MISTERI IGNOTI DI MARIA: LE 3 GOCCE DI SANGUE

IL GRANDE SEGRETO DELLE TRE GOCCE DI SANGUE DEL CUORE DI MARIA VERGINE CHE FORMARONO IL CORPO DEL SIGNORE GESU’ CRISTO


Abbiamo passato molti anni a studiare le apparizioni dei Sette Arcangeli, e inaspettatamente durante le nostre ricerche ci siamo imbattuti in segreti e rivelazioni celesti davvero singolari, che ci hanno scosso nel profondo del cuore. Tra queste rivelazioni merita particolare attenzione quella delle c.d. Tre Gocce di Sangue, che  sarebbero scaturite  dal cuore di Maria Vergine per formare nel suo Santo Utero il Corpo perfettissimo di Gesù Cristo – rivelazione che costò la beatificazione di Suor Maria D’Agreda.  Sappia il lettore che questa singolare conoscenza sarà confermata dalla Madonna Stessa in un apparizione in Ecuador, a Quito, nel XVI secolo … ma veniamo alla storia di tale straordinaria verità . 


 Le cronache storiche di Lucca vogliono che a cavallo tra XIII e XIV secolo,  Bartolomeo Fiadoni meglio noto come Tolomeo o Ptolomeo da Lucca (Lucca, 1236 – Torcello, 1327)  insigne teologo e vescovo cattolico italiano ,  seguace di San Tommaso d'Aquino, andasse predicando una particolare dottrina secondo la quale Gesù sarebbe stato concepito mediante 3 gocce di sangue, e di tale dottrina ne fecero menzione gli autori Gerio e Fabricio ed anche il celebre Luke Wadding. Tale conoscenza,  seppur formulata senza la luce della rivelazione mistica, si sarebbe rivelata corretta.


 Difatti,  due secoli più tardi, tessa verrà meglio chiarita dall’Arcangelo Gabriele al beato Amadeo da Sylva, mistico francescano, oggetto di nostra particolare attenzione, avendone tradotto integralmente il testo mistico denominato Apocalypsis Nova. Beato nella tradizione francescana - (Lisbona 1420  - Milano  1482) e confessore del papa Sisto IV , l’asceta di origine portoghese s’inserì a pieno titolo in un movimento di riforma del Cattolicesimo. Le sue visioni ed estasi mistiche sono drammaticamente tese alla venuta di un nuovo pastore che unirà le religioni sotto l’unica bandiera del Cristianesimo romano, eliminerà tutti gli errori dottrinali prodottisi nei secoli e aprirà una nuova era di pace e speranza. Le 8 visioni profetiche furono da lui scritte dopo essere stato tratto in estasi dall’ Arcangelo Gabriele, dall’eremo di San Pietro sul Monte Auro (oggi Montorio, luogo ove il Santo fu crocifisso a testa in giù) il quale gli rivelò informazioni straordinarie su quello che nell’Apocalisse di San Giovanni, e in altre parti del Sacro Testo rimaneva implicito e oscuro. Le cronache Francescane parlano di quest’uomo come di un Santo, per visioni, miracoli e profezie, e danno per valide le sue visioni. Riconoscono la soprannaturalità dell’evento estatico e profetico, anche Sant’Annibale Maria di Francia, San Leonardo Murialdo e il Beato Bartolo Longo, appoggiati alle sentenza dei grandi teologi della Chiesa Cattolica, primo fra tutti padre Cornelio di Lepido. Fu proprio a lui che l’Arcangelo Gabriele rivelò durante il suo quinto rapimento mistico quanto segue, parlando della notte dell’annunciazione:

  • «...Allora Maria inchinandosi umilmente su entrambe le ginocchia, sospirando, gioendo, disse tra le lacrime: “Chi non acconsentirà a un Bene così grande?Chi respingerà un dono così immenso? Acconsento, lo desidero, lo voglio . Ecco l’Ancella del Signore! [Lc 1,38] ”. E inclinato il capo disse: “Sia fatta la Volontà di Dio e mi sia concesso il Verbo di Dio secondo la tua parola Era, o amatissimo, già giunta la mezzanotte perchè si adempisse la Scrittura. Pronunciate quelle parole di Maria, immediatamente, proprio mentre terminava tutta quanta la dichiarazione, per opera di tutta la Trinità, che si attribuisce allo Spirito Santo, in quel medesimo istante, molte cose mirabili furono fatte immediatamente:  Infatti Tre Piccole Gocce di Sangue  purissimo furono estratte dal cuore della Vergine e furono immediatamente ricollocate in quel luogo atto alla procreazione del Figlio,  in quell’istante medesimo quel Sangue fu condensato e immediatamente tramutato in carne, nervi, vene e ossa e ancora in cuore, cervello , fegato e così furono formate le altre membra, e subito fu plasmato tutto il corpo, subito creata l’anima e immediatamente infusa, e subito la divinità fu unita all’umanità, e congiunta all’ anima e al corpo. Immediatamente l’intelletto di quell’anima fu fornito ed ornato di ogni capacità pratica e speculativa tranne quella della fede, di cui non aveva bisogno. Immediatamente la volontà fu dotata di ogni virtù ad essa appartenente , tranne la speranza:Colui che infatti “vede tutto” non è privo del sentimento della fede e colui che “ha tutto” non è privo del sentimento della speranza. Dio infuse in Lui  ogni sentimento in grado sommo e concesse tanta Grazia o Carità quanto poteva essere concessa a Dio...».

