Il BEATO AMADEO E I SETTE ARCANGELI NELL' APOCALYPSIS NOVA (passi scelti delle 8 estasi)

Confessore del papa Sisto IV ,  Amodeo o Amadeo  fu asceta di origine portoghese, fratello di Santa Beatrice Menezes, s’inserì a pieno titolo in un movimento di riforma del cattolicesimo, e le sue visioni e estasi mistiche sono drammaticamente tese alla venuta di un futuro Pastore (rapto III e IV) che avrebbe unito le varie confessioni cristiane, sconfitti gli errori dottrinali e aperto una nuova era di pace e speranza. Le otto estasi furono da lui scritte dopo essere stato tratto in rapimento dall’arcangelo Gabriele, all’interno di una specola in San Pietro a Montorio, a Roma. Qui il Nunzio celeste per eccellenza gli rivelò informazioni straordinarie su quello che nell’Apocalisse di San Giovanni rimaneva implicito andando a rivelare i nomi dei Sette Santi Assistenti degli angeli. Le cronache francescane parlano di questo uomo come di un santo, per visioni, miracoli e profezie, e danno per valide le sue visioni. Nonostante l’opera sia stata posta sotto l’attenta indagine delle autorità ecclesiastiche e di tentativi da parte della moderna scienza letteraria di scoprirne i meccanismi di creazione, allo stato nessuno è riuscito ancora a districare il mistero della sua realizzazione. Ma interpreti, teologi, esegeti e intellettuali non devono perdere tempo in inutili tentativi, poiché sicuramente la fonte che ha dato origine alla Nuova Apocalisse è la medesima che promosse la formazione della “Mistica Città di Dio” della Venerabile Maria d’Agreda, e di questo se ne può trovare traccia solo ricorrendo all’immagine delle tre gocce di Sangue con cui fu formato il corpo terrestre del Creatore nel seno della Vergine, episodio davvero singolare che non poteva essere oggetto di invenzione. Inoltre, la medesima rivelazione sarà comunicata nuovamente al futuro pastore al quale, dunque, verranno nuovamente comunicati i nomi dei Sette Angeli, e questa volta saranno definitivamente riconosciuti, per il fatto che egli, ripresa in mano l’opera dell’Amadeo avrà la esatta chiave interpretativa del racconto. Siamo dunque di fronte ad uno scritto di passaggio, in attesta che il futuro pastore si riveli al mondo. Elenchiamo ora tutte le parti del testo che si riferiscono ai Sette Angeli in modo specifico. Informiamo il lettore che tuttavia, la traduzione dei passi è risultata molto ardua; il lettore dunque l’accolga con benigna accettazione.


a) Significativi alcuni stralci tratti dalla PRIMA ESTASI - La Prima Rivelazione dell’Angelo Gabriele

Così il Santo Gabriele disse a me che lo ammiravo: “Non meravigliarti,tutti noi Angeli e voi uomini, siamo concittadini della stessa patria, sebbene non tutti gli uomini siano maggiori di ogni Angelo, nè tutti gli Angeli siano maggiori di ogni uomo. Ebbene alcuni del vostro genere sono maggiori di ogni Angelo: come quel Re fatto uomo e la Regina Sua Madre. Alcuni del vostro genere, dei quali si dice: [vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribú, popoli e lingue Apocalisse 7:9-10 ], sono minori di ogni Angelo. Altri sono frammisti con noi: “Siamo i Sette Angeli che veneriamo la Genitrice del Nostro Dio. Superiamo tutti gli altri del vostro genere. Poiché ciò, dunque, non è noto presso di voi, comprendilo e scrivilo affinchè il pastore che verrà possa promulgarlo su tutta la terra. Allora io dissi, signore: Chi sono quei Sette Spiriti maggiori di tutti? Rispose: i sei che vedi in alto, se li sommerai a me, saremo sette. E io gli risposi: signore quali sono i vostri nomi? Il primo che vedi qui è Michele, rispetto al quale nessuno né degli uomini né degli Angeli è più degno, lui è lo stesso che lottò con il grande dragone e lo sconfisse e io Gabriele sono il secondo. Raffaele mi segue e Uriele segue Raffaele e altri a lui. Allora io dissi: dunque né Giovanni Battista nè qualcuno di quegli Apostoli è paragonabile a voi? E quegli: “fu sufficiente e assai più preferibile che il Signore Padre del nostro genere si facesse uomo e non prendesse alcuno di noi; fu sufficiente che la Genitrice di quel nostro Re vero Dio e insieme uomo, fosse preferita a tutti quanti gli Angeli , cosa che disse certamente qualcuno di questi che sono presenti qui” e indicava il Beato Geronimo. Riguardo a nessuno degli altri Santi è lecito credere che sia innalzato sopra i meriti di ogni Angelo e Arcangelo, non dovendo intendersi con il nome di Arcangelo il secondo coro che sale verso l’alto ma tutti coloro che sono chiamati Angeli Superiori: tuttavia quella sentenza non fu impressa negli ecclesiastici: Infatti oggi voi continuate a preporre i Santi uomini a tutti noi Angeli. E io dissi: “mio signore, io ho sempre creduto che il mio venerabile padre San Francesco d’Assisi fosse maggiore di tutti gli Angeli. E la contesa fu su chi fosse maggiore, Francesco o Giovanni Battista o Pietro Apostolo!”. Gabriele rispose: “grande è quell’uomo, volgi l’attenzione al lato destro e lo vedrai”. Mi voltai e tra gli apostoli e moltissimi altri lo vidi. E dissi: “mio signore, non sono dodici gli apostoli o sedici includendo Paolo, Barnaba, Marco e Luca? Io invece vedo tra costoro moltissimi altri”. Rispose: “non hai forse ascoltato nel Vangelo voi che lasciate tutto per seguirmi, siederete su dodici, cento mille seggi, e tutti così sarete così come furono quelli che allora dissero: Ecco abbiamo lasciato tutte le cose  e ti abbiamo seguito?”.  Dopo pertanto tremante e nello stesso tempo lieto, ho adorato il Re Signore Nostro e la Regina con entrambi i ginocchi con il più grande rispetto, il che feci in fretta come vidi lo stesso. Allora disse l’Angelo: “Poiché parli con un Angelo, parliamo degli Angeli. Ascolta la rivelazione sulla nostra creazione”. Allora io “ascolterò, mio signore, se sarà piaciuto parlarne”.


b) Significativi altri stralci tratti dalla Seconda Estasi- La Terza Rivelazione dell’Angelo Gabriele

