Le 6 CAUSE POSTULATORIE per il riconoscimento dei 7 Arcangeli!

LE 6 CAUSE PER L' APPROVAZIONE DEL CULTO DEI SETTE ARCANGELI

 

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Nel 1800 assistiamo addirittura alla presentazione alla Santa Sede di ben  sei cause postulatorie per restaurare il Culto dei Sette Angeli Nel capoluogo siciliano, infatti,  il culto dei Sette Angeli, era rimasto saldo nell’omonimo monastero,  con tanto di bolle papali di approvazione e di indulgenze ecc, almeno fino ai primi anni del XIX secolo allorchè accadde un fatto davvero spiacevole per la cittadinanza palermitana, che richiamiamo alla memoria attraverso la testimonianza emersa in una delle numerose cause postulatorie. Così ne parla infatti padre Giovanni Battista della Vergine Addolorata - procuratore generale degli agostiniani scalzi, in un documento datato 1832:

“ nell’ anno 1816 o 1817  ritrovandomi in Palermo, ed avendo avuto pelle mani una Appendice degli Officii proprii dei Santi Patroni , e Cittadini della anzidetta città e Diocesi , domandai a diversi ecclesiastici eruditi, perché non si recitavano più tali Officii proprii, e codesti mi risposero , che si recitarono dal Clero Regolare, sino all'epoca in cui fu fatto Arcivescovo di Palermo il Monsignor Mormile, il quale avendo esaminato tale appendice degli Officii proprii dei Santi, osservò che si recitavano non per Decreti della Sagra Congregazione dei Riti Sagri , ma per un Privilegio concesso ai Vescovi delle Spagne, che in allora godeva anche la Sicilia, come soggetta al Dominio del Regno delle anzidette Spagne , ma che non essendo più soggetta alle Stesse, ed avendo la Sicilia il suo Sovrano particolare, non poteva più godere di tale Privilegio , …perciò proibì la recita di tali Officii proprii”. Si scatenò dunque una gara di solidarietà  per restaurare il culto dei Sette a Palermo.  

Tra il 1826 e il 1858 furono presentate innanzi ai Papi del tempo sei cause per la restaurazione del culto dei Sette Arcangeli con richiesta di estenderlo a tutto il mondo cattolico.  Si decise inoltre di allegare alle predette interpellanze centinaia di lettere postulatorie di Cardinali, Vescovi e Sacerdoti, d’Italia e del mondo, onde sortire l’effetto di veder di nuovo riconosciuta tale devozione, in quanto Leone XII aveva invitato l’istante, il dotto teologo spagnolo, Perdro Maria Heredia del Rio, a trovare sostegno nella generalità dei fedeli cattolici.

 

 

1826 - La Prima Causa postulatoria innanzi a Leone XII

Esito: pronuncia negativa, eccezion fatta per Pedro Maria Heredia del Rio cui si concede di officiare la messa dei Sette Angeli in modo privato

La Causa fu presentata,  nel 1826 innanzi a Papa Leone XII, con relatore il cardinale Zurla e istante l’arcivescovo di Palermo Gravina e il dotto spagnolo Pedro Maria Heredia del Rio. Conteneva al suo interno una prima esposizione delle vicende storico devozionali che portarono alla instaurazione del culto degli arcangeli da Palermo a Roma, per opera del pio sacerdote, Antonio Lo Duca. La difesa dei postulanti viene affidata alle deduzioni di Cornelio a Lapide (di cui abbiamo parlato) per confutare l’operato nefasto dei controdeduttori, tra i quali il Cardinale Albizzi.

Il Sommario Addizionale alla causa contiene questi allegati

n. 1° : Una epistola dell’Arcivescovo di Palermo

Mio Padrone:  nel momento in cui ricevei la sua pregevolissima del 12 prossimo passato Novembre diedi quelle disposizioni convenienti per soddisfare a V. su quanto desidera sapere intorno al culto delli Sette Angeli, ed in risultato le mando unito alla presente un libro nel quale si descrive l’istoria di detto Monastero colla descrizione degli Angeli, e tutto altro che V. brama sapere; di più le diriggo  l’ufficio che soleva dirsi, ma che al presente più non si recita, per mancanza dell’approvazione apostolica, per la quale V. può impegnarsi di ottenere: Queste sono tutte le notizie che ho potuto trovare, e credo che altre non possano trovarsi in quest’isola. Intanto  rassegnandomi etc B.L.M. =  suo affezionatissimo, sicuro servitore = P. Card. Gravina”.

