Il gesuita p. Pietro Antonio Spinelli, teologo e mariologo, e i Sette Arcangeli (o Sette Spiriti Assistenti)

Carmine Alvino

 

Pietro Antonio Spinelli (1555 - 1615) è stato un presbitero italiano, appartenente all'ordine dei Gesuiti, famoso per l'insegnamento della dottrina al popolo. Figlio di Carlo Spinelli, Duca di Seminara, entrò nella Compagnia di Gesù il 22 marzo 1573. Lo ricorda appena G. Roschini i, che rimanda a C. Sommervogel2, e fanno bene Angelo Amato, ‎Stefano De Fiores, ‎Luigi Gambero, a ricordarlo in Testi mariani del secondo millennio - Volume 5 - Pagina 466 .   Fu insegnante di filosofia e teologia a Napoli e poi a Roma.  Ebbe ruoli di governo nelle province romana e napoletana della Compagnia: superiore del Collegio Romano e del Collegio di Napoli, Superiore due volte della casa professa di Napoli e due volte provinciale della provincia napoletana e una volta della provincia romana.  Fu anche Istruttore a Sezze dei sacerdoti di terza probazione.  Mentre partecipava a Roma alla Congregazione generale alla morte del generale Claudio Acquaviva, morì il 14 dicembre 1615 e poco tempo dopo il suo corpo fu traslato a Napoli per desiderio del fratello cardinale Filippo Spinelli.  Fu amico dei poveri e grande predicatore.  Teologo gesuita, professore di filosofia e di teologia. Fu direttore del Collegio Germanico e del Collegio Romano e vice provinciale dell'ordine a Napoli. Usò lo pseudonimo di Aristotele de Benedictis. E autore di numerosi scritti mariani, tra cui un'opera di notevole estensione in lode della Madre di Dio, con il titolo: MARIA DEIPARA, THRONUS DEI. In questo trattato si dilunga a parlare altresì dei Sette Arcangeli , riconoscendoli come Sette Personalità distinte ed eccellentissime tra gli Angeli,  circa al capitolo 26, pagg. 369 – 379, dal titolo: « I Sette Principi degli Angeli, che stanno innanzi al Trono di Dio, sotto la forma di sette Lampade ardenti… » dove dice in sintesi quanto segue:

« In settimo luogo, che innanzi al Trono di Dio sono commemorati, da San Giovanni al cap. 4, c’è l’immagine dei Sette Principe degli Angeli davanti al trono di Dio e della restante moltitudine degli Angeli davanti al Trono. Dice (L’ Evangelista) : «sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio., e degli stessi aveva già detto, al cap. 1 : «dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono» , e al cap. 5 … con le quali parole sono indicati, sommamente i Sette Principi degli Angeli e gli altri Spiriti Beati innanzi al Trono di Dio…E davvero, questi Sette Spiriti di Dio, sotto la forma di Sette Lampade Ardenti davanti al Trono, sono quei sette Spiriti di numero definito, Principi più eccellenti di tutti gli altri Angeli, che nel primo capitolo dell’Apocalisse si dicono stare innanzi al Trono di Dio, dai quali San Giovanni, nel medesimo brano, (dice che) sono pregati di dare la grazia e la pace alle sette Chiesa d’Asia alle quali scriveva: e sono proprio gli stessi dei quali parla S . Raffaele in Tobia al capitolo 12, dove dice: « Sono Raffaele, uni dei Sette che stiamo innanzi al Signore». Co che altri interpretano questi sette spiriti che ardono in sette lampade, come sette doni dello spirito santo o che indentifichino per quegli angeli una universalità, e che per questo, essi non designino un numero definito di Angeli ,[qui indica a favore della prima interpretazione un proprio testo andato perduto]. Noi invece, mostriamo come nel numero Sette, debba intendersi un numero certo di Angeli superiori (straordinari, eccellenti): e non abbiamo neppure confutato pienamente le interpretazioni di coloro che hanno congetturato diversamente: e allo stesso modo anche investigammo, perché siano espressi sotto la forma di Sette Lampade Ardenti : e dunque li, rimandiamo il lettore al luogo opportuno. Orsù ora mostriamo i Sette Angeli con gli altri Spiriti Angelici esprimere particolare reverenza e ossequio alla Deipara…» ,

distendendosi poi a parlare dei modi in cui gli Angeli in generale, esprimono particolari affetti alla Vergine. Pietro Antonio Spinelli, poi ritorna sul discorso a pag. 372, con il paragrafo « i Sette Principi degli Angeli che venerano in modo speciale la Deipara», dove dice quanto segue:

« Portiamo ora l’autorità dei Dottori,  che sono gli autorevoli testimoni della reverenza e degli ossequi degli Angeli nei confronti della Vergine. In particolare di quei sette Angeli Eccellentissimi, che stanno innanzi al Signore, insegna specialmente e prova ancor più elegantemente Francesco Mairone, allievo di Escoto e illuminato Dottore di conoscenza di dottrine insigni, che nel sermone sulla creazione dell’anima della Beata Vergine, vuole la Vergine, essere appellata Stella del Mare, proprio a causa di dieci proprietà, o come lui stesso li chiama, privilegi di questa medesima stella, che devotamente e dottamente le attribuisce, e dove aveva attribuito alla Vergine altri privilegi, soggiunge che “il decimo privilegio di questa stella del mare è l’avere un corteggio settiforme, poiché perché sette nobili stelle girano intorno a lei, e per questo la sua regione si dice settentrionale. Così la Madre del Signore si dice possedere sette nobili Angeli, che assistono al suo Trono, del cui ordine parla il Beato Angelo Raffaele, come si dice in Tobia, e come si dice anche nell’apocalisse, dal brano “grazia e pace a voi…e dai sette spiriti che sono al cospetto del suo trono, e conseguentemente, al cospetto del Trono di Maria, che siede alla sua Destra”, queste cose dice Mairone … Che questi sette Angeli venerino la Vergine Santissima è provato dal Beato Amadeo, della cui santità si parla nella terza parte delle Cronache di San Francesco al Libro 6, capitolo 30, che nelle sue rivelazioni, alla prima estasi, avendo visto una Curia Celeste, sentì Gabriele digli queste parole: “ Siamo i Sette Angeli che veneriamo la Madre del Nostro Dio, e precediamo tutti gli altri del vostro genere” e parlava dei sette Angeli, che assistono innanzi al Trono di Dio, come si nota dalle altre cose che poi sono li aggiunte. L’ immagine di questi medesimi Angeli che portano in mano sette scettri,  la quale si trova in qualche antichissima opera veneziana, sul montante di San Marco, è fatta così, mentre circondano la Vergine che siede in Trono. Lo stesso si vede anche nella celebre e antica immagine della Deipara, a Montevergine, che ha sette Angeli sotto il trono. Lo stesso si vede nell’immagine di Santa Maria degli Angeli a Roma presso le Terme di Diocleziano, che si venera sull’altare maggiore, dei quali copiosamente abbiamo parlato al nostro primo libro dei Sette Principi degli Angeli [andato oramai perduto]: cose che confermano la sentenza di Mairone…».

 Il discorso sui Sette Arcangeli si interrompe per proseguire a pag. 375, onde avvalorare l’appartenenza di S. Gabriele al gruppo dei Sette Arcangeli, oggi contestata, al punto n. 8 del medesimo paragrafetto:

« …Gabriele, uno dei Sette Angeli Principi, che stanno innanzi al Trono di Dio, è assegnato alla sua  custodia [della Vergine n.d.a.], cose che leggiamo presso numerosi Padri…Moltissimi tra i Padri, infatti affermano che fosse stato scelto come custode della Vergine , Gabriele, uno dei Sette Principi assistenti al divino Trono, del quale, nel libro 2 dei Sette Principi degli Angeli al capitolo 8 e maggiormente in altri luoghi abbiamo parlato [il libro è andato perduto n.d.a.], secondo tra tutti gli Angeli solo al Principe Michele».

 

 

 

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