OFFRIAMO AGLI AMATISSIMI LETTORI UNO STUDIO - VIDEO - DOCUMENTI - IMMAGINI : I 4 ARCANGELI DALL' EBRAISMO AL CRISTIANESIMO: ITINERARIO ANTROPO - ARCHEOLOGICO - RELIGIOSO !!! L'abbassamento degli Arcangeli lede il principio di continuità liturgica !!!

Nel mondo ebraico era evidente la conoscenza che Michele, Gabriele,  Raffaele e Uriele stessero proprio innanzi al Trono di Dio. 

Ad esempio Antonio Zanolini , (1693-1762)  professore di lingue orientali presso il seminario di Padova, uno dei più importanti italiana orientalista XVIII secolo.  nel suo “Lexicon Chaldaico rabbinicum cum rabbinorum abbreviaturis in duas partes distributum” del 1747, a pag. 5, spiega bene per quale ragione questi quattro Angeli erano così importanti ( alla voce rabbinica “Uriele”), affermando che essi  in perpetuo circondavano il Trono della Maestà Divina, per eseguire immediatamente i suoi ordini e i suoi decreti .  A tal fine adduce gli studi di rabbi  Beminadar sull’esegesi dei quattro nomi.  Michele stava sulla destra del popolo, presso il vessillo della Tribù di Ruben, verso mezzogiorno. Perché si chiama Michele? Perché quando il popolo eletto attraversò il Mar Rosso, Mosè spalancò la bocca e disse: 

“…Chi è come te fra gli dei, Signore? Chi è come te, maestoso in santità, tremendo nelle imprese, operatore di prodigi?...” [Es 15,11] .

Così anche si legge nel deuteronomio :

“…Nessuno è pari al Dio di Iesurun, che cavalca sui cieli per venirti in aiuto e sulle nubi nella sua maestà…” [Deut 33,26].

Da tali versi si trasse dunque il nome del primo Angelo.

Uriele stava alla sinistra, presso il vessillo della Tribù di Dan, verso settentrione. Perché il suo nome si chiama Uriele? Proprio a causa della Legge, dei profeti e dell’agiografia.  Infatti il profeta Isaia afferma di Israele:

“ Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te… ” [Is 60,1] .

E il profeta Davide disse:

“Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore; Dio, il Signore è nostra luce” [Salmo 118, 27].

Inoltre la Scrittura dice:

“… Se siedo nelle tenebre, il Signore sarà la mia luce. [Michea 7,8].

Da questi versi, gli antichi rabbini ebrei trassero il nome e la conoscenza dell’Angelo Uriele.

Gabriele stava davanti, presso il vessillo della Tribù di Giuda accanto a Mosè e Aronne verso Oriente. Perché il suo nome è detto Gabriele? Proprio perchè sta scritto:

 “Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti…” [Is 9,5-6].

Ecco questo nome di Consigliere ammirabile e Dio potente è Gabriele.

Raffaele stava dietro, presso il vessillo  di Efraim. Perché si chiama Raffaele? Perché fu inviato a sanare le fratture di Geroboamo che proveniva dalla tribù di Efraim, che abitava verso occidente e nei Numeri sta scritto:

“ Aronne disse a Mosè: “Signor mio, non addossarci la pena del peccato che abbiamo stoltamente commesso,  essa non sia come il bambino nato morto, la cui carne è gia mezzo consumata quando esce dal seno della madre”. Mosè gridò al Signore: “Guariscila, Dio!”. [Num 12,11 - 13].

Da questo si trasse il nome di Raffaele.

Per questa ragione, Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele sono i nomi dei quattro Angeli che i rabbini ritengono i vessilliferi che accompagnarono Dio quando scese sul monte Sinai per dare i dieci comandamenti a Mosè.

Questi quattro costituivano altrettanti elementi del carro di Ezechiele, il c.d. Argaman su cui era posta la Maestà di Dio, traendo il suo nome dalle quattro iniziali dei quattro Arcangeli maggiori: (R) Raffaele, (G) Gabriele, (M) Michele; (N) Nuriele o Uriele.