n. 2° : Excerptaa P. Cornelio a Lapide in cap. I Apoc.exceptis adnotationibus factis ab autore Dissertationis traditae Emo Relatori

n. 3°: L’officio che si sarebbe dovuto approvare e cioè: 

Dominica Secunda post Pascha, in festo SS. mi Septem Angelorum nostrae Ecllesieae Titularium, et Urbis Panormi Patronorum; Duplex Prime classis cum Octava

N. 4° un sommario con gli eventi di Antonio Lo Duca

 

 

1828 la Seconda Causa apostolica innanzi a Leone XII

Esito: pronuncia negativa con clausola amplius

Riassumiamo la vicenda attraverso le parole del padre Pedro Maria Heredia:

BEATISSIMO PADRE

“..Il patrocinatore della Causa dei Sette Angeli abbenchè nella Congregazione Ordinaria dei Sagri Riti tenuta li 16. Decembre dello scorso anno abbia avuto una negativa , purè avendo trovato nuovi documenti per unirli al già distribuito sommario , supplica per la facoltà di riproporre alla S, C. la stessa Causa , e si lusinga di ottenere tale permesso sì perchè non fu apposto nella contraria risoluzione V ampiixis , e si perchè non è passata in cosa giudicata …”

Questa tra tutte le cause apostoliche era sicuramente la più significativa, perché conteneva una elencazione esauriente di tutte le prove a favore della legittimità dei nomi dei Sette Arcangeli, scoperti nella “Tabula” di Palermo: SS. Michele,  Gabriele , Raffaele, Uriele, Sealtiele, Geudiele, Barachiele.  Riportava inoltre: le due Visioni mistiche avute dal Lo Duca per la costruzione della Chiesa di Santa Maria degli Angeli, la parte centrale del 5° rapto (estasi) della Apocalypsis Nova, una censura molto importante allegata all’opera di Andrea Serrano, la testimonianza dei codici napoletani, veneziani, ebraici con i nomi, le orazioni e la messa, ed infine la clamorosa apparizione dell’arcangelo Geudiele a Madrid presso il monastero delle Signore Reali Scalze.

Il corpo centrale della causa era tutto incentrato sulla meritevolezza del culto dei Sette Arcangeli, sull’efficace protezione delle spedizioni missionarie in Asia e nelle Indie Orientali e sulla confutazione delle tesi dell’Albizzi. Riportiamo  in sintesi le 18 prove di legittimità del culto, ciascuna di esse efficacemente documentata:

Testimonianza dalla Biblioteca Vaticana.

Testimonianza estratta dalla Biblioteca Angelica con orazioni dei Sette Angeli in un certo pio libretto impresso a Roma nel 1595.

Testimonianza delle orazioni dei medesimi Sette Angeli in un sermone italiano del 1606 per Niccolò Aurifico de Bonfigli, Teologo Carmelitano.

Testimonianza dalla Biblioteca Angelica. Sul culto dei Sette Angeli alle Terme di Antonio lo Duca, sulla fondazione di Santa Maria degli Angeli.

Relazione dello stesso culto promosso da Antonio lo Duca alle terme, di Pietro Bombelli , le cui opereRelatio eiusdem cultus ab Antonio Duca in Thermis statuti, ex Petro Bombelli.

Testimonianza della Biblioteca Vaticana, del Padre Annibale Cartusiano, Benedetto Tromby sulla seconda visione di Antonio lo Duca…

Fondazione della Chiesa di S. Maria degli Angeli nelle Terme diOttavio Pancirolo edito a Roma nel 1600

Sulla stessa fondazione, altra edizione tratta dalla Biblioteca Vatcina del 1625

Testimonianza dal Codice nella Biblioteca Vaticana esistente nei libri di Francesco de la Pena, decano spagnolo della Sacra Rota.

Altra testimonianza in un codice della Biblioteca Vaticana.

Altra testimonianza dallo stesso codice, che sembra contenere un frammento della supplca di Antonio Lo duca al Sommo Pontefice..

Quinto Rapto del Beato Amodeo da Sylva presso Pietro de Alva nella Biblioteca Virginale, edizione di Madrid 1649, pag. 686

Della novena a San Raffaele scritta dal Servo di Dio Didaco de Celada, Missionario Apostolico.. dove si parla dei Sette Angeli e di altri Ministeri

Del P. Francisco Garcia, celebre scrittore della Società di Gesù, in una sua operadove commissiona la devozione sui nomi dei Sette Angeli.

Di un certo pio opuscolo in devozione dei Sette Angeli con i loro nomi e offici, con la licenza dell’illustrissimo Vescovo dopo l’approvazione del Rettore del Collegio Gaditano, S.J. Gadibus edito nell’anno 1756

P. Andrea Serrano , della compagnia di Gesù, Procuratore e Missionario nelle Province delle Indie, nelle sue Opera sui Sette Angeli.

