BIOGRAFIA DEL MISTERIOSO CAVALIERE PEDRO MARIA HEREDIA DEL RIO, ULTIMO DIFENSORE DEL CULTO DEI SETTE ARCANGELI

PEDRO MARIA HEREDIA DEL RIO

(1775 – 1852)

IL MISTERIOSO CAVALIERE SPAGNOLO CHE NEL XIX SECOLO SALVO’ IL CULTO DEI SETTE ARCANGELI  DALL’OBLIO

BIOGRAFIA DEL PERSONAGGIO :

Nel sec XIX° – cosa più unica che rara nella storia dei processi di canonizzazione - si è assistito incredibilmente a diverse cause postulatorie per restaurare il Culto dei Sette Angeli. 
Protagonista indiscusso di questa straordinaria iniziativa fu il teologo spagnolo PEDRO MARIA HEREDIA DEL RIO . 
Si tratta di un erudito, politico, poeta e scrittore spagnolo che mosso da incredibile fervore salvò il culto degli Arcangeli. 
Recentemente siamo riusciti ad ottenere una prima biografia, che tracciano la sua storia dalla nascita in Spagna nel XVIII secolo fino a quando giunse a Roma nel 1825 peril Giubileo, che trovasi in http://www.laopiniondecabra.com/ampliar.php?sec=especiales&sub=colaborac... .
Qualcosa si trova pure nella sua biografia poetica:  “J.M.J. Petrus Maria Heredia Del Rio in  in honorem patrum suorum hos humiles”  edita nel 1843.
Secondo queste fonti Don Pedro nacque a Cabra il 16 settembre 1775, alle undici del mattino. Fu battezzato il giorno successivo, ricevendo i nomi di Pedro María José. 
Era il figlio del signor Pedro José de Heredia Cabrera e della signora Teresa Ángela del Río. Fu il quinto nipote di Alonso José de Heredia y Cabrera, Cavaliere di San Giacomo e comandante dell'Ordine nell'anno 1630. 
Don Pedro María era noto a Cabra come " il Capitano ",  proprio per la sua nota avversione per il teatro e per alcune manifestazioni pubbliche di divertimento in città. 
Dotato di una cultura straordinaria, Heredia ha fatto stampare, tra le altre cose, alcuni documenti religiosi, raccogliendo in un volume quello che potrebbe essere inteso come una piccola biblioteca "devozionale" privata, con volumi attentamente rilegati e disposti sugli scaffali . 
Fu pure lo zio del chierico Don Fulgencio María de Heredia y Cabrera, autore della Storia dell'Ospedale de Beneficencia de Cabra (1880). Quando si presenta agli onori delle cronache religiose,  Heredia ha già 33 anni ed è un soldato in pensione: non sappiamo se per ferita di guerra o incidente.
Nella sua lettera, datata Cabra 27 aprile 1809, afferma che il suo nome è "Don Pedro María de Heredia y Río, Perpetual Rexidor e Capitano in pensione del Provinciale di Soria". 
Don Pedro María de Heredia è un uomo ancorato al passato, nell'Antico Regime, che vede con preoccupazione qualsiasi tipo di novità sociale o religiosa. 
Viene tratteggiato quasi come un moderno Don Quijote, un illuminato che crede di avere il rimedio per tutti i mali della sua generazione. 
Respinge le manifestazioni pubbliche del popolo, che considera pericolose per ciò che è stato istituito fino ad allora. 
Nell'anno 1825, Don Pedro M.ª de Heredia, già con il grado di capitano e accompagnato da suo fratello Don Segundo, marciarono in pellegrinaggio a Roma per partecipare il Santo Giubileo: lì potè dare esempi pubblici della sua straordinaria pietà, della sua virtù esemplare e della sua conoscenza religiosa. 
Uno dei suoi obiettivi era anche di implorare davanti alla Santa Sede la dichiarazione di un miracolo della Vergine della Sierra. Egli ricostruì questo miracolo, secondo cui, la Vergine aveva miracolato un tale  di nome Juan Granados, di 30 anni, cui la Madre CEleste aveva ridato la vista dopo 30 anni di cecità.  Era stato avviato un fascicolo nel vescovato di Cordova, ma la causa non stava avanzando, quindi Don Pedro decise di andare a Roma e insistere lì. Pur non ottenendo l'uspicato riconoscimento, ebbe il merito di diffondere la fama del miracolo in tutto il Vaticano, così da apparire persona virtuosa e venerabile, nonchè degna di considerazione. A causa del suo buon nome il 10 ottobre 1827, per decisione di papa Leone XII, gli fu donata una reliquia di San Feliciano, un vetro macchiato del suo sangue, estratto dalle catacombe dove fu sepolto il martire romano, dai tempi di Diocleziano. 
Don Pedro María de Heredia muore a Roma nel 1852.
A questo punto le biuografie spagnole non registrano, il fatto per cui passerà alla storia, per coloro che venerano gli Arcangeli.
Oltre ai documenti rinvenuti dallo scrivente, la vicenda è tratteggiata, con invero troppo fariseismo e una ricostruzione imprecisa dal Cardinale Bartolini; il quale comunque andrà ad identificare PEDRO MARIA HEREDIA DEL RIO, come il PERSONAGGIO PIU' IMPORTANTE NELLA STORIA LITURGICA, DEVOZIONALE DEI SETTE ARCANGELI.