Il famoso dottore Robert Fludd, o de Fluctibus,  (1574 –1637) è stato un medico, alchimista e astrologo britannico, esperto di teosofia. Fortemente influenzato, oltre che dagli scritti neoplatonici, dalle interpretazioni contemporanee della cabala – ritenuta il veicolo più autentico della «filosofia mosaica» – e insieme dalla tradizione paracelsiana, elaborò una concezione del mondo essenzialmente emanatistica, legata a un complesso simbolismo cabalistico, alchimistico e magico, in cui i rapporti tra Dio e mondo sono sentiti come processo a partire dalla primitiva unità divina, il ritorno alla quale costituisce il fine della conoscenza, che si esplica attraverso tecniche simpatetiche e magiche. Tra le opere principali:

Utriusque cosmi, maioris scilicet et minoris, metaphysica physica atque technica historia (1617-19),
Medicina catholica (1629),
Clavis philosophiae et alchymiae (1633),
Philosophia moysaica (post., 1638).  

Nel suo “Medicina Catholica seu Mysticum Artis Medicandi Sacrarium”, edito a Francoforte nel 1629, riporta la sentenza di rabbi Tedaci Levi, secondo cui i 4 Angeli sovraintenderebbero alle quattro direzioni cioè “Michael Orientis, Raphael Occidentis, Gabriel Aquilonis e Uriel o Nuriel Meridei” proteggendole dal nemico.

Nel 1190 Moshe ben Maimon (1138-1204) , noto come Mosè Maimonide ai dotti del suo tempo, filosofo, rabbino e talmudista nella Cordova musulmana, scrisse in arabo La guida degli smarriti (La guida dei perplessi, secondo un’altra traduzione del titolo). Nella città spagnola, retta dal tollerante Califfato degli Almoravidi, l’opera ebbe un’immediata fortuna e, insieme con altri trattati del talmudista, fece di Maimonide il più onorato e rispettato filosofo ebreo del Medioevo.

Nella sua “La” guida degli smarriti: trattato di teologia e di filosofia di ..., Volume 3, parla di Uriele come uno dei 4 Angeli che circondano il Trono di Dio, citando il  Rabbi Eliezer.

Sul rabbino citato da Maimonide chiamiamo  in causa il testo:  “Coheleth, Commonly Called the Book of Ecclesiastes”  di Christian  D. Ginsburg (1831-1914,  studioso della Bibbia inglese nato in Polonia e studente della tradizione masoretica nel giudaismo. Nacque da una famiglia ebrea a Varsavia, ma si convertì al cristianesimo all'età di 15 anni.  Oltre alle edizioni del Cantico dei cantici, 1857, ed Ecclesiaste, 1861, pubblicò un resoconto completo in inglese della Cabala, 1865. Si dedicò quindi a studi masoretici, pubblicando il testo e la traduzione del "Massoret ha-Massoret" di Elias Levita nel 1867, e di Jacob b. "Introduzione alla Bibbia rabbinica" di Hayyim nello stesso anno. Fu eletto membro del Consiglio dei Revisori dell'Antico Testamento nel 1870 e si dedicò alla raccolta di tutti i resti esistenti della Masorah, di cui tre volumi pubblicati nel 1880-86. Egli  presenta la sua dottrina sugli Angeli richiamando proprio il rabbino Eliezar, secondo cui Uriele sia uno dei 4 Angeli del Trono di Dio.

Nella tradizione ebraica, Uriele faceva parte del gruppo dei primi arcangeli accanto a Michele, Gabriele e Raffaele. La categoria degli Arcangeli, costituiva infatti la gerarchia più elevata tra le schiere angeliche, essendo i suddetti spiriti gli intermediari diretti del dio vivente. Uriele viene  frequentemente nominato in diverse fonti apocrife ove è identificato come l’angelo dei tuoni. In relazione al ruolo e ai compiti degli arcangeli va senza ombra di dubbio rappresentato il netto solco tra la dottrina ebraica e quella cattolica, decisivo al fine di chiarire il dilemma relativo alla posizione di questi spiriti nel panorama angelologico cristiano.