Fui rapito in estasi in un altro giorno e mi trovai nella ruota dei Santi che in schiere stanno davanti a Dio e l’Angelo Gabriele mi si avvicinò e mi disse: “Non temere, infatti, hai trovato la grazia di Dio, e tutti questi ti amano. Hai fatto bene a scrivere quelle cose che già ti avevo detto. Ma dimmi se qualche cosa ti fa dubitare nella Scrittura e ti darò spiegazioni, poiché avverrà che tutte le genti sappiano questo”. Io gli dissi: “ Su che cosa posso dubitare io che non so nulla? Tuttavia tantissime volte pensai tra me come alcuni di voi peccarono: in quale modo hanno potuto ribellarsi a Dio, donde si sia introdotta una così grande presunzione”.  L’Angelo disse: “ Anche questo è ignoto agli uomini: voi, dite, gli Angeli peccarono e dite il vero: ma ignorate perché e in che modo, te lo dirò io, scrivilo e conserva queste cose scritte, affinchè il pastore sappia che cosà dovrà insegnare al suo popolo. Noi Angeli  non fummo tutti messaggeri in piccoli e brevi periodi, come voi credete, ma in tempi molto lunghi. Conoscevamo Dio con distinta conoscenza, mediante una immagine impressa dello Stesso dal principio dentro di noi sebbene non Lo vedevamo con concetto di Lui nella immagine (medesima). Beati eravamo, poichè non lo conoscevamo in Se Stesso, ma attraverso la medesima conoscenza, attraverso di Lui conoscevamo ogni altra cosa, non dunque come pensano gli uomini, avevamo immagini delle cose o più numerose o più poche, ma tutte, in una sola immagine di Dio, e così intendevamo Lui Stesso e tutte le altre cose . Eravamo tutti nella grazia di Lui Stesso e Lo servivamo. Dio Nostro Creatore, dunque, per metterci alla prova e per dichiarare noi “buoni” agli altri, per esaltare gli umili e umiliare i superbi, ascolta una cosa tanto meravigliosa, ci apparve nella forma di un tale uomo che poi avrebbe assunto a Sè, e noi intuimmo la forma in cui ci appariva e sapevamo che quella non fosse la sua forma. Allora ci disse: “Prestatemi ascolto, miei Angeli, e ascoltate le cose che vi dico. Forse conoscete chi sono Io? Forse conoscete la mia forma e la natura nella quale vi appaio?”. Noi dicemmo: “Conosciamo che tu sei Dio, Nostro Creatore! Conosciamo anche che quella forma era la forma dell’uomo che non è ancora stato creato, e ci meravigliamo di una così meravigliosa commistione e di una così ammirabile associazione, ma non comprendiamo cosa questa manifestazione voglia per sé. Disse allora Dio: “ Affinchè sappiate e comprendiate che io ho deciso e con grande decisione ho confermato, di volere assumere la natura dell’uomo, e voglio che quest’ uomo sia concepito nel grembo di una donna e che nasca da lei. E aprì la nostra mente, affinchè ci anticipasse quelle cose che diceva, ma ci meravigliavamo perché volesse fare ciò. Aggiunse: “Io sarò uomo e l’uomo sarà Dio, e se sarà Dio, allora sarà dunque anche vostro Signore, vostro Re e vostro Principe e voi tutti vi sottometterete alla Sua potestà.  Lo venererete e lo adorerete come me , perché Lo Stesso ed Io saremo una sola Persona, saremo adorati da voi con una sola adorazione. Anteporrò a tutti voi anche quella Donna, che ho scelto come Madre: sarà la vostra Regina, La onorerete e La venererete come Genitrice di Dio e del Vostro Signore. Questo Voglio, Questo Comando, Questo vi Ordino. A coloro che abbiano fatto queste cose e abbiano desiderato obbedire mostrerò il Mio volto e si rallegreranno al mio aspetto nel quale è in eterno il bene di ogni bene. Coloro che però non abbiano voluto obbedire a questo decreto, precipiteranno da questo luogo verso un luogo delle tenebre, nelle nebbie e nelle caligini. E non otterranno quei doni dei quali godranno ulteriormente quelli di voi (che obbediranno), ma saranno privati della Mia Grazia e saranno precipitati in un luogo nel quale non vorranno rimanere, anzi nel fondo dove sono ora aneleranno sempre alla grazia, la brameranno senza poterla avere mai. Dette queste cose quella visione disparve. C’erano allora con noi molti nobilissimi Spiriti tra i quali vene era uno principale che voi chiamate lucifero, e questo per primo cominciò a parlare agli altri dicendo: “Che cosa vi pare, fratelli miei? Che non siano forse giusti gli ordini di Dio Nostro? Sapete che cosa sia l’uomo, che cosa sia la donna. Non siamo noi di gran lunga più degni di quelli? Forse la nostra stirpe non supera di gran lunga quella del genere umano?  Poiché volle assoggettare tutti noi a un uomo piuttosto che ad uno dei nostri? Ecco che voi vedeste Michele che è grande, ecco Gabriele e me che sono degno. Non volle assumere uno di noi, non volle concedere a qualcuno di noi questa somma dignità. Io la vorrei. Io bramo di essere Dio, sono molto maggiore di un uomo, voglio che un uomo mi adori, non che io adori un uomo. Non consentirò mai, non adorerò mai, non riterrò mai giusto un tale mandato, né amerò mai alcuno di quelli che pensano diversamente, questa sentenza è la mia sentenza, questo il mio parere, questo il mio decreto. Allora Michele per primo, poi io e moltissimi altri così gli rispondiamo: “ Sei degno o lucifero e sei grande, sei ricco e potente. Ma Dio senza il quale non esisteremmo, infatti, è molto più degno, molto più grande, molto più ricco, molto più potente di te e di tutti noi. Non è lecito pronunciare un decreto contro il Suo decreto, nè una decisione contro la sua decisione, né una sentenza contro la Sua sentenza. Si sforza di compiere cose impossibili chiunque tenta qualcosa contro di Lui. È Dio, è il Signore. Il suo volere è gustissimo e rettissimo e l’Onnipotente non può errare, può fare qualunque cosa vuole. Giudicare e discernere i decreti di Lui è vano e superfluo. Umiliamoci, sottomettiamoci a Lui, non solo all’uomo, ma anche al legno e alla pietra se Lui stesso ce lo abbia comandato, se Lui stesso lo abbia voluto. Sono infatti da stimarsi giuste tutte le cose che a Lui stesso aggradano. Quell’opera pia e buona che Lui stesso vuole. Non potremmo esistere se lui non volesse. che cosa mi sottrae, se non mi arreca ciò che comporta alcun obbligo? Che cosa possediamo che non sia dato e concesso da Lui Stesso? Invidiare è non poter vedere il bene altrui. Cosa potremmo avere se Lui non volesse? Sono certo che in Lui non possa incorrere né un errore né un’ingiustizia, qualunque cosa faccia è bene. Dolersi del bene è cosa iniqua. Calmati o lucifero, umiliati, sii sottomesso al tuo Dio. Ma lucifero, pieno di livore, di invidia, di odio e di presunzione cominciò a replicare alle cose dette da lui cose simili - che Dio fosse ingiusto e iniquo -, mentre protestava non volendo acconsentire ai nostri consigli, ed anche contro di noi si sforzò di effondere l’odio e la sua ira. Fatta dunque anche una indagine sul perché Dio volle tanto esaltare un uomo, molti fra gli Angeli lo seguirono ed aderirono al suo parere ma, tuttavia, più numerosi persistettero con noi, sicchè alcuni propendevano per una ragione ed altri per un’altra e la confutavano. Noi, irremovibili nell’amore e nell’obbedienza , dicevamo: A noi è sufficiente conoscere che Lui Stesso voglia ciò e non possa volere se non cose buone e giuste. Adoriamo il Dio fatto