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Che cosa è l'Arcangelologia?

 

E’ nata  l’ ARCANGELOLOGIA CATTOLICA!

E'  stato davvero sorprendente notare come, gran parte, se non tutte,  le teorie dell’ Angelologia Classica sui Santi Angeli,  si siano basate in larga parte su uno scritto – apocrifo e pseudoepigrafo – chiamato Gerarchie Celesti , dello Pseudo – Dionigi.

Uno scritto, non solo che non ha “quasi” nessuna rispondenza con il Testo Sacro, per quel che riguarda: enumerazione dei Cori, delle Gerarchiele e finanche di alcuni dei nomi dei medesimi Cori Angelici,(non vi è alcuna teoria che in questo testo abbia una derivazione diretta, e neanche meramente indiretta al Lascito Tesamentario, mentre si tratta in larga parte di una speculazione personale e privata dell’autore che si regge unicamente sulla sua autorità) ma che, cosa ancor più grave ha condotto ad un pervertimento dell’esegesi del Testo Sacro, fomentando una deriva riduzionista e obliteratrice della Santa Conoscenza degli Arcangeli, e del loro immenso potere innanzi al Trono.

Condotta che progressivamente, nonostante i grandi compiti loro assegnati nella Bibbia,  ha portato stranamente alla marginalizzazione degli Arcangeli, alla sottostimazione del loro ruolo, alla deligittimazione dele fonti sacre su di essi ed infine alla completa, obliterazione della loro memoria liturgica.

Uno scritto, - Le Celesti Gerarchie -  che, cosa ancor più sconcertante e soprendente, non parla minimamente né dei Sette Arcangeli, cosa dovuta, trattandosi di un lavoro basato sulle gerarchie delle celesti intelligenze, né, manco a farlo apposta di San Raffaele, il quale, nel libro di Tobia dichiarò proprio di essere uno di loro.

In sostanza, proprio con riferimento agli Angeli Santi , la  Teologia della prima grande sistemazione delle coscienze celesti, o Angelologia Classica, si è fidata di più di uno scritto apocrifo e/o al meglio pseudoepiugrafo,  che del sentimento del Saco Testo; delle visioni di San Giovanni, di Daniele, di Tobia e di Luca! Cosa più unica che rare nel patrimonio generale delle fonti ecclesiastiche.

Ciò ha condotto di converso ad un indebolimento progressivo, generale e inarrestabile dell’intera impalcatura della teologia cattolica dei Santi Angeli, con una marginalizzazione del loro ruolo, una completa sottovalutazione dei messaggi loro veicolati, e finanche, un disconoscimento anche della loro natura ontologica e personale, che di converso, ha originato un ingigantimento ed una sovraesposizione della figura del diavolo, parificato a Dio, o ad una altrettanto pericolosissima teoria di sua inesistenza.

Basta prendere il Santo Testo per le mani e ci si accorge di questi molteplici errori!

  • Il Libro di Tobia, al 12,15 afferma chiaramente che Raffaele (medicina di Dio) è:  “uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore”,
  • Il libro di Daniele afferma ancor più chiaramente per bocca di San Gabriele che: “Michele, uno dei Primi Principi è venuto in mio soccorso” ed ancora che: “Michele il Gran Principe” o come abbiamo visto “Il Grande Arconte” (secondo altra versione quelladella Bibbia Rahlfs )
  • Di poi nell’Evangelo di Luca, dice il medesimo Santo Nuncio, : “io sono Gabriele e sto al cospetto di Dio” ed ancora, sei mesi dopo il medesimo Gabriele: è “missus a Deo” cioè mandato da Dio e soltanto da lui, ad una Vergine sposa di un uomo della casa di Davide, il cui nome è Maria.
  • Questi grandi Arcangeli, in numero di Sette innanzi a Dio, sono celebrati pure nell’Apocalisse Giovannea ove,  in diverse parti sia con riferimento ai :Ap 1,4 sette spiriti che stanno davanti al suo trono” , che all’ Ap 5,6 “Agnello… immolato” che “aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra”   , ed ancora in Ap 8,2-6 “… ai sette angeli ritti davanti a Dio”, cui “furono date sette trombe… “, e che: Ap 15,1  “ avevano sette flagelli (piaghe)” Ap 15,6-8 “…vestiti di lino puro, splendente, e cinti al petto di cinture d’oro”, mentre “nessuno poteva entrare nel tempio finché non avessero termine i sette flagelli (Piaghe)  dei sette Angeli.