Difatti le fonti ebraiche pongono al vertice della Gerarchia celeste, gli Arcangeli di cui i maggiori, come si dirà, erano sempre stati  Uriele, Raffaele, Michele, Gabriele.  La devozione a questi quattro angeli è comprovata da numerosi reperti emersi durante i molteplici scavi archeologici avvenuti nel corso dei secoli. 

Ad esempio, nell’attuale località di  Umm El Jimal o Umm idj-Djimal, villaggio nel nord della Giordania a circa 17 chilometri a est di Mafraq, una delle antichissime roccaforti poste a confine dell’impero romano contro i barbari, compaiono indelebilmente, ai quattro lati di una delle sue torri di avvistamento, i nomi dei quattro arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele, e Uriele, quasi come costante protezione e monito delle tribù beduine  che talvolta attaccavano l’insediamento.
Il nome di Uriele Arcangelo fu rinvenuto  negli scavi di Arkesiné: ad Arkesiné, in uno scavo archeologico è stata rinvenuta una lamina di piombo, che è sempre datata al III secolo, in essa sono riportati i nomi dei 4 Angeli “maggiori”: Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele che sono invocati affinché allontanino il tumore maligno. Secondo  Georges Kiourtzian , a pag. p. 361-378  della sua   Pietas insulariorum abbiamo infatti una copia di un esorcismo molto lungo, incisa su una striscia di piombo che proviene da Arkesinè sull'isola di Amorgos. L'oggetto è andato perduto, ma la copia relativamente buona consente di ricavarne alcune informazioni. L'esorcismo di Amorgos dovrebbe proteggere chi lo porta da una particolare malattia, il tumore maligno (φῦμα άγριον - agrios). È un testo alimentato da prestiti dell'Apocalisse e della letteratura apocrifa cristiana. Il demone (δωδεκα κέφαλος δράκων) che causa il male è scacciato nel nome di Dio o nel nome dei quattro arcangeli Michele, Gabriele, Raffaello e Uriele.

Da tali elementi risulta evidente la circostanza in base alla quale, come anche sostenuto da Helmen Ringrenn nel suo trattato[1], diversamente dalle altre concezioni più antiche, comprese quelle iraniche, l’Ebraismo annoverava una categoria angelica particolare, quella degli Arcangeli.  Il primo rango quindi è costituito dagli angeli del viso (mal’ak panim) o arcangeli (arcanghelos).   Nel Midrash Rabbah[2], esattamente nel Numeri Rabbah 11,10, troviamo una mini gerarchia angelica, in cima alla quale si trovano i quattro arcangeli che corrispondono alle quattro divisioni dell’esercito di Israele. Come il Santo creò quattro venti (cioè i quattro punti cardinali) e quattro vessilli (per l’esercito di Israele) così pure creò quattro angeli per circondare il suo Trono: Michael, Gabriel, Uriel e Rafael. Michael sta alla destra di esso e corrisponde alla tribù di Ruben; Uriel sta alla sinistra e corrisponde alla tribù di Dan, che era stanziata al nord; Gabriel è davanti e corrisponde alla tribù di Jeudah, come pure a Mosè ed Aaron che si trovano ad est; Rafael è dietro e corrisponde alla tribù di Efraim che era ad ovest. I quattro angeli Principali quindi venivano sempre considerati Michele, Gabriele, Raffaele ed Uriele.

L’autore Thomas Hyde, ad esempio, analizzando i termini di Cherubini e Serafini,  sostiene inaspettatamente che: 

“… con un nome generico si chiamano   Cherubim, cioè “Angeli prossimi”, che entrano alla presenza di Dio in modo più prossimo che altri. Infatti  Charab od anche  Karab significa avvicinarsi e  o  significa essere vicini… [3]”.

