antonio subito  pubblicò scrivendolo in  una lettera al Cardinal di Trani De nell' ultimo di Novembre 1553.

Sicchè poi fece ristamopare il libretto nell'anno 1555 a Roma , nell'edizione che sopra abbiamo riportato, con le preghiere e la messa.


COME SONO STATI FORMATI I MOTTI DEGLI ARCANGELI

La singolarità di questa esegesi sta nella circostanza che Lo Duca e Bollorosso legano a ciascun Arcangelo l’officio primario nell’emblema e l’officio secondario nel motto, ricavandolo o dalla Sacra Scrittura a da inni della Chiesa. I motti attribuiti ai Sette Arcangeli, e che trovasi onorati nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri sono i seguenti:

MICHELE: Vittorioso - “Paratus ad animas suscipiendas”.

Il motto viene tratto dal “Vespro nella festa  della dedicazione di S. Michele Arcangelo”  officio dell’ 8 maggio, all’antifona terza delle lodi che recita: “Archangele Michael, constitui te principem super omnes animas suscipiendas” [1]

GABRIELE: Nunzio - : “Spiritus sanctus superveniat in te”.

Il motto viene preso direttamente dal  Vangelo di Luca 1,28 e ss, che recita: “Dixit autem Maria ad angelum: “ Quomodo fiet istud, quoniam virum non cognosco? ”.  Et respondens angelus dixit ei: “ Spiritus Sanctus superveniet in te, et virtus Altissimi obumbrabit tibi”.

RAFFAELE: Medico -  “Viatores comitor; infirmos medico”.

Non abbiamo trovato un riferimento scritturistico di questi versi, bensì una relazione alla pratica di somministrazione del santo “Viatico” agli “Infermi” da parte del sacerdote. Spetta infatti al parroco e agli altri sacerdoti che si dedicano alla cura spirituale degli infermi provvedere che gli ammalati in pericolo di morte ricevano il sostegno e il conforto del sacro Viatico del Corpo e del Sangue di Cristo (per questo nel motto è scritto Viatores Comitor, con riferimento doppio sia all’accompagnamento del sacerdote di coloro che viaggiano nel mondo della pace, sia alla somministrazione del sacramento). Il sacerdote, entrando dal malato, rivolge a lui e a tutti i presenti un fraterno saluto. Lo può fare con queste parole o con altre simili: Pace a questa casa e a quanti vi abitano.  Oppure: La pace del Signore sia con voi. Poi, deposto il Santissimo sulla mensa, lo adora insieme con i presenti. Lo può fare con una delle seguenti antifone o con altre formule, osservando però sempre un breve silenzio: O sacro convito, in cui Cristo è nostro cibo, si perpetua il memoriale della sua Pasqua, l'anima nostra è colmata di grazia, e ci è dato il pegno della gloria futura. Oppure: Ecco il pane degli Angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli. Per questo, riflettendo, l’officio attribuito a Raffaele è quello della cura dei morti e dei pellegrini che dal mondo, abbisognano del viatico per giungere ai luoghi celesti.

URIELE: Forte Compagno -  “Flammescat igne charitas”.

Il motto viene preso dalla seconda strofa dell’inno “Nunc sancte nobis Spiritus”, creato da Sant’Ambriogio di Milano, Tempo per annum, all' Ora Terza, tutti i giorni delle settimane I e III del salterio, che così recita : “…Flammescat igne caritas, Accéndat ardor proximos Præsta, Pater piissime, Patríque compar Unice, Cum Spiritu Paraclito Regnans per omnesæculum. … l’amore s’infiammi focoso, l’ardore accenda il prossimo. Concedi che per te conosciamo il Padre e riconosciamo anche il Figlio e crediamo in ogni tempo in te, Spirito di entrambi).

SEALTIELE: Oratore, -  “Oro, supplex, acclinis”.

Il motto del quinto Angelo è tratto dall’Inno “Dies Irae”. Il Dies irae è una sequenza in lingua latina, molto famosa, attribuita dubitativamente a Tommaso da Celano. Sono in molti a ritenerla una composizione poetica medievale tra le più riuscite. Compare anche nella Liturgia delle Ore (come inno alternativo per l'ultima settimana del tempo ordinario) in una versione riveduta, che tiene conto dell'illegittimità dell'identificazione da parte dell'esegesi medievale della figura di Maria Maddalena con l'adultera pentita. Probabilmente l'ispirazione dell'inno è biblica, dalla versione latina della Vulgata del libro di Sofonia 1,15-16. Il  motto di Sealtiele è tratto da un suo verso che così recita:  “…Oro supplex et acclinis, cor contritum quasi cinis: gere curam mei finis...” la cui traduzione è  - Prego supplice e in ginocchio, il cuore contrito, come ridotto a cenere…”.

JEHUDIELE: Remuneratore -  “Deum laudantibus; praemia retribuo”.

Anche qui non abbiamo trovato un riferimento scritturistico diretto. A meno che non ci si riferisca, alla frase di San Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione" . [2Tm 4,7-8] oppure potrebbe trarsi dal libro di Samuele: “Glorificherò coloro che mi glorificano, dice il Signore” [1 Sam 2,30] .

BARACHIELE: Tutore, - : “Adjutor ne derelinquas nos”.

Il motto in questione è preso dal Salmo 37, versetti 22-23[2]: “…Non abbandonarmi, Signore, Dio mio, da me non stare lontano;  accorri in mio aiuto, Signore, mia salvezza...”.


[1] Città del Vaticano (Roma), Biblioteca Apostolica Vaticana, San Pietro B.79

[2] 37 1 PSALMUS. David. Ad commemorandum.  (…) 22 Ne derelinquas me, Domine; Deus meus, ne discesseris a me. 23 Festina in adiutorium meum, Domine, salus mea.