uomo, veneriamo la Sua Genitrice!. Sorse dunque fra gli abitanti del Cielo una violenta tempesta, e un assiduo conflitto, uno scontro prolungato;  durò non per un breve tempo e tuttavia ancora il tempo non esisteva. Moltissimi tra essi dicevano: “Dove sono le nebbie? Dove l’oscurità? Dove è quel luogo nel quale Dio minaccia di rinchiuderci? Dio invece esortava in molti punti lucifero affinchè desistesse dalla cattiva impresa, attese la sua conversione, infatti ben poteva prima della caduta pentirsi, ma non lo volle, quantunque sapesse che Dio non possa sbagliarsi o agireingiustamente. Tuttavia a tal punto arse nella presunzione di sé e nell’odio e nell’invidia contro l’uomo che, pur vedendo le cose buone e giuste e volle seguire le cose malvage. Bramò di essere come Dio  nello stesso modo nel quale ora l’uomo  è Dio, vedeva ciò possibile e quasi più razionale poiché si riteneva più degno dell’uomo ed anche più degno per natura. Non gli piacque che Dio anteponesse l’uomo a sé e così lo anteponesse da renderlo lui stesso Signore. Questa è quella invidia per mezzo della quale la morte entrò nel genere umano e nel mondo. Ma Dio vedendo che tanta perversione e malvagità si trovassero tra i Suoi Angeli, parlò a noi dicendo: “riunitevi tutti in un solo amore, in una sola obbedienza e in una sola sottomossione, sarete tutti miei figli se non avrete disprezzato i miei comandi. Ho atteso la conversione di quelli che ora mi sono contrari. Non resta ora se non la sentenza di Dio e cioè il premio eterno per gli obbedienti e il supplizio perpetuo certo per i trasgressori. Ecco ormai ho deciso di creare l’uomo e per la vita dello stesso sono sul punto di creare molte altre cose, e ci disse: “ Interrogate lucifero e i suoi compagni. Se vogliono ritornare a me li accoglierò, ma al contrario, una volta creato il mondo li respingerò da me definitivamente  e li caccerò nei luoghi delle caligini e delle tenebre. Allora Michele e io parlammo con quelli, ma a nulla valse la nostra persuasione. Si destò una grande battaglia tra noi e quelli. E Dio disse: “Sia fatta la luce, cioè il sole come già ti abbiamo detto, e fu creato il sole e i Cieli , tanto a te già nominati, e la terra e gli elementi nello stesso giorno, durante il quale il giorno e la notte furono divisi, e anche noi fummo divisi, infatti essi (i disobbedienti) furono scagliati via in questa atmosfera densa di caligine, da Michele e ognuno di noi che li combattevamo, mentre Dio ci favoriva. Questa fu la presunzione, questa l’invidia, questo il disprezzo degli ordini di Dio, e dunque gli spiriti furono divisi: i buoni da quelli maligni come la luce fu divisa dalle tenebre. I Buoni furono fatti per il giorno e luce perpetua, i malvagi per la notte e le tenebre e le nebbie eterne non perché avessero mutato natura, ma perché pieni di cattive, tetre e disgustose opere,  furono immersi in una dimensione di tenebre. Create dunque tutte le altre cose a causa dell’uomo da noi Angeli che restammo assistenti e astanti, Dio Padre nel rivolgersi a Suo Figlio che è il Suo Verbo e la Sua Immagine ed anche allo Spirito Santo, ci disse: “Le Nostre opere sono tali che uno solo senza l’altro in nessun modo possa operare. Noi Tre siamo infatti Uno e abbiamo fatto tutte le cose necessarie a questo mondo. Creiamo dunque l’uomo a immagine e somiglianza nostra, che sia a capo di tutti gli esseri a lui inferiori, del quale, O Angeli Miei, ormai vi ho mostrato il modello, perché questo Figlio Mio assumerà nel tempo preordinato una tale natura, ma voglio anche che voi facciate alcuni benefici verso questo vostro fratello affinchè lui stesso vi ami come suoi benefattori e voi amiate lui stesso come steste amando la medesima opera tratta dalle vostre mani. Modellate il suo corpo e qualunque cosa voi potete fare, fatelo. Quelle cose che voi non potrete fare, le porteremo  a termine con la nostra immensa potenza. Allora noi tutti, dal maggiore fino al più piccolo gioimmo, desiderando la compagnia umana e tutti concordemente volevamo obbedire agli ordini di Dio e chiunque desiderava essere primo. Michele che è prima di me e che combattè con il drago lucifero, sebbene anche tutti avevamo combattuto, pregava affinchè Dio mandasse lui stesso a portare a termine questa opera, similmente anche io e altri di noi, ciascuno si offriva a compiere i comandi. E Dio disse: “ tre escano da ciascun Coro che facciano questo a nome di tutti voi. Pertanto dal Nostro Coro uscirono Raffaele, Sealtiele e Uriele e così da ciascun Coro inferiore ne uscirono tre nel nome di tutti e modellarono quel corpo dal fango della terra con l’aiuto di Dio dove veniva meno la capacità della creatura. Questo corpo fu creato e plasmato molto bello e ben ordinato sia negli organi che in tutte le membra e di costituzione ben disposta. Solo la Carne del Verbo e della Madre Sua fu più eccellente di quel corpo così formato, perché la carne di uno di essi è carne dell’altro: e a tutti gli organi, con il soccorso di Dio, e mentre confluivano seconde cause, Dio solo aggiunse il soffio vitale poiché nessuna creatura poteva giovaro allo stesso in tal senso: poiché allora creò un'anima molto nobile e istruita di ogni conoscenza e l’unì a quel corpo già fatto da noi. Non devi credere dunque che quell’anima sia stata creata contemporaneamente a noi, o contemporaneamente con il sole e la luna, bensì soltanto dopo la plasmazione del corpo e non appena infusa come fu infusa subito decorata di ogni conoscenza. Lo stesso Adamo si presentò sin da subito come uomo di perfetta età, non fu opera di nessun altro maestro se non Dio, subito conobbe Dio, e gli rendeva grazie e conosceva ogni cosa creata secondo la sua propria specie, e venivano  perfettamente presso di lui tutte le bestie e gli animali ecome potevano lo acclamavano come loro signore . Allora Adamo conoscendo che da lui sarebbero progredite tutte le genti e considerando che all’uomo la parola è molto necessaria, impose  nomi a tutte le cose che sono nei Cieli e negli elementi e agli stessi cieli e ai medesimi elementi e ordinò il modo con il quale ciascuno potesse esprimere all’altro le cose a lui note. Infine, dopo qualche tempo, assicurata a lui quasi che l’obbedienza di tutti gli animali, Dio comandò che associassimo lo stesso uomo, fino al paradiso del piacere, dove una volta formata la donna, come ci è noto dalla Sacra Scrittura, essa uscisse da Adamo. Lui stesso vedendo la giovane quasi della sua  stassa età e del medesimo aspetto disse: [Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne Genesi 2,22-23].  E poiché la sua anima era stata creata assieme a lui, con ogni intelligenza, infatti, così come avvenuto per lo stesso Adamo, comprese subito il significato di quelle parole e di tutte le altre in un tempo piccolo e quasi minimo e parlavano  vicendevolmente con un discorso non così naturale come ritengono la maggior parte degli uomini rozzi, ma con un discorso ben compreso dallo stesso uomo, talvolta con l’introduzione di qualche altro ragionamento talvolta genuinamente per il mero diletto. Il quale era stato molto tempo solo nel parlare. sulla terra.