Culto del Sesto Angelo dei nostri Sette nel Regio Monastero delle Scalze di Madrid, del cui medesimo S. Pio V concesse la Messa e l’Officio.

Rescritto a favore della Messa dei Sette Angeli, di propria mano di Sua Santità ad istanza del Postulatore , in data 15 agosto 1827

 

1830 La terza Causa innanzi a Pio VIII o più esattamente le Epistole Postularorie di Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Generali dell’Ordine per rispristinare il culto dei Sette Angeli. 1830 innanzi a Pio VIII.

Ecco l’elenco di tutte le postulatorie presentate nel 1830 innanzi a Pio VIII: 1) Filippo Filonardi Arcivescovo di Ferrara. 2) Placido Tudini Arcivescovo di Biella. 3) Massimo Mazlun Arcivescovo di Mira. 4) Gregorio Baghinanti Arcivescovo di Teodosiopo in Armenia. 5) Basilio Tomaggian Arcivescovo di Dyrrichium in Macedonia. 6) Giacomo, Vescovo di S. Severino (oggi diocesi di Camerino - S. Severino – Marche). 7) Stanislao Lucchesi Vescovo di Foligno. 8) Francesco Saverio Domeniconi Vescovo Aletrino. 9) Domenico Moreno Vescovo di Cadice in Spagna. 10) Matteo Franco de’ Pii Operatori Vescovo di Catanzaro. 11) Stefano Vescovo di Orope. 12) Pietro Ignazio Marolda Vescovo di Marsico e Potenza. 13) Michele Vescovo di Oria. 14) Fortunato Maria Vescovo di Civita Castellana. 15) Antonio Baldini Vescovo di Neocesarea e Canonico dell’Arci basilica lateranense. 16) Bartolomeo Vorrone Vescovo di Sessa Aurunca. 17) E. Cardinale Giuseppe Marrozzo Vescovo di Novara. 18) Gaspare Bernardi Vescovo di Viterbo. 19) Francesco Maria Vescovo di Massa. 20) Rainerio Vescovo di Pisa. 21) Gaetano Bonanni Vescovo di Norcia. 22) Giovanni Arcivescovo di Efeso. 23) Albertino Vescovo di Nicosia. 24) Gregorio Vescovo di Agathopoli. 25) Michele Vescovo di Cuneo. 26) S.R.E. Cardinale Cesare Brancadoro e Arcivescovo Firman. 27) Salvatore Lettieri Vescovo Neritonense nel Regno di Napoli. 28) Giuseppe Maria Pellicano Vescovo di Gerace nel regno di Napoli. 29) Ignazio Giovanni Cadolini, Vescovo di Cervia. 30) Michele Palmieri Vescovo di Monopoli nel regno di Napoli. 31) Francesco Maria Ciprianio Vescovo di Veroli. 32) Paolo Vescovo Illerdense in Spagna . 33) Costantino Vescovo di Filippo. 34) Gelasio Vescovo di Cariati nel regno di Napoli. 35) Eustachio Arcivescovo di Siponto. 36) Giuseppe Adeodati Vescovo Apuano in Etruria. 37) Sabastiano Vescovo di Arezzo in Etruria. 38) Giovanni Vescovo di Tiferno. 39) Pietro Antonio Vescovo di Segni. 40) Vescovo di Sutri. 41) Andrea Vescovo di Lucera. 42) Giuseppe Lastaria  Vicario Capitolare della sede Vacante dell’Arcidiocesi di Amalfi nel Regno di Napoli. 43) Vincenzo Maria Armentano vEscovo di Mileto. 44) S.R.L. Cardinale Jacopo Giustiniani Vescovo di Imola. 45) Maran Vicario Generale della Diocesi Rutinense in Gallia. 46) Domenico vescovo di Catania. 47) Nicolai Vescovo di Patti in Sicilia. 48) Pietro Tasca Vescovo di Cefalù in Sicilia. 49) Francesco Maria Vescovo di Oppido nel regno di Napoli. 50) Aloisio Maria Vescovo di Montalto. 51) Carlo Maria Cernelli, Arcivescovo di Chieti nel Regno di Napoli. (-) ancora un’altra postulatoria di Andrea Portanova Vescovo di Lucera. 52) Cardinale Belisario Cristaldo in Roma. 53) Filippo Speranza Vescovo Caputaquense nel Regno di Napoli. 54) Emanuele Maria Arcivescovo e Vescovo di Sant’Agata dei Goti e Accerra nel Regno di Napoli. 55) Giuseppe Vescovo di Marsi . 56) Giuseppe Marcellino Vescovo di Lublino nel Regno di Polonia. 57) Gabriele Arcivescovo di Sorrento nel Regno di Napoli. 58) Stefano Csech Vescovo Cassioviense in Ungheria. 59) Pietro Antonio Arcivescovo di Corinto. 60) Scherubino Scalo  Vescovo Portoghese. 61) Seconda Postulazione di Matteo Franco, Vescovo di Catania. 61) Nicola Arcivescovo di Camerino. 62) Giovanni Vescovo di Segovia. 63) Federico Cao Vescovo di Zama e Vicario Apostolico nel Regno di Ava & Pegù nelle Indie Orientali. 64) Aloisio Maria Cardelli Arcivescovo di Smirne. 65) Aristaceo Arcivescovo Cesarense. 66) Isaia Vescovo  di Bobbio e Piacenza. 67) Giuseppe Saviero Poli, Vescovo Tursi. 68) Giuseppe Maria Amorelli Vescovo di Siracusa in Sicilia. 69) Giovanni Francesco Cappelletti, Vescovo di Ascoli nello Stato Pontificio. 70) Giovanni De Simone, Vescovo di Conversano nel Regno di Napoli. 71) Vincenzo Maria Maniero Vescovo di Bari (Rubense) e Bitonto.  72) Nicola Caputo Vescovo di Lecce nel Regno di Napoli 73) Vescovo di Lodi. 74) Giovanni Battista Vicario Generale del Capitolare della Diocesi di Terni nel Regno Austriaco. 75) E.R. Cardinale Pietro Gravina, Arcivescovo di Palermo