Per cui, è evidente che per gli antichi ebrei, vi erano soltanto 4 Cherubini, cioè gli Angeli che sostenevano il Trono divino: Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele. Senonchè conclude T. Hyde  addirittura che:

“costoro sono da molti ritenuti un ordine distinto di Angeli, ma siccome la combinazione degli epiteti suole essere di origine interpretativa, sembra probabile che Cherubino o Serafino denotino soltanto un medesimo ordine di Angeli.”[4].  Ciò era risaputo nel Midrash Rabba, che qui citiamo tra le varia fonti da Samuel Rolles Driver  in  The Book of Daniel with introduction and notes.

Tutte queste credenze si trovano tramandante pure nel cattolicesimo

Il nome Uriele Arcangelo nella laminetta d’oro trovata nella tomba di Maria moglie dell’imperatore Onorio in Vaticano: si riporta quanto scrive Giovanni Battista de Rossi, sul ritrovamento, nel “Bullettino di Archeologia Cristiana”, a pag. 54. La medesima scoperta è ampiamente narrata dal Cancellieri nel suo “De Secretariis Basilicae Vaticanae”, ma la prima è di più facile comprensione. Dunque dichiara il De Rossi che:  “. Che il sepolcro, nel quale era chiuso un sì ricco mondo muliebre, fosse di Maria figliuola di Stilicone e di Serena, sorella di Termanzia e di Eucherio e moglie di Onorio imperatore si conobbe dalle lettere scritte in alcuni di cotesti preziosi monili. Oltre i nomi degli angeli MICHAEL, GABRIEL . RAPHAEL, VRIEL graffiti in una laminetta d'oro, nell' ago discriminale da un lato era scritto: Domina Nostra Maria , dall'altro Domino Nostro Honorio, o piuttosto DOMINVS NOSTER HONORIVS, come il confronto delle due relazioni di Lucio Fauno, l'una Ialina l'altra italiana, mi suggerisce

La  conoscenza del  “Quarto Arcangelo”, in ambito cristiano era ben più che sedimentata all’interno del generale contesto del Cattolicesimo dei primi secoli. Difatti questi medesimi quattro Angeli apparivano  in un “fastigium” d’argento, che l’Imperatore costantino donò alla Basilica di San Giovanni in Laterano , come riporta il “Liber Pontificalis” nella vita di Papa San Silvestro[5].

- su questa circostanza citiamo direttamente dal LIBER PONTIFICALIS -  «Huius temporibus fecit Constantinus aug. basilicas istas quas et ornavit: Basilicam Constantinianam, ubi posuit ista dona: fastidium argenteum battutilem, qui habet in fronte Salvatorem sedentem in sella, in pedibus V, pens. lib. CXX, et XII apostolos qui pens. sing. in quinos pedibus libras nonagenas, cum coronas argento purissimo; item a tergo respiciens in absida, Salvatorem sedentem in throno, in pedibus V, ex argento purissimo, pens. lib. CXL, et angelos IIII ex argento, qui pens. sing. in pedibus V lib. CV, cum gemmis alabandenis in oculos, tenentes astas; fastidium ipsum pens. lib. MM XXV, ex argento dolaticio. camaram ex auro purissimo et farum ex auro purissimo qui pendit sub fastidium cum delfinos L ex auro purissimo, pens. lib. L, cum catenas qui pens. lib. XXV »

Santa Maria Maggiore sul mosaico dell’arco trionfale, sempre del V° secolo, si vede il Bambin Gesù, adorato dai magi,  accompagnato dai 4 Arcangeli e tale motivo inconografico ritorna poi anche nell’arte bizantina e lo si ritrova a Sant’ Apollinare in Ravenna, dove a destra dell’Arco Tronfale si notano ancora una volta con i loro nomi Michele, Gabriele, Raffaele, Uriele. 