OPERE di PADRO MARIA HEREDIA

Il nostro autore, scrisse opere di carattere poetico a sfondo religioso
Fu sicuramente l'autore della presunta "Lettera inviata" a Fray Diego José de Cádiz, datata Ronda il 6 gennaio 1813.
Pubblicò una raccolta di numerose memorie e preghiere in onore dei santi angeli, e in particolare dei suoi sette principi (Cordova, 1823, con una Errata sic corrige, Cordova, 1813).
Si occupò dell’istituzione in Spagna della festa dell’Angelo custode come risulta da “De bello Hispaniae ab anno 1793 ad annum 1814 ubi humilis poeta suam exiguam”.
Appartengono all’autore pure:

De bello Hispaniae ab anno 1793 ad annum 1814 ubi humilis poeta suam exiguam ;   edito nel 1846
Notizia S. Beggae viduae ex Martyrologio Romano - 1841
Collectio Brevium Memoriarum in Honorem Sanctorum Martyrum Decem Mille in Monte Ararath Crucifixorum Et Aliorum  - Roma 1840
Defensio domus regii saltus Irati die 17. maii 1794. Edito nel  1831
Historia sanctorum martyrum Cordubensium Ruderici: et Salomonis, Argimiri .
Colección de varias memorias en honor de la gloriosa Santa Ursula, virgen y mártir y de sus compañeras, las once mil vírgenes y mártires", obra del Capitan retirado Don Pedro María Heredia y Río, publicada en Córdoba en el año 1819.


PEDRO MARIA HEREDIA E I SETTE ANGELI

Novello Antonio lo Duca, fu protagonista indiscusso delle cause di restaurazione del culto dei Sette Angeli, soppresso a Palermo, da monsignor Mormile intorno al 1816.
Avvenuto ciò, sul presupposto che si trattasse di offici concessi non dal Vaticano, ma dai regnanti di Spagna, dal 1826 al 1831, presentò 5 cause innanzi a Leone XII, Pio VIII, e Gregorio XVI, per cercare di restaurare il culto dei Sette Arcangeli.

La vicenda è registrata dal Cardinale  “Domenico Bartolini” nel testo “Di S. Zaccaria Papa e degli anni del suo pontificato: commentarii storico-critici” edito a Ratisbona nel 1879. Qui egli traccia questa piccola relazione sul nostro autore: 

“Nel 1825 un tal pio Cavaliere Spagnuolo per nome Pietro Maria Heredia-y-Rio caldissimo propagatore al pari del de Duca dell'invocazione e culto dei sette Angeli eccitò fortemente il Cardinal Gravina Arcivescovo di Palermo a presentare insieme un'istanza al Sommo Pontefice, affinchè per organo della sacra Congregazione dei Riti si riassumessero l'Officio e la Messa nella Diocesi Palermitana; e fosse eziandio estesa tal concessione al Clero Romano, e a quello di tutto l' orbe cattolico. Condiscese il Cardinale Arcivescovo ai desideri del Cavaliere Spagnuolo, e si formulò l'istanza, a cui sottoscrissero più di cento fra i Cardinali, Vescovi, Vicari Capitolari, Abbati e Superiori Generali di Ordini Religiosi. Leone XII che sedeva su la Cattedra di S. Pietro rimisero, alla Sacra Congregazione dei Riti, affinchè  juris  ordine  servato  decidesse sul merito della dimanda. Distribuite che furono a tal uopo le scritture corredate nel sommario degli opportuni documenti, si adunò quel sacro Consesso negli ordinari Comizi nel giorno 16 Decembre 1826 … La Sacra Congregazione dei Riti, referente E". Card. Zurla respondit “Negative in omnibus". ... Soffrì di mal animo il Cavaliere Heredia la risposta negativa della Sacra Congregazione dei Riti, e preso consiglio da vari illustri personaggi, dimandò una nuova udienza, che gli fu accordata. Pertanto avendo presentato ai Padri Porporati una nuova posizione ricca di prove storiche e di sentenze di Teologi; ed avendo in essa riposto a tutte le difficoltà obbietate in contrario da Monsignor Promotore della Fede e segnatamente a quella del Decreto di S. Zaccaria Papa e del suo Sinodo II Romano, si propose di nuovo la petizione negli ordinari Comizi della Sacra Congregazione dei Riti adunati nel giorno 27 Settembre 1828 …. La Sacra Congregazione dei Riti, referente eodem .,. respondendum censuit , In Decisis, et amplius“. Il Cavaliere Heredia non si diede per vinto dalla parola amplius che nei giudizi presso le Sacre Congregazioni vieta qualunque ulteriore discussione della causa; ma rimettendo l'affare al tempo prese il partito di attendere nel silenzio. Morto Leone XII, gli successe Pio VIII, che ben conosceva contrario alla sua petizione, e perciò non fece parola. Dopo breve Pontificato successe a Pio VIII Gregorio XVI. Nello stesso giorno della Coronazione lo pregò il Cavaliere Heredia ad accordare una terza proposizione della Causa dei sette Angeli innanzi al supremo Consesso dei Riti. In seguito avendogli presentato una nuova istanza con l'elenco di tutti personaggi illustri che ad essa accedevano; il Sommo Pontefice nel dì 13 Giugno 1831 la remise semplicemente alla Sacra Congregazione dei Riti. Fece quindi distribuire una terza posizione con altre delucidazioni alle opposte difficoltà; ma la Sacra Congregazione nell'adunanza ordinaria del 12 Novembre dello stesso anno tenendo fermi gli effetti della clausola amplius, neppure volle discutere quella causa rescrivendo: ,Standum decisioni 16 Decembris 1826“. Allora nel dì 28 dello stesso mese di Novembre l'Heredia per mezzo del Cardinale Giacomo Giustiniani Segretario dei Memoriali ottenne dal Papa un rescritto di poter rimettere in corso la causa per la quarta volta …Non piacque però quel rescritto al Cardinal Pedicini Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti e ai Prelati officiali di essa, non essendo stato espressamente derogato agli effetti della clausola amplius. Cionondimeno in ossequio dell'intenzione ch'ebbe il Sommo Pontefice di favorire il Cavaliere Heredia nel fare quella concessione lo stesso Cardinal Prefetto Pedicini dimandò istruzione a Gregorio XVI su quanto aveva a farsi in quella causa. L'ebbe difatti nell'udienza del 18 Gennaio dell'anno successivo 183 … In virtù di questo pontificio rescritto fu presentata per la quarta ed ultima volta questa causa al giudizio della Sacra Congregazione dei Riti nel giorno 7 Aprile 1832. E siccome nelle varie discussioni erasi agitata la questione su la validità del culto dei sette Angeli, ed il Sommo Pontefice aveva accordata la quarta udienza solamente a riguardo dei molti ed illustri personaggi che avevano firmato la petizione, (128 tra Cardinali, Vescovi, Arcivescovi ecc.) … Ma quel rescritto pontificio disponeva che dopo quest'ultimo perentorio giudizio della S. Congregazione dei Riti si dovesse questa causa sul culto dei sette Angeli seppellire in un perpetuo silenzio: dunque il decreto di Zaccaria fu inviolabilmente osservato … ”.