Postulazioni Private n. 1  Vincenzo Maria d’Addiego e Giuseppe Colasanti - Generale e Procuratore Generale della Religione delle Scuole Pie; n. 2 Gioacchino Ventura Generale dell’Ordine di S. Gaetano; n.3 Onorio di S: Teresa Generale dell’Ordine dei Fratelli Scalzi della beatissima Vergine  Maria del Monte Carmelo; n. 5 Giuseppe Maria Mautone Procuratore Generale della Congregazione del Santissimo Redentore; n. 6 Bernardino Maria Marsicano Vicario Generale dell’Ordine di S: Francesco di Paola; n. 7 Generali dei Chierici Regolari; n. 8 Aloisio Vassia, Vicario Generale della Congregazione dei Chierici secolari della Dottrina Cristiana - Pietro Maria Heredia del Rio

Esito: causa riaperta ma subito sospesa per la morte del Papa

Le cronache parlano di questo documento come di una addenda, ma noi per motivi di semplificazione abbiamo preferito attribuire al suddetto il crisma di “causa” perché in effetti nella medesima, almeno nella parte iniziale sono riprodotte le richieste già formulate nelle due precedenti istanze. Dopo la negazione con clausola “amplius”, che cioè comportava la irricevibilità di successive istanze, Pedro Maria Heredia del Rio ricorse nuovamente al Sommo Pontefice, Pio VIII, dato che non si era formata cosa giudicata, affinchè annullasse tale decreto, che a quanto pare fu avversato  soltanto da un teologo: Albizzi.

Il Sommo Pontefice si era degnato infatti di promettere tale grazia di rivisitare il termine della questione e di allungare per qualche mese la verifica affidata a P. Brandimarta innografo della sacra congregazione. Le prove già presentate nelle due precedenti istanze non furono sufficienti per accordare l’approvazione generalizzata del culto, benché tuttavia, l’allora Papa Leone XII non avesse avuto difficoltà a concedere a padre Pedro Maria Heredia, la celebrazione della messa dei Sette Angeli in via però esclusivamente privata. A quanto pare il Papa, disse che non vi fosse difficoltà per la messa, ma che le circostanze del tempo esigevano limitazioni per estenderla alla generalità dei cristiani. Il terzo responso vide questa volta la presenza di decine  di suppliche o epistole postulatorie di moltissimi cardinali, arcivescovi o semplici presbiteri che abbiamo indicato.