Una volta comprese queste cose assai mirabili, dissi io: “ Mio signore, ho udito la tua voce veramente ammiravole,  ma  mi si presentano certe cose ambigue , se ti fa piacere di spiegarmele, dal che in vero ti ringrazierò. Allora quello: “Tu hai meritato di trascrivere e conservare queste cose, affinchè siano note al pastore scelto da Dio, al quale siano note anche in altro modo”. Allora io: “ Se dunque anche in altro modo gli saranno note, perché è necessario che io le scriva?”. Rispose a queste parole: “ Affinchè di nascosto, si diffonda per prima cosa la fama del libro ai molti, fin quando, infatti, non sia venuto colui che già viene e appaia più degno nei paramenti (ornamenti). Ma tu puoi imparare le cose di cui dubiti. Dissi: “Queste sono, o mitissimo Angelo di Dio, le cose che voglio sapere:  Mi hai detto prima che solo sette fra voi assistono Dio così come ne hai nominato soltanto tre o  quattro di loro; non hai però insegnato i nomi degli altri,  per mia spirituale consolazione. Oh se si possano conoscere in modo manifesto per mia spirituale consolazione! Sembra infatti che tutti assistano Dio, mentre prima avevi detto che solo sette Lo assistono. (…). Gabriele parlò dicendo: Sette fra noi assistono più vicino di chiunque altro, come anche è stato deciso che nel futuro sette assistano al di sopra degli altri. Sebbene tutti, assistono continuamente, perché tutti vegliano senza sosta. Non ho enumerato i sette nomi di quelli. Ora apprendili: Michele è il primo, io il secondo, Raffaele mi segue, A Raffaele segue Uriele, Sealtiele poi ad Uriele, allo stesso Geudiele, il Settimo è Barachiele.