Ma  queste immagini, degli Arcangeli, non trovano nella Angelologia ufficiale, e specialmente nella tradizione dionisiaco – tomistica, alcuna rispondenza efficace, anzi proprio nessuna. Al contrario!

L’affermazione della Teologia degli Angeli di pseudo - Dionigi, invece di fomentare nei secoli una corretta conoscenza delle loro funzioni,  ha avuto come unico scopo quello di  impegnarsi  a:

  1. sottoporre e subordinare il Coro degli Arcangeli ad altri 7 Cori – verità assente dal testo sacro -
  2. a scagliarli di poi nel penultimo Coro, della Gerarchia più infima – verità assente dal testo sacro  -  
  3. ad affermare che San Gabriele era un Angelo subordinato – verità assente dal testo sacro, illogica e priva di fondamento scritturistico -,
  4. a affermare che San Michele fosse un semplice spirito della Gerarchia più bassa – verità assente dal testo sacro, ed anzi blasfema –
  5. ad evitare di parlare dei Sette Arcangeli, - nonostante la loro presenza indiscussa                               

La questione era allora molto semplice:

Pseudo – Dionigi, aveva improntato la sua celebre ripartizione novenaria sul presupposto che non vi fossero Spiriti di rango superiore, innanzi a Dio, ma che gli Arcangeli, fossero, invece Angeli di scarso valore.

Riconoscendo i Sette Arcangeli assistenti, avrebbe dovuto riformulare tutto il suo sistema, spiegando chi fossero e dove si collocassero.

Ciò non poteva esser fatto senza far cadere l’intera costruzione dallo stesso prodotta, e , a tal fine, evitò di parlare anche di San Raffaele (l’elemento più pericoloso della triade Arcangelica, per ovvie ragioni),

in modo che l’interprete non risalisse più al gruppo dei Sette Primi Assistenti, di cui l’Angelo Medico aveva dichiarato di fare parte.

Ma queste aporie o errori, hanno generato teorie perniciose e gravissime derive scismatiche o, nel migliore dei casi, fenomeni di evidente deviazionismo,

PERCHE’:

  • IN PRIMO LUOGO TALE SCRITTO, ERA IN PALESE CONTRASTO CON IL LIBRO DI DANIELE che aveva affermato al contrario che Michele era uno “dei primi principi”.
  • IN SEDONCO LUOGO  TALE SCRITTO, VIOLAVA E PERVERTIVA IL VANGELO DI LUCA, LADDOVE SI DICE CHE GABRIELE ERA MANDATO direttamente DA DIO -  “MISSUS A DEO” – e non da Angeli superiori.
  • IN TERZO LUOGO TALE SCRITTO, ERA IN CONTRASTO CON IL TESTO DI GIOSUE’ IN CUI MICHELE E’ DETTO ARCHISTRATEGA DI DIO, PERCHE’ CAPO DI TUTTO L’ESERCITO

Ciò è evidentemente chiaro, seguendo il suo sentimento di Pseudo Dionigi :

< >… gli Angeli occupano l’ultimo grado della gerarchia invisibile, e al disopra di loro si trova la milizia degli Arcangeli, dei Principati, delle Potenze, delle Virtù e di tutti gli spiriti anche più sublimi che là tradizione ci fa conoscere. Ora noi diciamo che in ogni costituzione gerarchica gli ordini superiori possiedono la luce e la facoltà degli ordini inferiori, senza che questi abbiano reciprocamente la perfezione di quelli. Chiama dunque la teologia, giustamente, Angeli la moltitudine sacra delle supreme intelligenze, perché servono anche a manifestare lo splendore delle luci divine. Ma per nessun motivo le celesti nature dell’ultimo ordine potrebbero ricevere la denominazione di Principati, di Troni, di Serafini, perché non partecipano di tutti i doni degli spiriti superiori…” [Gerarchie Celesti, capitolo V,1].