 

1831 - La Quarta Causa innanzi a Gregorio XVI

Elenco Postulatori: oltre a Pietro Maria Heredia del Rio: 1) Vescovo di Squillace, 2) Nicola Vescovo di Maronea nel regno dei Parti (infedeli), 3) Antonio Maria Scalabrini Vicario e Procuratore Generale dei Chierici Regolari, 4) Salvatore Pascale Procuratore Generale della Congregazione dei Pii Operatori, 5) Domenico Secondi Ministro generale degli Ordini Conventuali di S. Francesco,  6) Marico di Maria Procuratore Generale dei carmelitani Scalzi, 7) Giuseppe di S: Francesco procuratore generale degli Ordini scalzi della SS: Trinità della Famiglia Spagnole, 8) Abate Del Reale Monastero di S. Susanna dell’Ordine dei Cistercensi e delle famiglie dei Trappisti di Spagna, 9) Vescovi di Albarracino in Spagna, 10) Vescovo Nocera nello Stato Pontificio, 11) Vescovo Lincieno, 12) Vescovo Noscano nel Regno di Napoli.

ESITO: ragioni di economia e di tempo ostano alla concessione.

Morto inprovvisamente Papa Pio VIII, più di novanta dignitari ecclesiastici presentarono nel 1831 la Quarta Causa (terza secondo le cronache ecclesiastiche) per l’approvazione del culto dei Sette Arcangeli, questa volta innanzi al nuovo Papa Gragorio XVI. Il relatore, Avv. Giovanni Rosatino, riassumeva l’esito dei precedenti pronunciamenti, meravigliandosi della tanta pietà nascente dal culto dei Sette Astanti che aveva generato così tante richieste da parte di Cardinali, Vescovi e semplici sacerdoti, i quali domandavano insistentemente la restaurazione del culto angelico dei Sette Principi. Richiamava alla memoria tutte le bolle di conferma che sia Paolo III, sia Gregorio XIII, che Clemente VIII, (tra gli altri) avevano elargito al Monastero dei Sette Angeli di Palermo, e che quindi ne avevano approvato apertamente la legittimità. Dopo aver delineato a grandi linee lo stato dell’approvazione della messa, l’insigne relatore formulava così la nuova istanza, riassumendo l’esito dei precedenti tre pronunciamenti:

BEATISSIMO PAPA

La devozione degnissima verso li Sette Angeli che stanno avanti al Trono di Dio fu motivo che presso la Sacra Congregazione dei Riti se ne domandasse l'approvazione dell'Officio e Messa , che sino ai tempi nostri era in uso a Palermo; ma nella Congregazione ordinaria del 16 Dicembre 1826 fu risposto “negativa”, che fu confermato con la clausula amplius nella Congregazione del 27 Settembre 1828 a motivo ( per quanto sappesi poi ) che niun Vescovo, ma solo un privato n'era il Postulatore, il quale peraltro ha risposto a tutte le difficoltà che gli sono state opposte. Non mancarono dopo le desiderate petizioni di Cardinali, Arcivescovi , Vescovi, e Capi di Religiose famiglie, dimostranti l'ardente brama di ottenere la detta approvazione, e dilatare tal culto dei sette Angeli. Stampate pertanto queste postulatorie (si riferisce alle lettere del 1830 innanzi a Pio VIII n.d.a.) con breve memoriale ritornossi di nuovo in Congregazione il giorno 17 Luglio 1830 senza che la Causa fosse posta in foglio e credè far rimanere la cosa come era , ordinando che ulteriormente non si ricevesse simile istanza , su di ciò però si reclamò alla sa. me. di Pio VIII, il quale prevenuto dalla morte non potè communicare alla Postulazione alcuna determinazione. A fine quindi di non vedere inutili li pii desideri di tanti ragguardevoli Postulatori, si prega la Santità Vostra a degnarsi di far risorgere tal Causa coll' ordinare che sia esaminata in piena Congregazione di Cardinali e Consultori addetti ai Sagri Riti  ovvero deputare una Congregazione particolare composta di Cardinali addetti al S. Officio e Sacri Riti, o come meglio crederà la S. V. levando la detta clausula amplius etc e qualunque resoluzione contraria etc. Alla Santità di Nostro Signore  PAPA GREGORIO XVI”.

Il documento conteneva nuovamente tutte le contrapposte e significative tesi sull’esistenza o meno di questo culto devozionale, e senza scendere nella difficoltà dogmatica del medesimo, possiamo riassumere tutti i quesiti riducendoli in due interrogativi:

l’uno sulla bontà del culto pubblico per i Sette Arcangeli,
l’altro sulla possibilità che gli stessi possano essere nominati.

Nel fare ciò si richiamavano alla memoria tutti gli argomenti precedentemente analizzati,  riguardanti le figure iconografiche angeliche di Antonio Lo Duca, il valore della sua scoperta devozionale, la questione inerente la natura soprannaturale o meno del dipinto di Palermo, le visioni del Beato Amodeo da Silva, la necessità di prevedere un culto proprio dei sette, le personalità ecclesiastiche che ammisero i nomi degli arcangeli, e le loro testimonianze in merito.