c) Significativi stralci tratti dalla QUARTA ESTASI:

L’uomo glorificato anche nel corpo, può infatti mangiare se vuole. E infatti Cristo Signore, dopo la sua resurrezione mangiò veramente e non solo in apparenza, come quel mio compagno” e indicava l’Angelo Raffaele “il quale non lui in persona, ma mediante un suo inviato, accompagnò Tobiolo, figlio di Tobia”, e mostrava  se stesso mentre prendesse del cibo, sebbene non mangiasse. Non infatti quel Raffaele si recò da Tobia, ma destinò un Angelo dell’ultimo Coro, in sua vece. Così come quell’Angelo, che, con il nome di Michele (poiché era del suo gruppo) apparve sul monte Gargano e in altri luoghi, e chiamava se stesso Michele.Lo stesso Michele, in persona, non viene inviato se non per l’aiuto e la salvezza di tutto il popolo. Lo stesso infatti è il primo di tutti noi, io lo seguo, noi né per natura, né per Coro o Gerarchia siamo divisi. Io sono il secondo Serafino, lui è il primo che è a tal punto nobile che non può essere più nobile di quanto è. Lucifero fu della nostra medesima specie, per questo motivo da voi è detto “supremo”, poiché fu della suprema specie che possa esser creata dal nostro Dio del quale hai udito in altri luoghi. Michele, di conseguenza, non fu reso Principe di tutti gli Angeli da un Coro inferiore: - come alcuni sciocchi tra i vostri uomini reputano -  ma è infatti il primo  poiché nella prima specie, che può essere creata fu creato primo individuo di quella. Infatti nelle suddivisioni, come non pochi di voi opinano, non vi è un procedere all’infinito. La prima specie che può essere creata, è creata e il primo Angelo è creato. Quella non può essere creata maggiore. I vostri dottori dunque, i quali dicono a qualunque bene dato per finito può esser dato di più,non dicono bene, poiché (non) può essere immaginato di più di ciò che non si può fare o dare.


d) Significativi stralci tratti dalla QUINTA ESTASI

- DALL’INCIPIT:

Trascorsi ancora poco più di quindici giorni mentre pregavo nella mia  grotta, fui rapito in quel Cielo Santissimo dove ho adorato il Re dei Re e la Regina di tutti, e prestato reverenza ai Santi Angeli e alle anime Beate, le quali tutte, con soave armonia, sembravano glorificare il Dio Uno e Trino, esclamando a gran voce, giorno e notte:  “Santo Santo Santo, il Signore Dio Nostro Eterno e Onnipotente, Che è, che sempre è stato e che sempre sarà. Sia Benedetto il nome della sua Maestà e benedetta sia qualla umanità, quella carne e quell’anima così congiunta” e gli Angeli, dopo quelle parole, continuavano così a cantare:

“Poiché se Dio non fosse divenuto uomo, non avremmo avuto gli uomini come nostri concittadini.

Benediciamo il Padre, il Figlio con lo Spirito Santo, e lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Benedetta sia quella carne preziosa che assunse dalla Vergine Gloriosa;

Benedetta sia quell’umanità del Dio Nostro, dei cui meriti è fatto argomento del regno nostro;

Poiché se Dio non fosse stato uomo, in nessun modo avremmo avuto gli uomini come nostri concittadini;

Che gli stessi apprezziamo tanto quanto noi stessi, e li amiamo tanto quanto fratelli nostri;

Infatti seppur siano per natura di poco inferiori a noi, per grazia e beatitudine ci sono uguali;

Qualunque cosa noi possiamo vedere anche loro stessi possono vederla;

Qualunque cosa noi siamo capaci di amare, anche loro sono capaci di amare;

Tu sei Dio in cui è la nostra felicità, Tu Stesso sei anche la Beatitudine degli uomini;

La vista non differisce dalla visione, né il fruire dalla sua fruizione;

La beatitudine nostra è del medesimo tipo degli uomini, nondimeno lo è l’intensità di questi quanto di quelli;

Alcuni uomini sono scoperti più beati degli Angeli e alcuni Angeli lo sono più degli uomini;

Beatissimo è quell’Uomo, che tu Dio hai assunto

Dopo di Lui c’è la tua Genitrice, dopo di Lei ci sono i Sette Angeli

Altri seguono  frammisti, alcuni sono maggiori, altri uguali o minori

Siamo resi una sola popolazione, costituita dagli uomini e dagli Angeli

Lucifero cadde assiame ai suoi presuntuosi seguaci, Dio li ha sostituiti con gli uomini

Non perché gli uomini non lo sarebbero qualora gli stessi fossero rimasti , ma perché non avevano preso possesso delle loro sedi;

Dio vide la caduta degli Angeli e aggiunse (al loro posto) il numero degli uomini beati;

Benedetto sia quell’Uomo – Dio, cui noi, dal principio, abbiamo obbedito;

Il Quale Lucifero si è sdegnato di adorare e sprofondò così nella parte più infima del Cielo;

Benedetta sia quella Santa Genitrice, che ci ha mostrato un Tale Re;

Benedetti sono tutti gli uomini dal Signore, il quale fece il Cielo e la Terra;

Benediciamo il Padre, il Figlio con lo Spirito Santo, e lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli

Questo inno, gli Angeli cantavano mentre io facevo ivi ingresso, e le anime dei Beati, dal primo all’ultimo versetto erano in armonia con essi e quindi così cantavano:

Benediciamo il Padre, il Figlio con lo Spirito Santo, e lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli

Benedetti siano tutti gli Spiriti Celesti che furono obbedienti alla Santa Trinità;

Benedetto sia il principe Michele, primo tra tutte le creature, che con il fortissimo Gabriele scagliò nell’inferno tutti i nostri avversari;

E benedetto sia lo stesso Gabriele con Raffaele e Uriele, che continuamente non cessano di procurare la nostra salvezza;

Benedetti siano tutti gli Spiriti Angelici che  adorano l’ Uomo Dio e sono venerati;

Che ci hanno condotti nella loro comunità e ci amano e ci accolgono come  loro fratelli;

Che ci proteggono dai demoni e ci custodiscono da ogni male;

Quelli non solo adorano tutti Cristo Signore ma anche Sua Madre;

Non rifiutano di essere vicini a noi uomini, né disdegnano che coloro che gli sono inferiori , siano loro preferiti;

Si rallegrano e gioiscono dei nostri beni, si dolgono e si rattristano dei nostri mali;

L’eccelso Signore volse loro il suo sguardo, il quale considera le cose umili sia in Cielo e Terra.