“… per una ammirabile disposizione, gli ordini inferiori delle pure intelligenze sono istruiti intorno alle cose divine dagli ordini superiori, mentre gli spiriti del primo ordine ricevono direttamente da Dio stesso la comunicazione della scienza … Così la prima gerarchia degli spiriti beati é retta dallo stesso sovrano iniziatore; e poiché essa dirige immediatamente verso di lui il suo conato, raccogliendo, nella misura delle sue forze, la purità senza macchia che produce la viva luce d’onde nasce la perfetta santità, si purifica, s’ illumina e si perfeziona, e diventa pura di tutto ciò che é infimo, luminosa dei primi raggi della luce, ricca e adorna di una scienza sublime, attinta alla stessa sorgente. Inoltre io potrei dire, in una parola, che questa derivazione della scienza divina é nello stesso tempo purificazione, illuminazione e perfezione ; poiché purifica veramente da ogni ignoranza, comunicando ad ogni intelligenza, secondo la propria dignità, la conoscenza dei misteri ineffabili; rischiara inoltre e, per la purità che largisce, permette agli spiriti di contemplare nell’immensa irradiazione di quella luce sovreminente le cose che non avevano ancora vedute ; e, infine le perfeziona, confermandole nella chiara intuizione dei più magnifici splendori.” [Gerarchie Celesti, capitolo VII,3 co.2].

“… E non riconosciamo ancor più nettamente questa distinzione gerarchica degli Angeli, vedendo un cherubino porre quei carboni nelle mani di quell’altro, che é rivestito della stola sacra? Vedendo che chiama l’arcangelo Gabriele e gli dice: «Fai intendere questa visione al profeta» (Daniele VIII, 16) e imparando infine tutto ciò che riferiscono i teologi che trattano dell’ammirabile subordinazione dei cori angelici?...”. [Gerarchie Celesti, capitolo VIII,2 c.4]

Se le cose fossero state come lui aveva riferito, San Gabriele , dal suo basso posizionamento non avrebbe mai potuto avere una illuminazione diretta di Dio! (Prima Eresia dell’opera) perché  il significato del testo Sacro non potrebbe più essere “Missus a Deo”, bensì “Missus ab alio Angelo” ovvero “Missus ab Angelo Superiore”, ma in tal senso così facendo, è evidente il pervertimento del senso comune del passo, che , scritturisticamente, vede Gabriele, come secondo Serafino, e oggetto di illuminazione diretta di Dio.

Tali errori, sono perdurati fino ad oggi, allorquando, essendocene avveduti, abbiamo pensato di creare una corrente a parte della Teologia sugli Angeli, la c.d. Arcangelologia, per ovviare agli stessi!

O almeno per offrire al lettore una alternativa.

Sembrerà , ad alcuni , forse, un po’ inappropriato, un po’ strano che in si parli dunque di “Arcangelologia Cattolica”  quando già il tema dell’ Angelologia è normalmente ritenuto “secondario” nel vasto panorama teologico delle fonti sacre!

Peraltro,  tutto il sistema delle fonti angelologiche, sembra ormai completamente esaurito e reso saturo da secoli di reiterazione acritica di pareri, testimonianze e sentenze anche di Santi Personaggi, che nulla avevano concesso in più alla speculazione sacra.

 Eppure effettivamente si può congetturare che la materia legata alla conoscenza, alla diffusione e alla ricostruzione del culto degli Arcangeli, con l’Angelologia tout court sembra davvero aver poco a che fare,  nonostante ambedue queste branche della Teologia ufficiale parlino degli spiriti beati, servitori di Dio! 

  • L’ “Angelologia Cattolica, è quella dottrina che, alla luce delle interpretazioni, delle deduzioni e dei contributi che santi uomini hanno offerto durante il corso dei secoli, ha prodotto un filone letterario che studia dal punto di vista, biblico - scritturistico, mistico, storico, iconografico e iconologico, la natura e la presenza costante delle creature angeliche, considerate però unicamente nel sistema gerarchico dei nove cori, voluto e strutturato dallo pseudo Dionigi aeropagita, 
  • L’Arcangelologia invece, si pone in contrasto dialettico con questa scienza sacra, per il semplice fatto che la “teologia ufficiale degli Angeli” cattolica:
  1. pone gli Arcangeli nel penultimo grado angelico sottoponendoli ad altri Cori;
  2. riconosce un culto di Dulia soltanto a tre nomi, come se di altri Arcangeli non si possa più parlare, o Dio non volesse elargire più alcuna informazione;
  3. produce e predica l’incongruenza secondo la quale il Capo dell’ Esercito Celeste , San Michele, sia uno spirito di basso livello;
  4. Elide ogni informazione sui Sette Angeli della divina presenza (Tb 12,15 – Ap 1,4) ,