 

1832 La Quinta Causa innazi a Gregorio XVI

Postulatori: 1) Emin. e Rever. Signor Cardinale Giustiniani 5, aprile 1830; 2)  Emin. e Rever. Signor Card. Brancadoro 21 Aprile 1830;  3) Emi et Rmi D. Card. Cristaldi 31 Maggio 1830; 4) Emin. e Rever. Signor Card. Gravina 28 dicembre 1825; 5) Illustr. e Rever. Signor Arcivescovo di Ferrara. ; 6) Illustr. e Rever. Signor Arcivescovo di Mira.  7) Illustr. e Rever. Signor Arcivescodo di Teodosiopoli (Armenia). ; 8) Illustr. e Rever. Signor Arcivescovo di Durazzo 9) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Neocesarea  ; 10) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Pisa; 11) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Efeso ; 12) Illustr. e  Rever. Signor  Arcivescovo Niconiense ; 13) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Filippi; 14) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Siponto e Vasto; 15) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Città di Castello ; 16) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Chieti ;  17) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Sant’Agata dei Goti. 18) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Sorrento. 19) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Corcira (Corfù)  20) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Camerino. 21) Illustr. e  Rever. Signor Arcivescovo di Smirne 22) Illustr. e  Rever. Signor  Aricvescovo di Cesarea. 23) Illustr. e  Rever. Signor Vescovo di Bugello (Lugano). 24) Illustr. e  Rever. Signor Vescovo di San Severo. 25) Illustr. e  Rever. Signor Vescovo Fulginate (Foligno). 26) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo Aletrinense 27) Illustr. e  Rever. Signor Vescovo di Cadice (Spagna) 28) Illustr. e  Rever. Signor Vescovo di catacense  29) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Oropa 30) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Marsi e Potenza  31)  Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Oristano  32) Illustr. e  Rever. Signor  di Civita Castellana , Orte e Gallese 33) Illustr. e  Rever. Signor Vescovo di Susa  34) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Viterbo e Tuscia . 35) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Massa  36) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Norcia. 37) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Agatopoli (sede soppressa di Costantinopoli)  38) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Como  39) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo Neritonense (Regno di Napoli) 40) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Ieropoli (Frigia)  41) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Cervia. 42) Illustr. e  Rever. Vescovo di Monopoli 43) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Veroli  44) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo Illerdense (Spagna) 45) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Cariati  46) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Apuania 47) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Arezzo 48) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo  di Città di Castello 48) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Segni 49) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Sutri e Nepi (Le sedi vescovili di Nepi e di Sutri furono unite dal 1435 al 1986 ) 50) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Lucera  51) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Mileto 52) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Catania  53) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Cefalù  54) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo  Patti (sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela)  55) Illmi et Rmi Signor  Vescovo di Oppido  56) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Mont’alto  57) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo Caputaquense (La Chiesa vallense solo dal 24 novembre 1945 viene indicata con tale denominazione. Sorta come "chiesa pestana" nel IV secolo, si denominò "caputaquense - vallense" dal 16 luglio 1851, allorché da essa venne staccata la diocesi di Teggiano. Attualmente abbraccia quasi tutta quella parte della provincia di Salerno denominata cilento e che nel primo millennio della nostra era veniva indicata col nome di Lucania ) 58) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Sant’Agata dei Goti . 59) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Marsi (Oggi Diocesi di Avezzano) 60) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Lublino (Polonia)  61) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Cissa  62) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo Dionisense (in Arabia) 63) Illustr. e  Rever. Signor Vescovo di Segonia  (Corsica) .  64) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Zama e Vicario Apostolico del Regno di  Ava e Pegu (Ava e Pegu, oggi Arcidiocesi di Yangon - Birmania) . 65) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Bari  66) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Anglona e Tursi (oggi diocesi di Tursi – Lagonegro)  67) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Siracusa 68) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Ascoli 69) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Conversano (oggi Diocesi di Conversano – Monopoli)  70) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Ruvo e Bitonto  ( oggi arcidiocesi di Bari-Bitonto - L'unione delle diocesi di Bitonto e Ruvo perdurò fino al 1982; il 30 settembre di quell'anno infatti la Santa Sede procedette alla nomina di due vescovi distinti per le due sedi. Sulla diocesi di Bitonto fu nominato Andrea Mariano Magrassi, che era già arcivescovo di Bari: in questo modo Bari e Bitonto furono unite in persona episcopi.) . 71) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo della Licia (Turchia oggi soppressa).  72) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Lodi.  73) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Squillace. 74) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo Maronita . 75) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Albarracin (Spagna). 76) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Nocera. 77) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Lione (Francia).  78) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Nusco (oggi l'arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia). 79) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Strasburgo. 80) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Mondoñedo-Ferrol.  81) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo Maroniense e Coadiutore Aladense in Irlanda.  82) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo Cinese e Vicario Apostolico.  83) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Foligno che è succeduto a quello che fece la XXIV. 84) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Assura (rovine presso Zanfour nell'odierna Tunisia - è un'antica sede episcopale della provincia romana dell'Africa Proconsolare, suffraganea dell'arcidiocesi di Cartagine). 85) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo Amerino. 86) Illustr. e  Rever. Signor  Vescovo di Assisi. 87) Reverendissimo Vicario Capitolare della Sede Vacante dell’Arcidiocesi di Amalfi nel Regno di Napoli. 88) Vicario Generale della Diocesi di Rodez in Francia per il Vescovo Assente.  89) Vicario Generale della Chiesa di Lipari in Sicilia. 90) Generale e Procuratore Generale dell’Ordine delle Scuole Pie.  91) Generale dei Chierici Regolari dell’Ordine di San Gaetano. 92) Generale dell’Ordine di San Geronimo della Congregazione di Pisa. 93) Generale dell’Ordine dei Francescani Scalzi della Congregazione italiana della Beata Maria del Monte Carmelo. 94) Procuratore Generale dell’Ordine dei Redentoristi. 95) Vicario Generale dell’Ordine di San Francesco di Paola della Provincia d’Italia. 96) Preposito Generale dei Chierici Regolari di San Paolo. 97) Vicario Generale della Congregazione dei Chierici Secolari della Dottrina Cristiana. 98) Vicario e procuratore Generale dei Chierici Regolari Ministri degli Inferimi. 99) Procuratore Generale della Congregazione delle Opere Pie. 100) Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali di San Francesco. 101) Per il Vicario Generale dell’Ordine dei Predicatori. 102) Vicario Generale dell’Ordine dei Cappuccini. 103) Vicario Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi. 104) Vicario Generale dei Minori Osservanti e Riformati di San Francesco. 105) Vicario Generale  dell’ordine degli Eremiti di Sant’Agostino. 106) Commissario e Procuratore Generale dell’Ordine degli Eremiti Scalzi di Sant’Agostino. 107) Abbate dei Visitatori con il Vicario Procuratore Generale dei Monaci Camaldolensi. 108) Procuratore Generale degli Eremiti Camaldolensi di Toscana. 109) Generale del Terzo Ordine di San Francesco. 110) Abbate e Preside Generale del Sacro  Ordine Cirstercense. 111) Abbate del Reale Monastero di Santa Susanna dell’Ordine Cistercense e della Famiglia dei Trappisti in Spagna. 112) Signor Procuratore dei Monaci di San Basilio. 113) Preposto Generale della Congregazione dei Chierici Scalzi della Santissima croce e Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. 114) Vicario Generale dell’Ordine di Sant’Antonio Abate degli Armeni. 115) Procuratore Generale dei Carmeitani Scalzi della Congregazione della Spagna. 116) ocuratore Generale dell’Ordine della Famiglia degli Scalzi della Santissima Trinità della Spagna. 117) Procuratore Generale di tutto l’ordine della Santissima Trinità per la Redenzione dei Carcerati  et del Ministro del Collegio della Città  dello stesso ordine della Provincia di Castiglia. 118) Procuratore Generale dell’Ordine dei Minori per la Famiglia Ultramontana. 119) Aloisi Belluccetti Canonico Lateranense 120) Venanzio Zarlatti, Vicario Curiale  Lateranense. 121) Canonico Annibale Righi Vicario perpetuo della Sacrosanta Basilica Iulia Callistina di Fonte D’Olio. 122) Fra Gaspare Sorrentino, della Parrocchia di Sant’Andrea delle Fratte. 123) Frate Giovanni Meron della Parrocchia di Sant’Adriano nel Foro Romano. 124) Frate Salvatore Pallares, Guardiano del Convento dei Santissimi Quaranta Martiri e di San Pasquale in Trastevere. 125) Frate  Cherubino de Arienzo dell’Ordine dei Minori Regolari dell’Osservanza, Lettore Giubilato, humilissimamente con altri esponenti. 126) Monache del Venerabile Monastero dei Sette Angeli di Palermo.