ANALISI DELLE CAUSE - E - ATTIVITA' DI PEDRO MARIA HEREDIA DIFENSORE DEI SETTE ANGELI

 

PRIMA CAUSA PRESENTATA DA PEDRO MARIA HEREDIA DEL RIO NELL’ANNO 1826 INNANZI A LEONE XII - Titolo: Sacra Rituum Congregatione Emo, et Rmo Domino Card. Zurla Relatore Panormitana, Corduben. Et Oxomen. Indulti riassumendi recitationem Officii, et Missae prop. In honorem Septem Angelorum, quae Panormi, et alibi recitabantur; cum additione historica ad VI Lect., et pro extension ad Urbem et Orbem; sin minus pro Civitate, et Diocesi Panormitana, et Sacellis Patronatus Oratoris in Oppidis Cabra, et Aguilar Diocensis Cordubensis, et in Oppido Seron Oxomensis Diocesis. Istantibus: Emo, et Rmo Archiepiscopo Panormitano, et Pedtro Maria Heredia et Rio, Hispano Romae MDCCCXXVI

Esito: pronuncia negativa, eccezion fatta per Pedro Maria Heredia del Rio cui si concede di officiare la Messa dei Sette Angeli in modo privato

ATTIVITA’ DI PEDRO MARIA HEREDIA DEL RIO DURANTE QUESTA PRIMA CAUSA: La Causa fu presentata nel 1826, innanzi a Papa Leone XII, con relatore il cardinale Zurla e istante l’arcivescovo di Palermo e il dotto spagnolo Pedro Maria Heredia del Rio, conteneva al suo interno una prima esposizione delle vicende storico devozionali che portarono alla instaurazione del culto degli Arcangeli da Palermo a Roma, per opera del pio sacerdote, Antonio Lo Duca. La difesa dei postulanti viene affidata alle deduzioni di Cornelio a per confutare l’operato nefasto dei contro deduttori, tra i quali il Cardinale Albizzi.

Il Sommario Addizionale alla causa contiene questi allegati

n. 1° :  Una epistola dell’Arcivescovo di Palermo - Mio Padrone:  nel momento in cui ricevei la sua pregevolissima del 12 prossimo passato Novembre diedi quelle disposizioni convenienti per soddisfare a V. su quanto desidera sapere intorno al culto delli Sette Angeli, ed in risultato le mando unito alla presente un libro nel quale si descrive l’istoria di detto Monastero colla descrizione degli Angeli, e tutto altro che V. brama sapere; di più le dirigo  l’ufficio che soleva dirsi, ma che al presente più non si recita, per mancanza dell’approvazione apostolica, per la quale V. può impegnarsi di ottenere: Queste sono tutte le notizie che ho potuto trovare, e credo che altre non possano trovarsi in quest’isola. Intanto  rassegnandomi etc B.L.M. =  suo affezionatissimo, sicuro servitore = P. Card. Gravina”.
n. 2° : Excerpta  a P. Cornelio a Lapide in cap. I Apoc. eceptis adnotationibus factis ab autore Dissertationis tradite Emo Relatori
Il testo molto complesso in latino, si basa in gran parte sulle deduzioni di Cornelio, ma cosa aveva sostenuto di così importante a favore del culto. Cerchiamo di riassumere questa vicenda, spiegata dagli istanti postulatori.
n. 3°: L’officio che si sarebbe dovuto approvare e cioè: 
Dominica Secunda post Pascha, in festo SS. mi  Septem Angelorum nostrae Ecllesieae Titularium, et Urbis Panormi Patronorum; Duplex Prime classis cum Octava
N. 4° un sommario con gli eventi di Antonio Lo Duca

 

SECONDA  CAUSA PRESENTATA DA PEDRO MARIA HEREDIA DEL RIO NELL’ANNO 1828 INNANZI A LEONE XII
Titolo: Sacruum rituum congregatione Eminentissimum ac reverendissium Card. Odelscalchi Relatore corduben et exomen. – Apporbationi offici et missae  in honorem septem angelorum quae Panormi recitabantur cum additione historica ad IV lectionem, istante Pedro Maria Heredia del Rio hispano – Romae 1828
Esito: pronuncia negativa con clausola amplius
Riassumiamo la vicenda attraverso le parole di Maria Heredia: “BEATISSIMO PADRE “… Il patrocinatore della Causa dei Sette Angeli abbenchè nella Congregazione Ordinaria dei Sagri Riti tenuta li 16. Decembre dello scorso anno abbia avuto una negativa , purè avendo trovato nuovi documenti per unirli al già distribuito sommario , supplica per la facoltà di riproporre alla S, C. la stessa Causa , e si lusinga di ottenere tale permesso sì perché non fu apposto nella contraria risoluzione V ampiixis , e si perché non è passata in cosa giudicata …”. Il corpo centrale della causa era tutto incentrato sulla meritevolezza del culto dei Sette Arcangeli, sull’efficace protezione delle spedizioni missionarie in Asia e nelle Indie Orientali e sulla confutazione delle tesi dell’ Albizzi.
Ripercorriamo in sintesi le 18 prove di legittimità del culto, documentate ciascuna di esse efficacemente ed in modo particolareggiato:

Testimonianza dalla Biblioteca Vaticana.
Testimonianza estratta dalla Biblioteca Angelica con orazioni dei Sette Angeli in un certo pio libretto impresso a Roma nel 1595.
Testimonianza delle orazioni dei medesimi Sette Angeli in un sermone italiano del 1606 per Niccolò Aurifico de Bonfigli, Teologo Carmelitano.
Testimonianza dalla Biblioteca Angelica. Sul culto dei Sette Angeli alle Terme di Antonio lo Duca, sulla fondazione di Santa Maria degli Angeli.
Relazione dello stesso culto promosso da Antonio lo Duca alle terme, di Pietro Bombelli , le cui opere Relatio eiusdem cultus ab Antonio Duca in Thermis statuti, ex Petro Bombelli.
Testimonianza della Biblioteca Vaticana, del Padre Annibale Cartusiano, Benedetto Tromby sulla seconda visione di Antonio lo Duca…
Fondazione della Chiesa di S. Maria degli Angeli nelle Terme di  Ottavio Pancirolo edito a Roma nel 1600
Sulla stessa fondazione, altra edizione tratta dalla Biblioteca Vatcina del 1625
Testimonianza dal Codice nella Biblioteca Vaticana esistente nei libri di Francesco de la Pena, decano spagnolo della Sacra Rota. 
Altra testimonianza in un codice della Biblioteca Vaticana.
Altra testimonianza dallo stesso codice,  che sembra contenere un frammento della supplica di Antonio Lo duca al Sommo Pontefice..
Quinto Rapto del Beato Amodeo da Sylva presso Pietro de Alva nella Biblitoeca Virginale, edizione di Madrid 1649, pag. 686
Della novena a San Raffaele scritta dal Servo di Dio Didaco de Celada, Missionario Apostolico.. dove si parla dei Sette Angeli e di altri Ministeri 
Del P. Francisco Garcia, celebre scrittore della Società di Gesù, in una sua opera  dove commissiona la devozioen sui nomi dei Sette Angeli.
Di un certo pio opuscolo in devozione dei Sette Angeli con i loro nomi e offici, con la licenza dell’illustrissimo Vescovo dopo l’approvazione del Rettore del Collegio Gaditano, S.J. Gadibus edito nell’anno 1756
P. Andrea Serrano , della compagnia di Gesù, Procuratore e Missionario nelle Province delle Indie, nelle sue Opera sui Sette Angeli.
Culto del Sesto Angelo dei nostri Sette nel Regio Monastero delle Scalze di Madrid, del cui medesimo S. Pio V concesse la Messa e l’Officio.
Rescritto a favore della Messa dei Sette Angeli, di propria mano di Sua Santità ad istanza del Postularore , in data 15 agosto 1827 