Anche la Cappella del Palazzo Arcivescovile di Ravenna (ora sede del museo arcivescovile) presenta, nelle volte a vela le immagini dei Quattro Arcangeli della tradizione antica - Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele - che portano in cielo Cristo, secondo la parola dei quattro evangelisti simbolizzati dai loro Vangeli.

La decorazione della Basilica di San Vitale (Ravenna) presenta il Cristo al centro della volta del presbiterio, innalzato in offerta dai Quattro Arcangeli, che posano i piedi nudi sul globo terrestre, sostenendo a braccio il medaglione che forma sulla sommità della volta l’aureola dell’Agnello Mistico. 

A Venezia, l’immagine dei Quattro Arcnageli trovasi sulla Pala D’ Oro dove sono rappresentanti:  Gabriele, Raffaele Michele, Uriele,  ognuno con i propri nomi facilmente riconoscibili. La Pala d'Oro si trova sull'altare maggiore della Basilica di San Marco. Si tratta di una tavola coperta di immagini sacre, in oro, argento, e centinaia di pietre preziose. Funge da reliquiario per le spoglie di San Marco Evangelista. Nello stesso Tesoro Di San Marco, si trova il busto di San Michele Arcangelo, che sarebbe accompagnato da dieci medaglioni dove sono raffigurati, Uriele e Gabriele con la sola assenza di Raffaele.

Ancora a San Marco si nota sulla Cupola, un mosaico del XII° secolo raffigurante i 4 Arcangeli che tengono uno stendardo  in cui è scritto Sanctus.

A Roma, in Santa Croce, sull’astuccio  della vera Croce, pezzo orafo bizantino di XII° secolo,  i Quattro Angeli si inchinano rispettosamente dinanzi alla reliquia. Occupa Uriele qui il terzo posto.

Nel Museo di Lione, Uriele è ancora presente su un manufatto d’avorio del secolo XI°, affianco agli altri nomi incisi degli Arcangeli, ma al secondo posto.

I Mosaici del Duomo di Cefalù, che è una straordinaria opera del XIII° secolo, rappresentano il Cristo Pantocratore e Giudice e, vicino a lui, la Santa Vergine assistita dai Quattro Arcangeli, che sono tutti designati per nome proprio: Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele. Cristo Pantocratore (nella inusuale postura a figura intera) e i Quattro Arcangeli questa volta genuflessi, si vedono dipinti anche nella Basilica della Martorana – Santa Maria dell’Ammiraglio,  in Piazza Bellini a Palermo.

Nella  Cappella Palatina di Palermo il Pantocratore è circondato da quattro Angeli e da quattro Arcangeli (Michele, Raffaele, Gabriele, Uriele). L’autore  M. Schlumberger, pubblicò un opuscono dal titolo: “Amulettes byzantins anciens destinés à combattre les maléfices et les maladies”, edito a Parigi nel 1892, dove a pag. 11, cita un amuleto di bronzo, nel quale re Salomone è raffigurato mentre sta a cavallo, che combatte la malattia sotto le forme di una donna, e sul retro , si utilizza la protezione  degli Arcangeli  Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele. Alle pagine 5 e 10, sono riprodotte le iscrizioni greche  che sugli  amuleti mostrano la potenza di Uriele per scacciare i demoni.

Tutte queste documentazioni raccontano come i bizantini fossero molto attaccati ai Quattro Arcangeli.

Sul Monte Atos, nel Monastero di Iviron o Iveron (in greco Ιβήρων, in georgiano ივერთა მონასტერი), De Montault afferma che il  celebre studioso Adolphe Napoleno Didron, nel volume 18° dei suoi  Annali archeologici “Annales archéologiques” constatò  che ivi si celebrava ancora :  “La storia e i meriti dei 4 Arcangeli Michele, Gabriele Raffaele e Uriele”. Al Museo del Louvre, il c.d. Ciboire de Maître Alpais, del XIII° secolo,  presenta la cupola eucaristica con i Quattro Arcangeli.  