Benediciamo il Dio del Cielo e gloriafichiamoLo assieme a tutti gli angeli

Benediciamo il Padre, il Figlio con lo Spirito Santo, e lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli

Questo versetto tutti gli Angeli e gli uomini lo cantavano assieme, altri versi invece li cantavano alternandosi o solo gli Angeli e solo gli uomini

 

ANNUNCIAZIONE E RIVELAZIONE SULLA BATTAGLIA CELESTE

Ed Io, Gabriele, fui mandato da Dio con Geudiele e Barachiele e molti Angeli di ogni Coro, ma eravamo solo tre dei Sette Astanti. Io infatti, che manifesto "La Fortezza Di Dio", venivo come nunzio di Dio Padre; Geudiele che significa "Buon Consiglio", come  nunzio del Figlio di Dio che è solito esser detto Sapienza e Consiglio di Dio Padre; Barachiele veniva come nunzio dello Spirito Santo perché a Lui si attribuisce la benedizione di quella Persona. Poiché tuttavia indivisa e inseparabile è l’azione e l’opera di tutte quelle Persone, tutti fummo nunzii di tutta la Trinità. E poiché io ero il più importante ed il primo tra tutti coloro che furono inviati, - difatti sono assolutamente il primo  dopo Michele-per questo motivo l’evangelista Luca solo di me fece menzione. Io pertanto con quegli altri due principi e la grande moltitudine del sopraggiunto esercito celeste, fui [mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,  a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe  Lc 1,26-27] della casa di Davide così come lo era Maria, e Eleazaro, Heli e Gioacchino dalla parte di Maria, poiché Giuseppe era dalla casa di Eleazaro e Heli dell’altra secondo la legge, e di Giacobbe secondo generatione e il nome della vergine era Maria. Entrammo da lei quasi alla novissima ora del giorno poiché  negli ultimi giorni doveva avvenire l’Incarnazione e dapprima noi tre apparimmo a lei in una forma umana meravigliosa e splendidi mentre ci precedeva lo Spirito impetuoso e la luce riempì tutta quella stanzetta e io, con voce umana, dissi a Maria: [ Ave, piena di grazia, il Signore è con te, Tu sei benedetta tra le donne Lc 1,28].  La quale, mentre vedeva noi tre in viso e con la vesti splendenti e non aveva visto nessuno di noi dopo che si era unita in matrimonio, e neanche mai in forma umana, si spaventò per il pudore verginale e tremò, e nel suo cuore confrontava la profezia che aveva letto e il salmo che i sacerdoti avevano declamato durante il suo sposalizio e molte altre cose che di lei erano state dette nel tempio e meditava ogni singola parola della salutazione. Discorrendo la sua mente, appariva essere turbata da quella riflessione tanto quanto dai dubbi e dall’ansia. Allora io dissi: “ Non temere Maria e non essere agitata poiché hai evitato ogni male e sarai ornata su tutti dalla grazia di Dio e siccome hai pregato spesso affinchè avessi visto la Madre del Messia questa grazia hai ricevuto. Sei proprio tu quella benedetta tra tutte le donne che concepirai il Figlio e una volta decorsi nove mesi, alla fine del duecentosettantacinquesimo giorno, con grande gioia, a metà della notte che segue quel giorno, concepirai e chiamerai il suo nome Gesù, che sarà quel grande profeta che Dio avrà suscitato nel suo popolo, (e che) predisse a lungo, ed è il Figlio dell’Altissimo Dio Padre e sarà chiamato colui che Dio promise si sarebbe assiso sul trono di Davide suo padre secondo la carne, e regnerà nella casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. (…) Allora Maria apertamente conobbe di essere quella Vergine  eletta nel cui utero il Figlio di Dio aveva predisposto di assumere la carne umana e sebbene si giudicasse indegnissima tuttavia fu serena e la sua anima fu ricolma di una gioia inenarrabile, e poiché conosceva dall’insegnamento della Scrittura che ciò non dovesse avvenire prima del mezzo della notte, mentre allora era la sesta ora della notte, di nuovo cominciò a esporre a me cose che i vostri evangelisti non scrivono: “Dalle tue parole, o Angelo di Dio, comprendo che io concepirò e partorirò il Figlio Unigenito di Dio Padre e ho ben conosciuto che ciò sarà in questi tempi, ma molto mi meraviglio per quali meriti Dio mi abbia scelta! Ma allontano questa stessa meraviglia, perché so che sebbene nessuna sia degna di un così grande onore Dio può rendere degna qualunque fanciulla. Egli Stesso infatti, in primo luogo, rende degno, quindi esalta e in cambio dei meriti che Lui Stesso rende tali, pone a confronto i primi, ma ti prego perché mi dica, se voi Angeli avete conosciuto questo mistero ora, o prima, e (siccome so) che tu l’hai saputo prima, vorrei sapere quanto tempo prima e se tutti l’avete conosciuto o solo qualcuno di voi”. Allora io le ho manifestato in che modo Dio fin dal principio aveva svelato a noi di voler accogliere la natura umana nel ventre della stessa ed ordinato a noi tutti che adorassimo quel Dio uomo e a Lui fossimo sottoposti e non solo a sé, ma anche alla sua Genitrice che tosto sarai in futuro donde subitamente come avrai concepito, noi tutti che siamo qui e altri che verranno ti adoreranno e ti venereranno come loro Regina. Sarai infatti per sempre Regina degli Spiriti Celesti e Signora di tutti gli Angeli. Tutti abbiamo ricevuto da Dio questo ordine con il patto che se lo volessimo mantenere, saremmo stati confermati nella grazia e saremmo stati beati in eterno, se lo trascurassimo da allora in eterno saremmo dannati. Lucifero, vedendo una così grande dignità nell’uomo, lo invidiò perché fu troppo presuntuoso, amando tanto se stesso e volendo sottomettere a sé le altre cose, donde persuadeva tutti che tale regola non dovesse essere seguita, aggiungendo a pretesto che non fosse  giusta. Immediatamente infatti, come ebbe amato se stesso disordinatamente, peccò e già cominciò ad errare stimando ingiusto il precetto di Dio; e adottando tutti la sua opinione, questi amarono se stessi piuttosto che Dio, apparendo  loro parimenti ingiusto quell’ordine, e successivamente volle pervertire anche noi. Ma io, con questi miei fratelli, sotto il comando di Michele ci siamo opposti a lui e abbiamo cominciato ad accusarlo di presunzione, confermando tutto quello e santo e buono che piacesse alla volontà di nostro Signore che non può né errare, né ignorare, né volere in modo malvagio. “Se al Nostro Creatore piace, o Lucifero, che diventi uomo e non Angelo, deve piacere anche a noi , soprattutto perché Lui Stesso ordina che anche noi bramiamo così”. Lucifero e Belzebù e altri seguaci rispondevano invece: “Chiunque deve bramare il tutto per sé piuttosto che per un altro, come massimo bene più per sé deve desiderare; ma poiché questo dono è eccellentissimo,  lo dobbiamo desiderare piuttosto per noi che per l’uomo. Difatti si devono assicurare cose più degne ai più degni; e a noi che siam0 più degni di tutti gli uomini; deve dunque essere assicurato un dono degnissimo più che all’uomo. Non ordinò Dio così noi Angeli, è stabilì che per natura (essi) fossero più degni per meriti e per premio?. Da questo è dunque evidente che abbia ordinato ciò con giustizia, secondo cui che siano date ai più degni cose più degne. Perchè dunque attribuì cose più degne a un uomo così indegno? Se fa ciò con giustizia, dunque ordinò in modo ingiusto noi, ai quali, secondo capacità naturale concesse cose gratuite e se ciò dispose così con giustizia, ciò che si deve ammettere è che abbia fatto una cosa ingiusta nel rendere maggiore per grazia chi di gran lunga a noi è minore per natura. Non è lecito, o Michele, non è giusto o Gabriele; non è retto, o altri Angeli, che vi opponete ai miei ottimi ragionamenti che Dio voglia proporre a tutti noi l’uomo! Non sarebbe forse ingiusto se rendesse primo l’ultimo Coro e l’ultimo il primo. I ragionamenti sono così evidenti che non hanno bisogno di nessuna prova. Cosa rispondete? Al quale Michele e noi altri, che siamo qui, così rispondiamo: “Sembra o Lucifero, che i tuoi ragionamenti abbiano una qualche apparenza di verità ma molto ci meravigliamo che sembri negare ciò che è notissimo ad ogni intelletto; questo infatti,, è chiaro ad ogni intelletto che il primo e Sommo Intelletto non può errare e che la Prima, Somma, e Ottima Volontà non può volere male e in modo disordinato, perché come la negazione presuppone l’affermazione, e l’odio l’amore, e l’imperfetto il perfetto, così l’ignoranza e l’errore almeno in un altro presuppone la scienza. Se , dunque, Dio ignorasse qualche cosa o errasse verso qualcuno o volesse qualche cosa di male, presupporrebbe la scienza in un altro; e volere il bene in un altro più degno di lui e così riterrebbe eccellentissimo uno più eccellente di lui e degnissimo uno più degno, che ciò che è immutevole possa mutarsi  e ciò che è perfettissimo possa diventare più perfetto. E’ cosa sicura che Dio esiste per ciascuno ed è cosa manifesta che l’ottimo non possa volere male né essere sottoposto ad alcuna legge e poiché è buono da sé e necessario a se, non può diventare di sua natura cattivo e ingiusto; dunque qualunque cosa tu presumi, perché lo ritieni ingiusto se vuole rendere l’uomo più eccelso di noi? Anche se ciò ti sembra ingiusto, tuttavia non può essere ingiusto, a meno che tu non possa credere obliquo chi è dirittissimo. Ciascuno piuttosto, deve desiderare per sé il massimo bene, tale e tanto se la scelta sia stata tale per sua libera volontà, ma se Dio prescrive che desideri quello per un altro e non per sé, si deve obbedire a Dio, perché Lui stesso deve essere amato al di sopra di tutte le cose e perché a me conviene il bene e sebbene posso volere una piccola cosa per me, piuttosto che una cosa grande a un altro; quello tuttavia devo volere per Lui e non per me, e per questo, Colui che non è debitore di nessuno, vuole quella cosa per sé e non per me, anche gli uomini non sono minori di noi nelle potenze, infatti il nostro intelletto e il loro intelletto, la nostra volontà e  la loro volontà non sono diversi nella loro natura; sebbene contrapposta; e gli atti e le potenze provengono della medesima ragione.  La nostra natura è più nobile che la (natura) di quelli, non sono tuttavia quelle potenze tutte così più degne, donde abbiamo ricevuto questa dignità? Non forse da Dio? E con quale diritto? O con quale legge? Col solo beneplacito della sua volontà; pertanto Egli stesso non dà cose più degne agli indegni. Nessuno, infatti,  presso Dio è degno, se non colui che Egli stesso rende degno, col dare poi cose più degne rende più degni coloro ai quali le da. Sebbene dunque per natura siamo più degni degli uomini, tuttavia non siamo più degni per tale dono. Inoltre, infatti,  affinchè siano date senza ingiustizia cose degne ai più degni, è necessario che quelli siano più degni a riceverle e che colui che concede e garantisce queste cose,  sia tenuto a farlo dalla legge, dal diritto e dalla ragione, attribuendo a questo piuttosto che a quello. Colui invece che ci attribuì, gratuitamente, secondo natura, cose maggiori o minori, fece ciò spontaneamente e volontariamente, e se avesse agito in maniera diversa, lo stesso non sarebbe stato ingiusto. Né pienamente prepose a noi un semplice uomo, ma un uomo Dio.Allora il principe Belzebù disse: “Sappiamo bene che ci debba essere preposto un uomo Dio, ma la cosa di cui ci dogliamo è che assuma un uomo alla divinità e nessuno di noi. C’è un’altra cosa che sopportiamo mal volentieri; cioè che sta per preferire anche una certa donna, che non sarà Dio, a tutti noi e collocherà molti altri uomini eguali ad alcuni di noi, ed alcuni addirittura maggiori di noi. Queste cose sia che siano giuste sia ingiuste non ci piacciono in nessun modo; sebbene siano infatti, come voi volete, giuste, se ce le avesse conferite forse non le avrebbe conferite giustamente? Se dunque vuole qualunque cosa e  vuole giustamente, perché non ha voluto ciò che era più giusto?  Allora Raffaele soggiunge: “Non parlare più giustamente, forse Dio è obbligato piuttosto a te che a un uomo? O ignori che non è debitore di nessuno? Forse che il tuo Lucifero è più degno di un uomo? Ammetto che sia più nobile: nego invece che sia più degno per questo officio, quando infatti nulla è degno, nulla è infatti più degno. Preferisce quella Donna a tutti gli altri, perché sarà la Madre di Dio. Che faccia altri uguali, o superiori agli Angeli, nella misura in cui sarebbero stati uniti quelli a Dio e all’uomo, cosa toglie del tuo, se ha concesso questo privilegio all’uomo? Se l’uomo non fosse mai stato creato, che cosa sareste stati, se non ciò che siete, che cosa ricevereste, se non ciò che vi fu promesso? E’ cosa ingiusta dolersi del bene di un altro, soprattutto quando noi stessi non perdiamo nulla.