1830  - LA TERZA CAUSA INNANZI A PIO VIII O PIÙ ESATTAMENTE LE EPISTOLE POSTULARORIE DI CARDINALI, ARCIVESCOVI, VESCOVI E GENERALI DELL’ORDINE PER RISPRISTINARE IL CULTO DEI SETTE ANGELI. 1830 INNANZI A PIO VIII.
Titolo: Epistolae postulatoriae multorum eminentissimorum ac reverendissimorum s.r.e. Cardinalium, archiepiscoporum  episcoporum, et generalium ordinum et aliorum, pro cultu pro cultu septem angelorum, cum officio et missa instaurando, et extendendo seu ad universam ecclesiam, sive ad quaelibet loca, in quibus talis cultus accipi placeat, vel saltem ad personam et ecclesias postulantium. Similque instantia nomine. Ill.mi , ac Reverendissimi Episcopi Comaclensis pro officio Immaculatae Virginis Conceptionis (..) cum remissione talium petitionum a Sanctitate Sua ad S. Congregationem – Romae anno 1830
Pedro Maria Heredia, arriva ad ottenere oltre 75 postulatorie provenienti da tutto l’orbe Cristiano. Le cronache parlano di questo documento come di una vera addenda, ma noi per motivi di semplificazione abbiamo preferito attribuire al suddetto il crisma di “causa” perché in effetti nella medesima, almeno nella parte iniziale sono riprodotte le richieste già formulate nelle due precedenti istanze. Dopo la negazione con clausola “amplius”, che cioè comportava la irricevibilità di successive istanze, Pedro Maria Heredia del Rio ricorse nuovamente al Sommo Pontefice, Pio VIII, dato che non si era formata cosa giudicata, affinchè annullasse tale decreto, che a quanto pare fu avversato da soltanto un teologo. Il Sommo Pontefice si era degnato infatti di promettere tale grazia di rivisitare il termine della questione e di allungare per qualche mese la verifica affidata a P. Brandimarta innografo della sacra congregazione. Le prove già presentate nelle due precedenti istanze non furono sufficienti per accordare l’approvazione generalizzata del culto, benché tuttavia, l’allora Papa Leone XII non avesse avuto difficoltà a concedere a Pedro Maria Heredia, la celebrazione della Messa dei Sette Angeli in via esclusivamente privata. A quanto pare il Papa, disse che non vi fosse difficoltà per la messa, ma che le circostanze di tempo esigevano limitazioni per estenderla alla generalità dei cristiani. Il terzo responso vide questa volta la presenza di decine  di suppliche o epistole postulatorie di moltissimi Cardinali, Arcivescovi o Semplici Presbiteri che abbiamo indicato. Ecco l’elenco di tutte le postulatorie presentate nel 1830 innanzi a Pio VIII:
1) Filippo Filonardi Arcivescovo di Ferrara.
2) Placido Tudini Arcivescovo di Biella.
3) Massimo Mazlun Arcivescovo di Mira.
4) Gregorio Baghinanti Arcivescovo di Teodosiopo in Armenia.
5) Basilio Tomaggian Arcivescovo di Dyrrichium in Macedonia.
6) Giacomo, Vescovo di S. Severino (oggi diocesi di Camerino - S. Severino – Marche).
7) Stanislao Lucchesi Vescovo di Foligno.
8) Francesco Saverio Domeniconi Vescovo Aletrino.
9) Domenico Moreno Vescovo di Cadice in Spagna.
10) Matteo Franco de’ Pii Operatori Vescovo di Catanzaro.
11) Stefano Vescovo di Orope.
12) Pietro Ignazio Marolda Vescovo di Marsico e Potenza.
13) Michele Vescovo di Oria.
14) Fortunato Maria Vescovo di Civita Castellana.
15) Antonio Baldini Vescovo di Neocesarea e Canonico dell’Arci basilica lateranense.
16) Bartolomeo Vorrone Vescovo di Sessa Aurunca.
17) E. Cardinale Giuseppe Marrozzo Vescovo di Novara.
18) Gaspare Bernardi Vescovo di Viterbo.
19) Francesco Maria Vescovo di Massa.
20) Rainerio Vescovo di Pisa.
21) Gaetano Bonanni Vescovo di Norcia.
22) Giovanni Arcivescovo di Efeso.
23) Albertino Vescovo di Nicosia.
24) Gregorio Vescovo di Agathopoli.
25) Michele Vescovo di Cuneo.
26) S.R.E. Cardinale Cesare Brancadoro e Arcivescovo Firman.
27) Salvatore Lettieri Vescovo Neritonense nel Regno di Napoli.
28) Giuseppe Maria Pellicano Vescovo di Gerace nel regno di Napoli.
29) Ignazio Giovanni Cadolini, Vescovo di Cervia.
30) Michele Palmieri Vescovo di Monopoli nel regno di Napoli.
31) Francesco Maria Ciprianio Vescovo di Veroli.
32) Paolo Vescovo Illerdense in Spagna .
33) Costantino Vescovo di Filippo.
34) Gelasio Vescovo di Cariati nel regno di Napoli.
35) Eustachio Arcivescovo di Siponto.
36) Giuseppe Adeodati Vescovo Apuano in Etruria.
37) Sabastiano Vescovo di Arezzo in Etruria.
38) Giovanni Vescovo di Tiferno.
39) Pietro Antonio Vescovo di Segni.
40) Vescovo di Sutri.
41) Andrea Vescovo di Lucera.
42) Giuseppe Lastaria Vicario Capitolare della Sede Vacante dell’Arcidiocesi di Amalfi nel Regno di Napoli.
43) Vincenzo Maria Armentano vEscovo di Mileto.
 44) S.R.L. Cardinale Jacopo Giustiniani Vescovo di Imola.
45) Maran Vicario Generale della Diocesi Rutinense in Gallia.
46) Domenico vescovo di Catania.
47) Nicolai Vescovo di Patti in Sicilia.
48) Pietro Tasca Vescovo di cEfalù in Sicilia.
49) Francesco Maria Vescovo di Oppido nel regno di Napoli.
50) Aloisio Maria Vescovo di Montalto.
51) Carlo Maria Cernelli, Arcivescovo di Chieti nel Regno di Napoli. (-) ancora un’altra postulatoria di Andrea Portanova Vescovo di Lucera.
52) Cardinale Belisario Cristaldo in Roma.
53) Filippo Speranza Vescovo Caputaquense nel Regno di Napoli.
54) Emanuele Maria Arcivescovo e Vescovo di Sant’Agata dei Goti e Accerra nel Regno di Napoli.
55) Giuseppe Vescovo di Marsi .
56) Giuseppe Marcellino Vescovo di Lublino nel Regno di Polonia.
57) Gabriele Arcivescovo di Sorrento nel Regno di Napoli.
58) Stefano Csech Vescovo Cassioviense in Ungheria.
59) Pietro Antonio Arcivescovo di Corinto.
60) Scherubino Scalo  Vescovo Portoghese.
61) Seconda Postulazione di Matteo Franco, Vescovo di Catania.
62) Nicola Arcivescovo di Camerino.
63) Giovanni Vescovo di Segovia.
64) Federico Cao Vescovo di Zama e Vicario Apostolico nel Regno di Ava & Pegù nelle Indie Orientali.
65) Aloisio Maria Cardelli Arcivescovo di Smirne.
66) Aristaceo Arcivescovo Cesarense.
67) Isaia Vescovo  di Bobbio e Piacenza.
68) Giuseppe Saviero Poli, Vescovo Tursi.
69) Giuseppe Maria Amorelli Vescovo di Siracusa in Sicilia.
70) Giovanni Francesco Cappelletti, Vescovo di Ascoli nello Stato Pontificio.
71) Giovanni De Simone, Vescovo di Conversano nel Regno di Napoli.
72) Vincenzo Maria Maniero Vescovo di Bari e Bitonto. 
73) Nicola Caputo Vescovo di Lecce nel Regno di Napoli
74) Vescovo di Lodi.
75) Giovanni Battista Vicario Generale del Capitolare della Diocesi di Terni nel Regno Austriaco.
76) E.R. Cardinale Pietro Gravina, Arcivescovo di Palermo

Postulazioni Private

n. 1  Vincenzo Maria d’Addiego e Giuseppe Colasanti - Generale e Procuratore Generale della Religione delle Scuole Pie;
n. 2 Gioacchino Ventura Generale dell’Ordine di S. Gaetano;
n.3 Onorio di S: Teresa Generale dell’Ordine dei Fratelli Scalzi della beatissima Vergine  Maria del Monte Carmelo;
n. 4 Giuseppe Maria Mautone Procuratore Generale della Congregazione del Santissimo Redentore;
 n. 5 Bernardino Maria Marsicano Vicario Generale dell’Ordine di S: Francesco di Paola;
n. 6 Generali dei Chierici Regolari;
n. 7 Aloisio Vassia, Vicario Generale della Congregazione dei Chierici secolari della Dottrina Cristiana
- Pietro Maria Heredia del Rio.