 L’enormità di tale rivelazione, che sarebbe rimasta nei secoli un unico HAPAX perso nella vastità della letteratura mistica cattolica, venne però inopinatamente reiterata anche in altre successive visioni, a confermare che si trattava di una vera e propria verità di fede. Difatti, proprio negli anni in cui Amadeo riceveva a Roma queste rivelazioni, ecco che nacque a Bologna la Beata  Elena  Duglioli dall’Olio (1472 + 1520) che godette di diverse visioni mistiche e lasciò molte rivelazioni divine raccolte dal proprio confessore (Rev. Padre Di Pietro , che stese una prima biografia della reigiosa)[1].  La beata Elena, secondo il ritratto che ne fa Gian Domenico Gordini, dal sito di Santi e Beati espresse in modo mirabile il carisma della vedovanza cristiana, fervente di preghiere e di opere di carità. Nata a Bologna nel 1472 dall'illustre famiglia Duglioli, manifestò una precoce propensione per la vita nascosta, l'orazione, l'impegno assiduo al servizio del prossimo. A quindici anni, pur desiderando entrare nel monastero delle Clarisse del Corpus Domini, fu data in sposa al notaio Benedetto Dall'Olio, con il quale visse santamente e in profonda sintonia spirituale. Dotata di un singolare discernimento dello spirito divenne consigliera degli umili e dei potenti. Attinsero alla sua saggezza e preghiera di intercessione personalità insigni come Giulio II e Leone X. Predisse il giorno del proprio esodo pasquale, avvenuto in Bologna il giorno di santa Tecla vergine, il 23 settembre 1520. Il suo corpo incorrotto è custodito in San Giovanni in Monte, nella cappella di santa Cecilia fatta costruire dal vescovo di Pistoia per ispirazione della Beata stessa. Leone XIII nel 1828 confermò il suo culto. Secondo quanto abbiamo rinvenuto dalle diverse biografie della mistica, e come lo attesta espressamente l’autore Cesare Lucchesini (anche se in tono spregiativo) in “Della storia letteraria del Ducato Lucchese: libri sette, Volume 1”  a pag. 220,  ella andava asserendo che la SS. Ma Vergine Maria l’avesse resa partecipe di una certa rivelazione secondo cui:  

  • la Madre di Dio avesse concepito il Signor Nostro Gesù Cristo sì dallo Spirito Santo, ma mediante tre gocce di Sangue vicino al suo cuore”.[2].

Tale rivelazione, fu aspramente criticata,  ed oggetto di numerose polemiche da parte di diversi autori, ma a quanto pare aveva un origine mistica ben precisa, ed una conoscenza che trascendeva quella di una semplice elucubrazione sacra o di un  sentimento filosofico. Difatti, a cavallo tra XVI e XVII secolo verrà nuovamente reiterata in due celebri  manifestazioni estatico - profetiche: quella della Venerabile Maria di Agreda e della serva di Dio Madre Mariana de Jesús Torres di Quito in Ecuador.   


 Maria di Ágreda, (al secolo)  María Fernández Coronel y Arana (Ágreda, 2 aprile 1602 – Ágreda, 24 maggio 1665), è stata una religiosa e mistica spagnola, appartenente all'ordine delle monache Concezioniste francescane con il nome Maria di Gesù di Ágreda. La Chiesa cattolica le ha attribuito il titolo di venerabile. Ci lascia il bellissimo trattato: “Mistica Città di Dio” recentemente ripubblicato dal nostro amatissimo direttore Mantero.  Seppur queste sue rivelazioni risentono di un clima eccessivamente barocco, come era in voga al tempo della suora, non vi è dubbio che trattasi di vero evento mistico, dettato dalla Nostra Madre Celeste. Ed ecco che meravigliosamente, nel libro III , capitolo 11, denominato “Maria santissima ascolta l'annuncio del santo arcangelo.”, si reitera nuovamente questo straordinario segreto:

  • 136. È certamente una grande meraviglia, degna della nostra ammirazione, che l'Altissimo abbia lasciato tutti questi misteri, e gli altri che ciascuno di essi racchiude, in mano ad un'umile giovane e che tutto sia dipeso solo dal suo «fiat». Tuttavia egli rimise degnamente e sicuramente tutto questo alla fortezza e sapienza di questa donna forte, la quale, apprezzando ciò con tanta magnificenza e sublimità, non tradì la confidenza che egli aveva riposto in Lei. Per operare ad intra Dio non ha bisogno della cooperazione delle creature; ma egli non volle eseguire la più grande ed eccellente tra le opere ad extra, cioè l'incarnazione, senza la collaborazione di Maria santissima e il suo libero assenso. Dette così compimento con lei e attraverso di lei a tutte le opere che portò alla luce al di fuori di sé, perché fossimo grati di questo beneficio alla madre della Sapienza e nostra riparatrice.
  • 137. Questa grande Signora considerò e penetrò profondamente lo spazioso campo della dignità di madre di Dio, per comprarlo con un «fiat»; si rivestì di forza sovrumana, e gustò e vide quanto era buono questo scambio con Dio. Conobbe i sentieri dei suoi misteriosi benefici, si adornò di fortezza e di bellezza. Quindi, avendo considerato tra sé e con l'arcangelo Gabriele la grandezza di così alti e divini misteri ed avendo pienamente compreso l'annuncio che riceveva, il suo purissimo spirito fu rapito nell'ammirazione, nella venerazione e in un sommo, intensissimo amore di Dio. Per l'intensità di questi superni moti interiori, come per un loro effetto connaturale, il suo castissimo cuore fu in un certo senso compresso con una tale forza, che ne uscirono tre gocce del suo purissimo sangue; queste si posero nel luogo naturale per il concepimento del corpo di Cristo nostro Signore, che da esse venne formato per virtù dello Spirito divino. Quindi, il cuore di Maria purissima, a forza di amore, forni realmente la materia della quale si formò l'umanità santissima del Verbo per la nostra redenzione. Nello stesso tempo ella, con la sua umiltà non mai abbastanza esaltata, inclinando un po' il capo e congiungendo le mani, pronunciò quelle parole che furono il principio della nostra redenzione: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto »
  • 138. Quando pronunciò questo «fiat», tanto dolce per Dio e tanto felice per noi, avvennero istantaneamente quattro cose. La prima fu la formazione del corpo santissimo di Cristo nostro Signore dalle tre gocce di sangue che uscirono dal cuore di Maria santissima. La seconda fu la creazione dell'anima santissima dello stesso Signore, creata anch'essa come le altre. La terza fu l'infusione dell'anima nel corpo, componendo la sua umanità perfettissima. La quarta fu l'unione ipostatica, nella persona del Verbo, della divinità con l'umanità, che realizzò in un solo istante l'incarnazione; fu quindi formato Cristo, vero Dio e vero uomo, Signore e redentore nostro. Questo accadde di venerdì, il 25 marzo, al sorgere del sole, nell'ora stessa in cui fu formato il nostro progenitore Adamo, nell'anno cinquemilacentonovantanove dalla creazione del mondo, come nel martirologio computa la Chiesa romana, guidata dallo Spirito Santo. Questo conto è quello vero e certo, e così mi èstato manifestato, avendolo io domandato per obbedienza. Conformemente a ciò, il mondo fu creato nel mese di marzo e, siccome le opere dell'Altissimo sono tutte perfette, le piante e gli alberi uscirono dalla mano di sua Maestà con i loro frutti e li avrebbero conservati sempre, senza perderli, se il peccato non avesse alterato tutta la natura, come dirò a tale proposito in un altro trattato, se sarà volontà del Signore...”.

L’espressione è identica a quella del Beato Amadeo, e in generale, tutta la costruzione teologica e la narrazione delle vicende della vita di Maria appaiono seguire, alcune volte, pedissequamente lo svolgimento della quinta estasi della Apocalypsis Nova .  Tale rivelazione costituì un duro ostacolo alla beatificazione di Maria D’Agreda, come viene registrato infatti nel suo processo di beatificazione e Canonizzazione, sinteticamente denominato  “Processus Beatificationis Mariae a Jesu de Agreda, Volume 2”  del 1736 , a pag. 75, nella riflessione IX, il cui esame lasciamo in  altri luoghi e tempi. 