Lo stesso Geudiele  , che si interpreta Buon Consiglio di Dio ed è qui accanto a  me, aggiunse: “Grande è il nostro Dio, della cui sapienza non c’è quantità, la cui conoscenza e consiglio nessun altro conosce da se stesso, se non colui al quale Egli abbia voluto rivelarlo. Ditemi voi che vaneggiate  volendo conoscere queste cose: non riguarda forse la perfezione dell’universo, che si trovi in esso ogni possibile conbinazione? Questo non lo potete negare: d’altra parte i 3 Dio sono, la sostanza e l’accidente, la sostanza in vero è una sola incorporea e spirituale, pura come siamo noi Angeli; l’altra corporea, pura come le pietre e i pezzi di legno: e perché poteva esistere una sostanza in parte corporea e in parte incorporea come l’uomo; se Dio non avesse prodotto questa sostanza forse che non sarebbe mancato al mondo un grande perfezionamento e non era abbastanza che fosse stata distintamente tanto corporea quanto incorporea? Ma fu necessario che la creasse , la quale quale fosse nello stesso tempo corporea e incorporea, così che fu congruente che si potesse fare come si faccia , una cosa sola, che fosse Dio, sintesi di sostanza corporea e incorporea, affinchè si unissero tutte le cose e si congiungessero strettamente in una sola; infatti nell’uomo si congiungevano il corporeo con l’incorporeo e gli accidenti corporei erano uniti strettamente con gli accidenti incorporei e immateriali nell’uomo stesso. Restava soltanto questo che, cioè,  l’uomo si unisse a Dio e le proprietà dell’uomo si adattassero a Dio e le proprietà di Dio si adattassero all’uomo; e così una sola cosa diventasse per unione di tutte le cose, e in qualche modo ogni cosa si chiamasse Dio. E noi che chiamiamo Lui uomo, nel quale c’è l’essere, il vivere e il comprendere, nel quale c’è l’una e l’altra sostanza e vi sono gli uni e gli altri accidenti, lo chiameremo ogni cosa ; e perché anche l’uomo sarà Dio nel quale vi sono tutte le cose, in qualche modo tutte le cose saranno Dio, tutte saranno piene di Dio e Dio pieno di tutte e sebbene sia pieno di tutte le cose, perché tutte le cose in Lui stesso sono contenute e vivono e sono in modo più nobile che in se stesse, non tuttavia (lo erano) in quel modo, (ma) ora lo sono in Lui stesso, come se le cose stesse secondo la loro esistenza siano in Lui stesso, come saranno quando prenderanno su di Sé l’umanità. Non vi meravigliate dunque se assuma piuttosto la natura umana che la nostra natura: infatti, assumendo la natura umana; assume anche noi, perché l’anima dell’uomo è come la nostra. Se infatti avesse assunto uno di noi, a causa di ciò  non avrebbe assunto altri diversi per aspetto, a differenza di quel che avviene assumendo l’uomo. Non vi meravigliate, dunque, e non vi rattristate. Obbedite a Dio, obbedite all’uomo Dio, sottomettetevi alla sua volontà!”.

Lucifero di nuovo cominciò a parlare con arroganza: “Che mi giova se questa cosa sia più appropriata? Mi sarebbe bastato che avesse potuto assumere me e così io sarei stato Dio e ciò per me sarebbe stato meglio, più eccellente. Rifiuto di adorare un uomo. Sia Dio pure un uomo, ma non mi obblighi a riverire un uomo e a veberarlo. A lui Michele: “Se quell’uomo è Dio, non adorerai sia Dio che l’ uomo? Risponde Lucifero: “Io discernerò bene tra la natura divina e la natura umana; adorerò quella, rifiuterò questa”.  Michele di nuovo: “ sei certamente troppo superbo. Vuoi davverorespingere quell’uomo che è realmente Dio?  Rifletti o misero, riconosci il tuo Creatore!” Anche Uriele, nostro fratello disse: “Risplenda la luce di Dio in te; in che modo l’oro si è oscurato, come è potuto accadere che il Sole sia stato avvolto dalle tenebre? Come è potuto venir meno Colui che  sorgeva al mattino? Chiedi venia, o misero, umiliati e ritornerà la tua luce!”. A queste parole uno di essi rispose: “Voi siete nelle tenebre, perché, dimentichi dalla vostra nobilissima natura, vi fate Dio un uomo e proponete di sottomettervi a uno più ignobile di voi. Grande è la vostra demenza: che vogliate abbassare voi che siete elevati e innalzare quelli che sono posti in basso!”. Anche un altro dalla parte di Lucifero aggiunse, volendo mettere loro d’accordo, e disse: “Ascoltate tutti il mio parere e siate appagati di quello: poiché piacque a Dio di assumere la natura dell’uomo, l’assuma pure e siate appagati di ciò; ma assuma anche la nostra natura e non sarà fatta ingiuria a nessuno”. Lucifero soggiunse: “Non mi piace ciò che dici, perché non posso sopportare che un uomo sia uguale a me”.E quello: “ Si deve scegliere il male minore! Una  volta che è stato deciso che Dio divenga uomo, se (avverrà) anche che un Angelo sarà stato Dio, sarà (per noi) un male minore”. Una gran parte degli Angeli cattivi acconsentirono a questa sentenza, ma altri resistevano e non volevano neanche questo. Alcuni di quelli dicevano anche: “Sia fatto Dio uomo, sia fatto anche un Angelo: ma che gli Angeli e gli uomini adorino un Dio Angelo e gli uomini solo un Dio Uomo; così che gli Angeli in nessun modo si sottomettano a un uomo e se gli uomini non vogliano essere sottomessi a un Dio Angelo, non c’importa; ci basta solo che noi non ci sottomettiamo a quello”. Altri dicevano fra loro: “ sottomettiamoci anche noi al Dio uomo, e quelli al Dio Angelo” ma tutti sostenevano: “ non vogliamo adorare se non quell’unico uomo, non la Madre di Lui, né alcun altro”. E così, o Maria Vergine Santissima, hai compreso questa nostra contesa, infine l’hai udita. E hai inteso in quale modo ci fu qualche accordo sul prossimo concepimento del Figlio Tuo, ma ti respinsero tutti  e non vollero, coloro che erano ingiusti, che regnassi su di loro. Maria disse: “Odo cose inaudite, un grande conflitto fu questo, a Dio resisteva la sua creatura, a causa mia e del Figlio che mi annunci.  È  sorta questa forte tempesta; tuttavia, narra il resto,  di questa grande battaglia, dall’ istante che hai iniziato. Molto volentieri infatti ascolto queste cose segrete. “O Maria”, vedendo noi quelli divisi tra loro, discordi e erranti diversi modi,allora Sealtiele  uno dei nostri compagni,  disse su esortazione di Michele : “ Tutti o infelici errate o siete lontani da Dio, e nessuno di voi parla correttamente e nemmeno infatti tu che hai voluto indurre la concordia parli correttamente: vuoi portare una legge alla volontà di Dio, la quale è al di sopra di ogni legge?Similmente , anche voi altri sembra che vogliate obbedire a Dio condizionatamente. Non si deve ricercare la causa della sua volontà; un uomo sarà fatto Dio, non un Angelo; gli Angeli adoreranno quell’uomo e venereranno la Madre dello stesso. Egli non vuole che gli uomini adorino un Angelo”. Queste e simili cose i nostri esponevano contro quelli. Tu servo di Dio, ascolta le cose che qui ho esposto e uniscile a  quelle che già un’altra volta ti ho narrato su questo conflitto, perché sia quelle, sia tutte queste medesime,  ho narrato in quella notte alla Vergine Maria insieme alle parole di Michele, che allora ti ho riferito, e come Dio aspettava la conversione di quelli e come (costoro) non volendo convertirsi,  furono gettati dal cielo nelle oscurità e nelle tenebre.Tutte queste cose allora ho detto a Maria, Regina nostra Santissima e ho aggiunto ciò che Barachiele allora aveva detto, che era qui con me come nunzio dello Spirito Santo. E essendo stato fatto un più lungo scontro fra noi e quelli, o Maria,  allora Barachiele, fratello mio, il quale è qui ad assistere, disse:  “Convertitevi o miseri, convertitevi; ecco Dio nostro benedetto vi attende e benignamente vi aspetta, atrimenti, precipiterete nell’abisso e scenderete negli inferi. Benedite il Signore, magnificate il vostro Creatore nel quale c’è somma giustizia e nessuna iniquità” Ma essi tra loro dicevano: dov’è quell’Abisso? Dove sono gli Inferi?Infine poiché quelli non volevanoobbedire, subitamente il Padre Onnipotente creò il Sole con i Cieli inferiori e gli elementi, come ti dissiquell’altra volta, servo di Dio. Così allora manifestai ogni cosa a Maria, riguardo quegli stessi che respingevano le salutari ammonizioni di Barachiele, fratello nostro;  (che) furono gettati e chiusi in queste tenebre.  Allora , o Maria, Michele, assumendo le parole di Barachiele, cantò questo Salmo a noi che lo echeggevamo: 

