LA MISTERIOSA QUESTIONE DELLA MENZIONE SISTO - CLEMENTINA DEL IV LIBRO DI ESDRA CON VIDEO DI RETTIFICA



Carissimi amici … la breve ricerca di oggi non è altri che una ostensione documentale di un elemento importantissimo per il culto di S. Uriele.

La testimonianza , peraltro facilmente verificabile, sarebbe la seguente: Papa Sisto V, in appendice alle edizioni successive delle Bibbie post- tridentine aveva autorizzato l’allegazione del IV di Esdra, dove si nomina Uriele, perché tale libro si trova allegato da molti santi padri. Questa disposizione osservata per 300 anni risulta oggi completamente disattesa. La storia mai narrata da nessuno e pure difficile da ricostruire, ci svela che già durante  la IV sessione del Concilio di Trento, si siano registrati dissensi alla eliminazione del IV di Esdra. Un Cardinale di Santa Romana Chiesa  dell’epoca controriformista, tal  Antonio della Croce (mons. Antonio de la Cruz), vescovo delle Canarie, si oppose fortemente al responso della IVa sessione del Concilio di Trento dell’ 8 aprile 1548, di non includere il IV° Esdra tra i libri canonici. Egli è passato alla storia per aver proferito una celebre frase, annotata nei resoconti del Concilio (Acta post sessionem) :  « Placent decreta, Unum tamen addam, ne libri Esdrae deleantur de suo loco » [1] , ovvero: «Piacciano pure i decreti! Io invece aggiungerò una cosa sola: che il libro di Esdra non sia cancellato dal suo posto!» . Data l’autorevolezza di Antonio de la Cruz, la decisione conciliare,  “sarebbe terminata dunque con un compromesso”, cioè quello di espungere il IV° Esdra dal suo posto tradizionale tra i libri canonici, tra Neemia e Tobia, dove appariva indubbiamente in tutti i manoscritti medievali relegandolo però comunque  in appendice a tutte le edizioni successive della Bibbia, circostanza questa  che alla lunga lo avrebbe inevitabilmete leso[2].    Senonchè dopo la formazione del Canone Ecclesiastico, (avvenuta l’ 8 aprile 1546 durante il Concilio di Trento - Sessione IV) i Papi concessero che il IV° Esdra venisse stampato in appendice alle varie edizioni delle Bibbie. Davvero singolare circostanza per un testo dichiarato fuori dal canone. L’ordine fu impartito inizialmente da Papa Sisto V, e rimase valido almeno fino alla seconda metà del 1800  per cui,  il IV° Esdra, - dove si nomina Uriele - si trovò infatti allegato a diverse edizioni della Volgata sempre col titolo : « Biblia sacra Vulgatæ Edizioni Sisti V et Clementis VIII recognita atque edita”  (elenco parziale) : 1860; 1830; 1829 ; 1799; 1774; 1757; 1740; 1723; 1715 ; 1691; 1675 ». La notizia di questa disposizione si trova espressa in molti testi e specificamente :  nell’ (1) «Examen Ecclesiasticorum in quo universae materiae morales omnesque fere casus coscientiae excogitabiles, solide ac praecipuae resolvuntur..»  edito a Venezia nel 1731 del reverendo padre palermitano Felice Potesta, dove a pag. 553, sotto il capitolo  «De Denunciat. Ad edicta  Inquisit»  Cap. VI, punto 257 sostiene quanto segue:  «… A Palermo è dedicata na Chiesa ai sette Angeli principali che assistono innanzi a Dio, rivelati al B. Amadeo (…) degli altri sono di fede solo i primi tre (nomi)  che si hanno nella Sacra Scrittura. Certo, il quarto non è di fede, ma è tenuto in grande autorità  perché si ha nel IV  libro di Esdra citato al capitolo 4, il quale libro benché sia fuori dai canonici, fu tuttavia annesso ai libri sacri, su ordine di Sisto V”.   Dello stesso avviso, il Cardinale di Montecassino,  Nicola Wiseman nel suo  (2) «Bibliotheca canonica iuridica moralis teologica necnon ascetica polemica rubricistica historica, editio novissima»,  edito a Napoli nel 1840, che a pag. 374 p. 52 del Tomo Settimo, richiama la predetta testimonianza aggiungendo : « …Qui  giova aggiungere ciò che riferisce Felice Potesta, Tomo 2, Parte 2  n. 257 che sebbene a Palermo sia dedicata una Chiesa ai Sette Angeli Principali, , che stanno innanzi a Dio, rivelati al Beato Amadeo… Solo i primi tre degli altri sono di fede,  i quali si hanno nella sacra scrittura, nonostante il quarto non è di fede, , ma di grande autorità , poiché si ha nel libro 4 di Esdra al capitolo 4 : “ E mi rispose l’Angelo che mi era stato inviato, il cui nome è Uriele”. Il quale libro sebbene sia fuori dai canonici  fu tuttavia annesso agli stessi libri Sacri e Canonici da un ordine di Sisto V, come di fatti si trova impresso alla fine della Bibbia nell’edizione della Volgata di sisto V e di Clemente VIII , edite con autorià ecclesiastica».   Sulla circostanza interviene anche la rivista (3)  «Il Giornale dei Letterati per tutto l’anno 1675»  , Edito a Roma per i tipi  di Nicolò Angelo Tinassi, che a pag. 169 , al capitolo  «Biblia Sacra vulgatae Editionis Sixti Quinti, Pont.  Max. Iussu recognita atque edita…» , precisa quanto segue: «…la presente edizione della Bibbia è una nuova impressione della Vulgata di Sisto V  unicamente approvata dal : Sagro Concilio di Trento … Chi hebbe di ciò la cura, hà posti nel fine del Volume il libro 3 e 4 di Esdra, e l’Orazione di Manasse, quantunque non vengano annoverati dal Sagro Concilio di Trento tra libri Canonici, mentre non è proibito stampargli disgiunti dagli altri Libri per commodo, ed utilità de più intendenti, senza però porre al Testo di essi nè in corpo, nè nella margine le varie lezzioni, tanto più che si leggono nel fine della stessa Vulgata corretta e publicata da Sisto V ».   Andando ad esaminare il testo del provvedimento, ci si accorge che la  Bibbia Sisto -  Clementina ha ancora in appendice Esdra III e Esdra IV e la preghiera di Manasse ma la cosa più sconvolgente è la seguente dicitura:

Oratio Manassae, necnon libri duo, qui sub libri tertii et quarti Esdrae nomine circumferuntur, hoc in loco, extra scilicet seriem canonicorum librorum, quos sancta Tridentitina Synodus suscepit, et pro canonicis suscipiendos decrevit, sepositi sunt, ne prorsus interirent, quippe qui a nonnullis sanctis patribus interdum citantur, et in aliquibus bibliis latinis tan manuscriptis quam impressis reperiuntur.

Il testo italiano risulta molto eloquente sulla decisione sinodale:

La Preghiera di Manasse, così come i due libri conosciuti sotto il nome di Terzo e Quarto di Esdra, sono relegati in questo luogo, cioè, al di fuori della serie dei libri canonici che il Santo Sinodo Tridentino ha ammesso e stabilito che siano da ritenersi canonici, affinché non vadano assolutamente perduti, dal momento che, sono stati diverse volte citati da non pochi Santi Padri e si ritrovano in qualche Bibbia latina sia all’interno di manoscritti che di testi stampati”.


[1] Concilium Tridentinum: Diariorum, Actorum, Epistolarum, Tractatum nova collectio (Bonn-Freiburg, 1901-1938), V, 87.

[2] Antonio de la Cruz, Obispo de Canarias, uno de quienes se opusieron a la decisión de la cuarta sesión del concilio de Trento, del 8 de Abril de 1548, de no incluir el 4 Esd. entre los libros canónicos. La opinión del Obispo Canario es clara: “Placent decreta, Unum tamen addam, ne libri Esdrae deleantur de suo loco.” A pesar delos esfuerzos de Antonio de la Cruz, la decisión conciliar terminará por hacer perder al 4 Esd. su puesto tradicional entre los libros de Nehemías y de Tobías, que era donde aparecía en los manuscritos medievales, y acabará relegándolo a un apéndice, lo que entrañará su progresiva pérdida de autoridad. [Florentino García Martínez La autoridad de 4 Esdras y el origen judío de los indios americanos]