Esito: causa riaperta ma subito sospesa per la morte del Papa

1831 -  LA QUARTA CAUSA INNANZI A GREGORIO XVI

Titolo: Sacruum rituum congregatione Eminentissimum ac reverendissium Card. Odelscalchi Relatore corduben et exomen. – Restitutionis in integrum pro officio et missa recitan. Etc in honorem Septem Angelorum – memoriale cum summario , istantibus plusquam nonaginta viris in ecclesiastica dignitate costitutionis Romae 1831

Elenco Postulatori: oltre a Pietro Maria Heredia del Rio:

1) Vescovo di Squillace,
2) Nicola Vescovo di Maronea nel regno dei Parti (infedeli),
3) Antonio Maria Scalabrini Vicario e Procuratore Generale dei Chierici Regolari,
4) Salvatore Pascale Procuratore Generale della Congregazione dei Pii Operatori,
5) Domenico Secondi Ministro generale degli Ordini Conventuali di S. Francesco,
6) Marico di Maria Procuratore Generale dei carmelitani Scalzi,
7) Giuseppe di S: Francesco procuratore generale degli Ordini scalzi della SS: Trinità della Famiglia Spagnole,
8) Abate Del Reale Monastero di S. Susanna dell’Ordine dei Cistercensi e delle famiglie dei Trappisti di Spagna,
9) Vescooi di Albarracino in Spagna,
10) Vescovo Nocera nello Stato Pontificio,
11) Vescovo Lincieno,
12) Vescovo Noscano nel Regno di Napoli.

Quale attività espresse Maria Heredia - Morto inopinatamente Papa Pio VIII, più di novanta uomini di chiesa presentarono nel 1831 la QUARTA CAUSA (terza secondo le cronache ecclesiastiche) per l’approvazione del culto dei Sette Arcangeli, questa volta innanzi al nuovo Papa Gragorio XVI. Il relatore, Avv. Giovanni Rosatino, riassumeva l’esito dei precedenti pronunciamenti, meravigliandosi della tanta pietà nascente dal culto dei sette Astanti che aveva generato così tante richieste da parte di Cardinali, Vescovi e semplici prelati, i quali domandavano insistentemente la restaurazione del culto angelico. Richiamava alla memoria tutte le bolle di conferma che sia Paolo III, sia Gregorio XIII, che Clemente VIII, (tra gli altri) avevano elargito al Monastero dei Sette Angeli di Palermo, e che quindi ne avevano approvato apertamente la legittimità. Dopo aver delineato a grandi linee lo stato dell’approvazione della messa, l’insigne relatore formulava così la nuova istanza, riassumendo l’esito dei precedenti tre pronunciamenti:

BEATISSIMO PAPA La devozione degnissima verso li Sette Angeli che stanno avanti al Trono di Dio fu motivo che presso la Sacra Congregazione dei Riti se ne domandasse l'approvazione dell'Officio e Messa , che sino ai tempi nostri era in uso a Palermo; ma nella Congregazione ordinaria del 16 Dicembre 1826 fu risposto “negativa”, che fu confermato con la clausula amplius nella Congregazione del 27 Settembre 1828 a motivo ( per quanto sappesi poi ) che niun Vescovo, ma solo un privato n'era il Postulatore, il quale peraltro ha risposto a tutte le difficoltà che gli sono state opposte. Non mancarono dopo le desiderate petizioni di Cardinali, Arcivescovi , Vescovi, e Capi di Religiose famiglie, dimostranti l'ardente brama di ottenere la detta approvazione, e dilatare tal culto dei sette Angeli. Stampate pertanto queste postulatorie (si riferisce alle lettere del 1830 innanzi a Pio VIII n.d.a.) con breve memoriale ritornossi di nuovo in Congregazione il giorno 17 Luglio 1830 senza che la Causa fosse posta in foglio e credè far rimanere la cosa come era , ordinando che ulteriormente non si ricevesse simile istanza , su di ciò però si reclamò alla sa. me. di Pio VIII, il quale prevenuto dalla morte non potè communicare alla Postulazione alcuna determinazione. A fine quindi di non vedere inutili li pii desideri di tanti ragguardevoli Postulatori, si prega la Santità Vostra a degnarsi di far risorgere tal Causa coll' ordinare che sia esaminata in piena Congregazione di Cardinali e Consultori addetti ai Sagri Riti  ovvero deputare una Congregazione particolare composta di Cardinali addetti al S. Officio e Sacri Riti, o come meglio crederà la S. V. levando la detta clausula amplius etc e qualunque resoluzione contraria etc. Alla Santità di Nostro Signore  PAPA GREGORIO XVI”

Il documento conteneva nuovamente tutte le contrapposte e significative tesi sull’esistenza o meno di questo culto devozionale, e senza scendere nella difficoltà dogmatica del medesimo, possiamo riassumere tutti i quesiti riducendoli in due interrogativi: l’uno sulla bontà del culto pubblico per i Sette Arcangeli, l’altro sulla possibilità che gli stessi possano essere nominati. Nel fare ciò si richiamavano alla memoria tutti gli argomenti precedentemente analizzati,  riguardanti le figure di Antonio Duca, il valore della sua scoperta devozionale, la questione inerente la natura soprannaturale o meno del dipinto di Palermo, le Visioni del Beato Amodeo da Silva, la necessità di prevedere un culto proprio dei sette, le personalità ecclesiastiche che ammisero i nomi degli Arcangeli, e le loro testimonianze in merito.
ESITO: ragioni di economia e di tempo ostano alla concessione.