Glorifichiamo Dio nostro e esaltiamo il suo Santo Nome;

Egli è il nostro Dio glorifichiamo il Signore nostro ed esaltiamoLo.

La sua destra è glorificata, nella fortezza scagliò via i nostri avversari.

Stolti sono tutti quelli che si oppongono a Lui, maledetti coloro che si discostano dai suoi comandi.

Nello stesso non cade ignoranza, nè errore nella sua volontà, nulla è l’ iniquità .

Qualsiasi cosa voglia è buona e giusta, qualsiasi cosa abbia ordinato è retta e santa.

Con rettitudine attribuisce il bene più grande al minore e il più piccolo al maggiore.

Non sempre (infatti) sono date le cose maggiori ai maggiori o quelle minori ai minori.

Il Primo Intelletto non può errare, l’ottimo non può volere ciò che è male.

Non c’è nulla che sia più anteriore del primo, niente che sia maggiormente migliore dell’ottimo.

Attribuisce a chiunque come piace a Lui, a nulla deve ad uno più di quanto deve all’altro.

Presso di lui è degno soltanto quello che lui avrà reso degno.

Deve essere amato sopra ogni cosa e deve essere adorato come Re Immortale dei secoli.

Avete abbandonato il Dio che ama e vi siete scordati del Signore Creatore.

Avete abbandonato Dio Vostro Fattore e vi siete allontanati da Dio Salvatore Vostro.

Amaste voi stessi più di Dio, voleste essere voi stessi Dei, nonostante il suo invito.

Uno scambio iniquo faceste, abbandonato Dio seguiste una creatura!

Provocaste Dio adorando falsi dei, Lo incitaste all’ira.

Per questo vi abbassaste al rango di pietre e precipitaste dagli alti seggi.

Le cose date da Dio Nostro in abbondanza sono perfette, giuste sono le sue opere e i suoi giudizi.

Dio è ottimo senza alcuna iniquità, santo e retto è il Signore.

Ogni cosa ha congiunto nel Verbo, ha posto ogni cosa nell’Uomo - Dio

L’Amore Eccelso così volle, ciò che era disperso Lo Stesso ha riunito.

Dio è pieno di ogni cosa e ogni cosa è piena di Dio

Non è strano che abbia assunto l’uomo e non ha voluto assumere l’Angelo.

L’uomo assunto, compendia ogni cosa, l’Angelo assunto non avrebbe compreso ogni cosa.

Quanto sono magnifiche le tue opere, o Dio, hai fatto tutte le cose con grande sapienza.

Promettemmo di adorare il Dio fatto Uomo e venerare la sua Genitrice.

Adoratelo tutti voi Angeli, beneditelo o Potestà e Virtù.

O Angeli del Signore Benedite il Dio fatto Uomo, o suoi ministri che fate la sua volontà.

Benedite la Sua Genitrice,  riconoscete gli uomini come vostri fratelli.

Sia Gloria al Dio Trino nei secoli dei secoli, siamo tutti lieti nelle sue opere.

Allora Maria disse: “Beati o voi Angeli che umilmente vi sottometteste alla volontà del Creatore Vostro. Tuttavia vorrei sapere in che modo i nostri primi progenitori caddero così miseramente in peccato!”. Allora io narrai ognuna di quelle che già ti dissi e che hai scritto e dissi a Maria altre cose che non scrivesti, di come fu creato Adamo e della sua obbedienza. Noi Angeli cantammo allora quel Salmo [O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra  Salmo 8]– nel quale sono nove versi e il primo Coro degli Angeli recitò cantando per primo e così avvenne degli altri per ordine. In seguito le rivelai quel salmo del Signore dello stesso profeta che è qui accanto a me, che noi cantavamo eternamente a Dio.


e) Significativi stralci tratti dalla SETTIMA ESTASI:

L’Ottava della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, mentre pregavo il Mio Dio ferventemente nella mia Caverna, fui rapito in spirito e vidi il Signore che sedeva sopra un Trono eccelso ed elevato e vedevo nel medesimo luogo tre Persone, cioè il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, cosicchè il Padre non teneva il Figlio in seno o in grembo, né a destra, o a sinistra, ma dove era il Padre, lì era il Figlio e lo Spirito Santo: erano contemporaneamente. Ciò che a noi può essere compreso, può essere né immaginato, ma non può essere dipinto. Noi invece dipingiamo le medesime persone separate da quella posizione, sebbene non siano nella ripartizione di alcun luogo, tuttavia sono preferibilmente in ogni luogo. E dunque dove è il Padre, è il Figlio e lo Spirito Santo. Ma due Serafini erano nella circonferenza del Trono ed erano sei ali ad uno e sei ali all’altro: fluttuavani a due sul capo, a due sui piedi e ne avevano due estese sulle tibie come se volassero e con voce potente gridavano: “Santo Santo Santo, Il Signore Dio Sabaoth”. Ed erano quei due Serafini, Uriele e Barachiele. Mi trovavo pertanto stupefatto provando tuttavia non poca consolazione nella mia anima. Allora si avvicinò a me l’Angelo Gabriele e mi disse: “ Questa visione a te per questo mostrata è perché renda noto con la tua scrittura il mistero ignoto della Santissima Trinità, affinchè il futuro pastore sappia determinare cosa e in che modo si debba tenere e credere e quale delle vostre opinioni sia vera e quale falsa affinchè siano rimosse dai vostri i litigi, i movimenti scismatici e la molteplicità  delle opinioni.


f) Significativo passo dalla OTTAVA ESTASI

Trasportarono perciò, con inni e cantici, il corpo di Maria  nella valle di Giosafat, mescolati assieme ai Giudei increduli, mentre noi discepoli del Signore, e noi Angeli esultavamo e mentre  essi ugualmente accompagnavamo, io mai la lasciai, scortato dal grande esercito degli Angeli. Tuttavia io protessi l’anima, Uriele mio fratello il corpo, nel sepolcro, e con la stessa anima, una volta spogliato il Purgatorio (di anime purganti) all’alba della stessa notte, feci ritorno nella valle di Giosafat, e da quell’anima sette volte più splendente del sole nell’ultimo suo splendore. Allora tutti gli Angeli la videro beata, subito infatti come uscì dal corpo, cominciò a vedere Dio, con una visione che non si doveva interrompere mai più.