Per rispondere a tutte queste domande o incongruenze, e per verificare cosa significhino, era necessaria una indagine diversa e separata, che prescindesse da testi ormai reiterati acriticamente nei secoli e ripartisse da zero, onde accertare, Bibbia alla mano, la singolare circostanza che, vi fu in seno alla teologia degli Angeli dello Pseudo – Dionigi e di San Tommaso, una evidente deviazione esegetica che, ha visto il prelevalere di una teoria di generale sottovalutazione e dequalificazione religiosa e scritturistica del ruolo degli Arcangeli.

Senza contare che in questa indagine rientra il problema interprtetativo esegetico della presenza nel generale panorama delle fonti dell’Arcangelo Uriele, presenza data per acquisita fino al 745 d.c. e poi eliminata dal consesso dei Santi, per riemergere in modo ufficioso e nascosto.

Per tali ragioni,  l’ Arcangelologia Cattolica,  studia solo gli Arcangeli,  come gruppo senza e con propalazione dei nomi, e come apparizioni singole: studio che non può legarsi ad un sostrato devozionale che in larga parte li esclude.  Per questo con un termine petale terminologia ritengo di aver portato avanti uno studio che si basa sulla storia, sul numero , sulla posizione, e sulle celesti prerogative dei Principi degli Angeli.

Ciò perché, il problema relativo allo studio degli spiriti “arcangelici”, anche a causa delle intricate vicende storico – culturali, degli straordinari avvenimenti mistico – devozionali che li hanno sempre visti protagonisti mediante significative apparizioni, riteniamo meritevole di uno sforzo ulteriore volto ad uno studio separato dal generale contesto angelologico.

Le ragioni di tali affermazione sono da ricercarsi in alcune considerazioni di fondo:

  • Sono gli unici spiriti a non essere anonimi anzi portano nella propria anagrafica il nome di Dio
  • Il loro intervento segna dei momenti decisivi per la salvezza dell’umanità anche in chiave escatologica;
  • Sono solo 7 spiriti in riferimento alle miriadi di spiriti angelici;
  • Ognuno di loro impersona una virtù, un sacramento ed infine gode di separate prerogative;
  • Comandano tutti gli spiriti angelici, persino i Serafini, ed eseguono il volere di Dio direttamente pur appartenendo al coro degli Arcangeli;
  • Combattono le forze del male e specialmente i sette arcidemoni oltre Satana;
  • Data la loro assistenza al Trono sono detti Angeli della faccia ovvero angeli della Sekinah (presenza) .

In questo sito, quindi si introdurrà, una diversa prospettiva che, costituisce dunque un nuovo filone letterario (onuova branca) ben separata dall’ Angelologia, e che trae meritevolezza soprattutto da una esigenza metodologica:  quella di studiare quegli Spiriti Santi, sempre pronti ad entrare alla presenza della Maestà di Dio, che sono identificati nei Sette santi Arcangeli , tra cui vi è Uriele.

Sono sempre più convinto che l’ Arcangelologia sia lo strumento piu utile per ricomporre le fonti, avvicinarci anche ai  nostri fratelli cristiani non cattolici, che venerano già gli Arcangeli, e per individuare con molta precisione il vulnus o profilo di frattura, generatosi nell’ambito dell fonti.

Mentre dunque,

  •  l’Angelologia Cattolica Classica, cioè quella che si rifa al sentimento di pseudo – Dionigi e san Tommaso,  esclude i Sette Arcangeli,
  • l’Arcangelologia cattolica esclude la valenza scritturistica sia del numero che del nome dei Cori (o meglio di alcuni di questi), come fonti non corroborate scritturisticamente.