Nel 1832 veniva intentata una quinta causa, con nuovo memoriale e sommario, ad istanza di ben centoventotto uomini di Chiesa.  All’interno della causa venivano elencate ancora una volta, le ragioni di legittimità il culto, la grande devozione popolare ancora esistente, verificabile anche solo analizzando l’elevato numero di postulatori, che avevano sottoscritto il documento. La causa tentava altresì di dirimere le controversie mai sopite sul valore da conferire al settenario numerico, se cioè attribuirgli carattere simbolico o meramente numerale. 

 

1858 La Sesta Causa innanzi a Pio IX

Esito: la causa è attualmente sospesa

Nel suo libretto dedicato ai Sette Spiriti Assistenti, il Beato Bartolo Longo ci informa di una circostanza particolare e cioè che “A Gaeta il Re Ferdinando II, dopo che accolse Pio IX esule da Roma, fece dipingere dal Bonito la gran tela rappresentante l’Immacolata, ai cui piedi fanno corona i Santi Sette Spiriti assistenti al Trono di Dio. Ciascuno ha un simbolo speciale esprimente il proprio ministero”. Tale informazione è molto importante per risalire a questa sesta causa di cui rimangono scarsissime notizie.
Nel 1868 Jules Eudes marchese de Merville, pubblica un libro denominato “Pneumatologie: Question des espirts et de leurs manifestations diverses”, tome deuxieme, (Penumatologia, Questioni degli spiriti e delle loro diverse manifestazioni tomo decimo) che reca una appendice denominata, “I Sette Spiriti della presenza e la storia del loro culto”, fa cenno alla sesta causa ormai perduta dei Sette Angeli Assitenti, vediamo cosa dice a pag. 358 :

“…Sembrava che l'Officio dei Sette Angeli, difatti distinto tuttavia dai loro nomi, sparí  con loro e durante un tempo ben lungo: ciò proprio nei nostri giorni, nel 1825, quando noi vediamo un gentiluomo spagnolo, sostenuto dall’Arcivescovo di Palermo, insistere nuovamente presso Leone XII per la restaurazione simultanea sia dell’Officio che dei nomi.  Leone XII approva l’Officio ma respinge i nomi per la ragione, dice, che questa concessione darebbe luogo ad  incessante abuso (..). Come si vede, tutte queste ragioni non condannarono nulla, la questione tra le questioni di pura disciplina. Anche in questi ultimi giorni, la causa è stata ripresa dagli stessi ricorrenti, e portata questa volta innanzi alla Congregazione dei Riti per il referente Cardinale Zurla. “Quanto al nostro Officio” dice Sua Eminenza,”non c’è niente che si oppone, poiché da lungo tempo è in vigore a Palermo, in Spagna, in Italia, e nella stessa Roma, come avviene a Santa Maria degli Angeli e al Gesù (..). Resta ancora solamente la difficoltà dei nomi (..) Ma si ebbe che senza il loro Officio non poteva si svolgere, tant’è che abbiamo davanti agli occhi, a Roma, una novella domanda fatta nel 1831 per quattro o cinque vescovi.

Nel  1832, la domanda di restaurazione dell’Officio dei Sette Angeli e dell’estensione per tutto l’universo cattolico del culto approvato a Palermo fu appoggiata questa volta da quarantasette vescovi e da una folla di uomini di Chiesa.

Infine nel 1858 abbiamo seguito, sempre a Roma, il debutto di una nuova ripresa della caisa presentata questa volta per il Cardinale Patrizi e per il Re Ferdinando II, che parlano a nome di tutto il suo popolo”.

Sappiamo che il Cardinale Costantino Patrizi,  fu vicario generale di Sua Santità per la città di Roma dal 22 dicembre 1841. Arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore (24 maggio 1845), partecipò al conclave del 1846 nel quale venne eletto papa Pio IX. Merville aggiunge ancora che “la Causa è attualmente sospesa”; in pratica fino ad oggi, data di pubblicazione del nostro Libro non si è ne negato ne ristabilito il culto.

 

VALUTAZIONE GLOBALE DELLE SEI CAUSE APOSTOLICHE

È la prima volta che nella storia della Chiesa, ben sei cause apostoliche, sottoscritte peraltro da quasi duecento tra Cardinali, Vescovi, Arcivescovi, Sacerdoti,Generali  di Ordini, provenienti da tutto l’orbe cattolico, non siano riuscite ad ottenere dal Soglio di Pietro la restaurazione di un culto, interprete di centinaia di miracoli documentati ed eventi straordinari. Eppure tale movimento di popolo per la restaurazione di questa devozione deve essere stato davvero eccezionale visto l’alto numero dei postulatori. Evidentemente si scorge nella negazione del culto un’attività demoniaca molto chiara, la quale ha voluto proditoriamente oscurare una devozione, che qualora fosse nuovamente celebrata certo costituirebbe un aiuto straordinario per tutti i fedeli cattolici.