 Senonchè, fu la Medesima Madre di Dio a confermare questo segreto!  Ci si riferisce infatti alle apparizioni mariane avvenute tra il 1582 e il 1634 a Quito (Ecuador), c.d. Del Buon Successo, durante le quali, Maria Vergine si mostrò diverse volte ad una suora di clausura delle concezioniste, la serva di Dio, Madre Mariana de Jesús Torres, chiedendo di essere conosciuta e invocata sotto quel titolo.  Ella parlava a madre Mariana dei tempi futuri della Chiesa Cattolica, in particolare nel periodo “dalla metà del secolo XX in poi”. La Madonna le descrisse la grave crisi che avrebbe subito la Chiesa Cattolica e la società in generale, condannando, in diverse occasioni, l’opera satanica, demolitrice e devastatrice della Massoneria. Le Apparizioni di Nostra Signora del Buon Successo a Madre Mariana contengono molte profezie, inerenti alla società, al Governo e alla Chiesa dell’Ecuador, ma offrono anche una visione dello stato disastroso in cui la Chiesa Cattolica Universale e il mondo intero sarebbero precipitati nel secolo XX ed oltre. Nel corso di questi ultimi 400 anni, la maggior parte di queste profezie si sono avverate, ed anche questo dimostra l'autenticità di queste Apparizioni. Ma ve ne sono altre che si devono ancora realizzare, in particolare quella della “Restaurazione completa della Chiesa Cattolica” Sin dall’approvazione del Vescovo di Quito, avvenuta nel 1610, tutti i Vescovi che si sono succeduti nella diocesi hanno sempre promosso ufficialmente e pubblicamente questa devozione. Il 7 gennaio 1991 Mons. Antonio J. Gonzalez Z., Arcivescovo di Quito dichiarò santuario mariano arcidiocesano la Chiesa del Convento dell'immacolata Concezione della città di Quito, ove avvennero queste apparizioni. Il 2 febbraio 1594 – così ce ne narra l’autore Franco Edessa, che ha curato anche per il Nostro Editore, una sintesi di queste apparizioni -  col cuore pieno di amarezza e pena, Madre Mariana era intenta a pregare prostrata sul pavimento del Coro superiore del suo Convento quando percepì la presenza di Maria. Col cuore pieno di gioia e di felicità, ella disse: «Signora meravigliosa, chi sei tu e cosa vuoi? Non sai che io sono una povera Suo-ra, sicuramente piena d'amore per Dio, ma anche traboccante di dolore e sofferenza?».  La Signora (le) rispose:

  • “Io sono Maria del Buon Successo, la Regina del Cielo e della Terra. È proprio perché tu seiun’anima religiosa ripienad’amore per Dio e Sua Madre, che Io tisto parlando. Io sonovenuta dal Cielo per consolare il tuo cuore afflitto. Le tue preghiere, lacrime e penitenze sono molto gradite al nostro Padre Celeste. Lo Spirito Santo, che consola il tuo spirito e ti sostiene nelle tue giuste tribolazioni, ha formato, da tre gocce del Sangue del Mio Cuore, il Bambino più eccellente dell’umanità”.

Cosa rimane di questa rivelazione oggi? Certo soltanto un sentimento di profondo rispetto per le celesti virtù di Maria Vergine, molte delle quali appaiono ancora sconosciute. Rispetto e Magnificenza, oggi messe a repentaglio da interpretazioni riduzionistiche o al peggio apertamente contrarie alla sua dignità di Madre ed ai suoi dogmi. Mentre infatti oggi la Regina dei Cieli opera nel mondo, e in diversi luoghi, per rimpinguare il Santo ovile cristiano e formare gruppi di preghiera di persone perbene (c.d. Resto Santo), una parte dei fedeli cattolici, o presunti tali, sta coscientemente apostatando dalla religione cattolica, attraverso: un’interpretazione eccessivamente restrittiva e letterale del Testo Sacro; l’adesione ad un orientamento dottrinario svalutativo dell’apporto della Vergine nel contesto della Salvezza; la rinuncia ai dogmi mariani proclamati dalla Chiesa;  il rifiuto delle apparizioni mariane riconosciute, prima fra tutte quella di Fatima. Urge dunque un’attività di difesa della Madonna, e della sua celeste regalità nonchè riflettere sulle cause che stanno producendo oggi, questa deriva scismatica, tanto che è verosimile pensare che, oggi, un terzo dei cristiani non creda più che Ella sia la Madre di Dio, ma soltanto una persona santa e umile.


[1]Elena viene esaminata da alcuni autori bolognesi quali: il Bombaci in nota nei suoi “Bolognesi Santi” , e soprattutto Giovan Battista Meloni dell’Oratorio negli “Atti  e Memorie  degli uomini illustri in santità, nati o morti in Bologna, T 3, pag. 30 e ss , edito nell’ anno 1780 che  ne fa un resoconto molto dettagliato e la chiama beata,.

[2]Della storia letteraria del Ducato Lucchese: libri sette, Volume 1 Di Cesare Lucchesini, pg. 221