Al British Museum di Londra,  in un'incisione italiana, il Cristo risorto è scortato dai Quattro Angeli: due l'adorano, il terzo porta una croce astata, il quarto un ramo frondoso in segno di gioia. (Archivio storico dell’Arte 1893 p. 394).  Nell’opera “Le Mystère des Actes des Apôtres” di Simon Gréban, del 1470 circa,  (la più grande pruduzione storica del teatro occidentale), tra i vari personaggi si incontrano proprio i Quattro Arcangeli[6] e tra questi“ : Uriele raccoglie le anime di S. Simone, S.  Giuda, S. Paolo e  San Giacomo.

Secondo Nenad Cambi nel suo  Acta XIII congressus internationalis archaeologiae christianae, Volume 3 ,ed anche  Eleonora Gankova  nel testo di ricerca: La necropoli di Serdica corso: La pittura romana nelle province orientali  SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN BENI ARCHEOLOGICI  Anno Accademico 2017/2018, nella Necropoli centrale di Serdica , oggi conosciuta come Sofia, la capitale dell’odierna Bulgaria, posta nell’area sottostante alla Basilica di Santa Sofia, dove furono rinvenute tombe (ca. 56, tra cui anche la tomba del vescovo Honoriuas) sia con chiusura litica o in terracotta che delle camere tombali con decorazione parietale,  la cui datazione delle strutture comprende l’ampio arco cronologico tra la fine del II secolo a. C. e la metà del V secolo d. C. e i resti di quattro basiliche che precedevano l’attuale basilica di Santa Sofia, vi sarebbe la c.d.  “Tomba degli Arcangeli” scoperta nel 1909 e come pianta e apparato decorativo, affine alla Tomba n. 1. Le pareti sono state suddivise nella parte inferiore a quadrati. La lunetta della parete sud mostra due pavoni cha affiancano un quadrato. La lunetta nord invece presentanella sua decorazione un’anfora messa all’interno di una nicchia absidata, affiancata a sua volta da due colombe. La volta, con una superficie marrone-rosso, è internamente decorata tramite cerchi concentrici su fondo bianco, mentre nella sua parte centrale ospita di nuovo la croce latina all’interno di una corona d’alloro. In ognuno dei quattro angoli della volta sono rappresentati i busti dei quattro arcangeli all’interno di un cerchio, ognuno di loro con il nome scritto sopra. Nell’angolo nordest Uriel, nell’ angolo nordovest: Rafael. La parte inferiore della decorazione tombale ricorda la dimora terrestre del defunto, mentre le lunette e la volta sono il simbolo dell’anima che vola verso il paradiso. La tomba è stata collocata nell’ambito cro nologico tra la fine del IV e gli inizi del V secolod. C.

 

 

[1] Israele. I padri. L'epoca dei Re, il giudaismo Di Helmer Ringgren

[2] http://www.goilazio.org/page.php?207 - Grande Midrash, una specie di commento sul Pentateuco e sui cinque Rotoli che si leggono durante il servizio sinagogale nel ciclo liturgico annuale

[3] Thomas Hyde, Veterum Persarum et Parthorum et Medorum religionis historia, Oxonii 1760, pag. 262, cap.20

[4] Thomas Hyde loc. cit.

[5] « Constantinus... fastigium argenteum battutile, quod habet in fronie Salvalorem, sededentem in sella... duodecim apostolos,...cura coronis argenti purissimi. Item, a tergo respiciens in absida, Salvatorem, sedentem in throno,... ex argento purissimo. Angelos quatuor ex argento, qui sunt in pedibus quinis, hastas cum crucibus tenentes, cum gemniis alavandinis in oculos ».

[6] Dieu le Pere, Jesus ; Michel, ange, Gabriel, ange, Uriel, Raphael ; Primus tronus, Prima dominatio, Virtus, Principatus, Potestas, Cherubin, Seraphin ; Justice, Paix, Verité, Misericorde”