1832 -  LA QUINTA CAUSA INNAZI A GREGORIO XVI
Titolo: Sacruum rituum congregatione Eminentissimum ac reverendissium Card. Odelscalchi Relator. –  Sanctorum Septem Angelorum ante Thronum Dei Astantium. Restaurationis cultus et approbationis officii, er missae in Honorem Doctorum Angelorum, istantibus Centum Viginti octo Viris in Ecclesiastica Dignitate Costitutis, / Novum Memoriale cum Rescripto SS. mi et Sumario, Roma 1832
Attività di Pedro Maria Heredia. Nel 1832 veniva intentata UNA QUINTA CAUSA, con nuovo memoriale e sommario, ad istanza di ben centoventotto uomini di Chiesa che il lettore può scorgere sopra. All’interno della causa venivano elencate ancora una volta, le ragioni di legittimità il culto, la grande devozione popolare ancora esistente, verificabile anche solo analizzando l’elevato numero di postulatori, che avevano sottoscritto il documento. La causa tentava altresì di dirimere le controversie mai sopite sul valore da conferire al settenario numerico, se cioè attribuirgli carattere simbolico o meramente numerale. 
Postulatori:
1) Emi et Rmi D. Card Giustiniani 5, aprile 1830;
2)  Emi et Rmi D. Card. Brancadoro 21 Aprile 1830;
3)Emi et Rmi D. Card. Cristaldi 31 Maggio 1830;
4) Emi et Rmi D. Card. Gravina 28 dicembre 1825;
5) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Ferrarien. ;
6) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Myrensis.
7) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Theodosiopol.
8) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Dyrachien.
9) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Neocesarea ;
10) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Pisarum;
11) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Ephesin. ;
12) Illmi et Rrni Archiepiscopi Niconiensis ;
13) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Philip;
14) Illmi et Rmi Archiepischopi Siponitini, et Vestani;
15) Illmi et Rmi D. Archiep, Episcopi Tiferni ;
16)Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Teatin;
17) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Episcopi S. Agatae Gotorum.
18) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Surrentini.
19)Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Corcyrensis.
20) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Camerinen.
21) Illmi et RmiD. Archiepiscopi Smirnensis
22) Illmi et Rmi D. Archiepiscopi Caesarensis.
23) Illmî et Rmi D. Episcopi Bugellen.
24) Illmi et Rmi D. Episcopi S. Severini.
25) Illmi et Rmi D. Episcopi Fulginaten.
26) Illmi et Rmi D. Episcopi Aletrin.
27) Illmi et Rmi D. Episcopi Gaditani.
28) Illmi et Rmi D. Episcopi Catacensis.
29) Illmi et Rmi D Episcopi Oropen.
30) Illmi et Rmi D. Episcopi Marsicen., et Potentin.
31) Illmi et Rmi D. Episcopi Oritan.
32) Illmi et Rmi D. Episcopi Civitatis Castellan., Hertan., et Gallesin.
33) Illmi et Rmi D. Episcopi Sussani.
34) Illmi et Rmi D. Episcopi Viterbien., et Tuscanen.
35) Illmi et Rmi D. Episcopi Massen.
36) Illmi et Rmi D. Episcopi Nursin.
37) Illmi et Rmi D.Epicopi Agathopolitani
38) Illmi et Rmi D. Episcopi Comacelensis
39) Illmi et Rmi D. Episcopi Neritonensis.
40) Illmi et Rmi D Episcopi Hieracensis.
41) Illmi et Rmi D. Episcopi Cervien.
42) Illmi et Rmi D. Episcopi Monopolitani.
43) Illmi e' Rmi L). Episcopi Verulan.
44) Illmi et Rmi D. Episcopi Illerdensis.
45) IIImi et Rmi D. Episcopi Cariaten.
46) Illmi et Rmi D. Episcopi Apuani.
47) Illmi et Rmi D. Episcopi Aretin.
48) Illmi et Rmi D Episcopi Tiferni. — Et num. XV.
49) Illmi et Rmi D. Episcopi Segnen.
50) Illmi et Rmi D. Episcopi Sutrien. et Nepien.
51) Illmi et Rmi D. Episcopi Lucerien.
52) Illmi et Rmi D. Episcopi Mileten.
53) Illmi et Rmi Ü.Episcopi Catacen. et n. XXVIIL
54) Illmi et Rmi D. Episcopi Cephaleditani.
55) Illmi et Rmi D. Episcopi Pactensis.
56) Illmi et Rmi D. Episcopi Oppiden.
57) Illmi et Rmi D. Episcopi Montis Alti.
58) Illmi et Rmi D. Episcopi Caputaquen.
59) Illmi et Rmi D. Episcopi S. Agatha Gothorum.
60) Illmi et Rmi D. Episcopi Marsorum.
61) Ilimi et Rmi D. Episcopi Lublinensis.
62) Illmi et Rmi D.  Episcopi Сissoviensis.
63) Illmi et Rmi D. Episcopi Dionisiensis.
64) Ulmi et Rmi D. Episcopi Segoniensis.
65) Illmi et Rmi P. Episcopi Zamen. et Vícarii  Apostolici Regnorum de Ava et Pegu.
66) Illmi et Rmi D. Episcopi Robbien.
67) Illmi et Rmi p. Episcopi Anglonen et Tursien,
68) Illmi et Rmî D. Episcopi Syracusarum.
69) Illmi et Rmi D. Episcopi Asculani.
70) Illmi et Rmi D. Episcopi Cupersani.
71) Illmi et Rmi D. Episcopi Rubensis, et Bituntin.
72) Illmi et Rmi D. Episcopi Lyciensis,
