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CHE COSA E' L'INFALLIBILITA' ECCLESIASTICA? VI SONO LIMITI?

Il Magistero non è altro che - abbiamo tratto quanto segue dal sito http://www.libertaepersona.org/wordpress/2011/12/che-cosa-e-il-magistero-della-chiesa/ -  il collegio dei vescovi, successori degli Apostoli, uniti al Papa, successore di Pietro, in quanto maestri della fede ossia concordi annunciatori della Parola della salvezza, assistiti dallo Spirito della verità. Il collegio apostolico in questo senso annuncia infallibilmente la verità salvifica, che in se stessa resta sempre la stessa col medesimo significato. Tuttavia la Chiesa e i singoli fedeli nel corso del tempo, sempre con l’assistenza dello Spirito Santo, conoscono sempre meglio il divino deposito della Rivelazione, per cui si verifica un progresso, un’evoluzione omogenea e nella continuità della medesima Parola di Dio. Da qui nasce il progresso dogmatico ed un continuo aumento e perfezionamento della conoscenza di fede.  Se dunque, si pone un problema di rinnovamento o di riforma o di progresso, il Magistero gode di un carisma di sicuro discernimento nel dirci che  cosa va conservato  e cosa può essere abbandonato perché superato, anacronistico o addirittura sbagliato e qual è il vero progressodistinguendolo dal tradimento, dall’infedeltà e dalla distruzione.  Le verità rivelate tradizionali, accertate, sicure, evidenti, comunemente note nella predicazione o catechesi corrente, raccolte nel Simbolo della Fede o espresse formalmente ed esplicitamente da Nostro Signore Gesù Cristo, semplicemente insegnate, ripetute e trasmesse oralmente o per iscritto, sono l’oggetto del Magistero ordinario, ossia dell’insegnamento del collegio episcopale unito al Papa. Il Magistero straordinario si ha invece, come dice la parola stessa, in modo insolito, eccezionale, speciale, per motivi particolarmente gravi o importanti. Esso è impartito in circostanze e modalità speciali, per insegnare un approfondimento o un chiarimento della dottrina rivelata. Potremmo dire una nuova dottrina, non però nel senso di un’aggiunta al dato rivelato consegnato da Cristo agli apostoli, ma nel senso di una nostra migliore conoscenza del medesimo dato rivelato. Gli organismi di questo insegnamento straordinario sono il Sommo Pontefice da solo oppure il Concilio ecumenico. Sul grado di infallibità , si deve attingere al DIRITTO CANONICO, che presenta norme di sicuro interesse:

CODICE DI DIRITTO CANONICO LIBRO III LA FUNZIONE D' INSEGNARE DELLA CHIESA

Can. 747 - §1. La Chiesa, alla quale Cristo Signore affidò il deposito della fede affinché essa stessa, con l'assistenza dello Spirito Santo, custodisse santamente, scrutasse più intimamente, annunziasse ed esponesse fedelmente la verità rivelata, ha il dovere e il diritto nativo, anche con l'uso di propri strumenti di comunicazione sociale, indipendente da qualsiasi umana potestà, di predicare il Vangelo a tutte le genti.

§2. È compito della Chiesa annunciare sempre e dovunque i princìpi morali anche circa l'ordine sociale, e così pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo esigono i diritti fondamentali della persona umana o la salvezza delle anime.

Can. 748 - §1. Tutti gli uomini sono tenuti a ricercare la verità nelle cose, che riguardano Dio e la sua Chiesa, e, conosciutala, sono vincolati in forza della legge divina e godono del diritto di abbracciarla e di osservarla.

§2. Non è mai lecito ad alcuno indurre gli uomini con la costrizione ad abbracciare la fede cattolica contro la loro coscienza.

Can. 749 - §1. Il Sommo Pontefice, in forza del suo ufficio, gode dell'infallibilità nel magistero quando, come Pastore e Dottore supremo di tutti i fedeli, che ha il compito di confermare i suoi fratelli nella fede, con atto definitivo proclama da tenersi una dottrina sulla fede o sui costumi.

§2. Anche il Collegio dei Vescovi gode dell'infallibilità nel magistero quando i Vescovi radunati nel Concilio Ecumenico esercitano il magistero, come dottori e giudici della fede e dei costumi, nel dichiarare per tutta la Chiesa da tenersi definitivamente una dottrina sulla fede o sui costumi; oppure quando dispersi per il mondo, conservando il legame di comunione fra di loro e con il successore di Pietro, convergono in un'unica sentenza da tenersi come definitiva nell'insegnare autenticamente insieme con il medesimo Romano Pontefice una verità che riguarda la fede o i costumi.

§3. Nessuna dottrina si intende infallibilmente definita, se ciò non consta manifestamente.

Can. 750n - §1. Per fede divina e cattolica sono da credere tutte quelle cose che sono contenute nella parola di Dio scritta o tramandata, vale a dire nell'unico deposito della fede affidato alla Chiesa, e che insieme sono proposte come divinamente rivelate, sia dal magistero solenne della Chiesa, sia dal suo magistero ordinario e universale, ossia quello che è manifestato dalla comune adesione dei fedeli sotto la guida del sacro magistero; di conseguenza tutti sono tenuti a evitare qualsiasi dottrina ad esse contraria.

§2. Si devono pure fermamente accogliere e ritenere anche tutte e singole le cose che vengono proposte definitivamente dal magistero della Chiesa circa la dottrina della fede e dei costumi, quelle cioè che sono richieste per custodire santamente ed esporre fedelmente lo stesso deposito della fede; si oppone dunque alla dottrina della Chiesa cattolica chi rifiuta le medesime proposizioni da tenersi definitivamente.

Can. 751 - Vien detta eresia, l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti.

 

NEL CASO DELL'ARCANGELO URIELE

1) IL SINODO ROMANO II SOTTO ZACCARIA NON E' SINODO ECUMENICO

2) IL SINODO ROMANO II SOTTO ZACCARIA HA PRONUNCIATO SOLAMENTE SULLA CONDANNA DI ADALBERTO

3) IL SINODO ROMANO II SOTTO ZACCARIA NON E' INFALLIBILE

4) NON CONSTA MANIFESTAMENTE CHE URIELE NON SIA UN ANGELO SANTO

5) PRIMA , DURANTE E DOPO IL CONCILIO VESCOVI, DOTTORI DELLA CHIESA , SANTI E TEOLOGI, ANCHE EX CATHEDRA, AFFERMARONO CHE URIELE FOSSE UN ANGELO SANTO, PREGANDOLO TALVOLTA DIRETTAMENTE. TALE TRADIZIONE SI E' CONSERVATA FINO AL XX SECOLO ED OLTRE - SI VEDA ANNIBALE MARIA DI FRANCIA, BARTOLO LONGO E DON DOLINDO RUOTOLO.

ADERENDO A DUE ARTICOLI TESTE' ENUNCIATI

§2. Anche il Collegio dei Vescovi gode dell'infallibilità nel magistero quando i Vescovi radunati nel Concilio Ecumenico esercitano il magistero, come dottori e giudici della fede e dei costumi, nel dichiarare per tutta la Chiesa da tenersi definitivamente una dottrina sulla fede o sui costumi; oppure quando dispersi per il mondo, conservando il legame di comunione fra di loro e con il successore di Pietro, convergono in un'unica sentenza da tenersi come definitiva nell'insegnare autenticamente insieme con il medesimo Romano Pontefice una verità che riguarda la fede o i costumi.

§3. Nessuna dottrina si intende infallibilmente definita, se ciò non consta manifestamente.