73) Illmi et Rmi D. Episcopi Leodiensis.
74) Illmi et Rmi D Episcopi Squillacen.
75) Illmi et Rmi D. Episcopi Maronen.
76) Illmi et Rmi D.Episcopi Albarracinensis,
77) IlImi et Rmi D.Episcopi Nucerien
78) Illmi et Rmi P. Episcopi Liuncen.
79) Illmi et Rmi D. Episcopi Nuscan.
80) Illmi et Rmi D. Episcopi Argentinensis.
81) Illmi et Rmi D. Episcopi Mildoniensis.
82) Illmi et Rmi D. Episcopi. Maroniensis, et Coadiutoris Aladensis in Hibernia.
83) lllmi et Rmi D. Episcopi Cinensis ei Vicarii Apostolici.
84) Rrmi et Rmi D. Episcopi Fulginaten qui successi tilli, qui fecit postulat. n. XXIV.
85) Illmi et Rmi D.Episcopi Assuritanii.
86) Illmi et Rmi D. Episcopi Amerini.
87) Illmi et Rmi D. Epiicopi Assisiensis.
88) Rmorum Vicarii Capitularis Sedevacante Archidiaec. Amalphitanae in Regno Neap.
89) Vicariorum generalium. Diœc. Ruthenensis in Galliis pro Episcopo absente.
90) Vícarii Capitularis Liparensis Ecclesioe in Sicilia.
91) Generalis, et Procuratoris generalis Religionis Scholarum Piarum.
92) Generalis Clericorum Regul. Ordinis S. Cajetani.
93) Gengralis Ordinis S. Hieronymi Congreg. Pisanae.
94) Generalis Ordinis Fr. Excalceatorum ß. M. de Monte Carmelo Congreg. Italiae.
95) Procuratoris generalis Ordinis SS. Rcdempioris.
96) Vícarii Generaliis Ordinis S Francisci de Paula Provincia Italiae.
97) Praepositi Generalis Clericorum Regularium S.Pauli
98) Vicarii Generalis Congregationis Clericorurum Secularium Doctrinae Christianae.
99) Vicarii et Procuratoris Generalis Clericorum Regul. Ministrantium lnfirmis.
100) Procuratoris Generalis Congreg.Piorum Operarium.
101) Ministri Generalis Ordinis Minorurn S. Francisco Conventualium.
102) Pro - Vicarii Generalis Ordinis Praedicatorum.
103) Vicarii Generalis Ordinis Cappuccinorum.
104) Vicarii Geperalis Ordinis Carmelitanum Calceatorum.
105) Vicarii Generalis Minorum Qbservantium et Reformatorum S. Francisci.
106) Vicarii Generalis Ordinis Eremitarum S. Augustini.
107) Cominissarii et Procuratoris Generalis Ordinis Eremitarurn Discalceatorum S. Augustini.
108) Abbatis Visitatoris cum Vicario Proc. Generali Monachorum Camaldulensium.
109) Procuratoris Generalis Eremitarum Camalduniensum Etruriae.
110) Generalis Tertii Ordinis S. Francisci.
111) Abbatis et Praesidis Generalis Sacri Ordinis Cistenciensis.
112) Abbatis Regalis Monasterii S. Susannae ex Ordine Cisterciensi, et Familia Trappensium in Hispania.
113) D. Benedicti Procuratoris Monachorum S. Basilii.
114) Propositi Generalis Congreg. Clericorum Excalceat. SS.mae Crucis et Passionis D. N. Jesu Christi.
115) Vicarii Generalis Ordinis S. Antonii Abbatis Armenorum.
116) Procuratoris Generalis Carmelitarum Discale. Congreg. Hispanae.
117) Procuratoris Generalis Ordinis Excalceatorum SSmae Trinitatis Familiae Hispanae.
118) Procuratoris Generalis universi Ordinis SS.ma Trinitatis Redemptionis Captivorum , et Ministri Collegii de Urbe ejusdem Ordinis provincise Castellae.
119) Procuratoris Generalis Ordinis Minorurn pro Ultramontana Familia.
120) Aloysii Belluccetti, Canonici Lateranensis.
121) Venantii Zarlatti, Vicarii Curali Lateranensis.
122) Hannibalis Canonici Righi Vicarii perpetui…Sacrosanctae Basilicae Callistino Julia ad Fotnem Olei.
123) Fr.  Gasparis Sorrentino, Parochi S. Andrea de Frattia.
124) Fr. Joannis Meron, Parochi S. Adriani in Foro Romano.
125) Fr. Salvatoris Pallares, Guardiani Convenuts SS Quadraginta Martyrum ac S. Paschalis in Trastiberim.
126) Fr. Cherubini de Airentio Ordinis Minorum Regul. Obsev. Lectoris Jubilati humillima cum caeteris exposcentis.
127) Sanctimonialum V.M. Monasterii Septem Angelorum Panormi.

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È la prima volta che nella storia della Chiesa, ben sei cause apostoliche, sottoscritte peraltro da quasi duecento tra Cardinali, Vescovi, Arcivescovi, Sacerdoti, Capi di Ordini, provenienti da tutto l’ orbe cattolico, non siano riuscite a impetrare dal Soglio di Pietro la Restaurazione di un culto, interprete di migliaia di miracoli ed eventi straordinari. Eppure tale movimento di popolo per la restaurazione di questa devozione deve essere stato davvero eccezionale visto l’alto numero dei postulatori. Evidentemente si scorge nella negazione del culto un’attività demoniaca molto chiara, la quale ha voluto proditoriamente oscurare una devozione, che qualora fosse nuovamente celebrata certo costituirebbe un aiuto straordinario per tutti i fedeli cattolici. Ed allora parafrasando le parole di Nostro Signore, possiamo verosimilmente affermare che in questo caso le orde sataniche “praevalebunt”.